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verdure ripiene

VERDURE RIPIENE, BONTÀ ESTIVE

verdure ripieneL’estate è il periodo ideale per fare scorpacciate di verdure ripiene. Una preparazione tipica di quasi tutte le regioni italiane, seppur con qualche variante.

In Piemonte ad esempio è usanza consumare cipolle ripiene di vitella macinata, salsicce e funghi, in Liguria le verdure solitamente si farciscono con mollica di pane e prescinsêua, un formaggio che ricorda la ricotta, ma dal sapore più acidulo. funghi ripieniIn Emilia-Romagna si usa farcire i funghi con pane raffermo, sugo d’arrosto e uova, in Umbria invece i Sedani Neri di Trevi con carne di maiale e cotti nel pomodoro. In Campania si chiamano ‘mbuttunate e in Puglia barchette. In Sicilia si farciscono i carciofi con caciocavallo e salsiccia, le melanzane invece si utilizzano per avvolgere il ripieno di formaggio, acciughe e capperi e vengono poi impanate e fritte.

Questo è quello che suggerisce la tradizione, in realtà però spesso la fantasia, gli avanzi nel frigo, i gusti personali e le tradizioni personali creano le ricette migliori. Si possono anche farcire verdure crude, nei giorni più caldi, per esempio i pomodorini sono ottimi con formaggio spalmabile, mousse di prosciutto cotto o anche di tonno oppure i peperoni possono contenere un’insalata greca con feta olive cipolle e capperi.

Perché il risultato finale sia davvero buono, vietato usare verdure un po’ vecchie e rintanate nell’angolo del frigo, è una pratica diffusa questa, ma il gusto ne risente. Come in ogni preparazione la qualità e freschezza degli ingredienti fa la differenza.

pomodori ripieniÈ importante anche scegliere verdure di dimensioni simili per non avere problemi con la cottura.
Per evitare di lessarle durante la tradizionale cottura in forno, bisogna far perdere l’acqua alle verdure, così da arrostirle e ottenere un risultato finale decisamente più saporito. Dopo averle scavate dunque, è consigliabile salarle e capovolgerle, anche la polpa scavata va salata e messa a sgocciolare in un colino.

Bisogna poi trovare il giusto equilibrio per il ripieno, se troppo, in cottura potrebbe gonfiarsi e fuoriuscire, se troppo poco si perderebbe in golosità.

Il riposo infine permetterà agli ingredienti di amalgamarsi e di portare in tavola un piatto indimenticabile, ma è bene ricordarsi di non servirle mai fredde da frigo. La temperatura ambiente permetterà di assaporarne appieno gusti, profumi e aromi.

acqua aromatizzata

BIBITE ESTIVE HOME MADE

acqua aromatizzataCon il grande caldo estivo è necessario porre attenzione non solo alla propria alimentazione, ma anche all’idratazione.

Mangiare frutta e verdura è sicuramente importante, ma anche bere molti liquidi. L’acqua è perfetta e da bere in quantità.

A volte però è piacevole raggiungere il fabbisogno giornaliero di liquidi anche con bibite fresche e saporite.

Si possono ad esempio preparare facilmente e velocemente in casa delle acque aromatizzate.

Prepararle è facilissimo, è sufficiente unire la frutta o le spezie che si preferiscono e lasciare riposare una notte in frigorifero.

estratti Per gli abbinamenti si può dare largo spazio alla fantasia. L’acqua con il cetriolo è sicuramente la più dissetante, chi lo apprezza può unirlo allo zenzero e magari anche a foglie di menta. I frutti di bosco sono perfetti per preparare una bevanda squisita in pochissimo tempo. Si possono poi abbinare le fragole con l’anguria o le pesche e il melone.

Chi ha l’estrattore in casa può preparare anche squisiti estratti di frutta o verdura e aggiungendo qualche cubetto di ghiaccio diventano davvero freschi e piacevoli in questo periodo. Anche in questo caso La fantasia è l’ingrediente principale, si possono sperimentare abbinamenti di frutta e verdura fino a trovare le proprie ricette preferite. È sicuramente da provare il mix di mele, carote e arancia, un classico intramontabile o anche sedano, carote e limone. Per una bibita particolarmente dissetante è da testare pompelmo, cetriolo e menta o si possono scegliere i frutti estivi e preparare un goloso estratto con pesche, fragole e anguria.

Il tè alla pesca, infine, è una bevanda che si beve con grande piacere. Prepararlo in casa è facilissimo e il risultato così buono che non si potrà più farne a meno.

tè alla pescaTè alla pesca

Ingredienti

1 l acqua

2 bustine di tè

8 cucchiai d i zucchero

1 limone

2 pesche gialle

 

Preparazione

Dopo aver preparato il tè non troppo scuro, unisci il limone e le pesche a fettine, lascia riposare per almeno due ore. Al termine del periodo di riposo filtra con un colino e fai raffreddare.

maccheroni alla Rossini

MACCHERONI ALLA ROSSINI

Gioacchino RossiniGioacchino Rossini, celebre compositore italiano vissuto a cavallo tra il XVIII e XIV secolo, oltre ad essere l’autore, ad esempio, de Il Barbiere di Siviglia era un grande amante della buona cucina.

Famoso per le sue opere musicali, ma anche per alcune frasi che fanno capire quanto, oltre alla musica, amasse il buon cibo.

tartufiDiceva infatti: L‘appetito è per lo stomaco quello che l’amore è per il cuore.

E anche: Mangiare, amare, cantare e digerire sono i quattro atti di quell’opera comica che è la vita.

Aveva una passione per i tartufi, in particolare quelli di Acqualagna, zona ricca di questo particolare prodotto e vicino a Pesaro città d’origine del musicista.

Della sua passione restano varie ricette nelle quali il tartufo non manca mai. Come ad esempio i Maccheroni alla Rossini e i Tournedos alla Rossini una pasta molto saporita con funghi e tartufo e cuori di filetto di manzo cotti al sangue e insaporiti con fois gras e tartufi.

 

Maccheroni alla Rossini

Per 4 persone

Ingredienti

320 g di maccheroni

200 g di burro

200 g di Formaggio grattugiato

50 g di groviera grattugiato

2 l di brodo

20 g di funghi secchi

4 tartufi tritati

200 g di prosciutto magro tritato

2 pizzichi di miscela quattro spezie

1 mazzetto di odori (alloro, timo e rosmarino)

2 pomodori ramati

4 dl di panna

4 bicchieri di champagne

arancia amara q.b.

pangrattato q.b.

Sale q.b.

Preparazionemaccheroni alla Rossini

Unisci 100 g di burro e 100 g di formaggio grattugiato e scioglili in una padella con un po’ di brodo. Aggiungi i funghi dopo averli fatti riprendere in un po’ d’acqua. Unisci anche i tartufi tritati, il prosciutto magro, le spezie, gli odori i pomodori tagliati a cubetti piccoli, la panna, lo champagne e lascia cuocere molto lentamente per circa un’ora.

Cuoci i maccheroni in abbondante brodo al quale avrai aggiunto qualche cucchiaio di panna e qualche goccia di succo di arancia amara. Quando saranno cotti al dente scola bene.

Disponi a strati in una teglia i maccheroni il formaggio grattugiato, la salsa e il gruviera. Ricopri con pangrattato e burro e fai gratinare in forno

 

ananas al sole

ABBRONZARSI A … TAVOLA

ananas al soleArrivato il sole estivo, si inizia a scoprire il corpo a vestirsi meno e anche ad andare al mare o in piscina per vacanza o anche solo per staccare la spina un paio di giorni nel week end.

Sono mesi questi, importanti per fare il pieno di vitamina D, una sostanza alla base della nostra salute, utile tra le altre cose, a mantenere le ossa forti, a stimolare il sistema immunitario e con un forte potere antidepressivo. Purtroppo però non è una sostanza facile assumere, per questo molte persone si riscoprono carenti di vitamina D.

Si trova in alcuni alimenti come il pesce, in particolare trota, sogliola, sgombro, salmone, pesce spada, storione, tonno e sardine, nelle uova e anche nel latte. Ma la fonte principale è l’esposizione al sole, per questo i mesi estivi sono da sfruttare per ricaricare le scorte del corpo e resistere all’inverno

Durante questo periodo è quindi importante esporre la propria pelle ai raggi solari. Per proteggersi dai raggi solari cattivi è fondamentale l’utilizzo di una crema solare adeguata al proprio tipo di pelle. Se si vuole unire un po’ di vanità e raggiungere anche un’abbronzatura perfetta dal punto di vista estetico, curare l’alimentazione sarà un grande aiuto per ottenere risultati strepitosi.

betacarotenePer stimolare la produzione di melanina è necessario assumere le giuste quantità di beta-carotene, precursore della Vitamina A, sostanza facile da trovare in natura.

Per raggiungere questo obiettivo sono particolarmente indicati i vegetali gialli, arancioni e verdi ad esempio carote, radicchi e albicocche e sono d’aiuto anche insalate, cicoria, lattughe, meloni, peperoni, pomodori, fragole o ciliegie.

L’idratazione della pelle è basilare per ottenere una tintarella bella e duratura per questo è fondamentale bere molta acqua in modo da reintegrare le abbondanti perdite di liquidi dovuti all’inevitabile sudorazione, e non solo spalmarsi la crema idratante dopo la doccia.

omega 3Inoltre per tenere alla larga fastidiosi eritemi vengono in aiuto gli Omega3. Per essere sicuri di assumerne bisogna portare a tavola salmone, avocado e noci.
Vietato però pensarci solo all’ultimo, è necessario prepararsi in tempo e mangiare con frequenza questi alimenti almeno un mese prima di quando si prevede una lunga esposizione al sole.

Come dicevamo, per salvaguardare la propria salute, si deve anche proteggere la pelle in modo adeguato. Per evitare i danni dovuti al sole si dovranno scegliere creme con il giusto filtro solare. Ma consumare i cibi giusti permetterà di raggiungere l’obiettivo di una pelle dorata in modo piacevolmente goloso.

spaghetti aglio olio e peperoncino

SPAGHETTI AGLIO, OLIO E PEPERONCINO… SEMPLICEMENTE PERFETTI!

spaghetti aglio olio e peperoncinoQuando il frigorifero è proprio vuoto, quando non si ha voglia di cucinare, quando vuoi preparare un piatto di pasta da mangiare con gli amici, magari a tarda notte.
Tutte occasioni perfette per preparare uno sfizioso piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino.

Gli spaghetti aglio e olio e peperoncino hanno origine sicuramente nel sud Italia, dove olio e peperoncino erano gli ingredienti alla base di molti piatti. In particolare sembra che l’origine sia partenopea, sarebbe quindi una versione povera degli spaghetti alle vongole un tempo conosciuto come vermicelli alla Borbonica o anche come vermicelli con le vongole fujute. Si dice che un tempo si usassero anche sassolini di mare fatti saltare in padella per dare un po’ di sapore di pesce e poi tolti prima di servire. Esiste poi una variante che prevede l’utilizzo dell’acciuga per donare il sapore del pesce delle vongole però mancanti.

spaghetti aglio e olioUna pasta semplice da preparare, ma anche semplice da rovinare. Basta fare un po’ di attenzione a qualche tipico errore per portare in tavola un piatto buono gustoso.

Prima di tutto l’aglio, che si può usare vestito (con la pellicina) per un piatto più delicato, rosolato intero o tritato, l’importante però è che non venga bruciato, rovinerebbe irrimediabilmente il sapore finale. Inoltre, meglio togliere l’anima interna per non portare in tavola un piatto troppo difficile da digerire.

La pasta deve essere lunga, spaghetti o linguine, nessun altro formato è accettabile per una buona pasta aglio, olio e peperoncino!

Pasta aglio olio e peperoncinoNon esagerare con quest’ultimo ingrediente, meglio tenerne da parte un po’ e aggiungerlo direttamente nel piatto per non rischiare un risultato troppo forte.

