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Quiche

TORTE SALATE PER OGNI OCCASIONE

QuichePreparare una torta salata è semplice e poco impegnativo, il risultato però è sempre molto soddisfacente.

Le torte salate sono versatili, gustose, sfiziose e possono essere anche uno scaltro trucco per far mangiare le verdure ai bambini, nascondendole sapientemente tra gli ingredienti.

Sono anche una preparazione molto comoda, possono essere un gustoso piatto unico ed essere portate in spiaggia durante questo periodo dell’anno, ma sono perfette anche per il pranzo in ufficio o per un pic nic.

L’idea di racchiudere un saporito ripieno in una pasta ha origini antiche. Solitamente veniva utilizzata quella di pane, in passato però non veniva preparata per essere poi mangiata, ma solo per permettere la cottura degli ingredienti e veniva anche utilizzata come piatto da portata. La cornice era infatti spesso bella da vedere, ma dura e poco saporita.

Con il tempo però, si è presa l’abitudine di considerare anche l’involucro come una parte commestibile e così sono iniziati gli esperimenti per trovare le ricette per impasti buoni da mangiare. Oggi solitamente si utilizza la pasta sfoglia, la pasta brisée o la pasta di pane.

PasqualinaCome si diceva, le torte salate sono molto versatili, e con la giusta fantasia in cucina, è facile portarle in tavola spesso senza rischiare di annoiare i commensali.

Ci sono naturalmente anche torte salate con ricette precise e che fanno parte della tradizione, come ad esempio la Quiche Lorraine, tipica della cucina francese e la Torta Pasqualina, una preparazione che solitamente si consuma nel periodo pasquale e che, oltre ad essere squisita, ha anche un significato simbolico. Secondo la tradizione infatti la farcitura di spinaci e ricotta dovrebbe essere avvolta da 33 sfoglie di pasta, proprio a simboleggiare gli anni di Cristo.

Anche il riso si può prestare per la preparazione di torte salate. Un esempio può essere il Tortino di riso con scamorza e GranCotto Naturals, che, accompagnato da un po’ di verdura, può diventare un ottimo piatto unico.

Anguria al mare

FRESCA ANGURIA (O COCOMERO?) A FERRAGOSTO

Mangiare il cocomero (o anguria) d’estate è uno sfizio immancabile!

Sul nome di questo splendido frutto si è pronunciata anche l’Accademia della Crusca che sostiene:

Anguria al mareAnguria è variante settentrionale per il toscano cocomero; il nome entra in italiano attraverso il veneziano dal greco tardo angóuria plurale di angóurion ‘cetriolo’ (Mattioli, av. 1577 scrive: “Chiamiamo noi Toscani le angurie, cocomeri” e Carena nel Nuovo vocabolario italiano domestico del 1869 chiarisce: “Questo cucurbitaceo, il cui nome linneano è Cucumis Anguria, i Toscani chiamano Cocomero, i Lombardi Anguria, così i primi lo denominano dal genere, i secondi dalla specie”). E, considerando altre varietà regionali, “A Napoli il cocomero è detto melone d’acqua (melon d’eau) e melone da pane, il popone. In Calabria, zi pàrrucu (zio parroco), cioè rubicondo come il volto del parroco” (Panzini, Dizionario moderno, 1942). Il cocomero è comunque la forma panitaliana. Nello slittamento settentrionale dei termini, cocomero indica il cetriolo (sempre Panzini: “In Lombardia poi chiamano ‘cocomero’ (cocùmer) quello che altrove si chiama ‘cetriolo’ e si prepara sotto aceto. Similmente a Genova”).

Un frutto dolce, bello, da consumare fresco per dissetarsi nelle giornate più calde, accontentando anche il palato.

AnguriaQuando è matura al punto giusto è piacevolmente dolce, ma come riconoscere l’anguria migliore da acquistare?

Ci sono dei piccoli trucchi da imparare per evitare di fare acquisti sbagliati.

  • Prima di tutto guardare il picciolo, quello dell’anguria migliore non deve essere secco e se da quel punto fuoriesce del succo allora si può stare certi che si sta per portare a casa un frutto maturo e zuccherino.
  • Spesso si vedono persone che danno colpetti all’anguria, è giusto, se il suono che produce è vuoto è un buon segno.
  • Infine un’anguria matura probabilmente avrà delle parti che tenderanno al giallo.

A Ferragosto, magari sotto l’ombrellone, si può gustare un Gelu di Muluna, una specialità Siciliana che si prepara proprio in questa giornata. Un dolce al cucchiaio base di anguria solitamente decorato con foglie di limone e gelsomino.

insalata di pollo

CIBI DA SPIAGGIA – TENDENZE ESTATE 2019

insalata di risoLe abitudini degli italiani a tavola negli ultimi anni stanno cambiando, è evidente. È in netta crescita l’attenzione a ciò che si porta in tavola. Una tendenza sempre più evidente dai consumi e confermata anche da una recente ricerca di Coldiretti/Ixè.

Secondo questa ricerca infatti, i piatti preferiti dagli italiani da consumare in spiaggia sono insalata di riso, insalata di pollo e insalata di mare, opzioni scelte dal 28% degli intervistati.

insalata di polloL’insalata di riso è una tradizione piuttosto recente nella cucina italiana. Il riso infatti è una pianta arrivata dall’oriente e furono gli arabi a diffonderne il consumo dalle nostre parti. Nelle zone d’origine era considerato il cibo dei poveri da noi invece era un cibo per ricchi venduto dagli speziali a prezzi simili a quelli della carne. Probabilmente la paella tipica dell’Andalusia si può considerare l’antesignana dell’insalata di riso, così come il cous cous e il tabulé.

Tornando alla ricerca di Coldiretti, il 20% degli italiani fa una scelta ancora più light sfamandosi in spiaggia solo con una semplice e fresca macedonia. Il 18% invece dice di preferire un piatto di pomodoro e mozzarella, la classica caprese.

parmigianaDiminuiscono le persone che, nonostante il caldo e la svolta salutista del paese, continuano a portare in spiaggia pranzi a base di frittata di pasta o di verdure e le polpette, sono infatti solo il 7% degli intervistati. Ancora meno persone, solo il 6%, continua a non poter fare a meno della tradizionale lasagna e della parmigiana, sicuramente golosa, ma anche dalla digestione indiscutibilmente impegnativa.

Che sia più o meno light, il cibo è sempre tra i primi posti nelle priorità degli italiani. Secondo Coldiretti circa un terzo dell’intera spesa per le vacanze è destinata ai pasti che vengono consumati in ristoranti, pizzerie, ma anche cibo di strada o le specialità gastronomiche del luogo di villeggiatura scelto, si stima che nel totale verranno spesi circa 27 miliardi nell’intero 2019.

arrosticini

ARROSTICINI, INCONFONDIBILI SPIEDINI ABRUZZESI

Quando si decide di preparare una cena a base di carne alla griglia gli spiedini sono una preparazione davvero sfiziosa e immancabile. Piccoli pezzi di carne infilati in un bastoncino capaci di fare felici grandi e piccini.

Si possono infilare diversi tipi di carne e alternarli a verdure. Lo spiedino più tipico è composto da carne rossa, carne bianca e salsicce. Anche la variante con il pesce può dare grandi soddisfazioni.

arrosticiniC’è anche una varietà particolare di spiedini originari dell’Appennino abruzzese, gli arrosticini. Di dimensioni ridotte rispetto agli spiedini classici, piccoli bocconcini uno tira l’altro, sfiziosi e particolarmente saporiti. Sono preparati con carne ovina, un tempo di ciavarra, una pecora giovane che non ha ancora partorito, oggi si trovano arrosticini di castrato cioè una pecora di età superiore ai sei mesi e inferiore ai due anni.

arrosticini fornacellaLa preparazione, secondo tradizione, consiste nel tagliare la carne a piccoli cubetti e infilarla in spiedini detti in dialetto cippe o cippitill. Si cuociono poi su un particolare braciere dalla forma allungata a canalina chiamata in zona fornacella, furnacella, rustillire o la canala.

arrosticini cotturaÈ importante che la carne non venga mai a contatto diretto con il fuoco per evitare che bruci e per un risultato davvero squisito deve essere continuamente girata per ottenere una cottura uniforme. La cottura alla brace non è riproducibile con cotture casalinghe, ma si può cercare di ottenere un risultato altrettanto saporito con una marinatura in olio e pepe e rosmarino cuocendoli poi alla griglia o al forno.

L’origine degli arrosticini risale probabilmente alla fine dell’800. Era un cibo tipico dei pastori che se lo preparavano durante la transumanza, negli spostamenti dai pascoli primaverili-estivi a quelli autunnali-invernali, quando si trovavano a vivere in solitudine per lunghi periodi. In questo periodo dell’anno si cibavano degli animali non può produttivi, tagliavano la carne a tocchetti e utilizzavano come spiedi i fusti di piante trovate lungo i fiumi. Alternavano pezzi di carne magra al grasso cosicché anche la carne delle bestie più anziane potesse risultare gustosa.

Solitamente gli arrosticini si mangiano accompagnati esclusivamente da pane casereccio condito con olio d’oliva.

verdure ripiene

VERDURE RIPIENE, BONTÀ ESTIVE

verdure ripieneL’estate è il periodo ideale per fare scorpacciate di verdure ripiene. Una preparazione tipica di quasi tutte le regioni italiane, seppur con qualche variante.

In Piemonte ad esempio è usanza consumare cipolle ripiene di vitella macinata, salsicce e funghi, in Liguria le verdure solitamente si farciscono con mollica di pane e prescinsêua, un formaggio che ricorda la ricotta, ma dal sapore più acidulo. funghi ripieniIn Emilia-Romagna si usa farcire i funghi con pane raffermo, sugo d’arrosto e uova, in Umbria invece i Sedani Neri di Trevi con carne di maiale e cotti nel pomodoro. In Campania si chiamano ‘mbuttunate e in Puglia barchette. In Sicilia si farciscono i carciofi con caciocavallo e salsiccia, le melanzane invece si utilizzano per avvolgere il ripieno di formaggio, acciughe e capperi e vengono poi impanate e fritte.

Questo è quello che suggerisce la tradizione, in realtà però spesso la fantasia, gli avanzi nel frigo, i gusti personali e le tradizioni personali creano le ricette migliori. Si possono anche farcire verdure crude, nei giorni più caldi, per esempio i pomodorini sono ottimi con formaggio spalmabile, mousse di prosciutto cotto o anche di tonno oppure i peperoni possono contenere un’insalata greca con feta olive cipolle e capperi.

Perché il risultato finale sia davvero buono, vietato usare verdure un po’ vecchie e rintanate nell’angolo del frigo, è una pratica diffusa questa, ma il gusto ne risente. Come in ogni preparazione la qualità e freschezza degli ingredienti fa la differenza.

pomodori ripieniÈ importante anche scegliere verdure di dimensioni simili per non avere problemi con la cottura.
Per evitare di lessarle durante la tradizionale cottura in forno, bisogna far perdere l’acqua alle verdure, così da arrostirle e ottenere un risultato finale decisamente più saporito. Dopo averle scavate dunque, è consigliabile salarle e capovolgerle, anche la polpa scavata va salata e messa a sgocciolare in un colino.

Bisogna poi trovare il giusto equilibrio per il ripieno, se troppo, in cottura potrebbe gonfiarsi e fuoriuscire, se troppo poco si perderebbe in golosità.

