Archivi categoria: Passione in cucina

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CONSIGLI SU COME TAGLIARE I SALUMI

shutterstock_137320091Per esaltare il gusto di un salume è di primaria importanza  riuscire ad ottenere il giusto taglio, una fetta troppo grossa può rendere difficile la masticazione e quindi può rovinare l’esperienza dell’assaggio.  I veri amanti dei salumi spesso trovano spazio nella propria casa per un’affettatrice grazie alla quale provare il grande piacere di assaporare sempre salumi appena affettati.

Se si parla di salumi crudi o cotti come la mortadella, il prosciutto cotto, il crudo, la bresaola e il culatello, per assaporarli al meglio l’ideale è tagliarli molto sottili al fine di ottenere la piacevole sensazione di sciogliersi in bocca velocemente, non troppo sottili però, altrimenti si rischierebbe di non riuscire ad ottenere una fetta intera. Ci vuole un po’ di pratica. È importante inoltre, rispettare la struttura del salume e seguire in modo trasversale la direzione delle fibre muscolari del pezzo. Per regolare con precisione il taglio della fetta è necessario utilizzare la manopola che si trova solitamente sul lato dell’affettatrice, con qualche tentativo si dovrebbe trovare lo spessore più giusto .

shutterstock_419440456Un altro elemento da tenere in considerazione quando si taglia un salume è la lama che si utilizza, è importante infatti che non sia surriscaldata perché potrebbe alterare il sapore del salume, meglio quindi aspettare qualche secondo tra un taglio e l’altro per essere sicuri di un risultato ottimale.

shutterstock_483866977Il salame invece deve essere tagliato tenendo conto della dimensione e della stagionatura per non rischiare di trovarsi con fette sbriciolate o un taglio che non riesce ad arrivare fino fondo senza riuscire ad ottenere fette intere. Alcuni salami richiedono un taglio dritto come il salame Milano, altri invece un taglio obliquo, in ogni caso, mai troppo spessa, è consigliabile che non superi la dimensione di un grano di pepe.

Ci sono poi alcuni prodotti particolarmente pregiati e di lunga stagionatura che richiedono un taglio al coltello e per i quali utilizzare l’affettatrice sarebbe un’eresia, in questo modo infatti le proprietà organolettiche vengono mantenute intatte e si riesce ad esaltarne alla perfezione l’aroma.

Con un po’ di pratica, tanta attenzione e seguendo queste semplici regole in poco tempo si riusciranno facilmente ad ottenere ottimi risultati con la propria affettatrice.

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VINO ROSSO, FORMAGGI E SALUMI DA ABBINARE… AL PESCE!

shutterstock_307723376L’abbinamento pesce e salumi sicuramente è inconsueto, così come quello che prevede l’accostamento del vino rosso o addirittura del formaggio al pesce. Accostamenti di sapori utilizzati solo raramente, ma non vietati dai grandi Chef. Negli ultimi anni ad esempio molti sommelier hanno aperto le porte a certi vini rossi da bere con alcune preparazioni di pesce. I rossi giovani, magari serviti freschi, possono esaltare alla perfezione piatti come il caciucco, un rosso brioso invece, è perfetto con l’anguilla e, in generale, tutti pesci grassi come tonno e salmone, magari cucinati alla griglia o serviti crudi.

Al contrario mshutterstock_39596101eglio evitare l’ardito accostamento con crostacei o fritti, perché piatti dal sapore già troppo forte, in questo caso molto meglio vini bianchi secchi o le bollicine dello spumante.

Alcuni dei vini adatti ad essere serviti freschi e accompagnare i piatti di pesce sono il Bardolino, il Marzemino, il Chianti giovane, il Grignolino del Monferrato, la Barbera, la Bonarda, la Croatina dell’Oltrepò Pavese anche il Lambrusco.

shutterstock_312869534L’unione tra il pesce e latticini fa indubbiamente storcere il naso, ma se si pensa al golosissimo abbinamento pane, burro e alici, tutti i dubbi potrebbero scomparire in un attimo. I più curiosi devono provare però una pizzaiola con pomodoro e mozzarella e pesce spada al posto della consueta bistecca. È importante anche in questo caso scegliere i pesci giusti con i formaggi più adatti. Ottime anche le cozze al gorgonzola, un gusto un po’ ardito , ma golosissimo!

Anche i salumi si possono abbinare al pesce, le cappesante avvolte nella pancetta sono un grande classico,  una squisitezza proposta con tale frequenza che è entrata già da tempo a far parte della “normalità”. Ma sono da provare anche gli involtini di filetti di merluzzo avvolti nella pancetta o anche nello speck, un secondo velocissimo, molto saporito e che stupirà gli ospiti. La sogliola invece è ottima con il prosciutto crudo per degli involtini “uno tira l’altro”.

Tutte idee perfette si si vuole preparare un pranzo o una cena capace di lasciare tutti senza parole!

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CONSIGLI PER UN LENTO RIENTRO DALLE VACANZE

Le vacanze sono ormai finite e il rientro alla normalità non è sempre semplice, capita spesso di sentirsi un po’ stanchi e di non avere nessuna voglia di riprendere i soliti ritmi e abitudini. Durante questi primi giorni, per rendere il rientro un po’ più soft, ci si può organizzare per fare poca fatica, almeno in cucina.

