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Carbonara

LE CURIOSITÀ DEGLI ITALIANI NEL 2018 IN UN CLICK

CarbonaraIn questi giorni è consuetudine ripensare a come è stato l’anno che ci ha appena lasciato e a quali sono stati i momenti più importanti per ognuno. Ma per scoprire quali sono stati gli interessi degli italiani nel corso del 2018 viene in aiuto Google Trends. Osservando quali sono state le ricerche su internet si possono capire infatti gusti e preferenze.

Ad esempio, nella sezione ricette nel 2018 si è classificata al primo posto la Pastiera, un dolce napoletano che non può mancare a tavola nel periodo di Pasqua.  Una specie di crostata ripiena di una crema a base di ricotta, canditi e grano.

PastieraAl secondo posto c’è il tiramisù, ricetta che nel 2016 si era guadagnata addirittura il primo posto nella ricerca come si prepara. Un dolce semplice, alla portata di tutti anche di chi è più inesperto in cucina e che riesce a soddisfare i palati più esigenti.Pancake La carbonara invece si trova al terzo posto, un piatto della tradizione composto da pochi ingredienti e per il quale è importante fare una scelta che prediliga la qualità per ottenere un risultato davvero squisito. Guanciale, uova, formaggio e pasta scelti con cura assicurano un piatto davvero squisito. 

Il fai da te in cucina sembra essere molto apprezzato, al quarto posto infatti si trova la Colomba pasquale, inventata in Lombardia nel 1900, diventata però velocemente il dolce tipico in tutta Italia. Una preparazione decisamente impegnativa che ha incuriosito moltissimi italiani nel 2018.

Tra le ricerche Come fare al primo posto si trova: il back up, una domanda della sfera tecnologica dunque, al secondo però torna ad essere la cucina l’interesse più vivo degli italiani che si sono chiesti come preparare un pancake, un dolce tipico della tradizione americana e che comunemente si consuma a colazione accompagnato da miele, sciroppo d’acero, frutta fresca o marmellata. L’interesse per la cucina si conferma anche nei posti successivi della classifica, tra il sesto e il decimo posto si trovano infatti le zucchine, la maionese, il pesto, il caramello e la salsa di pomodoro.

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RICETTA E ORIGINI DELL’AMATRICIANA

Amatriciana_01Un piatto tipico delle trattorie romane, semplice, composto da pochi ingredienti, ma ricco di gusto e di storia.

L’amatriciana è un condimento che si usa tradizionalmente con gli spaghetti, i bucatini, tonnarelli o rigatoni. Prende il nome da Amatrice un piccola cittadina in provincia di Rieti.  È una ricetta  figlia di un’altra ricetta povera delle terre laziali, la pasta alla gricia che è una versione in bianco dell’amatriciana, una pasta condita semplicemente con guanciale e pecorino.

gricia_01L’aggiunta del pomodoro alla ricetta originale pare si debba a un cuoco romano, Francesco Leonardi, la prima testimonianza del suo utilizzo si trova infatti nel manuale di cucina L’Apicio Moderno del 1790. Questa versione prevede l’utilizzo di maccheroni, il guanciale di Amatrice, pomodori, cipolla e pecorino. Una nuova ricetta dell’antica gricia capace di dare grande popolarità al piatto, a tal punto che a Roma parecchi osti venivano chiamati matriciani per indicarne la professione. Francesco Leonardi la propose anche a un banchetto organizzato da Papa Pio VII nel 1816, in onore di Francesco I Imperatore d’Austria, dando così grande risalto ad una ricetta di origini popolari.

La ricetta dell’Amatriciana è stata da poco tutelata dal comune di Amatrice con un marchio di origine nel quale viene indicato l’utilizzo del pomodoro San Marzano e del pecorino di Amatrice proveniente dai Monti Sibillini o dai Monti della Laga. Niente cipolla o aglio appaiono nella ricetta ufficiale di Amatrice, è ravvivata però dalla presenza di peperoncino e pepe.

Ricetta Amatricianaspaghetti amatriciana_01

400 g di spaghetti

100 g di guanciale

75 g di pecorino

350 g di pomodoro San Marzano

1 Peperoncino

Olio q.b.

