Archivi tag: km zero

“EAT RESTAURANT”: A MILANO L’ALTA CUCINA ARRIVA IN OSPEDALE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Pasto in ospedaleA Milano l’alta cucina arriva in ospedale: ad aprile, nella casa di cura “La Madonnina” – del Gruppo ospedaliero San Donato – ha aperto i battenti l’EAT Restaurant, il primo ristorante che porta in corsia le creazioni firmate dai giovani chef stellati dell’JRE (Jeunes Restaurateurs d’Europe), prestigiosa associazione che riunisce i nomi più promettenti del panorama culinario internazionale. A promuovere l’iniziativa Paolo Rotelli, presidente del Gruppo ospedaliero San Donato (GSD), insieme a Gilda Gastaldi, fondatrice del progetto EAT Alimentazione Sostenibile, lanciato nel 2009 dal GSD, che porta i principi dell’alimentazione sana all’interno di scuole e mense aziendali. Continua a leggere

SLOW FOOD DAY, UNA GIORNATA PER FESTEGGIARE 30 ANNI DI CIBO “BUONO, PULITO E GIUSTO”

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

www.slowfood.it

www.slowfood.it

Sono passati 30 anni da quando Carlin Petrini ha fondato l’Arcigola, che qualche anno dopo, nel 1989, diventa Slow Food, «Movimento per la tutela e il diritto al piacere» contro la «Follia universale della fast life». Sabato 16 aprile il trentennale dell’associazione che ha cambiato il modo di vedere e pensare il cibo e l’alimentazione sarà celebrato con lo Slow Food Day, un’intensa giornata di eventi da Nord a Sud della Penisola per ripercorrere i progetti portati avanti fino ad ora e presentare le attività future all’insegna dello slogan “buono, pulito, giusto”. Continua a leggere

CAMMINARE LUNGO LA “VIA DI FRANCESCO”, TRA SPIRITUALITÀ, GUSTO E NATURA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

AssisiPercorsa da migliaia di pellegrini all’anno, la Via di Francesco, un cammino tra spiritualità, natura e arte che attraversa i borghi dove il Santo di Assisi predicava, i conventi da lui fondati e i luoghi dove si rifugiava in preghiera, non è solo un viaggio di fede ma anche un itinerario del gusto.

Lungo la strada che porta ad Assisi, infatti, si possono assaggiare alcune delle più note specialità umbre come il pane di farro e di grano duro prodotti nelle campagne tra Bevagna e Cannara, nel perugino, con farine macinate su pietra e lievito madre; le lenticchie di Castelluccio, coltivate senza pesticidi, che mantengono un elevatissimo contenuto di proteine, minerali e vitamine; il Roccaccio, un pecorino stagionato per oltre 500 giorni, già consumato in epoca medievale. Continua a leggere

IL PRANZO DEL NATALE 2015: UN MIX DI TRADIZIONE E ORIGINALITÀ

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Pranzo di NataleNatale all’insegna dei prodotti locali, sia a tavola che per i regali. Quello del 2015 segna definitivamente il ritorno al tradizione. I primi segnali c’erano stati già negli ultimi due anni, ma quest’anno, da Nord a Sud della Penisola, sarà un trionfo delle ricette regionali e locali e dunque dei cibi tipici. Tortellini in brodo rigorosamente fatti a mano in Emilia Romagna, il Cappone lesso o arrosto in Lombardia, Friuli e Toscana. La pasta con le sarde in Sicilia. Le lenticchie accomunano tutti così come Pandoro e Panettone che si affiancano ai dolci tipici come gli struffoli per la Campania o il panpepato per Lazio e Umbria. Tra le ‘novità’ del Natale 2015 c’è un interessante ritorno al passato con la riscoperta di cibi e piatti dei nostri antenati, dalla storia millenaria. Come la manna, che sfamò gli israeliti durante il loro viaggio verso la Terra Promessa e che ancora oggi viene prodotta nelle Madonie, grazie a un gruppo di agricoltori siciliani che l’hanno salvata dall’estinzione estraendola dal tronco del frassino. O il vino cotto pugliese, erede dell’antica bevanda romana già citata da Apicio nel De re coquinaria (I secolo d.C.): preparato facendo ridurre a lungo, a fiamma dolcissima, il mosto fresco d’uva, fino a raggiungere la consistenza di uno sciroppo, accompagna i dolci natalizi regionali come le cartellate e i mustazzoli. Continua a leggere

