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food dilevry ordine online

IL FOOD DELIVERY, UN SETTORE IN GRANDE ASCESA

food dilevry ordine onlineLe abitudini degli italiani sono in costante evoluzione. Da un lato un’attenzione crescente verso la qualità del cibo che si sceglie di portare in tavola. Dall’altro anche una voglia in calo di stare ai fornelli. Secondo una ricerca di Coldiretti/Censis, il food delivery sembra essere un settore particolarmente dinamico nel mondo della ristorazione.

Sono 18,9 milioni gli italiani che nell’ultimo anno hanno consumato a casa cibo ordinato tramite una piattaforma web da ristoranti e pizzerie.

food delivery3,8 milioni scelgono questa modalità regolarmente, sono  invece 15,1 milioni quelli che la scelgono solo in modo occasionale. In altre parole più di un italiano su 3 nel 2018 ha ordinato i propri pranzi o cene dal telefono o da pc.

Il 57,3 % di chi utilizza il food delivery sostiene di farlo per mancanza di voglia o di tempo da dedicare alla cucina. Il 34,1% invece sceglie questa modalità in occasioni speciali, per offrire ai propri ospiti piatti speciali e di qualità.

Il 28% di chi sceglie di ordinare il cibo a casa da piattaforme web chiede una sicurezza maggiore dei prodotti durante il trasporto per garantire adeguati standard igienici, evitare contaminazioni e preservando così la qualità del cibo. Il 38,1% ritiene anche che sia prioritario migliorare il rispetto dei diritti del lavoro di chi consegna il cibo nelle abitazioni.

Una ricerca della  Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi, dice inoltre che gli italiani dedicano alla preparazione del cibo in media solo 37 minuti, 23 in meno rispetto a 10 anni fa e ben un’ora in mezzo in meno rispetto al 1998. Sono soprattutto i cosiddetti Millennial ad abbassare drasticamente i minuti che si dedicano alla preparazione dei pasti. Giovani under 35 che sono sempre di corsa e consumano pasti velocemente senza staccarsi dalla scrivania.

Una tendenza, quella di cucinare sempre meno, ma di mangiare con gusto e scegliendo la qualità che sembra dunque aver definitivamente conquistato gli italiani.

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LA TECNOLOGIA CI AIUTA A METTERE LA SALUTE NEL PIATTO

Negli ultimi anni sembra esserci un’attenzione crescente a ciò che scegliamo di mettere nel piatto. E’ sempre più chiaro a tutti il legame molto stretto tra il cibo che assumiamo e la nostra salute. Numerosi studi scientifici dimostrano che si possono costruire importanti basi del nostro benessere attraverso i cibi che scegliamo.

shutterstock_317291894Per questo, quando facciamo la spesa, è importante avere la consapevolezza di ciò che stiamo acquistando. L’attenzione crescente rispetto alla relazione tra cibo e salute ha portato a scoprire molte allergie e intolleranze che risultano, infatti, essere in aumento.

shutterstock_392741167Per chi ha questo tipo di esigenze, ma anche per chi vuole semplicemente essere consapevole di cosa si sta per acquistare, è di fondamentale importanza saper leggere le etichette. Spesso però sono difficilmente decifrabili. A volte, a causa della mancanza di spazio sul packaging, le scritte risultano davvero piccole, senza considerare che nelle nostre vite sempre di corsa, capita frequentemente di fare la spesa avendo poco tempo a disposizione.

In tutte queste occasioni, la tecnologia, ci può tornare utile. Esistono diverse App in grado di aiutarci a scegliere gli alimenti adatti alle nostre esigenze. Per esempio Edo, disponibile su AppStore e Google Play, con la quale non sarà più necessario inforcare gli occhiali e leggere tutte le scritte sulle confezioni, ma sarà sufficiente inquadrare il codice a barre del prodotto, per scoprire tutto ciò che ci serve sapere.

shutterstock_159873317Edo darà un punteggio al prodotto che si intende comprare per capire in modo semplice e immediato se è adatto alle proprie esigenze. Un voto dallo 0 al 10 che verrà calcolato in base ai dati nutrizionali e alle impostazioni selezionate. Se il prodotto non verrà ritenuto adatto, è possibile scoprire anche quali sono le alternative della stessa categoria merceologica, ma più salutari. Infine, gli ideatori di Edo hanno pensato di inserire la sezione dei preferiti, che può comodamente fungere da promemoria per la propria lista della spesa.

App come questa diventano velocemente indispensabili perché, quando si intende portare la salute sulla propria tavola, si deve necessariamente partire dall’acquistare ottime materie prime con le quali preparare succulenti piatti, ricchi di tutti i nutrienti essenziali e povere, invece, di caratteristiche capaci di mettere a rischio la nostra futura salute.

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OLIO, L’APP CHE ELIMINA GLI SPRECHI ALIMENTARI

shutterstock_85324693Lo spreco alimentare è un problema che interessa tutto il mondo, non solo dal punto di vista etico, ma anche per le importanti ripercussioni economiche e sull’ambiente. Genera infatti ben l’8% delle emissioni globali di gas serra. Un problema che va affrontato. Esistono interessanti iniziative private volte a risolvere o contenere il problema.

shutterstock_387833458Esiste ad esempio OLIO, una compagnia inglese che si impegna a minimizzare gli sprechi. Nasce dall’idea di una ragazza, Tessa Cook, che in occasione del trasloco che la riportava in Inghilterra dopo una permanenza in California per ragioni di studio, si è resa conto di avere molto cibo ancora edibile, che non poteva trasportare, ma che non voleva neanche buttare. Ha pensato che una soluzione poteva essere quella di donarlo ai vicini di casa. Insieme a Saasha Celestial-One, la sua prima socia, ha provato ad ideare una soluzione per rendere possibile e facile trovare le persone nelle vicinanze a cui lasciare il cibo.

