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I 20 PIATTI TIPICI REGIONALI DELLA PASQUA ITALIANA

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Easter table setting with spring flowers and cutleryDa Nord a Sud del Belpaese, il protagonista della tavola di Pasqua è sicuramente l’agnello, diffuso quasi ovunque, ma ci sono anche tante pizze e torte salate che vengono consumate a colazione o come antipasto, accanto alle uova sode – che per la loro forma circolare, senza inizio né fine, simboleggiano la Resurrezione – e ai salumi.

E poi ortaggi di stagione, come le puntarelle laziali o le ‘castraure’ venete, la pasta fatta in casa dell’Emilia o i ricchi sformati siciliani: la domenica di resurrezione in ogni località della Penisola c’è una ricetta speciale che non può mancare in questo giorno di festa. Continua a leggere

LA PASQUA 2015 DEGLI ITALIANI? TRADIZIONE E DIETA MEDITERRANEA

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Tavola di PasquaCarciofi, asparagi, insalata per accompagnare sfoglie ripiene e torte salate, oltre naturalmente all’immancabile tagliere di affettati, formaggi e uova sode. A Pasqua gli italiani porteranno in tavola piatti della tradizione e ingredienti del territorio. Lo conferma il Polli Cooking Lab, l’Osservatorio sulle tendenze alimentari promosso dall’omonima azienda toscana che, attraverso un sondaggio condotto su un campione di 130 esperti – nutrizionisti, chef, food blogger – ha individuato le tendenze gastronomiche delle prossime festività pasquali. Continua a leggere

COSA METTERE NEL CESTINO DEL PICNIC A PASQUETTA

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cestino da picnic La gita fuori porta del lunedì in Albis è un “rito” irrinunciabile per molti italiani. E con essa il picnic. Una breve “fuga dalla città”, alla ricerca di un angolo verde dove trascorrere una giornata di relax e allegria in compagnia degli amici, Continua a leggere

250Sono i grammi di salumi che ogni italiano, in media, consuma nel periodo di Pasqua

 

 

 

 

 

 

 

Salumi di PasquaUna volta i salumi si consumavano solo a Pasqua o in poche feste importanti, anche familiari, come i sacramenti. Oggi sono disponibili tutto l’anno ma è rimasta la tradizione di mangiarli durante la Settimana Santa. Una consuetudine alimentare che affonda le radici nel Medioevo ed è legata alla macellazione del maiale che avveniva tra il 13 dicembre, festa di Santa Lucia, e il 14 gennaio, quando la Chiesa Cattolica celebra Sant’Antonio.

A seconda delle regioni italiane nei giorni della Settimana Santa si consumano salame o coppa, capocollo o soppressate, pancetta arrotolata, salsiccia dolce o piccante, culatello, la ‘nduja calabrese, ma anche prosciutto crudo e cotto. Generalmente si servono come antipasto, prima o dopo il secondo piatto. In alcune regioni si accompagnano con la ricotta salata e le uova sode, come nella “fellata” napoletana, il piatto di affettati che si consuma il giorno di Pasqua.

La varietà di salumi che si portano a tavola affettati è influenzata dal territorio e così a Milano e più in generale in Lombardia si usa il salame milano e la Spianata, mentre a Napoli è d’obbligo quello “napoletano” classico o quello di Mugnano del Cardinale a cui si affiancano Capocollo e Sopressata. In Toscana la Finocchiona, nel Lazio la Ventricina, nelle province di Parma e Piacenza il salame Strolghino e la Coppa, in Calabria la salsiccia.

Secondo Assica (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria), nonostante il momento critico dei consumi dei salumi, gli italiani rispetteranno le tradizioni alimentari legate alle festività con un consumo previsto di circa 13.000 tonnellate di salumi, tra salami, coppe e capocolli per un valore di circa 30 milioni di euro. Tale quantità è data non solo da quelli da affettare ma soprattutto da quelli impiegati nelle preparazioni di torte e pizze salate come il famoso “casatiello” napoletano, pani e panini ai salumi, o nel ripieno della pasta all’uovo, come tortelli, ravioli e cannelloni.

Oggi a Pasqua si consumano salumi stagionati o comunque al giusto punto di conservazione, diversamente dai secoli scorsi quando il giorno della Risurrezione era propiziatorio per aprire ed assaggiare i salami freschi ottenuti dalla macellazione fatta tra dicembre e gennaio, in particolare quelli più deperibili, “insaccati” nel duodeno. Potevano essere conservati più a lungo, invece, i salami e i salumi preparati con il grosso intestino e molti mesi per quelli preparati con l’ultimo tratto, denominato gentile (o “culare”). In modo analogo, avveniva per le coppe o capicolli: avevano una stagionatura più breve delle spalle e dei prosciutti, pronti dopo molte stagioni e quindi denominati prodotti stagionati. Da non dimenticare che vi erano anche prodotti salumieri di più o meno rapido consumo, come le salsicce, i cotechini e gli zamponi, utilizzati entro la primavera successiva la macellazione.

Il salame e i salumi più in generale per diversi secoli hanno rappresentano una preziosa quanto gradita merce di scambio. Con uno o più salami che si ottenevano dalla macellazione del maiale, conservati gelosamente, generalmente si pagavano prestazioni professionali di medici, farmacisti, avvocati o notai.

 

 

PASQUA: I 10 PIATTI DELLA TRADIZIONE ITALIANA

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Pasta fatta in casa, ortaggi e verdure di stagione, torte salate, salumi e formaggi nazionali, uova sode e naturalmente l’agnello: sono i cibi che caratterizzano il pranzo della domenica di Pasqua. Un giorno di festa che – in barba al famoso detto “Pasqua con chi vuoi” – la gran parte degli italiani preferisce trascorrere in famiglia o con le persone care, attorno alla tavola apparecchiata con stoviglie e decorazioni che richiamano i colori della primavera. Continua a leggere

IL CASATIELLO DI MARISA LAURITO

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casatielloIl casatiello è una torta rustica che a Napoli si prepara a Pasqua. Nella ricetta trovate le dosi precise, ma potete imbottirlo anche con tutti gli avanzi di formaggi e salumi del frigo regolando l’equilibrio tra la pasta e l’imbottitura. Io ne ho un ricordo fantastico perché è squisito e perché è legato a una storia… Continua a leggere