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HAMBURGER, LE ORIGINI E IDEE PER RICETTE DA PROVARE!

hambuerger classicCarne macinata, spezie, bacon, formaggio, pomodoro, insalata, salse e pane, questi gli ingredienti più utilizzati per preparare un hamburger, un tipico piatto d’oltreoceano che ha però un’origine europea.

Le polpette di carne bovina erano comuni nella città e nel porto di Amburgo e si pensa che i numerosi tedeschi immigrati negli Stati Uniti nel XIX secolo abbiamo contribuito alla diffusione della ricetta.

L’hamburger è un prodotto tipico dei fast food, ma negli ultimi anni è diventata anche una preparazione gourmet. Si sono moltiplicati i locali che preparano panini farciti con ingredienti gustosi e fantasiosi.

Prepararli a casa è semplice e si possono sperimentare numerose varianti per scegliere poi la propria preferita.

hambuerger legumiLa carne solitamente è di manzo, ma può essere anche di vitello o di pollo ad esempio. In generale è importante che non sia troppo magra per non rischiare di trovarsi un hamburger troppo stopposo dopo la cottura. Può essere insaporita con spezie come pepe, paprika, curry o zenzero. Un trito di prezzemolo basilico, rosmarino e erba cipollina possono contribuire a rendere l’hamburger davvero speciale.

Il classico bacon si può sostituire con lo speck magari abbinato alla scamorza per un gusto affumicato. Per un sapore più fresco invece si può scegliere di farcire panino con qualche fetta di prosciutto crudo, mozzarella e magari un po’ di rucola.

hamburgerOttimi possono essere anche gli hamburger preparati con merluzzo impanato o con salmone. Sono squisite anche le varianti di legumi, preparati con ceci magari abbinati a qualche fetta di coppa resa croccante in padella, fagioli o lenticchie che si possono impastare con un po’ di cotechino per ottenere una svizzera più morbida e saporitissima.

Si può variare anche sul tipo di pane. Solitamente si sceglie il panino bun, un pane molto soffice spesso ricoperto di sesamo, ma possono essere molto soddisfacenti anche panini con una crosta più croccante o magari ai cereali.

La fantasia è come sempre un’ottima alleata in cucina e permette di portare in tavola preparazioni gustose e sempre nuove.

 

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IL 5 E 5 UNA GOLOSISSIMA SPECIALITÀ LIVORNESE

shutterstock_264954122Nella zona di Livorno c’è una deliziosa specialità di strada chiamata 5 e 5. Si tratta di un panino, e in particolare un francesino, farcito con una torta di ceci tipica della zona. La farcitura qui viene comunemente chiamata Torta, dalle parti di Pisa la chiamano invece Cecìna mentre Farinata vicino a Genova e nel resto della Liguria.

Questa golosa pietanza nacque nel 1284, in occasione della Battaglia della Meloria, una storica battaglia navale tra  la Repubblica di Genova e la repubblica marinara di Pisa, quando una nave genovese che trasportava prigionieri pisani dalle parti di Livorno, si trovò ad affrontare una forte tempesta che portò gravi danni soprattutto alla stiva in cui venivano tenute le riserve di cibo. In particolare erano contenute grandi quantità di ceci e botti di olio che si mischiarono all’acqua di mare facendo pensare inizialmente che le provviste fossero tutte da buttare. Dopo qualche giorno le scorte di cibo iniziarono a scarseggiare e i marinai si trovarono costretti a nutrirsi con una pappetta composta da ceci, acqua e olio, l’ingegno però li portò a far essiccare il miscuglio al sole e il risultato fu un’appetitosa e croccante pietanza.

shutterstock_430623736L’improvvisato esperimento culinario si trasformò subito in vera e propria ricetta quando i genovesi provarono a sostituire l’essiccamento al sole con una più semplice cottura in forno, inventando così la farinata.

Pare che il nome del panino farcito con questa preparazione a base di farina di ceci nacque intorno agli anni 30, quando il prezzo del pane e della torta era proprio di 5 centesimi e da qui l’abitudine dei clienti di chiedere appunto un “5 centesimi di pane e 5 centesimi di torta di ceci“. Secondo altri invece era il panino che tradizionalmente consumavano gli operai a fine lavoro: proprio alle 5 e 5.

Spesso viene farcito con le melanzane “sotto il pesto”, una preparazione tipica della zona che prevede la frittura delle melanzane che vengono poi insaporite da un condimento a base di aceto, aglio e prezzemolo. Per rispettare tutte le tradizioni è poi doveroso assaporare il delizioso panino con un’ottima spuma fresca!

