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IL PROSCIUTTO DI SAN DANIELE, UN CRUDO UNICO AL MONDO

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Prosciutto di San DanieleSu un grissino artigianale, con il melone cantalupo, in uno dei più classici antipasti italiani, o in purezza, magari consumato appena tagliato, il Prosciutto di San Daniele è da sempre uno dei salumi più apprezzati. Genuino e nutriente deve il suo nome all’omonimo borgo in provincia di Udine dove viene prodotto da tempi lontanissimi. Tra le specialità italiane più esportate all’estero, ogni anno arriva sulle tavole di Francia, Stati Uniti, Germania, Svizzera, Belgio, Gran Bretagna e Australia. Continua a leggere

GRISSINI TORINESI, PIÙ DI UN SEMPLICE STUZZICHINO

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Grissini e prosciutto crudoLeggeri e fragranti, sono protagonisti di aperitivi e happy hour, avvolti dalla classica fetta di prosciutto crudo o accompagnati da altri salumi.

Ma i grissini torinesi non possono essere definiti un semplice stuzzichino: nel capoluogo piemontese vengono consumati in ogni momento della giornata, dalla colazione, inzuppati nel cappuccino o “tuffati” nella marmellata, ai pasti principali, spezzettati nelle minestre o nel brodo, per arrivare al dessert, immersi nella golosa crema gianduia. E naturalmente non possono mancare nell’antipasto, uniti ai formaggi locali come il tomino o la toma, il taleggio o il Murazzano. Continua a leggere

TARALLI, FRAGRANTI “SFIZI” DEL SUD ITALIA

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TaralliIn uno degli ultimi episodi di Sex and the City, Carrie-Sarah Jessica Parker ad un aperitivo apprezza un tarallo comprato a Manhattan e l’amico che è con lei le suggerisce: “Dovresti andare a Napoli, ci sono i migliori taralli al mondo”. Continua a leggere

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Sono i grammi di pane consumati mediamente in un giorno da ogni italiano

 

 

 

 

 

 

 

 

CiabattaUna fetta a pasto o un piccolo panino. Gli italiani mangiano sempre meno pane. Secondo una recente ricerca della Coldiretti, “Il pane quotidiano nel tempo delle rinunce”, è uno degli effetti più importanti della crisi sui consumi.

Molti nutrizionisti, invece, sostengono che si tratta di un cambiamento delle abitudini alimentari dovuto a diversi fattori: la varietà del menù, la presenza e la disponibilità di diversi tipi di snack e prodotti da forno a base di farine, come grissini, cracker o schiacciatine. Fatto sta che rispetto agli 83 kg annui di qualche decennio fa, quando, nel 1980, ogni italiano consumava mediamente 230 grammi di pane al giorno, oggi se ne mangia quasi il 60% in meno.

Il consumo di pane è sceso sempre di più negli anni. Nel 1990 ogni italiano ne mangia 197 grammi al giorno, nel 2000 si arriva a 180 grammi, nel 2007 a 145, nel 2010 la quantità si attesta a 120 grammi e nel 2012 crolla a 106, fino a scendere sotto i 100 nel 2013.

Eppure il principe degli alimenti è un elemento fondamentale del menù quotidiano. Ancel Keys, l’inventore della Dieta Mediterranea, consigliava addirittura “un elevato consumo di pane”.

È vero che sempre più frequentemente durante la giornata il pane lo si mangia anche sotto altre forme: un tramezzino, un toast o un club sandwich, ma è anche vero che in passato molto più di oggi accompagnava se non tutti i pasti almeno secondi e contorni.

Anche il rito del fornaio sta scomparendo e sempre più persone si “accontentano” del pane che si trova nell’ipermercato, supermercato o mini market sotto casa aggiungendolo al carrello della spesa. Se appena trent’anni fa passare dal fornaio, infatti, era un’abitudine quotidiana, oggi solo il 37% degli italiani acquista pane quotidianamente, il 16% ogni due giorni, il 22% due volte a settimana e l’11% una volta. Abitudine che sarebbe bene recuperare.