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ITALIANI SANI GRAZIE ALLA DIETA MEDITERRANEA

shutterstock_361244930Gli italiani sono un popolo sano! Questa è la conclusione della ricerca pubblicata da Bloomberg e che tiene conto di diversi indicatori, come la durata media della vita, la nutrizione, la quantità di medici, la disponibilità di acqua pulita e anche fattori di rischio come il tabagismo o la pressione sanguigna.

Bloomberg mette in relazione anche la ricchezza del paese rispetto alla stato di salute dei suoi abitanti e rileva che nonostante in Italia, dal punto di vista economico, ci sia una situazione stagnante da parecchio tempo gli italiani sono una popolazione molto in forma. Studiando i Global Health Index di Bloomberg l’Italia, infatti, risulta al primo posto della classifica con un punteggio di 93,11 per cento, sopra Islanda e Svizzera. Primi dunque, su ben 163 paesi studiati. Colpisce, inoltre, che la Germania, nonostante goda di una maggiore ricchezza, sia solo al sedicesimo posto e gli Stati Uniti addirittura al trentaquattresimo.

shutterstock_399420520Ad aiutarci a scalare la classifica è l’aspettativa di vita che supera gli 80 per i bambini nati negli ultimi anni contro, ad esempio, i 52 anni della Sierra Leone, paese che invece si trova all’ultimo posto nella classifica di questo particolare parametro. L’ingrediente principale dell’ottima salute degli Italiani sembra essere la tanto amata dieta mediterranea, che ancora una volta si conferma un elemento di grande importanza quando si ha intenzione di prendersi cura della propria salute.

Assumere quotidianamente abbondanti dosi di frutta e verdura di stagione, ma anche legumi, cereali e pesce conditi con il prezioso olio extravergine d’oliva è dunque un’ottima scelta: gustosa e molto salutare. Via libera dunque alle numerose ricette della tradizione che rendono  i nostri pranzi tanto allegri e golosi. Pasta alla norma, pasta e fagioli, orecchiette con le cime di rapa, pasta al pesto con patate e fagiolini o anche la semplicissima pasta al pomodoro, tutti piatti squisiti e che possiamo continuare a consumare con tranquillità.

I CIBI CHE AIUTANO A PREVENIRE L’ICTUS: PESCE, FRUTTA E ORTAGGI A FOGLIA VERDE

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Insalata mista

Seguire, fin dall’infanzia, una dieta ricca di pesce, ortaggi a foglia verde e frutta come mele, pere e agrumi rappresenta una valida arma di difesa contro il rischio di essere colpiti da un ictus da adulti e nella terza età. Ad affermarlo è A.L.I.Ce Italia Onlus, l’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, che dedica il mese di aprile alla prevenzione di questa malattia che nel nostro Paese colpisce ogni anno 200mila persone, con una serie di eventi, screening gratuiti e seminari in diverse località della Penisola. L’obiettivo della campagna è di “ridurre l’incidenza dell’ictus cerebrale e migliorare la qualità della vita delle persone colpite – come dichiara in una nota il vicepresidente dell’Associazione Francesco Gaballo – attraverso la diffusione della conoscenza della patologia e dei suoi principali fattori di rischio”. Continua a leggere

UN FILO DI OLIO EXTRAVERGINE PER COMBATTERE IL DIABETE

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Cucinare o condire i cibi con olio extravergine di oliva aiuta i pazienti diabetici a contenere i picchi della glicemia dopo i pasti, riducendo il rischio di complicanze cardiovascolari. Dalla Società Italiana di Diabetologia (SID) arriva una nuova, importante scoperta sui benefici dell’alimento cardine della Dieta Mediterranea: già apprezzato per le sue numerose proprietà – tra cui la presenza di vitamina E, dalla funzione antiossidante, degli acidi grassi Omega 3 e Omega 6 che abbassano il colesterolo e dell’oleuropeina, che migliora l’elasticità delle arterie –, l’oro verde contiene anche polifenoli in grado di tenere sotto controllo l’aumento degli zuccheri legato all’assunzione dei carboidrati. Continua a leggere

MDIET, UN’APP COMPLETAMENTE DEDICATA ALLA DIETA MEDITERRANEA

MDietIl modo migliore per ritrovare la forma dopo gli eccessi del periodo natalizio è riprendere un regime alimentare più regolare. Oggi ad aiutarci c’è MDiet, un’App per smartphone e tablet da avere sempre a portata di mano, per fare la spesa ispirandosi alla Dieta Mediterranea. A progettarla un team di ricercatori del DIBEST (Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra) dell’Università della Calabria, in collaborazione con la Fondazione “Paolo di Tarso”, che si occupa della valorizzazione del patrimonio culturale italiano; per realizzarla il gruppo si è ispirato alle ricerche svolte dal fisiologo statunitense Ancel Keys nel secolo scorso e alle direttive delle Nazioni Unite sulla Governance Alimentare Sostenibile.

