Archivi tag: cibo di strada

SFOGLIA SOFFICE E CUORE DI PARMIGIANO: LA GOLOSITÀ DELLE CHIZZE REGGIANE

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Chizze reggianeNella ricchissima tradizione dei cibi di strada dell’Emilia Romagna, tra piadine e tigelle, gnocchi fritti, crescentine e borlenghi, ce n’è un altro meno celebre ma ugualmente goloso: è la “chizza” – che nel dialetto locale vuol dire focaccia –, un soffice triangolo di impasto fritto con un cuore di Parmigiano Reggiano fuso. Uno street food semplice e davvero prelibato, difficile però da trovare nei bar e nelle friggitorie di Reggio Emilia, che ormai viene preparato soltanto da poche trattorie e osterie: tra i locali in cui è possibile assaggiarlo c’è la “La Bettolina”, un ristorantino casereccio di Vezzano sul Crostolo, borgo delle colline reggiane, dove viene servito accanto agli immancabili affettati regionali, dal Prosciutto di Parma alla Coppa Piacentina. Continua a leggere

Vinitaly

VINITALY 2016, IL FUTURO DEL VINO ITALIANO TRA ETICHETTE STORICHE E INNOVAZIONE

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Vinitaly

Credits: Foto Ennevi-Veronafiere

Mezzo secolo di storia del nostro Paese raccontata attraverso il vino. Da domenica 10 a mercoledì 13 aprile a Verona torna Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati di Veronafiere, che quest’anno spegne le sue prime cinquanta candeline. Un traguardo importante celebrato con un’edizione dai grandi numeri: un’area espositiva di oltre 100mila metri quadrati – la più estesa di sempre – e ben 4.100 aziende coinvolte, che ne fanno che la prima fiera del settore vitivinicolo a livello mondiale. Continua a leggere

SFOGLIA CROCCANTE E RIPIENO MORBIDO: IL BRIK, LO STREET FOOD TUNISINO

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Brik_street food TunisiaCamminando tra le strade di Tunisi, Hammamet, Mahdia e delle altre città della Tunisia, val la pena fermarsi in uno dei caratteristici chioschi locali per assaggiare i brik, deliziosi fagottini che vengono fritti davanti agli occhi dei clienti e mangiati rigorosamente in piedi, quando sono ancora fumanti. Hanno la forma un triangolo, di un rotolo o di un piccolo rettangolo e sono composti da un sottilissimo involucro di pasta non lievitata – fatta con farina, semola di grano duro, acqua e cotta su piastre roventi o in padella senza condimenti –, farcita con ripieni diversi. Il più diffuso è a base di patate lesse e schiacciate, tonno sott’olio, capperi, prezzemolo e un uovo intero, che durante la frittura deve rimanere morbido e leggermente crudo, così il tuorlo, fuoriuscendo al primo morso, crea un piacevole contrasto con la sfoglia esterna croccante. Continua a leggere

SANTA LUCIA, A PALERMO È IL “GIORNO DELL’ARANCINA”

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ArancinaSanta Lucia, vulissi pani, pani unn’ aiu e accussi mi staiu (“Santa Lucia, volevo il pane, pane non ce n’era e sono rimasto digiuno”), recita un antico proverbio palermitano. Sì, perché il 13 dicembre, nel capoluogo siciliano, è considerato un giorno di digiuno. Ma si tratta di una penitenza del tutto particolare: i palermitani rinunciano, infatti, al pane e alla pasta, ma al loro posto si concedono caldissime e invitanti arancine! Continua a leggere