Spesso in vacanza si frequentano con particolare piacere i ristoranti per assaggiare le specialità del luogo e al rientro non sempre si ha voglia di tornare ai fornelli. Per questo può essere una buona idea preparare piatti velocissimi oppure in grandi quantità per ridurre al minimo il tempo da passare in cucina.

shutterstock_420898798La parmigiana di melanzane, ad esempio, è perfetta da preparare in questo periodo perché si possono sfruttare le ottime melanzane ancora di stagione. Prepararne una teglia molto grande può essere una scelta furba, perché si può poi surgelare in monoporzioni e assicurarsi così pranzi o cene gustose e da preparare senza alcuna fatica, ma trasferendo semplicemente in forno la porzione dal freezer al forno. Per evitare che il passaggio in forno ne bruci la superficie, dopo qualche minuto è consigliabile coprire la parmigiana con della carta argentata. Se poi durante le vacanze ci si è lasciati andare a qualche vizio di troppo si può preparare con melanzane grigliate per evitare il fritto, i puristi sicuramente inorridiranno, ma la linea ringrazierà.

shutterstock_667618144Anche le torte salate possono essere una veloce e facile soluzione per pasti stuzzicanti e pronti con poca fatica. Utilizzando le basi di sfoglia e brisée che si trovano facilmente nei supermercati e unendo un po’ di fantasia, si possono farcire in pochi minuti e ottenere ottimi risultati senza sforzi. Da provare ad esempio, la farcitura con ricotta, uova, prosciutto, cotto e porri, una versione di Quiche Lorraine con un netto taglio alle calorie. Oppure si può preparare finta pizza  davvero squisita farcendo la sfoglia con ricotta, formaggio grattugiato, un uovo per legare e coloratissimi e dolcissimi pomodorini. shutterstock_30228331L’insalata di riso è un’altra possibilità per preparare pasti in modo facile e veloce, inoltre si mantiene fresca in frigorifero per 2 o 3 giorni quindi preparandone in quantità abbondante può risolvere il problema di almeno due pasti.

Anche la pizza surgelata può diventare un’ottima cena in pochi minuti e, personalizzandola con del Gran Biscotto, pomodorini e rucola diventerà un piatto da leccarsi i baffi. E se la voglia di cucinare manca completamente, si può farcire un’ottima focaccia con Salame Snello, abbinato ad una bibita sembrerà di essere ancora in riva al mare e con un po’ di fantasia si potrà sentirne ancora la tipica brezza.

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LE UOVA NON SONO TUTTE UGUALI

shutterstock_195673823Le uova sono un alimento importante nella dieta quotidiana perché ricche di proteine. Un uovo medio fornisce 6,5 grammi circa di proteine e il fabbisogno quotidiano globale medio si aggira intorno ai 60-70 grammi, sono inoltre piuttosto semplici da digerire quindi adatte a bambini e ad adulti.

shutterstock_483204463In vendita si trovano numerose qualità di uova ed è importante saper scegliere le più indicate per le  proprie preparazioni. Se si vuole fare, ad esempio, la pasta fresca e ottenere un risultato di un giallo intenso è consigliabile utilizzare le uova con un tuorlo particolarmente giallo. La colorazione del tuorlo dipende dall’alimentazione delle galline, le uova dal tuorlo quasi arancione solitamente sono alimentate prevalentemente di mais. Il colore del guscio invece è legato esclusivamente a fattori genetici. Alcune razze producono uova dal guscio bianco, altre marroncine come quelle che troviamo più comunemente nei nostri supermercati.

Per la preparazione delle torte invece è importante prestare attenzione alla dimensione delle uova. In vendita, infatti, si trovano quattro diverse taglie. Le uova della categoria XL pesano dai 73 grammi in su, il peso delle L varia dai 63 ai 73 grammi. Le uova di dimensioni medie (M) oscillano tra i 53 e i 63 grammi; le uova di taglia S, infine, pesano meno di 52 g. Differenze che possono essere importanti per ottenere un buon risultato, per questo spesso nelle ricette per i dolci, in cui la quantità di uova è particolarmente importante, spesso viene suggerito il peso in grammi e non il numero di uova necessarie.

shutterstock_244693852Capire se le uova che abbiamo nel frigorifero sono ancora fresche è semplicissimo, è sufficiente metterle in un bicchiere, di acqua se l’uovo si appoggia sul fondo è freschissimo, invece meno l’uovo è fresco più si avvicina alla superficie e se arriva addirittura a galleggiare è consigliabile non mangiarlo e non utilizzarlo nella preparazione di una ricetta per non rischiare di rovinare tutto.

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LA SENAPE, UNA SALSA INTERNAZIONALE

La tradizione italiana la usa principalmente per abbinarla ad arrosti, nel resto del mondo è utilizzata per preparare inconfondibili sandwich e  ottimi hot dog. Parliamo della senape, una salsa presente nella cucina un po’ di tutto il mondo.

shutterstock_300318590Si ottiene con la farina dei semi di una pianta che fa parte della famiglia delle brassicacee o crocifere. Ci sono testimonianze della presenza della senape in Europa fin dai tempi dei Greci.

