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Condivisione social

CON INFLUENCY OTTIENI SCONTI CONDIVIDENDO LE FOTO DEI PIATTI

Condivisione socialLa condivisione della propria vita sui social è una pratica ormai molto usuale. I propri gusti e le proprie preferenze vengono espresse direttamente e indirettamente. Anche il cibo sui social è molto presente ed apprezzato. Fotografare e condividere con gli amici una ricetta sperimentata a casa o un piatto appena servito al ristorante, un panino particolarmente goloso, è una pratica ormai frequente.

Prendendo ispirazione da tutto questo un gruppo di ragazzi studenti dell’Università di Bologna ha ideato e realizzato Influency un’app che permetterà a tutti di ottenere sconti o prodotti in omaggio in cambio di foto pubblicate sui propri profili social. Il loro progetto è stato presentato ad un contest di business creativity organizzato dal circuito di residenze Camplus a Bologna, lo vincono e ottengono il sostegno di un gruppo di imprenditori locali.

Condividere sui socialL’idea è che chiunque può essere un influencer nel proprio piccolo. Pubblicare la foto di un prodotto che si utilizza spesso per cucinare o il piatto che si sta per consumare è un modo, a volte involontario, per fare pubblicità all’interno della propria nicchia. Tutti hanno un impatto su una fetta seppur piccola di follower. Tra gli amici c’è un legame di fiducia, un elemento di grande importanza nel mondo digitale. Il classico passa parola oggi si può fare sui social.

LikeMa come funziona?
I locali convenzionati offrono uno sconto o un prodotto omaggio in cambio di un post o di una story su Instagram, è importante che il locale venga nominato con un tag e geolocalizzato.
Il cliente dunque pubblica sul proprio profilo la pizza o il panino che sta per gustare e riceve immediatamente un QrCode che servirà per usufruire di una riduzione alla cassa. Lo sconto sarà proporzionato al numero di follower del cliente, ma non è necessario avere numeri impressionanti come quelli di alcuni influencer di fama mondiale. È sufficiente avere un centinaio di amici che seguono il profilo per poter trarre dei vantaggi dal proprio post.

La app per ora funziona solo a Bologna, ma l’idea dei tre studenti è quella di espandersi in tutta Italia.

food dilevry ordine online

IL FOOD DELIVERY, UN SETTORE IN GRANDE ASCESA

food dilevry ordine onlineLe abitudini degli italiani sono in costante evoluzione. Da un lato un’attenzione crescente verso la qualità del cibo che si sceglie di portare in tavola. Dall’altro anche una voglia in calo di stare ai fornelli. Secondo una ricerca di Coldiretti/Censis, il food delivery sembra essere un settore particolarmente dinamico nel mondo della ristorazione.

Sono 18,9 milioni gli italiani che nell’ultimo anno hanno consumato a casa cibo ordinato tramite una piattaforma web da ristoranti e pizzerie.

food delivery3,8 milioni scelgono questa modalità regolarmente, sono  invece 15,1 milioni quelli che la scelgono solo in modo occasionale. In altre parole più di un italiano su 3 nel 2018 ha ordinato i propri pranzi o cene dal telefono o da pc.

Il 57,3 % di chi utilizza il food delivery sostiene di farlo per mancanza di voglia o di tempo da dedicare alla cucina. Il 34,1% invece sceglie questa modalità in occasioni speciali, per offrire ai propri ospiti piatti speciali e di qualità.

Il 28% di chi sceglie di ordinare il cibo a casa da piattaforme web chiede una sicurezza maggiore dei prodotti durante il trasporto per garantire adeguati standard igienici, evitare contaminazioni e preservando così la qualità del cibo. Il 38,1% ritiene anche che sia prioritario migliorare il rispetto dei diritti del lavoro di chi consegna il cibo nelle abitazioni.

Una ricerca della  Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi, dice inoltre che gli italiani dedicano alla preparazione del cibo in media solo 37 minuti, 23 in meno rispetto a 10 anni fa e ben un’ora in mezzo in meno rispetto al 1998. Sono soprattutto i cosiddetti Millennial ad abbassare drasticamente i minuti che si dedicano alla preparazione dei pasti. Giovani under 35 che sono sempre di corsa e consumano pasti velocemente senza staccarsi dalla scrivania.

Una tendenza, quella di cucinare sempre meno, ma di mangiare con gusto e scegliendo la qualità che sembra dunque aver definitivamente conquistato gli italiani.

Carbonara

LE CURIOSITÀ DEGLI ITALIANI NEL 2018 IN UN CLICK

CarbonaraIn questi giorni è consuetudine ripensare a come è stato l’anno che ci ha appena lasciato e a quali sono stati i momenti più importanti per ognuno. Ma per scoprire quali sono stati gli interessi degli italiani nel corso del 2018 viene in aiuto Google Trends. Osservando quali sono state le ricerche su internet si possono capire infatti gusti e preferenze.

Ad esempio, nella sezione ricette nel 2018 si è classificata al primo posto la Pastiera, un dolce napoletano che non può mancare a tavola nel periodo di Pasqua.  Una specie di crostata ripiena di una crema a base di ricotta, canditi e grano.

PastieraAl secondo posto c’è il tiramisù, ricetta che nel 2016 si era guadagnata addirittura il primo posto nella ricerca come si prepara. Un dolce semplice, alla portata di tutti anche di chi è più inesperto in cucina e che riesce a soddisfare i palati più esigenti.Pancake La carbonara invece si trova al terzo posto, un piatto della tradizione composto da pochi ingredienti e per il quale è importante fare una scelta che prediliga la qualità per ottenere un risultato davvero squisito. Guanciale, uova, formaggio e pasta scelti con cura assicurano un piatto davvero squisito. 

Il fai da te in cucina sembra essere molto apprezzato, al quarto posto infatti si trova la Colomba pasquale, inventata in Lombardia nel 1900, diventata però velocemente il dolce tipico in tutta Italia. Una preparazione decisamente impegnativa che ha incuriosito moltissimi italiani nel 2018.

Tra le ricerche Come fare al primo posto si trova: il back up, una domanda della sfera tecnologica dunque, al secondo però torna ad essere la cucina l’interesse più vivo degli italiani che si sono chiesti come preparare un pancake, un dolce tipico della tradizione americana e che comunemente si consuma a colazione accompagnato da miele, sciroppo d’acero, frutta fresca o marmellata. L’interesse per la cucina si conferma anche nei posti successivi della classifica, tra il sesto e il decimo posto si trovano infatti le zucchine, la maionese, il pesto, il caramello e la salsa di pomodoro.

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IDEE PER UNA PAUSA PRANZO ESTIVA SEMPLICE E GUSTOSA

Il mondo dell’ufficio si divide principalmente in due gruppi: chi si porta il pranzo da casa e chi invece esce tutti i giorni preferendo i piatti offerti dai bar e ristoranti che si trovano nei pressi del luogo di lavoro.

s0_350(4)Il termine di origini milanesi, passato poi alla lingua italiana e che si usa solitamente per indicare il pranzo confezionato a casa e consumato in ufficio è schiscetta. Chi la sceglie lo fa per risparmiare o anche per perseguire uno stile di vita sano preferendo il cibo casalingo alle preparazioni del bar sulle quali inevitabilmente si ha meno il controllo sulla scelta degli ingredienti.  In questo periodo dell’anno inoltre c’è il tentativo di rimettersi in forma per prepararsi alla prova costume.

C’è chi mangia un panino velocemente davanti al PC chi invece si ritaglia del tempo in ufficio per rilassarsi e godersi un semplice pranzo. Spesso la Lunch box  è composta da avanzi della serata precedente, ma con poca fatica si possono preparare anche piccole squisitezze per rallegrare la propria giornata. Con ingredienti di qualità e un pizzico di fantasia anche un panino può diventare davvero sfizioso, come il Sandwich al prosciutto cotto Gran Biscotto e salsa verde . Quando fa caldo le insalate sono particolarmente piacevoli e potrebbe essere perfetta per la pausa pranzo questa s0_350(8)Insalata di cous cous con Ventricina, pomodorini confit e cetrioli fresca grazie a i cetrioli e i pomodorini, ma anche dal gusto deciso grazie alla Ventricina Rovagnati.

Una nuova e interessante alternativa la propone SoLunch. L’idea è quella di mettere in contatto chi all’ora di pranzo è a casa da solo, come ad esempio studenti o chi lavora da casa, e chi si trova nei paraggi. Una soluzione per mangiare in compagnia, godere della cucina casalinga e, per chi ospita, di arrotondare un pochino. Il SoChef pubblica una foto del piatto che intende preparare, l’orario in cui è disponibile e il numero di persone con cui vuole condividere la pausa, il SoDiner prenota la propria presenza  e si aspetta di mangiare proprio quello che mangerebbe a  casa con molta semplicità. Un’occasione carina per socializzare e mangiare un piatto casalingo senza doversi organizzare con la propria schiscetta.

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LA TECNOLOGIA CAMBIA LA NOSTRA CUCINA

shutterstock_95567218Il mondo del cibo è in costante cambiamento e con lui anche il modo in cui noi cuciniamo gli alimenti. La tecnologia è sempre più presente nella nostra vita e anche nelle nostre cucine. Planetarie e robot da cucina sono in grado di aiutarci nelle preparazioni più impegnative, cucinano ad esempio il risotto, evitandoci di dover seguire con cura e attenzione la preparazione per i venti minuti di cottura. Anche preparare il pane è ormai facilissimo e veloce grazie alle macchine per il pane casalinghe che si occupano dell’impasto e anche della cottura. shutterstock_280700312E gli essiccatori sono sempre più presenti ed utilizzati in cucina tra chi ama cucinare il più possibile in modo naturale per conservare a lungo certi alimenti e per preparare salutari e sfiziosi snack.

I progressi in questo ambito sono veloci e inarrestabili. Sono sempre più conosciute e ultimamente anche utilizzate le stampanti 3D applicate anche al settore alimentare. A Londra, grazie a Food Ink l’estate scorsa, un ristorante nel cuore del distretto creative e hi-tech della città ha organizzato tre serate speciali durante le quali veniva servita una cena prelibata e interamente preparata proprio con una stampante 3D.