I RUSTICI SALENTINI: PASTA SFOGLIA E CUORE DI BESCIAMELLA

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rustico lecceseNei forni e nelle rosticcerie che punteggiano le strade di Lecce, Otranto, Nardò e degli altri acomuni salentini, tra panzerotti e pucce con le olive, fa capolino un irresistibile cibo di strada della tradizione locale: il rustico. È una tortina salata tonda, del diametro di una decina di centimetri, composta da due dischi di friabile pasta sfoglia che racchiudono un cuore cremoso di besciamella, pomodori pelati e mozzarella filante. Un’autentica ‘bomba calorica’ dal sapore delicato e dalla consistenza morbida e avvolgente, che ogni tanto val la pena concedersi senza troppi sensi di colpa. Il palato di sicuro ringrazierà. Continua a leggere

I 10 PIATTI “ANTI-CRISI” DELLA CUCINA TOSCANA

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lampredottoIl lampredotto, il più famoso cibo di strada fiorentino, gli involtini all’uccelletto con salvia e rigatino, la prelibata tasca ripiena di uova e pancetta, il “Peposo dell’Impruneta”, uno stufato di manzo cotto per ore nel forno a legna con pepe e vino rosso. Alcuni dei più famosi piatti di carne della tradizione toscana rappresentano anche un’ottima ‘ricetta’ contro la crisi. Ad affermarlo la Coldiretti, che ha stilato una speciale top ten dei cibi poveri – ma prelibati – provenienti da Firenze, Siena e Arezzo: antiche pietanze di origine contadina, che in passato hanno sfamato intere generazioni e oggi vengono riproposte con orgoglio da agriturismi e ristoranti della regione. Continua a leggere

DAI BALCANI A TRIESTE: I CEVAPCICI, LE POLPETTE PICCANTI

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CavapciciA Trieste, terra di piatti raffinati come gli scampi alla busara con il sugo di pomodoro e i dolci gnocchi ripieni di susine, c’è una ricetta dedicata agli amanti dei sapori intensi: i cevapcici, cilindretti di macinato misto (di maiale, manzo e agnello) aromatizzati con abbondante aglio, cipolla e paprika forte. Impastati con vino bianco e qualche cucchiaio di olio extravergine d’oliva – che rende la carne più morbida –, vengono tradizionalmente cotti alla brace, ma c’è anche chi li infarina e li rosola per qualche minuto in padella finché la superficie diventa piacevolmente croccante. Continua a leggere

UNA DELICATA RICETTA DI SESTRI PONENTE, LA FARINATA DI ZUCCA

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Farinata di zuccaMeno conosciuta della farinata di ceci, la farinata di zucca è una ricetta della tradizione culinaria genovese che merita di essere riscoperta: una delicata torta salata farcita con l’ortaggio grattugiato, abbondante parmigiano grattugiato e una manciata di origano o maggiorana, indispensabili per bilanciare la dolcezza dell’ingrediente protagonista e rendere il ripieno più saporito. Settembre e ottobre, quando sui banconi di frutta e verdura compaiono le prime zucche di stagione, mature al punto giusto, sono i mesi ideali per iniziare a prepararla, scegliendo una varietà dalla polpa soda e compatta, per esempio la “Quintale” o la “Gialla di Parigi”. Continua a leggere

RAVAZZATA PALERMITANA, LA BRIOCHE CON IL CUORE DELL’ARANCINO

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www.ilcuoreinpentola.it

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All’apparenza sembra una semplice e soffice brioche, quella che i siciliani consumano da sempre a colazione, accanto alle cremosissime granite di mandorle, gelsi neri, pistacchi, o come ‘spuntino’ farcite col gelato. Ma addentandola si scopre che la ravazzata è una specialità del tutto diversa: un grosso fagotto tondo che racchiude un ripieno di ragù di carne e piselli, come il più famoso degli street food dell’isola, l’arancino. È una bontà che conquista al primo morso: la dolce e morbida pasta brioche, infatti, crea un contrasto davvero unico con la farcitura salata. E se già la versione al forno è piuttosto impegnativa, quella fritta – chiamata ‘rizzuola’ – è un’autentica bomba calorica, un peccato di gola a cui cedere almeno una volta nella vita. Continua a leggere