Il riposo infine permetterà agli ingredienti di amalgamarsi e di portare in tavola un piatto indimenticabile, ma è bene ricordarsi di non servirle mai fredde da frigo. La temperatura ambiente permetterà di assaporarne appieno gusti, profumi e aromi.

acqua aromatizzata

BIBITE ESTIVE HOME MADE

acqua aromatizzataCon il grande caldo estivo è necessario porre attenzione non solo alla propria alimentazione, ma anche all’idratazione.

Mangiare frutta e verdura è sicuramente importante, ma anche bere molti liquidi. L’acqua è perfetta e da bere in quantità.

A volte però è piacevole raggiungere il fabbisogno giornaliero di liquidi anche con bibite fresche e saporite.

Si possono ad esempio preparare facilmente e velocemente in casa delle acque aromatizzate.

Prepararle è facilissimo, è sufficiente unire la frutta o le spezie che si preferiscono e lasciare riposare una notte in frigorifero.

estratti Per gli abbinamenti si può dare largo spazio alla fantasia. L’acqua con il cetriolo è sicuramente la più dissetante, chi lo apprezza può unirlo allo zenzero e magari anche a foglie di menta. I frutti di bosco sono perfetti per preparare una bevanda squisita in pochissimo tempo. Si possono poi abbinare le fragole con l’anguria o le pesche e il melone.

Chi ha l’estrattore in casa può preparare anche squisiti estratti di frutta o verdura e aggiungendo qualche cubetto di ghiaccio diventano davvero freschi e piacevoli in questo periodo. Anche in questo caso La fantasia è l’ingrediente principale, si possono sperimentare abbinamenti di frutta e verdura fino a trovare le proprie ricette preferite. È sicuramente da provare il mix di mele, carote e arancia, un classico intramontabile o anche sedano, carote e limone. Per una bibita particolarmente dissetante è da testare pompelmo, cetriolo e menta o si possono scegliere i frutti estivi e preparare un goloso estratto con pesche, fragole e anguria.

Il tè alla pesca, infine, è una bevanda che si beve con grande piacere. Prepararlo in casa è facilissimo e il risultato così buono che non si potrà più farne a meno.

tè alla pescaTè alla pesca

Ingredienti

1 l acqua

2 bustine di tè

8 cucchiai d i zucchero

1 limone

2 pesche gialle

 

Preparazione

Dopo aver preparato il tè non troppo scuro, unisci il limone e le pesche a fettine, lascia riposare per almeno due ore. Al termine del periodo di riposo filtra con un colino e fai raffreddare.

maccheroni alla Rossini

MACCHERONI ALLA ROSSINI

Gioacchino RossiniGioacchino Rossini, celebre compositore italiano vissuto a cavallo tra il XVIII e XIV secolo, oltre ad essere l’autore, ad esempio, de Il Barbiere di Siviglia era un grande amante della buona cucina.

Famoso per le sue opere musicali, ma anche per alcune frasi che fanno capire quanto, oltre alla musica, amasse il buon cibo.

tartufiDiceva infatti: L‘appetito è per lo stomaco quello che l’amore è per il cuore.

E anche: Mangiare, amare, cantare e digerire sono i quattro atti di quell’opera comica che è la vita.

Aveva una passione per i tartufi, in particolare quelli di Acqualagna, zona ricca di questo particolare prodotto e vicino a Pesaro città d’origine del musicista.

Della sua passione restano varie ricette nelle quali il tartufo non manca mai. Come ad esempio i Maccheroni alla Rossini e i Tournedos alla Rossini una pasta molto saporita con funghi e tartufo e cuori di filetto di manzo cotti al sangue e insaporiti con fois gras e tartufi.

 

Maccheroni alla Rossini

Per 4 persone

Ingredienti

320 g di maccheroni

200 g di burro

200 g di Formaggio grattugiato

50 g di groviera grattugiato

2 l di brodo

20 g di funghi secchi

4 tartufi tritati

200 g di prosciutto magro tritato

2 pizzichi di miscela quattro spezie

1 mazzetto di odori (alloro, timo e rosmarino)

2 pomodori ramati

4 dl di panna

4 bicchieri di champagne

arancia amara q.b.

pangrattato q.b.

Sale q.b.

Preparazionemaccheroni alla Rossini

Unisci 100 g di burro e 100 g di formaggio grattugiato e scioglili in una padella con un po’ di brodo. Aggiungi i funghi dopo averli fatti riprendere in un po’ d’acqua. Unisci anche i tartufi tritati, il prosciutto magro, le spezie, gli odori i pomodori tagliati a cubetti piccoli, la panna, lo champagne e lascia cuocere molto lentamente per circa un’ora.

Cuoci i maccheroni in abbondante brodo al quale avrai aggiunto qualche cucchiaio di panna e qualche goccia di succo di arancia amara. Quando saranno cotti al dente scola bene.

Disponi a strati in una teglia i maccheroni il formaggio grattugiato, la salsa e il gruviera. Ricopri con pangrattato e burro e fai gratinare in forno

 

ananas al sole

ABBRONZARSI A … TAVOLA

ananas al soleArrivato il sole estivo, si inizia a scoprire il corpo a vestirsi meno e anche ad andare al mare o in piscina per vacanza o anche solo per staccare la spina un paio di giorni nel week end.

Sono mesi questi, importanti per fare il pieno di vitamina D, una sostanza alla base della nostra salute, utile tra le altre cose, a mantenere le ossa forti, a stimolare il sistema immunitario e con un forte potere antidepressivo. Purtroppo però non è una sostanza facile assumere, per questo molte persone si riscoprono carenti di vitamina D.

Si trova in alcuni alimenti come il pesce, in particolare trota, sogliola, sgombro, salmone, pesce spada, storione, tonno e sardine, nelle uova e anche nel latte. Ma la fonte principale è l’esposizione al sole, per questo i mesi estivi sono da sfruttare per ricaricare le scorte del corpo e resistere all’inverno

Durante questo periodo è quindi importante esporre la propria pelle ai raggi solari. Per proteggersi dai raggi solari cattivi è fondamentale l’utilizzo di una crema solare adeguata al proprio tipo di pelle. Se si vuole unire un po’ di vanità e raggiungere anche un’abbronzatura perfetta dal punto di vista estetico, curare l’alimentazione sarà un grande aiuto per ottenere risultati strepitosi.

betacarotenePer stimolare la produzione di melanina è necessario assumere le giuste quantità di beta-carotene, precursore della Vitamina A, sostanza facile da trovare in natura.

Per raggiungere questo obiettivo sono particolarmente indicati i vegetali gialli, arancioni e verdi ad esempio carote, radicchi e albicocche e sono d’aiuto anche insalate, cicoria, lattughe, meloni, peperoni, pomodori, fragole o ciliegie.

L’idratazione della pelle è basilare per ottenere una tintarella bella e duratura per questo è fondamentale bere molta acqua in modo da reintegrare le abbondanti perdite di liquidi dovuti all’inevitabile sudorazione, e non solo spalmarsi la crema idratante dopo la doccia.

omega 3Inoltre per tenere alla larga fastidiosi eritemi vengono in aiuto gli Omega3. Per essere sicuri di assumerne bisogna portare a tavola salmone, avocado e noci.
Vietato però pensarci solo all’ultimo, è necessario prepararsi in tempo e mangiare con frequenza questi alimenti almeno un mese prima di quando si prevede una lunga esposizione al sole.

Come dicevamo, per salvaguardare la propria salute, si deve anche proteggere la pelle in modo adeguato. Per evitare i danni dovuti al sole si dovranno scegliere creme con il giusto filtro solare. Ma consumare i cibi giusti permetterà di raggiungere l’obiettivo di una pelle dorata in modo piacevolmente goloso.

Insalata di pasta

TRUCCHI PER CENE GOLOSE PRONTE IN POCHI MINUTI

carrello spesaLa sensazione di rincorrere le giornate è comune a molte persone, a volte però l’organizzazione può essere un importante aiuto per riuscire a vivere le giornate con meno frenesia.

Il momento della spesa è molto importante per riuscire ad affrontare la settimana con meno acqua alla gola. Avere il frigo pieno di alimenti che possiamo definire furbi evita di perdere eccessivo tempo durante la settimana nel rattoppare con acquisti dell’ultimo minuto per organizzare la cena.  Per questo uova, formaggi e salumi non possono mai mancare, durano a lungo in frigorifero e uniti a verdure, pasta o riso possono diventare, in poche mosse, una squisita cena.

Portarsi avanti nel week end è un trucco importante per riuscire a servire in tavola durante la settimana piatti golosi e veloci da preparare. È comodo ad esempio trovare in frigo delle verdure già cotte che possono diventare velocemente un condimento per la pasta, magari aggiungendo qualche dadino di prosciutto o di pancetta se si vuole ottenere un piatto più saporito o un contorno per carne, pesce e uova.

pasta con pomodoriniInsalata di pastaIn questo periodo dell’anno, poi, i pomodorini sono di stagione e proprio per questo particolarmente gustosi, averne sempre in frigorifero garantisce una pasta semplice e velocissima da preparare e, volendo, da arricchire con olive o capperi per un sapore più deciso.

 

Anche i legumi sono di grande aiuto per preparare pasti veloci. Se si sceglie di utilizzare quelli secchi vale la regola del portarsi avanti nel week end lasciandoli a mollo e cucinandoli in anticipo. Per maggiore praticità si possono utilizzare quelli in scatola pronti in pochi secondi e con i quali preparare nutrienti insalate fredde, minestre o hummus.

Con questi piccoli trucchi e attenzioni le settimane scorreranno con meno fatica e sarà possibile trovare del tempo da dedicare a se stessi.

 

spaghetti aglio olio e peperoncino

SPAGHETTI AGLIO, OLIO E PEPERONCINO… SEMPLICEMENTE PERFETTI!

spaghetti aglio olio e peperoncinoQuando il frigorifero è proprio vuoto, quando non si ha voglia di cucinare, quando vuoi preparare un piatto di pasta da mangiare con gli amici, magari a tarda notte.
Tutte occasioni perfette per preparare uno sfizioso piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino.

Gli spaghetti aglio e olio e peperoncino hanno origine sicuramente nel sud Italia, dove olio e peperoncino erano gli ingredienti alla base di molti piatti. In particolare sembra che l’origine sia partenopea, sarebbe quindi una versione povera degli spaghetti alle vongole un tempo conosciuto come vermicelli alla Borbonica o anche come vermicelli con le vongole fujute. Si dice che un tempo si usassero anche sassolini di mare fatti saltare in padella per dare un po’ di sapore di pesce e poi tolti prima di servire. Esiste poi una variante che prevede l’utilizzo dell’acciuga per donare il sapore del pesce delle vongole però mancanti.

spaghetti aglio e olioUna pasta semplice da preparare, ma anche semplice da rovinare. Basta fare un po’ di attenzione a qualche tipico errore per portare in tavola un piatto buono gustoso.

Prima di tutto l’aglio, che si può usare vestito (con la pellicina) per un piatto più delicato, rosolato intero o tritato, l’importante però è che non venga bruciato, rovinerebbe irrimediabilmente il sapore finale. Inoltre, meglio togliere l’anima interna per non portare in tavola un piatto troppo difficile da digerire.

La pasta deve essere lunga, spaghetti o linguine, nessun altro formato è accettabile per una buona pasta aglio, olio e peperoncino!

Pasta aglio olio e peperoncinoNon esagerare con quest’ultimo ingrediente, meglio tenerne da parte un po’ e aggiungerlo direttamente nel piatto per non rischiare un risultato troppo forte.

