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DIETA SMARTFOOD: I 30 CIBI INTELLIGENTI CHE PROTEGGONO LA SALUTE

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Dieta smartfoodI legumi, la frutta fresca e secca, gli ortaggi più comuni, come melanzane e radicchio, e quelli meno diffusi, come patata viola e cavolo rosso. Sono solo alcuni dei 30 cibi ‘intelligenti’ protagonisti del programma di nutrizione Smartfood elaborato dall’IEO di Milano – l’Istituto Europeo di Oncologia fondato da Umberto Veronesi – sotto la supervisione di Pier Giuseppe Pelicci, Direttore di ricerca dell’Istituto, e della nutrizionista Lucilla Titta. Non una dieta restrittiva, ma un diverso approccio all’alimentazione che viene intesa come uno strumento per “ridurre il rischio di malattie croniche e aumentare l’aspettativa di vita”. Continua a leggere

LA DIETA MEDITERRANEA PER TORNARE IN FORMA DOPO LE VACANZE

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Peso formaIl modo migliore per tornare in forma dopo l’estate? Seguire la Dieta Mediterranea. Puntare su cibi freschi e genuini, insalate miste, pesce azzurro e carne bianca cucinati in maniera leggera, è la scelta più efficace per rimediare ai piccoli “peccati di gola” delle vacanze: lo afferma uno studio del Polli Cooking Lab, l’osservatorio internazionale dell’omonima azienda di Pistoia, che ha chiesto a 80 esperti (nutrizionisti e chef) qualche consiglio per smaltire i chili di troppo accumulati a luglio e agosto. Continua a leggere

DIGERIBILE E AMICO DELLA LINEA. UN ITALIANO SU DUE A TAVOLA SCEGLIE IL PESCE FRESCO

Alici alla scapece o alla pizzaiola, nasello al forno, merluzzo al vapore condito con olio e limone, polpo in insalata o con la pasta: per un italiano su due, nell’alimentazione dell’estate non può mancare il pesce fresco. Oltre il 50% dei nostri connazionali porta in tavola regolarmente i prodotti del mare, apprezzati per la digeribilità e considerati ‘amici’ della linea (dati Federcoopesca), con un aumento dei consumi di pescato fresco del 20% rispetto al periodo invernale. Una porzione di pesce contiene, infatti, circa 230 calorie contro le 640 di un’uguale porzione di carne rossa e un’analoga quota proteica, pari al 18% del peso. Non tutti i pesci però possono essere considerati magri, ma la percentuale di grassi tra una specie e l’altra cambia di molto. Continua a leggere

MANGIARE A COLORI, IL CONSIGLIO DEL PEDIATRA PER GLI ADOLESCENTI

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Adolescente_frutta e verduraAggiungere sempre un contorno di verdure alla carne o al pesce; per lo spuntino mattutino o pomeridiano puntare su una macedonia, un frullato o un succo di frutta fatti in casa; se si pranza spesso fuori, alternare panini e focacce con insalate a base di ortaggi di stagione. Sono i consigli contenuti nell’opuscolo “Mangia a colori” che il Ministero della Salute ha diffuso con l’arrivo dell’estate, per incoraggiare le famiglie italiane a nutrirsi in maniera sana e bilanciata, facendo il pieno delle sostanze benefiche associate alle tonalità degli alimenti. Continua a leggere

L’IMPORTANZA DELLE CARNI DI POLLO E TACCHINO PER UNA DIETA EQUILIBRATA

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Pollo allo spiedoDici carne e pensi subito a quella “rossa” di manzo o di vitello. Ma c’è anche la carne avicola, che per la prima volta nella Penisola diventa protagonista di un documento scientifico che ne riconosce l’importanza all’interno di una dieta sana. Tra le sue preziose caratteristiche compaiono il ridotto contenuto di grassi, l’apporto di proteine nobili, vitamine e ferro, l’elevata digeribilità. Continua a leggere

LA NUTRIZIONISTA LEE HOLMES SVELA I 10 CIBI CONTRO LA STANCHEZZA DI PRIMAVERA

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NoccioleNocciole, yogurt, salmone e uova. E poi verdure e ortaggi freschi, come spinaci, patate dolci e funghi. Per combattere la spossatezza che in primavera colpisce molte persone si comincia dalla tavola. Ad affermarlo è la nutrizionista australiana Lee Holmes, che in un articolo pubblicato sul quotidiano britannico Daily Mail ha elencato i dieci cibi da privilegiare in questo periodo dell’anno, per fare il pieno di energia e allontanare la fatica. Continua a leggere