PIZZ’ONTA, LA PIZZA FRITTA D’ABRUZZO

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Pizz'onta abruzzesePizzondella, pizzetta, pizz’onta: così viene chiamata in Abruzzo la pizza fritta. Il nome che rappresenta meglio questa golosa specialità, però, è l’ultimo, “pizza unta” – onta nel dialetto pescarese –, che lascia subito pregustare la sua irresistibile spugnosità, dovuta alla frittura in abbondante olio di oliva – come vuole la tradizione – o di semi. L’impasto si ottiene lavorando la farina con lievito, acqua, qualche cucchiaio di strutto – spesso sostituito dall’extravergine – e di latte, due ingredienti che lo rendono morbidissimo. Va gustata caldissima, dopo aver fatto asciugare l’olio in eccesso su un foglio di carta da cucina. Continua a leggere

LE GHIOTTONERIE DELLA TAVOLA CALDA CATANESE

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Se l’arancina è e resta lo street food catanese per eccellenza, la Città etnea vanta una tradizione secolare per la cosiddetta “Tavola calda”. Cipolline, sfinci, cartocciate, bombe e bolognesi, golosissimi cibi di strada che le rosticcerie e i bar della città vendono a qualsiasi ora del giorno, invadendo le strade con un profumo intenso. Continua a leggere

L’AUTENTICO FILETTO DI BACCALÀ ALLA ROMANA

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Filetti scelti di baccalà spinato, ‘fermati’ con una pastella ‘né lenta né fitta’, composta appena di acqua e farina. E senza sale”. Così Livio Jannattoni nel volume La cucina romana e del Lazio descrive una delle ricette più celebri della cucina capitolina.Un boccone ghiotto – li definisce il gastronomo – con tutti i riflessi morali, e le risonanze palatali, che l’attributo comporta”. Le trattorie li servono come antipasto, da soli o nel fritto misto alla romana composto da fiori di zucca, supplì, crema fritta – quest’ultima ormai poco diffusa – e carciofi alla giudìa, ma il vero ‘sfizio’ sta nel comprarli nelle friggitorie e assaporarli – caldissimi – come cibo di strada, sporcandosi le mani, mentre si passeggia sul Lungotevere, nei Fori Imperiali o tra le altre meraviglie della Città Eterna. Continua a leggere

DORATI E CROCCANTI, I FIORI DI ZUCCA FRITTI

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Fiori di zucca frittiDorati, leggeri, croccanti, da gustare rigorosamente caldi: alzi la mano chi non ama i fiori di zucca fritti! Tra gli street food più golosi della Penisola, a Roma sono una vera istituzione, da assaporare comodamente seduti nelle osterie capitoline, oppure da acquistare in rosticcerie e gastronomie e mangiare mentre si passeggia per vie della Città Eterna, sporcandosi le mani. I ristoranti li servono spesso come antipasto, nel classico fritto misto di patate, carciofi e baccalà. Continua a leggere

LE IMPANADAS, LO STREET FOOD DELLA SARDEGNA

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Panadas sardeLa panada è tra le più succulente specialità della cucina sarda. Una tortina al forno farcita con carne d’agnello tagliata a pezzi, cotta con un battuto di lardo, aglio, prezzemolo, sale e pepe. Un delizioso street food che oggi è molto diffuso nella versione con carne di vitello e maiale. Continua a leggere

LA FOCACCIA “CRESCENTE” DI BOLOGNA

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Saporita, soffice, profumatissima, non ha nulla da invidiare a piadine, tigelle, gnocchi fritti e agli altri street food della ricchissima tradizione gastronomica dell’Emilia Romagna. La “Crescente” è un’antica focaccia di origine bolognese: impastata con farina, acqua, strutto – che le dona una morbidezza impareggiabile –, viene impreziosita con pezzetti di prosciutto crudo e pancetta. È chiamata anche “crescente con i ciccioli”, perché la cotenna del prosciutto, dopo essere stata cotta in forno, diventa particolarmente croccante somigliando proprio alla specialità ottenuta dalla lavorazione del grasso di maiale. Continua a leggere