Durante la cottura è bene tenere da parte un po’ di acqua di cottura che servirà per amalgamare bene gli ingredienti e per rendere la pasta piacevolmente cremosa, per questo è importante anche che la pasta sia cotta al dente, altrimenti in questo passaggio si rischia di scuocerla.

Per perfezionare questo semplice piatto si può aggiungere, inoltre, abbondante prezzemolo e pan grattato.

baccelli fave

LA STAGIONE DELLE FAVE

baccelli faveFave salame e pecorino, un abbinamento squisito di cui fare grandi scorpacciate proprio in questo periodo dell’anno.

Le fave sono un legume ricco di ferro, vitamina C, vitamine del gruppo B e fibre. Si possono mangiare crude quando sono fresche, ma sono ottime anche consumate cotte. La natura le rende disponibili fresche per un breve periodo dell’anno, si raccolgono infatti tra maggio e giugno, ma come tutti i legumi, sono facili da conservare e si possono consumare durante l’anno surgelate o essiccate.

Le fave fresche si acquistano nei loro baccelli, per poterle mangiare occorre aprirli staccarli, togliere l’escrescenza che ricopre il seme della fava ed eventualmente togliere la pelle esterna un po’ più dura e amara. purea di faveA questo punto si possono servire crude, di solito insieme a pecorino e salame, oppure si possono utilizzare per preparare condimenti per la pasta o per contorni, intere o sotto forma di purea. Si abbinano molto bene anche con speck, pancetta e ai formaggi in generale. Si possono mangiare anche i baccelli, per portarli in tavola si devono bollire qualche minuto e poi si possono ripassare in padella con aglio o cipolla e spezie per insaporirli.

Per riconoscere se si stanno acquistando le fave davvero fresche bisogna guardare il baccello che deve essere “croccante” al tatto, se invece è molle e si apre con difficoltà le fave sono un po’ vecchie.

faveLa pianta delle fave viene utilizzata anche per arricchire i terreni, producono infatti molto azoto per questo vengono utilizzate per preparare alcuni concimi naturali. Per la stessa ragione viene spesso coltivata in rotazione oppure piantata in modo uniforme all’interno di altre piantagioni.

Ai tempi di Pitagora si riteneva che il baccello rappresentasse l’accesso al mondo dei morti e che le anime dei defunti fossero racchiuse nei suoi semi. Secondo la tradizione popolare italiana invece porta fortuna trovare un baccello di fave che contenga sette semi.

È una pianta originaria dell’Asia Minore con una storia molto antica, si trovano infatti alcune ricette a base di fave già nel De Re coquinaria del gastronomo romani Marco Gavio Apicio, vissuto a cavallo tra il I secolo A.C. e il I secolo D.C.

Panzanella con cetrioli

PIC NIC CON LA PANZANELLA

Panzanella con cetrioliCon i primi giorni caratterizzati da temperature miti e dopo il lungo inverno, la voglia di passare le proprie giornate all’aperto si fa sentire. Questo è proprio il periodo dell’anno ideale per organizzare golosi pic nic.

La preparazione del cestino ricopre un ruolo di una certa importanza. È bene pensare a tutto quello che può servire per passare una bella giornata all’aperto. Una coperta da mettere sul prato, tovaglioli, piattini, posate, bicchieri e poi il menù. L’ideale sono preparazioni buone da mangiare anche fredde e semplici da servire, quindi frittate, torte salate, insalata di riso o pasta e panini.

Panzanella con mozzarellaUn’idea semplice e gustosissima da portare al parco, in montagna o in riva al mare è ad esempio la panzanella. L’ideale è prepararla in monoporzioni da distribuire ai partecipanti.

Secondo alcuni si tratta di un piatto povero di origini contadine. È stato inventato dai marinai che sui pescherecci bagnavano il pane con l’acqua di mare unendola poi a degli ortaggi, secondo altri. È una tipica ricetta toscana ed in particolare della città di Firenze, diffusasi dall’inizio dell’800 anche nelle Marche, in Umbria e in Lazio. Una ricetta di recupero semplice leggera, ma anche ricca di gusto.

Già nel 500 il pittore fiorentino “il Bronzino” scrisse dei versi che fanno pensare proprio alla panzanella.

Chi vuol trapassar sopra le stelle
en’tinga il pane e mangi a tirapellePanzanella in crosta
un’insalata di cipolla trita
colla porcellanetta e citriuoli
vince ogni altro piacer di questa vita
considerate un po’ s’aggiungessi
bassilico e ruchetta”.

Gli ingredienti base sono: il pane senza sale toscano vecchio di qualche giorno, pomodoro, cipolla, basilico ed è condita con olio, sale, pepe e aceto, ingrediente questo fondamentale e da utilizzare in abbondanza per ottenere il vero sapore della panzanella. Si possono aggiungere inoltre, olive, centrioli, capperi, uova o tonno per personalizzarla e renderla più ricca.

Uova

LA RISCOPERTA DELLE TRADIZIONI PASQUALI

Agnello (1)Mancano poche ore a Pasqua, molte famiglie sono già alle prese con i preparativi per festeggiare insieme a tavola.

Preparare in casa il menù dall’antipasto al dolce, come si faceva un tempo, è un trend in grande crescita, per riscoprire i piatti della tradizione, ritrovare i sapori di un tempo e portare in tavola piatti ancor più genuini. Secondo un’ indagine indagine Coldiretti/Ixè, il 59% delle famiglie italiane ha deciso di cimentarsi anche nella preparazione dei dolci pasquali, seppur non siano sempre così semplici da preparare.

Agnello (2)Che siano fatte in casa o acquistate, sulle tavole degli italiani saranno immancabili le colombe e le uova di cioccolata, scelte dal 70% delle famiglie.

Sulle tavole ci saranno piatti di lunga preparazione, che si gustano solo in poche occasioni proprio perché molto impegnativi da cucinare, ma anche le semplici uova. Sono un simbolo irrinunciabile di questa festa. Quelle di cioccolato, tanto amate da grandi e piccini, ma anche quelle sode da consumare con gli asparagi o magari durante il pic nic di Pasquetta. Le case inoltre, saranno rallegrate dai colori vivaci delle uova dipinte, magari con l’aiuto dei bambini.

Tenendo in considerazione anche quelle che verranno usate per le preparazioni casalinghe di ricette tradizionali e quelle utilizzate per i prodotti industriali, saranno circa 400 milioni le uova consumate durante tutto il periodo pasquale.

UovaUn alimento che fa parte delle tradizioni del periodo, ma che negli ultimi anni si è rivelato molto apprezzato dagli italiani. Nel 2018 le uova fresche hanno subito un balzo record del 14% di vendite. Il consumo di uova infatti è in crescita, anche grazie alla riscoperta delle preziose proprietà nutrizionali. Hanno infatti un importante contenuto proteico e una limitata quantità di calorie, un uovo medio ne contiene circa 78, sono perfette quindi anche per chi ha necessità di tenere sotto controllo il proprio peso.

Non tutti gli italiani però passeranno i prossimi giorni seduti a tavola. Complice forse le temperature miti date dal periodo e le numerose feste, particolarmente ravvicinate, sono tanti gli italiani che hanno scelto di partire. Il 40% ha scelto come destinazione il mare e il 27% invece le città d’arte.

gelato

COME RICONOSCERE UN BUON GELATO

gelatoGli italiani sono dei grandi amanti del gelato, secondo Coldiretti sono più di sei i chili consumati ogni anno da una persona.

Una tradizione, quella del gelato, tutta italiana, le prime notizie che lo riguardano risalgono infatti alla metà del XVI secolo quando alla corte dei Medici introdussero stabilmente sorbetti e cremolati ai banchetti

Riconoscerne uno davvero buono e di qualità però non è sempre semplice, ci sono degli indizi che possono aiutare nella scelta della gelateria in cui entrare per una golosa merenda rinfrescante.

coppette gelatoAncora prima di entrare si può sbirciare il bancone e trovare delle utili indicazioni ad esempio dal colore dei gusti che non deve essere troppo acceso. La frutta tende un po’ ad ossidarsi e la vivacità del suo colore ad affievolirsi, quando invece appaiono molto colorati quasi sicuramente sono stati aggiunti dei coloranti.

Anche la quantità di gelato nelle vaschette è un’importante indicazione di qualità, se ci sono delle grandi montagne di gelato è probabile che sia stata utilizzata una buona dose di grassi vegetali idrogenati che permette al gelato di non sciogliersi.

vasche gelatoPer capire se si sta per mangiare un cono o una coppetta davvero buona si possono osservare anche i gusti proposti, un menù con gusti a frutti non di stagione molto probabilmente saranno preparati con ingredienti liofilizzati.

Anche il sapore è un importante indicatore di qualità. Se il gelato è davvero buono i sapori si devono sentire e distinguere bene. I gusti dei gelati non artigianali tendono ad assomigliarsi fra loro perché vengono preparati da una base comune alla quale viene aggiunto solo alla fine l’ingrediente che ne definisce il gusto. Inoltre il sapore deve essere persistente in bocca e non svanire troppo velocemente.

Infine avere una forte sete dopo averlo mangiato è indice che sono stati utilizzati dei grassi vegetali al posto della panna che dovrebbe essere la vera protagonista dei gelati artigianali

Buddha bowl

Buddha Bowl una ciotola ricca di benessere

Buddha bowlFresca, bella, sana, colorata, la Buddha Bowl è una preparazione perfetta per pranzi ricchi di salute soprattutto nelle giornate dalle temperature miti. È un piatto di origine indiano diventato emblema di comfort food e che sta riscuotendo grande successo negli USA e nel Nord Europa.

Si tratta di una ciotola ricca di verdure cotte e crude, cereali, legumi e carne, scelte tenendo in considerazione sapori consistenze e colori di ogni alimento.

Non è una semplice insalatona, osservandola si riconosce infatti l’estrema cura estetica della presentazione del piatto, tipica della cultura orientale. Ogni ingrediente ha un suo spazio, ben separato dal resto della composizione e l’insieme oltre che molto buono è anche bello. Una caratteristica questa che fa sì che diventi regina dei social e che contribuisce al suo grande successo.

L’origine del nome non è sicura, ma sembra che faccia riferimento a Buddha, una figura emblematica per la religione buddista. Buddha solitamente è Buddha bowl 2raffigurato in posizione meditativa e ha una grande pancia che avrebbe proprio ispirato il nome di queste ciotole. Secondo una leggenda però il nome deriva dall’usanza degli antichi monaci buddisti che usavano viaggiare in peregrinazione e presentarsi di casa in casa con una ciotola vuota che veniva riempita con il cibo che c’era a disposizione nella famiglia, in cambio del quale il monaco era solito benedire la casa.

Non esiste una ricetta unica, si può realizzare ogni volta una ciotola con ingredienti diversi accontentando i propri gusti e magari anche la stagionalità delle verdure. L’importante è che si arrivi ad ottenere un piatto unico che racchiuda in sé tutti i nutrienti necessari in un pasto.

Buddha bowl 1Ci devono essere dunque dei cereali, come riso, farro o orzo, una parte deve essere dedicata alle proteine che possono arrivare da legumi, carne bianca alla griglia, uova o tofu, infine, a completare il piatto, serve un’abbondante porzione di verdure crude o cotte, un po’ di semi, magari di lino, sesamo, chia o garofano e volendo anche della frutta secca come noci pinoli, anacardi.