Da questa semplice idea nasce quella che le due ragazze, oggi a capo di OLIO, definiscono ‘una rivoluzione alimentare’.

shutterstock_387007507Scaricando la App gratuita, disponibile per Ios e Android, è possibile postare una foto dell’alimento in questione corredato da una breve descrizione e dove è possibile trovarlo e ritirarlo. Se invece si intende cercare del cibo nelle proprie vicinanze è possibile cercare cosa c’è di disponibile nella propria zona e organizzare il ritiro attraverso un messaggio privato. A questa piccola iniziativa, che secondo OLIO può essere in grado di produrre un grande cambiamento, possono partecipare anche gli esercizi commerciali.

Un modo per evitare di buttare grandi quantità di cibo, ma anche per mettere in contatto persone che vivono nelle vicinanze.

Al momento è una App attiva solo in Gran Bretagna, ma il team di OLIO si sta organizzando per renderla utilizzabile anche nel resto del mondo.

Cena al ristorante

50% ALLA CASSA, CON THE FORK L’ALTA CUCINA SI APRE AL GRANDE PUBBLICO

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the fork festival

Pranzare o cenare in uno dei migliori ristoranti del nostro Paese, gustando specialità regionali, piatti cucinati con ingredienti biologici o creazioni ‘esclusive’ degli chef ad un prezzo contenuto. Fino al 25 marzo sarà possibile farlo grazie a The Fork Festival, l’iniziativa promossa da The Fork – piattaforma di TripAdvisor dedicata al booking enogastronomico – con il supporto di American Express, che permette di prenotare in 500 locali selezionati della Penisola pagando la metà. Continua a leggere

MDiet

MDIET, UN’APP COMPLETAMENTE DEDICATA ALLA DIETA MEDITERRANEA

MDietIl modo migliore per ritrovare la forma dopo gli eccessi del periodo natalizio è riprendere un regime alimentare più regolare. Oggi ad aiutarci c’è MDiet, un’App per smartphone e tablet da avere sempre a portata di mano, per fare la spesa ispirandosi alla Dieta Mediterranea. A progettarla un team di ricercatori del DIBEST (Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra) dell’Università della Calabria, in collaborazione con la Fondazione “Paolo di Tarso”, che si occupa della valorizzazione del patrimonio culturale italiano; per realizzarla il gruppo si è ispirato alle ricerche svolte dal fisiologo statunitense Ancel Keys nel secolo scorso e alle direttive delle Nazioni Unite sulla Governance Alimentare Sostenibile.

MDiet è una vera e propria guida che permette al consumatore di conoscere gli alimenti principali della tradizione mediterranea e imparare a utilizzarli con gusto e creatività. L’app cataloga oltre 300 cibi, suddividendoli per categorie (cereali, derivati e altri farinacei; verdura e ortaggi; frutta; legumi; pesce e frutti di mare; latte e derivati; carne bianca e uova; olio e condimenti; bevande; erbe aromatiche e spezie; salumi e insaccati; dolci e zuccheri; carne rossa) e corredandoli di una dettagliata scheda informativa. Una sorta di ‘carta di identità’ in cui, per ogni alimento, sono indicati i valori nutrizionali, la posizione nella piramide alimentare, ovvero la frequenza con cui  è preferibile mangiarlo – se in basso quotidianamente, se al centro settimanalmente, se all’apice mensilmente o occasionalmente –, le dosi consigliate e la stagionalità.

mdiet2mdiet3In ogni scheda, ancora, è specificato se il cibo in questione è adatto ai celiaci e a quanti soffrono di patologie specifiche, come ipertensione, colesterolo alto o diabete, ipertiroidismo e malattie cardiocircolatorie. E se davanti allo scaffale del supermercato si è indecisi se acquistare o meno un prodotto, magari poco conosciuto, viene in aiuto lo smile, la faccina verde (sorridente), gialla (neutra) o rossa (imbronciata), che ne promuove o sconsiglia il consumo.

Particolarmente interessante la sezione delle “Ricette”, una raccolta dei piatti più famosi della tradizione contadina del Sud Italia, firmati da alcuni rinomati istituti alberghieri italiani. Si va dalle lagane con i ceci della Basilicata ai cavatelli salentini con i fagioli, dai peperoni ripieni di riso ai saporiti vermicelli con lo stoccafisso, fino a secondi, contorni e dolci, con l’indicazione del costo, della difficoltà di preparazione e dei valori nutrizionali a porzione. E per finire i consigli della biologa nutrizionista Adriana Gallo, per avere sempre a portata di mano utili suggerimenti sulla qualità e la tracciabilità di quello che si porta in tavola e sull’importanza di metodi di cottura semplici per un’alimentazione bilanciata e uno stile di vita sano.

Ragazze che bevono birra

PER ME UNA BIRRA, LA WEB APP AL FEMMINILE PER LE APPASSIONATE DELLA “BIONDA”

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Ragazze che bevono birraHanno un’età compresa tra 18 e 35 anni e una vita impegnativa, amano tenersi in forma e mangiare sano, ma non rinunciano ai piaceri della tavola. Come bere una birra in compagnia delle amiche.