DALLA SARDEGNA IL MENU CHE ALLUNGA LA VITA

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Dieta di lunga vitaAgnello con i carciofi, favata alla barbaricina, cavolata, minestra di lenticchie. In questi antichi piatti si nasconde uno dei segreti della lunga vita del popolo sardo. Di recente un team di giovani cuochi ha deciso di riportarli in vita, sotto l’attenta supervisione dei nonni e delle nonne della Barbagia e dell’Ogliastra, due zone della regione dove si concentra un altissimo numero di centenari (pari a tre volte quelli di tutti i paesi occidentali).

Gli chef hanno realizzato un menu completo con pietanze della tradizione locale, sottoponendole poi al giudizio di Angela, Mario, Luigi, Elvira, gli “allievi” – tutti ultra 80enni – che frequentano i corsi della “Scuola di formazione dei promotori della longevità e dell’invecchiamento attivo di successo”, nata nel dicembre scorso dalla partnership tra l’Associazione Medicina Sociale e la Comunità Mondiale della Longevità, che ha sede presso l’Istituto di Formazione al Lavoro di Assemini (Cagliari). Continua a leggere

I 5 COLORI DELLA SALUTE

Il rosso di pomodori, fragole, ravanelli; il giallo/arancio di agrumi, kaki e zucca; il verde di asparagi, broccoli, zucchine e spinaci; il blu/viola di melanzane e uva; il bianco di cavolfiori, finocchi, mele. Questi cinque colori, con cui la natura ha rivestito frutta e verdura, sono i protagonisti del progetto “Nutritevi dei colori della vita” dell’Unaproa (Unione nazionale tra le organizzazioni di produttori ortofrutticoli, agrumari e di frutta a gusci), nato tre anni fa per incentivare il consumo di prodotti ortofrutticoli nel nostro Paese. Nei giorni scorsi è partita la seconda edizione che si svilupperà nel triennio 2015-2017.

I 5 colori della saluteQuesto originale progetto di educazione alimentare parte dall’idea, condivisa da dietologi e nutrizionisti a livello mondiale, che polifenoli e flavonoidi, oltre a conferire una tonalità specifica a ogni frutto, lo rendano anche particolarmente salutare: il rosso di fragole, anguria, ciliegie e pomodori, ad esempio, si “traduce” in un’elevata quantità di vitamina C, che favorisce l’assorbimento del ferro e rafforza il sistema immunitario; gli alimenti arancioni, invece, sono ricchi di betacarotene (vitamina A), un potente antiossidante che protegge la vista e la bellezza della pelle. E ancora, tutti gli ortaggi verdi, soprattutto quelli a foglia (bietole, broccoli, spinaci, indivia, rughetta, lattuga) contengono magnesio e acido folico, che combattono stanchezza e affaticamento, mentre il blu/viola delle prugne, dell’uva e dei frutti di bosco, regala al corpo vitamina A, vitamina C e potassio, importante per il corretto funzionamento del sistema nervoso; nel gruppo di cibi bianchi (mele, pere, cipolle, aglio, cavolfiori) troviamo, infine, buone dosi di fibre e potassio.

Seguire la dieta dei cinque colori e variare spesso, insomma, significa assicurare all’organismo tutti i nutrienti di cui ha bisogno. Eppure, nonostante sia la patria della Dieta Mediterranea, la nostra Penisola presenta consumi di frutta e verdura ancora troppo scarsi: secondo il presidente di Unaproa, Ambrogio De Ponti, “bisognerebbe riflettere sul fatto che se solo si passasse dai 360 grammi di consumo giornaliero di ortofrutta ai 600 grammi – la quantità raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ndrsi arriverebbe ad una drastica riduzione delle malattie cardiovascolari, di tumori e di varie patologie connesse ad una alimentazione scorretta”. Un’affermazione avvalorata dal prof. Carlo La Vecchia dell’Università di Milano: “Per un recente studio EPIC – European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition, presente in dieci paesi nel mondo, ndrcoloro che consumavano 600 grammi di frutta e verdura al giorno rispetto a coloro che ne consumavano 250 avevano una riduzione del rischio di morte del 15% per malattie cardiovascolari, del 27% per malattie respiratorie e del 40% per malattie dell’apparato digerente”. Imparare a riconoscere i prodotti ortofrutticoli, comprenderne il valore nutrizionale e la stagionalità diventa allora di fondamentale importanza per uno stile di vita sano.