Durante la cottura è bene tenere da parte un po’ di acqua di cottura che servirà per amalgamare bene gli ingredienti e per rendere la pasta piacevolmente cremosa, per questo è importante anche che la pasta sia cotta al dente, altrimenti in questo passaggio si rischia di scuocerla.

Per perfezionare questo semplice piatto si può aggiungere, inoltre, abbondante prezzemolo e pan grattato.

gelato

COME RICONOSCERE UN BUON GELATO

gelatoGli italiani sono dei grandi amanti del gelato, secondo Coldiretti sono più di sei i chili consumati ogni anno da una persona.

Una tradizione, quella del gelato, tutta italiana, le prime notizie che lo riguardano risalgono infatti alla metà del XVI secolo quando alla corte dei Medici introdussero stabilmente sorbetti e cremolati ai banchetti

Riconoscerne uno davvero buono e di qualità però non è sempre semplice, ci sono degli indizi che possono aiutare nella scelta della gelateria in cui entrare per una golosa merenda rinfrescante.

coppette gelatoAncora prima di entrare si può sbirciare il bancone e trovare delle utili indicazioni ad esempio dal colore dei gusti che non deve essere troppo acceso. La frutta tende un po’ ad ossidarsi e la vivacità del suo colore ad affievolirsi, quando invece appaiono molto colorati quasi sicuramente sono stati aggiunti dei coloranti.

Anche la quantità di gelato nelle vaschette è un’importante indicazione di qualità, se ci sono delle grandi montagne di gelato è probabile che sia stata utilizzata una buona dose di grassi vegetali idrogenati che permette al gelato di non sciogliersi.

vasche gelatoPer capire se si sta per mangiare un cono o una coppetta davvero buona si possono osservare anche i gusti proposti, un menù con gusti a frutti non di stagione molto probabilmente saranno preparati con ingredienti liofilizzati.

Anche il sapore è un importante indicatore di qualità. Se il gelato è davvero buono i sapori si devono sentire e distinguere bene. I gusti dei gelati non artigianali tendono ad assomigliarsi fra loro perché vengono preparati da una base comune alla quale viene aggiunto solo alla fine l’ingrediente che ne definisce il gusto. Inoltre il sapore deve essere persistente in bocca e non svanire troppo velocemente.

Infine avere una forte sete dopo averlo mangiato è indice che sono stati utilizzati dei grassi vegetali al posto della panna che dovrebbe essere la vera protagonista dei gelati artigianali

Buddha bowl

Buddha Bowl una ciotola ricca di benessere

Buddha bowlFresca, bella, sana, colorata, la Buddha Bowl è una preparazione perfetta per pranzi ricchi di salute soprattutto nelle giornate dalle temperature miti. È un piatto di origine indiano diventato emblema di comfort food e che sta riscuotendo grande successo negli USA e nel Nord Europa.

Si tratta di una ciotola ricca di verdure cotte e crude, cereali, legumi e carne, scelte tenendo in considerazione sapori consistenze e colori di ogni alimento.

Non è una semplice insalatona, osservandola si riconosce infatti l’estrema cura estetica della presentazione del piatto, tipica della cultura orientale. Ogni ingrediente ha un suo spazio, ben separato dal resto della composizione e l’insieme oltre che molto buono è anche bello. Una caratteristica questa che fa sì che diventi regina dei social e che contribuisce al suo grande successo.

L’origine del nome non è sicura, ma sembra che faccia riferimento a Buddha, una figura emblematica per la religione buddista. Buddha solitamente è Buddha bowl 2raffigurato in posizione meditativa e ha una grande pancia che avrebbe proprio ispirato il nome di queste ciotole. Secondo una leggenda però il nome deriva dall’usanza degli antichi monaci buddisti che usavano viaggiare in peregrinazione e presentarsi di casa in casa con una ciotola vuota che veniva riempita con il cibo che c’era a disposizione nella famiglia, in cambio del quale il monaco era solito benedire la casa.

Non esiste una ricetta unica, si può realizzare ogni volta una ciotola con ingredienti diversi accontentando i propri gusti e magari anche la stagionalità delle verdure. L’importante è che si arrivi ad ottenere un piatto unico che racchiuda in sé tutti i nutrienti necessari in un pasto.

Buddha bowl 1Ci devono essere dunque dei cereali, come riso, farro o orzo, una parte deve essere dedicata alle proteine che possono arrivare da legumi, carne bianca alla griglia, uova o tofu, infine, a completare il piatto, serve un’abbondante porzione di verdure crude o cotte, un po’ di semi, magari di lino, sesamo, chia o garofano e volendo anche della frutta secca come noci pinoli, anacardi.

Un modo per preparare un pasto semplice, sano e molto nutriente grazie al quale è possibile fare un pasto sano, ricco e che non appesantisce.

 

hambuerger classic

HAMBURGER, LE ORIGINI E IDEE PER RICETTE DA PROVARE!

hambuerger classicCarne macinata, spezie, bacon, formaggio, pomodoro, insalata, salse e pane, questi gli ingredienti più utilizzati per preparare un hamburger, un tipico piatto d’oltreoceano che ha però un’origine europea.

Le polpette di carne bovina erano comuni nella città e nel porto di Amburgo e si pensa che i numerosi tedeschi immigrati negli Stati Uniti nel XIX secolo abbiamo contribuito alla diffusione della ricetta.

L’hamburger è un prodotto tipico dei fast food, ma negli ultimi anni è diventata anche una preparazione gourmet. Si sono moltiplicati i locali che preparano panini farciti con ingredienti gustosi e fantasiosi.

Prepararli a casa è semplice e si possono sperimentare numerose varianti per scegliere poi la propria preferita.

hambuerger legumiLa carne solitamente è di manzo, ma può essere anche di vitello o di pollo ad esempio. In generale è importante che non sia troppo magra per non rischiare di trovarsi un hamburger troppo stopposo dopo la cottura. Può essere insaporita con spezie come pepe, paprika, curry o zenzero. Un trito di prezzemolo basilico, rosmarino e erba cipollina possono contribuire a rendere l’hamburger davvero speciale.

Il classico bacon si può sostituire con lo speck magari abbinato alla scamorza per un gusto affumicato. Per un sapore più fresco invece si può scegliere di farcire panino con qualche fetta di prosciutto crudo, mozzarella e magari un po’ di rucola.

hamburgerOttimi possono essere anche gli hamburger preparati con merluzzo impanato o con salmone. Sono squisite anche le varianti di legumi, preparati con ceci magari abbinati a qualche fetta di coppa resa croccante in padella, fagioli o lenticchie che si possono impastare con un po’ di cotechino per ottenere una svizzera più morbida e saporitissima.

Si può variare anche sul tipo di pane. Solitamente si sceglie il panino bun, un pane molto soffice spesso ricoperto di sesamo, ma possono essere molto soddisfacenti anche panini con una crosta più croccante o magari ai cereali.

La fantasia è come sempre un’ottima alleata in cucina e permette di portare in tavola preparazioni gustose e sempre nuove.

 

zeppole

ZEPPOLE PER LA FESTA DEL PAPÀ

zeppoleLe zeppole sono un dolce profondamente radicato nella tradizione napoletana e si consuma abitualmente il 19 marzo per celebrare la Festa del papà.

Sono due le leggende principali che si tramandano sull’origine delle Zeppole. Secondo la tradizione dell’epoca Romana, Giuseppe, dopo la fuga dall’Egitto, per riuscire a mantenere Maria e Gesù decise di vendere frittelle ed ecco perché proprio questo dolce fritto è diventato il dolce che si consuma proprio il giorno di San Giuseppe.

Secondo altre fonti la tradizione sarebbe legata alle Liberalia, che in epoca Romana si celebravano il 17 marzo e durante le quali si bevevano fiumi di vino e si gustavano squisite frittelle di frumento, cotte nello strutto bollente. Questa festa si andò a perdere, ma con l’arrivo del cattolicesimo il 19 marzo è stato dedicato alla figura di San Giuseppe e venne mantenuta la tradizione delle frittelle.

Gli ingredienti principali delle zeppole sono la farina, lo zucchero, le uova, il burro, l’olio d’oliva, la crema pasticcera, vengono spolverate con lo zucchero a velo e decorate con un’amarena sciroppata per la decorazione.

zeppola napoletanaIl gastronomo Ippolito Cavalcanti è autore della prima ricetta scritta delle Zeppole, viene riportata nel suo rattato di Cucina Teorico-Pratico  e risale al 1837:

Miette ncoppa a lo ffuoco na cazzarola co meza carrafa d’acqua fresca, e no bicchiere de vino janco, e quanno vide ch’accomenz’a fa lle campanelle, e sta p’asci a bollere nce mine a poco a poco miezo ruotolo, o duje tierze de sciore fino, votanno sempe co lo lanatiuro; e quanno la pasta se scosta da tuorno a la cazzarola, allora è fatta, e la lieve mettennola ncoppa a lo tavolillo, co na sodonta d’uoglio; quanno è mezza fredda, che la può manià, la mine co lle mmane per farla schianà si pe caso nce fosse quacche pallottola de sciore: ne farraje tanta tortanielli come solo li zeppole e le friarraje, o co l’uoglio, o co la nzogna, che veneno meglio, attiento che la tiella s’avesse da abbruscià; po co no spruoccolo appuntut le pugnarraje pe farle squiglià e farle venì vacante da dinto; l’accuonce dinto a lo piatto co zuccaro, e mele. Pe farle venì chiu tennere farraje la pasta na jurnata primma.

Una ricetta da provare per festeggiare con gusto!

 

Condivisione social

CON INFLUENCY OTTIENI SCONTI CONDIVIDENDO LE FOTO DEI PIATTI

Condivisione socialLa condivisione della propria vita sui social è una pratica ormai molto usuale. I propri gusti e le proprie preferenze vengono espresse direttamente e indirettamente. Anche il cibo sui social è molto presente ed apprezzato. Fotografare e condividere con gli amici una ricetta sperimentata a casa o un piatto appena servito al ristorante, un panino particolarmente goloso, è una pratica ormai frequente.

Prendendo ispirazione da tutto questo un gruppo di ragazzi studenti dell’Università di Bologna ha ideato e realizzato Influency un’app che permetterà a tutti di ottenere sconti o prodotti in omaggio in cambio di foto pubblicate sui propri profili social. Il loro progetto è stato presentato ad un contest di business creativity organizzato dal circuito di residenze Camplus a Bologna, lo vincono e ottengono il sostegno di un gruppo di imprenditori locali.

Condividere sui socialL’idea è che chiunque può essere un influencer nel proprio piccolo. Pubblicare la foto di un prodotto che si utilizza spesso per cucinare o il piatto che si sta per consumare è un modo, a volte involontario, per fare pubblicità all’interno della propria nicchia. Tutti hanno un impatto su una fetta seppur piccola di follower. Tra gli amici c’è un legame di fiducia, un elemento di grande importanza nel mondo digitale. Il classico passa parola oggi si può fare sui social.

LikeMa come funziona?
I locali convenzionati offrono uno sconto o un prodotto omaggio in cambio di un post o di una story su Instagram, è importante che il locale venga nominato con un tag e geolocalizzato.
Il cliente dunque pubblica sul proprio profilo la pizza o il panino che sta per gustare e riceve immediatamente un QrCode che servirà per usufruire di una riduzione alla cassa. Lo sconto sarà proporzionato al numero di follower del cliente, ma non è necessario avere numeri impressionanti come quelli di alcuni influencer di fama mondiale. È sufficiente avere un centinaio di amici che seguono il profilo per poter trarre dei vantaggi dal proprio post.

La app per ora funziona solo a Bologna, ma l’idea dei tre studenti è quella di espandersi in tutta Italia.

Risotto ai funghi

TRUCCHI E CONSIGLI PER RISOTTI PERFETTI

Risotto allo zafferanoPreparare un buon risotto può essere abbastanza impegnativo se non si conoscono i giusti segreti. È un piatto delicato e gli errori che si possono commettere sono tanti compromettendo così il risultato finale. Si dice che il risotto sia in grado di percepire l’umore e di chi lo prepara e che se il cuoco no sta bene il risultato può risentirne. Sicuramente è un piatto che ha bisogno di un po’ di attenzione e cure per essere sicuri di portare in tavola una pietanza capace di stupire i commensali.