MDiet è una vera e propria guida che permette al consumatore di conoscere gli alimenti principali della tradizione mediterranea e imparare a utilizzarli con gusto e creatività. L’app cataloga oltre 300 cibi, suddividendoli per categorie (cereali, derivati e altri farinacei; verdura e ortaggi; frutta; legumi; pesce e frutti di mare; latte e derivati; carne bianca e uova; olio e condimenti; bevande; erbe aromatiche e spezie; salumi e insaccati; dolci e zuccheri; carne rossa) e corredandoli di una dettagliata scheda informativa. Una sorta di ‘carta di identità’ in cui, per ogni alimento, sono indicati i valori nutrizionali, la posizione nella piramide alimentare, ovvero la frequenza con cui  è preferibile mangiarlo – se in basso quotidianamente, se al centro settimanalmente, se all’apice mensilmente o occasionalmente –, le dosi consigliate e la stagionalità.

mdiet2mdiet3In ogni scheda, ancora, è specificato se il cibo in questione è adatto ai celiaci e a quanti soffrono di patologie specifiche, come ipertensione, colesterolo alto o diabete, ipertiroidismo e malattie cardiocircolatorie. E se davanti allo scaffale del supermercato si è indecisi se acquistare o meno un prodotto, magari poco conosciuto, viene in aiuto lo smile, la faccina verde (sorridente), gialla (neutra) o rossa (imbronciata), che ne promuove o sconsiglia il consumo.

Particolarmente interessante la sezione delle “Ricette”, una raccolta dei piatti più famosi della tradizione contadina del Sud Italia, firmati da alcuni rinomati istituti alberghieri italiani. Si va dalle lagane con i ceci della Basilicata ai cavatelli salentini con i fagioli, dai peperoni ripieni di riso ai saporiti vermicelli con lo stoccafisso, fino a secondi, contorni e dolci, con l’indicazione del costo, della difficoltà di preparazione e dei valori nutrizionali a porzione. E per finire i consigli della biologa nutrizionista Adriana Gallo, per avere sempre a portata di mano utili suggerimenti sulla qualità e la tracciabilità di quello che si porta in tavola e sull’importanza di metodi di cottura semplici per un’alimentazione bilanciata e uno stile di vita sano.

WORLD PASTA DAY 2015, LA PASTA ALIMENTO IDEALE PER “NUTRIRE IL PIANETA”

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giornata mondiale pastaPiace a tutti, ha un costo accessibile, richiede poco tempo per essere cucinata. La pasta è sempre più protagonista dell’alimentazione di tutto il mondo. Anche grazie ai tanti programmi tv sulla cucina che l’hanno consacrata regina della tavola, a New York come a Pechino, dove è sempre più apprezzata. Le sue proprietà ma anche i modi di cucinarla saranno al centro della 18a Giornata Mondiale della Pasta, promossa dall’IPO, l’International Pasta Organization, che sarà celebrata domenica 25 ottobre in Italia, all’Expo. Da Milano, esperti di tutto il mondo si confronteranno sulle ragioni che rendono questo alimento il più adatto a ‘nutrire il pianeta’ e garantire un’alimentazione adeguata agli oltre 7 miliardi di abitanti della terra. Tra i cibi cardine della Dieta Mediterranea, la pasta non può mancare all’interno di un regime dietetico equilibrato. E se quella condita con la salsa di pomodoro, definita proprio a Expo 2015 simbolo della cucina made in Italy, è il piatto più cucinato e apprezzato al mondo, la sua versatilità l’ha resa sempre più presente. Continua a leggere

PER ME UNA BIRRA, LA WEB APP AL FEMMINILE PER LE APPASSIONATE DELLA “BIONDA”

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Ragazze che bevono birraHanno un’età compresa tra 18 e 35 anni e una vita impegnativa, amano tenersi in forma e mangiare sano, ma non rinunciano ai piaceri della tavola. Come bere una birra in compagnia delle amiche.