La Francia ha una lunga tradizione legata a questa salsa. Risale al 1500, la prima corporazione di produttori a Orléans, ma è Digione ad essere diventata particolarmente famosa per la sua senape e dove vengono prodotte tutt’oggi salse di diverse varietà di senape.

In Inghilterra invece viene prodotta una senape dal sapore più forte a causa dell’aggiunta tra gli ingredienti del pepe di Cayenna e della curcuma. Anche la cucina giapponese e prevede l’utilizzo di una salsa a base di semi di senape che viene chiamata karashi e che accompagna, donando una forte piccantezza, zuppe, snack e altre pietanze tipicamente consumate in questo paese.

In Germania e in Austria non può mancare come accompagnamento dei tradizionali e numerosissimi wurstel e salsicce che caratterizzano le cucine di questi due paesi.

In Inghilterra e Francia la senape viene chiamata mustard e moutard, da non confondere con l’italianissima mostarda che con la salsa di senape condivide solo l’essenza dei semi di senape tra gli ingredienti.

Chi ama preparare in casa le salse può facilmente cimentarsi anche nella produzione di una senape casalinga, con la quale preparare questi ottimi Grissini di Prosciutto Crudo Snello con senape e pasta fillo. Il procedimento è davvero facile, e la soddisfazione nell’assaggiare il tipico sapore piccante di questa particolare salsa in versione homemade, sarà grandissima!

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Ingredienti

80 g semi di senape gialla

30 g semi di senape nera

80 g di acqua

80 g di aceto

10 cl di olio di semi di girasole

30 g di zucchero di canna

Sale q.b.

Preparazione

Fai riposare i semi di senape in una miscela di acqua e aceto per una notte. Il giorno dopo frulla i semi con lo zucchero e l’olio e aggiusta di sale.

Asparagi alla Bismarck

L’OMAGGIO MILANESE AL “CANCELLIERE DI FERRO”: GLI ASPARAGI ALLA BISMARCK

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Asparagi alla BismarckSono dedicati ad uno dei più celebri personaggi della storia tedesca gli “Asparagi alla Bismarck”, lessati al dente e accompagnati da una spolverata di grana, da un uovo al tegamino e da un pizzico di pepe. Eppure, a dispetto del nome, le loro origini non sono da ricercare in Germania, ma nella nostra Penisola, in particolare nelle campagne lombarde: non a caso vengono chiamati anche “Asparagi alla milanese” e sono una presenza fissa nei ristoranti meneghini, che li servono come antipasto o secondo, tra le più famose specialità locali come il risotto allo zafferano, la cotoletta o l’ossobuco. Continua a leggere

fave fresche sul tavolo di legno

LE RICETTE REGIONALI CON LE FAVE FRESCHE PER PORTARE LA PRIMAVERA IN TAVOLA

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fave fresche sul tavolo di legnoNel Centro e nel Sud Italia, le fave fresche che si trovano al mercato dalla fine di marzo alle prime settimane di giugno sono protagoniste di saporite ricette della tradizione, nate secoli fa nelle case più umili, dove in passato questi legumi erano diffusissimi perché nutrienti ma soprattutto poco costosi. Quelle piccole e particolarmente tenere a Roma e a Napoli si mangiano crude – rispettivamente insieme al pecorino e alla ricotta salata –, nel periodo pasquale e nelle settimane successive, mentre le più grandi vengono utilizzate per preparare minestre, sfiziosi contorni o zuppe da gustare tiepide o fredde, abbinate con il pane abbrustolito. Continua a leggere

Easter table setting with spring flowers and cutlery

I 20 PIATTI TIPICI REGIONALI DELLA PASQUA ITALIANA

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Easter table setting with spring flowers and cutleryDa Nord a Sud del Belpaese, il protagonista della tavola di Pasqua è sicuramente l’agnello, diffuso quasi ovunque, ma ci sono anche tante pizze e torte salate che vengono consumate a colazione o come antipasto, accanto alle uova sode – che per la loro forma circolare, senza inizio né fine, simboleggiano la Resurrezione – e ai salumi.

E poi ortaggi di stagione, come le puntarelle laziali o le ‘castraure’ venete, la pasta fatta in casa dell’Emilia o i ricchi sformati siciliani: la domenica di resurrezione in ogni località della Penisola c’è una ricetta speciale che non può mancare in questo giorno di festa. Continua a leggere

Colomba di pavullo - Dolci Emilia Romagna

QUATTRO MORBIDE SFOGLIE FARCITE COL SAVÒR: LA COLOMBA PASQUALE DI PAVULLO

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Colomba di pavullo - Dolci Emilia RomagnaNelle pasticcerie e nelle cucine di Pavullo nel Frignano, sulle colline di Modena, tra il Mercoledì e il Giovedì Santo comincia la preparazione della Colomba, il delizioso dolce di Pasqua tipico di questo borgo dell’Appennino Emiliano. Il nome non deve trarre in inganno, perché con la celebre colomba di Milano quella di Pavullo condivide soltanto la forma: è, infatti, una golosa torta di origine contadina, formata da quattro sfoglie di pasta lievitata e farcita con il Savòr, una composta di mosto cotto d’uva e frutta. Spennellata con un uovo battuto e ricoperta da granelli di zucchero, viene cotta in forno e gustata fredda, tagliata a fette sottili, al termine del ricco pranzo modenese della domenica di Resurrezione, a base di lasagne verdi (o tagliatelle) con besciamella e ragù, agnello arrostito con i piselli o, in alternativa, coniglio alla cacciatora. Continua a leggere

