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HUMMUS DI CECI MA ANCHE DI BARBABIETOLA, ZUCCA, PISELLI, LENTICCHIE…

shutterstock_578584303L’hummus è una preparazione diffusa fin dall’antichità nei paesi arabi, in particolare è nato in Libia e si è diffuso velocemente nelle vicine Siria e Giordania e oggi fa parte anche della tradizione culinaria israeliana e palestinese. Hummus è infatti una parola araba che significa proprio ceci, l’ingrediente principale della preparazione. Dopo averli frullati si unisce la tahina, che è una salsa dalla consistenza simile al burro d’arachidi, ottenuta da semi e olio di sesamo pestati al mortaio, infine si completa con aglio tritato e succo di limone. Si può inoltre insaporire con un po’ di prezzemolo tritato e paprika.

shutterstock_601329149Solitamente si gusta accompagnato da focaccine di pane azzimo oppure viene utilizzato come salsa nella pita che verrà imbottita con i felafel, ottime polpette di ceci che fanno parte della cucina tradizionale del medio-oriente. Si può però anche abbinare a verdura cruda come salsa per pinzimonio e arricchire di sapore, ad esempio, dei bastoncini di sedano, carote, finocchi o insalata belga.

Oltre all’hummus di ceci tradizionale esistono numerose e gustosissime varianti. La preparazione è molto semplice ed è adatta a tutti i legumi. shutterstock_397287187Si trovano facilmente in commercio o si possono preparare in pochi passi, anche hummus di lenticchie o di piselli e, aggiungendo la barbabietola, si può ottenere una crema molto colorata e saporita. Basta quindi lasciare spazio alla fantasia per trovare nuovi e gustosi abbinamenti. Si può provare ad esempio una versione con l’aggiunta di carota bollita o zucca al forno frullati insieme ai ceci, in entrambi i casi il risultato sarà un po’ più dolce della versione originale, ma ugualmente buono.

Un piatto semplice e veloce da preparare, ricco di proprietà nutritive. I ceci sono infatti ricchi di proteine e di ferro, il limone è una fonte di vitamina C e il sesamo è ricco di calcio.

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L’ANTICA TRADIZIONE DELL’APERITIVO

shutterstock_570070135Le giornate si allungano e come ogni anno si ritrovano tante nuove energie per stare insieme agli amici dopo il lavoro. Aumentano le occasioni per stare in compagnia e iniziare la serata, magari con un aperitivo.

Un’abitudine dalle antiche origini, l’aperitivo è nato infatti a Torino quando, nel 1786 Antonio Benedetto Carpano, iniziò a produrre nella sua bottega un vino aromatizzato con erbe e spezie: il vermouth che è stato il re degli aperitivi per molto tempo. L’aperitivo si svolge tra le 18.00 e le 20.00, un rito piacevole e rilassante e che ha anche l’obiettivo di stuzzicare l’appetito. Negli anni però questa abitudine si è evoluta e intorno agli anni 2000 nel nord Italia ha preso il nome di Happy Hour, un momento della giornata durante il quale i drink hanno un costo più basso e il locale si organizza per offrire un ricco buffet. Una novità che ha riscosso subito grande successo e, vista l’abbondanza dell’offerta, l’aperitivo da pre-cena si è trasformato in sostituto della cena al termine del quale spesso la serata finisce oppure,  per i più festaioli, continua trasferendosi direttamente nei locali in cui ballare fino a tarda ora.

Anche in casa si possono organizzare divertenti aperitivi con amici, magari a casa di un amico con il terrazzo o un piccolo giardino per godere della luce fino tardi. Un modo per stare insieme meno faticoso di una impegnativa cena.

Sono tante le idee di semplici e veloci ricette da preparare, davvero stuzzicanti ad esempio i Fagottini di bresaola e ricotta allo zenzero, golosissime invece le Praline di mortadella leggera Snello al pistacchio o anche la sfiziosa Quiche lorraine alla pancetta sgrassatella. In pochi minuti si può preparare anche una squisita mousse al prosciutto cotto per delle tartine sublimi. Oppure, per non fare alcuna fatica in cucina un semplice tagliere di salumi di qualità con prosciutto crudo, cotto, salame e coppa dà la sicurezza di rendere felici gli ospiti.