È dedicata alle giovani donne appassionate della ‘bionda’ “Per me una birra”, la nuova web app lanciata da AssoBirra che propone 50 ricette raffinate e salutari abbinate ad un calice da 0,20 l, la misura più indicata per un consumo responsabile di alcool e anche la più gettonata dal pubblico femminile. Il sito www.permeunabirra.it fa parte della campagna di comunicazione “Birra io d’adoro”, promossa dall’Associazione degli Industriali della Birra e del Malto per “raccontare alle donne italiane che un consumo di birra prudente e consapevole può essere compatibile con uno stile di vita moderno, equilibrato ed attivo”, spiega il direttore Filippo Terzaghi. Continua a leggere

Spesa al supermercato

UBO, “UNA BUONA OCCASIONE”: L’APP PER LA CORRETTA GESTIONE DEL CIBO

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Spesa al supermercatoFare la spesa in maniera intelligente, lasciandosi guidare dalle reali necessità più dall’istinto; conservare correttamente gli alimenti nella dispensa e in frigorifero, per farli durare più a lungo; riciclare gli avanzi in maniera creativa, cucinando piatti nuovi e gustosi. Per diventare consumatori “virtuosi”, che con le proprie scelte di ogni giorno contribuiscono a ridurre gli sprechi alimentari, basta seguire poche e semplici regole: questa l’idea che ha spinto le regioni Piemonte e Valle d’Aosta, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale piemontese, a sviluppare UBO – acronimo di Una Buona Occasione –, un’applicazione per smartphone e tablet pensata per guidare gli utenti a una corretta ‘gestione’ del cibo, dal momento dell’acquisto fino al riutilizzo di quello in eccedenza. Continua a leggere

slow food planet

SLOW FOOD PLANET: TUTTI I LOCALI “SLOW” ALLA VELOCITÀ DELLE NUOVE TECNOLOGIE

slow food planetC’è tutto il cibo “Buono, pulito e giusto” dei quattro angoli del pianeta in Slow Food Planet, la nuova applicazione per smartphone e tablet appena nata in casa Slow Food.

Uno strumento che unisce alla velocità della tecnologia la filosofia “lenta” della storica associazione fondata da Carlo Petrini, per offrire ai viaggiatori in giro per il mondo l’opportunità di scovare osterie, negozietti, ristorantini tipici che non sono ancora sotto i riflettori delle guide gastronomiche internazionali, ma che sanno raccontare molto del posto in cui si trovano e lo rendono unico. Si va dalla “Pratkit Bakery” di Barcellona, un hotel a tre stelle con annessa una panetteria che sforna pane, brioche e croissant impastati a mano, al “Restaurante do Bira” di Rio de Janeiro, con vista sulla costa di Marambaia, che serve prodotti ittici freschissimi pescati direttamente dal cuoco, Ubiratan de Souza Leal, dall’“Espressofabriek” di Amsterdam, dove i clienti possono gustare il caffè appena tostato al piano di sopra, al “Civaiolo” di Firenze, il bottegaio che nel suo locale di Via Taddea, accanto a legumi e baccalà, vende ogni genere di oggetti per la casa, dai chiodi alle guarnizioni per la moka.

L’app vuole essere anche un modo per accogliere in Italia i visitatori stranieri che arriveranno a Milano per Expo e guidarli alla scoperta delle eccellenze del Bel Paese.

Realizzata da Slow Food Editore con il supporto di Lavazza e disponibile in italiano e in inglese, Slow Food Planet è stata lanciata il 16 aprile scorso ed è scaricabile gratuitamente da Apple Store e Google Play con un territorio a scelta (10 per i soci); entro novembre 2015 conterà 12.500 segnalazioni – di cui 4.000 in Italia – in 22 Paesi, dalla Francia al Messico, dalla Spagna agli Stati Uniti, dal Brasile al Giappone. “Vogliamo che entro la fine del 2018 tutto il mondo sia mappato, dalle grandi città alle aree più remote del Sud del mondo”, sostiene Carlo Petrini.

Il database viene alimentato grazie al lavoro di 150 coordinatori, redattori e traduttori; le segnalazioni, invece, arrivano da 2.000 soci Slow Food sparsi per il mondo, persone che conoscono bene il territorio, frequentano i locali, parlano con i gestori e sanno indicare ai turisti e a chi è in viaggio per lavoro dove bere una buona birra artigianale, gustare la colazione del luogo, comprare i formaggi tipici oppure la frutta e la verdura a km zero. Proprio come un amico “che vive nella città dove ci si sta per recare chiedendo un consiglio su dove andare a cena”, commenta il curatore del progetto Eugenio Signoroni.

Slow Food PlanetCome funziona? Dopo aver specificato l’“Area Slow Food” in cui ci si trova, è possibile trovare il locale giusto in base alla “tipologia”, al “prodotto” o all’“atmosfera” – cena romantica, gita, pranzo informale – desiderata, oppure utilizzando il dispositivo di geolocalizzazione. Ogni segnalazione è corredata da tutte le informazioni utili visualizzate in un’unica scheda: descrizione, foto, indirizzo, numero di telefono, fascia di prezzo e costo medio di un pasto, collegamento al sito web, orario di apertura e mappa.

Ma la parola chiave di Slow Food Planet è “tempo”, che troviamo nelle tre sezioni principali dell’app: “Tempo per Mangiare” offre una selezione di ristoranti, osterie, pizzerie, bistrot, burgherie e bar, compresi quelli che propongono menù per celiaci o vegetariani, take away, locali aperti 24 ore al giorno; “Tempo per me” riunisce brunch cafè, sale da tè, cocktail bar, tutti quei luoghi, insomma, in cui rilassarsi dimenticando l’orologio; “Tempo per comprare”, infine, seleziona mercati contadini, botteghe e piccoli produttori, per portare a casa salumi, formaggi, cioccolato, vini e altre specialità.

Leggere le etichette

UNA APP PER SAPERE QUALI PRODOTTI SONO ADEGUATI ALLE TUE ESIGENZE NUTRIZIONALI

Leggere le etichetteTrovare, tra gli scaffali del supermercato, consumatori intenti a “decifrare” le etichette degli alimenti è una scena sempre più frequente ormai. Sono in aumento coloro che, quando fanno la spesa, cercano di capire davvero costa stanno mettendo nel carrello e non badano soltanto a offerte e ribassi. Ma la presenza di sigle, di numeri e di diciture poco chiare o generiche rende la lettura dell’etichetta un’operazione per niente facile.

