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AL POLICLINICO DI MILANO MENU A KM ZERO, RISO E LATTE DALLE TERRE DELL’OSPEDALE

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Dai campi che circondano Milano alle mense del Policlinico, senza intermediari. Il riso e il latte che da due settimane vengono distribuiti ai pazienti dell’ospedale lombardo sono quelli prodotti nelle antiche cascine che sorgono sui terreni di proprietà della struttura, come avveniva nel XVIII secolo, quando dai possedimenti rurali del Mangiagalli – una superficie di 85 milioni di mq il cui valore attualmente è stimato tra i 500 e gli 800 milioni di euro – proveniva cibo a sufficienza per sfamare non solo le persone ricoverate, ma anche i tanti bisognosi della città. Continua a leggere

nicola mattina

IL RISOTTO CON LA ZUCCA, LE NOCCIOLE E IL GELATO DI OLIVE NERE DI NICOLA MATTINA

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Vicino casa mia, da poco più di un anno, c’è un gelataio – Marco Radicioni – che ha scalato tutte le classifiche nazionali ed è considerato uno dei migliori artigiani d’Italia (e da molti, il migliore). Continua a leggere

fichi

I FICHI, UN TOCCO DI DOLCEZZA A OGNI PIATTO

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fichiI più buoni sono i tardivi, che raggiungono la maturazione tra fine agosto e settembre, come il Brogiotto Nero, dalla buccia nerastra e polpa dolcissima, il Dottato, con la buccia verde e adatto all’essiccazione, l’Albachiara o Abate, dalla polpa chiara e delicata, e il Rigato o Panachè (come è chiamato in Liguria), una singolare tipologia dalla buccia striata. I fichi sono tra i protagonisti della cucina italiana dell’estate. Continua a leggere

Formaggi misti e pere

…QUANTO È BUONO IL CACIO CON LE PERE…

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Coscia, Spadona, Kaiser, Williams, Abate, Conference, Decana, Martin-Secca, Passagrassana. Roquefort, Bleu d’Auvergne, Fourme d’Ambert o Montbrison, Camembert, Neufchâtel, Brie o Coulommiers, Asiago, Fontina, Caciotta o il Gorgonzola. Ma la lista potrebbe continuare all’infinito. Continua a leggere

caciotta

LA CACIOTTA, FORMAGGIO NAZIONAL POPOLARE

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caciottaSenza nulla togliere al pregiatissimo Parmigiano Reggiano, peraltro tra i prodotti italiani più imitati al mondo, o a formaggi più blasonati come la fontina, l’asiago, il gorgonzola o la mozzarella di bufala campana, la caciotta resta il formaggio più noto e diffuso, perché appartiene alla tradizione contadina. Continua a leggere

Strachitunt

STRACHITUNT, L’ANTENATO DEL GORGONZOLA

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StrachituntGianfranco Vissani lo ha definito “il formaggio più buono d’Italia”. A dispetto del nome, che non sembra italiano, questo è uno tra i formaggi più antichi del Belpaese ed uno dei pochissimi che ha mantenuto il nome dialettale. Strachitunt, infatti, significa “stracchino tondo” in bergamasco, Continua a leggere

quartirolo lombardo

QUARTIROLO LOMBARDO, IL FORMAGGIO DOP COL SEGNO PIÙ

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quartirolo lombardoÈ l’unico tra i formaggi DOP ad aver fatto registrare il segno più nel 2013, assieme al Gorgonzola. Diversamente da tutti gli altri prodotti caseari italiani che possono fregiarsi della Denominazione d’Origine Protetta che, complice la crisi che ha colpito anche il settore alimentare, hanno diminuito le vendite.

Nato e prodotto dal X secolo d.C. tra la pianura del Po e le vallate prealpine tra Bergamo e Lecco, il Quartirolo Lombardo è un “formaggio da tavola a pasta molle prodotto con latte vaccino”, il meno grasso tra quelli DOP (30%). Continua a leggere

23 invertito

23Sono i kg di formaggio consumati mediamente in un anno da ogni italiano

 

 

 

 

 

 

 

 

tagliere formaggi mistiDi vacca, di bufala, di pecora o capra. Fresco, come la mozzarella o lo stracchino, o stagionato. Gli italiani, con circa 23 kg, sono i principali consumatori di formaggio nel mondo, primato che si contendono con i francesi e gli olandesi. Tanti rispetto ai circa 17 kg di consumo in Europa o i 15 kg di Stati Uniti, Canada e Australia (dati Clal).

Grana Padano e Parmigiano Reggiano sono, nell’ordine, i formaggi preferiti dagli italiani, seguiti nella classifica dei consumi da mozzarella, Pecorino romano, Asiago, Provolone della Valpadana e Gorgonzola. Ma siamo ghiotti anche di caciotta, formaggi a pasta molle come Taleggio e Fontina e freschi come ricotta e crescenza.

Tra quelli stranieri la palma dei consumi va all’Emmental, il famoso formaggio svizzero “con i buchi”. Ma questi sono solo alcuni dei circa 600 tipi di formaggio prodotti in Italia, la cui prevalenza è fortemente legata al territorio e alla tradizioni locali.

Se un pezzetto di formaggio non manca quasi mai nel pasto quotidiano, esso è utilizzato molto anche in cucina, nelle preparazioni di piatti e pietanze più diverse, sia come condimento – valga per tutti quello grattugiato sulla pasta – ma anche come antipasto o dessert. Si, proprio dessert. Nel nostro Paese, infatti, è sempre più diffusa la prassi di accompagnare il consumo di formaggi con miele, confetture, composte e gelatine, ma anche con qualche chicco di uva passita. Una riscoperta e sana abitudine alimentare del passato che coniuga le proprietà di due alimenti fondamentali nella dieta.