CREATIVO E SOLIDALE: IL PANETTONE ARTIGIANALE DEL NATALE 2015

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Panettone dolce natalizio lombardo su  tavola addobbataÈ il panettone il dolce che accomuna gli italiani da Nord a Sud del Paese durante le festività. E se continua l’ascesa di quelli artigianali rispetto al classico industriale, il panettone del Natale 2015 coniuga la tradizione con la creatività e la solidarietà. Il minimo comun denominatore è l’impiego di ingredienti genuini, a chilometro zero: farine biologiche e uova di galline allevate a terra e all’aperto, grassi naturali e prodotti tipici del territorio. Ogni pasticciere, forno o gastronomia propone gusti originali e sorprendenti, come quello al tè verde con sette spezie, canditi e frutta secca, del maestro pasticciere Luigi Biasetto di Padova, o alle olive e all’olio d’oliva, un’invenzione di Federico Anzellotti, presidente della Conpait, la Confederazione Pasticceri Italiani. È quanto emerge da un’indagine dell’Osservatorio Sigep (promosso dal Salone Internazionale di gelateria, pasticceria e panificazione artigianali di Rimini Fiera), che ha individuato le dolci tendenze delle prossime feste intervistando alcuni dei più famosi pasticceri della Penisola. Continua a leggere

AL POLICLINICO DI MILANO MENU A KM ZERO, RISO E LATTE DALLE TERRE DELL’OSPEDALE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Dai campi che circondano Milano alle mense del Policlinico, senza intermediari. Il riso e il latte che da due settimane vengono distribuiti ai pazienti dell’ospedale lombardo sono quelli prodotti nelle antiche cascine che sorgono sui terreni di proprietà della struttura, come avveniva nel XVIII secolo, quando dai possedimenti rurali del Mangiagalli – una superficie di 85 milioni di mq il cui valore attualmente è stimato tra i 500 e gli 800 milioni di euro – proveniva cibo a sufficienza per sfamare non solo le persone ricoverate, ma anche i tanti bisognosi della città. Continua a leggere

LE “STRATEGIE” DEGLI ITALIANI CONTRO LO SPRECO DI CIBO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Lettura etichetteGli italiani sono sempre meno spreconi di cibo. Riutilizzano gli avanzi di pranzo o cena, al ristorante richiedono la doggy bag per portare a casa il cibo o la pizza rimasta nel piatto e sono sempre più attenti alle date di scadenza presenti in etichetta! Il dato emerge da un’indagine Coldiretti/Ixè presentata qualche giorno fa a Expo, durante il convegno “Surplus Food Managemente Waste. Il recupero delle eccedenze alimentari: dalle parole ai fatti”, promosso dal Politecnico di Milano e dal Banco Alimentare. Ben il 60% della popolazione adotta ‘strategie anti-spreco’ per evitare di far finire nel cassonetto pane, latte, frutta, verdura, alimenti già cotti. Continua a leggere

VACANZE IN AGRITURISMO PER RITROVARE I SAPORI DI UNA VOLTA

[vc_column_text width=”1/2″ el_position=”first”]

Marmellate fatte in casa sul pane appena sfornato, pasta tirata a mano ed extravergine di qualità, sughi fatti con verdure e pomodori raccolti direttamente dall’orto, pietanze saporite e popolarissime come la parmigiana di melanzane e i peperoni ripieni: per riscoprire la cucina “di una volta”, questa estate ben 3 milioni di persone – secondo le stime della Coldiretti – hanno scelto di trascorrere le proprie vacanze in agriturismo. Non solo italiani, ma anche turisti stranieri in visita nei luoghi d’arte della Penisola, che hanno deciso però di soggiornare in strutture più tranquille fuori città, per rilassarsi e assaggiare le specialità regionali. Continua a leggere

SLOW FOOD PLANET: TUTTI I LOCALI “SLOW” ALLA VELOCITÀ DELLE NUOVE TECNOLOGIE

slow food planetC’è tutto il cibo “Buono, pulito e giusto” dei quattro angoli del pianeta in Slow Food Planet, la nuova applicazione per smartphone e tablet appena nata in casa Slow Food.