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LO STREEAT FOOD TRUCK FESTIVAL ARRIVA AL CARROPONTE

16825749_1861144097460271_5521638940572866482_o_01Inizia oggi, 26 maggio alle 16.00 l’edizione del 2017 di Streeat Food Truck Festival al Carroponte. L’ex fabbrica metalmeccanica è diventata oggi  uno dei principali e più interessanti luoghi di aggregazione di Milano e hinterland, grazie ad una speciale formula di intrattenimento che riesce a coinvolgere un pubblico vastissimo e di tutte le età, attraverso eventi con tanta musica, buon cibo, prezzi contenuti e rispetto per l’ambiente. Si trova a Sesto San Giovanni un comune della città metropolitana di Milano.

Il Festival di Food Truck Itinerante continuerà poi per tutto il week end, sabato e domenica si potrà accedere all’evento a partire dalle 11.00. Ad accogliere il pubblico ci sarà una selezione di ape car, furgoncini e carretti allestiti con fornelli, piastre e friggitrici pronti a preparare una varietà di piatti golosi e di prima qualità. Ci saranno proposte adatte a tutti i gusti e a tutte le esigenze. Tantissime bontà salate e stuzzicherie dolci. Inoltre, proposte adatte ad intolleranti al lattosio e gluten free. Tutti accontentati per un evento imperdibile.

shutterstock_342702086Ci saranno proposte adatte a tutti i gusti e a tutte le esigenze. Tantissime bontà salate e stuzzicherie dolci. Inoltre, proposte adatte ad intolleranti al lattosio e gluten free. Tutti accontentati per un evento imperdibile.

Preparazioni di food truck provenienti da tutta la penisola da gustare e da accompagnare con ottime birre artigianali, centrifughe di frutta e verdura e un’ampia selezione di vini naturali.

Il divertimento è assicurato, anche grazie all’animazione musicale affidata alla Barley Arts.

La primavera è arrivata, le belle giornate sono sempre più numerose, il clima sempre più mite e la scelta migliore è quella di passare le proprie giornate libere all’aria aperta, assaporando vere e proprie delizie.

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BOMBETTE PUGLIESI, OTTIME E FACILI DA PREPARARE

shutterstock_345536825In questi anni il cibo di strada sta vivendo un periodo di grande popolarità. Sono sempre più numerosi i festival dove andare ad assaggiare delle ottime specialità da gustare in piedi, ma crescono anche i locali che propongono in menu proprio questo genere di preparazioni. La FAO descrive il cibo di strada come un insieme di alimenti e bevande pronti per il consumo in strada o luoghi pubblici in genere, preparato e venduto spesso da ambulanti su furgoni, carretti o banchetti.

shutterstock_467056976La Puglia è una regione dalla tradizione culinaria davvero golosa e tra le proposte più sfiziose della sua cucina ci sono le bombette, una preparazione che si trova facilmente in versione street food, dunque pronte per essere mangiate, ma che si possono trovare molto facilmente dal macellaio da acquistare e cuocere a casa. Sono diffuse in tutto il territorio delle Valle d’Itria e la provincia di Taranto.

Si tratta di involtini di carne, solitamente capocollo, farcite di formaggio e aromi e cotte sulla brace, sono quindi perfette da preparare in primavera per una grigliata, ma sono ottime anche cotte al forno o in padella. Esistono poi infinite varianti, c’è chi le propone ricoperte da fantasiose panature, in alcuni casi invece vengono avvolti dalla pancetta o farciti con prosciutto cotto. Alcune versioni non prevedono il ripieno altre invece sono piccanti.

Si chiamano bombette perché sono piccole, compatte e perché in bocca, all’assaggio, si scatena una vera e propria esplosione di sapore. Sono perfette per un aperitivo o un antipasto accompagnate da un buon vino rosso.

shutterstock_429382138Ricetta delle Bombette Pugliesi

Ingredienti

16 fette sottili di capocollo di maiale

16 fette di caciocavallo

16 fette di Pancetta

Sale q.b.

Pepe q.b.

Prezzemolo q.b

Preparazione

Insaporisci le fettine di carne con sale e pepe e adagia una fettina di caciocavallo, infine avvolgi stretta la bombetta e ricoprila con una fetta di pancetta. Infila gli involtini in uno spiedino e cuocili per qualche minuto sulla griglia (se preferisci in forno oppure in padella). A cottura ultimata aggiungi un po’ di prezzemolo tritato.

