Archivi tag: Capodanno

Migliaccio

IL 2017 A TAVOLA SECONDO GOOGLE TRENDS

MigliaccioIl 2017 ci ha appena salutato e come sempre si guarda indietro prima di ripartire verso un nuovo anno, sicuramente ricco di sorprese. Google Trends ci aiuta nel bilancio annuale pubblicando, come ogni anno, la classifica degli argomenti più ricercati nel 2017.

Nella sezione delle ricette quest’anno primeggia il migliaccio napoletano un dolce tipico del periodo di Carnevale, in origine era una specie di polenta di miglio fritta o cotta al forno. Oggi per prepararlo si usa invece il semolino al quale si unisce zucchero, uova, burro, ricotta e latte, ingredienti simili al ripieno delle famosissime sfogliatelle napoletane, per questo la torta viene chiamata anche sfogliata. Al secondo posto della classifica compare la carbonara protagonista anche della sezione di Google Trends: come si prepara… Un piatto della tradizione composto da pochi ingredienti che è importante scegliere con cura e cucinare con attenzione per un risultato ottimale.

CarbonaraAl terzo posto della classifica si trova la Pastiera, altro grande classico partenopeo, questa volta servito tradizionalmente a Pasqua.  Si trovano poi la caponata siciliana, la ribollita, l’amatriciana e il gateau di patate mostrando una prevalenza di ricette del centro sud tra i gusti degli italiani. Nella classifica poi, appaiono anche altri dolci come le fave dei morti, il castagnaccio e la colomba quest’ultima ricerca stupisce perché è un dolce un po’ complicato da preparare, come tutti i lievitati ha bisogno di molta cura, forse questo dato rileva una voglia di portare in tavola cibi genuini.

Olive in salamoiaLa cucina è sempre presente nelle curiosità italiane, oltre alla carbonara infatti nella sezione come si prepara, compaiono al primo posto le olive in salamoia, ma tra i primi dieci ricercati si trova anche la marmellata di albicocche, il pesto e la crema pasticcera.

Il minimo comun denominatore delle ricette più ricercate su google sembra essere la tradizione e la voglia di portare nuovamente in tavola i piatti della nonna, un desiderio di mangiare con semplicità alla ricerca di quei gusti che hanno accompagnato l’infanzia.

shutterstock_532086724

A CAPODANNO? LENTICCHIE!

Si avvicina l’ultimo giorno dell’anno, quando per tradizione si usa passare una divertente serata in compagnia degli amici più cari. I più festaioli cercano un locale dove rimanere fino a tarda notte e ballare fino allo sfinimento, in molti casi si tratta di posti in cui si può anche cenare. Le persone che invece amano maggiormente la tranquillità, organizzano una serata in casa. In ognuna di queste situazioni però c’è una certezza: le lenticchie!

L’ultimo dell’anno nei ristoranti e nelle case degli italiani indubbiamente si brinda a mezzanotte, ma con altrettanta sicurezza si può affermare che consumano questi piccoli e saporitissimi legumi. Una tradizione antica, fin dai tempi dei romani infatti si usava regalare la scarsella, un borsa di cuoio da legare in vita e piena di lenticchie, con l’augurio che si trasformassero in monete sonanti. Ecco perché ancora oggi a capodanno si dice che le lenticchie ‘portino soldi’.

shutterstock_532086724Le più conosciute sono quelle di Castelluccio, un  piccolo borgo in Umbria. Sono piccole, saporite e particolarmente comode da utilizzare in cucina perché non necessitano di ammollo.

L’abbinamento più frequente è con il cotechino e lo zampone, spesso però quando si arriva a questo punto della cena ci si trova ad aver già esagerato con antipasti e primi e si finisce con il rifiutare proprio il piatto più tradizionale o di assaggiarne solo qualche boccone per superstizione.

Le lenticchie si possono però proporre ai propri commensali seguendo ricette più originali e che permettano di gustarsele al meglio. Proporle già come ingrediente del primo piatto potrebbe essere una soluzione. Una zuppa vi pare una preparazione troppo poco festosa? Provate con un risotto con cotechino e lenticchie. Davvero goloso!

shutterstock_304765235Si può anche preparare un ottimo ragù con le lenticchie. Preparando un soffritto con sedano carote e cipolla e qualche cubetto di pancetta e facendole cuocere salsa di pomodoro, quando saranno cotte bisognerà frullarle una parte, se necessario allungarle con brodo o pomodoro e condire le tagliatelle, il risultato vi stupirà!