  • Pentola di risottoLa scelta del riso influisce abbondantemente sul rendimento. Prima di tutto è meglio sceglierlo di buona qualità. Solitamente si utilizza il Carnaroli, è molto apprezzato però anche il Vialone Nano, Arborio o il Roma.
  • Il soffritto si prepara con cipolla tritata molto finemente per non rischiare di trovare a fine cottura dei fastidiosi pezzetti. Prepararlo a parte e aggiungerlo al riso dopo la tostatura può essere un piccolo e furbo trucco per non rischiare di cuocerlo troppo o troppo poco.
  • È importante tostare il riso. Per farlo si deve mettere in pentola con olio o burro e scaldarlo a fuoco deciso per al massimo un minuto. Attenzione a non esagerare, il rischio di bruciarlo esiste e si rovinerebbe tutto ancor prima di iniziare.
  • Sfumare il riso con del vino è necessario per conferire un tocco di acidità al piatto e per sgrassare il riso dopo la tostatura. Meglio però scaldarlo prima di versarlo, utilizzarlo freddo blocca la cottura e rovina i delicati chicchi.
  • Per un buon risotto è bene utilizzare un brodo di carne, verdure o pesce, molto meglio se fatto in casa.Risotto ai funghi
  • Girare il riso o lasciarlo cuocere senza mai toccarlo? Sicuramente è un prodotto delicato quindi meglio non mescolare con troppa energia, si rischia di rompere i chicchi e di ritrovarsi una pappa poco invitante. Può essere una buona idea anche utilizzare una frusta al posto del mestolo di legno. In questo modo l’amido liberato dal riso si monta durante la cottura e il risultato è un risotto particolarmente cremoso.
  • Anche il momento della mantecatura è molto importante. Solitamente si fa a fuoco spento e con burro e formaggio grattugiato.
  • Il risotto si prepara sempre al momento, non è come una lasagna capace addirittura di migliorare con il riposo. Il risotto scaldato diventa appiccicoso e scotto.
food dilevry ordine online

IL FOOD DELIVERY, UN SETTORE IN GRANDE ASCESA

food dilevry ordine onlineLe abitudini degli italiani sono in costante evoluzione. Da un lato un’attenzione crescente verso la qualità del cibo che si sceglie di portare in tavola. Dall’altro anche una voglia in calo di stare ai fornelli. Secondo una ricerca di Coldiretti/Censis, il food delivery sembra essere un settore particolarmente dinamico nel mondo della ristorazione.

Sono 18,9 milioni gli italiani che nell’ultimo anno hanno consumato a casa cibo ordinato tramite una piattaforma web da ristoranti e pizzerie.

food delivery3,8 milioni scelgono questa modalità regolarmente, sono  invece 15,1 milioni quelli che la scelgono solo in modo occasionale. In altre parole più di un italiano su 3 nel 2018 ha ordinato i propri pranzi o cene dal telefono o da pc.

Il 57,3 % di chi utilizza il food delivery sostiene di farlo per mancanza di voglia o di tempo da dedicare alla cucina. Il 34,1% invece sceglie questa modalità in occasioni speciali, per offrire ai propri ospiti piatti speciali e di qualità.

Il 28% di chi sceglie di ordinare il cibo a casa da piattaforme web chiede una sicurezza maggiore dei prodotti durante il trasporto per garantire adeguati standard igienici, evitare contaminazioni e preservando così la qualità del cibo. Il 38,1% ritiene anche che sia prioritario migliorare il rispetto dei diritti del lavoro di chi consegna il cibo nelle abitazioni.

Una ricerca della  Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi, dice inoltre che gli italiani dedicano alla preparazione del cibo in media solo 37 minuti, 23 in meno rispetto a 10 anni fa e ben un’ora in mezzo in meno rispetto al 1998. Sono soprattutto i cosiddetti Millennial ad abbassare drasticamente i minuti che si dedicano alla preparazione dei pasti. Giovani under 35 che sono sempre di corsa e consumano pasti velocemente senza staccarsi dalla scrivania.

Una tendenza, quella di cucinare sempre meno, ma di mangiare con gusto e scegliendo la qualità che sembra dunque aver definitivamente conquistato gli italiani.

Minestrone

IL MINESTRONE DELLA LONGEVITÀ

MinestroneIl minestrone sardo è famoso in tutto il mondo per la sua bontà, ma anche per le sue numerose qualità in grado di mantenerci in salute. Lo si può infatti considerare un elisir di lunga vita.

Un piatto semplice e ricco di vitamine e fibre. Aggiungendo alle numerose verdure un po’ di fregola, un tipo di pasta molto piccola semola di grano duro molto piccola della famiglia dei couscous e un po’ di carne diventa un sostanzioso e sanissimo piatto unico.

fregolaPietanza famosa anche perché legata ad una ricetta della famiglia Melis. Una famiglia sarda entrata per anni nel Guinnes dei Primati delle famiglie più longeve.

La scelta degli ingredienti ricopre un ruolo di grande importanza se si vuole ottenere un risultato finale gustoso e che faccia davvero bene. Verdure fresche e di stagione, cottura lenta e un po’ di carne o pancetta per arricchirlo di gusto e nutrienti.

 

 

 

Minestrone Sardo

Ingredienti

50 g di fave secche

50 g di fagioli secchi

50 g di ceci secchi

1 cipolla media gialla o bianca

2 carote

2 zucchine,

2 gambi di sedano

2 patate

½ cavolfiore

1 spicchio di aglio

200 ml di passata di pomodoro

1 mazzetto di prezzemolo fresco tritato,

4 -5 foglie di basilico fresco q.b

100 g di fregula sarda

100 g di dadini di pancetta

sale q.b.

pepe nero q.b.

olio extra vergine di oliva q. b.

MinestronePreparazione

Metti a bagno fave, fagioli e ceci in una grande ciotola di acqua per una notte, scola i legumi e sciacquali bene.
Soffriggi sedano carote cipolla e aglio tritato in una grande pentola. Aggiungi la passata di pomodoro le verdure a tocchetti e i dadini di pancetta. Ricopri con acqua e porta ad ebollizione, a questo punto abbassa il fuoco e prosegui la cottura lentamente
Aggiungi la pasta il sale e il pepe e fai cuocere per circa 10 minuti. Servi il minestrone caldo e aggiungi un po’ di olio crudo in ogni piatto.

 

Carbonara

LE CURIOSITÀ DEGLI ITALIANI NEL 2018 IN UN CLICK

CarbonaraIn questi giorni è consuetudine ripensare a come è stato l’anno che ci ha appena lasciato e a quali sono stati i momenti più importanti per ognuno. Ma per scoprire quali sono stati gli interessi degli italiani nel corso del 2018 viene in aiuto Google Trends. Osservando quali sono state le ricerche su internet si possono capire infatti gusti e preferenze.

Ad esempio, nella sezione ricette nel 2018 si è classificata al primo posto la Pastiera, un dolce napoletano che non può mancare a tavola nel periodo di Pasqua.  Una specie di crostata ripiena di una crema a base di ricotta, canditi e grano.

PastieraAl secondo posto c’è il tiramisù, ricetta che nel 2016 si era guadagnata addirittura il primo posto nella ricerca come si prepara. Un dolce semplice, alla portata di tutti anche di chi è più inesperto in cucina e che riesce a soddisfare i palati più esigenti.Pancake La carbonara invece si trova al terzo posto, un piatto della tradizione composto da pochi ingredienti e per il quale è importante fare una scelta che prediliga la qualità per ottenere un risultato davvero squisito. Guanciale, uova, formaggio e pasta scelti con cura assicurano un piatto davvero squisito. 

Il fai da te in cucina sembra essere molto apprezzato, al quarto posto infatti si trova la Colomba pasquale, inventata in Lombardia nel 1900, diventata però velocemente il dolce tipico in tutta Italia. Una preparazione decisamente impegnativa che ha incuriosito moltissimi italiani nel 2018.

Tra le ricerche Come fare al primo posto si trova: il back up, una domanda della sfera tecnologica dunque, al secondo però torna ad essere la cucina l’interesse più vivo degli italiani che si sono chiesti come preparare un pancake, un dolce tipico della tradizione americana e che comunemente si consuma a colazione accompagnato da miele, sciroppo d’acero, frutta fresca o marmellata. L’interesse per la cucina si conferma anche nei posti successivi della classifica, tra il sesto e il decimo posto si trovano infatti le zucchine, la maionese, il pesto, il caramello e la salsa di pomodoro.

lasagne

CONSIGLI PER UNA LASAGNA PERFETTA

lasagneL’origine delle lasagne come è facile immaginare è molto antica. Una preparazione che si può paragonare a quella conosciuta e apprezzata anche oggi si trova fin dai tempi dei Romani. Si chiamava laganon, e indicava un piatto preparato con una sfoglia di pasta sottile fatta con un impasto a base di farina di grano, non era composta da strati, ma era un pasticcio di carne e pasta mescolati.

Negli anni comunque la ricetta è mutata fino a diventare quella delizia capace di rendere indimenticabili i tradizionali pasti in famiglia.

È un piatto elaborato e spesso si commettono degli errori che possono influire sul risultato. Esistono però dei piccoli accorgimenti da utilizzare per essere sicuri di ottenere un piatto da leccarsi i baffi.

  • lasagne tegliaChi prepara la pasta in casa deve stenderla sottile (2-3 mm) e sbollentarla in acqua bollente per 4-5 minuti  prima di farcirla e cuocerla in forno. Chi sceglie le sfoglie secche, invece, può infornarle direttamente utilizzando però una besciamella e un ragù un po’ più liquidi.
  • È bene  evitare la carta forno, è perfetta per quando si preparano torte o pizza, ma le lasagne sono una preparazione troppo umida e il rischio è quello di ritrovarsi nel piatto una porzione mista a carta. Meglio quindi ungere abbondantemente la teglia con burro ragù e besciamella per evitare che si attacchi al fondo e permettere una corretta cottura della pasta.
  • Aggiungere un po’ di pancetta al ragù lo renderà più saporito.
  • Il condimento deve essere abbondante e deve coprire tutte le sfoglie per non rischiare di sfornare una lasagna con gli angoli troppo secchi
  • Meglio non lesinare con gli strati. Per essere una lasagna golosa deve averne 4 o 5.
  • Per non rischiare di ottenere una preparazione con gli strati superiori troppo secchi è una buona idea cuocerla per la prima metà del tempo coperta con della carta di alluminio e scoprirla solo durante la seconda metà della cottura. In questo modo le lasagne saranno croccanti fuori e morbide dentro.
  • Per ottenere una perfetta doratura della superficie è bene non esagerare con la besciamella, meglio terminare gli strati mescolando abbondante ragù con un paio di cucchiai di besciamella, un po’ di formaggio grattugiato e per una crosta croccante un cucchiaio scarso di pan grattato sulla superficie.
  • A fine cottura è bene lasciarle riposare almeno 15 minuti, ne gioverà il gusto e anche la consistenza.
Alimentazione Bambini

L’ALIMENTAZIONE DEI BAMBINI PER UNA CRESCITA SANA

Alimentazione BambiniPerché possano crescere sani è importante che i bambini mangino bene assumendo tutti i nutrienti necessari.

La prima regola della giornata è: fare la colazione! In tanti la saltano, ma è assolutamente necessaria per affrontare con la giusta energia la giornata.

Secondo le linee guida dei Larn, Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia, la colazione deve corrispondere al 20% del fabbisogno giornaliero. Può essere composta da pane e marmellata o miele o cioccolata spalmabile. Si può alternare con una fetta di torta, fette biscottate, cereali o biscotti. Dolci da accompagnare con un bicchiere di latte o uno yogurt e un frutto.

Chi invece preferisce iniziare la giornata con una colazione salata, si può scegliere un uovo o un panino farcito con un salume magro.