Oggi un aiuto per scegliere i prodotti in maniera più consapevole arriva dalla tecnologia: si chiama “Edo” – termine latino che significa “alimento” ma anche “Io mangio” – ed è un’applicazione per smartphone e tablet pronta ad accompagnare il consumatore nella spesa di ogni giorno. A progettarla la tecnologa alimentare Maria Vincenza Gargiulo insieme a tre giovani sviluppatori – Diego Lanzoni, Luciano Venezia e Marco Giampaoli – assistiti da Vladimiro Mazzotti, business angel del CesenaLab, incubatore d’impresa della città romagnola.

L’app, disponibile per sistemi operativi Android e iOS, è semplicissima da usare: è sufficiente inquadrare il codice a barre sulla confezione con la fotocamera del telefonino e sullo schermo appare una scheda che illustra gli ingredienti, i valori nutrizionali (grassi e zuccheri) e i conservanti presenti.edo app Specificando la propria età e il sesso, poi, è possibile ricevere una ‘consulenza personalizzata’: grazie a un sofisticato algoritmo, infatti, Edo è in grado di dire se il prodotto è indicato o meno per il fabbisogno calorico e le esigenze nutrizionali dell’utente, assegnandogli un voto da 1 a 10 e suggerendo anche alternative più sane.

Per dare le proprie valutazioni, lo staff di Edo si basa sui dati diffusi dal Ministero della Salute e da tre importanti società scientifiche italiane e internazionali: la SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, che fornisce le informazioni riguardo i fabbisogni e le indicazioni sulle porzioni standard; il CRA, Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura; l’EFSA, European Food Safety Authority, l’ente europeo che si occupa di ricerca nel settore alimentare, impegnato in particolar modo nello studio dei nuovi additivi. Il progetto gode anche della supervisione della nutrizionista Alessandra Bordoni, docente di Scienza dell’alimentazione e Nutrizione umana all’Università di Bologna, nella sede di Cesena.

Presentata da Luciano Venezia e Vincenza Gargiulo durante il 28° Congresso Nazionale della SIAAIC (Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica), che si è svolto a Bologna dal 15 al 18 aprile scorso, Edo potrebbe diventare inoltre uno strumento prezioso per coloro che soffrono delle due intolleranze alimentari più gravi e diffuse nel nostro Paese, quella al glutine e al lattosio. Attraverso la lettura del codice a barre l’applicazione segnala immediatamente la presenza dei due allergeni, simboleggiati dalle icone di colore grigio della spiga e della bottiglia di latte, che diventano verdi quando l’alimento viene dichiarato privo di glutine o di lattosio dal produttore.

mercato del contadino

FARE LA SPESA A KM ZERO? CI PENSA LA TECNOLOGIA

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L'orto in tasca

L’orto in tasca

Nel 2014 ben 15 milioni di italiani, facendo la spesa, hanno messo nel carrello alimenti e prodotti a chilometro zero, quelli della cosiddetta “filiera corta”. Prodotti e alimenti che non devono percorrere lunghe distanze per viaggiare da un paese all’altro, inquinando e facendo lievitare i prezzi. Continua a leggere

Banco frutta e verdura

FARE LA SPESA NEI MESI GIUSTI CON L’APP “DI STAGIONE”

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Melanzane, zucchine e peperoni in pieno inverno, zucca in primavera, cavolfiori d’estate: le stagioni sembrano essersi capovolte anche tra i banchi di frutta e verdura! Qualsiasi tipo di ortaggio, ormai, è sempre disponibile e sono in molti a portare a tavola prodotti che non rispettano il naturale ciclo di maturazione. D’altro canto, un numero crescente di persone oggi decide di fare la spesa in maniera responsabile, per non danneggiare la salute, l’ambiente e il portafogli, mettendo nel piatto cibi più sani e più buoni. Continua a leggere

Gluten free

VIAGGIARE SULLE GLUTENFREE ROADS

Gluten free Un finesettimana a Praga o a Parigi, una vacanza in Spagna, oppure il viaggio della vita in Indonesia o a Cuba. Momenti felici che per le tante persone che soffrono di intolleranza al glutine – nel nostro Paese le stime parlano di ben 600mila casi, in pratica un italiano su cento – possono trasformarsi in un problema: come fare, in “terra straniera”, a trovare ristoranti, hotel o supermercati che dispongono di alimenti gluten free? Da oggi, però, la soluzione è a portata di smartphone e tablet.

Nel vasto mondo delle app gastronomiche, infatti, da qualche mese ne è arrivata una davvero utile. Si chiama Glutenfree Roads e può rappresentare un valido aiuto per tutti i celiaci che, all’estero, devono fare la spesa o scovare un locale che cucini pietanze adatte alle loro esigenze.

Disponibile fino a pochi mesi fa soltanto in inglese, ora l’applicazione esiste pure in italiano, francese, tedesco e spagnolo ed è scaricabile gratuitamente, da Google Play per sistemi operativi Android e dall’Apple Store per iOS.

Attualmente sono più di 40mila gli indirizzi selezionati, ma l’elenco è in continuo aggiornamento, anche grazie al prezioso contributo degli utenti che possono segnalare locali e punti vendita, poi sottoposti al controllo qualità dello staff di Glutenfree Roads.

glutenfree roadsCi sono ristoranti, pizzerie, alberghi, negozi e supermercati suddivisi per categoria (mangiare, viaggiare e acquistare) e corredati dalle valutazioni degli fruitori, sparsi tra tredici stati in tre continenti: nell’America del Nord e del Sud figurano New York e Chicago negli Stati Uniti, Vancouver in Canada, L’Avana a Cuba e Quito in Ecuador; in Asia la capitale indonesiana Giacarta; in Europa troviamo il maggior numero di destinazioni, tra Francia (Parigi), Germania (Berlino), Norvegia (Oslo), Repubblica Ceca (Praga), Svezia (Stoccolma), Svizzera (Zurigo) e Spagna (Barcellona, Granada e Andorra).