Fettuccine Alfredo

IL SEGRETO DELLE FETTUCCINE ALL’ALFREDO

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Fettuccine AlfredoLe fettuccine con burro e parmigiano sono amatissime da adulti e bambini: grazie al loro sapore delicato e alla consistenza cremosa piacciono proprio a tutti e sono perfette per una ‘cena dell’ultimo minuto’, quando il tempo da trascorrere ai fornelli è poco o la dispensa è vuota, ma non si vuole rinunciare a qualcosa di appetitoso. Forse non tutti sanno che questa semplice e buonissima ricetta ha alle spalle oltre un secolo di storia e che – all’estero molto più che in Italia – è famosa con il nome di “Fettuccine all’Alfredo”. Continua a leggere

tartrà su crema di piselli e pancetta croccante

DA PIATTO UNICO AD ANTIPASTO: IL TARTRÀ, IL BUDINO SALATO DEL PIEMONTE

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Uno sformato dalla consistenza irresistibilmente soffice, che al palato si scioglie, e dal profumo buono e intenso delle erbe di campagna appena raccolte. È il Tartrà (o Tartra, senza l’accento), un’antica specialità della gastronomia povera piemontese, originaria delle Langhe e del Monferrato, due territori – rinomati per i vigneti secolari che nel 2014 sono diventati Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco – dalla forte vocazione contadina, dove in passato dai pochi ingredienti che la terra metteva a disposizione nascevano piccoli capolavori del gusto, come la panada, una minestra di pane raffermo resa nutriente dall’uovo sbattuto e dal formaggio grattugiato, o i tajarin, sottili tagliatelle che venivano condite con ragù di frattaglie e fegatini di pollo. Continua a leggere

Penne all'arrabbiata

POCHI E SEMPLICI INGREDIENTI: LA FORTUNA DEL SUGO ALL’ARRABBIATA

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Penne all'arrabbiataPomodori freschi o pelati, olio extravergine di oliva, aglio, una spolverata di pecorino romano, prezzemolo e, soprattutto, abbondante peperoncino piccante. Dall’unione di questi semplici ingredienti nasce una delle specialità più celebri della cucina della Capitale e del Lazio: il sugo all’arrabbiata. Uno di quei piatti ormai considerati ‘patrimonio nazionale’, immancabili nei ristoranti dell’intera Penisola e in quelli italiani all’estero. Non è difficile immaginare perché viene chiamato così: il suo gusto esplosivo, infatti, scatena un immediato rossore nel viso di chi lo mangia, proprio come quando si prende una bella arrabbiatura! L’ideale perciò è accompagnarlo con un buon bicchiere di vino rosso, scegliendone uno armonico e non troppo corposo che sappia ‘ammorbidirne’ il sapore, come il Montepulciano d’Abruzzo o il Trebbiano di Romagna. Continua a leggere

Cantuccini toscani

GIÀ AMATI DA CATERINA DE’ MEDICI, I CANTUCCI TOSCANI OTTENGONO L’IGP

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Cantuccini toscaniImpossibile passeggiare per Firenze, Pisa o Siena senza lasciarsi tentare dai fragranti Cantucci esposti nelle vetrine di forni e pasticcerie. Delicatamente profumati, resi croccanti dalla generosa presenza delle mandorle intere, i deliziosi biscotti sono da sempre considerati il dolce simbolo della Toscana. Tra i loro estimatori più illustri c’era anche Hermann Hesse, che durante i suoi frequenti viaggi tra Firenze e Fiesole ne faceva grandi scorte, convinto che i cantuccini avessero il merito di fargli tornare il buonumore! Continua a leggere

Vitello tonnato

VITELLO “TONNATO”, MA IL TONNO IN ORIGINE NON C’ERA

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Vitello tonnatoPrendete un chilogrammo di vitella di latte, nella coscia o nel culaccio, tutto unito e senz’osso, levategli le pelletiche e il grasso, poi steccatelo con due acciughe”. Comincia così la descrizione del Vitello Tonnato fatta da Pellegrino Artusi nella sua Scienza in cucina e l’arte del mangiar bene del 1891, uno dei piatti più celebri della cucina piemontese che rappresenta una delle ‘bandiere’ gastronomiche dell’Italia nel mondo. Ricetta simbolo degli anni ’80 del secolo scorso, poi quasi scomparsa dai menù di ristoranti, gastronomie e tavole calde dove oggi sta tornando da protagonista, riscoperta nella sua versione più autentica legata proprio a quell’aggettivo che lo caratterizza – tonnato – che poco o nulla ha a che fare con tonno. Il termine dialettale tonné, tradotto con “tonnato”, infatti, derivava dal francese tanner (“conciare”) ed era in realtà riferito al metodo di cottura della carne, che veniva appunto conciata con vino, aceto e aromi. Continua a leggere