È dedicata alle giovani donne appassionate della ‘bionda’ “Per me una birra”, la nuova web app lanciata da AssoBirra che propone 50 ricette raffinate e salutari abbinate ad un calice da 0,20 l, la misura più indicata per un consumo responsabile di alcool e anche la più gettonata dal pubblico femminile. Il sito www.permeunabirra.it fa parte della campagna di comunicazione “Birra io d’adoro”, promossa dall’Associazione degli Industriali della Birra e del Malto per “raccontare alle donne italiane che un consumo di birra prudente e consapevole può essere compatibile con uno stile di vita moderno, equilibrato ed attivo”, spiega il direttore Filippo Terzaghi. Continua a leggere

CAVOLO VERDE, SPINACI E BROCCOLI PER PREVENIRE I DISTURBI DELLA VISTA

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Un’alimentazione ricca di frutta e ortaggi, soprattutto di verdure come cavolo verde e spinaci, è una preziosa arma di difesa contro i disturbi della vista che insorgono con l’avanzare degli anni. Indossare occhialiSe ne è parlato il 30 settembre a Milano, durante il forum “La salute oculare in tavola: prevenire le malattie oculari”, promosso da Vision+ Onlus – impegnata da dieci anni nella prevenzione della cecità e delle patologie della retina – in occasione della prossima Giornata Mondiale della Vista in programma l’8 ottobre. Continua a leggere

CARNE, UOVA E PROSCIUTTO: INDISPENSABILI PER UN’ALIMENTAZIONE EQUILIBRATA

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Banco della macelleriaLegumi, frutta e verdura, olio extravergine di oliva e cereali. Ma anche carne, pesce, uova e salumi, come il prosciutto crudo e cotto. Gli alimenti di origine animale non possono mancare in un regime alimentare equilibrato. Della loro importanza si è parlato qualche giorno fa a Expo, nel corso di un incontro dal titolo “Dieta Mediterranea. Proteine animali e alimenti vegetali per una nutrizione completa e sostenibile”, organizzato dalla Società Umanitaria di Milano. L’iniziativa ha ricevuto l’appoggio di “Carni Sostenibili”, il progetto nato dall’unione delle tre principali associazioni di categoria italiane – ASSICA, ASSOCARNI e UnaItalia –, per la diffusione di un’informazione corretta sui prodotti animali e sul modo migliore di consumarli. Continua a leggere

LA DIETA MEDITERRANEA PER TORNARE IN FORMA DOPO LE VACANZE

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Peso formaIl modo migliore per tornare in forma dopo l’estate? Seguire la Dieta Mediterranea. Puntare su cibi freschi e genuini, insalate miste, pesce azzurro e carne bianca cucinati in maniera leggera, è la scelta più efficace per rimediare ai piccoli “peccati di gola” delle vacanze: lo afferma uno studio del Polli Cooking Lab, l’osservatorio internazionale dell’omonima azienda di Pistoia, che ha chiesto a 80 esperti (nutrizionisti e chef) qualche consiglio per smaltire i chili di troppo accumulati a luglio e agosto. Continua a leggere

BAMBINI: ARRIVA LA DIETA MULTICULTURALE

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Mensa scolasticaTeff, quinoa e amaranto, alghe e germogli di bambù, mango, avocado e papaya. Sono alcuni dei cibi multietnici che la Società Italiana di Pediatria ha inserito nella Piramide Alimentare Transculturale, il nuovo modello nutrizionale pensato per i tanti bambini di nazionalità diverse che oggi vivono stabilmente nel nostro Paese. Perché l’integrazione tra i popoli inizia a tavola. Continua a leggere

DIETA MEDITERRANEA CON NOCI E MANDORLE PER UNA MEMORIA PIÙ GIOVANE

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La Dieta Mediterranea ‘rinforzata’ dalla frutta secca e dall’uso quotidiano dell’olio extravergine d’oliva aiuta a mantenere una memoria acuta e lucida a ogni età. Continua a leggere

LA PASQUA 2015 DEGLI ITALIANI? TRADIZIONE E DIETA MEDITERRANEA

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Tavola di PasquaCarciofi, asparagi, insalata per accompagnare sfoglie ripiene e torte salate, oltre naturalmente all’immancabile tagliere di affettati, formaggi e uova sode. A Pasqua gli italiani porteranno in tavola piatti della tradizione e ingredienti del territorio. Lo conferma il Polli Cooking Lab, l’Osservatorio sulle tendenze alimentari promosso dall’omonima azienda toscana che, attraverso un sondaggio condotto su un campione di 130 esperti – nutrizionisti, chef, food blogger – ha individuato le tendenze gastronomiche delle prossime festività pasquali. Continua a leggere