Ma sono in produzione robot ancora più complessi. La Moley Robotics, una società con sede a Londra ad esempio, ha sviluppato un prototipo di robot chef pensato per l’utilizzo casalingo e in grado di preparare centinaia di ricette. È composto da due braccia robotiche che lavorano per cucinare piatti su veri fornelli ed è dotato anche di lavandino e forno. È un robot in grado di imitare ed imparare le azioni umane convertendole in movimenti altamente precisi, degni di un cuoco. zumepizza_interfacesSembra fantascienza eppure è quasi realtà! Nel 2015 il prototipo di questo incredibile robot ha vinto il premio “Best of the Best” al CES di Shanghai e nel 2017 dovrebbe essere pronto per il mercato.

In California esiste già Zume Pizza è una start up che, invece, si propone di cambiare in modo molto importante il settore della pizza a domicilio.  La pizza si ordina online e, una volta arrivata la richiesta, un robot inizia versare la salsa di pomodoro su una base già preparata in precedenza. La ricetta viene poi completata da una persona che si occupa di farcirla e di metterla in un forno all’interno del furgone per il trasporto. La pizza si cuoce proprio durante il viaggio e all’arrivo a destinazione è ancora fresca e croccante.

Le nostre abitudini in cucina stanno cambiando davvero velocemente, grazie alle numerose novità che la tecnologia ci offre!

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ECO DAL FRIGO, UN’APP PER QUANDO GLI INGREDIENTI SCARSEGGIANO E CHE LIMITA GLI SPRECHI

Ultimamente hai poco tempo per la spesa e il tuo frigo è pressoché vuoto?  Hai qualche avanzo di formaggio e nel cassetto della verdura, ci sono un paio di zucchine? Non disperare, puoi riuscire a preparare una cena nonostante i pochi ingredienti a disposizione. E se sei troppo stanco per pensare o se non sei il tipo di persona a cui si possa dire di essere dotato di fantasia in cucina, c’è una web app che ti viene in aiuto, si tratta di Eco dal frigoecodalfrgio

Accedendo alla pagina e inserendo i pochi ingredienti a disposizione, si possono velocemente ottenere interessanti ricette da preparare, risolvendo così ogni problema per la cena. È un’applicazione gratuita disponibile su qualsiasi dispositivo dotato di connessione.

Eco dal frigo nasce dal nobile intento di contrastare lo spreco alimentare. È stata ideata da Mission Bambini, una fondazione italiana che ogni giorno offre un aiuto concreto ai bambini in Italia e nel mondo, perché abbiano l’opportunità di essere accolti, curati e istruiti. 

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La fondazione sottolinea come lo spreco alimentare sia un problema importante e che è necessario riuscire a contrastare. Si stima infatti che solo in Italia, in media, ogni famiglia butti 49 kg di cibo all’anno, per un valore di oltre 300 euro. Numeri che si possono abbassare facilmente ponendo maggiore attenzione all’utilizzo di tutto ciò che abbiamo nel frigo o nella dispensa controllando regolarmente le scadenze.
Utilizzare Eco dal frigo è semplicissimo. Dopo aver selezionato i prodotti che potrebbero deperire in breve tempo, in pochi click la app suggerirà tutte le ricette possibili. Con qualche avanzo di formaggi, ad esempio Eco dal Frigo suggerisce di preparare dei Medaglioni di polenta ripieni di formaggi con pancetta. Prima che le melanzane si rammolliscano si può provare a preparare una Torta di riso e melanzane. Oppure salvare quella banana che sta scurendo  velocemente nel cesto della frutta cucinando dei Muffin alla banana.

Il progetto è aperto anche a chi volesse partecipare inviando la propria ricetta anti-spreco.

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SMARTQSINE PER UNA VITA SEMPRE PIÙ SMART!

La nostra vita ogni giorno diventa più ‘smart’. Telefono, macchine e casa sono sempre più intelligenti. La domotica rende la nostra casa più sicura, dando la possibilità di gestire sistemi di sicurezza anche a distanza. Più confortevole, poiché è possibile utilizzare i comandi da un’unica postazione o con un telecomando. Inoltre permette un uso più intelligente dell’energia utilizzandola solo dove e quando serve, rendendo quindi possibile evitare sprechi.

shutterstock_402856411Elettrodomestici che avvisano quando sono guasti, lavatrici in grado di suggerirti il lavaggio più adatto, frigoriferi controllabili con un’App, tutto questo già esiste, ma si sta lavorando per aumentare le capacità degli elettrodomestici, per fare in modo che siano sempre più indipendenti e che siano in grado di darci sempre più informazioni utili alla nostra gestione della casa.

Un gruppo di ragazzi italiani ha ideato un sistema che si pone come obiettivo quello di aiutarci a compilare più velocemente la lista della spesa e, soprattutto, a non rimanere sforniti di quegli ingredienti che riteniamo indispensabili nella nostra cucina. Ognuno di noi è particolarmente goloso di qualche prodotto o considera un alimento così importante, da non poterne fare a meno. shutterstock_127413191C’è chi, ad esempio, non può uscire da casa senza aver bevuto il proprio latte macchiato, per assicurarsi che la giornata parta con il piede giusto o chi non può fare a meno di una piccola scorta di cioccolatini da mangiare, per addolcire i momenti più difficili. A tutti però è capitato anche di trovarsi senza il proprio alimento preferito proprio nel momento in cui serve di più perché non ci si è accorti che stava finendo o perché qualcun altro in casa l’ha finito, senza avvisare.

Con SmartQsine, questo è il nome del dispositivo, il problema si può risolvere facilmente. Si tratta di un Pad, assomiglia ad una piccola bilancia, collegato ad uno smartphone o ad un tablet in grado di avvisarci quando il nostro prodotto preferito sta per finire ed essere così sicuri di non dover più rinunciare al nostro intoccabile rito o piccolo vizio.

Si possono utilizzare diversi Pad per tenere sotto controllo la propria dispensa e fare in modo che crei automaticamente una lista della spesa, con la sicurezza di non rimanere più senza i prodotti che si amano maggiormente. In questo modo la tecnologia ci viene di nuovo in aiuto, rendendo più semplice e smart la nostra vita.

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“FRUTTA E VERDURA”, L’APP PER CONOSCERE IL MEGLIO DEGLI ORTI ITALIANI

App_frutta e verduraConsumare la frutta e gli ortaggi coltivati nelle campagne italiane, preferendoli alle varietà estere, è una scelta che fa bene all’organismo e all’ambiente, perché consente di portare in tavola alimenti più sani e gustosi, che non devono viaggiare a lungo prima di arrivare nel supermercato sottocasa, inquinando e perdendo freschezza.

Per orientarsi tra le tante primizie che ci offre il nostro Paese oggi c’è uno strumento in più: si chiama “Frutta e Verdura” ed è un’applicazione per smartphone e tablet realizzata dall’Unione Nazionale Consumatori insieme a Unaproa, l’Unione Nazionale tra le Organizzazioni dei Produttori Ortofrutticoli, Agrumari e di Frutta in Guscio. Un progetto che punta a valorizzare il lavoro delle aziende agricole del territorio, ma che va soprattutto “nell’interesse della salute del consumatore, profondamente connessa a una maggiore conoscenza di ciò di cui ci si nutre”, come spiega in una nota il Presidente di Unaproa Antonio Schiavelli. Perché prestare attenzione alla provenienza e alla tracciabilità del cibo è il primo passo per mangiare bene.

Scaricabile gratuitamente da App Store e Play Store, “Frutta e verdura” offre una mappa esauriente del ricchissimo ‘patrimonio’ ortofrutticolo nazionale, presentando per ciascun alimento una carta di identità con le proprietà nutrizionali, la storia, le ricette per gustarlo al meglio e gli impieghi nella cosmesi naturale. I vari prodotti sono raggruppati in base alla regioni in cui vengono coltivati, per imparare a conoscere le tipicità del territorio e a individuare le aree tradizionalmente vocate alla produzione di un particolare frutto o ortaggio – per esempio, il Trentino Alto Adige per le mele, la Sicilia per le arance rosse, la Toscana per il cavolo nero, il Piemonte per le pere. frutta e verdura_appE, ancora, l’applicazione consente di eseguire ricerche in base alla certificazione di qualità – cibi a marchio DOP e IGP –, per mettere nel piatto le specialità italiane tutelate dall’Unione Europea.

L’altra classificazione disponibile è quella per colore e segue le indicazioni della campagna di educazione alimentare “Nutritevi dei colori della vita”, lanciata quattro anni fa dall’Unaproa per incentivare il consumo di frutta e verdura nel nostro Paese, partendo dall’idea che alle loro tonalità siano associati benefici specifici. “I colori della frutta e degli ortaggi, infatti, ci aiutano a variare l’assunzione di sostanze preziose che svolgono effetti protettivi per la nostra salute – spiega Agostino Macrì, esperto in sicurezza alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori –. In particolare rosso, verde, giallo/arancione, bianco e blu/viola sono i 5 colori del benessere: consumare ogni giorno 5 porzioni di frutta e ortaggi di 5 colori diversi contribuisce a mantenerci in forma”. Gli alimenti arancioni (agrumi, kaki e zucca), in particolare, sono ricchi di betacarotene che protegge la vista e la bellezza della pelle; quelli rossi (fragole, pomodori, anguria) apportano vitamina C, che  rafforza il sistema immunitario, mentre i verdi (ortaggi a foglia come bietole, broccoli, spinaci, lattuga) racchiudono magnesio, che combatte stanchezza e affaticamento, e acido folico, indispensabile per l’assorbimento del ferro e in gravidanza. E ancora, il blu/viola (prugne, uva, frutti di bosco) è una fonte importante di flavonoidi antiossidanti, e il bianco (mele, pere, cipolle, aglio, cavolfiori) si traduce in una buona quantità di fibre, preziose per il benessere intestinale.