UN CAPOLAVORO DELLO STREET FOOD: IL CROCCHÈ DI PATATE

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Le friggitorie che punteggiano il centro storico di Napoli, tra Via dei Tribunali e Via San Biagio dei Librai, li vendono caldissimi ad ogni ora, all’interno del ‘cuoppo’ di carta che racchiude altre golosità come zeppole di ‘pasta cresciuta’, ‘scagliuzzielli’ (tocchetti di polenta fritti), palle di riso e frittatine di pasta. Ma i crocchè di patate, autentico capolavoro dello street food, non sono più una specialità esclusivamente partenopea. Continua a leggere

OLIVE ASCOLANE, MA ANCHE CRESCIA, PICONI E CIARIMBOLI. LO STREET FOOD DELLE MARCHE

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Sono famose nel mondo per le olive ascolane, gli irresistibili bocconcini che i turisti amano gustare mentre passeggiano, nel caratteristico e comodo cartoccio. Ma le Marche hanno una variegata tradizione in fatto di cibi di strada: Continua a leggere

PINSA: LA FOCACCIA DELL’ANTICA ROMA

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www.planetpizzaal.it

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Leggera, soffice, friabilissima, con un gusto che non ha nulla da invidiare a quello della celebre pizza con la “mortazza”. La pinsa è una specialità della cucina romana: una schiacciata dalla forma allungata, che può essere ovale o rettangolare, ricavata da una miscela di tre tipi di farina (frumento, soia e riso), che la rendono più delicata delle normali focacce. La sua elevata digeribilità è data anche dalla consistenza semiliquida dell’impasto, ricchissimo d’acqua – 700 cl per 1 chilo e 200 grammi di farina –, e dai lunghi tempi di lievitazione, che oscillano tra 24 e 48 ore. Continua a leggere

LUMACHELLE, CICALE E TORTUCCE: LO STREET FOOD DI ORVIETO

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Lumachelle, cicale, tortucce, pizza sotto al fuoco: passeggiando tra le stradine di Orvieto, tra una visita e l’altra alle sue bellezze artistiche e paesaggistiche, è impossibile resistere all’invitante profumo dei cibi di strada locali, proveniente da panetterie e chioschi della cittadina umbra. Continua a leggere

DUE SOTTILISSIME SFOGLIE RIPIENE DI FORMAGGIO CREMOSO: LA FOCACCIA DI RECCO

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Nella lunghissima schiera dei suoi estimatori compaiono nomi come quelli di Walter Chiari e Gino Bramieri, immortalati a un tavolo dell’“Antica Trattoria da O Vittorio”, negli anni Cinquanta, intenti ad assaporare una fumante fetta di focaccia di Recco. Continua a leggere

TUTTI PAZZI PER LO STREET FOOD

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Cibo di stradaLa piadina di Romagna, friabile e delicata, le golosissime olive ascolane, il “mitico” panino con la porchetta dei Castelli Romani. Sono sempre di più gli italiani che amano il cibo di strada, quello da mangiare rigorosamente in piedi o mentre si passeggia tra piazze e vicoli, da nord a sud del Belpaese. Secondo un recente sondaggio di Coldiretti, l’anno che volge al termine ha registrato un vero e proprio boom di focacce e fritti, consumati – almeno una volta nel corso nel 2014 – dal 73 percento dei nostri connazionali. Continua a leggere

IL CICOTTO DI GRUTTI

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www.stradavinoeolio.umbria.it

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Morbido, succoso, speziato, con un irresistibile sentore di affumicatura che avvolge prima l’olfatto e poi il palato. Tra i piatti più stuzzicanti e antichi della cucina umbra c’è il cicotto, originario di Grutti, una piccola frazione – conta appena cinquecento abitanti – di Gualdo Cattaneo, in provincia di Perugia. È ottenuto dai tagli meno pregiati del maiale – orecchie, zampetti, stinco, lingua, trippa e altre interiora –, cotti a lungo nel forno a legna, con un procedimento singolare che rende questa specialità straordinariamente tenera e profumata. Continua a leggere