Un modo per preparare un pasto semplice, sano e molto nutriente grazie al quale è possibile fare un pasto sano, ricco e che non appesantisce.

 

hambuerger classic

HAMBURGER, LE ORIGINI E IDEE PER RICETTE DA PROVARE!

hambuerger classicCarne macinata, spezie, bacon, formaggio, pomodoro, insalata, salse e pane, questi gli ingredienti più utilizzati per preparare un hamburger, un tipico piatto d’oltreoceano che ha però un’origine europea.

Le polpette di carne bovina erano comuni nella città e nel porto di Amburgo e si pensa che i numerosi tedeschi immigrati negli Stati Uniti nel XIX secolo abbiamo contribuito alla diffusione della ricetta.

L’hamburger è un prodotto tipico dei fast food, ma negli ultimi anni è diventata anche una preparazione gourmet. Si sono moltiplicati i locali che preparano panini farciti con ingredienti gustosi e fantasiosi.

Prepararli a casa è semplice e si possono sperimentare numerose varianti per scegliere poi la propria preferita.

hambuerger legumiLa carne solitamente è di manzo, ma può essere anche di vitello o di pollo ad esempio. In generale è importante che non sia troppo magra per non rischiare di trovarsi un hamburger troppo stopposo dopo la cottura. Può essere insaporita con spezie come pepe, paprika, curry o zenzero. Un trito di prezzemolo basilico, rosmarino e erba cipollina possono contribuire a rendere l’hamburger davvero speciale.

Il classico bacon si può sostituire con lo speck magari abbinato alla scamorza per un gusto affumicato. Per un sapore più fresco invece si può scegliere di farcire panino con qualche fetta di prosciutto crudo, mozzarella e magari un po’ di rucola.

hamburgerOttimi possono essere anche gli hamburger preparati con merluzzo impanato o con salmone. Sono squisite anche le varianti di legumi, preparati con ceci magari abbinati a qualche fetta di coppa resa croccante in padella, fagioli o lenticchie che si possono impastare con un po’ di cotechino per ottenere una svizzera più morbida e saporitissima.

Si può variare anche sul tipo di pane. Solitamente si sceglie il panino bun, un pane molto soffice spesso ricoperto di sesamo, ma possono essere molto soddisfacenti anche panini con una crosta più croccante o magari ai cereali.

La fantasia è come sempre un’ottima alleata in cucina e permette di portare in tavola preparazioni gustose e sempre nuove.

 

zeppole

ZEPPOLE PER LA FESTA DEL PAPÀ

zeppoleLe zeppole sono un dolce profondamente radicato nella tradizione napoletana e si consuma abitualmente il 19 marzo per celebrare la Festa del papà.

Sono due le leggende principali che si tramandano sull’origine delle Zeppole. Secondo la tradizione dell’epoca Romana, Giuseppe, dopo la fuga dall’Egitto, per riuscire a mantenere Maria e Gesù decise di vendere frittelle ed ecco perché proprio questo dolce fritto è diventato il dolce che si consuma proprio il giorno di San Giuseppe.

Secondo altre fonti la tradizione sarebbe legata alle Liberalia, che in epoca Romana si celebravano il 17 marzo e durante le quali si bevevano fiumi di vino e si gustavano squisite frittelle di frumento, cotte nello strutto bollente. Questa festa si andò a perdere, ma con l’arrivo del cattolicesimo il 19 marzo è stato dedicato alla figura di San Giuseppe e venne mantenuta la tradizione delle frittelle.

Gli ingredienti principali delle zeppole sono la farina, lo zucchero, le uova, il burro, l’olio d’oliva, la crema pasticcera, vengono spolverate con lo zucchero a velo e decorate con un’amarena sciroppata per la decorazione.

zeppola napoletanaIl gastronomo Ippolito Cavalcanti è autore della prima ricetta scritta delle Zeppole, viene riportata nel suo rattato di Cucina Teorico-Pratico  e risale al 1837:

Miette ncoppa a lo ffuoco na cazzarola co meza carrafa d’acqua fresca, e no bicchiere de vino janco, e quanno vide ch’accomenz’a fa lle campanelle, e sta p’asci a bollere nce mine a poco a poco miezo ruotolo, o duje tierze de sciore fino, votanno sempe co lo lanatiuro; e quanno la pasta se scosta da tuorno a la cazzarola, allora è fatta, e la lieve mettennola ncoppa a lo tavolillo, co na sodonta d’uoglio; quanno è mezza fredda, che la può manià, la mine co lle mmane per farla schianà si pe caso nce fosse quacche pallottola de sciore: ne farraje tanta tortanielli come solo li zeppole e le friarraje, o co l’uoglio, o co la nzogna, che veneno meglio, attiento che la tiella s’avesse da abbruscià; po co no spruoccolo appuntut le pugnarraje pe farle squiglià e farle venì vacante da dinto; l’accuonce dinto a lo piatto co zuccaro, e mele. Pe farle venì chiu tennere farraje la pasta na jurnata primma.

Una ricetta da provare per festeggiare con gusto!

 

Condivisione social

CON INFLUENCY OTTIENI SCONTI CONDIVIDENDO LE FOTO DEI PIATTI

Condivisione socialLa condivisione della propria vita sui social è una pratica ormai molto usuale. I propri gusti e le proprie preferenze vengono espresse direttamente e indirettamente. Anche il cibo sui social è molto presente ed apprezzato. Fotografare e condividere con gli amici una ricetta sperimentata a casa o un piatto appena servito al ristorante, un panino particolarmente goloso, è una pratica ormai frequente.

Prendendo ispirazione da tutto questo un gruppo di ragazzi studenti dell’Università di Bologna ha ideato e realizzato Influency un’app che permetterà a tutti di ottenere sconti o prodotti in omaggio in cambio di foto pubblicate sui propri profili social. Il loro progetto è stato presentato ad un contest di business creativity organizzato dal circuito di residenze Camplus a Bologna, lo vincono e ottengono il sostegno di un gruppo di imprenditori locali.

Condividere sui socialL’idea è che chiunque può essere un influencer nel proprio piccolo. Pubblicare la foto di un prodotto che si utilizza spesso per cucinare o il piatto che si sta per consumare è un modo, a volte involontario, per fare pubblicità all’interno della propria nicchia. Tutti hanno un impatto su una fetta seppur piccola di follower. Tra gli amici c’è un legame di fiducia, un elemento di grande importanza nel mondo digitale. Il classico passa parola oggi si può fare sui social.

LikeMa come funziona?
I locali convenzionati offrono uno sconto o un prodotto omaggio in cambio di un post o di una story su Instagram, è importante che il locale venga nominato con un tag e geolocalizzato.
Il cliente dunque pubblica sul proprio profilo la pizza o il panino che sta per gustare e riceve immediatamente un QrCode che servirà per usufruire di una riduzione alla cassa. Lo sconto sarà proporzionato al numero di follower del cliente, ma non è necessario avere numeri impressionanti come quelli di alcuni influencer di fama mondiale. È sufficiente avere un centinaio di amici che seguono il profilo per poter trarre dei vantaggi dal proprio post.

La app per ora funziona solo a Bologna, ma l’idea dei tre studenti è quella di espandersi in tutta Italia.

pistacchi

TUTTE LE QUALITÀ DEI PISTACCHI

pistacchiI pistacchi sono un frutto molto prezioso per le sue qualità nutrizionali, uno snack perfetto da consumare come spezza-fame tra un pasto e l’altro e sono anche un ingrediente facilmente abbinabile in cucina. Utile per preparare condimenti per la pasta, carne, pesce, crostacei, salumi, inoltre è perfetto per i dolci.

Buono, versatile in cucina e capace di fare anche molto bene alla salute. È infatti una buona fonte di ferro calcio, magnesio e potassio e delle vitamine del gruppo B, ma anche la vitamina A C E K.

panino salame pistacchioLa pianta può raggiungere anche i dodici metri ed è originaria del Medio Oriente. Anche oggi le maggiori coltivazioni si trovano proprio in Iran e Turchia.

In Italia la coltivazione del pistacchio è circoscritta alla zona dell’Etna, la produzione è limitata, ma il pistacchio di Bronte è rinomato per il suo gusto unico e particolare. Si riconosce facilmente anche per le sue dimensioni e per il caratteristico colore verde smeraldo. Chiamato in Sicilia l’Oro Verde, è un prodotto di eccellenza ed è tutelato dal marchio DOP. Una coltivazione che per Bronte rappresenta un’importante fonte di reddito.

pesto pistacchioAl pistacchio è anche dedicata una sagra ogni anno a fine settembre. In questa occasione vengono create ambientazioni tipiche dell’antica civiltà contadina e durante la Sagra è possibile assaggiare ed acquistare prodotti in cui il pistacchio è il rigoroso protagonista. Un evento che attira ogni anno migliaia di turisti provenienti anche dall’estero.

Tostato e salato si sgranocchia con piacere all’ora dell’aperitivo, ma, come si diceva, è un prodotto molto versatile in cucina. Ottimo per preparare un pesto unito a pecorino e olio per condire una saporita pasta da preparare in pochi minuti o per rendere speciale un panino. Tritato può diventare una panatura perfetta per carne e pesce. Può essere anche l’elemento croccante di una ricetta come le Praline di mortadella al pistacchio o anche nei Grissini di sfoglia mortadella e pistacchi. In pasticceria si utilizza per preparare gelati, creme, torroni e torte.

zuppa di lenticchie

LENTICCHIE, BUONE E VERSATILI IN CUCINA

zuppa di lenticchieLe lenticchie sono un legume spesso relegato a ruolo di portafortuna a Capodanno, ma che grazie delle sue numerose virtù, dovrebbe essere un protagonista frequente della nostra tavola. Buone e molto versatili in cucina sono l’ideale per preparare ottime zuppe, sono squisite come contorno, perfette per preparare hamburger o polpette, da usare anche sotto forma di farina per preparare pratiche frittate. Abbinate al cotechino sono una grande classico, ma sono ottime anche insaporite da cubetti di speck o pancetta, o da cubetti di zucca.

contorno con lenticchieSono un legume noto per il suo elevato potere nutritivo. Una buona fonte di proteine e carboidrati complessi, ricche di ferro, fosforo e vitamine del gruppo B, ottima fonte di fibre e per questo indicate in caso di stitichezza. Grazie a tutte queste caratteristiche nutrizionali si sono guadagnate l’appellativo di carne dei poveri.

Esistono diverse qualità di lenticchia, quelle di Castelluccio di Norcia sono tra le più conosciute e pregiate. Sono piccole e delicate, non serve ammollo e hanno ottenuto la certificazione IGP.

Le lenticchie rosse, conosciute anche come “lenticchie egiziane”, sono veloci da cuocere usate molto nei paesi medio orientali, ideali per quando si ha poco tempo in cucina, in quanto si cuociono in pochi minuti e molto digeribili in particolare nella versione decorticata.

hamburger di lenticchieLa lenticchia verde di Altamura è chiamata anche lenticchie gigante a causa delle sue dimensioni è infatti più grande rispetto alle altre. È tornata in auge negli ultimi anni e ha ottenuto la certificazione IGP nel 2017.

La lenticchia di Rascino è coltivata nell’Altipiano omonimo ad un’altitudine di 1150 metri. Sono caratterizzate da una dimensione ridotta e un colore non uniforme che va dal rossiccio al marrone scuro. Prodotte in modo naturale senza l’uso di diserbanti, concimi o altre sostanze chimiche molto spesso da aziende a conduzione familiare o da privati per consumo proprio.

