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verdure ripiene

VERDURE RIPIENE, BONTÀ ESTIVE

verdure ripieneL’estate è il periodo ideale per fare scorpacciate di verdure ripiene. Una preparazione tipica di quasi tutte le regioni italiane, seppur con qualche variante.

In Piemonte ad esempio è usanza consumare cipolle ripiene di vitella macinata, salsicce e funghi, in Liguria le verdure solitamente si farciscono con mollica di pane e prescinsêua, un formaggio che ricorda la ricotta, ma dal sapore più acidulo. funghi ripieniIn Emilia-Romagna si usa farcire i funghi con pane raffermo, sugo d’arrosto e uova, in Umbria invece i Sedani Neri di Trevi con carne di maiale e cotti nel pomodoro. In Campania si chiamano ‘mbuttunate e in Puglia barchette. In Sicilia si farciscono i carciofi con caciocavallo e salsiccia, le melanzane invece si utilizzano per avvolgere il ripieno di formaggio, acciughe e capperi e vengono poi impanate e fritte.

Questo è quello che suggerisce la tradizione, in realtà però spesso la fantasia, gli avanzi nel frigo, i gusti personali e le tradizioni personali creano le ricette migliori. Si possono anche farcire verdure crude, nei giorni più caldi, per esempio i pomodorini sono ottimi con formaggio spalmabile, mousse di prosciutto cotto o anche di tonno oppure i peperoni possono contenere un’insalata greca con feta olive cipolle e capperi.

Perché il risultato finale sia davvero buono, vietato usare verdure un po’ vecchie e rintanate nell’angolo del frigo, è una pratica diffusa questa, ma il gusto ne risente. Come in ogni preparazione la qualità e freschezza degli ingredienti fa la differenza.

pomodori ripieniÈ importante anche scegliere verdure di dimensioni simili per non avere problemi con la cottura.
Per evitare di lessarle durante la tradizionale cottura in forno, bisogna far perdere l’acqua alle verdure, così da arrostirle e ottenere un risultato finale decisamente più saporito. Dopo averle scavate dunque, è consigliabile salarle e capovolgerle, anche la polpa scavata va salata e messa a sgocciolare in un colino.

Bisogna poi trovare il giusto equilibrio per il ripieno, se troppo, in cottura potrebbe gonfiarsi e fuoriuscire, se troppo poco si perderebbe in golosità.

Il riposo infine permetterà agli ingredienti di amalgamarsi e di portare in tavola un piatto indimenticabile, ma è bene ricordarsi di non servirle mai fredde da frigo. La temperatura ambiente permetterà di assaporarne appieno gusti, profumi e aromi.

spaghetti aglio olio e peperoncino

SPAGHETTI AGLIO, OLIO E PEPERONCINO… SEMPLICEMENTE PERFETTI!

spaghetti aglio olio e peperoncinoQuando il frigorifero è proprio vuoto, quando non si ha voglia di cucinare, quando vuoi preparare un piatto di pasta da mangiare con gli amici, magari a tarda notte.
Tutte occasioni perfette per preparare uno sfizioso piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino.

Gli spaghetti aglio e olio e peperoncino hanno origine sicuramente nel sud Italia, dove olio e peperoncino erano gli ingredienti alla base di molti piatti. In particolare sembra che l’origine sia partenopea, sarebbe quindi una versione povera degli spaghetti alle vongole un tempo conosciuto come vermicelli alla Borbonica o anche come vermicelli con le vongole fujute. Si dice che un tempo si usassero anche sassolini di mare fatti saltare in padella per dare un po’ di sapore di pesce e poi tolti prima di servire. Esiste poi una variante che prevede l’utilizzo dell’acciuga per donare il sapore del pesce delle vongole però mancanti.

spaghetti aglio e olioUna pasta semplice da preparare, ma anche semplice da rovinare. Basta fare un po’ di attenzione a qualche tipico errore per portare in tavola un piatto buono gustoso.

Prima di tutto l’aglio, che si può usare vestito (con la pellicina) per un piatto più delicato, rosolato intero o tritato, l’importante però è che non venga bruciato, rovinerebbe irrimediabilmente il sapore finale. Inoltre, meglio togliere l’anima interna per non portare in tavola un piatto troppo difficile da digerire.

La pasta deve essere lunga, spaghetti o linguine, nessun altro formato è accettabile per una buona pasta aglio, olio e peperoncino!

Pasta aglio olio e peperoncinoNon esagerare con quest’ultimo ingrediente, meglio tenerne da parte un po’ e aggiungerlo direttamente nel piatto per non rischiare un risultato troppo forte.

Durante la cottura è bene tenere da parte un po’ di acqua di cottura che servirà per amalgamare bene gli ingredienti e per rendere la pasta piacevolmente cremosa, per questo è importante anche che la pasta sia cotta al dente, altrimenti in questo passaggio si rischia di scuocerla.

Per perfezionare questo semplice piatto si può aggiungere, inoltre, abbondante prezzemolo e pan grattato.

Risotto ai funghi

TRUCCHI E CONSIGLI PER RISOTTI PERFETTI

Risotto allo zafferanoPreparare un buon risotto può essere abbastanza impegnativo se non si conoscono i giusti segreti. È un piatto delicato e gli errori che si possono commettere sono tanti compromettendo così il risultato finale. Si dice che il risotto sia in grado di percepire l’umore e di chi lo prepara e che se il cuoco no sta bene il risultato può risentirne. Sicuramente è un piatto che ha bisogno di un po’ di attenzione e cure per essere sicuri di portare in tavola una pietanza capace di stupire i commensali.