50 ml di vino bianco secco

Sale q.b.

Pepe q.b.

Preparazione

Cuoci gli spaghetti in abbondante acqua salata. Rosola il guanciale in una pentola con olio e peperoncino. Dopo qualche minuto fai sfumare il vino bianco. Togli il guanciale dalla padella e tieni da parte. Unisci il pomodoro ai grassi  nella padella, aggiusta di sale e cuoci per circa 10 minuti. Togli il peperoncino e aggiungi il guanciale. Cuoci altri 10 minuti e infine salta la pasta in padella con il sugo.

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BUCCE E SCARTI DELLA CUCINA CHE SI RIVELANO OTTIMI DA CUCINARE E MANGIARE

shutterstock_562219663Gli sprechi in cucina sono sempre molto abbondanti. Sia che si faccia male la spesa sovrastimando le necessità famigliari sia che si cucinino tutti gli alimenti freschi acquistati, in ogni caso nel cesto dell’umido finiscono sempre molti, troppi scarti.

Ci sono però tante parti della verdure che, imparando ad utilizzarle nel modo giusto, possono darci grandi soddisfazione. Quelli che di solito consideriamo scarti ci possono permettere di sprecare molto meno, con il conseguente risparmio sulle spese per l’alimentazione della famiglia e ci danno la possibilità di scoprire gusti nuovi e buonissimi.

shutterstock_304622393Ad esempio è possibile consumare, e con molta soddisfazione, il ciuffo delle carote. È importante prima lavarlo con cura, perché spesso tra le parti verdi della carota rimane una buona quantità di terra. Poi si può utilizzare per preparare un pesto originale e squisito, unito a pinoli grana e olio, con il quale condire la pasta, ma è anche da provare come salsa per carne pesce o anche semplicemente spalmato su una fetta di pane. Anche la buccia delle carote può dare soddisfazione in cucina, è importante però avere l’accortezza di aggiungere un po’ di miele o di zucchero in cottura, per stemperare il gusto un po’ amarognolo.

shutterstock_329834231Le bucce delle patate possono diventare ottime facendole essiccare in forno con un po’ di olio e sale, si otterranno delle sfiziosissime chips.

shutterstock_255869797Mai buttare i baccelli dei legumi, con quelli dei piselli si può preparare una splendida vellutata, unendoli a patate, cipolla e brodo, naturalmente dopo averli privati delle estremità e dei filamenti. Quelli delle fave invece, dopo averli bolliti circa 10 minuti, si possono saltare in padella con guanciale e qualche fetta di peperoncino fresco.

Buttare i gambi di carciofo, poi, è un enorme errore! Decorticando la parte più esterna si arriva al cuore centrale che può essere saltato in padella, proprio come i carciofi oppure si possono gustare infarinati e fritti o utilizzare per insaporire uno splendido risotto.

Anche i filamenti della zucca possono diventare davvero stuzzicanti, cuocendoli con il grill del forno diventano delle sfiziosissime cialde croccanti, unite ai semi tostati e salati e accompagnati da un ottimo bicchiere di vino, sono gli sfizi ideali per un originale aperitivo.

Tante soluzioni anti-spreco assolutamente da provare per scoprirne con stupore il grande gusto!

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PASTA AL POMODORO, LA SUA STORIA E I CONSIGLI PER CUCINARLA PERFETTA

shutterstock_298896893Uno dei piatti più tipici della tradizione culinaria italiana è la pasta al pomodoro. Semplice e buona, piace ai bambini e anche agli adulti, un piatto veloce da preparare e che riesce sempre a soddisfare il palato.

Gli spaghetti hanno un’origine piuttosto antica, ci sono testimonianze della loro esistenza che risalgono al 1154, quando venne pubblicato il “Libro di Ruggero” nel quale l’autore Al-drisi, il geografo di Ruggero II di Sicilia descrive un paese vicino a Palermo dove si preparava una pasta a forma di piccoli fili arrotondati, piccoli spaghi e proprio da questa somiglianza deriva il nome “spaghetti”.

shutterstock_256042003Inizialmente si usava consumarli conditi con olio e formaggio ed è solo a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo che prende piede l’abitudine di condire la pasta con il pomodoro. È della prima parte del 1700, infatti, un’immagine di un presepe conservato nella Reggia di Caserta nella quale si vedono due contadini che consumano spaghetti colorati di rosso e la prima testimonianza scritta di una ricetta che abbina il pomodoro alla pasta risale, invece, alla metà del XVIII secolo.

