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IL SEGRETO DELLE FETTUCCINE ALL’ALFREDO

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Fettuccine AlfredoLe fettuccine con burro e parmigiano sono amatissime da adulti e bambini: grazie al loro sapore delicato e alla consistenza cremosa piacciono proprio a tutti e sono perfette per una ‘cena dell’ultimo minuto’, quando il tempo da trascorrere ai fornelli è poco o la dispensa è vuota, ma non si vuole rinunciare a qualcosa di appetitoso. Forse non tutti sanno che questa semplice e buonissima ricetta ha alle spalle oltre un secolo di storia e che – all’estero molto più che in Italia – è famosa con il nome di “Fettuccine all’Alfredo”. Continua a leggere

IL RISO ALLA PILOTA, LA RICETTA DEI “PILADOR” DI CASTEL D’ARIO

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Riso alla pilota Castel d’Ario, piccolo borgo del mantovano a 20 km dal capoluogo, da secoli terra di risaie, è la patria di uno dei piatti più famosi della gastronomia di Mantova e dell’intera Penisola: il riso alla pilota. ‘Riso’ e non ‘risotto’, perché per prepararlo si segue un procedimento differente: i chicchi, infatti, non vengono tostati e poi cotti con l’aggiunta del brodo, ma lessati in acqua per una decina di minuti e in seguito insaporiti con il condimento – una spolverata generosa di grana grattugiato e la ‘salamella’ (una salsiccia fresca fatta con parti magre della spalla suina e grasso di pancetta e prosciutto), che viene privata del budello, sbriciolata e rosolata in abbondante burro. Per cucinarlo i casteldariesi utilizzano esclusivamente il Vialone Nano, una varietà che qui viene coltivata dai primi decenni del Novecento, caratterizzata da granelli ricchi di amido che tengono al meglio la cottura. Continua a leggere

NON CHIAMATELI POLPETTE: I MONDEGHILI MILANESI

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Piccoli e invitanti bocconcini di carne tritata, pane e formaggio grattugiato, fritti nel burro. Ma non chiamateli polpette. I mondeghili sono tra le più golose specialità della cucina milanese: nati come piatto di riciclo, per recuperare il bollito misto o l’arrosto avanzato dal pranzo della domenica o dei giorni di festa, sono ricavati mescolando la carne ben fredda con uova, salsiccia sminuzzata, una michetta rafferma – il tipico panino lombardo soffiato, diffuso nel resto d’Italia col nome di rosetta – ammorbidita nel latte, un trito di aglio e prezzemolo, grana padano grattugiato, sale, pepe e un pizzico di noce moscata. Continua a leggere

IL GATEAU DI PATATE

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Potato gateau.E’ tra i piatti unici preferiti dagli italiani, tanto da essere diventato immancabile nei menù di ristoranti, tavole calde e gastronomie e finanche nei banchi frigo dei supermercati, dove si trova porzionato. Continua a leggere

IL SALTIMBOCCA ALLA ROMANA

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Bracioline di vitella di latte, condite leggermente con sale e pepe, sopra ognuna delle quali si pone mezza foglia di salvia (una intera sarebbe di troppo) e sulla salvia una fettina di prosciutto grasso e magro. Per tenere unite insieme queste tre cose s’infilzano con uno stecchino da denti e si cuociono col burro alla sauté; ma vanno lasciate poco sul fuoco dalla parte del prosciutto perché questo non indurisca”. Continua a leggere

I CAPPELLACCI DI ZUCCA VIOLINA DI FERRARA

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cappellacci di zucca violinaNon solo lasagne, tortellini e tagliatelle al ragù. Nella variegata tradizione della pasta fresca in Emilia-Romagna, accanto a questi succulenti primi ne compare uno delicatissimo, fatto di ingredienti poveri ma nato negli ambienti nobili della Ferrara rinascimentale: i cappellacci di zucca. Questi grossi tortelli ripieni di zucca sono tra i piatti più rinomati e apprezzati della gastronomia ferrarese; ne eguagliano la fama soltanto l’anguilla di Comacchio, la salama da sugo e il celebre panpepato natalizio. Continua a leggere