L’Italia per ora è presente con Roma, Milano, Torino e Firenze, perciò chi ha in programma un viaggetto in una di queste quattro città, oppure vive qui e vuole semplicemente trovare la location giusta per pranzare o cenare fuori con gli amici trovando un menu senza glutine, da ora potrà farlo in poche mosse.

Una volta scaricata l’applicazione, è possibile creare il proprio profilo personale ed entrare a far parte di una community di “viaggiatori” con cui scambiare opinioni, leggere i feedback dei locali da parte degli utenti, pianificare il percorso e calcolare le distanze per raggiungere il posto desiderato, tramite un comodo dispositivo di localizzazione GPS.

famezero logo

ANGELI CONTRO LO SPRECO DEL CIBO. OBIETTIVO “FAMEZERO”

famezero

L’hanno chiamata Fame Zero, come la sfida lanciata nel 2012 dal segretario dell’ONU Ban-Ki Moon affinché “tutti abbiano accesso a cibo nutriente durante tutto l’arco dell’anno” in ogni angolo della terra. In particolare, dei cinque obiettivi posti dalle Nazioni Unite (zero bambini con deficit di sviluppo sotto i due anni; 100% accesso a cibo adeguato, sempre; sostenibilità dei sistemi alimentari; 100% aumento della produttività e del reddito dei piccoli contadini; zero perdite o sprechi di cibo) condivide l’ultimo, una condizione necessaria perché si realizzino gli altri quattro.

Famezero.com è la community che favorisce l’incontro tra donatori e centri di distribuzione territoriali, per creare un circolo virtuoso in cui il cibo in esubero non vada più sprecato, ma possa essere fruttuosamente impiegato a favore di chi ne ha bisogno. “Ci scandalizza il fatto di sapere che esiste cibo sufficiente per tutti e che il flagello della fame si aggrava nel mondo a causa della pratica generalizzata dello spreco”: questa la motivazione che ha spinto il team di Famezero Onlus a sviluppare la piattaforma, presentata il 16 ottobre scorso a Palazzo Chigi, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, alla presenza del Cardinal Oscar Rodriguez Maradiaga, presidente della Caritas internazionale e stretto collaboratore di Papa Francesco, e di Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari Europei.

Lo scopo è quello di creare un’applicazione che permetta di aiutare la popolazione inizialmente italiana ma, successivamente, anche mondiale a sfruttare la tecnologia presente sui dispositivi mobile al fine di migliorare la gestione dei rifiuti e degli sprechi alimentari sul territorio” spiegano gli ideatori del progetto, che diventerà pienamente operativo a partire dall’8 dicembre prossimo, quando sul proprio smartphone o tablet sarà possibile scaricare l’app multilingue Famezero, disponibile sia per sistemi Android che per iOS.

Sin da ora però è possibile registrarsi sul sito web, già attivo, scegliendo uno dei tre profili: il “donatore”, cittadini, enti, ristoranti, negozi o supermercati che mettono a disposizione degli altri il cibo avanzato (che nel caso di locali ed esercizi commerciali raggiunge quantità davvero enormi) in perfette condizioni; il “centro di raccolta”, associazioni di volontariato o altre realtà locali che smistano gli alimenti alle persone del territorio che ne fanno richiesta; l’“angelo”, una figura preziosa, che ritira personalmente il cibo offerto dal donatore e lo porta al centro di raccolta. A quanti decideranno di donare sarà sufficiente iscriversi e controllare i punti di raccolta più vicini, pubblicando un annuncio che verrà automaticamente indirizzato all’angelo di zona.

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I MIGLIORI RISTORANTI ITALIANI DEL MONDO CON L’APP DI GAMBERO ROSSO

app_gambero rossoUn viaggio avventuroso nello Yucatan o alla scoperta delle meraviglie della Grande Barriera Corallina? Una fuga romantica a Parigi o un soggiorno all’insegna del completo relax sulle spiagge della California? Non importa dove abbiate deciso di trascorrere le vacanze, da quest’anno non sentirete più la nostalgia della cucina made in Italy. Una neonata app firmata Gambero Rosso, infatti, è pronta a guidarvi nella ricerca dei migliori locali italiani oltreconfine.

Da oggi, nella numerosa famiglia delle applicazioni sviluppate dalla prestigiosa casa editrice – “Formaggi e vini”, “Sua Eccellenza Italia”, “Italian Food”, per citarne solo alcune – c’è un membro in più: si chiama “Ristoranti italiani del mondo” ed è una vera e propria mappa che localizza 365 ristoranti sparsi in 40 Paesi nei cinque continenti, disponibile per iPhone e iPad (in italiano e inglese) e scaricabile gratuitamente dall’Apple StoreRealizzata in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, la nuova app vuole essere uno strumento utile per i nostri connazionali all’estero ma intende anche valorizzare il ricchissimo patrimonio enogastronomico dello Stivale sfruttando le potenzialità del web 2.0.