  • Pentola di risottoLa scelta del riso influisce abbondantemente sul rendimento. Prima di tutto è meglio sceglierlo di buona qualità. Solitamente si utilizza il Carnaroli, è molto apprezzato però anche il Vialone Nano, Arborio o il Roma.
  • Il soffritto si prepara con cipolla tritata molto finemente per non rischiare di trovare a fine cottura dei fastidiosi pezzetti. Prepararlo a parte e aggiungerlo al riso dopo la tostatura può essere un piccolo e furbo trucco per non rischiare di cuocerlo troppo o troppo poco.
  • È importante tostare il riso. Per farlo si deve mettere in pentola con olio o burro e scaldarlo a fuoco deciso per al massimo un minuto. Attenzione a non esagerare, il rischio di bruciarlo esiste e si rovinerebbe tutto ancor prima di iniziare.
  • Sfumare il riso con del vino è necessario per conferire un tocco di acidità al piatto e per sgrassare il riso dopo la tostatura. Meglio però scaldarlo prima di versarlo, utilizzarlo freddo blocca la cottura e rovina i delicati chicchi.
  • Per un buon risotto è bene utilizzare un brodo di carne, verdure o pesce, molto meglio se fatto in casa.Risotto ai funghi
  • Girare il riso o lasciarlo cuocere senza mai toccarlo? Sicuramente è un prodotto delicato quindi meglio non mescolare con troppa energia, si rischia di rompere i chicchi e di ritrovarsi una pappa poco invitante. Può essere una buona idea anche utilizzare una frusta al posto del mestolo di legno. In questo modo l’amido liberato dal riso si monta durante la cottura e il risultato è un risotto particolarmente cremoso.
  • Anche il momento della mantecatura è molto importante. Solitamente si fa a fuoco spento e con burro e formaggio grattugiato.
  • Il risotto si prepara sempre al momento, non è come una lasagna capace addirittura di migliorare con il riposo. Il risotto scaldato diventa appiccicoso e scotto.
lasagne

CONSIGLI PER UNA LASAGNA PERFETTA

lasagneL’origine delle lasagne come è facile immaginare è molto antica. Una preparazione che si può paragonare a quella conosciuta e apprezzata anche oggi si trova fin dai tempi dei Romani. Si chiamava laganon, e indicava un piatto preparato con una sfoglia di pasta sottile fatta con un impasto a base di farina di grano, non era composta da strati, ma era un pasticcio di carne e pasta mescolati.

Negli anni comunque la ricetta è mutata fino a diventare quella delizia capace di rendere indimenticabili i tradizionali pasti in famiglia.

È un piatto elaborato e spesso si commettono degli errori che possono influire sul risultato. Esistono però dei piccoli accorgimenti da utilizzare per essere sicuri di ottenere un piatto da leccarsi i baffi.

  • lasagne tegliaChi prepara la pasta in casa deve stenderla sottile (2-3 mm) e sbollentarla in acqua bollente per 4-5 minuti  prima di farcirla e cuocerla in forno. Chi sceglie le sfoglie secche, invece, può infornarle direttamente utilizzando però una besciamella e un ragù un po’ più liquidi.
  • È bene  evitare la carta forno, è perfetta per quando si preparano torte o pizza, ma le lasagne sono una preparazione troppo umida e il rischio è quello di ritrovarsi nel piatto una porzione mista a carta. Meglio quindi ungere abbondantemente la teglia con burro ragù e besciamella per evitare che si attacchi al fondo e permettere una corretta cottura della pasta.
  • Aggiungere un po’ di pancetta al ragù lo renderà più saporito.
  • Il condimento deve essere abbondante e deve coprire tutte le sfoglie per non rischiare di sfornare una lasagna con gli angoli troppo secchi
  • Meglio non lesinare con gli strati. Per essere una lasagna golosa deve averne 4 o 5.
  • Per non rischiare di ottenere una preparazione con gli strati superiori troppo secchi è una buona idea cuocerla per la prima metà del tempo coperta con della carta di alluminio e scoprirla solo durante la seconda metà della cottura. In questo modo le lasagne saranno croccanti fuori e morbide dentro.
  • Per ottenere una perfetta doratura della superficie è bene non esagerare con la besciamella, meglio terminare gli strati mescolando abbondante ragù con un paio di cucchiai di besciamella, un po’ di formaggio grattugiato e per una crosta croccante un cucchiaio scarso di pan grattato sulla superficie.
  • A fine cottura è bene lasciarle riposare almeno 15 minuti, ne gioverà il gusto e anche la consistenza.
Pizza Margheriita

CONSIGLI PER PREPARARE UN’OTTIMA PIZZA ANCHE A CASA

Pizza Margheriita

 

Amata da tutti, grandi e piccoli, famosa in tutto il mondo e divenuta anche patrimonio dell’UnescoLa pizza è un piatto completo e goloso da gustare nelle pizzerie più buone, ma non così facile da preparare a casa. Innanzitutto il forno al legna fa sempre la differenza  se si vuole ottenere una cottura davvero perfetta e un sapore inconfondibile. Questa quasi inevitabile differenza  rende più difficile la preparazione casalinga, ma seguendo i giusti accorgimenti è possibile riuscire a cucinare delle pizze speciali anche a casa.  