Krapfen

DAL TRENTINO ALLA SICILIA, L’IRRESISTIBILE BONTÀ DEI KRAPFEN DI CARNEVALE

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Krapfen

Pochi sanno che il Krapfen è uno dei classici dolci di Carnevale. Anche perché oggi lo si trova tutto l’anno, a differenza di chiacchiere e castagnole. Appartiene alla tradizione altoatesina che si divide la paternità con quella austriaca. In Toscana ed Emilia Romagna queste deliziose frittelle sono più conosciute come “bomboloni”, a Roma diventano “bombe”, protagoniste anche di una celebre canzone di Antonello Venditti, in Campania e Sicilia “graffe”, un nome evidentemente derivato da Krapfen. Un tempo semplici frittelle di pasta lievitata poi passate nello zucchero, oggi l’unico limite alla farcitura è la fantasia. E se quella classica è ripiena di confettura, crema pasticcera o al cioccolato, oggi la versione più diffusa è senza dubbio con la Nutella che ha quasi spodestato la marmellata. Continua a leggere

crema fritta

A VENEZIA NON È CARNEVALE SENZA LA CREMA FRITTA

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crema frittaIn tutto il mondo è conosciuta per il suo Carnevale, ma Venezia è anche la patria dei dolci più buoni della tradizione carnescialesca, come le fritole – frittelle di farina, uova, zucchero, uvetta, latte e rhum –, i galani – le sottili striscioline di impasto fritte diffuse in tutto il Belpaese, col nome di chiacchiere, cenci o frappe – e le castagnole – piccole zeppole che fanno parte anche della tradizione emiliana e laziale. E poi la crema fritta, che nel capoluogo veneto si trova ovunque nei giorni precedenti il Carnevale. È un dolce ottenuto lavorando una soffice e golosa crema pasticcera, che viene lasciata raffreddare, tagliata in piccoli pezzetti, passata in albume e pangrattato e infine immersa in abbondante olio di semi o burro. Continua a leggere

Insalata di lenticchie e farro

TORNARE IN FORMA DOPO LE FESTE CON LE INSALATE D’INVERNO

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Le insalate invernali sono preziose “tornare alla normalità” dopo gli abbondanti cenoni e pranzi natalizi a base di paste ripiene, capponi, fritti e dolci: l’ideale è prepararle scegliendo frutta e ortaggi di stagione dal potere depurativo e drenante – finocchi, carciofi, arance, rucola – e condirle con un filo d’olio extravergine e poco sale, aggiungendo succo di limone, aceto balsamico o salsa di soia per renderle più saporite. Continua a leggere

Aspic

L’ASPIC, UNA RICETTA FRANCESE PER IL CENONE DI CAPODANNO

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AspicCon il tonno, con le uova o il prosciutto cotto, i peperoni o i sottaceti, il pollo o il manzo, il salmone o i crostacei. L’aspic è una celebre ricetta originaria della cucina francese, ma conosciuta e apprezzata anche nel resto d’Europa – in particolare tra Germania, Austria, Finlandia, Croazia –, in Russia e nella nostra Penisola: una preparazione di carne, pesce o verdure in gelatina – da mangiare fredda –, che con il suo gusto raffinato e la forma elegante è perfetta per stupire gli ospiti durante un’occasione speciale. Nelle case e nei ristoranti di Milano rappresenta il classico antipasto del Cenone di Capodanno, precedendo gli agnolotti in brodo di cappone e l’immancabile zampone (o cotechino) con le lenticchie. Continua a leggere

Cappelletti in brodo

IL MENU NATALIZIO DI PELLEGRINO ARTUSI

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Cappelletti all’uso di Romagna, crostini di fegatini, cappone lesso accompagnato da un delicato sformato di riso verde, pasticcio di lepre e faraona arrosto. E per dessert Panforte di Siena, Pane certosino di Bologna e gelato alla crema, perché “oltre ad appagare il gusto, avendo la proprietà di richiamare il calore allo stomaco, aiuta la digestione”. Sono le ricette suggerite da Pellegrino Artusi per il pranzo del giorno di Natale, riportate nelle ultime pagine del celebre volume La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene (1891), considerato il primo manuale ‘italiano’ di gastronomia. Un menu interamente a base di carne, nel rispetto della tradizione regionale: fino a non molti decenni fa, infatti, per le famiglie più umili il Natale era spesso l’unico giorno dell’anno in cui ci si concedeva questo alimento così costoso, perciò da Nord a Sud della Penisola le tavole erano dominate da capponi, agnelli, vitelli, per celebrare la nascita di Gesù, ma anche per assicurarsi un futuro più prospero con una sorta di rito propiziatorio. Continua a leggere

Panpepato ferrarese

IL “NOBILE” PAMPEPATO FERRARESE

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Panpepato ferrareseGià apprezzato alla mensa degli Estensi nel XVI secolo, il Pan Pepato (o Pampepato) è il dolce simbolo di Ferrara e al tempo stesso una delle più golose specialità che la nostra Penisola offre nel periodo natalizio. Chiamato anche “Pampapato” – il suo aspetto ricorda infatti quella della papalina, il copricapo dei pontefici –, è da sempre considerato un dolce nobile, perché fatto con ingredienti pregiati che in passato soltanto le famiglie più agiate potevano permettersi: mandorle tostate, cacao, cedro candito, scorze di arancia, limone e mandarino, zucchero o miele, che vengono mescolati con farina e acqua fino a ottenere un composto dalla consistenza robusta. Continua a leggere

