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FARE LA SPESA A KM ZERO? CI PENSA LA TECNOLOGIA

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L'orto in tasca

L’orto in tasca

Nel 2014 ben 15 milioni di italiani, facendo la spesa, hanno messo nel carrello alimenti e prodotti a chilometro zero, quelli della cosiddetta “filiera corta”. Prodotti e alimenti che non devono percorrere lunghe distanze per viaggiare da un paese all’altro, inquinando e facendo lievitare i prezzi. Continua a leggere

FARE LA SPESA NEI MESI GIUSTI CON L’APP “DI STAGIONE”

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Melanzane, zucchine e peperoni in pieno inverno, zucca in primavera, cavolfiori d’estate: le stagioni sembrano essersi capovolte anche tra i banchi di frutta e verdura! Qualsiasi tipo di ortaggio, ormai, è sempre disponibile e sono in molti a portare a tavola prodotti che non rispettano il naturale ciclo di maturazione. D’altro canto, un numero crescente di persone oggi decide di fare la spesa in maniera responsabile, per non danneggiare la salute, l’ambiente e il portafogli, mettendo nel piatto cibi più sani e più buoni. Continua a leggere

I MIGLIORI RISTORANTI ITALIANI DEL MONDO CON L’APP DI GAMBERO ROSSO

app_gambero rossoUn viaggio avventuroso nello Yucatan o alla scoperta delle meraviglie della Grande Barriera Corallina? Una fuga romantica a Parigi o un soggiorno all’insegna del completo relax sulle spiagge della California? Non importa dove abbiate deciso di trascorrere le vacanze, da quest’anno non sentirete più la nostalgia della cucina made in Italy. Una neonata app firmata Gambero Rosso, infatti, è pronta a guidarvi nella ricerca dei migliori locali italiani oltreconfine.

Da oggi, nella numerosa famiglia delle applicazioni sviluppate dalla prestigiosa casa editrice – “Formaggi e vini”, “Sua Eccellenza Italia”, “Italian Food”, per citarne solo alcune – c’è un membro in più: si chiama “Ristoranti italiani del mondo” ed è una vera e propria mappa che localizza 365 ristoranti sparsi in 40 Paesi nei cinque continenti, disponibile per iPhone e iPad (in italiano e inglese) e scaricabile gratuitamente dall’Apple StoreRealizzata in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, la nuova app vuole essere uno strumento utile per i nostri connazionali all’estero ma intende anche valorizzare il ricchissimo patrimonio enogastronomico dello Stivale sfruttando le potenzialità del web 2.0.

Ma quali sono i criteri secondo i quali un ristorante può essere definito a pieno titolo “italiano”? Innanzitutto l’impiego di prodotti tipici, che “devono assolutamente essere nostrani”, come chiarisce il Gambero Rosso, e utilizzati per dar vita alle ricette della tradizione. Largo quindi a Parmigiano Reggiano, pasta, salumi, formaggi, olio extravergine di oliva e a “tutto quel che rappresenta l’identità gastronomica del nostro paese”. Ma anche la capacità di combinare ingredienti autoctoni – come l’agnello gallese, allevato nel Regno Unito e presente da dieci anni sul mercato italiano, il pollo di Bresse (Francia) o il pesce di altri paesi del Mediterraneo – per realizzare pietanze “coerenti con la nostra cucina”.

app gambero rosso_fratelli panellaPresentata lo scorso 30 luglio alla Città del Gusto del Gambero Rosso, a Roma – uno spazio di oltre 8mila metri quadrati sulle rive del Tevere sede di convegni, laboratori, corsi –, Ristoranti italiani nel mondo riunisce le location più esclusive e le trattorie a gestione familiare, le pizzerie e le catene che restano fedeli alla cultura gastronomica della Penisola.

E poi le filiali internazionali dei nomi dell’alta cucina – Antonino Cannavacciuolo, Davide Scabin, Pietro Parisi, Giancarlo Perbellini –, i locali di noti chef italiani che hanno scelto di trasferirsi all’estero – Adriano Baldassarre, Nino Graziani, Giorgio Locatelli – e quelli di coloro che italiani non sono, ma che hanno fatto dell’italianità a tavola il loro segno distintivo – come il tedesco Heinz Beck e la francese Annie Feolde.

Insomma, in qualunque posto vi troviate, che sia in America o Asia, in Europa o Australia, per mangiare una specialità di casa nostra vi basterà selezionare sullo schermo dell’ iPhone o dell’iPad il Paese e la città – usufruendo eventualmente della funzione “near-by” per trovare il locale più vicino – e vi apparirà la scheda del ristorante con i dati anagrafici, il prezzo medio, la mappa con il percorso, i contatti e la valutazione del Gambero Rosso.