 

 

 

  • Attenzione all’acqua che si utilizza. L’ideale è un’acqua mediamente dura, se nella propria casa fosse però molto dolce o troppo dura, meglio preferire l’acqua minerale in bottiglia.
  • impastare pizzaPer ottenere una pizza facilmente digeribile, meglio diminuire la quantità di lievito utilizzato, mai superare gli 8-10 g per 1 kilo di farina. È poi importante riservare il giusto tempo alla lievitazione, che deve essere lunga per riuscire a portare in tavola una pizza davvero soffice e digeribile.
  • Meglio ancora scegliere come base per l’impasto una farina forte, da 270 a 350 W, perfetta per i lievitati soprattutto quelli che necessitano di una importante quantità di acqua come la pizza.
  • Chi vuole aggiungere sapore all’impasto può sostituire circa il 20% alla farina bianca con un’altra farina, ad esempio integrale o ai cereali.
  • Anche la manualità ricopre un ruolo molto importante nella preparazione di una pizza. È necessario dunque lavorare gli ingredienti energicamente perché si amalgamino bene e per evitare i grumi, infine è preferibile stenderla con le mani e non con il mattarello. Naturalmente è necessaria anche po’ di esperienza che si può raggiungere dopo un po’ di esperimenti.
  • Prosciutto e funghiLa cottura in forno elettrico di casa è più lunga rispetto a quella nel forno a legna, per questo è preferibile cuocere l’impasto già condito con olio e pomodoro per i primo 5-6 minuti in seguito aggiungere la mozzarella e infornare nuovamente fino al completamento della cottura.
  • Il momento della farcitura è quello più creativo. Si possono provare quelle più tradizionali come prosciutto e funghi, ortolana, speck e brie o lanciarsi in abbinamenti più originali come ricotta e salame, stracchino e mortadella.

Piccoli e semplici accorgimenti da provare a mettere in pratica per gustare un’ottima pizza anche a casa propria.

Brindisi

CONSIGLI PER SCEGLIERE IL BICCHIERE GIUSTO PER ESALTARE IL VINO

BrindisiServire un buon vino in un bicchiere sbagliato può compromettere un aperitivo o una cena. Per poter apprezzare tutti i profumi dei vini è infatti importante scegliere quelli più adatti.

Una regola che vale per tutti i vini è che il bicchiere deve essere trasparente, per permettere di osservare anche i colori del vino, deve essere poi di vetro, ma ancor meglio se di cristallo perché è un materiale capace di esaltare maggiormente i riflessi e la tonalità del vino che si sta gustando. Importante poi che abbiano lo stelo per evitare di scaldare il vino con le mani e per evitare di percepire gli odori del polso che potrebbero interferire le percezioni date dal vino.

bicchiere vino biancoEntrando più nello specifico poi, i vini bianchi giovani sono esaltati dai bicchieri detti Tulipano, con stelo e calice non molto ampi. In questo caso l’imboccatura svasata e il calice arrotondato permettono di sprigionare al meglio gli aromi e di apprezzarne la giusta acidità. Nel caso invece di vini bianchi più maturi si preferisce di solito un bicchiere solitamente più grande detto Renano che permette di percepire e  apprezzare meglio gli aromi più complessi che caratterizzano un vino più maturo.

Bicchiere vino rossoIl Renano è utilizzato anche per  i vini rossi e giovani perché capace di esaltarne i profumi. I Ballon invece sono perfetti per i vini rossi molto strutturati o a lungo invecchiamento, è un tipo di bicchiere infatti che permette la necessaria ossigenazione. I rossi giovani invece vengono esaltati da un bicchiere con una coppa aperta che ne esalti i profumi.

Per i vini dolci e passiti di solito si usano bicchieri con uno stelo più corto con una sommità abbastanza stretta. La flûte invece è perfetta per valorizzare gli aromi di Champagne e Spumanti Metodo Classico. Gli Spumanti aromatici e dolci, come il Moscato o il Brachetto, di solito si servono nelle coppe la cui apertura ampia permette di evitare una fastidiosa concentrazione nel naso degli aromi.

caffè

CONSIGLI PER UN CAFFÈ SQUISITO

caffè e mokaPreparare il caffè è un’arte che si impara fin da piccoli. È una delle prime preparazioni in cucina che si insegna ai bambini, perché per loro è divertente riempire la moka di caffè utilizzando il cucchiaino ed è una procedura sicura, senza rischio di tagliarsi o farsi male. Farlo a regola d’arte però non è così semplice o scontato. Ci sono numerose variabili che possono influire sulla preparazione e rischiare di rovinare il piacere di qualche minuto di pausa bevendo questa bevanda tanto amata dagli italiani.

  • Prima di tutto bisogna scegliere la macchinetta giusta e fare attenzione alla sua manutenzione. Meglio preferire quelle vecchie e usate, quelle nuove e luccicanti non faranno mai un buon caffè. È importante però cambiare spesso la guarnizione e ogni tanto anche il filtro.
  • caffè macinatoLa caldaia va riempita di acqua fino alla valvola, senza mai superarla per non rischiare che venga un caffè troppo liquido.
  • Il filtro va riempito fino all’orlo, ma mai pressato (come si usa fare invece con le macchine per il caffè espresso).
  • Per ottenere un buon caffè non bisogna avere fretta, meglio posizionare la moka sul fuoco piccolo e regolare la potenza verso il basso. Va spento appena la caffettiera inizia a fare il suo caratteristico rumore, per evitare che si bruci e ne rovini irrimediabilmente il sapore.
  • Il caffè macinato va tenuto in un contenitore ermetico per non perdere il profumo e gli aromi.

caffèPer riconoscere un buon caffè si parte dalla vista, già guardandolo si possono ottenere informazioni importanti. Se, mentre lo si versa, il liquido che esce dalla brocca è trasparente, significa che è stata utilizzata troppa acqua o troppo poco caffè.