Merenda a scuolaÈ importante pensare ad uno spuntino di metà mattina per evitare un calo di attenzione e di umore e deve corrispondere (come la merenda) al 5% delle calorie assunte giornalmente. La merenda da portare a scuola non deve essere troppo unta o pesante, può andare bene un frutto fresco o della frutta secca o anche toast, purché di dimensioni ridotte.

Lasagne con prosciuttoIl pranzo poi è un momento importante (deve apportare il 40% delle calorie) a cui dedicare il giusto tempo e che deve essere molto nutriente, meglio un piatto unico come le lasagne o pasta e legumi piuttosto che un panino veloce. Per poterlo considerare equilibrato, un pasto deve contenere il giusto apporto di nutrienti tra carboidrati, proteine, grassi, vitamine, sali minerali e fibre. Dunque pasta o pane, preferibilmente integrali, verdure e proteine da reperire in carne, pesce, legumi, formaggi, uova o prosciutto crudo.

La sera invece si deve tenere in considerazione che il pasto che si sta per affrontare è quello che precede il sonno meglio quindi scegliere piatti e cotture veloci da digerire.

Consigli utili per i piccoli ma anche per gli adulti, i bambini infatti imparano imitando i genitori, per questo per insegnare ai figli a mangiare bene dovranno loro per primi imparare a mangiare in modo sano.

Pizza Margheriita

CONSIGLI PER PREPARARE UN’OTTIMA PIZZA ANCHE A CASA

Pizza Margheriita

 

Amata da tutti, grandi e piccoli, famosa in tutto il mondo e divenuta anche patrimonio dell’UnescoLa pizza è un piatto completo e goloso da gustare nelle pizzerie più buone, ma non così facile da preparare a casa. Innanzitutto il forno al legna fa sempre la differenza  se si vuole ottenere una cottura davvero perfetta e un sapore inconfondibile. Questa quasi inevitabile differenza  rende più difficile la preparazione casalinga, ma seguendo i giusti accorgimenti è possibile riuscire a cucinare delle pizze speciali anche a casa.  

 

 

 

  • Attenzione all’acqua che si utilizza. L’ideale è un’acqua mediamente dura, se nella propria casa fosse però molto dolce o troppo dura, meglio preferire l’acqua minerale in bottiglia.
  • impastare pizzaPer ottenere una pizza facilmente digeribile, meglio diminuire la quantità di lievito utilizzato, mai superare gli 8-10 g per 1 kilo di farina. È poi importante riservare il giusto tempo alla lievitazione, che deve essere lunga per riuscire a portare in tavola una pizza davvero soffice e digeribile.
  • Meglio ancora scegliere come base per l’impasto una farina forte, da 270 a 350 W, perfetta per i lievitati soprattutto quelli che necessitano di una importante quantità di acqua come la pizza.
  • Chi vuole aggiungere sapore all’impasto può sostituire circa il 20% alla farina bianca con un’altra farina, ad esempio integrale o ai cereali.
  • Anche la manualità ricopre un ruolo molto importante nella preparazione di una pizza. È necessario dunque lavorare gli ingredienti energicamente perché si amalgamino bene e per evitare i grumi, infine è preferibile stenderla con le mani e non con il mattarello. Naturalmente è necessaria anche po’ di esperienza che si può raggiungere dopo un po’ di esperimenti.
  • Prosciutto e funghiLa cottura in forno elettrico di casa è più lunga rispetto a quella nel forno a legna, per questo è preferibile cuocere l’impasto già condito con olio e pomodoro per i primo 5-6 minuti in seguito aggiungere la mozzarella e infornare nuovamente fino al completamento della cottura.
  • Il momento della farcitura è quello più creativo. Si possono provare quelle più tradizionali come prosciutto e funghi, ortolana, speck e brie o lanciarsi in abbinamenti più originali come ricotta e salame, stracchino e mortadella.

Piccoli e semplici accorgimenti da provare a mettere in pratica per gustare un’ottima pizza anche a casa propria.

Bocconcini prosciutto e fichi

PRANZO IN SPIAGGIA: COME CAMBIANO I GUSTI DEGLI ITALIANI

CapreseFerragosto è una giornata da festeggiare con gli amici o con la famiglia. In molti scelgono di trascorrerla passando la giornata al mare. Per godersela fino in fondo in molto scelgono di organizzarsi e preparare una borsa frigo con il pranzo così da non dover rinunciare neanche ad un minuto di spiaggia, mare e sole per mangiare.

Secondo Coldiretti il trend dei pranzi in spiaggia degli italiani è profondamente cambiato. Sono sempre meno le persone che decidono di portare piatti di lunga digestione come lasagne, polpette o parmigiana. Il tipico pranzo in spiaggia che preparavano le nonne sembra attraversare una fase di declino. Oggi la maggioranza delle persone sceglie la via salutista e preferisce consumare fresche insalate e tanta frutta.

Insalata di pastaIn particolare il 27% degli italiani porta in spiaggia insalate di riso o di pollo o di mare, contro solo il 5% che continua a preferire le classiche lasagne. Il 19% degli italiani ama gustare un piatto fresco e semplice come la caprese, il 18% invece affida il suo pranzo ad una dissetante macedonia

Solo il 6% continua a prediligere la parmigiana di melanzane,  il 9% la frittata di verdure e un piccolissimo 3% le polpette. Bocconcini prosciutto e fichiUna tendenza che appare molto chiara, gli italiani hanno scelto la salute e si può fare facilmente, seppur senza rinunciare al piacere della tavola.

Con un po’ di fantasia è facile preparare piatti semplici e leggeri da portare in riva al mare. Oltre alla classica insalata di riso si può variare preparando una pasta fredda, ricca di verdure e insaporita da dadini di prosciutto. Il prosciutto crudo poi si abbina molto bene alla frutta, preparare dei bocconcini con spicchi di fichi a cui avvolgere le fette di prosciutto sarà facile e veloce, bisogna però preparane in abbondanza perché  il risultato è sicuramente “uno tira l’altro”.

prosciutto e melone

SUPERFOOD ESTIVI PER SENTIRSI BENE E FAVORIRE LA TINTARELLA

insalata anguria e fetaPer stare bene durante la stagione calda è importante nutrirsi in modo adeguato. Il caldo spesso abbassa la pressione e fa calare la fame. Prima di tutto è necessario bere in abbondanza per reidratarsi e recuperare i sali minerali persi con la sudorazione. Almeno due litri di acqua al giorno sono il quantitativo minimo da assumere.

Ci sono poi tanti alimenti perfetti per il caldo estivo e che permettono di mantenersi in salute. Sono alimenti ricchi di nutrienti utili anche per preparare la pelle all’abbuffata di sole. Naturalmente è sempre importante proteggersi anche con le giuste creme solari, ma l’alimentazione può essere di grande aiuto

Anguria e centrioli, ad esempio, sono composti  per una grande percentuale di acqua (il 90% per l’anguria) e favoriscono la diuresi. I cetrioli inoltre sono una fonte di potassio, elemento molto utile in questo periodo dell’anno.

insalata carote e radicchioLe carote non possono mancare dalle tavole estive perché sono l’alimento più ricco di beta-carotene e vitamina A, per questo sono capaci di stimolare la melanina e di permettere dunque un’abbronzatura sana e duratura.  Ne sono un’ottima fonte anche il radicchio, che pur non essendo un’insalata tipica della stagione si può trovare facilmente tutto l’anno, il melone, le  albicocche, la lattuga e i pomodori.

prosciutto e meloneProsciutto e melone, il piatto immancabile dell’estate, fresco, leggero e veloce da preparare, permette di dissetarsi, grazie all’alta percentuale di acqua di cui è composto il melone e di assumere buone quantità di beta-carotene e vitamina A. Accompagnandolo con un’insalata di radicchio e carote si prepara un pranzo davvero perfetto per prepararsi alla spiaggia e ai raggi solari.

Le insalatone sono un altro piatto tipico dell’estate, inserire spesso l’avocado tra gli ingredienti è sicuramente una scelta vincente.  È buono e una fonte di grassi buoni, inoltre è ricco di vitamine D ed E.

Tutti alimenti facili da trovare durante l’estate e perfetti per preparare piatti semplici gustosi e ricchi di salute.

Pesto Pistacchi

IDEE E CONSIGLI PER SQUISITI PIATTI CON LA FRUTTA SECCA

Pesto PistacchiSiamo abituati a consumare frutta secca quasi esclusivamente durante il periodo di Natale, a fine pasto quando ormai siamo abbondantemente sazi o come ingrediente di torte ricche, un alimento dunque, utilizzato solo di rado.

La frutta secca è un alimento dalle numerose proprietà nutritive, per questo sarebbe bene consumarla con maggiore frequenza. Ricca di vitamina E, Omega 3 e Omega 6, acidi grassi importanti per mantenersi in salute e sono anche una importante fonte di fibre e sali minerali. Un po’ troppo ricca di calorie se si eccede nel consumo, ma per evitarlo può essere una buona idea utilizzarla nelle ricette di primi e secondi piatti piuttosto che il più tipico consumo a fine pasto, quando c’è un rischio maggiore di ingerire una quantità eccessiva di calorie al pasto.

È buona e molto versatile in cucina, durante l’estate, quando la voglia di stare ai fornelli scarseggia può essere un ingrediente valido per preparare deliziosi pesti e condimenti per primi piatti, buoni da leccarsi i baffi.

Pesto mandorle e pomodori secchiCondire gli spaghetti con un trito di pistacchi, buccia e succo di limone e olio, assicura un piatto delicato, ma molto sfizioso. Chi non ama il sapore asprigno del limone può utilizzare i pistacchi e unirli a menta e aglio per un condimento fresco e originale. Le mandorle pelate sono ottime abbinate alla rucola per un pesto stuzzicante, o unite a pomodori secchi, basilico, aglio e ricotta salata una pasta dal sapore intenso. Un primo piatto dal sapore autunnale, invece, si può ottenere in pochi minuti facendo imbiondire uno spicchio d’aglio in un po’ d’olio, aggiungere nocciole tritate, grana e un po’ di prezzemolo e si otterrà una pasta davvero golosa. Se si desidera invece un condimento cremoso e ricco di gusto si può ottenere in pochi minuti unendo ricotta, noci e speck. Con un po’ di fantasia e in poco tempo si possono inventare sughi sempre diversi velocissimi da preparare, buoni e che fanno davvero bene!

Uova di Pasqua

COME RICICLARE LE UOVA DI CIOCCOLATA

Uova di PasquaNel periodo successivo ai pranzi pasquali, che si abbiano dei figli o meno, ci si ritrova la casa piena di cioccolata che, per quanto buona, non sempre è facile da finire. Il tempo stringe perché è un alimento che non ama il caldo e l’umidità e l’avvicinarsi della bella stagione che segue la Pasqua, impone un consumo piuttosto veloce degli avanzi.

Se il cioccolato viene esposto alle alte temperature, il burro di cacao si scioglie e provoca quella che viene chiamata la ‘fioritura’ del burro. Si riconosce perché si ricopre di macchie chiare, esteticamente fastidiose, ma che non compromettono in alcun modo il gusto del cioccolato.

Vietato conservarlo in frigorifero perché è un luogo troppo freddo e umido, inoltre ricco di odori forti capaci di rovinare l’aroma della cioccolata.

L’ideale dunque è consumarlo velocemente. Ecco qualche semplice idea che eviterà di ritrovarselo nella dispensa dopo l’estate.

 

Barrette di cioccolataBarrette al cioccolato

Ingredienti

125 g di riso soffiato

600 g di cioccolato

Preparazione

Sciogli il cioccolato a bagno maria e ricopri con una parte di cioccolato un foglio di carta forno appoggiata su una teglia. Unisci il riso soffiato al cioccolato rimasto e stendi il composto sul foglio di carta forno ricoperta di cioccolata. Metti la teglia in frigorifero per almeno 4-5 ore. Quando si sarà raffreddato e ben indurito taglialo a quadretti.