Cena al ristorante

50% ALLA CASSA, CON THE FORK L’ALTA CUCINA SI APRE AL GRANDE PUBBLICO

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the fork festival

Pranzare o cenare in uno dei migliori ristoranti del nostro Paese, gustando specialità regionali, piatti cucinati con ingredienti biologici o creazioni ‘esclusive’ degli chef ad un prezzo contenuto. Fino al 25 marzo sarà possibile farlo grazie a The Fork Festival, l’iniziativa promossa da The Fork – piattaforma di TripAdvisor dedicata al booking enogastronomico – con il supporto di American Express, che permette di prenotare in 500 locali selezionati della Penisola pagando la metà. Continua a leggere

Turisti

CON EXPLOREAT ALLA SCOPERTA DELL’ITALIA DEL GUSTO

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TuristiÈ un’Italia tutta da ‘gustare’ quella raccontata da Exploreat.eu, la nuova piattaforma online nata per valorizzare le eccellenze – storiche, culturali, paesaggistiche – della Penisola partendo dal cibo, dai prodotti e dalle ricette regionali che sono il simbolo della nostra gastronomia nel mondo. Exploreat si propone di “fornire un nuovo modello di relazione e originali prospettive dalle quali scoprire l’Italia”, come dichiarano gli ideatori. Partendo da una destinazione, che l’utente inserisce nel motore di ricerca, vengono proposti itinerari che coniugano l’offerta culturale, turistica o ambientale a quella enogastronomica. Come ad esempio il tour in bici nelle campagne alle porte di Milano, tra le cascine in cui viene prodotto il formaggio, per scoprire un’inedita oasi di tranquillità a due passi dalla grande metropoli; oppure passeggiate nel centro storico di Altamura, per visitare uno degli antichi forni dove nasce il suo famoso Pane DOP e assaggiare bruschette e focacce calde; o ancora, cavalcate tra le colline del Chianti, per sorseggiare il vino direttamente in cantina. Continua a leggere

Orto verticale

FRUTTA E VERDURA FRESCHE, SE NON C’È SPAZIO SI COLTIVANO IN VERTICALE

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Ha tutto un altro sapore preparare piatti o portare in tavola ortaggi o frutta appena colti come pomodori, melanzane, insalate o agrumi. Con gli orti verticali è una pratica possibile anche per chi vive in una grande città. Oltre lo spazio sul balcone, ci vuole solo un po’ di pazienza e un po’ di tempo da dedicare quotidianamente alle proprie culture. Continua a leggere

MDiet

MDIET, UN’APP COMPLETAMENTE DEDICATA ALLA DIETA MEDITERRANEA

MDietIl modo migliore per ritrovare la forma dopo gli eccessi del periodo natalizio è riprendere un regime alimentare più regolare. Oggi ad aiutarci c’è MDiet, un’App per smartphone e tablet da avere sempre a portata di mano, per fare la spesa ispirandosi alla Dieta Mediterranea. A progettarla un team di ricercatori del DIBEST (Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra) dell’Università della Calabria, in collaborazione con la Fondazione “Paolo di Tarso”, che si occupa della valorizzazione del patrimonio culturale italiano; per realizzarla il gruppo si è ispirato alle ricerche svolte dal fisiologo statunitense Ancel Keys nel secolo scorso e alle direttive delle Nazioni Unite sulla Governance Alimentare Sostenibile.

MDiet è una vera e propria guida che permette al consumatore di conoscere gli alimenti principali della tradizione mediterranea e imparare a utilizzarli con gusto e creatività. L’app cataloga oltre 300 cibi, suddividendoli per categorie (cereali, derivati e altri farinacei; verdura e ortaggi; frutta; legumi; pesce e frutti di mare; latte e derivati; carne bianca e uova; olio e condimenti; bevande; erbe aromatiche e spezie; salumi e insaccati; dolci e zuccheri; carne rossa) e corredandoli di una dettagliata scheda informativa. Una sorta di ‘carta di identità’ in cui, per ogni alimento, sono indicati i valori nutrizionali, la posizione nella piramide alimentare, ovvero la frequenza con cui  è preferibile mangiarlo – se in basso quotidianamente, se al centro settimanalmente, se all’apice mensilmente o occasionalmente –, le dosi consigliate e la stagionalità.

mdiet2mdiet3In ogni scheda, ancora, è specificato se il cibo in questione è adatto ai celiaci e a quanti soffrono di patologie specifiche, come ipertensione, colesterolo alto o diabete, ipertiroidismo e malattie cardiocircolatorie. E se davanti allo scaffale del supermercato si è indecisi se acquistare o meno un prodotto, magari poco conosciuto, viene in aiuto lo smile, la faccina verde (sorridente), gialla (neutra) o rossa (imbronciata), che ne promuove o sconsiglia il consumo.

Particolarmente interessante la sezione delle “Ricette”, una raccolta dei piatti più famosi della tradizione contadina del Sud Italia, firmati da alcuni rinomati istituti alberghieri italiani. Si va dalle lagane con i ceci della Basilicata ai cavatelli salentini con i fagioli, dai peperoni ripieni di riso ai saporiti vermicelli con lo stoccafisso, fino a secondi, contorni e dolci, con l’indicazione del costo, della difficoltà di preparazione e dei valori nutrizionali a porzione. E per finire i consigli della biologa nutrizionista Adriana Gallo, per avere sempre a portata di mano utili suggerimenti sulla qualità e la tracciabilità di quello che si porta in tavola e sull’importanza di metodi di cottura semplici per un’alimentazione bilanciata e uno stile di vita sano.

Ragazze che bevono birra

PER ME UNA BIRRA, LA WEB APP AL FEMMINILE PER LE APPASSIONATE DELLA “BIONDA”

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Ragazze che bevono birraHanno un’età compresa tra 18 e 35 anni e una vita impegnativa, amano tenersi in forma e mangiare sano, ma non rinunciano ai piaceri della tavola. Come bere una birra in compagnia delle amiche.

È dedicata alle giovani donne appassionate della ‘bionda’ “Per me una birra”, la nuova web app lanciata da AssoBirra che propone 50 ricette raffinate e salutari abbinate ad un calice da 0,20 l, la misura più indicata per un consumo responsabile di alcool e anche la più gettonata dal pubblico femminile. Il sito www.permeunabirra.it fa parte della campagna di comunicazione “Birra io d’adoro”, promossa dall’Associazione degli Industriali della Birra e del Malto per “raccontare alle donne italiane che un consumo di birra prudente e consapevole può essere compatibile con uno stile di vita moderno, equilibrato ed attivo”, spiega il direttore Filippo Terzaghi. Continua a leggere

Mercato km zero

A SPASSO PER SAGRE ALLA SCOPERTA DEI SAPORI D’AUTUNNO

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Mercato km zeroUva, funghi, castagne e tartufi, ma anche specialità regionali, come l’amatriciana o i fritti di pesce, il vino o i formaggi. L’autunno, non meno dell’estate, è tempo di sagre. E a sette italiani su dieci piace frequentarle. Secondo un’indagine Coldiretti/Ixè oltre il 70% di cittadini e turisti nel periodo estivo hanno preso parte ad un evento gastronomico locale e hanno confermato di farlo anche nei prossimi mesi, per gustare e acquistare le eccellenze del territorio a un costo contenuto. Continua a leggere

Spesa al supermercato

UBO, “UNA BUONA OCCASIONE”: L’APP PER LA CORRETTA GESTIONE DEL CIBO

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Spesa al supermercatoFare la spesa in maniera intelligente, lasciandosi guidare dalle reali necessità più dall’istinto; conservare correttamente gli alimenti nella dispensa e in frigorifero, per farli durare più a lungo; riciclare gli avanzi in maniera creativa, cucinando piatti nuovi e gustosi. Per diventare consumatori “virtuosi”, che con le proprie scelte di ogni giorno contribuiscono a ridurre gli sprechi alimentari, basta seguire poche e semplici regole: questa l’idea che ha spinto le regioni Piemonte e Valle d’Aosta, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale piemontese, a sviluppare UBO – acronimo di Una Buona Occasione –, un’applicazione per smartphone e tablet pensata per guidare gli utenti a una corretta ‘gestione’ del cibo, dal momento dell’acquisto fino al riutilizzo di quello in eccedenza. Continua a leggere

grow the future

GROW THE FUTURE: LE BUONE AZIONI ANTISPRECO PER “NUTRIRE IL PIANETA”

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grow the futureAbbiamo acquistato al mercato i piselli freschi? Con i baccelli, invece di buttarli via, prepariamo una gustosa salsina per i crostini, lessandoli e frullandoli insieme a qualche cucchiaio di panna o besciamella. Approfittando delle offerte al supermercato abbiamo fatto scorta di alimenti che difficilmente riusciremo a consumare prima della scadenza? Condividiamoli con i vicini di casa. E con l’acqua con cui abbiamo lavato frutta e verdura innaffiamo le piante del nostro balcone. Questi suggerimenti per uno stile di vita senza sprechi arrivano dal portale Grow the future, lanciato a fine aprile da Syngenta – gruppo mondiale che opera nell’agribusiness per lo sviluppo dell’agricoltura sostenibile – per la terza edizione dell’omonima iniziativa, nata per sensibilizzare i cittadini a un utilizzo consapevole delle risorse idriche e alimentari. Continua a leggere

slow food planet

SLOW FOOD PLANET: TUTTI I LOCALI “SLOW” ALLA VELOCITÀ DELLE NUOVE TECNOLOGIE

slow food planetC’è tutto il cibo “Buono, pulito e giusto” dei quattro angoli del pianeta in Slow Food Planet, la nuova applicazione per smartphone e tablet appena nata in casa Slow Food.

Uno strumento che unisce alla velocità della tecnologia la filosofia “lenta” della storica associazione fondata da Carlo Petrini, per offrire ai viaggiatori in giro per il mondo l’opportunità di scovare osterie, negozietti, ristorantini tipici che non sono ancora sotto i riflettori delle guide gastronomiche internazionali, ma che sanno raccontare molto del posto in cui si trovano e lo rendono unico. Si va dalla “Pratkit Bakery” di Barcellona, un hotel a tre stelle con annessa una panetteria che sforna pane, brioche e croissant impastati a mano, al “Restaurante do Bira” di Rio de Janeiro, con vista sulla costa di Marambaia, che serve prodotti ittici freschissimi pescati direttamente dal cuoco, Ubiratan de Souza Leal, dall’“Espressofabriek” di Amsterdam, dove i clienti possono gustare il caffè appena tostato al piano di sopra, al “Civaiolo” di Firenze, il bottegaio che nel suo locale di Via Taddea, accanto a legumi e baccalà, vende ogni genere di oggetti per la casa, dai chiodi alle guarnizioni per la moka.

L’app vuole essere anche un modo per accogliere in Italia i visitatori stranieri che arriveranno a Milano per Expo e guidarli alla scoperta delle eccellenze del Bel Paese.

Realizzata da Slow Food Editore con il supporto di Lavazza e disponibile in italiano e in inglese, Slow Food Planet è stata lanciata il 16 aprile scorso ed è scaricabile gratuitamente da Apple Store e Google Play con un territorio a scelta (10 per i soci); entro novembre 2015 conterà 12.500 segnalazioni – di cui 4.000 in Italia – in 22 Paesi, dalla Francia al Messico, dalla Spagna agli Stati Uniti, dal Brasile al Giappone. “Vogliamo che entro la fine del 2018 tutto il mondo sia mappato, dalle grandi città alle aree più remote del Sud del mondo”, sostiene Carlo Petrini.