Chizze reggiane

SFOGLIA SOFFICE E CUORE DI PARMIGIANO: LA GOLOSITÀ DELLE CHIZZE REGGIANE

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Chizze reggianeNella ricchissima tradizione dei cibi di strada dell’Emilia Romagna, tra piadine e tigelle, gnocchi fritti, crescentine e borlenghi, ce n’è un altro meno celebre ma ugualmente goloso: è la “chizza” – che nel dialetto locale vuol dire focaccia –, un soffice triangolo di impasto fritto con un cuore di Parmigiano Reggiano fuso. Uno street food semplice e davvero prelibato, difficile però da trovare nei bar e nelle friggitorie di Reggio Emilia, che ormai viene preparato soltanto da poche trattorie e osterie: tra i locali in cui è possibile assaggiarlo c’è la “La Bettolina”, un ristorantino casereccio di Vezzano sul Crostolo, borgo delle colline reggiane, dove viene servito accanto agli immancabili affettati regionali, dal Prosciutto di Parma alla Coppa Piacentina. Continua a leggere

Frittelle di San Giuseppe con l'uvetta

UNA DOLCE FESTA DEL PAPÀ CON LE FRITTELLE DI SAN GIUSEPPE

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Frittelle di San Giuseppe con l'uvettaIl 19 marzo, giorno dedicato a San Giuseppe, dalle prime ore del mattino molte case italiane così come le strade di bar e pasticcerie sono invase dal profumo di dorate e invitanti frittelle! Il giorno della festa del papà, infatti, le vere protagoniste sono queste dolci prelibatezze. Una consuetudine che troviamo dal Piemonte fino all’alto Lazio e che ha origine dalle antichissime Liberalia romane, le celebrazioni che si svolgevano all’inizio della primavera in onore del Liber Pater, divinità pagana della fecondità: per ringraziare il dio della fine dell’inverno e dell’arrivo della nuova stagione, gli antichi accendevano grossi fuochi e consumavano focaccine fritte impastate con acqua e farina di frumento. Con l’avvento del Cristianesimo i festeggiamenti per il Liber Pater furono sostituiti da quelli per San Giuseppe e in diverse regioni d’Italia si continuò ad accendere falò e a mangiare frittelle. Continua a leggere

Brik_street food Tunisia

SFOGLIA CROCCANTE E RIPIENO MORBIDO: IL BRIK, LO STREET FOOD TUNISINO

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Brik_street food TunisiaCamminando tra le strade di Tunisi, Hammamet, Mahdia e delle altre città della Tunisia, val la pena fermarsi in uno dei caratteristici chioschi locali per assaggiare i brik, deliziosi fagottini che vengono fritti davanti agli occhi dei clienti e mangiati rigorosamente in piedi, quando sono ancora fumanti. Hanno la forma un triangolo, di un rotolo o di un piccolo rettangolo e sono composti da un sottilissimo involucro di pasta non lievitata – fatta con farina, semola di grano duro, acqua e cotta su piastre roventi o in padella senza condimenti –, farcita con ripieni diversi. Il più diffuso è a base di patate lesse e schiacciate, tonno sott’olio, capperi, prezzemolo e un uovo intero, che durante la frittura deve rimanere morbido e leggermente crudo, così il tuorlo, fuoriuscendo al primo morso, crea un piacevole contrasto con la sfoglia esterna croccante. Continua a leggere

Pizza al tonno

COL TONNO, I BROCCOLI O I BIANCHETTI, UNA FRAGRANTE FETTA DI FOCACCIA CALABRESE

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Pizza al tonnoLa cucina calabrese non è famosa soltanto per i sapori forti, i salumi e i piatti di pesce, ma anche per le sue soffici e fragranti focacce. Da gustare con i ciccioli di maiale, con broccoli e salsiccia, con il tonno. Ricette semplici ma molto saporite, fatte con gli ingredienti tipici di questa terra – la ’nduia, il caciocavallo della Sila, le alici sott’olio –, che fino a non molti decenni fa consentivano alle famiglie numerose di sfamarsi con una spesa contenuta, gustando al tempo stesso qualcosa di prelibato e sostanzioso. Continua a leggere

Krapfen

DAL TRENTINO ALLA SICILIA, L’IRRESISTIBILE BONTÀ DEI KRAPFEN DI CARNEVALE

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Krapfen

Pochi sanno che il Krapfen è uno dei classici dolci di Carnevale. Anche perché oggi lo si trova tutto l’anno, a differenza di chiacchiere e castagnole. Appartiene alla tradizione altoatesina che si divide la paternità con quella austriaca. In Toscana ed Emilia Romagna queste deliziose frittelle sono più conosciute come “bomboloni”, a Roma diventano “bombe”, protagoniste anche di una celebre canzone di Antonello Venditti, in Campania e Sicilia “graffe”, un nome evidentemente derivato da Krapfen. Un tempo semplici frittelle di pasta lievitata poi passate nello zucchero, oggi l’unico limite alla farcitura è la fantasia. E se quella classica è ripiena di confettura, crema pasticcera o al cioccolato, oggi la versione più diffusa è senza dubbio con la Nutella che ha quasi spodestato la marmellata. Continua a leggere