 

Fonduta di cioccolato

Ingredienti

2 banane

1 cestino di fragole

2 kiwi

2 mandariniFonduta cioccolato

200 g di cioccolata (fondente, al latte o bianca)

100 ml di panna fresca

Preparazione

Sciogli il cioccolato a bagno maria, aggiungi la panna e amalgama bene evitando la formazione di grumi. Servi versando la fonduta nell’apposito pentolino sotto al quale posizionare una piccola candela per mantenere la fonduta fluida. Intingi la frutta nel cioccolato tenendola con un bastoncino o una forchetta.

Liquore al cioccolato

Ingredienti

100 g di cioccolata fondente

300 ml di panna fresca

700 ml di latte

250 g di zuccheroliquore cioccolato

150 ml di alcol puro

Preparazione

Unisci il latte, la panna, lo zucchero e il cacao in una pentola e fai sobbollire il liquido ottenuto per circa dieci minuti senza smettere di mescolare per evitare la formazione di grumi. Aggiungi il cioccolato e, quando si sarà sciolto, spegni il fuoco. Quando si sarà raffreddato aggiungi l’alcol e amalgama bene. Filtra il liquore con un colino a maglie strette e versalo nelle bottiglie. Lascialo riposare per circa un mese prima di consumarlo.

Pasqualina_fetta

RICETTA E ORIGINI DELLA TORTA PASQUALINA

Pasqualina_preparazioneCome è facile intuire dal suo nome, la Torta Pasqualina è una ricetta tipica di questo periodo dell’anno, quello legato appunto alle feste di Pasqua. Semplice da preparare, utilizzando una sfoglia pronta, un po’ più complicata se si vuole preparare una pasqualina originale e partire da zero, cimentandosi con la preparazione anche della pasta sfoglia. È una specialità ligure, ma famosa ben oltre i confini della regione di cui è originaria.

Vanta origini antiche viene infatti preparata proprio in occasione della Pasqua già nel XVI secolo, in questo periodo infatti fu citata dal letterario Ortensio Lando nel suo “Catalogo delli inventori delle cose che si mangiano et si bevono” chiamandola però gattafura, il suo nome antico. Si dice si chiamasse così perché così ghiotta che le gatte la furavano, cioè rubavano.

La Pasqualina originale prevede una sfoglia composta da 33 sottilissimi strati, un numero scelto non a caso, ma proprio per simboleggiare gli anni di Gesù Cristo. Si preparava utilizzando solo acqua, farina, sale e olio extravergine di oliva rigorosamente ligure. Oggi come oggi si prepara una sfoglia con molti meno strati.

La farcitura invece prevede l’utilizzo della prescinseua, un particolare formaggio morbido con consistenza a metà tra lo yogurt e la ricotta, molto difficile da trovare fuori dalla Liguria, per questo spesso viene sostituito dalla ricotta. Si utilizzano inoltre le bietole, spesso sostituite da carciofi, maggiorana e uova intere, un simbolo di vita e rinascita, il ritorno della primavera e della sconfitta della vita sulla morte.

Pasqualina_fettaIngredienti

1 kg di farina

4 cucchiai di olio per la pasta

Acqua q.b.

1 kg di bietole

½ Cipolla

500 g di ricotta

1 bicchiere di latte

4 uova

100 g di formaggio grattugiato

Maggiorana q.b.

Olio q.b.

Sale q.b.

Preparazione

Impasta la farina, 4 cucchiai di olio, l’acqua e un pizzico di sale. Dividila in 10 piccole palle e lasciala riposare. Intanto fai appassire le bietole in una pentola con poca acqua e ripassale in padella con la cipolla tritata. Unisci la maggiorana, il formaggio grattugiato, la ricotta, il latte e aggiusta di sale. Stendi le 10 palle di pasta in sfoglie molto sottili. Ungi una teglia e ricoprila con una sfoglia, e ripeti gli strati successivi. Versa all’interno l’amalgama di ricotta e verdure. Fai 4 buchi e rompi all’interno le uova intere, ricopri con le rimanenti sfoglie. Cuoci a 180° per circa 45 minuti.

caffè

CONSIGLI PER UN CAFFÈ SQUISITO

caffè e mokaPreparare il caffè è un’arte che si impara fin da piccoli. È una delle prime preparazioni in cucina che si insegna ai bambini, perché per loro è divertente riempire la moka di caffè utilizzando il cucchiaino ed è una procedura sicura, senza rischio di tagliarsi o farsi male. Farlo a regola d’arte però non è così semplice o scontato. Ci sono numerose variabili che possono influire sulla preparazione e rischiare di rovinare il piacere di qualche minuto di pausa bevendo questa bevanda tanto amata dagli italiani.

  • Prima di tutto bisogna scegliere la macchinetta giusta e fare attenzione alla sua manutenzione. Meglio preferire quelle vecchie e usate, quelle nuove e luccicanti non faranno mai un buon caffè. È importante però cambiare spesso la guarnizione e ogni tanto anche il filtro.
  • caffè macinatoLa caldaia va riempita di acqua fino alla valvola, senza mai superarla per non rischiare che venga un caffè troppo liquido.
  • Il filtro va riempito fino all’orlo, ma mai pressato (come si usa fare invece con le macchine per il caffè espresso).
  • Per ottenere un buon caffè non bisogna avere fretta, meglio posizionare la moka sul fuoco piccolo e regolare la potenza verso il basso. Va spento appena la caffettiera inizia a fare il suo caratteristico rumore, per evitare che si bruci e ne rovini irrimediabilmente il sapore.
  • Il caffè macinato va tenuto in un contenitore ermetico per non perdere il profumo e gli aromi.

caffèPer riconoscere un buon caffè si parte dalla vista, già guardandolo si possono ottenere informazioni importanti. Se, mentre lo si versa, il liquido che esce dalla brocca è trasparente, significa che è stata utilizzata troppa acqua o troppo poco caffè.

Se sul fondo della tazzina si trova molto residuo in polvere vuol dire che il caffè è stato macinato troppo finemente oppure che il filtro è stato pulito con poca cura o che è addirittura da cambiare.

Con queste piccole accortezze e attenzioni si potrà facilmente preparare un ottimo caffè e riempire la casa del suo caratteristico e tanto piacevole profumo.

Chiacchiere

CARNEVALE, DIVERTIMENTI E TANTE DOLCI BONTÀ

Per capire una festività all’insegna della sregolatezza come il Carnevale bisogna partire dalla sua etimologia: deriva dal latino carnem levare cioè togliere la carne, questo perché dal giorno successivo al termine delle feste di Carnevale soprattutto un tempo, iniziava un periodo di penitenza durante il quale si rinunciava alla carne,  e ci si dedicava a un po’ di giorni di divertente follia prima della quaresima, un periodo di digiuni e preghiera in attesa della Pasqua.

CastagnoleUn’altra caratteristica del Carnevale è il mascheramento, questa è una tradizione che ha origini davvero antiche. Un rito pagano precedente a quello cattolico e che risale al tempo degli antichi greci, le feste Dionisiache, ereditate anche dai Romani che le chiamavano però Saturnali. Durante queste feste era tradizione accettare un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie lasciando spazio invece a scherzi e dissolutezza.

Quest’anno si festeggia l’8 febbraio (giovedì grasso), domenica 11 è il giorno di Carnevale, e si conclude il 13 (martedì grasso).

TortelliAnche a tavola sono giorni di totale libertà e i piatti tipici di Carnevale sono spesso dolci e fritti. Le chiacchiere, conosciute in tutta Italia con nomi diversi (frappe, fritole, graffe, bugie, cenci, crostoli) e non possono mancare in questi giorni speciali. La ricetta originale è fritta, ma esiste anche una versione al forno, il risultato è indubbiamente molto diverso, ma altrettanto goloso. Una tradizione che probabilmente è legata alle frictilia, dei dolci fritti nel grasso preparati dai Romani probabilmente proprio durante i saturrnali.

Tipici del periodo sono anche i tortelli, molto spesso farciti con crema pasticcera, ma ottimi anche vuoti, le castagnole, così come i krapfen,  la cicerchiata, tipica di Umbria, Marche e Abruzzo, si tratta di una corona composta da palline di pasta sfoglia fritte. In Campania invece in questo periodo si prepara il migliaccio un dolce a base di semolino al quale si uniscono zucchero, uova, burro, ricotta e latte.

ChiacchiereRicetta Chiacchiere fritte

Ingredienti

500 g farina

130 g latte

50 g burro fuso

50 g zucchero a velo

2 tuorli

1 Limone

Olio per friggere 400 ml

Sale q.b.

Preparazione

Versa la farina a fontana su una spianatoia versa al centro i tuorli, lo zucchero a velo  e il burro fuso e amalgama con le dita. Aggiungi la scorza del limone, un pizzico di sale e il latte, quando avrai ottenuto un composto liscio e uniforme coprilo con la pellicola e fallo riposare in frigo per 2 ore.  Stendi la pasta fino ad ottenere una sfoglia sottile tagliala in tanti rettangoli e friggili in abbondante olio. Scola le chiacchiere su carta per friggere e cospargile di zucchero a velo.

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PASTA E CECI, UN PIATTO NUTRIENTE E DALLE NUMEROSE VARIANTI

shutterstock_738218566I ceci sono un legume arrivato dall’oriente, diffuso prima in Egitto per nutrire gli schiavi e poi in tutto il mediterraneo.

Consumati in abbondanza già dai Romani che ne attribuivano anche proprietà afrodisiache.  Sono un alimento ottimo e molto nutriente. Ricchi di ferro e proteine, un ottimo alimento da abbinare alla pasta per ottenere un piatto unico gustoso e completo.

shutterstock_216995659Si possono servire come aperitivo, dopo averli ricoperti di spezie come paprika e curcuma e passati in forno per circa 30 minuti a 180°. Con la farina, si può preparare la farinata o delle frittate in forno o in padella, magari arricchite con verdure. Frullandoli e unendoli a limone e thaina si ottiene l’hummus, schiacciandoli si possono preparare polpette o hamburger vegetali.

La tradizione italiana vede i ceci utilizzati per un piatto unico squisito, la pasta e ceci. Ha numerose varianti ragionali oltre a quelle familiari, è infatti il tipico comfort food preparato e tramandato di madre in figlio. Si tratta di un piatto di origine contadina, perfetta per chi aveva bisogno di ritrovare le forze dopo una faticosa giornata tra i campi.

In Puglia si prepara con le fettuccine e dopo aver cotto la pasta se ne prende una parte, la si frigge e si unisce per completare il piatto. In Lazio, a fine cottura viene aggiunta l’acciuga soffritta a parte con uno spicchio d’aglio e pomodoro. Nella tradizione toscana si insaporisce con aglio e pomodoro, quella napoletana, invece è arricchita dalla pancetta e prevede la cottura della pasta insieme ai ceci.

shutterstock_720059803PASTA E CECI ALLA NAPOLETANA

400 g. di ceci secchi
250 g. di ditalini
100 g di pancetta a cubetti
1 carota
1 cipolla
1 gambo di sedano
2 rametti di rosmarino
Olio q.b
Sale q.b.
Bicarbonato q.b.

Preparazione

Lascia in ammollo i ceci per almeno 12 ore in abbondante acqua fredda con un pizzico di bicarbonato. Trita il sedano, la carota e la cipolla e soffriggili con un filo d’olio. Aggiungi i dadini di pancetta, quando sarà rosolata versa i ceci sciacquati insaporisci con il rosmarino e aggiungi l’acqua sufficiente a coprire  ceci. Cuoci per circa un’ora e mezza, e aggiungi il sale verso fine cottura. Frulla circa metà dei ceci fino ad ottenere una crema versala nella pentola. Cuoci la pasta insieme ai ceci e servi ben caldo.

 

 

 

pizzoccheri con verze

RICETTA E ORIGINI DEI PIZZOCCHERI

pizzoccheriLa Valtellina è una zona montana della Lombardia ricca di piatti tipici molto nutrienti preparati con ingredienti tipici della zona. Facendo una gita nella zona si possono assaggiare gli sciatt, palline croccanti fritte e ripiene di formaggio,  bresaola e moccetta , la polenta taragna e i pizzoccheri.