Il database viene alimentato grazie al lavoro di 150 coordinatori, redattori e traduttori; le segnalazioni, invece, arrivano da 2.000 soci Slow Food sparsi per il mondo, persone che conoscono bene il territorio, frequentano i locali, parlano con i gestori e sanno indicare ai turisti e a chi è in viaggio per lavoro dove bere una buona birra artigianale, gustare la colazione del luogo, comprare i formaggi tipici oppure la frutta e la verdura a km zero. Proprio come un amico “che vive nella città dove ci si sta per recare chiedendo un consiglio su dove andare a cena”, commenta il curatore del progetto Eugenio Signoroni.

Slow Food PlanetCome funziona? Dopo aver specificato l’“Area Slow Food” in cui ci si trova, è possibile trovare il locale giusto in base alla “tipologia”, al “prodotto” o all’“atmosfera” – cena romantica, gita, pranzo informale – desiderata, oppure utilizzando il dispositivo di geolocalizzazione. Ogni segnalazione è corredata da tutte le informazioni utili visualizzate in un’unica scheda: descrizione, foto, indirizzo, numero di telefono, fascia di prezzo e costo medio di un pasto, collegamento al sito web, orario di apertura e mappa.

Ma la parola chiave di Slow Food Planet è “tempo”, che troviamo nelle tre sezioni principali dell’app: “Tempo per Mangiare” offre una selezione di ristoranti, osterie, pizzerie, bistrot, burgherie e bar, compresi quelli che propongono menù per celiaci o vegetariani, take away, locali aperti 24 ore al giorno; “Tempo per me” riunisce brunch cafè, sale da tè, cocktail bar, tutti quei luoghi, insomma, in cui rilassarsi dimenticando l’orologio; “Tempo per comprare”, infine, seleziona mercati contadini, botteghe e piccoli produttori, per portare a casa salumi, formaggi, cioccolato, vini e altre specialità.

Leggere le etichette

UNA APP PER SAPERE QUALI PRODOTTI SONO ADEGUATI ALLE TUE ESIGENZE NUTRIZIONALI

Leggere le etichetteTrovare, tra gli scaffali del supermercato, consumatori intenti a “decifrare” le etichette degli alimenti è una scena sempre più frequente ormai. Sono in aumento coloro che, quando fanno la spesa, cercano di capire davvero costa stanno mettendo nel carrello e non badano soltanto a offerte e ribassi. Ma la presenza di sigle, di numeri e di diciture poco chiare o generiche rende la lettura dell’etichetta un’operazione per niente facile.

Oggi un aiuto per scegliere i prodotti in maniera più consapevole arriva dalla tecnologia: si chiama “Edo” – termine latino che significa “alimento” ma anche “Io mangio” – ed è un’applicazione per smartphone e tablet pronta ad accompagnare il consumatore nella spesa di ogni giorno. A progettarla la tecnologa alimentare Maria Vincenza Gargiulo insieme a tre giovani sviluppatori – Diego Lanzoni, Luciano Venezia e Marco Giampaoli – assistiti da Vladimiro Mazzotti, business angel del CesenaLab, incubatore d’impresa della città romagnola.

L’app, disponibile per sistemi operativi Android e iOS, è semplicissima da usare: è sufficiente inquadrare il codice a barre sulla confezione con la fotocamera del telefonino e sullo schermo appare una scheda che illustra gli ingredienti, i valori nutrizionali (grassi e zuccheri) e i conservanti presenti.edo app Specificando la propria età e il sesso, poi, è possibile ricevere una ‘consulenza personalizzata’: grazie a un sofisticato algoritmo, infatti, Edo è in grado di dire se il prodotto è indicato o meno per il fabbisogno calorico e le esigenze nutrizionali dell’utente, assegnandogli un voto da 1 a 10 e suggerendo anche alternative più sane.

Per dare le proprie valutazioni, lo staff di Edo si basa sui dati diffusi dal Ministero della Salute e da tre importanti società scientifiche italiane e internazionali: la SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, che fornisce le informazioni riguardo i fabbisogni e le indicazioni sulle porzioni standard; il CRA, Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura; l’EFSA, European Food Safety Authority, l’ente europeo che si occupa di ricerca nel settore alimentare, impegnato in particolar modo nello studio dei nuovi additivi. Il progetto gode anche della supervisione della nutrizionista Alessandra Bordoni, docente di Scienza dell’alimentazione e Nutrizione umana all’Università di Bologna, nella sede di Cesena.

Presentata da Luciano Venezia e Vincenza Gargiulo durante il 28° Congresso Nazionale della SIAAIC (Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica), che si è svolto a Bologna dal 15 al 18 aprile scorso, Edo potrebbe diventare inoltre uno strumento prezioso per coloro che soffrono delle due intolleranze alimentari più gravi e diffuse nel nostro Paese, quella al glutine e al lattosio. Attraverso la lettura del codice a barre l’applicazione segnala immediatamente la presenza dei due allergeni, simboleggiati dalle icone di colore grigio della spiga e della bottiglia di latte, che diventano verdi quando l’alimento viene dichiarato privo di glutine o di lattosio dal produttore.

mercato del contadino

FARE LA SPESA A KM ZERO? CI PENSA LA TECNOLOGIA

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L'orto in tasca

L’orto in tasca

Nel 2014 ben 15 milioni di italiani, facendo la spesa, hanno messo nel carrello alimenti e prodotti a chilometro zero, quelli della cosiddetta “filiera corta”. Prodotti e alimenti che non devono percorrere lunghe distanze per viaggiare da un paese all’altro, inquinando e facendo lievitare i prezzi. Continua a leggere

Banco frutta e verdura

FARE LA SPESA NEI MESI GIUSTI CON L’APP “DI STAGIONE”

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Melanzane, zucchine e peperoni in pieno inverno, zucca in primavera, cavolfiori d’estate: le stagioni sembrano essersi capovolte anche tra i banchi di frutta e verdura! Qualsiasi tipo di ortaggio, ormai, è sempre disponibile e sono in molti a portare a tavola prodotti che non rispettano il naturale ciclo di maturazione. D’altro canto, un numero crescente di persone oggi decide di fare la spesa in maniera responsabile, per non danneggiare la salute, l’ambiente e il portafogli, mettendo nel piatto cibi più sani e più buoni. Continua a leggere

cena tra amici

ESPLORARE I VERI SAPORI DEL MONDO CON NEW GUSTO

new gusto

L’autentica paella spagnola preparata da Alvaro, nella sua casa di Madrid, la ratatouille parigina di Federica, il tradizionale Yorkshire pudding con il roast beef di Alex, che vive a Manchester, o il lomo saltado, un antico piatto della cucina peruviana a base di carne di manzo saltata in padella con cipolle e peperoni gialli, da assaggiare nella cucina di Jecchu, a Lima.

Sono alcune delle specialità internazionali che compaiono – insieme a tante altre del nostro paese – nel “menu” di New Gusto, la piattaforma di social eating che permette di provare la vera cucina della località in cui si è in vacanza, mangiando a casa delle persone del posto. Per coloro che trascorreranno fuori il ponte dell’Immacolata oppure si concederanno un viaggetto durante le prossime feste di Natale o Capodanno, quindi, uno strumento prezioso per non imbattersi in ristoranti turistici e gustare a prezzi contenuti le pietanze della gastronomia locale.

cena tra amiciEsplorare il mondo alla scoperta di piatti e ricette sconosciute, lasciandosi sorprendere da nuovi sapori e da cibi mai assaggiati”. Questa la filosofia della start-up tutta italiana – più precisamente, abruzzese – nata alla fine del 2011 da un’idea di Cristiano Mazzocchetti, amante dei viaggi e della buona tavola, che l’ha fondata insieme a Graziano Romanelli  (visual designer), Giovanni Di Gregorio (sviluppatore web) e Antonio Ruscitti (sviluppatore mobile).

Oggi il sito conta 15mila utenti distribuiti tra l’Europa (Francia, Spagna, Germania, Olanda, Regno Unito), gli Stati Uniti (New York, Chicago) e il Sud America (numerosissimi quelli argentini). Molti gli iscritti italiani, pronti ad accogliere nelle proprie case i turisti desiderosi di conoscere un po’ meglio le città della Penisola attraverso le sue tante prelibatezze culinarie, ma anche di vivere un’esperienza decisamente insolita – condividere la tavola con sconosciuti – e incontrare gente nuova.

Per entrare nella community e cercare un home restaurant in cui mangiare è sufficiente registrarsi al sito scegliendo il profilo “free”, completamente gratuito, poi andare nell’area “explore” e selezionare la località desiderata: a questo punto compariranno i piatti e gli home chef che li cucinano, con l’indirizzo delle loro abitazioni, e sarà già possibile prenotare un pranzo o una cena dall’altra parte del pianeta, pagando a colui che offre il pasto solo un rimborso per le spese. Gli aspiranti home chef, invece, possono iscriversi a New Gusto scegliendo il profilo “pro” (19 euro l’anno), per ospitare fino a dodici persone e caricare le foto delle loro creazioni con i relativi prezzi; la community è aperta pure ai ristoranti – con il profilo “stunning” ad un costo di 89 euro annui –, dando la possibilità ai gestori dei locali di far conoscere la propria attività oltreconfine.

Gluten free

VIAGGIARE SULLE GLUTENFREE ROADS

Gluten free Un finesettimana a Praga o a Parigi, una vacanza in Spagna, oppure il viaggio della vita in Indonesia o a Cuba. Momenti felici che per le tante persone che soffrono di intolleranza al glutine – nel nostro Paese le stime parlano di ben 600mila casi, in pratica un italiano su cento – possono trasformarsi in un problema: come fare, in “terra straniera”, a trovare ristoranti, hotel o supermercati che dispongono di alimenti gluten free? Da oggi, però, la soluzione è a portata di smartphone e tablet.

Nel vasto mondo delle app gastronomiche, infatti, da qualche mese ne è arrivata una davvero utile. Si chiama Glutenfree Roads e può rappresentare un valido aiuto per tutti i celiaci che, all’estero, devono fare la spesa o scovare un locale che cucini pietanze adatte alle loro esigenze.