Le lenticchie si possono usare anche per ottenere degli ottimi hamburger, frullandole e impastandole con uova e pangrattato. Ma se volete davvero lasciare a bocca aperta i vostri ospiti potete preparare un dolce con le lenticchie. In rete si possono trovare numerose ricette che prevedo nell’impasto l’utilizzo di questo legume.

shutterstock_348208976

LE RICETTE PIÙ CLICCATE DEL 2016

shutterstock_348208976In questi ultimi giorni dell’anno si usa fare il bilancio dei mesi precedenti e magari dei buoni propositi per quelli che stanno arrivando. Guardando i risultati di Google Trends sul 2016 si scopre cosa gli italiani hanno amato e cercato su internet negli ultimi 12 mesi.

La ricetta più cercata su Google nel 2016 è stata quella del tiramisù, un grande classico, capace di far felici tutti. Al secondo posto un contorno squisito, la peperonata. Al terzo posto, invece, troviamo una preparazione tipica del Piemonte, le zucchine in carpione. La parola ‘carpione’ indica la marinatura a base di vino e aceto, utilizzata originariamente per insaporire  e conservare il pesce fritto, ma in seguito usata anche per carne e verdure.

shutterstock_227387185Probabilmente in questi giorni di festa avete trovato sulle vostre tavole un goloso panettone gastronomico, magari farcito con gli ottimi salumi Rovagnati. A giudicare dalle ricerche infatti, gli italiani sembra che quest’anno abbiamo molta voglia di prepararlo. Al quinto posto delle ricette più cliccate nel 2016 troviamo proprio questa impegnativa preparazione.

Al settimo posto invece si trova il mojito, ma ancora più del cocktail, è stata cercata la ricetta della torta al mojito, una variante particolarmente festaiola della più famosa cheescake.

Al decimo posto poi si trova l‘amatriciana ricerca che ha scalato le classifiche negli ultimi mesi, in seguito al terremoto in Centro Italia.

Interessante inoltre, scoprire qual è la ricerca più frequente nella sezione ‘come fare’. In tanti si sono chiesti ‘come fare il gelato al caffè in casa’ e per soddisfare quella che sembra essere una curiosità molto comune, vi proponiamo la ricetta adatta. Potete provare a prepararlo per la cena di Capodanno, il dessert perfetto per la notte più lunga dell’anno!

Ricetta Gelato al caffèshutterstock_329393366

Ingredienti

40 g di caffè solubile

2 uova

150 g di zucchero

500 ml di panna fresca

1 bicchiere di latte

1 baccello di vaniglia

Preparazione

Monta i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema densa. Taglia a metà il baccello di vaniglia,  preleva i semi all’interno e uniscili al latte. Aggiungi il caffè al latte e amalgamali ai tuorli montati. Monta la panna e versala nei tuorli aromatizzati al caffè. Infine monta anche gli albumi a neve ferma e mescolali al preparato, facendo attenzione che il composto non si smonti. Quando sarà tutto ben amalgamato riponi il preparato in freezer per 4 ore circa, al termine puoi servire il tuo gelato.

Aspic

L’ASPIC, UNA RICETTA FRANCESE PER IL CENONE DI CAPODANNO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

AspicCon il tonno, con le uova o il prosciutto cotto, i peperoni o i sottaceti, il pollo o il manzo, il salmone o i crostacei. L’aspic è una celebre ricetta originaria della cucina francese, ma conosciuta e apprezzata anche nel resto d’Europa – in particolare tra Germania, Austria, Finlandia, Croazia –, in Russia e nella nostra Penisola: una preparazione di carne, pesce o verdure in gelatina – da mangiare fredda –, che con il suo gusto raffinato e la forma elegante è perfetta per stupire gli ospiti durante un’occasione speciale. Nelle case e nei ristoranti di Milano rappresenta il classico antipasto del Cenone di Capodanno, precedendo gli agnolotti in brodo di cappone e l’immancabile zampone (o cotechino) con le lenticchie. Continua a leggere

www.materacitytour.it

CAPODANNO A MATERA, TRA IL FASCINO DEL PRESEPE VIVENTE E I SAPORI INTENSI DELLA LUCANIA

[vc_column_text width=”1/3″ el_position=”first”]

Sassi Di Matera in Basilicata

[/vc_column_text] [vc_column_text width=”1/3″]