LA PUCCIA CON LE OLIVE, IL PANE DEL SALENTO

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wwww.acasadaivana.it

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Piccole e fragranti pagnotte, fuori dorate e croccanti ma dentro soffici e porose. Le pucce sono tra i simboli della gastronomia salentina: originarie del leccese, sono diffuse anche in diversi comuni della provincia di Taranto, con innumerevoli – e gustosissime – varianti. È sufficiente entrare in una qualsiasi panetteria della zona per trovarsi di fronte alle profumate pagnottelle appena sfornate, vendute tra i tanti tipi di pane del Salento, tra cui il garganico, dalle dimensioni imponenti che raggiungono i 10-12 chili, e quello di Laterna (Taranto), di origini medievali. Continua a leggere

PASTA “MATTA” CHE AVVOLGE ERBE DI CAMPO: LA FOJATA UMBRA

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FojataFojata, rocciata, biscio: tre nomi per indicare una specialità della cucina umbra dalle origini lontanissime, oltre che uno dei più antichi street food nati nella nostra Penisola. È una torta salata arrotolata su se stessa, formata da un sottilissimo involucro di pasta “matta” che avvolge una semplice ma saporita farcitura di bietole, spinaci, cicoria e altre verdure a foglia sia dolci che amare, pecorino grattugiato e uova battute. Continua a leggere

LA FOCACCIA “STRAZZATA” DI AVIGLIANO

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Sembra una focaccia come tutte le altre, dorata e croccante, con il profumo del pane appena sfornato, ma nasconde un “animo” vivace che, già dal primo assaggio, provoca un’immediata sensazione di pizzicore al palato. La strazzata è una specialità di Avigliano, borgo di origine medievale della provincia di Potenza: è una schiacciata impastata con farina di grano tenero e semola di grano duro – che la rende più corposa –, acqua, lievito naturale e un pizzico di sale. L’ingrediente che la rende unica è il pepe, tritato grossolanamente e aggiunto all’impasto in quantità generose, che le conferisce un sapore particolare e stuzzicante. Continua a leggere

NELLO SCIATT TUTTO IL BUONO DELLA VALTELLINA

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Concedersi questo piccolo e goloso sfizio è come “assaggiare” un pezzo di Valtellina, con i suoi sapori genuini e avvolgenti legati al mondo contadino, ai pascoli d’alta quota, alla natura incorrotta. Continua a leggere

LA DOLCEZZA DELLA SCHIACCIATA CON L’UVA ALLA TOSCANA

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A fine estate, nei banchi dei fornai di Firenze fa la sua comparsa una specialità tanto semplice quanto irresistibile, la schiacciata con l’uva. È una focaccia impastata con zucchero e uva nera da vino, che viene preparata tra settembre e fine ottobre, ovvero nel periodo della vendemmiaContinua a leggere

I PANIGACCI DELLA LUNIGIANA

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www.tripadvisor.com

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Sottilissime e fragranti focacce, alte appena 2-3 millimetri e larghe non più di 18 centimetri, morbide o croccanti in base al tempo speso per la cottura. Dietro i Panigacci, semplici pani rotondi non lievitati, si nasconde uno dei più antichi “street food” del Belpaese: nati al confine tra la Liguria e la Toscana, sono tra i piatti più rappresentativi della Lunigiana, la storica regione sorta in epoca romana sulle rive del fiume Magra – che bagna tuttora le province di La Spezia e Massa Carrara –, attorno alla prospera colonia di Luni. Continua a leggere

LA “FUGASSA” GENOVESE

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fugassa genoveseLeggerissima e fragrante, con il profumo che ricorda quello del pane appena sfornato e il sapore unico delle cose più semplici.