Disponibile fino a pochi mesi fa soltanto in inglese, ora l’applicazione esiste pure in italiano, francese, tedesco e spagnolo ed è scaricabile gratuitamente, da Google Play per sistemi operativi Android e dall’Apple Store per iOS.

Attualmente sono più di 40mila gli indirizzi selezionati, ma l’elenco è in continuo aggiornamento, anche grazie al prezioso contributo degli utenti che possono segnalare locali e punti vendita, poi sottoposti al controllo qualità dello staff di Glutenfree Roads.

glutenfree roadsCi sono ristoranti, pizzerie, alberghi, negozi e supermercati suddivisi per categoria (mangiare, viaggiare e acquistare) e corredati dalle valutazioni degli fruitori, sparsi tra tredici stati in tre continenti: nell’America del Nord e del Sud figurano New York e Chicago negli Stati Uniti, Vancouver in Canada, L’Avana a Cuba e Quito in Ecuador; in Asia la capitale indonesiana Giacarta; in Europa troviamo il maggior numero di destinazioni, tra Francia (Parigi), Germania (Berlino), Norvegia (Oslo), Repubblica Ceca (Praga), Svezia (Stoccolma), Svizzera (Zurigo) e Spagna (Barcellona, Granada e Andorra).

L’Italia per ora è presente con Roma, Milano, Torino e Firenze, perciò chi ha in programma un viaggetto in una di queste quattro città, oppure vive qui e vuole semplicemente trovare la location giusta per pranzare o cenare fuori con gli amici trovando un menu senza glutine, da ora potrà farlo in poche mosse.

Una volta scaricata l’applicazione, è possibile creare il proprio profilo personale ed entrare a far parte di una community di “viaggiatori” con cui scambiare opinioni, leggere i feedback dei locali da parte degli utenti, pianificare il percorso e calcolare le distanze per raggiungere il posto desiderato, tramite un comodo dispositivo di localizzazione GPS.

famezero logo

ANGELI CONTRO LO SPRECO DEL CIBO. OBIETTIVO “FAMEZERO”

famezero

L’hanno chiamata Fame Zero, come la sfida lanciata nel 2012 dal segretario dell’ONU Ban-Ki Moon affinché “tutti abbiano accesso a cibo nutriente durante tutto l’arco dell’anno” in ogni angolo della terra. In particolare, dei cinque obiettivi posti dalle Nazioni Unite (zero bambini con deficit di sviluppo sotto i due anni; 100% accesso a cibo adeguato, sempre; sostenibilità dei sistemi alimentari; 100% aumento della produttività e del reddito dei piccoli contadini; zero perdite o sprechi di cibo) condivide l’ultimo, una condizione necessaria perché si realizzino gli altri quattro.

Famezero.com è la community che favorisce l’incontro tra donatori e centri di distribuzione territoriali, per creare un circolo virtuoso in cui il cibo in esubero non vada più sprecato, ma possa essere fruttuosamente impiegato a favore di chi ne ha bisogno. “Ci scandalizza il fatto di sapere che esiste cibo sufficiente per tutti e che il flagello della fame si aggrava nel mondo a causa della pratica generalizzata dello spreco”: questa la motivazione che ha spinto il team di Famezero Onlus a sviluppare la piattaforma, presentata il 16 ottobre scorso a Palazzo Chigi, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, alla presenza del Cardinal Oscar Rodriguez Maradiaga, presidente della Caritas internazionale e stretto collaboratore di Papa Francesco, e di Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari Europei.

Lo scopo è quello di creare un’applicazione che permetta di aiutare la popolazione inizialmente italiana ma, successivamente, anche mondiale a sfruttare la tecnologia presente sui dispositivi mobile al fine di migliorare la gestione dei rifiuti e degli sprechi alimentari sul territorio” spiegano gli ideatori del progetto, che diventerà pienamente operativo a partire dall’8 dicembre prossimo, quando sul proprio smartphone o tablet sarà possibile scaricare l’app multilingue Famezero, disponibile sia per sistemi Android che per iOS.

Sin da ora però è possibile registrarsi sul sito web, già attivo, scegliendo uno dei tre profili: il “donatore”, cittadini, enti, ristoranti, negozi o supermercati che mettono a disposizione degli altri il cibo avanzato (che nel caso di locali ed esercizi commerciali raggiunge quantità davvero enormi) in perfette condizioni; il “centro di raccolta”, associazioni di volontariato o altre realtà locali che smistano gli alimenti alle persone del territorio che ne fanno richiesta; l’“angelo”, una figura preziosa, che ritira personalmente il cibo offerto dal donatore e lo porta al centro di raccolta. A quanti decideranno di donare sarà sufficiente iscriversi e controllare i punti di raccolta più vicini, pubblicando un annuncio che verrà automaticamente indirizzato all’angelo di zona.

Pasto nudo

IL PASTO È NUDO, VIRTUOSO E RESPONSABILE

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Pasto nudoFarine semintegrali ricavate da grani antichi moliti su pietra, Parmigiano Reggiano stagionato fino a dieci anni, ortaggi “biodinamici”, extravergine di qualità, pane impastato con il lievito madre. Sono alcuni dei cibi in vendita su Ilpastonudo.it, una rete che riunisce le aziende agroalimentari “virtuose” sparse da Nord a Sud della Penisola.

Il progetto è stato tra le innovazioni in mostra al Maker Faire European Edition, l’evento internazionale, che si è svolto dal 3 al 5 ottobre all’Auditorium Parco della Musica di Roma, dedicato ai nuovi modelli di business sostenibili, con un ampio spazio riservato al settore food. Continua a leggere

Social eating

SOCIAL EATING: IL SAPORE DI UN “PASTO AL BUIO”

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Social eatingCondividere un aperitivo sfizioso, una cena con prodotti bio o un’abbondante colazione a base di cornetti e dolci homemade con persone mai viste prima. Per conoscere gente nuova, allargare la cerchia di amicizie o semplicemente mangiare bene e trascorrere qualche ora di totale relax.

È il fenomeno del Social Eating – chiamato anche “pasto al buio” – una realtà ormai consolidata oltreoceano che da un paio d’anni è arrivata anche da noi. E i primi social network italiani dedicati a questo fenomeno vedono il numero degli iscritti crescere di giorno in giorno. Continua a leggere

app_gambero rosso

I MIGLIORI RISTORANTI ITALIANI DEL MONDO CON L’APP DI GAMBERO ROSSO

app_gambero rossoUn viaggio avventuroso nello Yucatan o alla scoperta delle meraviglie della Grande Barriera Corallina? Una fuga romantica a Parigi o un soggiorno all’insegna del completo relax sulle spiagge della California? Non importa dove abbiate deciso di trascorrere le vacanze, da quest’anno non sentirete più la nostalgia della cucina made in Italy. Una neonata app firmata Gambero Rosso, infatti, è pronta a guidarvi nella ricerca dei migliori locali italiani oltreconfine.

Da oggi, nella numerosa famiglia delle applicazioni sviluppate dalla prestigiosa casa editrice – “Formaggi e vini”, “Sua Eccellenza Italia”, “Italian Food”, per citarne solo alcune – c’è un membro in più: si chiama “Ristoranti italiani del mondo” ed è una vera e propria mappa che localizza 365 ristoranti sparsi in 40 Paesi nei cinque continenti, disponibile per iPhone e iPad (in italiano e inglese) e scaricabile gratuitamente dall’Apple StoreRealizzata in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, la nuova app vuole essere uno strumento utile per i nostri connazionali all’estero ma intende anche valorizzare il ricchissimo patrimonio enogastronomico dello Stivale sfruttando le potenzialità del web 2.0.

Ma quali sono i criteri secondo i quali un ristorante può essere definito a pieno titolo “italiano”? Innanzitutto l’impiego di prodotti tipici, che “devono assolutamente essere nostrani”, come chiarisce il Gambero Rosso, e utilizzati per dar vita alle ricette della tradizione. Largo quindi a Parmigiano Reggiano, pasta, salumi, formaggi, olio extravergine di oliva e a “tutto quel che rappresenta l’identità gastronomica del nostro paese”. Ma anche la capacità di combinare ingredienti autoctoni – come l’agnello gallese, allevato nel Regno Unito e presente da dieci anni sul mercato italiano, il pollo di Bresse (Francia) o il pesce di altri paesi del Mediterraneo – per realizzare pietanze “coerenti con la nostra cucina”.

app gambero rosso_fratelli panellaPresentata lo scorso 30 luglio alla Città del Gusto del Gambero Rosso, a Roma – uno spazio di oltre 8mila metri quadrati sulle rive del Tevere sede di convegni, laboratori, corsi –, Ristoranti italiani nel mondo riunisce le location più esclusive e le trattorie a gestione familiare, le pizzerie e le catene che restano fedeli alla cultura gastronomica della Penisola.

E poi le filiali internazionali dei nomi dell’alta cucina – Antonino Cannavacciuolo, Davide Scabin, Pietro Parisi, Giancarlo Perbellini –, i locali di noti chef italiani che hanno scelto di trasferirsi all’estero – Adriano Baldassarre, Nino Graziani, Giorgio Locatelli – e quelli di coloro che italiani non sono, ma che hanno fatto dell’italianità a tavola il loro segno distintivo – come il tedesco Heinz Beck e la francese Annie Feolde.

Insomma, in qualunque posto vi troviate, che sia in America o Asia, in Europa o Australia, per mangiare una specialità di casa nostra vi basterà selezionare sullo schermo dell’ iPhone o dell’iPad il Paese e la città – usufruendo eventualmente della funzione “near-by” per trovare il locale più vicino – e vi apparirà la scheda del ristorante con i dati anagrafici, il prezzo medio, la mappa con il percorso, i contatti e la valutazione del Gambero Rosso.

macelleria

L’IDEA ANTISPRECO CHE CONVIENE: LASTMINUTESOTTOCASA.IT

macelleriaAcquistare cibi freschi a un costo ridotto, grazie alle tante offerte che ogni giorno ci vengono proposte da supermercati e negozi sotto casa. È un gesto che compiamo sempre più di frequente, per risparmiare sulla spesa quotidiana e ritrovarci, a fine mese, col portafogli un po’ meno leggero.