Una veloce preparazione, i drink preferiti e gli amici più cari per serate estive semplici e indimenticabili!

Ricetta Mousse di Gran Biscotto

shutterstock_451701274Ingredienti

100 g di Gran Biscotto

250 g di ricotta

Formaggio grattugiato

Pepe

Preparazione

Unisci il prosciutto, la ricotta e il formaggio in un mixer e frulla per qualche minuto, fino ad ottenere un composto liscio. Insaporisci con una grattugiata di pepe e lascia riposa in frigo per circa mezz’ora prima di servirla.

semi di arachide

LE ARACHIDI, FRUTTA SECCA O LEGUMI?

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Conosciute come “noccioline americane” – perché originarie del Sud America –, un po’ meno come “spagnolette” e “ceci di terra”, sono da sempre associate all’aperitivo: immancabili sui banconi dei bar, accanto a patatine, salatini e olive, quelle salate accompagnano Spritz, bitter e cocktail alcolici e analcolici. Le arachidi, comunemente considerate frutta secca, con mandorle, noci e nocciole condividono la consistenza croccante, oltre all’elevato contenuto d’olio e alla presenza di sostanze benefiche per l’organismo, come la vitamina E e gli antiossidanti. Appartengono, invece, alla famiglia dei legumi, anche se, al contrario di fagioli, lenticchie e piselli, non sono protagoniste di zuppe e minestre ma si mangiano essiccate o tostate, come spuntino o ‘spezzafame’. Continua a leggere

Datteri freschi

ENERGIA E DOLCEZZA A NATALE CON I DATTERI

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Datteri freschi

Sono tra i protagonisti della cucina delle feste. Ma, a differenza delle altre varietà di frutta secca – per esempio mandorle e noci, ormai consumate tutto l’anno –, sulle tavole italiane i datteri compaiono quasi esclusivamente nel periodo natalizio. Un vero peccato, perché i frutti della Phoenix Dactylifera, una pianta appartenente alla famiglia delle palme, oltre ad essere buonissimi sono dotati di proprietà preziose per l’organismo, antinfiammatorie e ricostituenti. Ottimi come snack energetico a metà mattina o pomeriggio, frullati possono essere utilizzati anche per dolcificare il tè nero – secondo una consuetudine diffusa nei Paesi arabi – o altre bevande. Continua a leggere

quiche Lorraine

SFOGLIA CROCCANTE E FARCITURA CREMOSISSIMA, IL SEGRETO DELLA QUICHE LORRAINE

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Un guscio di pasta brisée che racchiude un ripieno soffice e vellutato, a base di uova sbattute, pancetta affumicata e crème fraîche (panna acida). È la quiche lorraine, celebre specialità della cucina francese che negli anni ha conquistato i palati di tutta Europa, Italia compresa. Il segreto del suo successo sta nel contrasto tra la sfoglia croccante e la farcitura, cremosissima ma dal sapore deciso. Ma anche nella rapidità con cui può essere preparata, scegliendo dischi di brisée già pronti e realizzando il ripieno in pochi, semplici passaggi. Continua a leggere

Ragazze che bevono birra

PER ME UNA BIRRA, LA WEB APP AL FEMMINILE PER LE APPASSIONATE DELLA “BIONDA”

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Ragazze che bevono birraHanno un’età compresa tra 18 e 35 anni e una vita impegnativa, amano tenersi in forma e mangiare sano, ma non rinunciano ai piaceri della tavola. Come bere una birra in compagnia delle amiche.

È dedicata alle giovani donne appassionate della ‘bionda’ “Per me una birra”, la nuova web app lanciata da AssoBirra che propone 50 ricette raffinate e salutari abbinate ad un calice da 0,20 l, la misura più indicata per un consumo responsabile di alcool e anche la più gettonata dal pubblico femminile. Il sito www.permeunabirra.it fa parte della campagna di comunicazione “Birra io d’adoro”, promossa dall’Associazione degli Industriali della Birra e del Malto per “raccontare alle donne italiane che un consumo di birra prudente e consapevole può essere compatibile con uno stile di vita moderno, equilibrato ed attivo”, spiega il direttore Filippo Terzaghi. Continua a leggere

anguria

UNA FETTA DI ANGURIA PER RINFRESCARSI CON GUSTO

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anguriaAl taglio, in macedonia, come gusto di gelato o granita, ma anche per sfiziosi antipasti e gustose insalate. L’anguria è senza dubbio il frutto dell’estate. Consumata un tempo come dessert, negli ultimi anni è diventata una delle protagoniste indiscusse della cucina durante i mesi caldi ed è utilizzata nella preparazione di coloratissime pietanze salate, perfette per una cena estiva tra amici, oppure da portare con sé in spiaggia o per la pausa pranzo in ufficio. Continua a leggere