Le lenticchie di Onano sono anche in questo caso prodotte all’interno del comune omonimo che si trova nella provincia di Viterbo. I semi hanno origine in Siria e in paesi del Medio Oriente come Palestina, Giordania, Iran. Una volta giunte nel Mediterraneo hanno trovato un terreno molto favorevole per la loro diffusione.

Risotto ai funghi

TRUCCHI E CONSIGLI PER RISOTTI PERFETTI

Risotto allo zafferanoPreparare un buon risotto può essere abbastanza impegnativo se non si conoscono i giusti segreti. È un piatto delicato e gli errori che si possono commettere sono tanti compromettendo così il risultato finale. Si dice che il risotto sia in grado di percepire l’umore e di chi lo prepara e che se il cuoco no sta bene il risultato può risentirne. Sicuramente è un piatto che ha bisogno di un po’ di attenzione e cure per essere sicuri di portare in tavola una pietanza capace di stupire i commensali.

  • Pentola di risottoLa scelta del riso influisce abbondantemente sul rendimento. Prima di tutto è meglio sceglierlo di buona qualità. Solitamente si utilizza il Carnaroli, è molto apprezzato però anche il Vialone Nano, Arborio o il Roma.
  • Il soffritto si prepara con cipolla tritata molto finemente per non rischiare di trovare a fine cottura dei fastidiosi pezzetti. Prepararlo a parte e aggiungerlo al riso dopo la tostatura può essere un piccolo e furbo trucco per non rischiare di cuocerlo troppo o troppo poco.
  • È importante tostare il riso. Per farlo si deve mettere in pentola con olio o burro e scaldarlo a fuoco deciso per al massimo un minuto. Attenzione a non esagerare, il rischio di bruciarlo esiste e si rovinerebbe tutto ancor prima di iniziare.
  • Sfumare il riso con del vino è necessario per conferire un tocco di acidità al piatto e per sgrassare il riso dopo la tostatura. Meglio però scaldarlo prima di versarlo, utilizzarlo freddo blocca la cottura e rovina i delicati chicchi.
  • Per un buon risotto è bene utilizzare un brodo di carne, verdure o pesce, molto meglio se fatto in casa.Risotto ai funghi
  • Girare il riso o lasciarlo cuocere senza mai toccarlo? Sicuramente è un prodotto delicato quindi meglio non mescolare con troppa energia, si rischia di rompere i chicchi e di ritrovarsi una pappa poco invitante. Può essere una buona idea anche utilizzare una frusta al posto del mestolo di legno. In questo modo l’amido liberato dal riso si monta durante la cottura e il risultato è un risotto particolarmente cremoso.
  • Anche il momento della mantecatura è molto importante. Solitamente si fa a fuoco spento e con burro e formaggio grattugiato.
  • Il risotto si prepara sempre al momento, non è come una lasagna capace addirittura di migliorare con il riposo. Il risotto scaldato diventa appiccicoso e scotto.
Pane e marmellata

L’IMPORTANZA DELLA COLAZIONE PER INIZIARE LA GIORNATA CON IL PIEDE GIUSTO

Pane e marmellata

Studi medici dimostrano che saltare la colazione è un grave errore, sia perché iniziare la giornata senza fornire le giuste energie al proprio corpo vuol dire inevitabilmente cominciare con il piede sbagliato, ma anche perché fare colazione può essere d’aiuto per perdere peso.

La colazione (ma anche lo spuntino a metà giornata) permettono di arrivare all’ora di pranzo meno affamati e quindi di tenere sotto controllo le calorie più facilmente. Per questo fare una colazione abbondante aiuta a perdere peso.

colazione salataUna prima colazione ricca è uno strumento fondamentale anche per la regolazione della glicemia e il pasto del mattino è un importante segnale per l’intero organismo. L’ipotalamo è una parte del cervello che, tra le altre cose, si occupa di controllare l’attività endocrina e l’assunzione di cibo. Chi ha problemi con gli zuccheri potrebbe ottenere grandi benefici aumentando le calorie la mattina e diminuendole la sera, scelta ottima anche quando si ha come obiettivo quello di perdere peso.

colazione sanaAl fine di tenere sotto controllo gli zuccheri nel sangue è importante anche la scelta di portare in tavola cereali integrali, capaci proprio di ridurre l’indice glicemico e hanno il vantaggio anche di essere più nutrienti.

Saltare la colazione o bere un caffè al volo sono sicuramente due errori molto importanti se si vuole iniziare al meglio la giornata. Sono molte inoltre le persone che scelgono di eliminare i dolci dal primo pasto del mattino per diminuire le calorie e raggiungere più velocemente l’obiettivo della perdita di peso, una rinuncia però che non è affatto necessaria. Chi ama iniziare la giornata con sapori dolci avrà poi molte ore durante le quali utilizzare le energie assunte a colazione.

Quando si vuole tenere sotto controllo il proprio peso dunque è quindi bene scegliere seguendo i propri gusti, dolce o salato, l’importante è che sia equilibrata e nutriente.

 

food dilevry ordine online

IL FOOD DELIVERY, UN SETTORE IN GRANDE ASCESA

food dilevry ordine onlineLe abitudini degli italiani sono in costante evoluzione. Da un lato un’attenzione crescente verso la qualità del cibo che si sceglie di portare in tavola. Dall’altro anche una voglia in calo di stare ai fornelli. Secondo una ricerca di Coldiretti/Censis, il food delivery sembra essere un settore particolarmente dinamico nel mondo della ristorazione.

Sono 18,9 milioni gli italiani che nell’ultimo anno hanno consumato a casa cibo ordinato tramite una piattaforma web da ristoranti e pizzerie.

food delivery3,8 milioni scelgono questa modalità regolarmente, sono  invece 15,1 milioni quelli che la scelgono solo in modo occasionale. In altre parole più di un italiano su 3 nel 2018 ha ordinato i propri pranzi o cene dal telefono o da pc.

Il 57,3 % di chi utilizza il food delivery sostiene di farlo per mancanza di voglia o di tempo da dedicare alla cucina. Il 34,1% invece sceglie questa modalità in occasioni speciali, per offrire ai propri ospiti piatti speciali e di qualità.

Il 28% di chi sceglie di ordinare il cibo a casa da piattaforme web chiede una sicurezza maggiore dei prodotti durante il trasporto per garantire adeguati standard igienici, evitare contaminazioni e preservando così la qualità del cibo. Il 38,1% ritiene anche che sia prioritario migliorare il rispetto dei diritti del lavoro di chi consegna il cibo nelle abitazioni.

Una ricerca della  Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi, dice inoltre che gli italiani dedicano alla preparazione del cibo in media solo 37 minuti, 23 in meno rispetto a 10 anni fa e ben un’ora in mezzo in meno rispetto al 1998. Sono soprattutto i cosiddetti Millennial ad abbassare drasticamente i minuti che si dedicano alla preparazione dei pasti. Giovani under 35 che sono sempre di corsa e consumano pasti velocemente senza staccarsi dalla scrivania.

Una tendenza, quella di cucinare sempre meno, ma di mangiare con gusto e scegliendo la qualità che sembra dunque aver definitivamente conquistato gli italiani.

Pane

STORIA E ORIGINI DEL PANE

PaneUn panino farcito è un perfetto spezzafame a metà mattina o nel pomeriggio. Può sostituire anche un pasto, facendo attenzione agli ingredienti che si utilizzano può diventare un buon piatto unico. È goloso e sfizioso, se preparato in porzioni ridotte può essere un perfetto finger food per aperitivi o buffet.

La farcitura è indubbiamente molto importante, ma anche il pane può fare la differenza, scegliere il tipo di pane giusto in base agli ingredienti è importante se si vuole ottenere un panino perfetto. Per preparare un panino davvero buono è necessario un po’ di attenzione ed impegno, con pochi e semplici trucchi però il risultato sarà un successo assicurato. 

PaniniMa qual è l’origine del pane? Ci sono testimonianze che risalgono all’epoca dell’homo erectus che fanno pensare che già a quei tempi fosse consumato un preparato simile al pane. Si preparava infatti quello che si può considerare un antenato del pane. Venivano macinati dei cereali fra due pietre, e il prodotto così ottenuto si mescolava con acqua e veniva cotto poi su una pietra rovente.

Furono poi gli Egizi a scoprire intorno al 3500 a.C. la fermentazione, iniziarono dunque a far riposare l’impasto e a cuocere l’impasto il giorno successivo, in questo modo risultava più soffice e fragrante.

Tipi di paneI Greci erano ottimi panificatori, ne producevano più di 70 diverse qualità e aggiungevano alla ricetta base anche latte, olio, erbe aromatiche o formaggio. Furono anche i primi a panificare di notte in modo che il pane fosse pronto per essere venduto la mattina presto.

Oggi i tipi di pane sono davvero numerosi, con sapori diversi a seconda delle farine utilizzate, particolarmente saporiti, quando tra gli ingredienti si aggiungono noci, pomodoro, formaggio o salumi e aumenta anche la produzione di pane senza glutine adatto ad intolleranti, celiaci o allergici.

Si può proprio dire che ce n’è per tutti i gusti!

Minestrone

IL MINESTRONE DELLA LONGEVITÀ

MinestroneIl minestrone sardo è famoso in tutto il mondo per la sua bontà, ma anche per le sue numerose qualità in grado di mantenerci in salute. Lo si può infatti considerare un elisir di lunga vita.

Un piatto semplice e ricco di vitamine e fibre. Aggiungendo alle numerose verdure un po’ di fregola, un tipo di pasta molto piccola semola di grano duro molto piccola della famiglia dei couscous e un po’ di carne diventa un sostanzioso e sanissimo piatto unico.

fregolaPietanza famosa anche perché legata ad una ricetta della famiglia Melis. Una famiglia sarda entrata per anni nel Guinnes dei Primati delle famiglie più longeve.

La scelta degli ingredienti ricopre un ruolo di grande importanza se si vuole ottenere un risultato finale gustoso e che faccia davvero bene. Verdure fresche e di stagione, cottura lenta e un po’ di carne o pancetta per arricchirlo di gusto e nutrienti.

 

 

 

Minestrone Sardo

Ingredienti

50 g di fave secche

50 g di fagioli secchi

50 g di ceci secchi

1 cipolla media gialla o bianca

2 carote

2 zucchine,

2 gambi di sedano

2 patate

½ cavolfiore

1 spicchio di aglio

200 ml di passata di pomodoro

1 mazzetto di prezzemolo fresco tritato,

4 -5 foglie di basilico fresco q.b

100 g di fregula sarda

100 g di dadini di pancetta

sale q.b.

pepe nero q.b.

olio extra vergine di oliva q. b.

MinestronePreparazione

Metti a bagno fave, fagioli e ceci in una grande ciotola di acqua per una notte, scola i legumi e sciacquali bene.
Soffriggi sedano carote cipolla e aglio tritato in una grande pentola. Aggiungi la passata di pomodoro le verdure a tocchetti e i dadini di pancetta. Ricopri con acqua e porta ad ebollizione, a questo punto abbassa il fuoco e prosegui la cottura lentamente
Aggiungi la pasta il sale e il pepe e fai cuocere per circa 10 minuti. Servi il minestrone caldo e aggiungi un po’ di olio crudo in ogni piatto.