Ciaffagnone

L’ANTENATO DELLA CRÊPE: IL CIAFFAGNONE DI MANCIANO

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CiaffagnoneManciano è un delizioso borgo della Maremma toscana, che sorge sulle colline attraversate dai fiumi Albegna e Fiora. È in questo piccolo comune del grossetano, che conserva l’aspetto di una cittadina medievale e un fascino di altri tempi, che secoli fa nacque il cibo di strada più famoso di… Francia! Sì, perché la crêpe, da sempre considerata il simbolo dello street food d’Oltralpe, è l’erede di una specialità tutta italiana: il “ciaffagnone”, una frittatina di farina, uova e acqua che le cuoche al servizio nella Rocca di Manciano, già in epoca tardo-medievale, preparavano per i proprietari della fortezza – prima gli Aldobrandeschi, che la fecero costruire nel XII secolo, e in seguito gli Orsini di Pitigliano, che la occuparono fino al Seicento – e che giunse oltreconfine grazie a Caterina de’ Medici. Continua a leggere

Formaggio in pastella

DALL’ABRUZZO L’IRRESISTIBILE CACIO FRITTO, IL PECORINO IN PASTELLA

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Formaggio in pastellaPecorino tagliato a fette, passato in una pastella di uova, farina e acqua e poi immerso per qualche minuto in abbondante olio bollente: è il “cacio fritto pastellato”, un’irresistibile specialità nata secoli fa nelle case delle campagne abruzzesi, in un’epoca in cui ogni famiglia aveva il suo piccolo gregge di pecore che serviva per il proprio sostentamento. Con il latte appena munto le mogli dei pastori facevano il formaggio, che non mancava mai sulla loro tavola: lo mangiavano a ogni ora, da solo o col pane caldo, oppure lo utilizzavano per preparare piatti semplici e buonissimi, che fanno parte ancora oggi del patrimonio gastronomico della regione. Tra queste c’erano le pallotte cace e ova – polpettine di rigatino fritte e condite con salsa di pomodoro –, il pecorino “in carrozza” – racchiuso tra due fette di pane bagnate nel latte con qualche filetto d’acciuga, impanato e fritto – e, appunto, il cacio pastellato, uno dei tanti ‘sfizi’ a base di formaggio nati dalla creatività delle massaie di questa terra, che pur avendo a disposizione pochi ingredienti ideavano autentiche golosità per deliziare marito e figli. Continua a leggere

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CHISOLA COI GRASEI, LA FOCACCIA PIACENTINA CON I CICCIOLI

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Morbida, dorata e fragrante, è tra più succulenti e longevi cibi di strada della tradizione dell’Emilia. La Chisola è una specialità di Borgonovo, un borgo immerso nel verde della Val Tidone, la valle del piacentino attraversata dal torrente omonimo: una focaccia impastata con farina, acqua, lievito e arricchita dai ciccioli di maiale, i grasei nel dialetto di Piacenza. Una schiacciata umile ma saporitissima e sostanziosa, che per secoli ha sfamato i contadini al lavoro nelle campagne nei dintorni di Piacenza: i ciccioli, ottenuti durante la lavorazione dello strutto, erano, infatti, un ingrediente ‘di recupero’ che non mancava mai nelle case più povere. È molto buona anche fredda, ma l’ideale è assaporarla appena tirata fuori dal forno, quando è calda e sofficissima. Continua a leggere

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SUCCOSA E PICCANTE, LA PAMPANELLA MOLISANA

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Filetto di maiale ‘conciato’ generosamente con aglio tritato, sale e peperoncino macinato, cotto per almeno due ore in forno e servito con una spruzzata di aceto bianco, che ammorbidisce la carne e le dona un gusto ancora più ‘pungente’. È la Pampanella, un’antica ricetta di San Martino in Pensilis, un borgo di cinquemila abitanti della provincia di Campobasso: una prelibatezza riservata agli amanti dei sapori forti, che si caratterizza per la consistenza morbida e succosa, il colore rosso intenso e il gusto piccantissimo dato dalla combinazione del ‘pepone’ (il peperone dolce essiccato) con il ‘diavolillo’ (il peperoncino rosso in polvere). È buonissima sia calda che fredda, ma dà il meglio di sé appena tirata fuori dal forno, quando gli aromi sono più ‘vivi’. Continua a leggere

rustico leccese

I RUSTICI SALENTINI: PASTA SFOGLIA E CUORE DI BESCIAMELLA

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rustico lecceseNei forni e nelle rosticcerie che punteggiano le strade di Lecce, Otranto, Nardò e degli altri acomuni salentini, tra panzerotti e pucce con le olive, fa capolino un irresistibile cibo di strada della tradizione locale: il rustico. È una tortina salata tonda, del diametro di una decina di centimetri, composta da due dischi di friabile pasta sfoglia che racchiudono un cuore cremoso di besciamella, pomodori pelati e mozzarella filante. Un’autentica ‘bomba calorica’ dal sapore delicato e dalla consistenza morbida e avvolgente, che ogni tanto val la pena concedersi senza troppi sensi di colpa. Il palato di sicuro ringrazierà. Continua a leggere