Se sul fondo della tazzina si trova molto residuo in polvere vuol dire che il caffè è stato macinato troppo finemente oppure che il filtro è stato pulito con poca cura o che è addirittura da cambiare.

Con queste piccole accortezze e attenzioni si potrà facilmente preparare un ottimo caffè e riempire la casa del suo caratteristico e tanto piacevole profumo.

cantina vini

COME CONSERVARE E SERVIRE IL VINO PER ESALTARLO AL MEGLIO

cantina viniIl vino buono deve essere trattato bene, coccolato e servito con le giuste precauzioni per non rischiare di rovinarne i suoi aromi e profumi speciali.

È buona regola conservarlo a temperature piuttosto basse, tra i 10° e i 14°, e al buio per conservarlo in modo corretto e mantenere le sue caratteristiche anche per mesi. La luce, anche artificiale, è in grado di innescare i processi ossidativi che rovinerebbero il vino. Se poi lo si lascia alla luce diretta del sole, il calore che ne deriva lo degraderebbe ancora più velocemente.

Se si vuole conservare il vino per un periodo di tempo piuttosto lungo è consigliabile tenere la bottiglia sdraiata, in questo modo il vino rimane a contatto con il tappo mantenendolodecanter e tappi umido e diminuiscono le possibilità che l’ossigeno entri nella bottiglia attivando processi di ossidazione. È da sfatare il mito che se il vino rimane a contatto a lungo con il tappo potrebbe prenderne lo sgradevole sapore. In realtà quando un vino sa di tappo è a causa di composti organici derivanti da muffe e funghi presenti nel sughero e che si sono sviluppati all’interno della pianta utilizzata per ricavarne il sughero e, purtroppo, nel caso in cui nel tappo fossero presenti questi composti, non esiste nessuna precauzione realmente efficace in grado di proteggere il vino.

vino rossoSe la bottiglia tenuta sdraiata contiene vino giovane è sufficiente a farla respirare in un decanter per dar modo al vino di mostrare tutti i suoi aromi. Se invece si tratta di un vino invecchiato, meglio tenerla almeno 24 ore in posizione eretta per permettere ai residui e sedimenti di depositarsi sul fondo e in questo caso, il tempo per farlo respirare deve essere ridotto per non rischiare di perdere tutte le note fruttate presenti.

Dopo averlo fatto respirare è importante anche scegliere il bicchiere giusto per esaltare al meglio il vino.  Vini rossi tannici e corposi come il Barolo ad esempio, necessitano di bicchieri grandi e panciuti, per i vini bianchi o i novelli solitamente si usano bicchieri più slanciati.

Supermercato

UNA SPESA LOW COST SENZA RINUNCIARE A MANGIARE CON GUSTO

SupermercatoRiuscire a mangiare bene con gusto e utilizzando prodotti di qualità è  possibile e non per forza costoso. Con qualche accortezza infatti, diventerà facile cucinare ottimi piatti low cost.

Sicuramente la prima regola per mangiare bene senza spendere troppo è cucinare e non acquistare con frequenza piatti già pronti alla rosticceria, in questo modo si svuota il portafogli e si portano in tavola piatti più elaborati, ottimi da mangiare ogni tanto, ma spesso non troppo utili a mantenersi in salute.

Mai fare la spesa con lo stomaco pieno, si finisce per comprare più del necessario con la conseguenza di trovarsi a buttare parte del cibo acquistato, un vero spreco!

Lista spesaL’organizzazione magari è un po’ noiosa, ma necessaria in molteplici occasioni, anche quando si fa la spesa. Prepararsi una lista dettagliata, pensando magari ad un menù settimanale, aiuta molto ad acquistare il necessario.

Al supermercato è importante imparare a leggere il prezzo al chilo e non a confezione, in alcuni casi infatti c’è il rischio di venire abbagliati da un prezzo solo apparentemente più basso.

Il tempo è un ottimo alleato, fare la spesa con calma dà la possibilità di scegliere con cura gli ingredienti e approfittare magari anche di convenienti offerte.

PesceLa stagionalità e non solo di frutta e verdura, ma anche del pesce, aiuta a portare in tavola piatti più buoni e mono costosi. Spesso non ci si pensa ma anche il mare ha le sue stagioni, a determinare la stagionalità del pesce sono le fasi del ciclo vitali dei pesci e le migrazioni, per questo la disponibilità di pesce varia a seconda del periodo. Attenzione quindi non solo a non comprare fragole e ciliegie d’inverno, ma anche ad esempio a non comprare le mazzancolle a fine primavera e d’estate, sono infatti più disponibili in autunno inverno.

La dispensa è un’ottima alleata per risparmiare con gusto, i legumi secchi sono molto versatili in cucina e molto economici, così come le farine, da utilizzare torte o merende da preparare anche velocemente in casa.

Anche i Gas i gruppi di acquisto solidale possono aiutare ad acquistare ottimi prodotti ad un prezzo più basso. È necessario organizzarsi con familiari, colleghi o vicini di casa per acquistare grandi quantità così da rifornirsi direttamente dal produttore.

riposo

FAVORIRE IL SONNO CON L’ALIMENTAZIONE

riposoCapita di attraversare periodi particolarmente stressanti e che possono essere la causa di notti o settimane insonni o con difficoltà ad addormentarsi, situazione che aumenta ulteriormente lo stress e non aiuta a recuperare le energie necessarie per affrontare la dura giornata successiva.