ALLA SCOPERTA DI POLLICA, CAPITALE DELLA DIETA MEDITERRANEA A EXPO 2015

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Pollica_panoramaTorre di AcciaroliCilento, Campania

È famosa per il mare cristallino, le spiagge dorate, il clima dolce, i sapori di una volta che in estate richiamano numerosi turisti. Ma il nome di Pollica, l’incantevole comune cilentano affacciato sul Golfo di Palinuro, è legato soprattutto alla Dieta Mediterranea: qui, nel secolo scorso, il fisiologo americano Ancel Keys elaborò quello che oggi è universalmente considerato il regime alimentare più equilibrato al mondo. Per questo la cittadina salernitana è stata scelta per rappresentare, a Expo 2015, tutte le comunità internazionali che fondano la propria alimentazione su legumi, olio extravergine & Co.: al grande evento di Milano sarà protagonista del Padiglione KIP, dedicato ai “Territori attraenti per un mondo sostenibile”. Continua a leggere

I 5 COLORI DELLA SALUTE

Il rosso di pomodori, fragole, ravanelli; il giallo/arancio di agrumi, kaki e zucca; il verde di asparagi, broccoli, zucchine e spinaci; il blu/viola di melanzane e uva; il bianco di cavolfiori, finocchi, mele. Questi cinque colori, con cui la natura ha rivestito frutta e verdura, sono i protagonisti del progetto “Nutritevi dei colori della vita” dell’Unaproa (Unione nazionale tra le organizzazioni di produttori ortofrutticoli, agrumari e di frutta a gusci), nato tre anni fa per incentivare il consumo di prodotti ortofrutticoli nel nostro Paese. Nei giorni scorsi è partita la seconda edizione che si svilupperà nel triennio 2015-2017.

I 5 colori della saluteQuesto originale progetto di educazione alimentare parte dall’idea, condivisa da dietologi e nutrizionisti a livello mondiale, che polifenoli e flavonoidi, oltre a conferire una tonalità specifica a ogni frutto, lo rendano anche particolarmente salutare: il rosso di fragole, anguria, ciliegie e pomodori, ad esempio, si “traduce” in un’elevata quantità di vitamina C, che favorisce l’assorbimento del ferro e rafforza il sistema immunitario; gli alimenti arancioni, invece, sono ricchi di betacarotene (vitamina A), un potente antiossidante che protegge la vista e la bellezza della pelle. E ancora, tutti gli ortaggi verdi, soprattutto quelli a foglia (bietole, broccoli, spinaci, indivia, rughetta, lattuga) contengono magnesio e acido folico, che combattono stanchezza e affaticamento, mentre il blu/viola delle prugne, dell’uva e dei frutti di bosco, regala al corpo vitamina A, vitamina C e potassio, importante per il corretto funzionamento del sistema nervoso; nel gruppo di cibi bianchi (mele, pere, cipolle, aglio, cavolfiori) troviamo, infine, buone dosi di fibre e potassio.

Seguire la dieta dei cinque colori e variare spesso, insomma, significa assicurare all’organismo tutti i nutrienti di cui ha bisogno. Eppure, nonostante sia la patria della Dieta Mediterranea, la nostra Penisola presenta consumi di frutta e verdura ancora troppo scarsi: secondo il presidente di Unaproa, Ambrogio De Ponti, “bisognerebbe riflettere sul fatto che se solo si passasse dai 360 grammi di consumo giornaliero di ortofrutta ai 600 grammi – la quantità raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ndrsi arriverebbe ad una drastica riduzione delle malattie cardiovascolari, di tumori e di varie patologie connesse ad una alimentazione scorretta”. Un’affermazione avvalorata dal prof. Carlo La Vecchia dell’Università di Milano: “Per un recente studio EPIC – European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition, presente in dieci paesi nel mondo, ndrcoloro che consumavano 600 grammi di frutta e verdura al giorno rispetto a coloro che ne consumavano 250 avevano una riduzione del rischio di morte del 15% per malattie cardiovascolari, del 27% per malattie respiratorie e del 40% per malattie dell’apparato digerente”. Imparare a riconoscere i prodotti ortofrutticoli, comprenderne il valore nutrizionale e la stagionalità diventa allora di fondamentale importanza per uno stile di vita sano.