Matera sotto la neve

[/vc_column_text] [vc_column_text width=”1/3″ el_position=”last”]

www.rievocare.it

www.rievocare.it

[/vc_column_text] [vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

La visita ad uno dei presepi viventi più suggestivi del mondo, quello allestito nei Sassi di Matera, dall’1 al 3 gennaio, è una buona occasione per conoscere la città che sarà Capitale della Cultura nel 2019. La rappresentazione della Natività, infatti, dopo il successo ottenuto nei weekend tra il 4 e il 20 dicembre, andrà in scena nuovamente ad inizio anno. Continua a leggere

Pranzo di Natale

IL PRANZO DEL NATALE 2015: UN MIX DI TRADIZIONE E ORIGINALITÀ

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Pranzo di NataleNatale all’insegna dei prodotti locali, sia a tavola che per i regali. Quello del 2015 segna definitivamente il ritorno al tradizione. I primi segnali c’erano stati già negli ultimi due anni, ma quest’anno, da Nord a Sud della Penisola, sarà un trionfo delle ricette regionali e locali e dunque dei cibi tipici. Tortellini in brodo rigorosamente fatti a mano in Emilia Romagna, il Cappone lesso o arrosto in Lombardia, Friuli e Toscana. La pasta con le sarde in Sicilia. Le lenticchie accomunano tutti così come Pandoro e Panettone che si affiancano ai dolci tipici come gli struffoli per la Campania o il panpepato per Lazio e Umbria. Tra le ‘novità’ del Natale 2015 c’è un interessante ritorno al passato con la riscoperta di cibi e piatti dei nostri antenati, dalla storia millenaria. Come la manna, che sfamò gli israeliti durante il loro viaggio verso la Terra Promessa e che ancora oggi viene prodotta nelle Madonie, grazie a un gruppo di agricoltori siciliani che l’hanno salvata dall’estinzione estraendola dal tronco del frassino. O il vino cotto pugliese, erede dell’antica bevanda romana già citata da Apicio nel De re coquinaria (I secolo d.C.): preparato facendo ridurre a lungo, a fiamma dolcissima, il mosto fresco d’uva, fino a raggiungere la consistenza di uno sciroppo, accompagna i dolci natalizi regionali come le cartellate e i mustazzoli. Continua a leggere

Albero torino 2015

LUCI D’ARTISTA E RICETTE PRELIBATE PER IL NATALE A TORINO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

TorinoPiazza San Carlo, TorinoGalleria Subalpina, Torino

Durante il periodo natalizio Torino si trasforma in un grande museo a cielo aperto rischiarato dalle “Luci d’artista”, 20 opere d’arte luminose firmate da artisti italiani, che fino al 10 gennaio 2016 faranno brillare le principali piazze e strade del capoluogo piemontese. Un appuntamento – quest’anno alla 18esima edizione – che richiama numerosi turisti dal resto della Penisola e dall’estero, che arrivano per vedere per la prima volta la città o per riscoprirla sotto una ‘luce’ diversa e molto suggestiva. Continua a leggere

Riciclare gli avanzi

GLI AVANZI DELLE FESTE SI RICICLANO CON CREATIVITÀ

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Riciclare gli avanziIl 2015 si apre con una buona notizia sul fronte della sostenibilità: tra Natale e Capodanno gli italiani hanno ridotto sensibilmente la quantità di cibo sprecato. È quanto emerge da un’indagine realizzata da Coldiretti e dall’Istituto Ixè, che hanno analizzato il comportamento dei nostri connazionali a tavola durante le feste di fine anno, appena concluse. Continua a leggere

www.globeholidays.net

IL CENONE DI CAPODANNO: CAPPON MAGRO, IMMANCABILE IN LIGURIA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

www.globeholidays.net

www.globeholidays.net

Il protagonista della cena di San Silvestro a Genova e più in generale in Liguria è il Cappon Magro, che a dispetto del nome non è un gallo, ma un pesce, il Cappone.