La fugassa – che in dialetto ligure vuol dire “cotta sul focolare” – è un’autentica istituzione genovese: una focaccia bianca, alta uno o due centimetri, “pizzicata” in superficie e ricoperta soltanto da una miscela di acqua e olio extravergine d’oliva, che la rende lucida e invitante, e da qualche granello di sale grosso. Continua a leggere

L’ERBAZZONE EMILIANO

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ErbazzoneUna sottile e fragrante sfoglia che racchiude un morbido ripieno di verdure, uova e abbondante Parmigiano Reggiano. L’erbazzone è uno dei piatti più caratteristici della ricca e variegata tradizione gastronomica emiliana, fatta di sapori autentici e fortemente legata al mondo contadino.

Questa succulenta torta salata nacque, infatti, nelle abitazioni di campagna nei dintorni di Reggio Emilia, quando era necessario placare l’appetito con quello che la terra metteva a disposizione. Così, dalla fine di giugno sino alla Festa di Tutti i Santi, il 1o novembre, le mogli dei contadini preparavano lo scarpasoùn – così è chiamato l’erbazzone in dialetto reggiano – raccogliendo bietole nei campi e mescolando la parte bianca di questa verdura – chiamata appunto “scarpa” – con uova, aglio tritato, erbette e formaggio; con farina e strutto realizzavano poi due sfoglie che farcivano con il ripieno e cuocevano nel forno a legna, all’interno di un tegame tondo di rame, detto “sol”, il cui diametro poteva superare i 60 centimetri. Continua a leggere

L’AUTENTICO ARROSTICINO D’ABRUZZO

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Oggi sono il più diffuso e gettonato cibo di strada abruzzese, da assaggiare nelle sagre che animano le estati dei borghi più caratteristici della regione, ma da gustare anche a casa. Ieri costituivano il pranzo dei pastori, che dall’Italia Centrale si incamminavano verso il Meridione per far pascolare le greggi durante i mesi invernali. Continua a leggere

BREZEL, DALLA GERMANIA AGLI USA A BRACCIA INCROCIATE

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brezel Una superficie scura, lucida e croccante che nasconde un interno sorprendentemente chiaro e morbidissimo. Sono i tratti distintivi del Brezel, il celebre pane tedesco dalla forma che ricorda due braccia incrociate, una vera istituzione della gastronomia teutonica diffusa anche in Svizzera, Austria e nel “nostro” Trentino Alto Adige, con i nomi di Pretzl, Breze, Brezn e Pretzel. Continua a leggere

INVOLTINI PRIMAVERA, LA CINA CHE PIACE AL MONDO

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Un piatto che dall’Estremo Oriente ha fatto il giro del pianeta, arrivando fino in Europa e negli Stati Uniti. Gli involtini primavera sono la bandiera della cucina cinese nel mondo e vengono preparati dai tantissimi ristoranti orientali ormai disseminati un po’ ovunque, ma anche in casa, da un numero sempre crescente di appassionati di cucina etnica, che spesso scovano le ricette sul web, recuperandole direttamente su blog e siti stranieri. Continua a leggere

FOOD TRUCK: LO STREET FOOD È MOBILE!

Esistono ovunque nel mondo e vendono principalmente panini, ma anche pizze, frittura, dolci e gelati. Sono i foodtruck, i furgoncini più o meno grandi su cui si cuoce e si serve street food, cibo da strada. E il prossimo 30, 31 maggio e 1 giugno si ritroveranno a Milano per “Streeat”, il primo festival italiano di Food Truck.

foodtruck anteprimafurgone_ambulante

Non si sa precisamente quanti ne esistono, in Italia come negli altri Paesi del mondo, ma sono un fenomeno in crescita. Negli Stati Uniti i più diffusi sono quelli che vendono hotdog, mentre in Italia preparano i classici panini. In Grecia sui foodtruck ci finiscono soprattutto ghiros pita, mentre in Spagna Bocadillos e emapanadas. In Germania con il tempo hanno sostituito i chioschi e vendono principalmente wurstel e zuppe. Caratteristici sono quelli romani “attrezzati” con il girarrosto per il panino con la porchetta di Ariccia. O quelli napoletani attrezzati per vendere fritture di terra o di mare, servite nel tradizionale “cuoppo” e “’o pero e ‘o musso” del maiale, ma anche trippa. In Toscana, invece, preparano e servono il panino con il Lampredotto.