Cofinanziata dall’Unione Europea e dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, “Nutritevi dei colori della vita” si rivolge a un pubblico eterogeneo, dai bambini agli adulti, con campagne di comunicazione nei supermercati, nelle mense aziendali e scolastiche e con un sito ricco di informazioni sulle proprietà di frutta e ortaggi. Per apprezzare al meglio i prodotti che madre natura ci offre, il portale propone anche una serie di ricette sfiziose: perfette in questa stagione, ad esempio, le lasagne vegetariane con radicchio, zucca e noce moscata; i golosi involtini di verza ripieni di patate lesse, uova e pangrattato, stufati in forno con burro e grana grattugiato, o la pasta condita con indivia belga, ravanelli, zucchine, funghi e pomodori saltati in padella.

BAMBINI: IL CIBO “FAST” RALLENTA IL RENDIMENTO SCOLASTICO

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bambino mangia al fast foodHot dog, patatine fritte, hamburger, snack confezionati che contengono additivi e conservanti, bibite gassate: lo junk food non è responsabile soltanto dell’aumento dell’obesità infantile, ma influisce negativamente anche sul rendimento dei più piccoli sui banchi di scuola. Continua a leggere

MEDITERRANEA: LA DIETA POPOLARE

Da qualche tempo è diventata una delle tendenze gourmet internazionali, che ha conquistato anche gli chef stellati. Ma la Dieta Mediterranea è, da sempre, un regime alimentare popolare, fatto di cibi e pietanze alla portata di tutti, facilmente reperibili in tutti i Paesi del Mediterraneo: cereali, olio d’oliva, frutta, ortaggi e verdure, latticini, pesce. Continua a leggere

L’IMPORTANZA DELLA CARNE IN UNA DIETA EQUILIBRATA

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La carne, nelle dosi giuste, è fondamentale per un’alimentazione equilibrata e la salute delle persone. Il consiglio viene dalle principali associazione di produttori di carni e salumi delle tre filiere italiane più importanti (bovino, suino e avicolo), Assica, Assocarni e UnaItalia e sarà il tema di una campagna di comunicazione sulle proprietà della carne e dei salumi, denominata carni sostenibili e sull’impatto ambientale della loro produzione contro i pregiudizi diffusi. Continua a leggere

MANGIARE SANO, SE NE PARLA A PADOVA NELLE GIORNATE DELLA DIETA MEDITERRANEA

Giornate Dieta Mediterranea_Padova2014

È il modello nutrizionale più equilibrato al mondo, un mix perfettamente bilanciato di tutti gli alimenti di cui il nostro organismo ha bisogno, ma non solo questo. Sì, perché intorno a essa ruota uno straordinario patrimonio di culture, saperi, abilità. E da sabato 20 a lunedì 22 settembre, a Padova è in programma un evento per imparare a conoscerla a fondo, anche sotto l’aspetto più “folcloristico”.

Si terrà negli spazi espositivi del Padova Fiere la terza edizione delle Giornate della Dieta Mediterranea, un appuntamento interamente dedicato al regime alimentare che nel 2010 l’Unesco ha inserito tra i suoi patrimoni immateriali. Una tre giorni di convegni, workshop, ma soprattutto di esposizioni e degustazioni “guidate” di prodotti provenienti da Grecia, Spagna, Marocco e naturalmente Italia, i quattro paesi ai quali il fisiologo americano Ancel Keys, nel secolo scorso, si ispirò per mettere a punto la semplice e al tempo stesso rivoluzionaria dieta.

Insomma, assaggiando i piatti – preparati per l’occasione da chef che illustreranno anche le varie fasi di trasformazione del cibo – i visitatori faranno un vero e proprio viaggio tra le tradizioni culinarie dei quattro popoli e le tecniche di coltura, pesca e allevamento locali. Dieta Mediterranea, infatti, non è solo “Mangiare sano, equilibrato, ma è anche una storia di vita”, come afferma Bruno Barbieri, lo chef pluristellato – sette le stelle Michelin conquistate nel corso della sua carriera – intervistato alla passata edizione della manifestazione. Una storia che la nostra Penisola, continua il giudice di Masterchef, “deve imparare a raccontare, perché possiede cibi straordinari – i pomodori, la cicoria, il radicchio, il pesce, i crostacei, i tartufi, l’olio extravergine di oliva, le olive taggiasche – che tutto il mondo le invidia”.