Cofinanziata dall’Unione Europea e dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, “Nutritevi dei colori della vita” si rivolge a un pubblico eterogeneo, dai bambini agli adulti, con campagne di comunicazione nei supermercati, nelle mense aziendali e scolastiche e con un sito ricco di informazioni sulle proprietà di frutta e ortaggi. Per apprezzare al meglio i prodotti che madre natura ci offre, il portale propone anche una serie di ricette sfiziose: perfette in questa stagione, ad esempio, le lasagne vegetariane con radicchio, zucca e noce moscata; i golosi involtini di verza ripieni di patate lesse, uova e pangrattato, stufati in forno con burro e grana grattugiato, o la pasta condita con indivia belga, ravanelli, zucchine, funghi e pomodori saltati in padella.

DOPO L’ESTATE, “DISINTOSSICARSI” CON I CIBI GIUSTI

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Cibi disintossicanti_cucina sanaTante verdure, frutta e acqua a volontà. Questi in sintesi i consigli per rimettersi subito in pista dopo il periodo estivo e disintossicare l’organismo da grassi in eccesso, dolci e qualche cocktail alcolico di troppo, tipici dei giorni di vacanze. È l’ora della dieta detox! Continua a leggere

PROSCIUTTO E MELONE

E’ uno dei piatti estivi per eccellenza, che coniuga le proteine del prosciutto crudo alle vitamine del melone. Fresco, genuino è anche tra i piatti unici più consigliati nelle diete, per il suo basso apporto calorico. Prosciutto e melone sarà il piatto dell’estate 2014. Dopo essere quasi scomparso dalle tavole perché era divenuto inflazionato, lo si ritrovava ovunque per quasi un ventennio: dai pranzi nunziali, alle cene tra amici, alle tavole calde come ai buffet di cene di lavoro. Oggi sta riconquistando velocemente posizioni nella classifica dei piatti estivi.

melone e prosciuttoIl prosciutto crudo deve essere di qualità, possibilmente acquistato fresco, così come il melone, rigorosamente cantalupo. Il nome deriva dal luogo dov’è stato coltivato e prodotto per la prima volta: il castello di Cantalupo, appunto, una località della bassa Sabina, in provincia di Rieti, dov’è stato portato da missionari asiatici. Oggi è coltivato in diverse regioni italiane ed è tra i frutti estivi più diffusi. Protagonista di macedonie, frullati e centrifughe è fresco e dissetante.

Abbinamento criticato negli ultimi anni per l’accostamento tra il sale del prosciutto e l’acqua abbondante contenuta nel melone. Ma, se gli ingredienti sono genuini, il risultato è garantito, senza alcun rischio per la salute. La versione più diffusa di questo piatto unico è servita abbinando due o più fette di prosciutto crudo con una o due di melone. Ma lo si può gustare anche in involtini, in cestini ricavati in una metà di melone,  con il riso, in insalata, oppure, tagliando entrambi gli ingredienti a cubetti di 2 cm serviti assieme all’insalata, a piccoli quadratini di pane tostato, o a del sedano.

Piatto da provare con il Prosciutto crudo di Parma Gran riserva di Rovagnati. Un prosciutto crudo pregiato che ha il segreto della genuinità nell’equilibrio tra la qualità della coscia di origine; la stagionatura, e il microclima nel quale essa avviene; la salatura, che non solo ne determina il gusto dolce o più saporito ma, legata all’umidità, è parte integrante e fondamentale della stagionatura.

Molto spesso prosciutto e melone è servito anche con mozzarella, preferibilmente di bufala. Più recentemente lo si trova sottoforma di spiedini sistemati sul dorso di una metà del melone stesso.

LA DIETA GENETICA, I CIBI GIUSTI SONO SCRITTI NEL DNA

Dieting concept. Young Woman choosing between Fruits and SweetsUna dieta personalizzata a partire dai geni: sembra un film di fantascienza, ma in realtà rappresenta semplicemente la nuova frontiera del mangiare “giusto”. Che fosse tutto “scritto” nel DNA di ognuno di noi era cosa nota e a quanto pare possiamo addirittura trovarci una dieta ad hoc, a partire dai nostri geni, che ci spingono a scegliere  un cibo piuttosto che un altro.
E’ questa la futuristica scoperta venuta fuori da una serie di studi italiani, quelli di un gruppo di ricerca dell’Università di Trieste e Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs) Burlo Garofolo, coordinato da Paolo Gasparini, che ci spiegano in modo scientifico le nostre preferenze gastronomiche, dall’amore per il prosciutto all’odio per i broccoli.
E proprio attraverso questa scoperta sarà possibile aprire le porte alle “diete genetiche” personalizzate e alla produzione di alimenti dietetici, ma buoni.