Ma quali sono i criteri secondo i quali un ristorante può essere definito a pieno titolo “italiano”? Innanzitutto l’impiego di prodotti tipici, che “devono assolutamente essere nostrani”, come chiarisce il Gambero Rosso, e utilizzati per dar vita alle ricette della tradizione. Largo quindi a Parmigiano Reggiano, pasta, salumi, formaggi, olio extravergine di oliva e a “tutto quel che rappresenta l’identità gastronomica del nostro paese”. Ma anche la capacità di combinare ingredienti autoctoni – come l’agnello gallese, allevato nel Regno Unito e presente da dieci anni sul mercato italiano, il pollo di Bresse (Francia) o il pesce di altri paesi del Mediterraneo – per realizzare pietanze “coerenti con la nostra cucina”.

app gambero rosso_fratelli panellaPresentata lo scorso 30 luglio alla Città del Gusto del Gambero Rosso, a Roma – uno spazio di oltre 8mila metri quadrati sulle rive del Tevere sede di convegni, laboratori, corsi –, Ristoranti italiani nel mondo riunisce le location più esclusive e le trattorie a gestione familiare, le pizzerie e le catene che restano fedeli alla cultura gastronomica della Penisola.

E poi le filiali internazionali dei nomi dell’alta cucina – Antonino Cannavacciuolo, Davide Scabin, Pietro Parisi, Giancarlo Perbellini –, i locali di noti chef italiani che hanno scelto di trasferirsi all’estero – Adriano Baldassarre, Nino Graziani, Giorgio Locatelli – e quelli di coloro che italiani non sono, ma che hanno fatto dell’italianità a tavola il loro segno distintivo – come il tedesco Heinz Beck e la francese Annie Feolde.

Insomma, in qualunque posto vi troviate, che sia in America o Asia, in Europa o Australia, per mangiare una specialità di casa nostra vi basterà selezionare sullo schermo dell’ iPhone o dell’iPad il Paese e la città – usufruendo eventualmente della funzione “near-by” per trovare il locale più vicino – e vi apparirà la scheda del ristorante con i dati anagrafici, il prezzo medio, la mappa con il percorso, i contatti e la valutazione del Gambero Rosso.

Panetteria

BREADING, UNA APP CONTRO LO SPRECO DEL PANE

PanetteriaIl pane è un alimento prezioso, lo sapevano bene i nostri nonni che, quando diventava raffermo o iniziava a perdeva la sua freschezza, lo riutilizzavano preparando saporite zuppe e croccanti bruschette.

Oggi, invece, non solo a casa, ma soprattutto nei negozi, una quantità enorme di pagnotte, fruste, sfilatini e panini finisce tra i rifiuti. A fine giornata, infatti, quintali di pane nei forni e negozi della Penisola restano invenduti – 150/200 quintali nelle grandi città come Roma e Milano – e a questa cifra già preoccupante si somma il pane buttato via dai cittadini, una volta acquistato. Nel nostro Paese, insomma, ogni giorno vengono sprecati 13mila quintali di pane. Un dato che fa riflettere, specialmente se confrontato con il numero sempre crescente di persone che, in Italia, si rivolge alla Caritas o ad altre associazioni solidali per ricevere beni di prima necessità.

Partirà a breve, però, nel capoluogo lombardo e a Bergamo, la sperimentazione di una nuova app per smartphone e tablet che potrebbe mettere fine a un fenomeno che ha raggiunto dimensioni non più accettabili. L’obiettivo di Breading – questo il nome del progetto – è quello di creare un contatto diretto tra i panifici e gli enti no profit che si occupano della distribuzione gratuita di generi alimentari.

Semplice e geniale al tempo stesso il funzionamento della piattaforma informatica: scaricando gratuitamente l’applicazione, panettieri e fornai, invece di gettare il pane che non sono riusciti a vendere, a fine giornata potranno avvisare con un alert o un sms le organizzazioni della loro zona, che si recheranno direttamente al negozio – anche a piedi – per ritirarlo.

Il team Breading

Il team Breading

Ideata da un gruppo di bergamaschi sotto i trent’anni – Ornella Pesenti, Alessandro Maculotti, Fabio Zucchi, Riccardo Fogaroli, Florina Dumitrache, Chiara Frassolvati e Vincenzo Ferrara –, Breading è stata presentata nei giorni scorsi alla Start Cup Live 2014 di Milano – il concorso in cui si sfidano i progetti imprenditoriali più interessanti – aggiudicandosi il primo premio, mentre a ottobre parteciperà al Pioneer Festival di Vienna, tra le principali competizioni internazionali dedicate a start up e imprese innovative.

Il 1o luglio scorso i giovani ideatori di Breading hanno incontrato anche il Vice Ministro alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero, che si è mostrato entusiasta dell’iniziativa: “Da tempo lavoro contro gli sprechi – ha commentato – e questa applicazione può dare un contributo in modo semplice e lineare. Mi congratulo con questi giovani intraprendenti che hanno pensato a una start up non profit per contribuire a affrontare un problema così importante. È un bel modo per realizzare economia civile”.

E il Vice Ministro, con sguardo lungimirante, già pensa a una collaborazione virtuosa tra i negozi e i principali organismi benefici che operano nel territorio italiano e si augura che a maggio 2015, quando prenderà il via l’Expo, Breading possa essere perfettamente funzionante: “Per quanto riguarda i prossimi passi, una volta conclusa la sperimentazione che i giovani creatori di Breading hanno autonomamente strutturato a Milano e Bergamo, credo sia possibile condividere i risultati anche con il tavolo delle associazioni di Terzo Settore impegnate contro la lotta alla povertà e che assicurano pasti quotidiani, come il Banco Alimentare, Sant’Egidio e la Caritas. Sarebbe bello che proprio a Milano, in occasione di Expo 2015, si iniziasse a utilizzare questa app. Un modo per dare concretezza all’aspirazione di Expo 2015: nutrire il pianeta”.

