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A FIRENZE TORNA PITTI TASTE UN IMPERDIBILE APPUNTAMENTO CON IL GUSTO ITALIANO

shutterstock_445227091Torna anche quest’anno, per la dodicesima volta, l’appuntamento dedicato alle eccellenze del cibo, all’Italian Lifestyle e al design della tavola. Dall’11 al 13 marzo si rinnova l’evento Pitti Taste alla stazione Leopolda di Firenze. Di anno in anno la crescita è costante ed è un appuntamento che ha guadagnato sempre più importanza e che sta diventando imperdibile per i professionisti della food culture internazionale.

È nato dalla collaborazione di Pitti Immagine con Davide Paolini, detto il ‘Gastronauta’, noto esperto di cultura gastronomica. Pitti Taste presenterà anche quest’anno i prodotti e le novità di oltre 380 aziende, una selezione delle migliori produzioni di nicchia e di eccellenza provenienti da tutta Italia. Un’occasione per fare un goloso viaggio attraverso i sensi, alla scoperta delle numerose novità nel mondo del gusto.

shutterstock_531428239Tre giorni intensi, con numerosi appuntamenti da non perdere. Il caffè, simbolo di aggregazione, di identità culturale e al tempo stesso diversità, sarà protagonista di questa dodicesima edizione attraverso numerosi eventi, mostre fotografiche, installazioni a lui dedicate. Si inizia alle 10 del mattino con il campionato per baristi che si sfideranno con l’utilizzo della rivoluzionaria tecnologia di “pressure profiling” sviluppata da La Marzocco,  leader mondiale nella produzione di macchine per caffè tradizionali.
Gli argomenti che verranno trattati sono molteplici, nei giorni successivi si potrà assistere, ad esempio, alla presentazione di un libro su 30 giovani cuochi che stanno rivoluzionando la cucina italiana, appuntamenti sull’alimentazione in età pediatrica, discussioni sull’influenza che hanno le intolleranze e allergie alimentari sul mercato alimentare. Per consultare il programma completo si può cliccare qui.

Pitti Taste coinvolgerà nel prossimo week end l’intera città con un evento nell’evento, il FuoriDiTaste che ogni anno riesce ad animare tutta Firenze grazie a numerose degustazioni, spettacoli e installazioni.

Da non perdere infine una visita alla nuova area nel Piazzale Gae Aulenti, che ospiterà il Taste Shop dove acquistare i tanti prodotti in esposizione per portarsi a casa un po’ di gusto italiano.

TASTE, A FIRENZE TRA PRODOTTI TIPICI E SAPORI INEDITI

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Crediti: Francesco Guazzelli

Crediti: Francesco Guazzelli

Dal 12 al 14 marzo alla Stazione Leopolda di Firenze va in scena il meglio dell’enogastronomia italiana, con “Taste”, il salone del gusto promosso da Pitti Immagine, dedicato al cibo e ai vini di eccellenza della Penisola e alle novità del settore food. Una vetrina del made in Italy che quest’anno, per l’undicesima edizione, darà spazio a 340 aziende, venti in più rispetto al 2015: sono imprese di famiglia e realtà locali piccole o medie, che propongono prodotti legati al territorio, tradizionali o innovativi, con un’attenzione particolare alla qualità e a metodi di lavorazione sostenibili. La tre giorni rappresenta anche un’occasione per visitare i luoghi più belli di Firenze, che durante l’evento si animano di degustazioni, cene a tema, spettacoli e dibattiti che si affiancano all’esposizione alla Leopolda. Continua a leggere

I 10 PIATTI “ANTI-CRISI” DELLA CUCINA TOSCANA

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lampredottoIl lampredotto, il più famoso cibo di strada fiorentino, gli involtini all’uccelletto con salvia e rigatino, la prelibata tasca ripiena di uova e pancetta, il “Peposo dell’Impruneta”, uno stufato di manzo cotto per ore nel forno a legna con pepe e vino rosso. Alcuni dei più famosi piatti di carne della tradizione toscana rappresentano anche un’ottima ‘ricetta’ contro la crisi. Ad affermarlo la Coldiretti, che ha stilato una speciale top ten dei cibi poveri – ma prelibati – provenienti da Firenze, Siena e Arezzo: antiche pietanze di origine contadina, che in passato hanno sfamato intere generazioni e oggi vengono riproposte con orgoglio da agriturismi e ristoranti della regione. Continua a leggere