La corretta alimentazione ricopre un ruolo importante per favorire un buon sonno. La digestione influisce sul rilassamento muscolare e la produzione di neurotrasmettitori come la serotonina una sostanza in grado di favorire rilassamento e sonno. Per questo è importante fare in modo che la digestione sia buona e semplice per aumentare la possibilità di passare una buona notte.

lattugaIl nemico numero uno è sicuramente il sale perché la ritenzione di liquidi che provoca, impedisce il rilassamento muscolare e interferisce con i meccanismi chimici dell’addormentamento, per questo la sera è meglio stare attenti alle quantità e assumerne con moderazione. Da evitare anche cibi stimolanti del sistema nervoso, come cioccolata e caffè perché potrebbero interferire e rovinare la nottata delle persone sensibili a questi alimenti. Inoltre mai andare a letto senza mangiare, lo stomaco troppo vuoto o anche troppo pieno è garanzia di sonni agitati.

semi di zuccaMa cosa mangiare per favorire il sonno? Le noci ad esempio, che contengono buone dosi di melatonina, l’ormone che regola il sonno o i semi di zucca che contengono buone quantità di zinco e triptofano due precursori di serotonina e melatonina. Anche la lattuga è un alimento utile a favorire il riposo per la sua azione calmante, si può consumare cruda in una ricca insalata o anche cotta, magari in una vellutata. Gli spinaci rappresentano una fonte importante non solo di magnesio, ma anche di calcio, vitamina B6 e l’acido folico, tutte sostanze che aiutano a rilassare i muscoli. Anche il latte e i latticini freschi sono l’ideale da consumare la sera, da evitare invece quelli stagionati. Il riso integrale e l’avena hanno azioni sedative sul cervello. Le albicocche ricche di potassio e vitamina B sono ottime per favorire il riposo, si possono alternare con banane, pesche e mele per riuscire ad ottenere gli stessi risultati.

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LE UOVA NON SONO TUTTE UGUALI

shutterstock_195673823Le uova sono un alimento importante nella dieta quotidiana perché ricche di proteine. Un uovo medio fornisce 6,5 grammi circa di proteine e il fabbisogno quotidiano globale medio si aggira intorno ai 60-70 grammi, sono inoltre piuttosto semplici da digerire quindi adatte a bambini e ad adulti.

shutterstock_483204463In vendita si trovano numerose qualità di uova ed è importante saper scegliere le più indicate per le  proprie preparazioni. Se si vuole fare, ad esempio, la pasta fresca e ottenere un risultato di un giallo intenso è consigliabile utilizzare le uova con un tuorlo particolarmente giallo. La colorazione del tuorlo dipende dall’alimentazione delle galline, le uova dal tuorlo quasi arancione solitamente sono alimentate prevalentemente di mais. Il colore del guscio invece è legato esclusivamente a fattori genetici. Alcune razze producono uova dal guscio bianco, altre marroncine come quelle che troviamo più comunemente nei nostri supermercati.

Per la preparazione delle torte invece è importante prestare attenzione alla dimensione delle uova. In vendita, infatti, si trovano quattro diverse taglie. Le uova della categoria XL pesano dai 73 grammi in su, il peso delle L varia dai 63 ai 73 grammi. Le uova di dimensioni medie (M) oscillano tra i 53 e i 63 grammi; le uova di taglia S, infine, pesano meno di 52 g. Differenze che possono essere importanti per ottenere un buon risultato, per questo spesso nelle ricette per i dolci, in cui la quantità di uova è particolarmente importante, spesso viene suggerito il peso in grammi e non il numero di uova necessarie.

shutterstock_244693852Capire se le uova che abbiamo nel frigorifero sono ancora fresche è semplicissimo, è sufficiente metterle in un bicchiere, di acqua se l’uovo si appoggia sul fondo è freschissimo, invece meno l’uovo è fresco più si avvicina alla superficie e se arriva addirittura a galleggiare è consigliabile non mangiarlo e non utilizzarlo nella preparazione di una ricetta per non rischiare di rovinare tutto.

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CONSIGLI PER PREPARARE CANNELLONI INDIMENTICABILI

shutterstock_61329301Il pranzo della domenica è un momento meraviglioso dal sapore di festa e di vacanza anche quando le ferie vere e proprie sono in effetti distanti ancora mesi. Una piccola parentesi tra la frenesia del sabato e la ripresa del lavoro il lunedì. Una giornata da passare in compagnia della propria famiglia o dei propri amici, indugiando un po’ più del solito a tavola, assaporando vere delizie della tradizione culinaria italiana.

Un piatto immancabile in molte regioni nelle lente giornate in compagnia delle persone a cui si vuole più bene sono i cannelloni. Dei succulenti cilindri di pasta ripieni di ottimi preparati. La prima volta che si trova testimonianza di questa ricetta risale al XIII secolo, quando il napoletanissimo Vincenzo Corrado racconta di un grosso pacchero riempito con una farcia di carne e tartufi che ricorda molto i nostri cannelloni e di cui sembra essere l’antenato.