BREADING, UNA APP CONTRO LO SPRECO DEL PANE

PanetteriaIl pane è un alimento prezioso, lo sapevano bene i nostri nonni che, quando diventava raffermo o iniziava a perdeva la sua freschezza, lo riutilizzavano preparando saporite zuppe e croccanti bruschette.

Oggi, invece, non solo a casa, ma soprattutto nei negozi, una quantità enorme di pagnotte, fruste, sfilatini e panini finisce tra i rifiuti. A fine giornata, infatti, quintali di pane nei forni e negozi della Penisola restano invenduti – 150/200 quintali nelle grandi città come Roma e Milano – e a questa cifra già preoccupante si somma il pane buttato via dai cittadini, una volta acquistato. Nel nostro Paese, insomma, ogni giorno vengono sprecati 13mila quintali di pane. Un dato che fa riflettere, specialmente se confrontato con il numero sempre crescente di persone che, in Italia, si rivolge alla Caritas o ad altre associazioni solidali per ricevere beni di prima necessità.

Partirà a breve, però, nel capoluogo lombardo e a Bergamo, la sperimentazione di una nuova app per smartphone e tablet che potrebbe mettere fine a un fenomeno che ha raggiunto dimensioni non più accettabili. L’obiettivo di Breading – questo il nome del progetto – è quello di creare un contatto diretto tra i panifici e gli enti no profit che si occupano della distribuzione gratuita di generi alimentari.

Semplice e geniale al tempo stesso il funzionamento della piattaforma informatica: scaricando gratuitamente l’applicazione, panettieri e fornai, invece di gettare il pane che non sono riusciti a vendere, a fine giornata potranno avvisare con un alert o un sms le organizzazioni della loro zona, che si recheranno direttamente al negozio – anche a piedi – per ritirarlo.

Il team Breading

Il team Breading

Ideata da un gruppo di bergamaschi sotto i trent’anni – Ornella Pesenti, Alessandro Maculotti, Fabio Zucchi, Riccardo Fogaroli, Florina Dumitrache, Chiara Frassolvati e Vincenzo Ferrara –, Breading è stata presentata nei giorni scorsi alla Start Cup Live 2014 di Milano – il concorso in cui si sfidano i progetti imprenditoriali più interessanti – aggiudicandosi il primo premio, mentre a ottobre parteciperà al Pioneer Festival di Vienna, tra le principali competizioni internazionali dedicate a start up e imprese innovative.

Il 1o luglio scorso i giovani ideatori di Breading hanno incontrato anche il Vice Ministro alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero, che si è mostrato entusiasta dell’iniziativa: “Da tempo lavoro contro gli sprechi – ha commentato – e questa applicazione può dare un contributo in modo semplice e lineare. Mi congratulo con questi giovani intraprendenti che hanno pensato a una start up non profit per contribuire a affrontare un problema così importante. È un bel modo per realizzare economia civile”.

E il Vice Ministro, con sguardo lungimirante, già pensa a una collaborazione virtuosa tra i negozi e i principali organismi benefici che operano nel territorio italiano e si augura che a maggio 2015, quando prenderà il via l’Expo, Breading possa essere perfettamente funzionante: “Per quanto riguarda i prossimi passi, una volta conclusa la sperimentazione che i giovani creatori di Breading hanno autonomamente strutturato a Milano e Bergamo, credo sia possibile condividere i risultati anche con il tavolo delle associazioni di Terzo Settore impegnate contro la lotta alla povertà e che assicurano pasti quotidiani, come il Banco Alimentare, Sant’Egidio e la Caritas. Sarebbe bello che proprio a Milano, in occasione di Expo 2015, si iniziasse a utilizzare questa app. Un modo per dare concretezza all’aspirazione di Expo 2015: nutrire il pianeta”.

LE APP PER UN CORRETTO STILE DI VITA

Conoscere i valori nutrizionali degli alimenti che si consumano quotidianamente è importante per scegliere cibi sani e genuini ed essere maggiormente consapevoli di ciò che l’organismo assume. Ci sono vari modi per tenersi informati e seguire così una dieta corretta ed equilibrata, ma sicuramente il più innovativo e a “portata di mano” arriva dagli smartphone.

L’App per Windows Phone…

bing salute e benessere internaDiverse sono le applicazioni disponibili che permettono di conoscere il numero di calorie, il contenuto di proteine, carboidrati, grassi, ma anche di fibre, sodio e potassio degli alimenti. Tra queste un’app mobile davvero completa è Bing Salute e Benessere, uno strumento utile per coloro che vogliono monitorare la propria dieta quotidiana e che non disdegnano qualche esercizio per tenersi in forma.

Disponibile per tutti gli utenti Windows Phone, come suggerisce anche il nome, Bing Salute e Benessere fornisce tutte le informazioni per seguire un corretto stile di vita e preservare la propria salute seguendo una giusta alimentazione. L’app inizialmente richiede di inserire alcuni parametri, tra cui età, sesso, altezza e peso, successivamente profila l’utente ed in automatico imposta l’obiettivo calorico giornaliero da non superare.