Cavapcici

DAI BALCANI A TRIESTE: I CEVAPCICI, LE POLPETTE PICCANTI

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CavapciciA Trieste, terra di piatti raffinati come gli scampi alla busara con il sugo di pomodoro e i dolci gnocchi ripieni di susine, c’è una ricetta dedicata agli amanti dei sapori intensi: i cevapcici, cilindretti di macinato misto (di maiale, manzo e agnello) aromatizzati con abbondante aglio, cipolla e paprika forte. Impastati con vino bianco e qualche cucchiaio di olio extravergine d’oliva – che rende la carne più morbida –, vengono tradizionalmente cotti alla brace, ma c’è anche chi li infarina e li rosola per qualche minuto in padella finché la superficie diventa piacevolmente croccante. Continua a leggere

Farinata di zucca

UNA DELICATA RICETTA DI SESTRI PONENTE, LA FARINATA DI ZUCCA

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Farinata di zuccaMeno conosciuta della farinata di ceci, la farinata di zucca è una ricetta della tradizione culinaria genovese che merita di essere riscoperta: una delicata torta salata farcita con l’ortaggio grattugiato, abbondante parmigiano grattugiato e una manciata di origano o maggiorana, indispensabili per bilanciare la dolcezza dell’ingrediente protagonista e rendere il ripieno più saporito. Settembre e ottobre, quando sui banconi di frutta e verdura compaiono le prime zucche di stagione, mature al punto giusto, sono i mesi ideali per iniziare a prepararla, scegliendo una varietà dalla polpa soda e compatta, per esempio la “Quintale” o la “Gialla di Parigi”. Continua a leggere

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RAVAZZATA PALERMITANA, LA BRIOCHE CON IL CUORE DELL’ARANCINO

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All’apparenza sembra una semplice e soffice brioche, quella che i siciliani consumano da sempre a colazione, accanto alle cremosissime granite di mandorle, gelsi neri, pistacchi, o come ‘spuntino’ farcite col gelato. Ma addentandola si scopre che la ravazzata è una specialità del tutto diversa: un grosso fagotto tondo che racchiude un ripieno di ragù di carne e piselli, come il più famoso degli street food dell’isola, l’arancino. È una bontà che conquista al primo morso: la dolce e morbida pasta brioche, infatti, crea un contrasto davvero unico con la farcitura salata. E se già la versione al forno è piuttosto impegnativa, quella fritta – chiamata ‘rizzuola’ – è un’autentica bomba calorica, un peccato di gola a cui cedere almeno una volta nella vita. Continua a leggere

Pizz'onta abruzzese

PIZZ’ONTA, LA PIZZA FRITTA D’ABRUZZO

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Pizz'onta abruzzesePizzondella, pizzetta, pizz’onta: così viene chiamata in Abruzzo la pizza fritta. Il nome che rappresenta meglio questa golosa specialità, però, è l’ultimo, “pizza unta” – onta nel dialetto pescarese –, che lascia subito pregustare la sua irresistibile spugnosità, dovuta alla frittura in abbondante olio di oliva – come vuole la tradizione – o di semi. L’impasto si ottiene lavorando la farina con lievito, acqua, qualche cucchiaio di strutto – spesso sostituito dall’extravergine – e di latte, due ingredienti che lo rendono morbidissimo. Va gustata caldissima, dopo aver fatto asciugare l’olio in eccesso su un foglio di carta da cucina. Continua a leggere

blog.giallozafferano.it

IL CIACCINO, LA FOCACCIA FARCITA DI SIENA

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A Siena, tra una passeggiata in Piazza del Campo e una visita al trecentesco Palazzo Pubblico, non può mancare una sosta in una delle tante panetterie cittadine, per assaggiare un goloso cibo di strada locale: il ciaccino. Una focaccia farcita che all’esterno appare dorata e croccante, mentre dentro si mantiene irresistibilmente morbida: il segreto della sua bontà sta nella cottura nel forno al legna e nell’impiego dell’olio extravergine (o dello strutto) nell’impasto, che rende la schiacciata umida al punto giusto. Un’ottima idea è quella di gustarla per rifocillarsi dopo essere saliti in cima alla Torre del Mangia – percorrendo ben 400 scalini –, che con i suoi 88 metri di altezza offre una vista mozzafiato sull’intera città e sulle colline che la circondano. Continua a leggere

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LE GHIOTTONERIE DELLA TAVOLA CALDA CATANESE

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Se l’arancina è e resta lo street food catanese per eccellenza, la Città etnea vanta una tradizione secolare per la cosiddetta “Tavola calda”. Cipolline, sfinci, cartocciate, bombe e bolognesi, golosissimi cibi di strada che le rosticcerie e i bar della città vendono a qualsiasi ora del giorno, invadendo le strade con un profumo intenso. Continua a leggere