Uno strumento che unisce alla velocità della tecnologia la filosofia “lenta” della storica associazione fondata da Carlo Petrini, per offrire ai viaggiatori in giro per il mondo l’opportunità di scovare osterie, negozietti, ristorantini tipici che non sono ancora sotto i riflettori delle guide gastronomiche internazionali, ma che sanno raccontare molto del posto in cui si trovano e lo rendono unico. Si va dalla “Pratkit Bakery” di Barcellona, un hotel a tre stelle con annessa una panetteria che sforna pane, brioche e croissant impastati a mano, al “Restaurante do Bira” di Rio de Janeiro, con vista sulla costa di Marambaia, che serve prodotti ittici freschissimi pescati direttamente dal cuoco, Ubiratan de Souza Leal, dall’“Espressofabriek” di Amsterdam, dove i clienti possono gustare il caffè appena tostato al piano di sopra, al “Civaiolo” di Firenze, il bottegaio che nel suo locale di Via Taddea, accanto a legumi e baccalà, vende ogni genere di oggetti per la casa, dai chiodi alle guarnizioni per la moka.

L’app vuole essere anche un modo per accogliere in Italia i visitatori stranieri che arriveranno a Milano per Expo e guidarli alla scoperta delle eccellenze del Bel Paese.

Realizzata da Slow Food Editore con il supporto di Lavazza e disponibile in italiano e in inglese, Slow Food Planet è stata lanciata il 16 aprile scorso ed è scaricabile gratuitamente da Apple Store e Google Play con un territorio a scelta (10 per i soci); entro novembre 2015 conterà 12.500 segnalazioni – di cui 4.000 in Italia – in 22 Paesi, dalla Francia al Messico, dalla Spagna agli Stati Uniti, dal Brasile al Giappone. “Vogliamo che entro la fine del 2018 tutto il mondo sia mappato, dalle grandi città alle aree più remote del Sud del mondo”, sostiene Carlo Petrini.

Il database viene alimentato grazie al lavoro di 150 coordinatori, redattori e traduttori; le segnalazioni, invece, arrivano da 2.000 soci Slow Food sparsi per il mondo, persone che conoscono bene il territorio, frequentano i locali, parlano con i gestori e sanno indicare ai turisti e a chi è in viaggio per lavoro dove bere una buona birra artigianale, gustare la colazione del luogo, comprare i formaggi tipici oppure la frutta e la verdura a km zero. Proprio come un amico “che vive nella città dove ci si sta per recare chiedendo un consiglio su dove andare a cena”, commenta il curatore del progetto Eugenio Signoroni.

Slow Food PlanetCome funziona? Dopo aver specificato l’“Area Slow Food” in cui ci si trova, è possibile trovare il locale giusto in base alla “tipologia”, al “prodotto” o all’“atmosfera” – cena romantica, gita, pranzo informale – desiderata, oppure utilizzando il dispositivo di geolocalizzazione. Ogni segnalazione è corredata da tutte le informazioni utili visualizzate in un’unica scheda: descrizione, foto, indirizzo, numero di telefono, fascia di prezzo e costo medio di un pasto, collegamento al sito web, orario di apertura e mappa.

Ma la parola chiave di Slow Food Planet è “tempo”, che troviamo nelle tre sezioni principali dell’app: “Tempo per Mangiare” offre una selezione di ristoranti, osterie, pizzerie, bistrot, burgherie e bar, compresi quelli che propongono menù per celiaci o vegetariani, take away, locali aperti 24 ore al giorno; “Tempo per me” riunisce brunch cafè, sale da tè, cocktail bar, tutti quei luoghi, insomma, in cui rilassarsi dimenticando l’orologio; “Tempo per comprare”, infine, seleziona mercati contadini, botteghe e piccoli produttori, per portare a casa salumi, formaggi, cioccolato, vini e altre specialità.