Giornate Dieta Mediterranea_padova2014Nel corso dell’evento largo poi a suggerimenti su come fare della Dieta Mediterranea uno stile di vita, basando la propria alimentazione quotidiana su legumi (lenticchie, ceci, fagioli, fave, piselli, lupini), frutta (sia fresca che secca), verdure, pomodori, ortaggi ed erbe aromatiche, cereali (pasta, pane, mais, orzo, farro, avena), pesce azzurro, il prezioso olio extravergine di oliva e, in quantità più limitate, uova, latticini, carne e vino.

Il benessere fisico e mentale non si costruisce soltanto a tavola, ma richiede un po’ di costante movimento: non a caso, in contemporanea alle Giornate si svolgerà anche l’ExpoBici 2014, la fiera per gli appassionati delle due ruote, per sottolineare il binomio inscindibile tra una dieta varia e sana e l’attività sportiva.

Le Giornate della Dieta Mediterranea sono organizzate dalla società CML Consulting in collaborazione con l’Associazione Beni Italiani Siti Unesco, la Regione Veneto, il Comune di Padova, la Camera di Commercio di Padova, Padovafiere Spa e la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, nell’ambito del World Heritage Tourism Expo (da venerdì 19 a sabato 21), il Salone per la promozione e valorizzazione dei siti patrimonio dell’Umanità Unesco, che quest’anno si trasferisce da Assisi alla città veneta, per accogliere un numero maggiore di visitatori e di espositori.

CURARSI MANGIANDO E … CAMMINANDO

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I principali cibi e pietanze della Dieta Mediterranea rappresentano la miglior cura a molte patologie e contribuiscono in maniera determinante alla prevenzione contro alcune delle malattie più diffuse. Continua a leggere

MANGIARE POCO MA “BUONO”

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pretty woman is cooking on the kitchenIl proverbio storico che ripetevano soventemente i nostri nonni, che di crisi economiche ne avevano vissute almeno tre, durante e dopo la prima e la seconda guerra mondiale e la grande depressione del 1929, è quanto mai attuale: “mangiare poco ma buono”. Continua a leggere

NUNA, IL NAVIGATORE NUTRIZIONALE

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nuna_app_dieta mediterraneaCon tutti i cibi e gli alimenti di largo consumo acquistati al supermercato che entrano in cucina non è sempre facile seguire bene la Dieta Mediterranea, il modello nutrizionale più consigliato da dietologi e specialisti dell’alimentazione. Oggi ad aiutarci c’è un’App, NUNA (acronimo di Nutritional Navigator) realizzata dal team di Nunacode Srl, start-up fondata da Alessandro Casini, professore associato di Gastroenterologia e Nutrizione Umana presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze, e da Alessandro Tozzi, dirigente in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Asl 11 di Empoli. Continua a leggere

“RISCOPRIAMO GLI ALIMENTI TRADIZIONALI”

La globalizzazione dei consumi minaccia la condizione di equilibrio dell’alimentazione presso la popolazione. Contro questo rischio, sempre maggiore, i nutrizionisti italiani riuniti a Milano in occasione di NutriMI, il VIII Forum di Nutrizione pratica, lanciano l’appello alla rivalutazione degli alimenti della tradizione.

Le difficoltà all’adattamento dietetico e la perdita di identità gastronomica rischiano di rappresentare una confusa serie di proposte culinarie che generano inadeguatezza nelle scelte dietetiche”, ha affermato Vittorio Sironi, Direttore del Centro Studi sulla Storia del Pensiero Biomedico all’Università degli Studi Milano-Bicocca, intervenuto alla prima Sessione del congresso. La nutrizione ha sempre condizionato in maniera profonda la durata e la qualità della vita. Oggi l’effetto è ancora più significativo e risulta condizionato dall’integrazione di diverse culture alimentari. Una pluralità potenzialmente vantaggiosa, ma che “se non gestita in maniera ideale, può rappresentare un limite”, conclude l’esperto.

Il messaggio è chiaro: riscoprire gli alimenti tradizionali e quelli caratterizzanti l’identità alimentare italiana. La pasta, innanzitutto, e il pane. Ma anche il riso e i cereali. E poi i prodotti della terra tipici della Dieta Mediterranea: i legumi, le verdure e gli ortaggi, il pesce azzurro. Tra i grassi è meglio preferire quelli vegetali come l’olio extravergine di oliva. E la frutta. Le proteine oltre a venire dalla carne possono essere apportare anche con le uova, per troppi decenni demonizzate e, ovviamente, dal pesce.

nutrimi pastanutrimi leguminutrimi olio extravergine di oliva

Alimentazione tradizionale significa anche recuperare i piatti più classici come la pasta al pomodoro, quella con i legumi (fagioli, piselli, ceci, lenticchie e fave) o gli ortaggi, come le patate o i cavoli. E ancora verdure lesse o in insalata, come zucchinecarotefinocchibroccoli.

nutrimi - pasta al pomodoronutrimi - frutta e verduranutrimi patate

Incoraggiare il consumo di prodotti e alimenti della tradizione significa anche sostenere le filiere corte e dunque consumo responsabile e sostenibile, un altro tema forte emerso dagli esperti riuniti a Milano.