pizzaemortazzaMolto diffuso nel nostro Paese anche l’Ape della Piaggio (il cosiddetto “tre ruote” o “motoretta”) predisposto per la vendita di gelati e granite. A Roma è un successo l’ape “Pizza e mortazza che propone la classica focaccia con la mortadella. A Napoli, invece, dove gli Ape della Piaggio sono stati utilizzati per la prima volta per vendere cibo da strada, arriva l’idea di una start-up innovativa: APEritivo , per happy hour e brindisi di cerimonie itineranti.

Ma i Foodtruckers italiani hanno molto ancora da imparare da quelli americani o cinesi, e più di recente, da quelli giapponesi che possono contare su dei veri e propri camion attrezzati, con sofisticate e tecnologiche cucine, che all’occorrenza si aprono per fare spazio a tavolini o banchi per degustazione. Rispetto al passato quando i furgoni o altri mezzi come gli Ape della Piaggio venivano trasformati e attrezzati artigianalmente, oggi i foodtruck sono realizzati dalle case costruttrici e personalizzati secondo le esigenze.

La Fabbrica del Vapore a Milano, location dell’evento, in quei giorni si trasformerà in una vera e propria fiera del cibo da strada dove sarà possibile provare cibo di tutto il mondo. L’evento si è arricchito giorno dopo giorno oltre che di partecipanti anche di eventi collaterali come convegni e workshop organizzati in collaborazione con SlowFood, ActionAid e il patrocino di Expo2015, che vedranno protagonisti professionisti del calibro di Chef Rubio e Don Pasta.

Il furgoncino come negozio!

Finito il tempo dell’improvvisazione oggi i foodtruck, anche i più piccoli si presentano come veri e propri negozi viaggianti, con tutti i confort necessari a soddisfare anche i palati più raffinati. Un’esigenza dettata dal fatto che benché riescano ancora a catturare l’attenzione degli avventori, sottraendoli ai locali tradizionali, la concorrenza è forte e agguerrita. E così oltre alla qualità dei cibi, così come avviene nei negozi tradizionali, la battaglia con friggitorie, gastronomie e altri fastfood tradizionali si gioca sul design, sugli arredi, sui particolari e sulle stoviglie utilizzate, anche se di plastica o carta. E più di recente su cibi e prodotti: rigorosamente di qualità. Tanto che molti camioncini stanno diventato veri e propri punti ristoro gourmet!

La tecnologia ed in particolare smartphone, app e social network, infine, ha amplificato ulteriormente il fenomeno e oggi i foodtrucker interagiscono con i loro avventori che possono seguirne la posizione e sapere quando sono presenti nel proprio quartiere o in luoghi d’interesse, i menù del giorno e le specialità, ma anche prenotare il proprio snack o pasto.

Un po’ di storia

food truck storiaQuello dei FoodTruck è un fenomeno che si fa risalire al 1872 e alla diffusione dei primi carretti a traino che vendevano salsicce calde per le vie di New York e Manhattan. Da allora è stato un crescendo di mezzi adibiti alla vendita di cibo in mobilità. Subito dopo i carretti arrivano le biciclette a cui erano legati piccoli rimorchi o costruite appositamente per la vendita di alimenti. Con la nascita e la diffusione di auto e camion con motore a scoppio, già verso la fine del 1800, inizia il fenomeno dei foodtruck. In Italia i primi furgoncini che vendono cibo per strada si iniziano a vedere nei primi decenni del ‘900 e sono “paninoteche” mobili che contribuiranno – e non poco – alla diffusione di cibi e prodotti nel nostro Paese. Nel 1948 con la diffusione degli Ape Piaggio, questo segmento si espande ulteriormente grazie alla economicità e versatilità del mezzo che consente di essere “attrezzato” con piccoli investimenti.