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MANGIARE A COLORI, IL CONSIGLIO DEL PEDIATRA PER GLI ADOLESCENTI

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Adolescente_frutta e verduraAggiungere sempre un contorno di verdure alla carne o al pesce; per lo spuntino mattutino o pomeridiano puntare su una macedonia, un frullato o un succo di frutta fatti in casa; se si pranza spesso fuori, alternare panini e focacce con insalate a base di ortaggi di stagione. Sono i consigli contenuti nell’opuscolo “Mangia a colori” che il Ministero della Salute ha diffuso con l’arrivo dell’estate, per incoraggiare le famiglie italiane a nutrirsi in maniera sana e bilanciata, facendo il pieno delle sostanze benefiche associate alle tonalità degli alimenti. Continua a leggere

blog.pianetadonna.it

LA ROBIOLA, UN FORMAGGIO “A TUTTO PASTO”

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La più famosa è quella di Roccaverano, un borgo di appena 450 anime sulle colline delle Langhe. Ma la robiola, cremosissimo e prelibato formaggio ricavato da latte caprino o misto, viene prodotta un po’ ovunque nel basso Piemonte, tra l’alessandrino, l’astigiano e il cuneese. La vicina Lombardia, in particolare le province di Bergamo e Brescia, sono la patria di una varietà ottenuta esclusivamente con latte vaccino, dalla pasta più compatta. Continua a leggere

Noci

NOCI, LE GHIANDE DI GIOVE

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NociCrude, all’interno di sfiziosi aperitivi e insalatone, o cotte, per primi insoliti e golosi dessert, le noci sono protagoniste della cucina dell’autunno. Nutrienti e salutari, dolci a un primo assaggio ma dal caratteristico retrogusto amaro, danno un tocco particolare a tanti piatti, tradizionali e non, oltre ad essere uno snack genuino da mangiare in qualsiasi momento della giornata. Continua a leggere

polpette di fagioli

POLPETTE? SÌ, MA DI LEGUMI

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polpette di fagioliNella cucina mediorientale sono presenti da sempre: le troviamo in Egitto, Palestina a Siria, con il nome di falafel, a base di ceci o fave e insaporite con un’esplosiva miscela di aromi – aglio, cipolla, cumino, coriandolo, sommacco – e in Turchia, rosse e invitanti, preparate con lenticchie, burgul – grano duro spezzato –, concentrato di pomodoro e paprika. E da qualche anno le polpette di legumi hanno pacificamente “invaso” anche le tavole italiane, in versione gentile, senza le tante spezie che caratterizzano quelle africane e asiatiche. Una tendenza culinaria nata dal web – come tante altre negli ultimi tempi –, dalla felice contaminazione con tradizioni e culture diverse dalla nostra. Continua a leggere

Mortadella

LA MORTADELLA, IL TERZO SALUME PIÙ CONSUMATO IN ITALIA

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MortadellaDici Mortadella e pensi a Bologna. E così è in tutto il mondo, dove il nome della città è utilizzato come sinonimo del prelibato salume. Per molti, tanti, italiani è legata ai ricordi d’infanzia, quando un panino con la mortadella era il massimo per la merenda. Rigorosamente affettata da una Van Berkel, tra gli anni ’70 e ’80 costava al più 100 lire: alla portata di tutti. Oggi per averlo ci vogliono almeno 2,50 euro. Continua a leggere

Social eating

SOCIAL EATING: IL SAPORE DI UN “PASTO AL BUIO”

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Social eatingCondividere un aperitivo sfizioso, una cena con prodotti bio o un’abbondante colazione a base di cornetti e dolci homemade con persone mai viste prima. Per conoscere gente nuova, allargare la cerchia di amicizie o semplicemente mangiare bene e trascorrere qualche ora di totale relax.