E da oggi, approfittando degli sconti potremmo non solo fare del bene alle nostre tasche, ma anche aiutare i negozianti a non ritrovarsi, a fine giornata, con merce invenduta, contribuendo così a diminuire l’allarmante fenomeno dello spreco alimentare. Come? Con Last Minute Sotto Casa, un innovativo progetto nato negli spazi dell’IP3, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino – il più importante incubatore universitario esistente in Italia e uno dei principali in Europa –, dalla mente di Francesco Ardito e Massimo Ivul, entrambi con una pluridecennale esperienza nella comunicazione – rispettivamente nel campo del project management e dello sviluppo di software.

Last Minute Sotto Casa è una piattaforma online che favorisce l’incontro tra commercianti e consumatori che abitano nello stesso quartiere, permettendo ai primi di smaltire i prodotti in scadenza e quelli freschi – rimasti invenduti nel corso della giornata e destinati perciò ad essere gettati nel cassonetto – e ai secondi di usufruire di offerte convenienti. Per iniziare a utilizzare il servizio basta registrarsi gratuitamente all’indirizzo lastminutesottocasa.it, selezionando un account (negozio o cliente) e specificando la propria posizione geografica – l’indirizzo dell’esercizio commerciale per il negoziante, quello della propria abitazione per il consumatore. Quest’ultimo potrà scegliere, inoltre, il genere di proposta che desidera ricevere (scegliendo tra prodotti di panetteria, gastronomia, macelleria, pasticceria, frutta e verdura, ma anche enoteche, pescherie e self service) e la distanza massima del negozio da casa, dall’ufficio o da qualunque altro indirizzo indicato. A questo punto, l’esercente sarà pronto a inserire la sua offerta, con data e ora di scadenza, e il cliente riceverà alla propria casella di posta elettronica l’offerta che risponde meglio alle sue esigenze.

cibo sprecatoDurante la fase di collaudo nella zona di Santa Rita a Torino, durata alcuni mesi, il servizio è stato testato in particolare su panetterie e bar, che spesso a fine giornata si ritrovano con grosse quantità di pagnotte, tranci di pizza, cornetti e cibi pronti che il giorno seguente non potranno più essere messi in vendita, finendo così, inevitabilmente, tra i rifiuti.

Ed ora Last Minute Sotto Casa è già disponibile sull’intero territorio nazionale e da Nord a Sud della Penisola sarà possibile approfittare di sconti “personalizzati”, dando una mano ai negozianti e all’ambiente.

Tecnologia e idee anti-spreco, insomma, vanno sempre più a braccetto, come dimostrano le ultime, interessanti iniziative nate per impedire che il cibo sia buttato via, sfruttando le potenzialità della rete. Per ricordare le più recenti: I Food Share è sito web che permette ai cittadini di condividere il cibo in eccedenza nella propria dispensa – naturalmente in ottimo stato –, mentre Breading, un’app per smartphone e tablet attualmente in via di sperimentazione a Milano e Bergamo, consentirà a panettieri e fornai di donare il pane invenduto ad enti e associazioni no-profit che si occupano della distribuzione gratuita di generi alimentari.

Panetteria

BREADING, UNA APP CONTRO LO SPRECO DEL PANE

PanetteriaIl pane è un alimento prezioso, lo sapevano bene i nostri nonni che, quando diventava raffermo o iniziava a perdeva la sua freschezza, lo riutilizzavano preparando saporite zuppe e croccanti bruschette.

Oggi, invece, non solo a casa, ma soprattutto nei negozi, una quantità enorme di pagnotte, fruste, sfilatini e panini finisce tra i rifiuti. A fine giornata, infatti, quintali di pane nei forni e negozi della Penisola restano invenduti – 150/200 quintali nelle grandi città come Roma e Milano – e a questa cifra già preoccupante si somma il pane buttato via dai cittadini, una volta acquistato. Nel nostro Paese, insomma, ogni giorno vengono sprecati 13mila quintali di pane. Un dato che fa riflettere, specialmente se confrontato con il numero sempre crescente di persone che, in Italia, si rivolge alla Caritas o ad altre associazioni solidali per ricevere beni di prima necessità.

Partirà a breve, però, nel capoluogo lombardo e a Bergamo, la sperimentazione di una nuova app per smartphone e tablet che potrebbe mettere fine a un fenomeno che ha raggiunto dimensioni non più accettabili. L’obiettivo di Breading – questo il nome del progetto – è quello di creare un contatto diretto tra i panifici e gli enti no profit che si occupano della distribuzione gratuita di generi alimentari.

Semplice e geniale al tempo stesso il funzionamento della piattaforma informatica: scaricando gratuitamente l’applicazione, panettieri e fornai, invece di gettare il pane che non sono riusciti a vendere, a fine giornata potranno avvisare con un alert o un sms le organizzazioni della loro zona, che si recheranno direttamente al negozio – anche a piedi – per ritirarlo.

Il team Breading

Il team Breading

Ideata da un gruppo di bergamaschi sotto i trent’anni – Ornella Pesenti, Alessandro Maculotti, Fabio Zucchi, Riccardo Fogaroli, Florina Dumitrache, Chiara Frassolvati e Vincenzo Ferrara –, Breading è stata presentata nei giorni scorsi alla Start Cup Live 2014 di Milano – il concorso in cui si sfidano i progetti imprenditoriali più interessanti – aggiudicandosi il primo premio, mentre a ottobre parteciperà al Pioneer Festival di Vienna, tra le principali competizioni internazionali dedicate a start up e imprese innovative.

Il 1o luglio scorso i giovani ideatori di Breading hanno incontrato anche il Vice Ministro alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero, che si è mostrato entusiasta dell’iniziativa: “Da tempo lavoro contro gli sprechi – ha commentato – e questa applicazione può dare un contributo in modo semplice e lineare. Mi congratulo con questi giovani intraprendenti che hanno pensato a una start up non profit per contribuire a affrontare un problema così importante. È un bel modo per realizzare economia civile”.

E il Vice Ministro, con sguardo lungimirante, già pensa a una collaborazione virtuosa tra i negozi e i principali organismi benefici che operano nel territorio italiano e si augura che a maggio 2015, quando prenderà il via l’Expo, Breading possa essere perfettamente funzionante: “Per quanto riguarda i prossimi passi, una volta conclusa la sperimentazione che i giovani creatori di Breading hanno autonomamente strutturato a Milano e Bergamo, credo sia possibile condividere i risultati anche con il tavolo delle associazioni di Terzo Settore impegnate contro la lotta alla povertà e che assicurano pasti quotidiani, come il Banco Alimentare, Sant’Egidio e la Caritas. Sarebbe bello che proprio a Milano, in occasione di Expo 2015, si iniziasse a utilizzare questa app. Un modo per dare concretezza all’aspirazione di Expo 2015: nutrire il pianeta”.

firenze_nuna

NUNA, IL NAVIGATORE NUTRIZIONALE

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nuna_app_dieta mediterraneaCon tutti i cibi e gli alimenti di largo consumo acquistati al supermercato che entrano in cucina non è sempre facile seguire bene la Dieta Mediterranea, il modello nutrizionale più consigliato da dietologi e specialisti dell’alimentazione. Oggi ad aiutarci c’è un’App, NUNA (acronimo di Nutritional Navigator) realizzata dal team di Nunacode Srl, start-up fondata da Alessandro Casini, professore associato di Gastroenterologia e Nutrizione Umana presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze, e da Alessandro Tozzi, dirigente in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Asl 11 di Empoli. Continua a leggere

collage di fotografie a tema pasta italiana di grano duro

TUTTO QUELLO CHE VUOI SAPERE SU “LA PASTA”

collage di fotografie a tema pasta italiana di grano duroLunga o corta, fresca o secca, all’uovo o ripiena, è la regina indiscussa della tradizione gastronomica italiana e della dieta mediterranea. L’Italia ne è da sempre il principale produttore e consumatore (circa 28 kg annui pro-capite). Al sugo di pomodoro, di pesce, di carne, di verdure, al pesto, (solo per citarne alcune varianti), gli italiani (ma non solo), è il caso di dirlo, la amano proprio in tutte le salse!

Ecco che a volte può nascere la curiosità di scoprire qualche ricetta nuova, di conoscere ad esempio l’origine dei formati, o magari di sapere tra spaghetti, bucatini, farfalle, penne, tagliatelle, fusilli, linguine (e chi più ne ha più ne metta!) quello perfetto per la nostra ricetta.  A queste e ad altre mille curiosità risponde la recente appLa pastalanciata dall’Unione Nazionale Consumatori, in collaborazione con Aidepi, l’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane, che svela proprio tutti i segreti  dell’alimento simbolo della cucina italiana.

Con un’interfaccia grafica semplice ed intuitiva, l’app non suggerisce solo nuove ricette, ma permette di navigare tra oltre 45 prodotti catalogati per: formato, tipologia, regione di provenienza o anche solo per nome del prodotto. Ogni scheda relativa ai singoli formati contiene la descrizione, consigli sui condimenti più indicati, qualche curiosità e le ricette più appetitose e semplici da preparare.

App-PastaMa non è tutto, la vera novità è rappresentata dal fatto che navigando all’interno dell’App, si possono utilizzare strumenti di uso quotidiano quali: – il timer (che monitora il tempo di cottura della pasta ed indica il momento della scolatura); il dosa-spaghetti (che suggerisce le porzioni perfette in base al numero di persone);  una lista di ingredienti con le dosi per quattro persone (una sorta di guida per non sbagliare) e la tabella dei valori nutrizionali contenuti in ciascun alimento. Inoltre è possibile creare un personale book di ricette, inserendole nella sezione “preferite”, così da avere immediatamente accesso a quelle che interessano di più.

E dulcis in fundo ci si può divertire con la funzione ‘agita e scopri cosa cucinare oggi’: quando proprio non si hanno idee basterà agitare il proprio smartphone e su di una lavagnetta comparirà una proposta di ricetta da preparare.

E poi ancora, “La pasta” fornirà consigli anche su come conservare la pasta, come cuocerla e darà delle indicazioni persino su come leggere le etichette, utili ad esempio a conoscere le distinzioni tra la pasta di semola, di grano duro, quella di semola integrale, le speciali, quelle fresche, quelle all’uovo, i valori nutrizionali di ciascuna tipologia e naturalmente i migliori abbinamenti gastronomici.

L’idea di creare l’app ‘La pasta’, che è scaricabile gratuitamente su App Store e Play Store, è nata dalla volontà di far conoscere ai consumatori le qualità, le caratteristiche e le ricette con le quali preparare l’alimento principe della dieta mediterraneaspiega Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per esempio non tutti sanno che la pasta è più digeribile se perfettamente cotta al dente, quindi il segreto è scolarla un minuto prima di quanto suggerito sulle confezioni perchè la cottura continua” sottolinea”.