Da allora poi la salsa di pomodoro è diventata una base ottima per molte altre ricette tipiche della cucina italiana. Unito alla carne macinata, si ottiene il ragù bolognese, con il guanciale si può assaporare l’amatriciana, con melanzane fritte e ricotta, invece si ottiene una pasta alla norma.

shutterstock_87915796Nonostante si tratti di una preparazione apparentemente semplice, riuscire a trovare il giusto equilibrio della dolcezza del pomodoro, che non ne copra completamente la punta acida, non è così scontato. A volte il sugo può essere un po’ troppo acquoso con un risultato non avvolgente o si può fare l’errore di unirla ad una pasta non al dente. Innanzitutto è importante scegliere la giusta proporzione tra acqua sale e pasta, solitamente si consiglia di utilizzare 1 litro di acqua e 10 g di sale ogni 100 g di pasta. Le qualità di pomodoro ideali sono il Datterino, il Pizzuttello o il San Marzano. Per sfruttare l’amido della pasta e addensare il giusto la preparazione, è consigliabile non scolare completamente la pasta o tenere da parte un po’ di acqua di cottura. Per un risultato finale davvero buono è decisivo l’ultimo passaggio, è d’obbligo infatti finire di cuocere la pasta in padella insieme al sugo, saltandola per un paio di minuti.

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L’ANNO DEGLI ASPARAGI, BUONI E MOLTO CONVENIENTI!

shutterstock_195327971Seguire il calendario della frutta e della verdura significa mangiare meglio spendendo meno, questo è uno dei motivi per cui si consiglia spesso di acquistare la frutta e la verdura di stagione e di evitare invece le primizie o addirittura i prodotti completamente fuori da periodo di maturazione naturale.

Il periodo tipico della raccolta degli asparagi va da aprile a giugno, sono questi i mesi in cui di solito si comprano meglio, quest’anno però si prevedono prezzi particolarmente bassi, grazie ad un evento piuttosto raro. Solitamente tra il Sud e il Nord Italia c’è una certa differenza climatica che fa sì che la bella stagione arrivi un paio di mesi prima in Sicilia rispetto alla alle regioni più settentrionali e, per la stessa ragione, nei mercati solitamente si trovano prima i prodotti provenienti dal meridione e in seguito dal settentrione. Quest’anno però il maltempo al Sud e al Centro ha rovinato questa programmazione e gli asparagi sono giunti a maturazione contemporaneamente ce n’è quindi una disponibilità particolarmente abbondante ed ecco perché sono ottime settimane in cui acquistarli ad ottimo prezzo e buonissimi. Sarà inoltre facile trovare ai banchi dei mercati tutte le diverse qualità di asparagi.

shutterstock_84034471L’asparago bianco, coltivato in Veneto, cresce sotto terra in totale assenza di luce ed è caratterizzato da un sapore molto delicato. Il violetto ha invece è tipico della Liguria, ha un sapore molto fruttato e un retrogusto leggermente amarognolo. Il più comune è quello verde, cresce fuori dal terreno e deve il suo colore proprio alla presenza della luce che serve nella formazione della clorofilla.

shutterstock_403634722Per controllare la freschezza degli asparagi bisogna guardare le cime, devono essere ben chiuse e compatte. Non devono apparire legnosi (in questo caso sarebbero vecchi) e di colore spento. Un piccolo trucchetto per essere sicuri di prendere i migliori, consiste nello scegliere quelli un po’ più piccoli perché solitamente più gustosi. In frigo si mantengono bene per 4-7 giorni e, avvolgendoli in un canovaccio umido, si prolunga ancora di qualche giorno la conservazione.