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STREET FOOD: LA TRADIZIONE GASTRONOMICA LOCALE SI METTE IN VIAGGIO

street food1Tempo d’estate, di serate con amici, di passeggiate all’aria aperta e di piccole concessioni al palato, tra voglie di dolce e di salato. È l’estate la stagione perfetta per lasciarsi sorprendere da sapori e profumi che ci vengono incontro per le strade dai piccoli locali di un lungomare o dal centro storico di una città. O, ancora,  da furgoncini e Apecar colorate delle cucine itineranti, che attraversano il Paese in lungo e in largo diffondendo le diverse tradizioni gastronomiche locali con il cibo da strada: pizza napoletana, arancini siciliani, lampredotto toscano, tigelle modenesi, panini con la milza siciliani e poi ancora dolci e birre artigianali e tanti altri piatti da scoprire. Pratici spuntini, piccole scoperte, grandi gioie per il palato a prezzi contenuti. Molte le occasioni per lasciarsi tentare dalla varietà di leccornie tipiche di ogni regione.

Lo “Streetfood village” dell’ Associazione Streetfood raggiungerà dal 26 al 28 giugno Vercelli,  Pescara (il 3, 4 e 5 luglio sul Lungomare Colombo) e Belluno, prima di arrivare a Rimini con il sole di agosto. Differente l’itinerario di altri food trucks provenienti da tutta Italia che dal 10 al 12 luglio saranno nel bellissimo Castello di Bardi (Parma) per proporre un’ampia offerta di cibo da strada, tra cui arrosticini di pecora abruzzese, tigelle, pittule salentine, polpette, pizze fritte, fish and chips all’italiana, farinata di ceci, dolci napoletani, le immancabili birre e gelati artigianali.

Dall’8 al 12 luglio lo street food trova spazio  anche nella manifestazione dedicata alla pallacanestro “Basket in the street” a Salerno. Nell’area food venti stand di prodotti locali e provenienti da altre regioni, e ospiti gli  esperti di cibo da strada, come l’ex rugbista Chef Rubio.

Dal 23 al 26 luglio, lo street food tenterà abitanti e turisti di Trapani, nell’antica piazza del Mercato del pesce per la settima edizione di “Stragusto”, una ghiotta occasione per assaporare le migliori ricette della cucina mediterranea italiana e non solo. Tra i must della cucina siciliana, non mancherà u pani ca’ meusa, il pane con la milza, in uso già nel Medioevo. Famosa, oggi, la ricetta dello street food chef Antonio Buffa di Palermo, detto Nino ‘U Ballerino, che da pochi giorni ha ottenuto il riconoscimento anche dalla guida Gambero Rosso per l’edizione 2016.

Cibo da strada anche in versione vegana:  ricette speciali per la terza edizione del Festival Vegano a Novara, dal 3 al 5 luglio, nel Parco dell’Alea e in piazza Puccini , con spettacoli di teatro di strada e musica dal vivo.

 

www.streetfood42.com

L’AUTENTICO FILETTO DI BACCALÀ ALLA ROMANA

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Filetti scelti di baccalà spinato, ‘fermati’ con una pastella ‘né lenta né fitta’, composta appena di acqua e farina. E senza sale”. Così Livio Jannattoni nel volume La cucina romana e del Lazio descrive una delle ricette più celebri della cucina capitolina.Un boccone ghiotto – li definisce il gastronomo – con tutti i riflessi morali, e le risonanze palatali, che l’attributo comporta”. Le trattorie li servono come antipasto, da soli o nel fritto misto alla romana composto da fiori di zucca, supplì, crema fritta – quest’ultima ormai poco diffusa – e carciofi alla giudìa, ma il vero ‘sfizio’ sta nel comprarli nelle friggitorie e assaporarli – caldissimi – come cibo di strada, sporcandosi le mani, mentre si passeggia sul Lungotevere, nei Fori Imperiali o tra le altre meraviglie della Città Eterna. Continua a leggere

Focaccia barese

CON I POMODORINI, LE OLIVE O LE PATATE: LE FOCACCE DI PUGLIA

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Focaccia bareseOgni città ha la sua ricetta: con i pomodorini o le patate, con le olive o l’uvetta sultanina, la Puglia è terra di focacce! Passeggiando per Bari, Brindisi, Barletta è impossibile non lasciarsi tentare dall’inebriante profumo che arriva dalle panetterie locali, che le sfornano a tutte le ore, calde e fragranti, condite con gli ingredienti tipici del posto.