Noto anche come Gallinella, è diffuso lungo tutto il mar Tirreno, ma solo qui è considerato un lusso, tanto da diventare, tradizionalmente, il piatto principale del menù delle feste ed in particolare del 31 dicembre. Continua a leggere

Alberobello

ALBEROBELLO, CAPODANNO TRA I TRULLI ILLUMINATI E LE SPECIALITÀ DELLA PUGLIA

[vc_column_text width=”1/3″ el_position=”first”]

Alberobello

Alberobello

[/vc_column_text] [vc_column_text width=”1/3″]

www.charmingtrulli.com

www.charmingtrulli.com

[/vc_column_text] [vc_column_text width=”1/3″ el_position=”last”]

tipicoresort.it

tipicoresort.it

[/vc_column_text] [vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Fasci di luce colorata che si proiettano sui trulli e i vicoli di Alberobello, creando un’atmosfera quasi fuori dal tempo. Fino al 6 gennaio 2015 è in corso la prima edizione dell’Alberobello Light Festival, evento patrocinato dall’Unesco che per un mese trasforma la cittadina in provincia di Bari in un luogo incantato e carico di suggestione. Continua a leggere

Pranzo/Cena di Natale

IL NATALE A TAVOLA DEL BELPAESE È ALL’INSEGNA DELLA TRADIZIONE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

PrPranzo/Cena di Nataleanzi e cenoni in famiglia; menu rigorosamente home made e a base di prodotti a km zero; un budget più cospicuo per il cibo che per i regali. È quanto emerge dal sondaggio di Coldiretti/Ixe “Il Natale sulle tavole degli italiani”, che fotografa le tendenze gastronomiche del Belpaese nel periodo delle feste. Continua a leggere

Zampone

ZAMPONE DI MODENA, IL SALUME DELL’ALLEGRIA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

ZamponeSe volete allegria, mangiate modenese, lo zampone dà gioia ad un animo triste”, consigliava Émile Zola ai suoi lettori. Evidentemente lo scrittore francese apprezzava molto la cucina romagnola, in particolare il robusto insaccato – dal 1999 tutelato dal marchio IGP – che qui viene prodotto da oltre cinquecento anni, con parti magre e cotenna di maiale accuratamente selezionate, insaporite con aromi naturali e infilate dentro la pelle della zampa anteriore suina. Continua a leggere

cena tra amici

ESPLORARE I VERI SAPORI DEL MONDO CON NEW GUSTO

new gusto

L’autentica paella spagnola preparata da Alvaro, nella sua casa di Madrid, la ratatouille parigina di Federica, il tradizionale Yorkshire pudding con il roast beef di Alex, che vive a Manchester, o il lomo saltado, un antico piatto della cucina peruviana a base di carne di manzo saltata in padella con cipolle e peperoni gialli, da assaggiare nella cucina di Jecchu, a Lima.

Sono alcune delle specialità internazionali che compaiono – insieme a tante altre del nostro paese – nel “menu” di New Gusto, la piattaforma di social eating che permette di provare la vera cucina della località in cui si è in vacanza, mangiando a casa delle persone del posto. Per coloro che trascorreranno fuori il ponte dell’Immacolata oppure si concederanno un viaggetto durante le prossime feste di Natale o Capodanno, quindi, uno strumento prezioso per non imbattersi in ristoranti turistici e gustare a prezzi contenuti le pietanze della gastronomia locale.

cena tra amiciEsplorare il mondo alla scoperta di piatti e ricette sconosciute, lasciandosi sorprendere da nuovi sapori e da cibi mai assaggiati”. Questa la filosofia della start-up tutta italiana – più precisamente, abruzzese – nata alla fine del 2011 da un’idea di Cristiano Mazzocchetti, amante dei viaggi e della buona tavola, che l’ha fondata insieme a Graziano Romanelli  (visual designer), Giovanni Di Gregorio (sviluppatore web) e Antonio Ruscitti (sviluppatore mobile).

Oggi il sito conta 15mila utenti distribuiti tra l’Europa (Francia, Spagna, Germania, Olanda, Regno Unito), gli Stati Uniti (New York, Chicago) e il Sud America (numerosissimi quelli argentini). Molti gli iscritti italiani, pronti ad accogliere nelle proprie case i turisti desiderosi di conoscere un po’ meglio le città della Penisola attraverso le sue tante prelibatezze culinarie, ma anche di vivere un’esperienza decisamente insolita – condividere la tavola con sconosciuti – e incontrare gente nuova.