Una curiosità. Negli Stati Uniti sono così tanti che il Comune di New York, come molti altri, sta valutando la necessità di fare una norma per regolamentarne l’attività.

 

 

I PUPIDDI SALENTINI

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scapece salentinaUna specialità di pesce che arriva da una delle zone più belle della Penisola, il Salento. Qui, quasi seicento anni fa, nacquero i Pupiddi alla Scapece, un piatto povero diventato nel tempo parte integrante della tradizione gastronomica di questa terra, fatta di sapori semplici e genuini. Continua a leggere

PARIGI, È QUI CHE NASCE LO “SWEET FOOD”

Chouquettes

Il profumo irresistibile dei bignè appena sfornati, un piccolo boccone di piacere, che da qualche tempo i parigini possono assaporare, concedendosi una rapida sosta durante una frenetica giornata lavorativa.

E’ ciò che accade a Champ de Mars, a due passi dalla Tour Eiffel, dove da gennaio di quest’anno, grazie all’idea dello chef Alain Ducasse e del maestro pasticcere Christophe Michalak, lo chou è entrato a far parte della categoria dello street foodCosì nasce lo Sweet food, un mix tra cibo da strada ed alta pasticceria francese, quella che rende il raffinato popolo d’oltralpe famoso in tutto il mondo.

camioncino chouxAllo Choux d’Enfer, quel chioschetto di design, ideato da Patrick Jouin, designer di Alessi, vengono preparati choux dolci e salati, per soddisfare ogni genere di palato, che, farciti “al volo” al momento di essere serviti, per essere croccanti all’esterno e morbidi nel ripieno, regalano piccole gioie del palato ai passanti e ai numerosi turisti.

Si contano circa otto varietà di farciture gourmande, tra dolci e salate: crema, cioccolato, caramello, ma anche burro salato, cumino e peperoncino di Espellette. Tutte estremamente profumate, con la giusta quantità di zucchero ed aromi che ne esaltano il gusto.

Non tante le varianti quindi, ma perfettamente equilibrate, grazie ad un lungo lavoro dei due chef, attraverso esperimenti e degustazioni.

Proprio grazie alla loro bravura ed esperienza, lo Choux d’Enfer è diventato da subito tappa turistica obbligata e graditissimo ritrovo per i parigini, consigliato anche da Le Figaro tra le mete più interessanti per il weekend a Parigi. Un piccolo angolo di paradiso culinario, a dispetto del suo nome, che unisce la tradizione all’innovazione, in un capolavoro di pasticceria alla portata di tutti.

I GOFRI DELLA VAL DI SUSA

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Gofri piemontesiCialde alte meno di un centimetro, croccanti fuori e morbide dentro, dalla caratteristica superficie “a nido d’ape”, ottenute da un semplicissimo impasto di acqua, farina, lievito di birra e un pizzico di sale. I Gofri sono una specialità della cucina piemontese, da gustare sia in versione dolce che salata, farciti con salame, pancetta, prosciutto e formaggio, oppure ricoperti di miele, marmellata o crema al cioccolato. Continua a leggere

BURRITOS, IL MESSICO NEL PIATTO

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BurritosUna tortilla ripiena, arrotolata e chiusa come un pacchetto, così da poter essere mangiata in piedi senza il rischio di sporcarsi. È il burrito, uno dei più famosi cibi messicani, oltre che un autentico street food: Continua a leggere

IRRESISTIBILI OLIVE ASCOLANE

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Olive ascolane

Un’impanatura croccante che racchiude un ripieno morbido e goloso: le olive ascolane sono un autentico piacere per la vista e per il palato, oltre che un vanto della cucina marchigiana nel mondo. Continua a leggere