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PARROZZO PESCARESE, IL DOLCE NATALIZIO AMATO DA D’ANNUNZIO

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A dicembre, nelle pasticcerie e nelle case d’Abruzzo fa la sua comparsa un dolce che non può mancare sulle tavole natalizie della regione: il parrozzo. È una torta dalla forma caratteristica ed elegante, che ricorda quella di una cupola, impastata con farina di grano tenero e fecola di patate – talvolta sostituiti dal semolino –, mandorle dolci pestate nel mortaio, zucchero, burro, uova e la scorza grattugiata di un’arancia o di un limone, per un tocco di freschezza. Ma l’ingrediente che dà a questa specialità l’inconfondibile retrogusto è la mandorla amara – se ne utilizzano non più di sette o otto –, tritata assieme a quelle dolci: rara e difficile da trovare, può essere sostituita da un bicchierino di liquore all’amaretto oppure dalle armelline, i semi racchiusi nel nocciolo dell’albicocca. Quando è cotto, il dolce viene ricoperto da una golosa glassa al cioccolato fondente. Continua a leggere

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LA MICOOULA VALDOSTANA, IL GOLOSO PANE NATALIZIO CON FICHI E CASTAGNE

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Hône, nella bassa Valle d’Aosta, è un paesino di poco più di 1.100 anime nella Valle di Champocher, circondato dalle montagne e dai boschi. Da secoli i suoi abitanti, a Natale, preparano la Micooula, una pagnotta piccola e scura ma prelibata, che dal giorno dell’Immacolata e per tutta la durata delle feste diventa immancabile nei forni e nelle case del borgo. È impastata con farina di segale – che le conferisce il caratteristico colore marrone – mista a quella di frumento, lievito madre, acqua e resa golosa da castagne lesse, fichi secchi, noci spezzettate, uva passa e scaglie di cioccolato fondente. Continua a leggere

Thanksgiving turkey

DA OLTRE 150 ANNI È IL PROTAGONISTA DEL PRANZO DEL RINGRAZIAMENTO: IL TACCHINO RIPIENO

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Giovedì 26 novembre è il Giorno del Ringraziamento, la festa americana per eccellenza. E, come tradizione da oltre 150 anni, sulla tavola delle famiglie riunite per l’occasione il piatto forte sarà il classico tacchino ripieno. Farcito generosamente e cotto al forno, è il protagonista assoluto del ricco pranzo del Thanksgiving Day, tanto che la festa tra gli americani è soprannominata scherzosamente Turkey Day, ‘Giorno del tacchino’. Continua a leggere

Penne alla norcina

LA “DOPPIA PERSONALITÀ” DELLA PASTA ALLA NORCINA

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Penne alla norcina

Se vi fermate a mangiare in un ristorante di Norcia, Perugia, Terni o di qualsiasi altra cittadina umbra e desiderate gustare un buon piatto di “pasta alla norcina”, chiedete prima allo chef con quali ingredienti lo prepara, perché potreste trovarvi di fronte a una pietanza completamente diversa dalle vostre aspettative! Continua a leggere

Polenta pasticciata con salsiccia e formaggio fuso

LA POLENTA PASTICCIATA, UNA SUCCULENTA RICETTA PER I MESI FREDDI

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Nelle giornate fredde, quando cresce la voglia qualcosa di succulento e sostanzioso, non c’è niente di meglio che portare in tavola uno dei piatti più buoni della tradizione regionale italiana: la polenta pasticciata. Una ricetta ‘che fa subito autunno’, ideale da cucinare per il pranzo della domenica in famiglia o per una cena con gli amici. Va preparata sistemando la polenta a fette – precedentemente cotta in un tegame con acqua o latte e lasciata raffreddare – in una teglia imburrata e alternandola con il ripieno (ragù e funghi secchi, fontina, ma anche fegatini di pollo o gamberetti, a seconda della zona), poi facendo gratinare il tutto in forno per una mezz’oretta con una spolverata di formaggio grattugiato. Il risultato è in grado di ‘rimettere al mondo’ chiunque. Continua a leggere

Tavola di Halloween

HALLOWEEN “ALL’ITALIANA” CON IL MENU A BASE DI ZUCCA

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Tavola di HalloweenNon è una tradizione del nostro Paese, ma da diversi anni la festa di Halloween è entrata anche nelle case italiane. E se per i più piccoli la vigilia di Tutti i Santi significa mascherarsi e bussare alle porte dei vicini chiedendo “Dolcetto o scherzetto?”, come fanno i loro coetanei oltreoceano, per gli adulti diventa un’occasione per trascorrere qualche ora in compagnia, tra piatti golosi e un buon bicchiere di vino. Continua a leggere