Quotidianamente è possibile segnalare le pietanze consumate e visualizzare le informazioni nutrizionali nonché il numero di calorie assunte, il database contiene ben oltre 300.000 tipi di alimenti. Ma Bing Salute e Benessere suggerisce anche centinaia di esercizi per allenarsi in tutta autonomia. Attente descrizioni accompagnate da foto e video tutorial, renderanno l’apprendimento semplice ed immediato. Una sorta di fitness tracker seguirà l’utente, mediante GPS, minuto per minuto, registrando tempi, distanza, velocità e calorie bruciate durante gli esercizi: corse, passeggiate a piedi o in bici, a seconda delle preferenze.

…e quella per IPhone

nutrivalue cookbookLa versione per iPhone è NutriValues, un’App che ugualmente aiuta a tenere sott’occhio i valori nutrizionali e le calorie degli alimenti. Ma c’è di più, navigando nella sezione Foods, l’app consente di creare personali ricette, tutte leggere e genuine. Per realizzarle è molto semplice, il primo passo è selezionare gli ingredienti che si intendono usare e indicarne la quantità impiegata (in grammi), l’App calcolerà precisamente le calorie. Dopo aver aggiunto tutti gli alimenti della ricetta, stando naturalmente attenti a non realizzare preparazione ipercaloriche, sarà possibile dare un nome al proprio piatto, descriverne il procedimento, indicare il numero delle calorie contenute ed aggiungere una foto. Nella sezione CookBook, verranno visualizzate tutte le ricette personalizzate salvate e, se si vuole, sarà possibile condividerle su Facebook tramite un click.

Ma in questa App non c’è spazio solo per gli alimenti, ma anche per i Cocktail. Nell’apposita sezione infatti è possibile trovare una vasta lista di cocktail, da quelli più noti a quelli meno, per ciascuno sono indicati: kcal e gradazione alcolica. Una volta selezionata la bevanda prescelta, comparirà un pop-up che illustrerà gli ingredienti da utilizzare per la preparazione. Uno strumento utile per chiunque voglia sperimentare la preparazione di cocktail light.

MANGIARE ETICO? UN’APP TI DICE DOVE

foto interna ristoranti eticiLeggere le recensioni on-line di ristoranti e pizzerie prima di recarvisi è ormai diventato un passaggio fondamentale, quasi inconsapevole. Tante le App disponibili ed i siti, più o meno accreditati, che sono pronti a fornire tutti i feedback degli utenti che già hanno avuto modo di “sperimentare” il luogo prescelto.

Ma i commenti che usualmente si leggono riescono a dare le reali garanzie di qualità dei menù proposti? L’associazione no-profit America for Animals si pone l’obiettivo di offrirle, attraverso la recente App per smartphone che cataloga e recensisce i ristoranti che, con impegno, offrono un menù di tipo etico.

Ma cosa si intende per cibo “etico”? Innanzitutto “sicuro” per la salute delle persone, prodotto da piante o animali non geneticamente modificati (OGM), che rispetta l’ambiente e la natura. Un concetto che si sta facendo sempre più strada tra le esigenze dei consumatori e che vede nella trasparenza produttiva e nella tracciabilità dei prodotti, senza dubbio dei punti a favore.

In questo caso, l’associazione vuole contribuire, nel suo piccolo, ad aiutare le persone a scegliere del cibo sano e “pulito” e per farlo ha sviluppato l’applicazione “The Humane Eating Project”, dove per ‘humane eating’ si intende un’alimentazione “umana”, compassionevole.

L’applicazione Humane Eating Project non solo indica dove è possibile trovare i ristoranti per vegetariani e vegani, ma più in generale segnala i ristoranti che si riforniscono da allevamenti non-intensivi.

foto cell ristoranti eticiAd oggi l’app raccoglie oltre 16.000 ristoranti, nei quali si può mangiare bene e sapere da dove proviene ciò che viene servito in tavola. I ristoranti sono suddivisi in vegani, vegetariani e ristoranti tradizionali riferendosi a quelli che servono carne e  pesce. Le diverse tipologie sono contraddistinte da colori diversi e vengono localizzati su una mappa. Per ciascuno è possibile risalire con certezza ad una serie di informazioni sui fornitori.

La finalità che si pone il progetto è quella di sostenere i ristoranti che vogliono scegliere metodi di ristorazione più etici, sostenibili e rispettosi dell’ambiente e delle specialità autoctone. Per far ciò periodicamente l’associazione America For Animals invia ad alcuni gestori di locali, suggeriti dagli stessi utenti, una lettera in cui si danno consigli su come modificare il proprio menù in questa direzione.