Il risultato degli studi, presentato in occasione della conferenza della European Society of Human Genetics (Eshg), evidenzia il piacere o meno nel gustare cibi particolari, tra cui pancetta, vino bianco, gorgonzola, broccoli e carciofi, attraverso l’associazione di 17 geni indipendenti alle preferenze alimentari individuali.
genetically modified foodCirca 4000 volontari sono stati coinvolti nel progetto, realizzato a partire da 80 cibi diversi e confrontando i risultati con la mappa genetica dei soggetti studiati e che sorprendentemente non ha portato ai geni recettori del gusto e dell’olfatto.
Non si parla semplicemente di gusto quindi, ma della capacità di recepire in modo positivo o negativo gli stimoli indotti da particolari alimenti, anche per quello del sale, oggetto di un secondo studio.

Ciò porterebbe alla realizzazione di diete realmente personalizzate sulle preferenze di ciascun individuo, per la perdita di peso, evitando così spiacevoli e spesso inutili sacrifici.
Potremo ad esempio predire dal profilo genetico – ha spiegato Nicola Pirastu, dell’Università di Trieste – il cibo che ogni persona gradisca di più. Capire cosa di quel cibo piace oppure no. Uno dei limiti delle diete si deve al fatto che si tratta di cibi reputati non buoni, ma grazie alla genetica potremmo capire cosa non mi piace degli spinaci, ad esempio, e trovare il modo per renderli più accettabili“.

Risultato ancora più importante potrebbe venire dalla sfera medica, aiutando a prevenire e contrastare alcune malattie, come l’ipertensione, la depressione o addirittura il cancro.

JUNIOR CHEF, PER IMPARARE A CUCINARE E MANGIARE SANO

Quale modo migliore per insegnare ai più giovani il valore di una corretta alimentazione, se non quello di consentire loro di mettere le “mani in pasta”? È ciò che accadrà domenica 11 maggio negli spazi del Futbolclub di Roma, in Via degli Olimpionici 71, nel corso di Junior Chef, il primo evento gastronomico in Italia dedicato a bambini e ragazzi fino a 16 anni.

junior foodOrganizzata da Excellence Magazine, rivista cartacea e online del settore Horeca (acronimo di Hotellerie-Restaurant-Cafè), da Orange Futbolclub, club sportivo della Capitale dedicato al calcio, con il patrocinio del Consiglio Regionale del Lazio, la manifestazione darà l’opportunità ai giovanissimi partecipanti di avvicinarsi al mondo dei fornelli e di comprendere, attraverso la sperimentazione e la manipolazione del cibo, l’importanza di una dieta equilibrata.

Sotto la supervisione di cuochi e rappresentanti dell’universo food, i giovani ospiti saranno chiamati a cimentarsi con pentole e “strumenti del mestiere”, attraverso laboratori realizzati in collaborazione con scuole e istituti professionali, show cooking con degustazione finale e sfide culinarie con i coetanei, con tanto di “mistery box” (scatole contenenti ingredienti a sorpresa) e premiazione dei cuochi in erba più in gamba. Magari qualcuno tra loro scoprirà la passione per la cucina e deciderà di coltivarla; tutti gli altri impareranno quanto possa essere divertente – e soddisfacente – realizzare un piatto con le proprie mani, utilizzando cibi genuini e gustosi. Per capire che un alimento sano, se cucinato e presentato nel modo giusto, non è affatto “triste”, anzi, può diventare molto goloso.