Questi ultimi sono originari di Teglio un paese in provincia di Sondrio proprio al centro della Valtellina. Un primo piatto al forno così ricco da poter essere consumato anche come piatto unico. È composto da pizzoccheri, un tipo di pasta simile a delle tagliatelle corte, ma di grano saraceno, condite in modo molto ricco con verdure (verze, coste, broccoli), formaggio casera e abbondante burro. Le dimensioni tipiche dei pizzoccheri di solito sono di circa 5 mm di larghezza, 7 cm di lunghezza e 2 o 3 mm di spessore.

È un piatto di origini molto antiche il grano saraceno è infatti un tipo di cerale usato nella zona già dal XVI secolo. Un cereale che in questi anni è stato riscoperto e viene utilizzato sempre più spesso nelle preparazioni. Molto saporito e senza glutine, quindi adatto ai celiaci. La prima testimonianza dell’esistenza dei pizzoccheri risale al 1548  nel “Catalogo dell’inventario delle cose che si mangiano” un’opera di Ortensio Landi.

I pizzoccheri fanno parte dell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tipici della Lombardia. A Teglio, dove vengono organizzate due sagre durante le quali assaggiare i pizzoccheri preparati a regola d’arte, è nata anche l’Accademia del pizzocchero che ha codificato la ricetta originale.

Ricetta dell’Accademia del Pizzocchero

pizzoccheri con verzeIngredienti
400 g di farina di grano saraceno
100 g di farina bianca
200 g di burro
250 g di formaggio Valtellina Casera dop (den.ne di origine protetta)
150 g di formaggio in grana da grattugia
200 g di verze
250 g di patate
uno spicchio di aglio, pepe
Preparazione
Mescola le due farine, impastale con acqua e lavorale per circa 5 minuti. Con il mattarello tira la sfoglia fino ad uno spessore di 2-3 millimetri dalla quale ricaverai delle fasce di 7-8 centimetri. Sovrapponi le fasce e tagliale nel senso della larghezza, ottenendo delle tagliatelle larghe circa 5 millimetri. Cuoci le verdure in acqua salata, le verze a piccoli pezzi e le patate a tocchetti, unisci i pizzoccheri dopo 5 minuti (le patate sono sempre presenti, mentre le verze possono essere sostituite, a secondo delle stagioni, con coste o fagiolini). Dopo una decina di minuti raccogli i pizzocheri con la schiumarola e versane una parte in una teglia ben calda, cospargi con formaggio di grana grattugiato e Valtellina Casera dop a scaglie, prosegui alternando pizzoccheri e formaggio. Friggi il burro con l’aglio lasciandolo colorire per bene, prima di versarlo sui pizzoccheri. Senza mescolare servi i pizzoccheri bollenti con una spruzzata di pepe.

Tarte tatin_fetta

TARTE TATIN, UN ERRORE DA LECCARSI LE DITA

Tarte TatinSpesso le migliori ricette nascono da semplici errori e dall’ingegno del cuoco che deve salvare la situazione. È proprio questa la storia della Tarte Tatin, l’inconfondibile torta di mele rovesciata.  Secondo la leggenda una delle sorelle Tatin che gestivano L’Hotel-restaurant Tatin. Caroline di solito si occupava di accogliere i clienti all’ingresso  invece Stephanie si dedicava alla cucina. Una domenica durante la quale stava preparando il pranzo per alcuni cacciatori bruciò la torta e per salvare il dessert  decise di imburrare una teglia, rivestirla di zucchero e la ricopre di mele, sovrappensiero si dimenticò la base di brisé, per salvare la situazione decise di ricoprirle con la pasta e terminare la cottura così, una volta sfornata la girò e servì. Il successo fu tanto, i cacciatori ne furono entusiasti ed è così che nacque una torta diventata velocemente un classico.

Anche grazie a questa deliziosa torta l’Hotel si guadagnò una stella Michelin cosa che ha contribuito a far conoscere la ricetta a sempre più persone. Il grande Maurice Edmond Sailland detto Curnonsky, il più grande gastronomo francese del ventesimo secolo, dopo averla assaggiata se ne innamorò e contribuì a diffondere la ricetta pubblicandola su “La France gastronomique” del 1926.

Tarte tatin_fetta“Prendi un piatto di rame stagnato, profondo circa 6 cm, che viene rivestito all’interno con uno spesso strato di burro, quindi uno strato di zucchero a velo spessa un centimetro. Riempi il piatto con uno strato di spicchi o pere di mela; su questi quarti, aggiungete un po ‘più di burro e zucchero, quindi coprite il tutto con una pasta spezzata dello spessore di un centesimo.

Cuocere su un buon fuoco di carbone, tutto coperto con un forno da campo anche guarnito con un fuoco luminoso. Tempo di cottura: da 20 a 25 minuti.

Togliere il forno dal campo e controllare se la cottura è soddisfacente sollevando il bordo dell’impasto con un coltello. La torta è cotta quando i frutti sono dorati e lo zucchero un po ‘caramellato.

Modella la torta con il piatto in cui devi servire, quindi capovolgila in modo che il frutto sia in cima. Servire caldo”

Spesso oggi si usa servirla accompagnata da gelato alla vaniglia o della panna montata.

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PICI ALL’AGLIONE SPECIALITÀ TOSCANA DA PROVARE!

La Toscana è una terra caratterizzata da una tradizione culinaria di origini contadine, semplice e gustosa. Tra le numerose specialità della zona, non si possono non citare i Pici, degli spaghettoni rustici, che trovano nel sugo all’aglione il condimento ideale per esaltarne il sapore.

shutterstock_760573393I pici sono spesso preparati in casa con farina e acqua lavorati poi a mano fino ad ottenere degli spaghetti spessi e piuttosto irregolari. Si differenziano dai bigoli perché quest’ultimi vengono trafilati al bronzo e dalla pasta emiliana per l’assenza dell’uovo tra gli ingredienti. La preparazione di questo particolare tipo di pasta risale al tempo degli Etruschi, fin da allora le mani hanno iniziato a impastare le giuste proporzioni di acqua, farina, sale e olio per ottenere un tipo di pasta la cui ricetta è stata tramandata fino ai giorni d’oggi. Il nome deriva dal termine appicciare e si riferisce al tipo di lavorazione necessaria per realizzarli.

La tradizione toscana li vuole conditi con il sugo di nana (anatra), con un ragù di carne o con le briciole (briciole di pane toscano soffritte in olio di oliva), ma si sposano alla perfezione ad un altro prodotto tipico della zona, l’aglione di Valdichiana. Si tratta di un aglio dalle dimensioni molto generose, può raggiungere fino agli 800 g di peso ed è caratterizzato da un sapore particolarmente delicato. È più digeribile perché non contiene alliina, un amminoacido che conferisce al comune aglio il suo sgradevole odore. Ha una forma quasi sferica, un po’ schiacciata ai poli e composto da solo 5-6 spicchi molto grandi. Prende il nome dalla zona nella quale viene prodotto, la Valdichiana appunto, dove viene coltivato da sempre con metodi naturali.

La Pasta all’aglione è una ricetta molto semplice da preparare e molto gustosa, vista la difficoltà nel reperire questo particolare tipo di aglio, si può sostituire anche con un normale aglio, ma se ci si trova in zona vale la pena cercarlo per prepararsi una pasta davvero a regola d’arte.

shutterstock_311454578 (2)Ricetta Pasta all’aglione

Ingredienti

360g  di pici

1 testa di Aglione di Valdichiana (oppure 4 spicchi d’aglio comune)

1 kg di pomodori ramati

2 peperoncini

Sale q.b.

Olio q.b.

Preparazione

Trita finemente l’aglio soffriggilo in padella con un po’ d’olio facendo attenzione che non si scurisca, ma che si sciolga, aggiungi i peperoncini tritati e a cui avrai tolto i semi. Unisci anche i pomodori a pezzetti aggiusta di sale e cuoci fino a quando i pomodori si saranno cotti. Cuoci i pici in abbondante acqua salata e condiscili con il sugo all’aglione.

 

 

Pasta alla norcina

PASTA ALLA NORCINA

SalsicciaLa pasta alla norcina è un piatto umbro da provare assolutamente quando ci si trova in zona. Di solito si prepara con una pasta tipo penne o rigatoni oppure con gli strangozzi, degli spaghettoni grossi simili ai pici toscani, condita con salsiccia panna e pecorino e una grattata di tartufo nero della zona.

Il nome pare derivi dall’utilizzo delle salsicce dei maestri norcini. Nel medioevo gli esperti lavoratori della carne di suino durante l’inverno lasciavano la propria città di origine, Norcia, per lavorare in tutta l’Italia centrale. In questo periodo, l’area intorno a Norcia godeva di una certa ricchezza che si protrasse fino al XVII. In seguito però, numerosi terremoti costrinsero gli abitanti della zona, ridotti ormai in miseria, ad abbandonare i luoghi d’origine, trasferendosi soprattutto verso Roma e diffondendo così l’arte di produrre i salumi anche nella capitale. È per questo che gli esperti lavoratori della carne di maiale venivano chiamati proprio norcini.

Pasta alla norcinaProbabilmente la panna, ingrediente che solitamente si utilizza oggi per preparare questa golosa ricetta, un tempo era sostituita dalla ricotta. Secondo altre tradizioni, si usava invece il pecorino, rendendo la ricetta più simile ad un’altra ricetta tipica della zona, la gricia. Per riuscire a preparare una pasta alla norcina DOC è necessario utilizzare la salsiccia dei norcini umbri, dal sapore inconfondibile grazie alla presenza nell’impasto di aglio e pepe.

La preparazione è semplicissima e facilmente replicabile anche a casa. La salsiccia va sbriciolata e cotta in padella con un filo d’olio, e la cipolla. Dopo aver sfumato con un po’ di vino bianco, si aggiunge la panna e si insaporisce, infine, con del pecorino locale e una grattata di tartufo nero. Alcuni ristoranti della zona la servono inserendo tra gli ingredienti anche i funghi della zona, in questo caso, di solito, viene preferito però l’utilizzo della pasta lunga.

Pasta e cocozza

RICETTA E STORIA DELLA PASTA ALLA COCOZZA

Zucca napoletanaLa zucca è originaria dell’America Latina Centrale e arriva infatti nel continente europeo in seguito alla scoperta delle Americhe, insieme alle patate e ai pomodori.

In Italia ha trovato il terreno e il giusto clima per crescere. Nel napoletano si coltiva un tipo di zucca allungata detta cocozza. Una qualità dal sapore particolarmente delicato e molto più ricca di acqua rispetto ad altre qualità di zucca. Ha una forma allungata e un polpa arancione ed è utilizzata per preparare una ricetta della tradizione Napoletana, la Pasta alla cocozza. Si tratta di una minestra per preparare la quale di solito si utilizza la pasta mista, anche detta ‘mmescata meglio però scegliere i ditali grossi o i tubetti l’importante è che si tratti di un tipo di pasta corta e preferibilmente bucata per accogliere la zucca al suo interno. Il piatto si completa con un po’ di prezzemolo e, per chi lo gradisce, il peperoncino, ingrediente perfetto come contrasto al dolce della zucca.

Una ricetta originaria della Napoli più popolare e arrivata fino ad oggi grazie alle nonne che la hanno insegnata a figli e nipoti. Un piatto perfetto per scaldarsi con gusto nelle giornate più fredde.

Ricetta Pasta alla Cocozza

Ingredienti

1 kg. di zuccaPasta e cocozza

300 g. di pasta

Formaggio grattugiato q.b.

1 spicchio d’aglio

1 mazzo di prezzemolo

Peperoncino q.b.

Olio q.b.

Preparazione

Togli la buccia e i semi alla zucca e tagliala a dadini piccoli. Fai imbiondire l’aglio con un filo d’olio e il peperoncino. Aggiungere una quantità d’acqua sufficiente a coprire la zucca e copri la pentola. Cuoci fino a quando la zucca diventerà morbida e aggiungi acqua calda all’occorrenza. Cuoci la pasta a parte e scolala molto al dente per terminare la cottura insieme alla zucca. A cottura ultimata aggiungi il prezzemolo tritato e aggiungi del formaggio grattugiato a piacere.