SINDROME METABOLICA: SI CURA CON LA DIETA MEDITERRANEA

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Si parla molto di sana alimentazione eppure la Sindrome metabolica resta la malattia più diffusa dei nostri tempi. Si caratterizza per la presenza di uno o più effetti di una cattiva alimentazione: obesità, elevata glicemia a digiuno, ipertensione, bassi livelli di colesterolo HDL, alta concentrazione di trigliceridi nel sangue. Si guarisce con la Dieta Mediterranea che, però, deve essere seguita correttamente. Continua a leggere

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Sono i kg di olio consumati durante l’anno da ogni italiano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

olio

L’olio extravergine di oliva, essendo uno dei pilastri della Dieta Mediterranea, non manca mai sulle tavole degli italiani che, con 12 kg all’anno, ne sono i primi consumatori mondiali. È utilizzato nella preparazione di primi, secondi e persino di dolci, ma il suo impiego principale è come condimento. Impareggiabile come merenda, ma anche come spuntino, con la classica fetta di pane e un pizzico di sale.

Anche se venduto a litro, le quantità di olio sono misurate in kg perché l’olio ha un peso specifico più basso, 915-918 Kg/m3 a 15°C. Un litro di olio di oliva corrisponde mediamente a 0,916 kg: ciò vuol dire che 1 kg di olio di oliva corrisponde a 1,091 litri. Dunque un italiano medio ne consuma poco più di 13 litri l’anno.

Una quantità giusta anche se Ancel Keys, il papà della Dieta Mediterranea, avrebbe detto sicuramente che sono pochi. Nel suo libro Mangiar bene e star bene, infatti, sostiene di “Preferire gli oli vegetali ai grassi solidi” e soprattutto di consumare “tanto olio di oliva”.

L’EXTRAVERGINE DELLE MERAVIGLIE

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olio d'olivaÈ l’elemento caratterizzante della Dieta Mediterranea ed è riduttivo definirlo un semplice “condimento”: l’olio extravergine d’oliva, già noto per i numerosi benefici che è in grado di apportare all’organismo, continua a sorprenderci con nuove virtù.

La quantità di Omega 3 e Omega 6 contenuta al suo interno lo rendono simile, infatti, al latte materno. La scoperta è stata realizzata dall’Istituto di Genetica Vegetale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e comunicata dal ricercatore Saverio Pandolfi nel corso della presentazione della Maratona dell’Olio.

Omega 3 e Omega 6 sono acidi grassi polinsaturi che abbassano i livelli di colesterolo, rendendo più fluido il sangue e riducendo il rischio di trombosi. Queste proprietà salutari, tuttavia, restano intatte soltanto quando l’olio è ottenuto da un corretto procedimento all’interno del frantoio – ricordiamo che l’extravergine si ricava dalla macinazione meccanica delle olive, senza l’utilizzo di alcun componente chimico.

Se il gusto intenso dell’extravergine si assapora al meglio a crudo – non solo sulle insalate o sul pane fragrante, ma anche come ultimo tocco per completare zuppe e minestre –, l’olio d’oliva resiste bene anche alle temperature elevate ed è sicuramente da preferire ad altri condimenti – come burro e olio di semi –, sia nelle preparazioni dolci che in quelle salate. Senza dimenticare i sott’olio, verdure di stagione, ortaggi e pesce che ci riportano alla cucina genuina di una volta.

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[vc_text_separator title=”Un antinfiammatorio naturale” title_align=”separator_align_center” width=”1/1″ el_position=”first last”]

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Le proprietà benefiche dell’olio non finiscono qui: il prezioso alimento racchiude l’oleocantale, un antinfiammatorio naturale somigliante all’ibuprofene, principio attivo alla base di numerosi farmaci. L’extravergine di alta qualità provoca il classico pizzicorio alla gola, caratteristica da attribuire proprio alla presenza dell’oleocantale.