Ad accompagnare i ragazzi in questo percorso ludico-educativo, che avrà inizio alle 10:30 e terminerà alle 20:30, ci saranno quattro chef presenti a Roma con i loro ristoranti: Roy Caceres (ristorante “Metamorfosi”, una stella Michelin), Francesco Apreda (ristorante “Imàgo” dell’Hotel Hassler, una stella Michelin), Luciano Monosilio (“Pipero al Rex” presso l’Hotel Rex, una stella Michelin) e Fabio Pecelli (ristorante-pastificio “San Lorenzo”). E poi due volti noti al pubblico televisivo e del web: Anna Moroni, storica presenza de La Prova del Cuoco, che interverrà con la sua scuola di cucina, e Natalia Cattelani, anche lei famosa per la partecipazione al programma culinario di Raiuno – dove insegna alle mamme a preparare pietanze sfiziose e sane per i loro bambini – e curatrice del blog  Tempodicottura.it. Dalle scuole di cucina della Capitale arriveranno infine Antonella Giansanti di “Coquis”, David Sgueglia della Marra di “A Cooking Day in Rome”, Enrico Camelio dell’Istituto Alberghiero “Pellegrino Artusi” e rappresentanti di “Les Chef Blancs” e “Nudo&Crudo” (quest’ultima gestita da cuochi italiani a Londra).

Nel corso della giornata lo chef Alessandro Circiello presenterà poi il libro Ricette per ragazzi, dal titolo dell’omonimo programma in onda su Rai Gulp, edito da Rai Eri. Ma anche gli adulti avranno uno spazio tutto per loro, con degustazioni delle eccellenze gastronomiche italiane e dei vini provenienti dalle cantine più rinomate del nostro Paese.

IL “PORZIONOMETRO”: LE QUANTITÀ GIUSTE A COLPO D’OCCHIO

Diet and nutritionQual è la quantità giusta di olio, pasta o formaggio da consumare? Mangiare correttamente, in modo equilibrato, assumere le giuste calorie rispetto al fabbisogno del corpo, non è solo questione di quali alimenti consumare e in che modo preparali, ma anche di quantità. Le porzioni sono indispensabili per un’alimentazione sana ma spesso è difficile rendersi conto della quantità di cibo che mettiamo nel piatto.

Gli esperti consigliano delle porzioni precise, come ad esempio 80 grammi di pasta al giorno, ma se non si vuole essere schiavi della bilancia e pesare ogni singolo alimento, come fare a rendersi conto “ad occhio” della porzione giusta?

Un recente studio americano compiuto dallo United Stated Department of Agricolture, ha rilevato che la maggior parte delle persone tende a sovrastimare la porzioni di frutta, latticini e carne consumate e a ritenere quelle di pasta, dolci più piccole di quanto realmente siano. Insomma non si riesce ad avere un’idea realistica di quanto cibo può corrispondere ad un certo peso e a questo si aggiungono le (cattive) abitudini alimentari apprese da piccoli, che pur influiscono sull’idea che si ha delle “giuste” porzioni: piatti sempre abbondanti, va bene fare il bis, i dolci seguono sempre il pasto.

Una soluzione al problema è stata proposta dalla Shape Up America, un’organizzazione che da circa vent’anni cerca di infondere la cultura del mangiar sano, un “porzionometro” di facile interpretazione e soprattutto molto intuitivo.

porzionometro - CopiaIn buona sostanza la MyPyramid messa a punto dall’USDA (dipartimento per l’Agricoltura degli Stati Uniti), la piramide alimentare che racchiude alcuni fondamentali consigli nutrizionali, è stata convertita in quantità. Come? Prendendo come unità di misura forme, dimensioni e gesti quotidiani, facili da memorizzare: pugni, dita, palline da tennis, calzini arrotolati, mouse e altro ancora.

E’ infatti molto più semplice da ricordare che la porzione di formaggio giusta deve corrispondere grosso modo al proprio dito indice o che 90 grammi di carne bianca o pesce corrispondono al palmo di una mano femminile o ad un mazzo di carte da poker.

Ovviamente si tratta di indicazioni che valgono in media, ognuno dovrà poi adeguare le giuste porzioni alle proprie esigenze nutrizionali, alla corporatura, al peso, al metabolismo, a necessità specifiche, ma perlomeno questo strumento ha il vantaggio di fornire un’idea abbastanza precisa e chiara delle giuste porzioni da consumare.

 «Anche gli italiani spesso non fanno attenzione alle porzioni e non conoscono le corrette quantità di cibo per ciascun tipo di alimento – commenta Giovanna Cecchetto, presidente dell’Associazione Nazionale Dietisti (Andid) -. Tuttavia le razioni che mettiamo nel piatto devono essere considerate con una certa flessibilità, nell’ambito dell’alimentazione complessiva giornaliera e settimanale. Bisogna cioè valutare il proprio fabbisogno di nutrienti in un’ottica globale: se amiamo la pasta e ce ne serviamo una dose abbondante, poi basta limitare la quantità di cibi con gli stessi nutrienti, come il pane».