 

Lista della spesa

TRUCCHI E CONSIGLI PER EVITARE SPRECHI

Lista della spesaDopo i giorni di festa appena passati, durante i quali l’abbondanza di cibo ha caratterizzato le tavole della maggior parte degli italiani, ci si domanda come evitare gli sprechi.

Ci sono un po’ di trucchi che si possono adottare prima di fare la spesa, ma anche dopo aver acquistato o cucinato troppo per evitare che dell’ottimo cibo finisca in spazzatura. Prima di tutto è necessario controllare di cosa si dispone in dispensa e in frigorifero prima di recarsi al supermercato, per evitare di acquistare prodotti non necessari e che potrebbero essere eccedenti.

freezerStilare una lista della spesa accurata è dunque il primo passo per evitare di acquistare cibo destinato a finire in spazzatura e quindi anche per risparmiare. Una volta arrivati in negozio è bene pensare bene a cosa si sta comprando per evitare di farsi ammaliare dalle promozioni, in alcuni casi potrebbero portare ad acquistare troppo.

Dopo aver portato a casa le giuste quantità, è importante pensare a quanto cucinare. Se i propri ospiti non sono gran mangioni è meglio evitare di abbondare eccessivamente nelle preparazioni. La bilancia può essere di grande aiuto per evitare di preparare eccessive quantità di pasta o riso, ad esempio.

frullatiMolto spesso la frutta e la verdura un po’ troppo mature possono essere utilizzate per preparare frullati, dolci o zuppe, un modo anche questo per evitare di buttare ingredienti non può adatti ad essere consumati freschi, ma dal sapore ancora squisito.

Anche il congelatore può essere un grande aiuto, si può utilizzare per surgelare le eccedenze crude o gli avanzi già cotti. Meglio dividerli in monoporzioni così da avere già le giuste quantità ed evitare sprechi anche quando si deciderà di scongelarle.

È bene infine tenere in ordine la dispensa facendo in modo di tenere i evidenza i prodotti con la scadenza più vicina, in questo modo si possono evitare spiacevoli sviste e di trovarsi costretti a buttare tanto buon cibo.

Carbonara

LE CURIOSITÀ DEGLI ITALIANI NEL 2018 IN UN CLICK

CarbonaraIn questi giorni è consuetudine ripensare a come è stato l’anno che ci ha appena lasciato e a quali sono stati i momenti più importanti per ognuno. Ma per scoprire quali sono stati gli interessi degli italiani nel corso del 2018 viene in aiuto Google Trends. Osservando quali sono state le ricerche su internet si possono capire infatti gusti e preferenze.

Ad esempio, nella sezione ricette nel 2018 si è classificata al primo posto la Pastiera, un dolce napoletano che non può mancare a tavola nel periodo di Pasqua.  Una specie di crostata ripiena di una crema a base di ricotta, canditi e grano.

PastieraAl secondo posto c’è il tiramisù, ricetta che nel 2016 si era guadagnata addirittura il primo posto nella ricerca come si prepara. Un dolce semplice, alla portata di tutti anche di chi è più inesperto in cucina e che riesce a soddisfare i palati più esigenti.Pancake La carbonara invece si trova al terzo posto, un piatto della tradizione composto da pochi ingredienti e per il quale è importante fare una scelta che prediliga la qualità per ottenere un risultato davvero squisito. Guanciale, uova, formaggio e pasta scelti con cura assicurano un piatto davvero squisito. 

Il fai da te in cucina sembra essere molto apprezzato, al quarto posto infatti si trova la Colomba pasquale, inventata in Lombardia nel 1900, diventata però velocemente il dolce tipico in tutta Italia. Una preparazione decisamente impegnativa che ha incuriosito moltissimi italiani nel 2018.

Tra le ricerche Come fare al primo posto si trova: il back up, una domanda della sfera tecnologica dunque, al secondo però torna ad essere la cucina l’interesse più vivo degli italiani che si sono chiesti come preparare un pancake, un dolce tipico della tradizione americana e che comunemente si consuma a colazione accompagnato da miele, sciroppo d’acero, frutta fresca o marmellata. L’interesse per la cucina si conferma anche nei posti successivi della classifica, tra il sesto e il decimo posto si trovano infatti le zucchine, la maionese, il pesto, il caramello e la salsa di pomodoro.

Panettone

ORIGINI DEL DOLCE CHE NON MANCA MAI A NATALE: IL PANETTONE

PanettoneIl panettone è sicuramente il dolce che più di tutti simboleggia il Natale. Si tratta di una preparazione a base di farina, acqua, sale, latte, zucchero, lievito, burro, uova, canditi e uvetta.

Esistono però molte varianti capaci di soddisfare i gusti di tutti. Ci sono panettoni senza canditi o senza uvetta, farciti con creme di vari gusti o ricoperti da golose glasse.

PAnettone cioccolatoÈ una preparazione che vede le sue origini a Milano dove fino al 1900 si potevano trovare moltissimi fornai e pasticceri che lo producevano. Oggi invece si può acquistare facilmente in tutta Italia.

Le sue origini si perdono nella leggenda. Secondo alcune fonti  si devono attribuire al falconiere Ulivo degli Atellani che, innamorato di una ragazza chiamata Adalgisa, si fece assumere dal padre di lei come garzone, e, per aiutarlo ad incrementare le vendite, provò ad ideare un nuovo dolce.
Il primo panettone, secondo questa ipotesi sulle suo origini, era preparato con farina, uova, burro miele e uvetta. Una ricetta che riscosse subito grandissimo successo e portò fortuna alla giovane coppia che tempo dopo decise di sposarsi.

Produzione panettoneSecondo altre fonti  invece la nascita del Panettone si deve ad un cuoco che lavorava per Ludovico il Moro, al quale fu chiesto di preparare un sontuoso pranzo di Natale a cui erano stati invitati molti nobili. Il dolce però venne dimenticato in forno e si bruciò in modo irrecuperabile. Il cuoco era disperato e Toni, un piccolo sguattero, propose di utilizzare per l’importante serata un dolce preparato da lui la mattina stessa con gli avanzi trovati in dispensa. Il cuoco, che non aveva mote scelte, decise di rischiare e fu un grande successo! Quando gli chiesero il nome di tale prelibatezza il cuoco rispose: «L’è ‘l pan del Toni» cioè il Pan di Toni. È da questo momento dunque che è nato il nome Panettone!

 

pasta carciofi

COME RICONOSCERE I CARCIOFI FRESCHI

carciofiI carciofi sono una verdura nota già presso i Greci dai quali venivano chiamati kinara i Romani invece li chiamavano cynara. In questo periodo si trovano in abbondanza sui banchi dei mercati. È una verdura molto versatile perfetta per preparazioni adatte ad ogni menù. Fritti posso essere serviti come sfizioso aperitivo, ma possono essere l’ingrediente ideale anche di ottimi antipasti, primi piatti, zuppe, torte salate, se farciti possono essere un ottimo secondo, ma sono squisiti anche come un semplice contorno.

Sono una fonte preziosa di potassio, sali minerali, fibre e ferro.

Quando sono freschi e con il gambo si possono conservare in una brocca con un po’ di acqua come se fossero un bouquet di fiori, si mantengono bene anche in frigorifero fino ad una settimana.

Ma come riconoscere i carciofi freschi?

  • carciofi tagliatiPrima di tutto si devono osservare e toccare le foglie, i carciofi freschi sono stretti e duri.
  • L’aspetto è un indizio importante. Devono essere di colore verde lucido e senza macchie nere e marroni.
  • Un altro segnale che salta all’occhio e che può dare informazioni sulla freschezza del carciofo si può trovare osservando le punte esterne che devono essere di colore verde scuro, mentre quelle interne più chiare.
  • Il gambo del carciofo deve essere tenero al tatto e privo di ammaccature.
  • Si possono trovare informazioni sulla freschezza dei carciofi anche analizzando le foglie esterne: se piegandone uno oppone resistenza e si spezza significa che è fresco, se invece se si piega e ritorna a posto, vuol dire che non è un carciofo fresco.

Per acquistare carciofi di qualità è meglio preferire quelli di dimensioni ridotte, se sono troppo grandi possono risultare troppo duri con il rischio di rovinare il piatto che si desidera preparare.

Le ricette per prepararli sono davvero tante, sicuramente l’abbinamento con salumi  e formaggi è in grado di esaltarne al meglio i sapori.

pasta carciofiFusilli carciofi e speck

Ingredienti

320 g di fusilli

200 g di speck tagliato a fette spesse

100 g di formaggio grattugiato

1 spicchio d’aglio

Olio q.b.

Sale q.b.

Pepe q.b.

Prezzemolo q.b.

Preparazione

Elimina le foglie più esterne dei carciofi, tagliali a spicchi ed elimina la “barba” interna. Cuocili in padella con un filio d’olio e uno spicchio d’aglio. Intanto cuoci la pasta al dente in abbondante acqua salata. Quando saranno cotti, elimina l’aglio, frullali con il formaggio grattugiato e un po’ di acqua di cottura della pasta fino ad ottenere una crema. Aggiusta di sale e pepe. Taglia lo speck a cubetti e saltalo in padella, unisci la crema di carciofi e la pasta.

 

 

 

Clementine

CLEMENTINE… ED È SUBITO NATALE!

ClementineQuando si apre una clementina, si sprigiona in tutta la stanza un inconfondibile profumo che fa pensare subito al Natale. È appena iniziata la stagione di questi frutti colorati e squisiti. Si trovano ormai facilmente sui banchi di mercati e  supermercati. Proprio durante le festività natalizie si toccherà l’apice della produzione.

Sono simili ai mandarini dai quali differiscono per il colore più aranciato della buccia e della polpa, per la forma più rotonda e per l’assenza di semi. È conosciuto anche con il nome mandarancio proprio perché è un agrume appartenente al gruppo degli ibridi tra mandarini e arance.

Clementine -NataleDifficile mangiarne solo uno, sono il tipico alimento “uno tira l’altro”. È spesso preferito all’arancia perché ha un sapore meno aspro.

Le origini del suo nome clementina sembra risalgano a Fra Clément Rodier che scoprì in modo accidentale un albero di mandarino nel giardino del suo orfanotrofio in Algeria. Secondo altre fonti  la scoperta fu di un altro religioso francese, Pierre Clément e che le scoprì decenni prima, ma in modo decisamente intenzionale. .Anche se è probabile che questo ibrido provenga dalla Cina o dal Giappone il merito di Fra Clément potrebbe essere quello di averlo introdotto nel Mediterraneo.

È un frutto che solitamente viene consumato fresco e in purezza. Si trova però spesso anche nelle macedonie, si può utilizzare per spremute, marmellate, sorbetti e sciroppi. I più coraggiosi potranno provare interessanti abbinamenti con la carne bianca e con i crostacei.

Spremute clementineGrazie al meteo favorevole per questo frutto, si prevede un’annata molto buona, con una produzione abbondante di clementine dolci e saporite. Per questo si potranno fare golose  scorpacciate di questo frutto senza spendere troppo e senza fare troppa fatica a trovarle buone. Non sarà necessaria cercare le clementine più grandi e costose, anche quelle di dimensioni più ridotte dovrebbero essere più che soddisfacenti per questo inverno.

Per essere sicuri di comprare delle clementine fresche è sempre meglio scegliere quelle con le foglie ancora attaccate perché sono garanzia di freschezza, ma se non ci fossero è bene scegliere quelle con la rosetta che rimane dove si stacca il picciulo ancora verde e non secca o marroncina, in questo caso la freschezza non è più garantita.