“La qualitàcontinua Mario Piccialuti, Direttore AIDEPIl’immagine e i valori di tradizione e di cultura che trasmette la pasta, uniti ai contenuti salutistici e alla indiscutibile versatilità che questo piatto possiede, lo rendono, assieme alla sua accessibilità economica, un prodotto di cui le Aziende italiane sono leader nel mondo per livello e produzione, come testimonia il sempre crescente apprezzamento all’estero della pasta italiana”.

food photography

L’ARTE DI FOTOGRAFARE IL CIBO

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food photographyScattare una foto a una pietanza e renderla appetibile, suscitando in chi la guarda l’irrefrenabile desiderio di assaggiarla. Si chiama Food Photography ed è un genere fotografico che consiste nell’immortalare cibi, dolci e bevande, a scopo pubblicitario o artistico.

Per molti è una professione e non ha nulla in comune con la tendenza amatoriale di fotografare le proprie creazioni culinarie, con la fotocamera digitale o più spesso con lo smartphone, e “postarle” su Facebook, Twitter, Google+, Instagram o Pinterest, per ricevere commenti e like da amici e follower. Continua a leggere

Hand with smartphone taking food photo of fresh healthy breakfast with cup of coffee

Il CAFFÈ È UN PIACERE…CON LE GIUSTE APP!

Hand with smartphone taking food photo of fresh healthy breakfast with cup of coffeeSarà per la sua capacità di rigenerare e stimolare i riflessi intorpiditi, per il suo buongusto forte, il caffè per molti italiani è un rito che comincia al mattino presto. Una cultura che sebbene può sembrare tipicamente italiana è presente, con le dovute varianti, in tutto il mondo.

L’Italia, in particolare, è il paese dell’espresso, del caffè gustato al bar che spesso diventa l’elemento discriminante per definire un bar di qualità! Ed è proprio al bar che la nostra amata bevanda esprime il suo aspetto di “socialità”. Davanti a un buon caffè  si condividono opinioni, idee o semplicemente quattro chiacchiere.

In Italia se ne consumano circa 600 tazzine pro capite l’anno che corrispondono a circa 6 miliardi di tazzine l’anno, poco più del 10% dei 400 miliardi di tazzine bevute in tutto il mondo (dati ICO, organizzazione mondiale del caffè).

Impossibile elencare i diversi tipi di preparazione: ristretto, lungo, macchiato, decaffeinato, doppio, shakerato, marocchino, mokaccino, con latte, con panna, corretto con grappa, bayles o sambuca, etc. Senza considerare le molteplici varianti regionali! Per elencarne alcune: nel Padovano l’espresso viene consumato con l’aggiunta di sciroppo di menta, schiuma di latte e una spolverata di cacao amaro, nel Salento l’espresso viene servito con ghiaccio e latte di mandorla. E se proviamo ad uscire fuori i confini nazionali, ritroviamo il caffè alla francese o a infusione, ma anche quello alla turca o il caffè solubile americano.

Great-Coffee-App-1Ciascuno ha un proprio metodo di preparazione, segreti e “trucchetti” per gustarlo al meglio. Curiosi di scoprirli? Basta consultare la Great Coffee App! Direttamente scaricabile sui dispositivi mobile Apple, consente di scoprire  dettagliatamente il variegato mondo del caffè: dalla descrizione delle più note preparazioni al caffè, alle specialità provenienti dal mondo, ai suggerimenti per un caffè 10 e lode!

Con video, ricette, immagini Great Coffee App soddisfa tutte le curiosità. Inoltre le illustrazioni sono rese maggiormente interessanti e coinvolgenti, grazie all’utilizzo di suoni che riproducono esattamente la preparazione del caffè.

In particolare la Great Coffee App si concentra su 16 varianti di caffè:  Espresso, Espresso Ristretto, Espresso Lungo, Espresso Doppio, Espresso Macchiato, Cappuccino, Americano, Latte, Latte Macchiato, Espresso Con Panna, Caffe Mocha, Cafeccino, Espresso Romano, Irish coffee, Caffè alla viennese, Marocchino, e Flat white, quello preferito dagli australiani, una miscela di latte aromatizzato e di caffè.

E per i sistemi Android?

Anche per coloro i quali dispongono di dispositivi con sistema Android esistono App capaci di trasformare gli utenti in baristi virtuali, esperti del dosaggio giusto di caffè, latte e zucchero per eccellenti preparazioni. La più diffusa è “Barista me. Intuitiva e molto semplice da usare, è consigliata per chi vuole sapere davvero tutto sul caffè espresso. Ogni tipologia è corredata da informazioni dettagliate, ricetta, foto e molti grafici illustrativi. Vera particolarità dell’App, la sezione “quiz a scelta multipla” che testa il livello di conoscenza e decreta i veri estimatori di caffè.

drop

DROP: LA BILANCIA SMART

dropPesate gli ingredienti che avete e vi manca qualcosa? Avete aggiunto distrattamente un uovo in più nell’impasto e temete la buona riuscita della ricetta? No problem, con la bilancia intelligente Drop la ricetta si rimodula in automatico in caso di errore con i dosaggi.

Progettata per i pasticceri che devono seguire scrupolosamente le dosi per l’ottima riuscita di dolci e pasticcini, la bilancia si presta particolarmente bene proprio alle preparazioni da forno che richiedono la giusta attenzione.

Eh si, se il fascino dei vecchi libri di cucina è stato ormai superato dalle svariate app di cucina, e se gli scaffali dedicati alle raccolte di ricette sono ora più che mai virtuali, anche la bilancia, vecchia guardia della cucina, sta al passo con i tempi e si reinventa!

Mediante connessione wireless la bilancia Drop, è collegata ad un’app per iPad che raccoglie un grande numero di ricette e la sincronizza alla ricetta che si sta eseguendo. Da quel momento offre ai cuochi e pasticceri provetti consigli, suggerimenti, passo dopo passo, per la realizzazione di preparazioni davvero impeccabili. Ma la bilancia Drop, non solo è un valido rimedio per dosaggi sbagliati, ma fornisce anche le alternative agli eventuali ingredienti non disponibili in cucina al momento della preparazione.

In più la bilancia monitora il tempo che si sta impiegando per tutti i vari passaggi previsti dalla ricetta e avvisa quando accendere il forno per riscaldarlo, oppure quando è giunto il momento di dare una sbirciatina a ciò che sta cuocendo. E per finire, a cottura ultimata, immancabile è il momento della foto finale, da condividere, se si vuole, con gli amici sui social network.

Annunciata a febbraio 2014 a San Francisco, la Drop attualmente non è ancora in vendita, ma è possibile prenotarla direttamente sul loro sito www.getdrop.co.

Per chi solitamente con le mani impasticciate usa i gomiti per cercare sul web una ricetta o un ingrediente che possa sostituire all’ultimo momento quello si pensava di avere in dispensa, la bilancia Drop è destinata ad essere davvero un valido aiuto!

Clavier Bio

ORTO E GUSTO, LA E-BOTTEGA IN MOVIMENTO

Clavier BioProdotti da agricoltura biologica e biodinamica a portata di “click”, direttamente dal produttore al consumatore: tutto ciò oggi è possibile grazie ad ortoegusto.it, la start-up fondata da Michaela Bollazzi, insieme a Bruno e Francesco, i suoi due intraprendenti soci.

Il progetto nasce nel 2009, dall’amore per il cibo di qualità, pensando al “pacco” della mamma, fatto con alimenti genuini, pieno di deliziosi sughi fatti in casa, frutta e ortaggi freschi, formaggi e dolci, che i pendolari più audaci portano con se, riempendo borse e valigie, nel tentativo di sopravvivere alla “fredda” metropoli. Cibi naturali e nutrienti, a volte davvero introvabili in città, acquistabili in una vera e propria bottega online, quella di un tempo, fatta di persone, catapultata ai giorni nostri.

Oggi la piattaforma conta circa una quindicina di fornitori, tra prodotti freschi e conservati; dall’azienda agricola di famiglia, che produce pomodorini ciliegini, zucchine e melanzane, ad altri produttori BIO, che forniscono arance, limoni, mandorle, vino, marmellate, conserve e tanti altri prodotti, anche dolciari.

Wicker basket with groceries isolated on whiteL’offerta di alimenti è davvero vasta, suddivisi e catalogati sul sito a seconda della tipologia: frutta e verdura, antipasti, pasta e riso, legumi e cereali, sughi, vino e liquori, birra artigianale, condimenti, marmellata e miele, prodotti per la colazione, succhi di frutta e prodotti vegani. Per un’alimentazione completa, all’insegna del benessere.

Tutti i prodotti sono a KmItalia o KmZero, nel rispetto del territorio e delle persone che ci lavorano, consentendo di valorizzare la tradizione ed offrendo cibi genuini e di alta qualità, in primis ad un pubblico già sensibile all’ambiente e all’alimentazione sana e sostenibile, ma anche al di fuori del pubblico di nicchia, per chi pensa che in fondo mangiare bene e comprare in modo sostenibile sia importante per tutti.

Acquistare è semplicissimo, basta affidarsi alla guida all’acquisto e seguire le poche semplici mosse. E’ anche possibile il “pick-and-pay”, ovvero “ordina online e ritira in negozio”, che si trova fisicamente a Milano.

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I FOOD SHARE, LA SOLIDARIETÀ CHE COMBATTE LO SPRECO

foodsharingApprofittando delle offerte al supermercato, avete fatto scorta di viveri che non riuscirete mai a consumare prima della scadenza? Dovete partire per le vacanze, ma non avete ancora svuotato completamente la dispensa? Se la risposta a una di queste domande è affermativa, la soluzione anti-spreco arriva dal web. Si chiama “I Food Share” ed è il primo sito italiano di food-sharing, un’iniziativa nata in Germania circa due anni fa per permettere ai cittadini di condividere il cibo in eccedenza online, all’indirizzo foodsharing.de, evitando così di gettarlo nel cassonetto.