Marocca di Casola

IL PANE DI CASTAGNE, DA RICETTA POVERA A PRODOTTO GOURMET

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Marocca di CasolaOggi non è difficile trovarlo nelle migliori panetterie o nei banchi dedicati della Grande distribuzione. Ma è considerato un prodotto gourmet. È il Pane di castagne, che per secoli ha rappresentato il sostitutivo di quello di grano nei mesi invernali. Conosciuto anche come “Pane Martino”, è chiamato così perché in molte regioni viene tradizionalmente preparato per festeggiare la cosiddetta estate di San Martino, l’11 novembre. È molto gustoso con i pomodori e con i formaggi freschi come le caciotte di pecora o la ricotta, prodotti che non mancavano mai nelle case dei contadini. Ottimo per la colazione perché molto nutriente, ancor di più se consumato con del burro, marmellate o il miele. Secco lo si utilizzava e lo si utilizza nelle zuppe. Ancora oggi il consumo è molto legato alle tradizioni locali e ai prodotti tipici del territorio. Continua a leggere

Focaccia con cipolle

CON LE CIPOLLE, I CICCIOLI E L’OLIO DI FRANTOIO: LE FOCACCE DEL MOLISE

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È famosa per la pasta fatta in casa, come i cavatelli e i fusilli, per gli spezzatini di carne di pecora, per i salumi come la soppressata e il capocollo. Ma la cucina del Molise merita di essere apprezzata anche per le focacce i e i pani ‘conditi’. Antiche ricette contadine nate nelle cucine più umili, dalla necessità di sfamarsi con quel che c’era in dispensa – i ciccioli ottenuti durante la lavorazione dello strutto, il guanciale, qualche pezzo di caciocavallo o di pecorino, le acciughe – o con gli ingredienti coltivati nell’orto di casa, come le cipolle, le bietole, i peperoncini. Continua a leggere

quiche Lorraine

SFOGLIA CROCCANTE E FARCITURA CREMOSISSIMA, IL SEGRETO DELLA QUICHE LORRAINE

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Un guscio di pasta brisée che racchiude un ripieno soffice e vellutato, a base di uova sbattute, pancetta affumicata e crème fraîche (panna acida). È la quiche lorraine, celebre specialità della cucina francese che negli anni ha conquistato i palati di tutta Europa, Italia compresa. Il segreto del suo successo sta nel contrasto tra la sfoglia croccante e la farcitura, cremosissima ma dal sapore deciso. Ma anche nella rapidità con cui può essere preparata, scegliendo dischi di brisée già pronti e realizzando il ripieno in pochi, semplici passaggi. Continua a leggere

natalialimentari.it

UNA GOLOSA BOSCAIOLA PER DARE IL BENVENUTO ALL’AUTUNNO

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Come dare il benvenuto all’autunno appena arrivato? Cucinando una prelibata “boscaiola” con i funghi porcini che troviamo in tutti i mercati, o che magari abbiamo raccolto con le nostre mani durante una passeggiata fuori città. Continua a leggere

Salsa rubra

SALSA RUBRA, L’ALTERNATIVA ITALIANA AL KETCHUP

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Salsa rubraSettembre, tempo di conserve da preparare con gli ortaggi maturati al sole e gustare per tutto l’inverno, conservandole ben chiuse in dispensa e tirandole fuori per una cena speciale in famiglia o con gli amici. Una specialità da riscoprire in questo periodo è la Salsa rubra piemontese, che prende il nome dal suo ingrediente protagonista, il pomodoro, prima sbollentato e poi cotto a lungo con peperoni, sedano, carote, aglio e cipolle. Resa cremosissima dall’aggiunta di abbondante olio extravergine d’oliva, questa salsa si caratterizza per il profumo intenso (viene aromatizzata, infatti, con alloro, prezzemolo, basilico e salvia) e per il sapore importante, dato dall’aceto e da un mix di spezie dolci e piccanti (cannella, peperoncino, senape in polvere). Continua a leggere

Confetture e conserve di ortaggi

LE CONFETTURE DI ORTAGGI PER ABBINAMENTI “DA CHEF”

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Confetture e conserve di ortaggiLa prima è stata la conserva di cipolle, preparata con la dolce Rossa di Tropea, da abbinare ai formaggi a media o lunga stagionatura. Poi sono arrivate quelle con i pomodori, i peperoni, le zucchine, le melanzane. Le confetture di ortaggi, sconosciute fino a qualche anno fa, piacciono sempre di più: sono in aumento coloro che si divertono a sperimentare unendo zucchero e verdure, per creare composte diverse dal solito e tenere sempre in dispensa qualcosa di raffinato e particolare. Spesso vengono servite nei numerosi agriturismi sparsi per la Penisola, con i salumi e i caci prodotti in azienda o sul pane appena sfornato. Continua a leggere

Smoothies

SMOOTHIES, JUICES, CENTRIFUGATI: TUTTI PAZZI PER LE BEVANDE “GREEN”

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Smoothies, centrifugati, veg-cocktail. E poi gli ultimi arrivati, i ‘juices, o più semplicemente succhi di frutta e verdura. L’estate è la stagione delle bevande green: coloratissime e salutari, dissetano con gusto, idratano e apportano all’organismo vitamine, minerali e antiossidanti, aiutandolo a fronteggiare meglio il caldo torrido. Diffusissime nelle spa e nei centri benessere, che le servono accanto a insalatone e cibi leggeri, compaiono sempre più spesso anche nei ristoranti degli stabilimenti balneari e nei locali di tendenza. Tanto che pure in Italia sono in un aumento i bar a tema che le propongono in tantissime varianti, dove recarsi per una pausa rinfrescante o per un sano e insolito aperitivo. Continua a leggere

pesto di pistacchi

IL PESTO ALTERNATIVO

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Si fa presto a dire pesto. Se il più famoso rimane quello alla genovese, con il basilico fresco e l’olio extravergine ligure, oggi con questo appellativo non si contano più soltanto le ricette della tradizione, ma anche preparazioni inedite nate dalla creatività di chef, foodblogger e di quanti sperimentano ai fornelli creando pietanze sempre nuove e inaspettate. Continua a leggere