Avocado

LA VERSATILITÀ DELL’AVOCADO IN CUCINA

AvocadoL’avocado si trova sempre più spesso sulle nostre tavole, è un frutto dal sapore delicato è considerato un superfood ed è molto apprezzato in cucina per la sua versatilità.

Esistono diverse qualità di avocado, quelle che si trovano più facilmente in commercio sono il fuerte e l’hass. Il primo è caratterizzato da una forma allungata, a pelle liscia e una polpa di colore giallo. La sua origine è il Centro America, in particolare del Messico, ma si coltiva anche in Sicilia tra novembre e febbraio.

L’avocado hass è considerato uno dei migliori in commercio, ha una forma piuttosto tondeggiante, di dimensioni ridotte e una buccia scura e ruvida, la polpa ha una consistenza molto cremosa.

pasta con avocadoÈ un frutto, ma viene quasi sempre utilizzato come se fosse una verdura, per preparazioni salate. Impreziosisce le insalate, ma è perfetto anche per preparare condimenti per la pasta, per farcire panini e piadine e renderli più morbidi e meno secchi sostituendo le salse. Si abbina perfettamente con il salmone e il pesce in genere e anche la carne ed è, naturalmente, l’ingrediente principale del guacamole una salsa di origine messicana utilizzata fin dagli Aztechi. Si può utilizzare anche come sostituto del burro per preparare i dolci tenendo in considerazione che un avocado corrisponde a circa 50 g di burro.

insalata con avocadoSi differenzia dalla maggior parte dei frutti perché ricco di grassi, principalmente monoinsaturi, 100 g. di avocado  contengono circa 20 g. proprio per questo nel ‘700 si utilizzava come sostituto del burro e consumato spalmandolo sulle gallette, ragione per cui venina chiamato burro del marinaio.
È anche fonte di fibre, vitamine del gruppo B, vitamina K, potassio, vitamina E e vitamina C

L’avocado va utilizzato quando è ben maturo, per capirlo è necessario premerlo delicatamente, se è morbido è pronto per essere mangiato. Se sembra troppo duro, è sufficiente lasciarlo a temperatura ambiente per due o tre giorni.

lasagne

CONSIGLI PER UNA LASAGNA PERFETTA

lasagneL’origine delle lasagne come è facile immaginare è molto antica. Una preparazione che si può paragonare a quella conosciuta e apprezzata anche oggi si trova fin dai tempi dei Romani. Si chiamava laganon, e indicava un piatto preparato con una sfoglia di pasta sottile fatta con un impasto a base di farina di grano, non era composta da strati, ma era un pasticcio di carne e pasta mescolati.

Negli anni comunque la ricetta è mutata fino a diventare quella delizia capace di rendere indimenticabili i tradizionali pasti in famiglia.

È un piatto elaborato e spesso si commettono degli errori che possono influire sul risultato. Esistono però dei piccoli accorgimenti da utilizzare per essere sicuri di ottenere un piatto da leccarsi i baffi.

  • lasagne tegliaChi prepara la pasta in casa deve stenderla sottile (2-3 mm) e sbollentarla in acqua bollente per 4-5 minuti  prima di farcirla e cuocerla in forno. Chi sceglie le sfoglie secche, invece, può infornarle direttamente utilizzando però una besciamella e un ragù un po’ più liquidi.
  • È bene  evitare la carta forno, è perfetta per quando si preparano torte o pizza, ma le lasagne sono una preparazione troppo umida e il rischio è quello di ritrovarsi nel piatto una porzione mista a carta. Meglio quindi ungere abbondantemente la teglia con burro ragù e besciamella per evitare che si attacchi al fondo e permettere una corretta cottura della pasta.
  • Aggiungere un po’ di pancetta al ragù lo renderà più saporito.
  • Il condimento deve essere abbondante e deve coprire tutte le sfoglie per non rischiare di sfornare una lasagna con gli angoli troppo secchi
  • Meglio non lesinare con gli strati. Per essere una lasagna golosa deve averne 4 o 5.
  • Per non rischiare di ottenere una preparazione con gli strati superiori troppo secchi è una buona idea cuocerla per la prima metà del tempo coperta con della carta di alluminio e scoprirla solo durante la seconda metà della cottura. In questo modo le lasagne saranno croccanti fuori e morbide dentro.
  • Per ottenere una perfetta doratura della superficie è bene non esagerare con la besciamella, meglio terminare gli strati mescolando abbondante ragù con un paio di cucchiai di besciamella, un po’ di formaggio grattugiato e per una crosta croccante un cucchiaio scarso di pan grattato sulla superficie.
  • A fine cottura è bene lasciarle riposare almeno 15 minuti, ne gioverà il gusto e anche la consistenza.
Alimentazione Bambini

L’ALIMENTAZIONE DEI BAMBINI PER UNA CRESCITA SANA

Alimentazione BambiniPerché possano crescere sani è importante che i bambini mangino bene assumendo tutti i nutrienti necessari.

La prima regola della giornata è: fare la colazione! In tanti la saltano, ma è assolutamente necessaria per affrontare con la giusta energia la giornata.

Secondo le linee guida dei Larn, Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia, la colazione deve corrispondere al 20% del fabbisogno giornaliero. Può essere composta da pane e marmellata o miele o cioccolata spalmabile. Si può alternare con una fetta di torta, fette biscottate, cereali o biscotti. Dolci da accompagnare con un bicchiere di latte o uno yogurt e un frutto.

Chi invece preferisce iniziare la giornata con una colazione salata, si può scegliere un uovo o un panino farcito con un salume magro.

Merenda a scuolaÈ importante pensare ad uno spuntino di metà mattina per evitare un calo di attenzione e di umore e deve corrispondere (come la merenda) al 5% delle calorie assunte giornalmente. La merenda da portare a scuola non deve essere troppo unta o pesante, può andare bene un frutto fresco o della frutta secca o anche toast, purché di dimensioni ridotte.

Lasagne con prosciuttoIl pranzo poi è un momento importante (deve apportare il 40% delle calorie) a cui dedicare il giusto tempo e che deve essere molto nutriente, meglio un piatto unico come le lasagne o pasta e legumi piuttosto che un panino veloce. Per poterlo considerare equilibrato, un pasto deve contenere il giusto apporto di nutrienti tra carboidrati, proteine, grassi, vitamine, sali minerali e fibre. Dunque pasta o pane, preferibilmente integrali, verdure e proteine da reperire in carne, pesce, legumi, formaggi, uova o prosciutto crudo.

La sera invece si deve tenere in considerazione che il pasto che si sta per affrontare è quello che precede il sonno meglio quindi scegliere piatti e cotture veloci da digerire.

Consigli utili per i piccoli ma anche per gli adulti, i bambini infatti imparano imitando i genitori, per questo per insegnare ai figli a mangiare bene dovranno loro per primi imparare a mangiare in modo sano.

Pumpkin pie

HALLOWEEN, TRADIZIONI DA TUTTO IL MONDO

LBarm Bracka notte di Halloween è una ricorrenza festeggiata in tutto il mondo. In Italia è ormai diventata una tradizione anche se fino a poco tempo fa era una festa secondaria.

Le origini di questa festa sono antichissime. Nasce in Irlanda, ad Erin, durante la dominazione celtica. Halloween corrisponde infatti al capodanno celtico, detto Samhain. Sono stati poi gli emigrati che andarono negli Stati Uniti per fuggire dalla terribile carestia dell’800 a portare la loro tradizione nel Nuovo Mondo dove tutt’oggi è molto sentita.

In Irlanda durante Halloween, si mangia il Barm Brack, un pan dolce con uvetta, canditi, tè, spezie. Al suo interno si usa nascondere un piccolo oggetto benaugurante per il fortunato che lo trova nella propria fetta. Potrebbe essere un anello che significa nozze entro l’anno o una monetina che porta ricchezza. In Scozia invece si consuma l’Haggis, un particolare insaccato a base di interiora di pecora.

Pumpkin pieTipica degli Stati Uniti è la pumpkin pie, la crostata con la zucca preparata con la polpa avanzata dopo il tipico intaglio della zucca in memoria di Jeck O’Lantern, costretto dal demonio a vagare nelle tenebre.

Anche in Messico la notte dei morti è una ricorrenza allegra. L’originale tradizione prevede l’organizzazione di pic nic sulle tombe dei defunti  e consumando pan de muertos (farina, zucchero, scorza di limone) e calaveras (teschi di zucchero).

ICastagnaccion Cina, le tradizioni sono molto più simili a quelle a cui siamo abituati in Italia: ci si reca in cimitero, si offre riso e té ai defunti e si festeggia con un pranzo a base di riso in compagnia dei famigliari. L’unica (grande) differenza è che i cinesi celebrano Halloween nel mese di aprile.

In Italia invece si mangia il castagnaccio, il pane dei morti (fichi, uva passa, cioccolata) e le fave dei morti (mandorle, zucchero e uova). In Calabria la specialità del periodo sono delle golose focacce cotte al forno e fichi secchi. In Sardegna invece i bambini amano mangiare le ossu de mottu (osso di morto, a base di mandorla, zucchero, uova e limone). Inoltre la sera, prima di andare a dormire lasciano un po’ di cibo per “Maria punta boru”, una simpatica vecchietta che diventa però vendicativa se non trova cibo.

foto piatti

SOCIAL E RISTORANTE, UN CONNUBIO SEMPRE PIÙ FORTE

foto piatti ristoranteAndare al ristorante e pagare con Instagram? Oggi si può!

Non è un nuovo servizio del social network, una carta di credito da utilizzare contact less, ma l’idea di un ristorante di Milano che sembra molto ispirato a Black Mirror la famosa serie televisiva britannica. In un ristorante di Milano chi ha almeno 5000 follower può ordinare un piatto gratis, quattro piatti per chi ha 10.000 a 50.000 seguaci e otto per chi ne ha tra i 50.000 e i 100.000. Chi riesce a superare anche quest’ultima soglia, si guadagna un pasto all you can eat senza pagare nulla.

Un’idea originale che è in linea con le abitudini rivelate da una ricerca Doxa secondo la quale sono 7 su 10 gli italiani che condividono foto scattate al ristorante.

foto piattiAi primi tre posti della classifica delle foto che i clienti più amano fare al ristorante e postare sui propri social, ci sono proprio i piatti appena usciti dalla cucina, per il 51% delle persone. Le foto della compagnia attorno al tavolo guadagnano il secondo posto, scattate dal 28% delle persone, e immagini generiche all’interno del ristorante che hanno l’intenzione di comunicare in quale ristorante ci si trova sono scattate dal 21% degli italiani.

selfie ristoranteI social sono un canale importante per i ristoratori perché è attraverso questo strumento che spesso si prenota al ristorante, l’abitudine di riservare un tavolo tramite App è infatti in crescita del 7%rispetto all’anno scorso. E sono anche lo strumento utilizzato dal 60% delle persone per scovare nuovi posti in cui andare, e su cui leggere recensioni per aiutarsi nella scelta del locale da sperimentare.

Uscire a cena è un piacere molto amato lungo tutto la penisola, sempre secondo la ricerca Doxa gli italiani escono a cena in media 5 volte al mese, otto italiani su 10 mangia al ristorante almeno una vola al mese. Chi ha un ristorante deve tenere in considerazione anche che sono i più giovani, le persone tra i 18 e i 34 anni quelli che escono a cena con più frequenza, superano infatti le sei volte al mese.

piadina cotto e formaggio

LA PIADINA ROMAGNOLA IGP


piadina cotto e formaggioLa piadina è una preparazione tipica dell’Emilia Romagna e ha ottenuto il marchio IGP il 24 ottobre 2014, da allora per poter definire la propria una “vera” piadina è necessario che la preparazione segua precise regole.