Le ricette più tradizionali lo vedono condito con ragù e besciamella oppure, di magro, con ricotta e spinaci ottima anche una versione più fantasiosa, ma sempre ricca di gusto come questi Cannelloni al Prosciutto Cotto e funghi.

shutterstock_530122876Ci sono un  po’ di accorgimenti da seguire per riuscire facilmente ad ottenere un risultato strepitoso

  • Scegliere con cura la materia prima. Come sempre gli ingredienti giusti sono capaci di fare la differenza. Per dei cannelloni indimenticabili vietati quindi gli spinaci surgelati e la ricotta confezionata così come la besciamella e il ragù pronti.
  • Se si preparano i cannelloni con spinaci meglio non bollirli, ma è preferibile farli appassire in pochissima acqua, in questo modo rimarranno più saporiti
  • Cuocere sempre qualche minuto i cannelloni in questo modo si eviterà un piatto non completamente cotto e una sfoglia fastidiosamente croccante.
  • Dopo averli cotti è buona norma scacquarli sotto l’acqua fredda per fermare la cottura così saranno cotti al punto giusto, perfetti per essere conditi.
  • Se si usano i cannelloni già pronti la sac à poche è lo strumento ideale per riempirli più facilmente ed evitare di rovinarli o di servirli mezzi vuoti.
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PASTA AL POMODORO, LA SUA STORIA E I CONSIGLI PER CUCINARLA PERFETTA

shutterstock_298896893Uno dei piatti più tipici della tradizione culinaria italiana è la pasta al pomodoro. Semplice e buona, piace ai bambini e anche agli adulti, un piatto veloce da preparare e che riesce sempre a soddisfare il palato.

Gli spaghetti hanno un’origine piuttosto antica, ci sono testimonianze della loro esistenza che risalgono al 1154, quando venne pubblicato il “Libro di Ruggero” nel quale l’autore Al-drisi, il geografo di Ruggero II di Sicilia descrive un paese vicino a Palermo dove si preparava una pasta a forma di piccoli fili arrotondati, piccoli spaghi e proprio da questa somiglianza deriva il nome “spaghetti”.

shutterstock_256042003Inizialmente si usava consumarli conditi con olio e formaggio ed è solo a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo che prende piede l’abitudine di condire la pasta con il pomodoro. È della prima parte del 1700, infatti, un’immagine di un presepe conservato nella Reggia di Caserta nella quale si vedono due contadini che consumano spaghetti colorati di rosso e la prima testimonianza scritta di una ricetta che abbina il pomodoro alla pasta risale, invece, alla metà del XVIII secolo.

Da allora poi la salsa di pomodoro è diventata una base ottima per molte altre ricette tipiche della cucina italiana. Unito alla carne macinata, si ottiene il ragù bolognese, con il guanciale si può assaporare l’amatriciana, con melanzane fritte e ricotta, invece si ottiene una pasta alla norma.

shutterstock_87915796Nonostante si tratti di una preparazione apparentemente semplice, riuscire a trovare il giusto equilibrio della dolcezza del pomodoro, che non ne copra completamente la punta acida, non è così scontato. A volte il sugo può essere un po’ troppo acquoso con un risultato non avvolgente o si può fare l’errore di unirla ad una pasta non al dente. Innanzitutto è importante scegliere la giusta proporzione tra acqua sale e pasta, solitamente si consiglia di utilizzare 1 litro di acqua e 10 g di sale ogni 100 g di pasta. Le qualità di pomodoro ideali sono il Datterino, il Pizzuttello o il San Marzano. Per sfruttare l’amido della pasta e addensare il giusto la preparazione, è consigliabile non scolare completamente la pasta o tenere da parte un po’ di acqua di cottura. Per un risultato finale davvero buono è decisivo l’ultimo passaggio, è d’obbligo infatti finire di cuocere la pasta in padella insieme al sugo, saltandola per un paio di minuti.

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A PASQUETTA UN PICNIC PER TUTTI! SENZA GLUTINE E SENZA LATTOSIO, CON L’AIUTO DI ROVAGNATI!

shutterstock_521251162Si avvicina il giorno di Pasquetta quindi anche il primo picnic di stagione. La prima occasione del 2017, tempo permettendo, di gustare sfiziosi finger food, in compagnia degli amici più cari.

È importante che le preparazioni per un pranzo all’aperto siano facilmente trasportabili in un cestino o in una borsa termica. Sono preferibili quelle che non hanno bisogno di essere scaldati e quelli da mangiare con le mani. Se si preparano, invece, insalate di riso o di pasta è importante ricordarsi di portare delle stoviglie, preferibilmente di plastica, perché più resistenti e leggere, quindi comode per essere trasportate.

Rovagnati è un ottimo alleato se si vuole preparare un menù adatto a tutti, anche a eventuali amici celiaci o intolleranti al lattosio, è molto facile, infatti, trovare salumi del conosciuto marchio italiano che ne siano privi.

shutterstock_123380389Per il cestino del lunedì di Pasqua la tradizione vuole che si prepari la classica torta Pasqualina, magari arricchita da cubetti di speck per personalizzarla e renderla ancora più gustosa. Utilizzando poi la sfoglia senza glutine si può andare facilmente incontro a eventuali commensali celiaci e scegliendo la ricotta senza lattosio, fare felici anche gli intolleranti .
Scegliendo con cura la giusta farina di ceci senza glutine, invece, è facile preparare una farinata buonissima!

shutterstock_134422928In una borsa per un pranzo all’aperto non possono mancare dei sandwich, magari per i bambini, che solitamente preferiscono mangiare cibi semplici e composti di pochi ingredienti. Con le vaschette della linea i Firmati di Rovagnati sarà semplice preparare dei panini buonissimi per accontentare i palati più delicati.

Un’altra preparazione tipica di questo periodo di festa sono le uova abbinate agli asparagi. Preparare delle frittate, magari cotte al forno, è una soluzione facile, gustosa e veloce per arricchire il menu di Pasquetta. E per un tocco di originalità si possono preparare delle sfiziosissime polpette di agnello, oppure, invece della solita insalata di riso, si può preparare un cous cous di mais con melanzane zucchine, feta e dadini di prosciutto cotto.