Per entrare nella community e cercare un home restaurant in cui mangiare è sufficiente registrarsi al sito scegliendo il profilo “free”, completamente gratuito, poi andare nell’area “explore” e selezionare la località desiderata: a questo punto compariranno i piatti e gli home chef che li cucinano, con l’indirizzo delle loro abitazioni, e sarà già possibile prenotare un pranzo o una cena dall’altra parte del pianeta, pagando a colui che offre il pasto solo un rimborso per le spese. Gli aspiranti home chef, invece, possono iscriversi a New Gusto scegliendo il profilo “pro” (19 euro l’anno), per ospitare fino a dodici persone e caricare le foto delle loro creazioni con i relativi prezzi; la community è aperta pure ai ristoranti – con il profilo “stunning” ad un costo di 89 euro annui –, dando la possibilità ai gestori dei locali di far conoscere la propria attività oltreconfine.

il castello di Trauttmansdorff

CAPODANNO A MERANO, TRA MERCATINI E BUONA TAVOLA

Un luogo che sembra fuori dal mondo, dove trascorrere qualche giorno per ricaricare il corpo e la mente e prepararsi al meglio all’arrivo del nuovo anno. Merano, in Trentino Alto Adige, è la meta ideale per godersi una vacanza rilassante e – perché no – per festeggiare il Capodanno, accogliendo il 2014 tra incantevoli paesaggi innevati, lunghe passeggiate e buona tavola. Nel periodo natalizio la cittadina in provincia di Bolzano, come molti altri comuni altoatesini, ospita i suggestivi mercatini, che grazie alle luci, alle bancarelle e alle delizie gastronomiche creano un’atmosfera quasi magica.

Circondata dai monti delle Dolomiti e da quattro valli trentine – Val Venosta, Val Passiria, Val d’Adige e Val d’Ultimo –, grazie al suo clima mite Merano era frequentata spesso da Franz Kafka e amata dall’imperatrice Elisabetta d’Austria, che trascorse qui gli inverni del 1870 e del 1889. Oggi a Sissi è dedicato il sentiero che collega il centro storico della città a Castel Trauttmansdorff, una costruzione medievale famosa soprattutto per i giardini omonimi, che si estendono su una superficie di 12 ettari e racchiudono una ricchissima varietà di piante – mediterranee ed esotiche –, tale da renderli uno degli orti botanici più belli d’Italia.

Knodel con lo speck in brodo - primi Trentino Alto AdigeTra un’escursione e l’altra, non può mancare una sosta nei ristoranti e nelle caratteristiche locande, per gustare le specialità gastronomiche dell’Alto Adige. Il primo piatto del periodo delle feste è costituito dai canederli – knödel in tedesco –, polpettine preparate con pane raffermo, latte, uova, noce moscata e speck, condite con burro e salvia oppure cotte in brodo di carne. E proprio lo speck è un’altra specialità del Tirolo, riconosciuta con il marchio IGP e protetta dal Consorzio Tutela Speck Alto Adige. L’ideale è accompagnarlo con i due tipi di pane tipici della regione, lo Schüttelbrot, a base di farina di segale e croccante, e il Paarl, realizzato con farina di segale e di frumento, con semi di finocchio e cumino. Da assaggiare poi il Gröstl tirolese, patate arrostite in pentola con carne, prosciutto o speck.

E, per concludere il pasto, oltre all’immancabile strudel fatto con le mele locali, il dolce di Natale e Capodanno in Trentino è rappresentato dallo Zelten, Sweet Fruite breaduno squisito pane preparato con fichi secchi, uvetta, mandorle, noci, canditi, cannella, chiodi di garofano e miele, di colore scuro grazie alla presenza della farina di segale nell’impasto.

In inverno Merano – così come i vicini Marlengo, Nalles, Tirolo e Scena – è naturalmente una destinazione privilegiata dagli amanti delle alte quote e degli sci, ma offre anche la possibilità di camminare nella natura incontaminata, di pattinare sulle piste ghiacciate, di fare il pieno di benessere nel grande complesso termale e di soddisfare la propria sete di conoscenza visitando i numerosi castelli della zona, antiche costruzioni sorte tra il X e il XVI secolo. Infine, è d’obbligo una tappa al Kurhaus, l’edificio in stile Liberty simbolo della città, inaugurato nel 1874 come luogo di cura, di svago e intrattenimento, con aree dedicate alla conversazione, al gioco, il teatro, sale da ballo. Con l’apertura della seconda ala, il Kursaal, nel 1914, il palazzo è diventato sede di convegni e ancora oggi ospita concerti, feste, banchetti e sfilate.

cotechino con lenticchie

IL PROTAGONISTA DEL CENONE DI CAPODANNO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Dici cotechino o zampone e il pensiero corre subito alle feste tra Natale e Capodanno, di cui sono, ormai, un piatto immancabile. Il cotechino è considerato addirittura beneaugurante se consumato con le lenticchie durante il “cenone” di San Silvestro. Continua a leggere