Famosa per le pucce, le tipiche pagnotte salentine croccanti fuori e soffici all’interno, e per i panzerotti, i piccoli calzoni ripieni di mozzarella, pomodoro e basilico, la bella regione ha una ricca tradizione anche in fatto di schiacciate. Continua a leggere

Fiori di zucca fritti

DORATI E CROCCANTI, I FIORI DI ZUCCA FRITTI

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Fiori di zucca frittiDorati, leggeri, croccanti, da gustare rigorosamente caldi: alzi la mano chi non ama i fiori di zucca fritti! Tra gli street food più golosi della Penisola, a Roma sono una vera istituzione, da assaporare comodamente seduti nelle osterie capitoline, oppure da acquistare in rosticcerie e gastronomie e mangiare mentre si passeggia per vie della Città Eterna, sporcandosi le mani. I ristoranti li servono spesso come antipasto, nel classico fritto misto di patate, carciofi e baccalà. Continua a leggere

Panadas sarde

LE IMPANADAS, LO STREET FOOD DELLA SARDEGNA

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Panadas sardeLa panada è tra le più succulente specialità della cucina sarda. Una tortina al forno farcita con carne d’agnello tagliata a pezzi, cotta con un battuto di lardo, aglio, prezzemolo, sale e pepe. Un delizioso street food che oggi è molto diffuso nella versione con carne di vitello e maiale. Continua a leggere

www.panperfocaccia.eu

LA FOCACCIA “CRESCENTE” DI BOLOGNA

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Saporita, soffice, profumatissima, non ha nulla da invidiare a piadine, tigelle, gnocchi fritti e agli altri street food della ricchissima tradizione gastronomica dell’Emilia Romagna. La “Crescente” è un’antica focaccia di origine bolognese: impastata con farina, acqua, strutto – che le dona una morbidezza impareggiabile –, viene impreziosita con pezzetti di prosciutto crudo e pancetta. È chiamata anche “crescente con i ciccioli”, perché la cotenna del prosciutto, dopo essere stata cotta in forno, diventa particolarmente croccante somigliando proprio alla specialità ottenuta dalla lavorazione del grasso di maiale. Continua a leggere

Carchiola lucana

LA CARCHIOLA PODOLICA, DA PANE DEI POVERI A GOLOSO STREET FOOD

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Oggi è un goloso street food che i locali di Avigliano, borgo medievale della provincia di Potenza, propongono con le farciture più golose. Ma fino al secondo dopoguerra la Carchiola podolica, una focaccia non lievitata di farina di mais cotta sul camino, era considerata il “pane dei poveri”. Insieme ad altro celebre cibo di strada aviglianese, la Strazzata – una focaccia tonda con un buco al centro, ricavata da farina di grano tenero e semola di grano duro e farcita con prosciutto crudo e caciocavallo podolico – è uno dei simboli della cucina dell’intera Lucania. Continua a leggere

Crocchette di patate

UN CAPOLAVORO DELLO STREET FOOD: IL CROCCHÈ DI PATATE

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Le friggitorie che punteggiano il centro storico di Napoli, tra Via dei Tribunali e Via San Biagio dei Librai, li vendono caldissimi ad ogni ora, all’interno del ‘cuoppo’ di carta che racchiude altre golosità come zeppole di ‘pasta cresciuta’, ‘scagliuzzielli’ (tocchetti di polenta fritti), palle di riso e frittatine di pasta. Ma i crocchè di patate, autentico capolavoro dello street food, non sono più una specialità esclusivamente partenopea. Continua a leggere

Olive ascolane

OLIVE ASCOLANE, MA ANCHE CRESCIA, PICONI E CIARIMBOLI. LO STREET FOOD DELLE MARCHE

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Sono famose nel mondo per le olive ascolane, gli irresistibili bocconcini che i turisti amano gustare mentre passeggiano, nel caratteristico e comodo cartoccio. Ma le Marche hanno una variegata tradizione in fatto di cibi di strada: Continua a leggere

schiacciata siciliana

LA SCHIACCIATA CON LA TUMA, LO STREET FOOD DI MESSINA

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schiacciata sicilianaDue sfoglie sottili e dorate di pasta da pane, farcite con un succulento ripieno di scarola riccia, pomodoro fresco, formaggio e acciughe. La schiacciata è una specialità di Messina, che ritroviamo con alcune varianti a Catania e Caltanissetta. Continua a leggere

sardenaira

PIZZALANDREA, SARDENAIRA, MACCHETUSA: LA FOCACCIA LIGURE

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Una focaccia alta circa un centimetro, particolarmente soffice grazie alla presenza dell’olio extravergine nell’impasto, ricoperta da un saporito sughetto di pomodori, acciughe, capperi, cipolle, origano e olive taggiasche. Continua a leggere

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PINSA: LA FOCACCIA DELL’ANTICA ROMA

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Leggera, soffice, friabilissima, con un gusto che non ha nulla da invidiare a quello della celebre pizza con la “mortazza”. La pinsa è una specialità della cucina romana: una schiacciata dalla forma allungata, che può essere ovale o rettangolare, ricavata da una miscela di tre tipi di farina (frumento, soia e riso), che la rendono più delicata delle normali focacce. La sua elevata digeribilità è data anche dalla consistenza semiliquida dell’impasto, ricchissimo d’acqua – 700 cl per 1 chilo e 200 grammi di farina –, e dai lunghi tempi di lievitazione, che oscillano tra 24 e 48 ore. Continua a leggere