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RICETTE E CONSIGLI PER PATATE AL FORNO INDIMENTICABILI!

shutterstock_392821807Le patate al forno sono indubbiamente uno dei contorni più amati da grandi e piccoli, ma prepararle in modo impeccabile non è scontato. Ci sono però un po’ di trucchi che si possono seguire per essere sicuri di ottenere un risultato finale davvero goloso!

Sono un tubero importato in Europa dal Sudamerica nel XVI secolo. Non hanno riscosso fin da subito un grande successo sulle cucine del vecchio continente a causa di una certa diffidenza nei loro confronti dovuta al fatto che crescono sotto terra e per questo si pensava che  fossero portatrici di malattie. In Italia furono i monsu, i cuochi dei Borboni che iniziarono a preparare piatti sontuosi utilizzandole come ingrediente principale , grazie a loro, in poco tempo iniziarono ad essere apprezzate ed utilizzate da tutti i ceti.

Per preparare delle patate al forno perfette è importante:

  • Utilizzare patate non farinose. Le migliori di solito sono le patate gialle.
  • Evitare le patate vecchie. Anche in questo caso si rischia che siano diventate farinose, in cottura dunque potrebbero rompersi appiccicarsi e non dorarsi al meglio.
  • Prima di metterle nella teglia per cuocerle è necessario far perdere loro un po’ di amido. È questa la causa principale di patate appiccicose e non croccanti. Per riuscire ad eliminarlo si possono mettere in una bacinella di acqua fredda per almeno mezz’ora prima di cuocerle, oppure farle bollire per pochissimi minuti prima di passarle in forno.
  • shutterstock_367257002Per essere sicuri che alla fine della cottura risultino davvero saporite, non siate parchi con il condimento e soprattutto fate in modo che si distribuisca uniformemente su tutte le patate. Per ottenere questo risultato, l’ideale è utilizzare le proprie mani per girarle.
  • Per ottenere una cottura a regola d’arte è importante scegliere la giusta teglia. Le patate per cuocersi bene devono essere distese e non troppo ammassate.
  • Spesso per insaporirle si usa il rosmarino che però si brucia sempre, per questo è meglio toglierlo dopo circa 10-15 minuti di cottura, in modo che le patate prendano tutto l’aroma, ma evitando i rimasugli secchi e bruciati.
  • Per renderle ancora più saporite e croccanti si possono cospargere anche con del pan grattato al momento del condimento. Il risultato è squisito!
  • Il suggerimento del famoso chef inglese Jaime Olivier per renderle più croccanti consiste nello schiacciare le patate dopo circa 30 minuti di cottura in forno. in questo modo aumenterà la superficie a contatto con la teglia e diventeranno più croccanti.
  • Per dorare al meglio le vostre patate al forno, alzate la temperatura negli ultimi 10 minuti di cottura.
  • Se volete ottenere un sapore un po’ speziato, aggiungete un po’ di paprika dolce, non ve ne pentirete!
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CONSIGLI PER LA SCELTA DEL RISO PIÙ ADATTO AD OGNI PREPARAZIONE

shutterstock_274491254Il riso è un cerale nobile e costituisce l’alimento principale di circa la metà della popolazione mondiale per questo viene coltivato in quasi tutti i paesi del mondo. Sulla tavola degli italiani è un alimento che a volte viene un po’ sottovalutato perché spesso gli viene preferita la pasta. Questo non accade però nelle regioni settentrionali del nostro paese perché, oltre ad essere presente in numerose ricette della tradizione, è una coltura molto importante per l’economia, l’Italia è infatti il primo produttore di riso europeo e commercializza ben 140 diverse varietà di questo cereale.

Spesso si sottovaluta l’importanza della qualità da utilizzare in cucina, ma per ottenere i migliori risultati si deve tenere in considerazione che ogni ricetta ha il tipo di riso ideale, in grado di renderla davvero speciale. Se si vuole essere davvero sicuri del risultato dunque, è meglio scegliere con cura la varietà più adatta.

Se dovete preparare minestre o dolci l’ideale è il riso Originario o il Balilla entrambi crescono molto in cottura perché hanno un grande potere di assorbimento dell’acqua e, di conseguenza, anche dei sapori del condimento.

shutterstock_316205300Il Carnaroli invece è il Re dei risotti perché non scuoce facilmente e non si disgrega in cottura, anche se spesso gli viene preferito il Vialone Nano, una qualità che nel Triveneto si coltiva fin dal 1945 e che vanta la certificazione IGP.

Anche l’Arborio è indicato per la preparazione dei risotti. È una qualità tipica del Vercellese ed è caratterizzato da una buona capacità di assorbimento del condimento.

shutterstock_347391599Il riso Parboiled è trattato in un modo speciale grazie al quale tiene particolarmente bene la cottura e si presenta con chicchi molto distaccati, per questo è l’ideale per le insalate.

Ci sono poi delle qualità di riso tipicamente orientali, adatte dunque per le preparazioni etniche, ad esempio il Thai, tipico del Sud-Est asiatico con chicco lungo e dal sapore speziato o il Basmati, molto aromatico e perfetto per preparare il pilaf. Se invece volete cimentarvi nella preparazione di un sushi casalingo il più indicato è il Biyori.

Il riso Venere è una varietà tipicamente italiana, coltivata nel vercellese, la cui particolarità è il suo colore, ha infatti chicchi arrotondati e di color ebano, per questo viene comunemente chiamato ‘riso nero’. È un riso integrale, ha dunque bisogno di 40/45 minuti di cottura.