Supermercato

UNA SPESA LOW COST SENZA RINUNCIARE A MANGIARE CON GUSTO

SupermercatoRiuscire a mangiare bene con gusto e utilizzando prodotti di qualità è  possibile e non per forza costoso. Con qualche accortezza infatti, diventerà facile cucinare ottimi piatti low cost.

Sicuramente la prima regola per mangiare bene senza spendere troppo è cucinare e non acquistare con frequenza piatti già pronti alla rosticceria, in questo modo si svuota il portafogli e si portano in tavola piatti più elaborati, ottimi da mangiare ogni tanto, ma spesso non troppo utili a mantenersi in salute.

Mai fare la spesa con lo stomaco pieno, si finisce per comprare più del necessario con la conseguenza di trovarsi a buttare parte del cibo acquistato, un vero spreco!

Lista spesaL’organizzazione magari è un po’ noiosa, ma necessaria in molteplici occasioni, anche quando si fa la spesa. Prepararsi una lista dettagliata, pensando magari ad un menù settimanale, aiuta molto ad acquistare il necessario.

Al supermercato è importante imparare a leggere il prezzo al chilo e non a confezione, in alcuni casi infatti c’è il rischio di venire abbagliati da un prezzo solo apparentemente più basso.

Il tempo è un ottimo alleato, fare la spesa con calma dà la possibilità di scegliere con cura gli ingredienti e approfittare magari anche di convenienti offerte.

PesceLa stagionalità e non solo di frutta e verdura, ma anche del pesce, aiuta a portare in tavola piatti più buoni e mono costosi. Spesso non ci si pensa ma anche il mare ha le sue stagioni, a determinare la stagionalità del pesce sono le fasi del ciclo vitali dei pesci e le migrazioni, per questo la disponibilità di pesce varia a seconda del periodo. Attenzione quindi non solo a non comprare fragole e ciliegie d’inverno, ma anche ad esempio a non comprare le mazzancolle a fine primavera e d’estate, sono infatti più disponibili in autunno inverno.

La dispensa è un’ottima alleata per risparmiare con gusto, i legumi secchi sono molto versatili in cucina e molto economici, così come le farine, da utilizzare torte o merende da preparare anche velocemente in casa.

Anche i Gas i gruppi di acquisto solidale possono aiutare ad acquistare ottimi prodotti ad un prezzo più basso. È necessario organizzarsi con familiari, colleghi o vicini di casa per acquistare grandi quantità così da rifornirsi direttamente dal produttore.

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TORTA DI TAGLIATELLE DA GUSTARE DURANTE I PRANZI DELLE GRANDI OCCASIONI

shutterstock_288322979In Emilia Romagna esiste una ricetta antica dalle origini incerte, buonissima, ma non così conosciuta se non all’interno dei confini regionali. Si tratta della torta di tagliatelle chiamata anche torta ricciola.

Le prime testimonianze della ricetta risalgono al XIX secolo quando la ricetta appare in un libro di ricette. La tradizione vuole che venga preparata il giorno il 13 dicembre, il giorno di Santa Lucia, e consumata a Natale. È in generale una torta piuttosto laboriosa per questo si cucina di solito in occasioni speciali.

È composta da una base di pasta sfoglia farcita con mandorle e zucchero e ricoperta da tagliatelle all’uovo che durante la cottura in forno diventano croccantissime. Si dice che le tagliatelle utilizzate sulla parte superiore della torta siano in origine un omaggi ai lunghi capelli biondi di Lucrezia Borgia.

Si serve solitamente dopo aver bagnato la superficie con liquore all’anice.

shutterstock_500336299Ricetta torta di tagliatelle

Per la frolla

250 g di farina

90 g di zucchero

140 g di burro

1 uovo

1 pizzico di sale

Per le Tagliatelle

1 uovo

100 g di farina

Per il ripieno

300 g di mandorle

300 g di zucchero

Burro q.b.

Finitura

4 cucchiai di liquore all’anice

Zucchero a velo q.b.

torta-dolce-di-tagliatelle_01Preparazione

Unisci gli ingredienti della frolla e impasta velocemente fino a formare un panetto di pasta, coprilo con della pellicola trasparente e ponilo in frigo per almeno mezz’ora. Per le tagliatelle impasta l’uovo e la farina, stendi la sfoglia sottile e taglia delle tagliatelle di 3-4 millimetri di larghezza. Trita le mandorle, stendi la frolla e fodera una teglia imburrata e infarinata. Farcisci alternando strati di tagliatelle a zucchero e mandorle e disponi sulla superficie qualche ricciolo di burro. Cuoci in forno già caldo a 160° per circa 40 minuti. Quando è cotta inumidisci la superficie con il liquore all’anice e, quando si sarà raffreddata spolverizzala con dello zucchero a velo.

bruschette

LA BRUSCHETTA PERFETTA

bruschetteLa bruschetta è un piatto di origini contadine, un tempo il pranzo tipico di chi che lavorava i campi. Il pane abbrustolito e insaporito in modo più tradizionale o creativo è oggi un tipico antipasto italiano.

bruschette peperoniÈ diffusa in tutta Italia con piccole varianti nel nome e negli ingredienti. In Toscana si chiama fattunta o panunto e si condisce con aglio, sale e ottimo olio toscano. In Piemonte si chiama soma d’aj e anche in questa regione l’aglio è l’ingrediente principe, si serve però racchiudendo come un panino una fetta di pomodoro condita con olio e sale. In Campania, dove si dice sia stata inventata e gustata per la prima volta viene servita da sempre con i pomodori coltivati in abbondanza da queste parti, adagiati appena raccolti sulle fette di pane, in Puglia invece si condisce con solo olio.

Preparare una bruschetta perfetta è semplice, ma seguire qualche piccola regola dà la sicurezza di preparare una vera delizia.

  • La scelta del giusto pane è importantissima, per una bruschetta da leccarsi i baffi è doveroso scegliere il pane casereccio o delle pagnotte con una mollica piuttosto soda, in questo modo la fetta di pane diventerà croccante fuori e morbida dentro.
  • Per essere sicuri di non bruciare la parte esterna, spesso si consiglia di inumidire la superficie con del latte, il rischio è di esagerare e ritrovarsi con un pane troppo bagnato, ma vale la pena provare. Si possono tostare in forno o in padella ma alla brace acquisteranno un aroma inconfondibile, basteranno circa due minuti per lato.
  • bruschette pomodori secchiLa bruschetta è una preparazione molto semplice, per questo, per ottenere un risultato davvero buono, è importante scegliere con grande cura tutti gli ingredienti, la materia prima di qualità farà davvero la differenza.
  • Infine per gustarla al meglio è necessario servirla appena preparata e ancora calda. Se condita con ingredienti umidi (pomodori, peperoni o melanzane ad esempio) potrebbe inumidirsi troppo rovinandone la croccantezza.

Le bruschette più tradizionali prevedono l’utilizzo di pomodoro, burro e acciughe, lardo, fegatini, ma la fantasia in cucina può portare a preparare vere squisitezze, da provare ad esempio la Bruschetta saporita con arrosto di pollo Snello, con prosciutto crudo e fichi, gorgonzola e noci, formaggio spalmabile, pomodori secchi sott’olio  e olive. Con una base di pane tostato e gli ingredienti giusti, in pochi minuti l’antipasto è pronto!

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RICETTA E ORIGINI DELL’AMATRICIANA

Amatriciana_01Un piatto tipico delle trattorie romane, semplice, composto da pochi ingredienti, ma ricco di gusto e di storia.

L’amatriciana è un condimento che si usa tradizionalmente con gli spaghetti, i bucatini, tonnarelli o rigatoni. Prende il nome da Amatrice un piccola cittadina in provincia di Rieti.  È una ricetta  figlia di un’altra ricetta povera delle terre laziali, la pasta alla gricia che è una versione in bianco dell’amatriciana, una pasta condita semplicemente con guanciale e pecorino.

gricia_01L’aggiunta del pomodoro alla ricetta originale pare si debba a un cuoco romano, Francesco Leonardi, la prima testimonianza del suo utilizzo si trova infatti nel manuale di cucina L’Apicio Moderno del 1790. Questa versione prevede l’utilizzo di maccheroni, il guanciale di Amatrice, pomodori, cipolla e pecorino. Una nuova ricetta dell’antica gricia capace di dare grande popolarità al piatto, a tal punto che a Roma parecchi osti venivano chiamati matriciani per indicarne la professione. Francesco Leonardi la propose anche a un banchetto organizzato da Papa Pio VII nel 1816, in onore di Francesco I Imperatore d’Austria, dando così grande risalto ad una ricetta di origini popolari.

La ricetta dell’Amatriciana è stata da poco tutelata dal comune di Amatrice con un marchio di origine nel quale viene indicato l’utilizzo del pomodoro San Marzano e del pecorino di Amatrice proveniente dai Monti Sibillini o dai Monti della Laga. Niente cipolla o aglio appaiono nella ricetta ufficiale di Amatrice, è ravvivata però dalla presenza di peperoncino e pepe.

Ricetta Amatricianaspaghetti amatriciana_01

400 g di spaghetti

100 g di guanciale

75 g di pecorino

350 g di pomodoro San Marzano

1 Peperoncino

Olio q.b.

50 ml di vino bianco secco

Sale q.b.

Pepe q.b.

Preparazione

Cuoci gli spaghetti in abbondante acqua salata. Rosola il guanciale in una pentola con olio e peperoncino. Dopo qualche minuto fai sfumare il vino bianco. Togli il guanciale dalla padella e tieni da parte. Unisci il pomodoro ai grassi  nella padella, aggiusta di sale e cuoci per circa 10 minuti. Togli il peperoncino e aggiungi il guanciale. Cuoci altri 10 minuti e infine salta la pasta in padella con il sugo.

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RICETTA E ORIGINI DEL FILETTO ALLO STROGANOF

shutterstock_471078659Il filetto allo Stroganoff è una ricetta squisita e dalle dubbie origini. I suoi ingredienti principali la rendono perfetta per le giornate fredde. È infatti un secondo piatto con carne di manzo o vitello insaporita da cipolle, funghi e panna acida. Certamente non un piatto leggero, ma altrettanto sicuramente un piatto capace di dare grande soddisfazione al palato.

Secondo alcuni il primo a cucinare questa ricetta è stato uno chef francese che lavorava come cuoco personale del conte Russo Pavel Stroganoff, pare ebbe l’idea di aggiungere la panna acida al tradizionale manzo in fricassea per andare incontro ai gusti del conte, il piatto ebbe grande successo e prese il nome del conte. Secondo altri invece Stroganoff fu il nome del medico al servizio della zarina Maria di Russia e curò un’intossicazione di aringhe imponendo una rigida dieta ricca di manzo.

In ogni caso la ricetta ebbe fece il giro del mondo fino ad arrivare in Brasile. Qui si serve ancora oggi, principalmente utilizzando la carne di pollo o anche i gamberi e si usa accompagnarla con riso bianco e batata palha, golosissime patate grattugiate e fritte dal risultato molto croccante e sfizioso.

Un’ottima ricetta per riempire di gusto i freddi inverni.

shutterstock_427319662Ricetta manzo allo Stroganoff

Ingredienti

1 kg di carne di manzo (filetto o controfiletto)

500 g di cipolle

300 g di funghi champignon

100 g di panna acida

50 g di passata di pomodoro

1 bicchiere di vodka

Acqua q.b.

Farina q.b.

Prezzemolo q.b.

Olio q.b.

Sale q.b.

Preparazione

Soffriggi le cipolle tagliate a fettine sottili con un po’ di acqua e olio per una decina di minuti, aggiungi i funghi e il prezzemolo e fai cuocere altri 10 minuti. Taglia la carne a listarelle sottili, infarinala e cuocila in una padella con un filo d’olio, dopo qualche minuto sfumala con la vodka. Unisci la carne ai funghi e alla cipolla, aggiungi la panna acida e la passata di pomodoro e mescola con cura. Aggiusta di sale e servi ancora caldo.