firenze_nuna

NUNA, IL NAVIGATORE NUTRIZIONALE

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nuna_app_dieta mediterraneaCon tutti i cibi e gli alimenti di largo consumo acquistati al supermercato che entrano in cucina non è sempre facile seguire bene la Dieta Mediterranea, il modello nutrizionale più consigliato da dietologi e specialisti dell’alimentazione. Oggi ad aiutarci c’è un’App, NUNA (acronimo di Nutritional Navigator) realizzata dal team di Nunacode Srl, start-up fondata da Alessandro Casini, professore associato di Gastroenterologia e Nutrizione Umana presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze, e da Alessandro Tozzi, dirigente in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Asl 11 di Empoli. Continua a leggere

Spesa al supermercato

INTOLLERANZE ALIMENTARI, LA SPESA LA FA GENIUSFOOD

GeniusFood

Fare la spesa per coloro che soffrono di allergie o intolleranze alimentari può rivelarsi un’impresa davvero ardua. Non è facile riconoscere, tra gli scaffali dei supermercati e nella grande distribuzione, i cibi che non contengono alcuna traccia dell’elemento responsabile di una determinata reazione allergica. E se i celiaci possono trovare gli alimenti senza glutine grazie al marchio “Spiga Barrata” dell’Associazione Italiana Celiachia, agli intolleranti al lattosio, alle uova e ad altre sostanze non resta che leggere le etichette – con un grande dispendio di tempo – o “andare sul sicuro” consumando sempre gli stessi prodotti.

Dalla tecnologia sono arrivati però “gli angeli custodi della spesa”, pronti ad aiutare tutte le persone affette da intolleranza alle uova, al lattosio e al glutine e da allergia alle uova, alle proteine del latte, al pesce e ai crostacei – disturbi che, a causa di stress ambientali e psicologici, vita sedentaria, dieta sbagliata o frettolosa si stanno diffondendo in misura sempre maggiore nel nostro Paese. Basta avere uno smartphone o un tablet e scaricare l’applicazione gratuita GeniusFood, un vero e proprio assistente personale agli acquisti, disponibile sia per il sistema operativo Android che per iOS.

Spesa al supermercatoCome funziona? Una volta impostata la propria restrizione alimentare, è sufficiente inquadrare il codice a barre della confezione con la fotocamera e sul display apparirà un’icona di immediata comprensione: pollice in su per un alimento sicuro – completamente privo dell’allergene o della combinazione di sostanze indesiderate –, in giù per quello proibito e a metà per un prodotto che contiene tracce dell’allergene in minime quantità. L’app suggerisce poi, in base all’intolleranza impostata, delle possibili alternative all’alimento scelto: nel suo enorme database, in continuo aggiornamento, è catalogato infatti il 70 percento dei prodotti disponibili in un grande supermercato. Sotto l’icona del pollice è disponibile infine la lista degli ingredienti, così da permettere al consumatore attento, anche se non soffre di patologie particolari, di conoscere esattamente la composizione del cibo che sta per acquistare e mangiare.

Già premiata nella categoria “Utility” allo SMAU Mob app Award Triveneto 2013 e finalista nel concorso nazionale, GeniusFood è stata sviluppata nell’incubatore d’impresa triestino Area Science Park, da Barbara Codan, Elisa D’Este e Alvaro Rocca, che nell’ottobre scorso, dopo aver frequentato il Master in “Complex Action” della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste, hanno fondato la startup GeniusChoice. Attualmente i tre giovani ricercatori sono al lavoro per realizzare due nuove versioni dell’app, dedicate a vegetariani e vegani.

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LE APP PER UN CORRETTO STILE DI VITA

Conoscere i valori nutrizionali degli alimenti che si consumano quotidianamente è importante per scegliere cibi sani e genuini ed essere maggiormente consapevoli di ciò che l’organismo assume. Ci sono vari modi per tenersi informati e seguire così una dieta corretta ed equilibrata, ma sicuramente il più innovativo e a “portata di mano” arriva dagli smartphone.

L’App per Windows Phone…

bing salute e benessere internaDiverse sono le applicazioni disponibili che permettono di conoscere il numero di calorie, il contenuto di proteine, carboidrati, grassi, ma anche di fibre, sodio e potassio degli alimenti. Tra queste un’app mobile davvero completa è Bing Salute e Benessere, uno strumento utile per coloro che vogliono monitorare la propria dieta quotidiana e che non disdegnano qualche esercizio per tenersi in forma.

Disponibile per tutti gli utenti Windows Phone, come suggerisce anche il nome, Bing Salute e Benessere fornisce tutte le informazioni per seguire un corretto stile di vita e preservare la propria salute seguendo una giusta alimentazione. L’app inizialmente richiede di inserire alcuni parametri, tra cui età, sesso, altezza e peso, successivamente profila l’utente ed in automatico imposta l’obiettivo calorico giornaliero da non superare.

Quotidianamente è possibile segnalare le pietanze consumate e visualizzare le informazioni nutrizionali nonché il numero di calorie assunte, il database contiene ben oltre 300.000 tipi di alimenti. Ma Bing Salute e Benessere suggerisce anche centinaia di esercizi per allenarsi in tutta autonomia. Attente descrizioni accompagnate da foto e video tutorial, renderanno l’apprendimento semplice ed immediato. Una sorta di fitness tracker seguirà l’utente, mediante GPS, minuto per minuto, registrando tempi, distanza, velocità e calorie bruciate durante gli esercizi: corse, passeggiate a piedi o in bici, a seconda delle preferenze.