Gli ingredienti sono pochi e semplici: farina di grano duro di tipo 0, strutto o olio d’oliva, acqua e agenti lievitanti.

Si può trovare in due diverse varianti: la classica, compatta, rigida, friabile e spessa. Con macchie ambrate di cottura di piccole dimensioni sulla superficie con una distribuzione omogenea. Caratterizzata da un diametro da 15 a 25 centimetri, uno spessore da 4 a 8 millimetri.

piadina crudo e mozzarellaLa Riminese invece è morbida, sottile con vesciche di cottura di grandi dimensioni sulla superficie, con una distribuzione non omogenea, dal diametro da 23 a 30 centimetri e spessore fino a 3 millimetri.

In entrambi i casi è vietata l’aggiunta di conservanti, aromi e/o altri additivi.

Le origini della piadina sono molto antiche, si trovano riferimenti a preparazioni molto simili anche nell’Eneide di Virgilio e, in generale, durante tutta l’epoca romana. Durante il Medioevo gli abitanti della Romagna la preparavano con i cereali poveri per non incorrere nella tassazione che subiva il grano – e quindi il pane – da parte dei proprietari terrieri.

piadina cotto funghi e brieGiovanni Pascoli amava la piadina, la mangiava preparata dalla sorella Maria, fu lui a coniare il termine piada italianizzando il dialetto piè.

Nel secondo dopoguerra, la Piadina Romagnola si diffuse sia nelle campagne sia nelle città e, da surrogato del pane, iniziò ad essere considerata una golosa alternativa, un piatto vero e proprio da gustare con la farcitura che si preferisce.

Prosciutto crudo, squacquerone e rucola è la farcitura della tradizione, ma con fantasia si può preparare ogni giorno in modo diverso per non stancarsi mai. È ottima anche con Prosciutto cotto brie e funghi, o dal sapore affumicato con scamorza e speck, o anche coppa verdure grigliate e caprino. Da provare anche in versione dolce, con marmellata o crema di cioccolata, banana e mandorle.

MB-MILANOGOLOSA-EVENTO

MILANO GOLOSA 2018 – LA TRADIZIONE DI DOMANI

MB-MILANOGOLOSA-EVENTOInizia sabato la settima edizione di Milano Golosa, una manifestazione enogastronomica dedicata alla produzione di nicchia della gastronomia italiana. Il tema di questa edizione è la tradizione di domani. Sono circa 200 gli artigiani del gusto che presenteranno i propri prodotti. Un’occasione imperdibile per tutti gli appassionati di enogastronomia con la possibilità di scoprire e assaggiare squisiti prodotti artigianali selezionati in seguito ad una attenta ricerca gastronomica .

Sono previsti anche masterclass organizzate con WineMi, la rete che raggruppa cinque enoteche storiche milanesi,  imperdibili appuntamenti, questi,  per tutti gli appassionati di vino.

Tre giornate ricche di appuntamenti  dedicati agli show cooking, a laboratori del gusto e un’occasione per scoprire il mondo delle osterie.  

paninoNella sala PaniniAmo si potrà assistere anche ad una avvincente sfida tra blogger, durante la quale le partecipanti si troveranno a creare una loro interpretazione della Gran Michetta Gran Biscotto, un panino certificato dall’Accademia del Panino Italiano. Evento con degustazione firmato Rovagnati, Main partner dell’evento. Appuntamento con il contest intitolato Gran Michetta Gran Biscotto – la Sfida del vero gusto italiano, sabato dalle 17.00 alle 18.00 e domenica e lunedì dalle 13.00 alle 14.00.

Milano Golosa sarà aperta al pubblico sabato 13 ottobre (dalle 12 alle 20:30), domenica 14 ottobre (dalle 10 alle 20:30) e lunedì 15 ottobre (dalle 9 alle 17). L’ingresso è a pagamento. Il programma è disponibile sul sito della manifestazione (www.milanogolosa.it).

Frico friulano

IL FRICO, GOLOSA SPECIALITÀ FRIULANA DALLE ANTICHE ORIGINI

Frico friulanoIl frico è una preparazione tipicamente friulana, in particolare della Carnia, un territorio montano i cui comuni fanno parte della provincia di Udine.

Il nome originale era fricò con l’accento sull’ultima sillaba, nel ‘900 però la lingua italiana ha contaminato  il friulano stretto e ha spostato l’accento dalla o finale alla i.

Esistono due diverse versioni di frico, una più croccante composta solo da formaggio, solitamente Montasio, fritto in olio bollente tipicamente consumata in passato dai boscaioli e accompagnata da polenta fredda. Un pasto nutriente perfetto per chi faceva lavori pesanti al freddo delle montagne alpine. Probabilmente per prepararlo si utilizzava la crosta del formaggio, un modo per non sprecare importanti fonti di nutrimento.

Esiste poi una versione più morbida. In questo caso l’aspetto ricorda quello della frittata, ma non ci sono uova tra gli ingredienti. La ricetta tradizionale prevede l’utilizzo di Montasio a cubetti, patate, cipolle e burro o lardo. Ultimamente però nei ristoranti e anche alle sagre dedicate a questa specialità, è sempre più facile trovare anche la versione più delicata che non prevede l’utilizzo della cipolla. Nei ristoranti della zona è possibile trovare anche varianti che prevedono l’aggiunta di altri ingredienti come, ad esempio,  zucca o speck.

FricoIl frico è stato descritto per la prima volta intorno alla metà del XV secolo da Martino da Como, cuoco del Patriarca di Aquileia Lodovico Trevisan, nella sua opera De Arte Coquinaria.

La leggenda però vuole che quando Sant’Ermacora andò a predicare il vangelo ad Aquileia passò anche dai paesi della Carnia e quando il viandante chiese di essere ospitato da una famiglia del luogo gli fu offerta  solo una fettina di formaggio con un po’ di polenta. Il padrone di casa sembra che fosse dispiaciuto per la povertà del piatto. Così il santo viandante gli disse: “Provate a riporre un’altra volta il siero sul fuoco! E fatelo riscaldare: noi intanto pregheremo il Signore affinché ci esaudisca!”. Si narra che a questo punto, preoccupati per il risultato finale, aggiunsero acqua e aceto per ottenere un formaggio morbido e compensare la mancanza del caglio e che il santo benedì la caldaia. Si dice che il risultato fu eccezionale e che il frico nacque proprio in questo modo.

Un piatto semplice e gustoso facile da preparare anche a casa grattugiando le patate e facendole cuocere con Motasio e cipolla in una padella antiaderente unta con burro.

poke salmone

POKE, UN’INSALATA HAWAIANA DA PROVARE

poke salmoneUn grande protagonista delle conversazioni tra i più golosi e attenti alle novità in ambito culinario in questo periodo è indiscutibilmente il poke.

Un’insalata mista hawaiana composta da riso, pesce crudo tagliato a cubetti, verdure o frutta, elementi crunchy e un condimento e servita in una grande bowl.

Si pronuncia po-kay e indica proprio l’abitudine hawaiana di tagliare il pesce a cubetti.

Una preparazione arrivata durante l’estate in Italia dove ha riscosso in poco tempo un grandissimo successo. La sua diffusione nel mondo è iniziata un paio di anni fa partendo dalla West Coast americana per arrivare poi a Londa e Parigi e adesso da noi.

poke ingredientiI punti di forza sono numerosi: si tratta di un piatto healty è ricco di gusto grazie alle marinature e ai condimenti utilizzati, è fresco, quindi perfetto per la stagione calda, e più economico del sushi. Inoltre contiene un numero ridotto di calorie, caratteristica che permette di gustarlo anche tutti i giorni senza sensi di colpa.

La tradizione vuole che il poke venga preparato con il tonno, ma oggi è abitudine anche servirlo con polpo, salmone e molluschi. Le combinazioni di ingredienti possono essere così varie che si è diffuso nei ristoranti e nei bar specializzati in questo piatto, il cosiddetto build-your-own-bowl, ovvero la possibilità per il cliente di creare il proprio poke salad scegliendo i propri ingredienti preferiti.

poke tonnoFacendo un viaggio nelle paradisiache Hawaii si può assaggiare facilmente la versione originale, infatti si trova ovunque, nei bar, ristoranti e anche nelle stazioni di servizio. Solitamente è preparato con tonno marinato olio di sesamo e riso bollito, ai quali si aggiungono altri ingredienti  come la cipolla dolce del Maui, l’avocado, i peperoni, e le noci di Macadamia. Non è raro trovare anche alghe e uova di pesce.

Un’insalata mista salutare e buona da poter replicare piuttosto facilmente anche a casa.

Pizza Margheriita

CONSIGLI PER PREPARARE UN’OTTIMA PIZZA ANCHE A CASA

Pizza Margheriita

 

Amata da tutti, grandi e piccoli, famosa in tutto il mondo e divenuta anche patrimonio dell’UnescoLa pizza è un piatto completo e goloso da gustare nelle pizzerie più buone, ma non così facile da preparare a casa. Innanzitutto il forno al legna fa sempre la differenza  se si vuole ottenere una cottura davvero perfetta e un sapore inconfondibile. Questa quasi inevitabile differenza  rende più difficile la preparazione casalinga, ma seguendo i giusti accorgimenti è possibile riuscire a cucinare delle pizze speciali anche a casa.  

 

 

 

  • Attenzione all’acqua che si utilizza. L’ideale è un’acqua mediamente dura, se nella propria casa fosse però molto dolce o troppo dura, meglio preferire l’acqua minerale in bottiglia.
  • impastare pizzaPer ottenere una pizza facilmente digeribile, meglio diminuire la quantità di lievito utilizzato, mai superare gli 8-10 g per 1 kilo di farina. È poi importante riservare il giusto tempo alla lievitazione, che deve essere lunga per riuscire a portare in tavola una pizza davvero soffice e digeribile.
  • Meglio ancora scegliere come base per l’impasto una farina forte, da 270 a 350 W, perfetta per i lievitati soprattutto quelli che necessitano di una importante quantità di acqua come la pizza.
  • Chi vuole aggiungere sapore all’impasto può sostituire circa il 20% alla farina bianca con un’altra farina, ad esempio integrale o ai cereali.
  • Anche la manualità ricopre un ruolo molto importante nella preparazione di una pizza. È necessario dunque lavorare gli ingredienti energicamente perché si amalgamino bene e per evitare i grumi, infine è preferibile stenderla con le mani e non con il mattarello. Naturalmente è necessaria anche po’ di esperienza che si può raggiungere dopo un po’ di esperimenti.
  • Prosciutto e funghiLa cottura in forno elettrico di casa è più lunga rispetto a quella nel forno a legna, per questo è preferibile cuocere l’impasto già condito con olio e pomodoro per i primo 5-6 minuti in seguito aggiungere la mozzarella e infornare nuovamente fino al completamento della cottura.
  • Il momento della farcitura è quello più creativo. Si possono provare quelle più tradizionali come prosciutto e funghi, ortolana, speck e brie o lanciarsi in abbinamenti più originali come ricotta e salame, stracchino e mortadella.

Piccoli e semplici accorgimenti da provare a mettere in pratica per gustare un’ottima pizza anche a casa propria.