È il fenomeno del Social Eating – chiamato anche “pasto al buio” – una realtà ormai consolidata oltreoceano che da un paio d’anni è arrivata anche da noi. E i primi social network italiani dedicati a questo fenomeno vedono il numero degli iscritti crescere di giorno in giorno. Continua a leggere

grissini

GRISSINI TORINESI, PIÙ DI UN SEMPLICE STUZZICHINO

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Grissini e prosciutto crudoLeggeri e fragranti, sono protagonisti di aperitivi e happy hour, avvolti dalla classica fetta di prosciutto crudo o accompagnati da altri salumi.

Ma i grissini torinesi non possono essere definiti un semplice stuzzichino: nel capoluogo piemontese vengono consumati in ogni momento della giornata, dalla colazione, inzuppati nel cappuccino o “tuffati” nella marmellata, ai pasti principali, spezzettati nelle minestre o nel brodo, per arrivare al dessert, immersi nella golosa crema gianduia. E naturalmente non possono mancare nell’antipasto, uniti ai formaggi locali come il tomino o la toma, il taleggio o il Murazzano. Continua a leggere

porto rotondo

A PORTO ROTONDO L’APERITIVO HA I SAPORI DELLA TRADIZIONE

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La MaddalenaSardegnaPorto Rotondo_panoramica3

Guardare il sole che tramonta in uno degli angoli più belli della Sardegna, a due passi dal mare, gustando piccole porzioni di zuppa gallurese, fregula e pane frattau. A Porto Rotondo l’aperitivo si fa con le specialità enogastronomiche e i piatti dell’isola. È nato il 12 luglio scorso, nella Piazzetta della Vecchia Darsena, “Assaggia”, il primo locale in Italia che ogni sera propone un happy hour all’insegna della più squisita tradizione locale. Continua a leggere

Aperitivo con gli amici

APERITIVO O HAPPY HOUR?

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Un calice di vino frizzante, un cocktail o un bitter, accompagnati da patatine, salatini, olive, pizzette, rusticini e tartine, finger food e piccoli “sfizi”, per stuzzicare l’appetito prima di cena o – più raramente – del pranzo.

In principio fu il Vermouth, poi venne il Negroni, nel 1932 il Campari soda lancia l’aperitivo per tutti e nel 1985 l’Amaro Ramazzotti consacra il ruolo sociale dell’aperitivo con la “Milano da bere”. Geniale la trovata del barista Julio Richelieu di aggiungere un’oliva a quello che poi sarebbe divenuto il Martini, un aperitivo inventato nel 1874 mixando 2/3 di Gin con 1/3 di Vermouth e una spruzzata di bitter all’arancia. Continua a leggere

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FOOD TRUCK: LO STREET FOOD È MOBILE!

Esistono ovunque nel mondo e vendono principalmente panini, ma anche pizze, frittura, dolci e gelati. Sono i foodtruck, i furgoncini più o meno grandi su cui si cuoce e si serve street food, cibo da strada. E il prossimo 30, 31 maggio e 1 giugno si ritroveranno a Milano per “Streeat”, il primo festival italiano di Food Truck.

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Non si sa precisamente quanti ne esistono, in Italia come negli altri Paesi del mondo, ma sono un fenomeno in crescita. Negli Stati Uniti i più diffusi sono quelli che vendono hotdog, mentre in Italia preparano i classici panini. In Grecia sui foodtruck ci finiscono soprattutto ghiros pita, mentre in Spagna Bocadillos e emapanadas. In Germania con il tempo hanno sostituito i chioschi e vendono principalmente wurstel e zuppe. Caratteristici sono quelli romani “attrezzati” con il girarrosto per il panino con la porchetta di Ariccia. O quelli napoletani attrezzati per vendere fritture di terra o di mare, servite nel tradizionale “cuoppo” e “’o pero e ‘o musso” del maiale, ma anche trippa. In Toscana, invece, preparano e servono il panino con il Lampredotto.

pizzaemortazzaMolto diffuso nel nostro Paese anche l’Ape della Piaggio (il cosiddetto “tre ruote” o “motoretta”) predisposto per la vendita di gelati e granite. A Roma è un successo l’ape “Pizza e mortazza che propone la classica focaccia con la mortadella. A Napoli, invece, dove gli Ape della Piaggio sono stati utilizzati per la prima volta per vendere cibo da strada, arriva l’idea di una start-up innovativa: APEritivo , per happy hour e brindisi di cerimonie itineranti.