IL CIACCINO, LA FOCACCIA FARCITA DI SIENA

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A Siena, tra una passeggiata in Piazza del Campo e una visita al trecentesco Palazzo Pubblico, non può mancare una sosta in una delle tante panetterie cittadine, per assaggiare un goloso cibo di strada locale: il ciaccino. Una focaccia farcita che all’esterno appare dorata e croccante, mentre dentro si mantiene irresistibilmente morbida: il segreto della sua bontà sta nella cottura nel forno al legna e nell’impiego dell’olio extravergine (o dello strutto) nell’impasto, che rende la schiacciata umida al punto giusto. Un’ottima idea è quella di gustarla per rifocillarsi dopo essere saliti in cima alla Torre del Mangia – percorrendo ben 400 scalini –, che con i suoi 88 metri di altezza offre una vista mozzafiato sull’intera città e sulle colline che la circondano. Continua a leggere

LA DOLCEZZA DELLA SCHIACCIATA CON L’UVA ALLA TOSCANA

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A fine estate, nei banchi dei fornai di Firenze fa la sua comparsa una specialità tanto semplice quanto irresistibile, la schiacciata con l’uva. È una focaccia impastata con zucchero e uva nera da vino, che viene preparata tra settembre e fine ottobre, ovvero nel periodo della vendemmiaContinua a leggere

A FIRENZE PER IL RINNOVATO MERCATO CENTRALE

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Dal 23 aprile c’è una ragione in più per recarsi a Firenze: il nuovo Mercato Centrale. Inaugurato nel 1874 per l’Esposizione Internazionale di agricoltura, dalla seconda Guerra mondiale la parte superiore era stata inibita e quella inferiore sempre più limitata. E intanto si era sempre più sviluppato un mercato parallelo nelle strade perimetrali come via dell’Ariento e via Panicale, rinomato in tutto il mondo per la pelletteria. Oggi grazie ad un cospicuo investimento di due imprenditori, Umberto Montano (che gestisce due noti locali: il Caffè Italiano e Alle Murate) e Claudio Cardini (ECVacanze), con la collaborazione di Aldo Settembrini, per il Mercato centrale comincia una nuova era. Quello che un tempo era (ed è) luogo di vendita di generi alimentari di prima necessità si candida a diventare, sulla scia del Mercato di mezzo di Bologna, un vero e proprio luogo del gusto.

Se il primo piano, la vera novità, è destinato solo ad attività eno-gastronomiche anche il pian terreno, con le sue 100 postazioni, è stato ripensato creando al fianco dei banchi di frutta, verdura e alimentari dei posti a sedere per gustare prodotti e piatti preparati al momento. È proprio il caso di dire dal produttore al consumatore!

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E così si possono comprare e assaggiare il pane e i prodotti da forno di Valentina e Lorena, oppure il pesce fresco di Stiven, i funghi secchi di Stefano, la frutta e verdura di Renzo, i dolci di Bruna. Al primo piano, invece, la panetteria del francese David Bedu, i tramezzini di Amblè, carne e salumi della famosa macelleria Savigni di Pistoia e tanti altri. La novità è rappresentata da botteghe e prodotti non fiorentini come la mozzarella di bufala campana dell’Antico Demanio di Pignataro Maggiore, i formaggi di Franco Parola di Saluzzo (Cn) o la cioccolateria Beduschi di Pieve di Cadore, campione del mondo di pasticceria. Tutte eccellenze, naturalmente. Non poteva mancare, ovviamente, il più classico dei cibi locali, il lampredotto, servito da Lorenzo Nigro. Altra importante novità è l’enoteca con 1200 etichette e oltre 4000 bottiglie gestita dal Consorzio di tutela del Chianti Classico.