…e quella per IPhone

nutrivalue cookbookLa versione per iPhone è NutriValues, un’App che ugualmente aiuta a tenere sott’occhio i valori nutrizionali e le calorie degli alimenti. Ma c’è di più, navigando nella sezione Foods, l’app consente di creare personali ricette, tutte leggere e genuine. Per realizzarle è molto semplice, il primo passo è selezionare gli ingredienti che si intendono usare e indicarne la quantità impiegata (in grammi), l’App calcolerà precisamente le calorie. Dopo aver aggiunto tutti gli alimenti della ricetta, stando naturalmente attenti a non realizzare preparazione ipercaloriche, sarà possibile dare un nome al proprio piatto, descriverne il procedimento, indicare il numero delle calorie contenute ed aggiungere una foto. Nella sezione CookBook, verranno visualizzate tutte le ricette personalizzate salvate e, se si vuole, sarà possibile condividerle su Facebook tramite un click.

Ma in questa App non c’è spazio solo per gli alimenti, ma anche per i Cocktail. Nell’apposita sezione infatti è possibile trovare una vasta lista di cocktail, da quelli più noti a quelli meno, per ciascuno sono indicati: kcal e gradazione alcolica. Una volta selezionata la bevanda prescelta, comparirà un pop-up che illustrerà gli ingredienti da utilizzare per la preparazione. Uno strumento utile per chiunque voglia sperimentare la preparazione di cocktail light.

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TROVA E CONDIVIDI I TUOI PIATTI PREFERITI

Foodspotting2Come fare a scegliere dove mangiare quando si è in una città o in un luogo che non si conosce? O decidere cosa offrono i locali della propria città?

Dal 2010 c’è Foodspotting, un sito e un’App collaborativi che consentono di trovare un locale a partire dai piatti che propongono. Rigorosamente condivisi dagli avventori.

Diverse le possibilità di scelta: in base al luogo, innanzitutto, poi alla popolarità, alla data di inserimento ma anche alla categoria. E così se ci si trova a Milano si scopre che il locale più gettonato dove mangiare il risotto è il pluristellato Cracco, mentre a Napoli una pizza è consigliabile Da Michele, lo storico locale di Forcella.

Ideato da Soraya Darabi, enfante prodige americana del digitale, Foodspotting è stato definito l’App dell’anno da Wired. È un social network fotografico geolocalizzato che ha la sua forza, al pari di Pinterest o Instagram, nella produzione di contenuti da parte degli utenti stessi. Trova e condividi i tuoi piatti preferiti.

Foodspotting consente di avere in tempo reale una mappa aggiornata dei piatti e dei locali dove trovarli di ogni posto del mondo.

Intervenuta all’ultima edizione dello IAB Forum di Milano, Soraya Darabi, con un passato da manager dei progetti digitali e social media del New York Times, è considerata dalla comunità professionale internazionale uno dei 25 professionisti dei media da seguire su Twitter. Per lei Foodspotting può essere uno strumento strategico per aiutare i locali a promuoversi: “Basta avere contenuti creativi e un piccolo budget per risollevare le sorti di locali in crisi”.

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ASIAGO NETWORK, LA RETE DEGLI AMICI DELL’ASIAGO

Quando una tradizione millenaria incontra la tecnologia di oggi, un formaggio come l’Asiago può diventare il protagonista di un progetto innovativo, rivolto a tutti coloro che ne apprezzano il gusto unico e la lunghissima storia. A Vicenza, il 9 ottobre scorso è nato Asiago Network, dedicato ai ristoratori, negozianti e foodblogger che conoscono e amano il celebre formaggio, lo utilizzano nei loro piatti o lo vendono all’interno del proprio negozio.

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L’iniziativa è proposta dal Consorzio di Tutela Formaggio Asiago, che dal 1979 protegge e valorizza l’identità di questo formaggio nato nell’anno Mille nell’Altopiano di Asiago e ancora oggi prodotto secondo un autentico rito che si tramanda di padre in figlio, descritto anche dallo scrittore veneto Mario Rigoni Stern.

Asiago Network intende creare una rete di “Amici dell’Asiago DOP”, che riunisca non solo gli appassionati italiani ma anche quelli stranieri: il formaggio prodotto nelle Langhe, infatti, rappresenta un’eccellenza della gastronomia italiana all’estero ed è esportato in vari Paesi europei – Francia, Svizzera, Germania –, negli Stati Uniti e in Australia (dati CLAL). L’obiettivo e l’ambizione, come sostiene Flavio Innocenzi, direttore del Consorzio di Tutela, è di dar vita a “un grande movimento di idee, proposte e opportunità che unisca quanti apprezzano il prodotto e quello che rappresenta: una grande bandiera del Made in Italy nel mondo”.

La partecipazione ad Asiago Network è gratuita e non ha scadenza; possono candidarsi – compilando il form dedicato all’indirizzo http://www.asiagocheese.it/it/asiago-network/amici-asiago-dop/ – i ristoratori che utilizzano l’Asiago DOP nei menù, i foodblogger che lo impiegano come ingrediente delle loro ricette e i negozianti che lo propongono nel proprio punto vendita. Ai partecipanti selezionati sarà offerta l’opportunità di prendere parte a una serie di attività esclusive, come corsi di formazione, eventi e incontri riservati con i protagonisti del mondo dell’Asiago DOP e della cucina italiana e di disporre di una pagina personale online.

Per il consumatore italiano e straniero, appassionato del formaggio veneto, Asiago Network rappresenterà una sorta di mappa internazionale in cui trovare subito ricette, ristoranti e negozi uniti dal denominatore comune dell’Asiago. Tutto ciò sarà possibile anche grazie a un’apposita APP, disponibile a breve.

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LA CUCINA È SMART

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Usare un tablet come tagliere, come accade nel video che sta spopolando sul web e che abbiamo deciso di condividere, è sicuramente una gag molto divertente, ma ci dà uno spunto per riflettere sul ruolo sempre più pervasivo della tecnologia in cucina, tra utensili digitali, elettrodomestici connessi da remoto ai mobile device  e app delle più diverse.

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