Pinzimonio

IL PINZIMONIO, UNA RICETTA “DI TENDENZA”

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Olio extravergine di oliva, sale e pepe. Per intingerci ortaggi o verdure crude come carote, sedano, cetrioli o finocchi tagliati a listarelle, ma anche per condire pesce alla brace, una bruschetta o salumi. È il Pinzimonio. Molti italiani lo preparano e lo mangiano senza sapere neanche bene come si chiami e cosa sia. È una delle salse più diffuse e utilizzate nel nostro Paese e più semplici da preparare. Anche questo pochi lo sanno. Nel periodo estivo è il protagonista indiscusso degli happy hour e degli aperitivi, ma è presente sulla tavola tutto l’anno. Le varianti più diffuse sono con il succo di limone o con l’aceto, così come l’impiego a cui è generalmente associato è la classica “crudité” di verdure (in Pinzimonio, appunto)! Il segreto del suo successo sta nel fatto che è un piatto che permette di socializzare, dal momento che tutti attingono contemporaneamente dalla piccola ciotola in cui viene posto il condimento. Continua a leggere

Macedonia di frutta

DALLA COLAZIONE AL DESSERT, LA MACEDONIA, PROTAGONISTA DELL’ESTATE

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Frutta fresca tagliata a pezzetti, condita con zucchero e succo di limone o arancia, con l’aggiunta o meno di spumante o di un goccio di vino dolce o liquore. Coloratissima e dissetante, la macedonia è tra le protagoniste della tavola estiva. Può essere preparata tutto l’anno con la frutta di stagione, ma è durante i mesi caldi che diventa immancabile a tavola: ideale a fine pasto, si trasforma velocemente in un goloso dessert con l’aggiunta della panna montata, del gelato al fiordilatte o alla vaniglia, della crema di ricotta o del cioccolato fondente; abbinata allo yogurt, invece, diventa perfetta a colazione o per uno spuntino leggero e nutriente. Per un tocco in più qualcuno la insaporisce con un pizzico di cannella, dal profumo irresistibile, o di zenzero, che la rende piacevolmente piccante. Continua a leggere

Peperonata

LA PEPERONATA, PIÙ DI UN SEMPLICE CONTORNO

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PeperonataI peperoni, saporiti e carnosi, sono quanto di più buono la natura ci regala nei mesi caldi; uniti ai pomodori lasciati maturare al sole, a uno spicchio d’aglio, a una cipolla affettata e a dell’ottimo olio extravergine di oliva danno origine a un vero capolavoro della tavola dell’estate: la peperonata. Continua a leggere

Gazpacho

IL GAZPACHO ANDALUSIANO, LA ZUPPA D’ESTATE

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GazpachoPomodori maturi, peperoni rossi o verdi – se si preferisce un gusto più deciso – e cetrioli. Combinando questi tre ortaggi estivi, saporiti e nutrienti, nasce una tra le più celebri specialità della cucina spagnola: il gazpacho. Questa semplicissima zuppa fredda di verdure crude, insieme alla paella, rappresenta il piatto iberico più gettonato al mondo: diffusissimo anche nel nostro Paese, nei bar e locali italiani è protagonista di happy hour e aperitivi, servito in bicchieri di vetro – spesso con l’aggiunta di ghiaccio – e accompagnato da crostini di pane, gambi di sedano e fettine di pomodoro. Ma in patria il gazpacho si mangia a pranzo o a cena e i ristoranti di Madrid, Barcellona, Siviglia lo propongono nel menu del giorno, proprio come una normale minestra. Continua a leggere

cotoletta con osso

LA COTOLETTA O COSTOLETTA ALLA MILANESE

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cotoletta con ossoE’ uno dei grandi classici della cucina italiana. La cotoletta alla milanese, assieme a pochi altri piatti, è l’evergreen dei menù dei ristoranti così come a casa, dove è uno dei secondi homemade più diffusi. Continua a leggere

Lasagne con verdure

IL GUSTO ESTIVO DELLE LASAGNE

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Lasagne con verdureLasagna”, una parola che evoca ricchi condimenti, pranzi invernali con tante portate e sontuose tavole delle feste. E, invece, negli ultimi anni uno dei più celebri piatti della cucina italiana si è reinventato e alleggerito, diventando una pietanza perfetta per la bella stagione. Se le due lasagne per antonomasia restano la bolognese, con ragù e besciamella, e la napoletana, con fiordilatte, ricotta e polpettine, nei mesi caldi sono in aumento coloro che farciscono le sottili sfoglie di pasta all’uovo con verdure, sughetti al pomodoro fresco, pesce, pesto alla genovese. Continua a leggere