Fiori di zucca fritti

LUMACHELLE, CICALE E TORTUCCE: LO STREET FOOD DI ORVIETO

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Lumachelle, cicale, tortucce, pizza sotto al fuoco: passeggiando tra le stradine di Orvieto, tra una visita e l’altra alle sue bellezze artistiche e paesaggistiche, è impossibile resistere all’invitante profumo dei cibi di strada locali, proveniente da panetterie e chioschi della cittadina umbra. Continua a leggere

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DUE SOTTILISSIME SFOGLIE RIPIENE DI FORMAGGIO CREMOSO: LA FOCACCIA DI RECCO

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Nella lunghissima schiera dei suoi estimatori compaiono nomi come quelli di Walter Chiari e Gino Bramieri, immortalati a un tavolo dell’“Antica Trattoria da O Vittorio”, negli anni Cinquanta, intenti ad assaporare una fumante fetta di focaccia di Recco. Continua a leggere

Cibo di strada

TUTTI PAZZI PER LO STREET FOOD

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Cibo di stradaLa piadina di Romagna, friabile e delicata, le golosissime olive ascolane, il “mitico” panino con la porchetta dei Castelli Romani. Sono sempre di più gli italiani che amano il cibo di strada, quello da mangiare rigorosamente in piedi o mentre si passeggia tra piazze e vicoli, da nord a sud del Belpaese. Secondo un recente sondaggio di Coldiretti, l’anno che volge al termine ha registrato un vero e proprio boom di focacce e fritti, consumati – almeno una volta nel corso nel 2014 – dal 73 percento dei nostri connazionali. Continua a leggere

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IL CICOTTO DI GRUTTI

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Morbido, succoso, speziato, con un irresistibile sentore di affumicatura che avvolge prima l’olfatto e poi il palato. Tra i piatti più stuzzicanti e antichi della cucina umbra c’è il cicotto, originario di Grutti, una piccola frazione – conta appena cinquecento abitanti – di Gualdo Cattaneo, in provincia di Perugia. È ottenuto dai tagli meno pregiati del maiale – orecchie, zampetti, stinco, lingua, trippa e altre interiora –, cotti a lungo nel forno a legna, con un procedimento singolare che rende questa specialità straordinariamente tenera e profumata. Continua a leggere

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LA PUCCIA CON LE OLIVE, IL PANE DEL SALENTO

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Piccole e fragranti pagnotte, fuori dorate e croccanti ma dentro soffici e porose. Le pucce sono tra i simboli della gastronomia salentina: originarie del leccese, sono diffuse anche in diversi comuni della provincia di Taranto, con innumerevoli – e gustosissime – varianti. È sufficiente entrare in una qualsiasi panetteria della zona per trovarsi di fronte alle profumate pagnottelle appena sfornate, vendute tra i tanti tipi di pane del Salento, tra cui il garganico, dalle dimensioni imponenti che raggiungono i 10-12 chili, e quello di Laterna (Taranto), di origini medievali. Continua a leggere

Fojata

PASTA “MATTA” CHE AVVOLGE ERBE DI CAMPO: LA FOJATA UMBRA

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FojataFojata, rocciata, biscio: tre nomi per indicare una specialità della cucina umbra dalle origini lontanissime, oltre che uno dei più antichi street food nati nella nostra Penisola. È una torta salata arrotolata su se stessa, formata da un sottilissimo involucro di pasta “matta” che avvolge una semplice ma saporita farcitura di bietole, spinaci, cicoria e altre verdure a foglia sia dolci che amare, pecorino grattugiato e uova battute. Continua a leggere

sapori-italiani.webnode.cz

IL TIRÒT, LA FOCACCIA DI CIPOLLE BIONDE DI FELONICA

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sapori-italiani.webnode.cz

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Ci sono cibi che sanno raccontare la storia dei luoghi in cui sono nati molto più di quanto possa fare un libro. È così per il tiròt di Felonica, una focaccia che fa parte del patrimonio culinario di questo piccolo comune – non raggiunge le 1500 anime – della bassa mantovana, al confine tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Continua a leggere

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LA FOCACCIA “STRAZZATA” DI AVIGLIANO

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Sembra una focaccia come tutte le altre, dorata e croccante, con il profumo del pane appena sfornato, ma nasconde un “animo” vivace che, già dal primo assaggio, provoca un’immediata sensazione di pizzicore al palato. La strazzata è una specialità di Avigliano, borgo di origine medievale della provincia di Potenza: è una schiacciata impastata con farina di grano tenero e semola di grano duro – che la rende più corposa –, acqua, lievito naturale e un pizzico di sale. L’ingrediente che la rende unica è il pepe, tritato grossolanamente e aggiunto all’impasto in quantità generose, che le conferisce un sapore particolare e stuzzicante. Continua a leggere