La versione diffusa nella Penisola è stata ideata da Daniele Scivoli, Francesco Perticone, Elisabetta Di Benedetto e Daniela Lirosi, quattro giovani di Caltagirone (Catania) che nel 2013 hanno fondato l’associazione no-profit I Food Share e l’omonima piattaforma online in cui privati, aziende e commercianti possono mettere a disposizione degli altri i propri alimenti in surplus, naturalmente in perfette condizioni.

i food shareI Food Share è uno strumento che permette di tendere una mano a quanti, nel nostro Paese, hanno difficoltà ad acquistare generi di prima necessità e rappresenta un modo innovativo per combattere lo spreco alimentare, un fenomeno che, nonostante la crisi economica, in Italia raggiunge dimensioni allarmanti – basti pensare che ogni anno finiscono tra i rifiuti 9 milioni di tonnellate di cibo, per il valore di circa 15 miliardi di euro.

Per donare è sufficiente iscriversi al portale ifoodshare.org e cliccare su “Aggiungi cesta”, specificando la tipologia di alimento (pasta, riso, farina, succhi di frutta, latte a lunga conservazione, caffè, bibite, omogeneizzati, conserve, legumi, tonno e altri prodotti in scatola), la quantità e la data di scadenza. Per ricevere, anche in questo caso dopo essersi registrati, basta cercare le ceste alimentari disponibili in base alla propria città di residenza: una volta trovato il prodotto interessato è possibile contattare il donatore attraverso un sistema di messaggistica interno al sistema e concordare con lui – in maniera autonoma e indipendente dal sito – le modalità di consegna o ritiro.

Le potenzialità di I Food Share, che sfrutta la rete e non ha vincoli territoriali, sono davvero interessanti: aziende agroalimentari, supermercati, negozi, piccola e grande distribuzione hanno, infatti, l’opportunità di offrire il cibo sano rimasto invenduto a scopi solidali, consentendo ai singoli, alle famiglie oppure alle parrocchie e agli enti benefici che gestiscono le mense per i poveri di beneficiarne. Una scelta che fa bene anche all’ambiente e favorisce la cultura della sostenibilità, impedendo che quantità enormi di alimenti in ottimo stato siano gettati nei cassonetti, generando inquinamento.

Spesa al supermercato

INTOLLERANZE ALIMENTARI, LA SPESA LA FA GENIUSFOOD

GeniusFood

Fare la spesa per coloro che soffrono di allergie o intolleranze alimentari può rivelarsi un’impresa davvero ardua. Non è facile riconoscere, tra gli scaffali dei supermercati e nella grande distribuzione, i cibi che non contengono alcuna traccia dell’elemento responsabile di una determinata reazione allergica. E se i celiaci possono trovare gli alimenti senza glutine grazie al marchio “Spiga Barrata” dell’Associazione Italiana Celiachia, agli intolleranti al lattosio, alle uova e ad altre sostanze non resta che leggere le etichette – con un grande dispendio di tempo – o “andare sul sicuro” consumando sempre gli stessi prodotti.

Dalla tecnologia sono arrivati però “gli angeli custodi della spesa”, pronti ad aiutare tutte le persone affette da intolleranza alle uova, al lattosio e al glutine e da allergia alle uova, alle proteine del latte, al pesce e ai crostacei – disturbi che, a causa di stress ambientali e psicologici, vita sedentaria, dieta sbagliata o frettolosa si stanno diffondendo in misura sempre maggiore nel nostro Paese. Basta avere uno smartphone o un tablet e scaricare l’applicazione gratuita GeniusFood, un vero e proprio assistente personale agli acquisti, disponibile sia per il sistema operativo Android che per iOS.

Spesa al supermercatoCome funziona? Una volta impostata la propria restrizione alimentare, è sufficiente inquadrare il codice a barre della confezione con la fotocamera e sul display apparirà un’icona di immediata comprensione: pollice in su per un alimento sicuro – completamente privo dell’allergene o della combinazione di sostanze indesiderate –, in giù per quello proibito e a metà per un prodotto che contiene tracce dell’allergene in minime quantità. L’app suggerisce poi, in base all’intolleranza impostata, delle possibili alternative all’alimento scelto: nel suo enorme database, in continuo aggiornamento, è catalogato infatti il 70 percento dei prodotti disponibili in un grande supermercato. Sotto l’icona del pollice è disponibile infine la lista degli ingredienti, così da permettere al consumatore attento, anche se non soffre di patologie particolari, di conoscere esattamente la composizione del cibo che sta per acquistare e mangiare.

Già premiata nella categoria “Utility” allo SMAU Mob app Award Triveneto 2013 e finalista nel concorso nazionale, GeniusFood è stata sviluppata nell’incubatore d’impresa triestino Area Science Park, da Barbara Codan, Elisa D’Este e Alvaro Rocca, che nell’ottobre scorso, dopo aver frequentato il Master in “Complex Action” della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste, hanno fondato la startup GeniusChoice. Attualmente i tre giovani ricercatori sono al lavoro per realizzare due nuove versioni dell’app, dedicate a vegetariani e vegani.

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LE APP PER UN CORRETTO STILE DI VITA

Conoscere i valori nutrizionali degli alimenti che si consumano quotidianamente è importante per scegliere cibi sani e genuini ed essere maggiormente consapevoli di ciò che l’organismo assume. Ci sono vari modi per tenersi informati e seguire così una dieta corretta ed equilibrata, ma sicuramente il più innovativo e a “portata di mano” arriva dagli smartphone.

L’App per Windows Phone…

bing salute e benessere internaDiverse sono le applicazioni disponibili che permettono di conoscere il numero di calorie, il contenuto di proteine, carboidrati, grassi, ma anche di fibre, sodio e potassio degli alimenti. Tra queste un’app mobile davvero completa è Bing Salute e Benessere, uno strumento utile per coloro che vogliono monitorare la propria dieta quotidiana e che non disdegnano qualche esercizio per tenersi in forma.

Disponibile per tutti gli utenti Windows Phone, come suggerisce anche il nome, Bing Salute e Benessere fornisce tutte le informazioni per seguire un corretto stile di vita e preservare la propria salute seguendo una giusta alimentazione. L’app inizialmente richiede di inserire alcuni parametri, tra cui età, sesso, altezza e peso, successivamente profila l’utente ed in automatico imposta l’obiettivo calorico giornaliero da non superare.

Quotidianamente è possibile segnalare le pietanze consumate e visualizzare le informazioni nutrizionali nonché il numero di calorie assunte, il database contiene ben oltre 300.000 tipi di alimenti. Ma Bing Salute e Benessere suggerisce anche centinaia di esercizi per allenarsi in tutta autonomia. Attente descrizioni accompagnate da foto e video tutorial, renderanno l’apprendimento semplice ed immediato. Una sorta di fitness tracker seguirà l’utente, mediante GPS, minuto per minuto, registrando tempi, distanza, velocità e calorie bruciate durante gli esercizi: corse, passeggiate a piedi o in bici, a seconda delle preferenze.

…e quella per IPhone

nutrivalue cookbookLa versione per iPhone è NutriValues, un’App che ugualmente aiuta a tenere sott’occhio i valori nutrizionali e le calorie degli alimenti. Ma c’è di più, navigando nella sezione Foods, l’app consente di creare personali ricette, tutte leggere e genuine. Per realizzarle è molto semplice, il primo passo è selezionare gli ingredienti che si intendono usare e indicarne la quantità impiegata (in grammi), l’App calcolerà precisamente le calorie. Dopo aver aggiunto tutti gli alimenti della ricetta, stando naturalmente attenti a non realizzare preparazione ipercaloriche, sarà possibile dare un nome al proprio piatto, descriverne il procedimento, indicare il numero delle calorie contenute ed aggiungere una foto. Nella sezione CookBook, verranno visualizzate tutte le ricette personalizzate salvate e, se si vuole, sarà possibile condividerle su Facebook tramite un click.

Ma in questa App non c’è spazio solo per gli alimenti, ma anche per i Cocktail. Nell’apposita sezione infatti è possibile trovare una vasta lista di cocktail, da quelli più noti a quelli meno, per ciascuno sono indicati: kcal e gradazione alcolica. Una volta selezionata la bevanda prescelta, comparirà un pop-up che illustrerà gli ingredienti da utilizzare per la preparazione. Uno strumento utile per chiunque voglia sperimentare la preparazione di cocktail light.

anteprima ristoranti etici

MANGIARE ETICO? UN’APP TI DICE DOVE

foto interna ristoranti eticiLeggere le recensioni on-line di ristoranti e pizzerie prima di recarvisi è ormai diventato un passaggio fondamentale, quasi inconsapevole. Tante le App disponibili ed i siti, più o meno accreditati, che sono pronti a fornire tutti i feedback degli utenti che già hanno avuto modo di “sperimentare” il luogo prescelto.

Ma i commenti che usualmente si leggono riescono a dare le reali garanzie di qualità dei menù proposti? L’associazione no-profit America for Animals si pone l’obiettivo di offrirle, attraverso la recente App per smartphone che cataloga e recensisce i ristoranti che, con impegno, offrono un menù di tipo etico.

Ma cosa si intende per cibo “etico”? Innanzitutto “sicuro” per la salute delle persone, prodotto da piante o animali non geneticamente modificati (OGM), che rispetta l’ambiente e la natura. Un concetto che si sta facendo sempre più strada tra le esigenze dei consumatori e che vede nella trasparenza produttiva e nella tracciabilità dei prodotti, senza dubbio dei punti a favore.

In questo caso, l’associazione vuole contribuire, nel suo piccolo, ad aiutare le persone a scegliere del cibo sano e “pulito” e per farlo ha sviluppato l’applicazione “The Humane Eating Project”, dove per ‘humane eating’ si intende un’alimentazione “umana”, compassionevole.

L’applicazione Humane Eating Project non solo indica dove è possibile trovare i ristoranti per vegetariani e vegani, ma più in generale segnala i ristoranti che si riforniscono da allevamenti non-intensivi.

foto cell ristoranti eticiAd oggi l’app raccoglie oltre 16.000 ristoranti, nei quali si può mangiare bene e sapere da dove proviene ciò che viene servito in tavola. I ristoranti sono suddivisi in vegani, vegetariani e ristoranti tradizionali riferendosi a quelli che servono carne e  pesce. Le diverse tipologie sono contraddistinte da colori diversi e vengono localizzati su una mappa. Per ciascuno è possibile risalire con certezza ad una serie di informazioni sui fornitori.

La finalità che si pone il progetto è quella di sostenere i ristoranti che vogliono scegliere metodi di ristorazione più etici, sostenibili e rispettosi dell’ambiente e delle specialità autoctone. Per far ciò periodicamente l’associazione America For Animals invia ad alcuni gestori di locali, suggeriti dagli stessi utenti, una lettera in cui si danno consigli su come modificare il proprio menù in questa direzione.