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CONSIGLI E RICETTE PER PREPARARE L’ ARROSTO DELLA DOMENICA!

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Il tipico piatto della domenica è indubbiamente l’arrosto con le patate. Una preparazione non troppo difficile, ma che richiede cura ed attenzione. Si definisce arrosto la carne cotta, al forno o in padella, senza liquido, ma sarebbe meglio dire con pochissimo liquido. la tradizione prevede arrosti di manzo, maiale, tacchino e vitello. In alcuni casi si cucina un pezzo unico di carne in altri casi si tratta di una fetta ripiena di vari ingredienti e arrotolata su sé stessa.

Per ottenere un arrosto perfetto è necessario seguire poche ma importati regole:

  • Scegli con cura il taglio di carne più adatto per il tuo arrosto. I più utilizzati sono lo scamone, la noce (di vitello o di manzo), la sotto fesa, il carrè.
  • Togli dal frigorifero l’arrosto almeno un’ora prima della cottura.
  • Sfuma la carne con il vino o con del brodo, operazione indispensabile se si vuole ottenere un arrosto morbido. Serve inoltre per aromatizzarlo e per permettere una cottura prolungata, quando il taglio lo richiede.
  • shutterstock_432420700In una prima fase della cottura scegli l’alta temperatura per rosolare e in seguito passa ad una temperatura più bassa e costante per cuocere bene la parte interna della carne.
  • Non versare mai troppo liquido in una sola volta perché in questo modo rischieresti di bollire la carne e perdere così la caratteristica crosticina degli arrosti.
  • Per evitare che diventi stopposo, non pungerlo con la forchetta durante la cottura, è meglio utilizzare due cucchiai di legno. In questo modo la carne non perderà i suoi succhi e manterrà la sua morbidezza.
  • Se hai scelto un taglio particolarmente magro puoi avvolgerlo nella pancetta, prosciutto o lardo per assicurarti un risultato morbido e molto saporito.
  • Un altro trucco per ottenere un arrosto saporito e morbido è la lardatura, pratica cioè dei piccoli tagli nei quali inserire della pancetta tritata.
  • La legatura dell’arrosto è importante per ottenere un risultato finale più compatto e quindi delle fette più regolari.
  • A cottura ultimata fai riposare l’arrosto per 15/20 minuti, in questo modo al momento del taglio la carne non perderà i suoi preziosi succhi.
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RICETTE E CONSIGLI PER POLPETTE PERFETTE!

shutterstock_408780886Un piatto che fa subito ‘casa’, piace a grandi e piccoli. Perfetto anche per eliminare gli avanzi del frigo. È un classico trucco che le mamme utilizzano per mascherare le verdure ai propri bambini, parliamo delle polpette, un piatto che non stanca mai!

Si possono preparare di carne, di pesce, di legumi,  di verdure, con ripieno fondente, speziate, al forno, fritte, con il sugo. È il piatto perfetto per liberare la propria fantasia in cucina.

shutterstock_274986173Solitamente sono così sfiziose che quando si preparano sono sempre un successo. Una preparazione semplice, ma che riesce a fare contenti tutti. Anche Pellegrino Artusi nel suo “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” sostiene che sia facilissimo prepararle, scrive infatti:  “Non crediate che io abbia la pretensione d’insegnarvi a far le polpette. Questo è un piatto che tutti lo sanno fare cominciando dal ciuco, il quale fu forse il primo a darne il modello al genere umano”

È possibile però commettere alcuni tipici errori che potrebbero renderle un po’ meno piacevoli. Il problema più frequente, ad esempio, riguarda la consistenza, possono venire troppo stoppose oppure troppo morbide e magari rompersi in cottura. Esistono però dei piccoli accorgimenti da utilizzare per essere sicuri di ottenere un risultato impeccabile.

  • shutterstock_458110279Se si usa il pane secco nell’impasto è buona norma bagnarlo nel latte, per assicurarsi delle polpette morbide.
  • Per evitare di trovare fastidiose lische in quelle di pesce, è meglio sbollentarlo prima di preparare la polpetta. In questo modo sarà più facile individuarle ed eliminarle tutte.
  • Il giusto rapporto tra il pane e l’ingrediente base della polpetta che si sceglie di preparare (carne – pesce – verdure) è 4 a 1, quindi per esempio, 400g di carne e 100 di pane.
  • Meglio evitare di preparare polpette troppo grandi, c’è il rischio di non riuscire a cuocerle in modo uniforme e di trovare l’interno ancora crudo.
  • Quando si preparano quelle di verdure meglio usare il pane secco o strizzarlo molto bene, perché in cottura rilasceranno la loro naturale acqua e si corre il rischio di ottenere un risultato troppo morbido.
  • Per ottenere la consistenza perfetta, attenti alle uova, se sono troppe, si rischia che l’impasto si rompa in cottura.
  • Le giuste erbe o spezie hanno la capacità di rendere le polpette davvero speciali. Il curry, la noce moscata, la paprika e il prezzemolo si abbinano molto bene alla carne. Per il pesce, invece, meglio preferire il timo. Il sapore dei legumi invece, di solito, viene esaltato da alloro o rosmarino.
  • La scorza di limone è in grado si trasformare una buona polpetta, in una polpetta indimenticabile.
  • Largo spazio alla fantasia, quando si parla di panatura. Non solo pane, ma anche semi di papavero, sesamo, farina di mais, corn flakes, frutta secca tritata.
  • Qualche fetta di Speck Rovagnati tritata e aggiunta alle polpette di carne, assicura un risultato davvero saporito e leggermente affumicato.