Altre sostanze importanti sono l’oleuropeina, che conferisce elasticità alle arterie e combatte l’insorgere dell’aterosclerosi, i polifenoli e la vitamina E, dall’azione antiossidante, che ritardano l’invecchiamento cellulare.

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[vc_text_separator title=”La Maratona dell’olio” title_align=”separator_align_center” width=”1/1″ el_position=”first last”]

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Punta proprio alla valorizzazione dell’extravergine, vanto del nostro Paese nel mondo, la Maratona dell’Olio, in programma ad Alviano (Terni) dal 15 al 17 novembre prossimo. Un progetto di respiro internazionale – i dodici comuni umbri coinvolti sono gemellati con altrettante città europee – che intende anche rilanciare l’olivicoltura, proponendo ai visitatori italiani e stranieri l’adozione di un oliveto. Per diffondere anche all’estero la cultura dell’olio di qualità.

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MEDITERRANEA, UNA DIETA CONTRO IL DIABETE

La Dieta Mediterranea e più in generale le diete povere di carboidrati possono proteggere dal diabete di tipo 2. La notizia, che rafforza ulteriormente la validità del regime alimentare messo a punto da Ancel Keys, arriva direttamente dal Dipartimento di Epidemiologia dell’IRCCS – Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, diretto da Carlo La Vecchia, in base ai primi risultati di una ricerca ancora in corso condotta su 22.295 cittadini greci partecipanti allo studio European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition, diretto da Antonia Trichopoulou.

Fra queste persone, seguite attivamente per 11 anni, le informazioni raccolte sui consumi e le abitudini alimentari, hanno permesso ai ricercatori di definire la correlazione tra la Dieta Mediterranea e il diabete di tipo 2. Chi segue la Dieta Mediterranea o comunque diete povere di carboidrati presenta un rischio di diabete ridotto del 12%. Probabilità che diminuisce ancor di più – fino al 20% – se coniugata a un’alimentazione a basso contenuto glicemico.

Di tutti gli alimenti che costituiscono la Dieta Mediterranea ce n’è uno più di tutti, l’olio extravergine di oliva, che secondo i ricercatori gioca un ruolo fondamentale.

“Una peculiarità della dieta mediterranea – aggiunge Federica Turati, dell’IRCCS Istituto Mario Negri – e una possibile spiegazione del suo effetto protettivo è l’uso dell’olio extravergine di oliva, ricco di grassi monoinsaturi e povero di grassi saturi”.Dieta Mediterranea

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Per stabilire la correlazione tra regime dietetico e l’aumento del diabete, i ricercatori hanno individuato un punteggio da 0 a 10 che ha consentito di stimare l’aderenza alla Dieta Mediterranea (DM) di ogni soggetto partecipante allo studio e un punteggio che misura i carboidrati disponibili nella dieta in termini di carico glicemico (GL). Gli individui che hanno raggiunto un punteggio di Dieta Mediterranea maggiore di 6, cioè seguita abitualmente, avevano un rischio di diabete ridotto del 12% rispetto a chi aveva un punteggio minore di 4, e coloro che erano nel livello più alto di GL avevano un rischio aumentato del 21% rispetto

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a chi era nel livello più basso.

Il lungo progetto di ricerca ha stabilito, inoltre, che una dieta che coniuga alla Dieta Mediterranea il consumo di alimenti a basso contenuto glicemico riduce il rischio di diabete del 20%. “Il ruolo della dieta mediterranea nel controllo del peso – afferma Marta Rossi, dell’Istituto Mario Negri e dell’Università di Milano, primo autore del lavoro – è ancora controverso, e, in molti studi condotti nei Paesi mediterranei, l’aderenza alla dieta mediterranea non era associata alla variazione di peso. Ciò suggerisce che la protezione conferita dalla dieta mediterranea contro il diabete non avviene tramite

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il controllo del peso, ma attraverso altri fattori dietetici che caratterizzano la dieta mediterranea”.

Altro aspetto da tenere in grande considerazione è la quantità ma anche la qualità dei carboidrati nella dieta, come sostiene Carlo La Vecchia. “Una dieta con un alto carico glicemico porta a rapidi aumenti di glucosio e conseguenti aumenti dei livelli di insulina nel sangue. L’aumentata richiesta di insulina porta a lungo andare ad un progressivo declino funzionale delle cellule ß del pancreas, e, come conseguenza, ad un’alterata tolleranza al glucosio e una maggiore resistenza all’insulina, fattore predittivo del diabete”.

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