Ma i Foodtruckers italiani hanno molto ancora da imparare da quelli americani o cinesi, e più di recente, da quelli giapponesi che possono contare su dei veri e propri camion attrezzati, con sofisticate e tecnologiche cucine, che all’occorrenza si aprono per fare spazio a tavolini o banchi per degustazione. Rispetto al passato quando i furgoni o altri mezzi come gli Ape della Piaggio venivano trasformati e attrezzati artigianalmente, oggi i foodtruck sono realizzati dalle case costruttrici e personalizzati secondo le esigenze.

La Fabbrica del Vapore a Milano, location dell’evento, in quei giorni si trasformerà in una vera e propria fiera del cibo da strada dove sarà possibile provare cibo di tutto il mondo. L’evento si è arricchito giorno dopo giorno oltre che di partecipanti anche di eventi collaterali come convegni e workshop organizzati in collaborazione con SlowFood, ActionAid e il patrocino di Expo2015, che vedranno protagonisti professionisti del calibro di Chef Rubio e Don Pasta.

Il furgoncino come negozio!

Finito il tempo dell’improvvisazione oggi i foodtruck, anche i più piccoli si presentano come veri e propri negozi viaggianti, con tutti i confort necessari a soddisfare anche i palati più raffinati. Un’esigenza dettata dal fatto che benché riescano ancora a catturare l’attenzione degli avventori, sottraendoli ai locali tradizionali, la concorrenza è forte e agguerrita. E così oltre alla qualità dei cibi, così come avviene nei negozi tradizionali, la battaglia con friggitorie, gastronomie e altri fastfood tradizionali si gioca sul design, sugli arredi, sui particolari e sulle stoviglie utilizzate, anche se di plastica o carta. E più di recente su cibi e prodotti: rigorosamente di qualità. Tanto che molti camioncini stanno diventato veri e propri punti ristoro gourmet!

La tecnologia ed in particolare smartphone, app e social network, infine, ha amplificato ulteriormente il fenomeno e oggi i foodtrucker interagiscono con i loro avventori che possono seguirne la posizione e sapere quando sono presenti nel proprio quartiere o in luoghi d’interesse, i menù del giorno e le specialità, ma anche prenotare il proprio snack o pasto.

Un po’ di storia

food truck storiaQuello dei FoodTruck è un fenomeno che si fa risalire al 1872 e alla diffusione dei primi carretti a traino che vendevano salsicce calde per le vie di New York e Manhattan. Da allora è stato un crescendo di mezzi adibiti alla vendita di cibo in mobilità. Subito dopo i carretti arrivano le biciclette a cui erano legati piccoli rimorchi o costruite appositamente per la vendita di alimenti. Con la nascita e la diffusione di auto e camion con motore a scoppio, già verso la fine del 1800, inizia il fenomeno dei foodtruck. In Italia i primi furgoncini che vendono cibo per strada si iniziano a vedere nei primi decenni del ‘900 e sono “paninoteche” mobili che contribuiranno – e non poco – alla diffusione di cibi e prodotti nel nostro Paese. Nel 1948 con la diffusione degli Ape Piaggio, questo segmento si espande ulteriormente grazie alla economicità e versatilità del mezzo che consente di essere “attrezzato” con piccoli investimenti.

Una curiosità. Negli Stati Uniti sono così tanti che il Comune di New York, come molti altri, sta valutando la necessità di fare una norma per regolamentarne l’attività.

 

 

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I WURSTEL, NON SOLO HOTDOG

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wurstelIn Germania cucinati con il curry rappresentano il piatto nazionale, tanto che i piatti di CurryWurst venduti ogni anno sono circa 800 milioni. Nel nostro Paese non sono così diffusi ma il loro consumo è in costante crescita negli ultimi anni e nel 2013 ha raggiunto le 69.200 tonnellate prodotte (+3% rispetto al 2012, fonte Assica). Continua a leggere