Solitamente si gustano in abbinamento alle uova, sono perfetti per preparare una carbonara rivisitata con uova formaggio grattugiato e guanciale o per insaporire il risotto o delle ottime frittate. Attenzione al condimento però, assorbono molto, conviene quindi non eccedere con olio o burro.

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CARBONARA E CACIO E PEPE, DUE SPECIALITÀ DA NON PERDERE QUANDO SI VISITA LA CAPITALE

shutterstock_347755931La cucina romana si basa su ingredienti semplici e di origine contadina, preparati seguendo ricette spesso tramandate di generazione in generazione. Una tradizione culinaria nella quale i primi piatti ricoprono un ruolo di grande importanza.

La cacio e pepe è un chiaro esempio di questa speciale caratteristica che sta alla base delle ricette tipiche della Capitale. Nasce tra i pascoli durante i lunghi spostamenti dei greggi.  Per affrontarli i pastori si riempivano le bisacce di alimenti capaci di fornire molta energia e che fossero in grado di conservarsi a lungo. Nelle loro scorte alimentari si trovavano ad esempio il pepe, il pecorino e della pasta secca, solitamente spaghetti fatti con acqua sale e farina. Ingredienti non solo ottimi, ma importanti anche per permettere ai pastori di sopportare il duro lavoro nei pascoli. Grazie al pepe nero che ha la peculiarità di stimolare i recettori del calore, riuscivano a tollerare meglio il freddo e la pasta forniva i carboidrati e le calorie per creare l’energia necessaria ad affrontare le faticose giornate dei pastori.

Il vero segreto per preparare una cacio e pepe indimenticabile sta negli ingredienti che devono essere di prima qualità, ma anche nell’abilità di chi la prepara. È fondamentale, prima di servire il goloso piatto, fare la giusta mantecatura per creare la famosa cremina, che non si deve ottenere con scorciatoie tipo burro e panna, ma solo con la giusta proporzione tra acqua di cottura della pasta e formaggio. Un’abilità che si acquisisce con il tempo e l’esperienza.

shutterstock_175863770Anche la carbonara è una ricetta da provare assolutamente almeno una volta in una tipica osteria romana. Le origini non sono chiare, alcune fonti però la farebbero risalire alla fine della seconda guerra mondiale, quando i soldati americani giunti in Italia usavano gli ingredienti per loro più comuni, le uova e il bacon, dando origine così ad una ricetta che è diventata velocemente tipica della tradizione italiana. Alla crema di uova e formaggio, si unisce la pancetta o guanciale perfettamente rosolati e a questo condimento si abbina una pasta lunga, solitamente spaghetti, ma spesso nelle osterie romane si trova preparata con pasta corta, in particolare i rigatoni che si adattano benissimo alla preparazione.

Due piatti della cucina italiana, famosissimi anche all’estero, e che in una tipica osteria romana acquistano un sapore ancora più indimenticabile!

pasta alla gricia

PASTA ALLA GRICIA, “L’AMATRICIANA BIANCA”

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pasta alla griciaGuanciale, di quello buono, abbondante pecorino grattugiato, una spolverata di pepe nero e pochissimo strutto. Per preparare la Gricia, una delle istituzioni della cucina romana, serve semplicemente questo. Niente aglio né cipolla: coprirebbero il sapore degli altri ingredienti. L’unica eccezione consentita è quella di sostituire lo strutto con un filo d’olio extravergine d’oliva, per risultato più delicato e ‘leggero’. Sulla scelta della pasta, invece, c’è maggiore libertà: spaghetti o bucatini, o ancora un formato corto (mezzemaniche, rigatoni, penne), a patto che sia rigato per abbracciare al meglio il condimento. Continua a leggere

paolo marchi

LA CARBONARA DI PAOLO MARCHI

spaghetti alla carbonara con ingredienti intorno

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Sono convinto che tutti, ma proprio tutti gli italiani abbiano preparato almeno una volta la carbonara. È una di quelle ricette che fa sognare, anche quando non è realizzata bene. Piace la pancetta croccante, la magia dell’uovo, la sapidità del formaggio e tutta quella salinità che avvolge il palato, marcandolo con decisione. Continua a leggere