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I SUPERFOOD PIÙ AMATI DAGLI ITALIANI

shutterstock_563494552Negli ultimi anni l’attenzione per la propria alimentazione è in grande crescita, sempre più spesso gli italiani scelgono di portare in tavola alimenti sani e capaci anche di migliorare la propria salute.

Secondo il Rapporto Coop 2017 “il 46% pensa infatti che i superfood siano un modo per trattare e prevenire le malattie e per un intervistato su tre la loro assunzione è addirittura alternativa alle medicine tradizionali”, inoltre “il 70% degli italiani, primi in Europa, dichiara di essere disposto a pagare di più per avere più qualità”

shutterstock_117589225Secondo questa ricerca al momento i supercibi ritenuti più salutari dagli italiani sono polvere di maca conosciuta anche come ginseng peruviano. È un energizzante naturale e può essere utilizzato sciolto nei frullati per ritrovare le energie in periodi particolarmente stressanti. I semi di chia sono ritenuti molto salutari dal 75% degli italiani, hanno in effetti un contenuto straordinariamente alto di omega-3, elemento di cui sono ricchi anche i semi di lino. Le bacche di acaj sono ritenute utilissime per la salute dal 69% degli italiani. Sono piccoli frutti molto simili nell’aspetto ai mirtilli  e vantano proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, sono capaci di tenere sotto controllo lo stress e di ridurre il colesterolo nel sangue.

Quando si parla di superfood non si può non citare la curcuma che ormai da qualche anno si trova sempre più spesso sulle tavole degli italiani utile per le sue proprietà infiammatorie, antidolorifiche e antiossidanti, oltre che a rivelarsi utile per rafforzare il sistema immunitario. La quinoa è uno pseudo-cereale sempre più amato dagli italiani, perfetta per arricchire zuppe o preparare sfiziose polpette è inoltre ricca di magnesio, contiene tutti gli amminoacidi essenziali ed è caratterizzata da un giusto equilibrio tra proteine e carboidrati.

shutterstock_499184158L’avocado è un frutto molto amato e altamente versatile in cucina, è capace di regolare i livelli di colesterolo nel sangue ed è un’importante fonte di vitamine. Da provare ridotto in crema, spalmato su croccanti bruschette con prosciutto crudo, pomodori e grana. Anche lo zenzero è molto apprezzato e utilizzato per insaporire piatti o preparare un’ottima tisana perfetta per combattere i malanni invernali. I semi di zucca perfetti per insaporire insalate crude e cotte sono ottime fonti di proteine, zinco ferro e omega -3.

shutterstock_336037358Negli ultimi anni il cavolo nero e il cavolo riccio, detti anche dinosaur kale e kale, immancabili ingredienti di molte preparazioni della tradizione italiana, erano stati un po’ dimenticati, ora però tornano ad essere amati ed utilizzati, riscoprendone il gusto deciso e la quantità di ferro e vitamina C. Il cavolo nero si può ad esempio frullare con formaggio spalmabile e noci per ottenere un pesto perfetto per condire la pasta, è un ingrediente alla base della ribollita toscana, ma è squisito anche come semplice contorno, magari saltato in padella con della pancetta.

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LA MELAGRANA PER RINFORZARE IL SISTEMA IMMUNITARIO

shutterstock_560360356La melagrana, il bellissimo e buonissimo frutto del melograno, originario dell’Asia Minore arrivò in Europa grazie ai Fenici. Il nome deriva da una somiglianza con la mela per colore e forma e grana fa riferimento alla parte interna ricca di semi dalla consistenza simile al mais.

Le sue qualità e l’influenza positiva sulla salute sono state riconosciute fin dai tempi degli antichi Greci: Ippocrate lo prescriveva come antinfiammatorio, antidiarroico, antibatterico e antiemetico. In effetti la ricerca medica moderna ha confermato le intuizioni del medico più famoso dell’antichità. È infatti un frutto ricco di vitamine (A, C e del gruppo B) e di minerali (potassio e fosforo) ed è in grado di aiutare il sistema immunitario, per questo nei mesi di ottobre e novembre è consigliabile consumarle un paio al giorno, per riuscire ad affrontare con più forza l’inverno, poiché lo si può considerare una sorta di vaccino naturale.

shutterstock_291445157Il suo particolare aspetto lo ha da sempre reso un frutto dal forte valore simbolico. In molte culture è strettamente legato al matrimonio come simbolo di fertilità e prosperità. In Cina ad esempio è usanza mangiare una melagrana la notte prima delle nozze, rito che si ritiene portare fortuna alla coppia, nell’antica Roma invece le giovani utilizzavano i rametti della pianta per ornare i propri capelli.

Il melograno ha bisogno di un clima temperato per crescere bene, trova un giusto habitat naturale nel Mediterraneo, in alcune zone dell’America e nella zona compresa tra Azerbaijan e Iran, ma anche in Palestina, Armenia ed Egitto.

shutterstock_354007337Il succo di melograno è dolce e squisito, prepararlo in casa è molto più facile di quanto si possa pensare. È sufficiente utilizzare uno spremiagrumi e spremere la melagrana proprio come se fosse un’arancia o un limone. Prepararlo con frequenza, magari a colazione, assicura l’assunzione di tutte le qualità del frutto ideali per tenere lontani i malanni stagionali.

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IL KAISERSCHMARRN, DOLCE DI ORIGINE AUSTRIACA DA ASSAGGIARE IN TIROLO

shutterstock_368839688Nelle baite tirolesi è possibile gustare una dolce e golosa preparazione di origini austriache.

Il nome è di quelli difficili da scrivere a pronunciare, la ricetta è piuttosto semplice e di quelle che non stancano mai. Si tratta del Kaiserschmarrn o Kaiserschmarren, una specie di crèpe spessa quasi un dito, spaccata a pezzetti e che viene cosparsa di zucchero a velo e servita con marmellata di mirtilli. Un dolce decisamente energetico ottimo anche da preparare a merenda, magari dopo una lunga passeggiata in montagna.

Il Kaiserschmarrn  si può gustare nei rifugi tirolesi, ma è in realtà un piatto tipicamente austriaco e ha antiche origini, ci sono testimonianze che lo riguardano e che risalgono al XVI secolo quando era un piatto di contadini e pastori nell’800 però la ricetta è stata scoperta e utilizzata anche nelle cucine della borghesia.

shutterstock_704238715La storia del Kaiserschmarrn passa anche attraverso le cucine nobili in particolare quella dell’imperatore d’Austria Franz Josef I. Secondo alcuni l’imperatore ebbe l’occasione di assaggiare questo semplice e goloso piatto quando un suo cuoco a causa di un errore in cucina, per cercare di rimediare e salvare il piatto, tagliò la crèpe a pezzi la cosparse di zuccherò a velo e la servì con della marmellata. L’imperatore approvò subito l’invenzione e lo inserì subito nel menù di corte. Secondo altri invece fu ideato per l’imperatrice Elisabeth (Sissi), ma non lo apprezzò quanto il marito perché era sempre attenta alla linea e lo considerava troppo calorico.

Prepararlo in casa è semplice e piuttosto veloce da provare anche per una rilassante e nutriente colazione della domenica.

shutterstock_613809614Ricetta Kaiserschmarrn

3 uova

40 g di zucchero

120 g di farina 00

200 ml di latte

1 pizzico di sale

Burro q.b.

2 cucchiai di marmellata mirtilli rossi

Zucchero a velo q.b.

Procedimento

Mescola i tuorli delle uova con lo zucchero, la farina e aggiungi il latte. Monta a neve ferma gli albumi e uniscili all’impasto con delicatezza. Sciogli il burro in una padella e versa l’impasto. Cuoci per circa 5 minuti e girala quando i bordi iniziano a scurirsi e a staccarsi dal bordo. Taglia a listarelle la crèpe, cospargila di zucchero a velo e aggiungi la marmellata.

 

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RICETTA E ORIGINI DELLA PASTA ALLA GENOVESE

shutterstock_123014041Gustosa, saporita, un tipico piatto della domenica a Napoli e dintorni. La pasta alla genovese vanta origini antiche e si trova spesso sulle tavole nei giorni di festa in tutta la Campania.

Si prepara cuocendo un pezzo di carne detto “o tucc”, cotta con verdure e tante cipolle. La ricetta originale prevede che si usi il peso della cipolla pari a quello della carne, oggi di solito si utilizzano al massimo due cipolle e magari si compensa abbondando un po’ di più con carote e sedano.

shutterstock_295234154Non si conosce con sicurezza il motivo per cui questa ricetta si chiama genovese pur essendo un piatto completamente sconosciuto in territorio ligure e al contrario così comune in quello campano.

Secondo alcuni ha preso il nome dall’origine dei cuochi che per primi prepararono questo succulento sugo. Si dice infatti che durante il periodo aragonese nel porto di Napoli ci fossero numerose trattorie gestite da genovesi  che servivano proprio questa pietanza con grande successo soprattutto tra i pescatori abituati a nutrirsi quasi unicamente di pesce e che mostravano di apprezzare un piatto a base di carne.

shutterstock_439391158Esiste un’altra leggenda sull’origine del nome di questo piatto secondo la quale prese il nome dall’appellativo usato per il cuoco che lo realizzò detto proprio “o’genovese”.

Per preparare una pasta alla genovese a regola d’arte è importante scegliere il giusto pezzo di carne meglio il manzo piuttosto che il vitello perché più saporito e deve, inoltre, essere adatta a sopportare le lunghe cotture per un eccellente risultato finale infatti, deve cuocere molto lentamente e durante la cottura, che deve durare almeno tre ore, le cipolle si trasformeranno in un’ottima purea. La pasta ideale capace di esaltare questo sugo sono gli ziti spezzati. Tra gli ingredienti  della ricetta originale si trova anche il lardo, usato come saporito grasso da condimento.

La carne poi, secondo la tradizione, viene tagliata a fette e servita come secondo piatto accompagnata da piselli o puré di patate.

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IDEE E CONSIGLI PER RIUTILIZZARE IL BOLLITO

shutterstock_53527576Quanto è buono il risotto preparato con un vero brodo di carne o di verdure! Il sapore cambia profondamente, il brodo è un ingrediente in grado di fare davvero la differenza in cucina. Quando poi fa freddo e magari non si è in perfetta salute il brodo diventa un comfort food nutriente e perfetto per ritrovare le energie senza appesantirsi.

Ma come riciclare la carne e le verdure utilizzate? Di solito dopo aver lasciato tutti i loro preziosi succhi a favore del brodo, la carne spesso diventa stopposa e le verdure stracotte. Non sono dunque più così piacevoli da mangiare, è un peccato però buttarle e non sfruttarle come ingredienti di piatti che possono diventare anche molto sfiziosi.

shutterstock_392406940La carne ad esempio si può tritare, unire a uova, ricotta, formaggio grattugiato, pane, prosciutto cotto o mortadella e preparare così delle ottime polpette da friggere in padella o cuocere in forno, con una ricetta simile si possono preparare anche polpettoni per la domenica in famiglia.  Una volta tritata può essere utilizzata anche per il ripieno dei tortellini fatti in casa o per cucinare zucchine o peperoni ripieni.  Si può inoltre tagliare a fettine sottili e trasformarla in un veloce vitello tonnato.

shutterstock_296870405Anche quando si sceglie di preparare un delicato brodo di verdure è una buona idea riutilizzare le verdure. Mangiate come contorno sono sicuramente poco saporite, ma unite a uova, panna, formaggio grattugiato e pan grattato si possono ottenere ottimi  flan oppure, con lo stesso impasto, preparare una torta salata versando il composto in una teglia ricoperta da carta forno.  Si possono anche tritare e usarle per insaporire un’ottima frittata di verdure. Oppure unite a delle lenticchie frullate possono diventare squisite polpette di legumi. Tante idee per sfruttare al massimo tutto ciò che si utilizza in cucina ed evitare così inutili sprechi.