BOLLITA O ALLA GRIGLIA LA PANNOCCHIA FA BENE

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mais arrostitoQuando Cristoforo Colombo arrivò a Hispaniola, nelle Antille, la prima colonia del Nuovo mondo, tra il 1492 e il 1493, gli indigeni Arahuaco già consumavano pannocchie bollite o arrostite. Continua a leggere

PANE BURRO E ACCIUGHE DI PASQUALE TORRENTE

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pane, burro e alici

Foto: Danilo Giaffreda

Quello che per secoli è stato uno spuntino tra i più salutari e nutrienti per chi viveva in zone di mare ma non solo, negli ultimi anni era scomparso dalla tavole. Ora, grazie a Pasquale Torrente – e a Oscar Farinetti che ha scommesso su di lui, volendolo a tutti i costi con i suoi piatti a base di alici e i suoi prodotti a Eataly – sta tornando protagonista dell’alimentazione quotidiana. Come si fa a non iniziare un pasto con pane, burro e alici?” ha affermato Pasquale Torrente durante l’ultima edizione di Identità Golose. Come non dar ragione allo chef di Cetara che ha riabilitato le alici restituendo loro quella dignità che le mode, la diffusione di pesci più “nobili” e pregiati, ma soprattutto critici gastronomici più o meno famosi, avevano loro tolto. Continua a leggere

LA COLAZIONE NEL MONDO

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Prima colazioneSecondo i nutrizionisti è un pasto indispensabile, perché assicura all’organismo il giusto apporto di energia dopo il lungo digiuno notturno. La colazione, però, oltre a essere di fondamentale importanza per il benessere di corpo e mente, è un’esperienza culturale Continua a leggere

I 10 DOLCI DEL CARNEVALE

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Semplici e golosi. I dolci del Carnevale italiano, ricette che hanno alle spalle secoli di storia, sono preparati con ingredienti presenti in tutte le dispense, come farina, latte, zucchero, burro, uova e, in alcuni casi, cioccolato fondente o miele. Senza dimenticare l’olio di semi: tranne che in poche eccezioni, infatti, il dolce del Martedì Grasso è per eccellenza fritto. Continua a leggere

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Sono i kg di burro consumati da un italiano nel corso di un anno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BreakfastDividendo i 2,3 kg di burro consumati annualmente, risulta che ogni italiano ne mangia non più di 6,5 grammi al giorno (Clal). Molto meno dei 10 grammi della razione massima consentita. Ma in questa quantità c’è tutto il burro consumato, quello crudo ma anche quello utilizzato nella preparazione di piatti freschi e prodotti dei più diversi. Dunque non c’è da preoccuparsi. Piuttosto potremmo mangiarne un po’ in più, recuperando anche abitudini perdute come il classico pane, burro e marmellata.

Dopo esser stato demonizzato per oltre 40 anni, da quando, nel 1970, con il famoso studio dei “sette paesi”, i ricercatori individuarono una correlazione tra il livello di colesterolo e le malattie cardiache, oggi il burro è stato completamente riabilitato ed è considerato un alimento importante nella dieta quotidiana. La conferma viene da una ricerca del cardiologo Aseem Malhotra pubblicato sul British Medical JournalSaturated fat is not the major issue“.

Di fatto non mangiamo burro ogni giorno, dunque nessun problema. Il suo consumo, dopo quasi trent’anni, sta tornando a crescere. È preferibile consumarlo crudo, magari spalmato su una fetta di pane caldo a colazione o come base per crostini con acciughe o caviale. In alcuni casi è consigliabile alternarlo all’olio extra vergine di oliva. È indispensabile nella preparazione di alcuni piatti come il riso all’inglese (con il burro) o nei ravioli o tortelli alla salvia. Se non è utilizzato per friggere e lo si porta al punto di fumo non fa male, neanche usato come condimento, per esempio di spinaci o carote.

Dunque il burro non fa male, anzi secondo il cardiologo inglese, può avere effetti positivi. È molto digeribile rispetto ad altri grassi ed è ricco di vitamina A. Certo, 20 grammi di burro forniscono circa 50 mg di colesterolo, ma non meno di una piccola bistecca o di tanti altri alimenti.