Dunque premettendo che è importante saper ‘ascoltare’ il corpo, che è in grado di dirci quando è sazio e di quali nutrienti ha bisogno, si può non rispettare alla lettera quanto indicato: ad esempio se si ha voglia di mangiare di più di una palla da tennis di riso, ovviamente lo si può fare, facendo attenzione però ad equilibrare la dieta, non mangiandolo nuovamente durante la settimana.

RIMANERE IN FORMA DURANTE LE FESTE NATALIZIE? SI PUÒ!

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di Monica Giovannetti – Dietista

Il Natale è alle porte.  È il momento che più di tutti unisce le famiglie ed è bellissimo condividere le giornate con i nostri cari. Eppure, parlando in questi giorni coi miei pazienti, molti sono terrorizzati dall’idea di stare seduti a tavola per giornate intere! Continua a leggere

EQUILIBRIO E VARIETA’, LA NUOVA DIETA DEGLI AZZURRI

La giornata di un calciatore dovrebbe iniziare con una colazione preferibilmente “dolce” a base di fette biscottate e marmellata, frutta fresca e secca ma può iniziare anche con un pasto leggermente “salato” con un toast al prosciutto o formaggio, accompagnato però sempre da una bevanda e frutta o, infine yogurt, frutta e cereali integrali. A pranzo poi è consigliabile aprire il pasto con verdura cruda (per esempio insalata) prima di consumare carboidrati come pasta e pana, mentre è preferibile assumere le proteine a cena, con minestre, carne bianca o pesce e verdure – talvolta va bene anche la carne rossa abbinata, in questo caso, a verdure crude. Alcolici, vino e birra sono vietati, mentre una volta a settimana è ammessa anche la pizza.

Sono i consigli della nuova dieta degli “azzurri” messa a punto da Elisabetta Orsi, la nutrizionista della Nazionale Italiana di Calcio. Una figura nuova per la squadra, con il compito di indirizzare i giocatori sugli alimenti giusti per affrontare al meglio lo stress fisico a cui si sottopongono quotidianamente.

Entrata a far parte del team della nazionale italiana da pochi mesi ha potuto constatare “sul campo” il nuovo regime dietetico degli azzurri in occasione della Confederations Cup che si è svolta a giugno in Brasile.

La Orsi ha alle spalle un’esperienza ventennale nel campo della medicina sportiva: nutrizionista, naturopata e dietista, già collaboratrice del Marathon Sport Center di Brescia diretto da Gabriele Rosa, lavora anche presso il QI Studio di Lissone (Milano), un centro medico che si distingue per l’approccio alla salute intesa come benessere del corpo e della mente. Insieme a lei, sono entrati a far parte dello “staff dell’alimentazione” azzurro due colleghi dello studio milanese, la biologa nutrizionista Veronica Nardi e il massofisioterapista e coordinatore tecnico Gianni Gerenzani.

 

La tavola tricolore

Tre alimenti che secondo la nutrizionista non possono mancare sulla tavola dei calciatori e in generale di uno sportivo si ispirano alla bandiera italiana: il rosso è rappresentato dalla bresaola, il bianco dal parmigiano e il verde dall’olio extravergine di oliva; a ciò si aggiungono il pesce e la frutta secca, che contengono acidi grassi polinsaturi, aventi anche un ruolo protettivo sulla membrana cerebrale, mentre l’ananas è utile a fine pasto in quanto dotata di enzimi che facilitano la digestione.

La ricerca dell’equilibrio psico-fisico è il principio che ha orientato la Orsi nella scelta della dieta per i calciatori. Durante la permanenza in Brasile, la dottoressa, ha inserito nella dieta anche la papaia ed altri frutti locali, ricchissimi di antiossidanti, le sostanze che bloccano la produzione dei radicali liberi e riducono il rischio di infortuni dovuti allo sforzo fisico eccessivo. Il ruolo del nutrizionista consiste poi nel trovare il modo di far assimilare più velocemente all’organismo i nutrienti presenti in questi cibi – un centrifugato di papaia, ad esempio, è assorbito prima dal corpo rispetto allo stesso frutto consumato in modo tradizionale.

 

Consigli per tutti gli sportivi

L’alimentazione degli Azzurri prevede alimenti sani e cucinati in modo semplice, tipici di un’alimentazione equilibrata che può essere seguita anche da coloro che praticano altri tipi di sport – naturalmente, con dosi e combinazioni specifiche stabilite da uno specialista.