Un vero e proprio tempio gourmet che funzionerà 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Mentre la zona dei banchi più classici continuerà a rispettare l’orario tradizionale: dal lunedì al venerdì dalle 7.00 alle 14.00. Il sabato dalle 7.00 alle 17.00 (esclusi i mesi estivi).

Il restyling del Mercato centrale di Firenze, così come è accaduto per molte altre città, sulla scia di Eataly di Oscar Farinetti, incarna una nuova filosofia per cui il luogo di vendita di un prodotto alimentare diventa esso stesso luogo di consumo, dove chi vende lavora fianco a fianco con chi cucina o trasforma.

LA PANZANELLA

Ah, la Panzanella, la Panzanella, nella, ne”. Cantava così Nino Manfredi nell’estate del 1979 magnificando il tradizionale piatto estivo caratteristico dell’Italia centrale, particolarmente diffuso in Toscana ma anche nel Lazio. E’ una pietanza povera, di origini antichissime, le cui prime tracce risalgono al 1500, ma si presuppone che fosse consumata anche in epoca romana e forse anche Etrusca, ovviamente senza l’uso dei pomodori, che oggi ne rappresentano l’ingrediente principale. Mentre nelle zone dell’entroterra così come in Lazio è nota come Panzanella, in Versilia, da Viareggio ai Bagni di Lucca, è chiamata “panmolle” e viene consumata preferibilmente in estate, per la freschezza degli ingredienti. A Camaiore e Pescaglia “panzanella” significa pasta di pane fritta in olio bollente, l’equivalente di Sgabeo, forse perché queste zone, da un punto di vista gastronomico, sono molto più affini alla Liguria. In alcune zone del nord della Regione invece, viene considerata ancora oggi “il pasto dei villeggianti”, spogliandola dell’ufficialità della tradizione culinaria toscana. Conteso tra Toscana, Lazio e Umbria è rivendicato strenuamente dai conterranei di Dante che, nel difenderne la paternità si rifanno all’unica fonte certa delle sue origini, un’ode “alla cipolla” del Branzino, pittore fiorentino assiduo frequentatore della corte dei Medici nel 1500, che lo cita nella sua ode alla “cipolla”:

Chi vuol trapassar sopra le stelle, en’tinga il pane e mangia a crepapelle un’ insalata di cipolla trita, 

con la porcellanetta e citriuoli vince ogni altro piacer di questa vita, considerate un po’se aggiungessi bassilico e rucchetta!

Il successo della Panzanella è legato alla facile reperibilità degli ingredienti, che tutti potevano permettersi e che oggi ritroviamo abitualmente nelle nostre dispense: pane raffermo (rigorosamente toscano, senza sale), cipolle, cetrioli, pomodori, olio e sale.

Tante le varianti. Alcuni la preferiscono con le uova sode, altri “alla marinara” con acciughe, capperi e olive nere, come – come, secondo fonti storiche, era consumata nella Repubblica marinara di Pisa, altri ancora con formaggio e prosciutto cotto a tocchetti. Tra le diverse varianti, quella più nota e diffusa è senza dubbio la “Panzanella alla romana”, che mantiene tutti gli ingredienti tradizionali ma con una forma diversa, più compatta, ed un’aggiunta di mentuccia romana, al posto del basilico, per rendere al meglio ed in modo semplice quel profumo locale.

LA RICETTA

–          Pane raffermo (preferibilmente la pagnotta toscana)

–          2 Pomodori maturi

–          1 Cipolla rossa di Tropea

–          1 Cetriolo

–          Basilico

–          Olio extravergine d’oliva q.b.

–          Aceto di vino

–          Sale e pepe

 

Prendere il pane, tagliarlo a fette e metterlo a bagno in acqua fresca (di pozzo, recitavano le vecchie ricette) e acidulata con aceto di vino. Dopo qualche minuto, togliere il pane e strizzarlo con le mani. Disporlo in un’insalatiera, affettarci sopra i pomodori, la cipolla, il cetriolo e condire il tutto con olio, sale e pepe in abbondanza, macinato col mulinello. Mescolare ed alla fine aggiungere le foglie del basilico fresco spezzate.

Conservare in frigorifero e servire molto fredda.

 

Nino Manfredi e la Panzanella di Nella