Archivi tag: Marche

LE VIRTÙ DELLA VERDURA NELLE TACCOLE, LE “CUGINE” DEI PISELLI

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Insalata taccole e pomodoriniLessate, tagliate a pezzetti e mescolate con mais, pomodorini, patate e tonno sott’olio – o in alternativa con le uova sode, la mozzarella, il pollo grigliato e sfilacciato o i gamberetti – le taccole sono tornate ad essere protagoniste della tavola italiana. Diffuse da Nord a Sud del Paese, appartengono alla famiglia dei legumi, ma dal punto di vista nutrizionale somigliano alla verdura, perché sono ricche di acqua e fibre che le rendono un alimento leggero e disintossicante, ideale da consumare con l’arrivo della primavera. Sono una varietà di piselli di cui si consuma sia il baccello che il seme – per cui sono chiamate pure ‘mangiatutto’ –, che racchiudono in forma embrionale: disponibili al mercato da aprile a giugno, si caratterizzano per la forma allungata – simile appunto a quella della buccia del Pisum Sativum, ma più schiacciata –, per la consistenza croccante e il gusto dolce e delicato, gradito anche al palato ‘difficile’ dei bambini. Continua a leggere

A FANO IL CARNEVALE PIÙ ANTICO E “DOLCE” D’ITALIA

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Carnevale di FanoCon i suoi oltre 650 anni di storia, il Carnevale di Fano è il più antico d’Italia. Una manifestazione che ogni anno richiama migliaia di turisti, che arrivano qui per assistere al passaggio delle maschere, agli spettacoli delle bande musicali e dei gruppi folkloristici, ma soprattutto al ‘dolcissimo’ rituale che rende il Carnevale fanese un evento unico: il “Getto”, il lancio di caramelle e confetti sulla folla dai carri allegorici che sfilano per le strade della cittadina marchigiana. Continua a leggere

LA PASTICCIATA, LO STUFATO NATALIZIO ALLA PESARESE

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scrivilatuaricetta.it

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A Pesaro, Fano, Cartoceto e nei borghi vicini, il secondo piatto tradizionale del pranzo natalizio è la “pasticciata”, uno stufato di vitellone dal gusto intenso e dalla consistenza tenera, dovuta alla sapiente e lunga cottura della carne con olio extravergine, brodo, vino rosso e qualche pomodoro pelato, che danno un tocco di colore. Insaporita con pancetta o pezzetti di lardo e profumata con cannella, chiodi di garofano e maggiorana, viene servita con le erbe selvatiche che crescono spontaneamente nei campi marchigiani – pimpinella, strigoli, lupinella, ruchetta –, passate in padella con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio, oppure con bietole o spinaci. Continua a leggere

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20 sfondo biancoSono le varietà di cicerchie coltivate nel mondo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal gusto simile a quello dei ceci, ma più delicato, in Italia la cicerchia è protagonista di antiche zuppe regionali, che in passato i contadini mangiavano nei mesi invernali con la pasta o con il pane raffermo, per scaldarsi con un piatto corroborante e poco costoso. La ricetta di base si prepara facendo soffriggere sedano, carota, cipolla con olio d’oliva, aggiungendo le cicerchie, ricoprendole con acqua e lasciando cuocere la zuppa per almeno un paio d’ore, finché i legumi saranno diventati teneri. Continua a leggere

IL CONIGLIO IN POTACCHIO, UNA GUSTOSA SPECIALITÀ MARCHIGIANA

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Coniglio in potacchioUna ricetta che arriva dalle Marche, fatta con ingredienti semplici che uniti danno origine a un succulento connubio di sapori. Il coniglio in potacchio è un’antica preparazione contadina, oggi poco diffusa nei ristoranti ma che può essere cucinata a casa in pochi passaggi. La carne, tagliata a pezzi grossi, viene prima rosolata con un trito di pancetta e aglio, poi cotta a fuoco dolcissimo in una casseruola dai bordi alti, con abbondante olio extravergine, vino bianco, qualche rametto di rosmarino, che la rende più profumata, ma soprattutto con tanto aglio (4-5 spicchi per un coniglio intero). L’altro ingrediente che dà a questa specialità un gusto importante – oltre all’aglio, naturalmente – è l’aneto o finocchietto ‘bastardo’, un’erbetta selvatica dall’aroma deciso, quasi piccante, che nella campagna marchigiana cresce ai margini delle strade. E c’è anche chi preferisce dare un tocco di colore al sugo aggiungendo qualche cucchiaio di passata o un po’ di concentrato di pomodoro. Continua a leggere

MAGNALONGA PICENA, UNA PASSEGGIATA DEL GUSTO TRA I COLLI MARCHIGIANI

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filariPasseggiare nel verde dei colli marchigiani, immersi tra campagne e vigneti, e ritemprarsi dalla fatica assaggiando le specialità della cucina regionale. È pensata per gli amanti delle lunghe camminate e della buona tavola “Magnalonga Picena”, una cena itinerante alla scoperta di uno degli angoli più belli delle Marche, dei suoi paesaggi e dei piatti tipici preparati dagli chef locali. Un itinerario da ‘assaporare’ lentamente, percorrendo il tragitto lungo 8 chilometri, che si snoda tra i casali e le masserie della zona. Continua a leggere

I FRASCARELLI, UN’ANTICA RICETTA MARCHIGIANA

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Un antichissimo piatto che ci fa viaggiare nel tempo, portandoci in un’epoca in cui le risorse erano limitate e le padrone di casa trovavano spesso soluzioni ingegnose per placare, con pochi ingredienti, l’appetito dei numerosi componenti della famiglia. I frascarelli sono una ricetta della campagna marchigiana, diffusa in particolare nel maceratese: una sorta di polenta ottenuta non dalla farina di mais ma da quella di grano tenero, che le dona un sapore delicato e una consistenza densa e cremosa. Una pietanza che in passato, secondo una credenza popolare, era considerata un valido aiuto per stimolare la produzione del latte nelle puerpere, che ne mangiavano perciò in abbondanza. Continua a leggere

LA “CASCIOTTA” DI MICHELANGELO

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www.consigliaricette.com

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Prodotta nella campagna marchigiana da almeno cinquecento anni con il latte bovino e ovino dei pascoli locali, la Casciotta d’Urbino è tra i più antichi formaggi del Belpaese, oltre che uno dei 47 tutelati dal marchio DOP. Questa formaggetta tonda di piccole dimensioni, dalla consistenza e dal sapore dolce con un delicato aroma di latte, vanta una “parentela” davvero illustre: i terreni dove in origine veniva prodotta, a Casteldurante – l’attuale Urbania, in provincia di Pesaro Urbino –, infatti, appartennero a Michelangelo Buonarroti. La scoperta, recentissima, è di Rodolfo Coccioni, geologo e docente dell’Università di Urbino, che il 5 maggio ne ha dato notizia ufficiale e il prossimo 13 giugno mostrerà gli atti del ritrovamento a Expo, nel corso di una manifestazione in cui sarà presentato il nuovo corso di Alta Formazione in “Geologia e Gusto” dell’ateneo urbinate. Continua a leggere

LA TORTA AL FORMAGGIO UMBRA ANCHE CONOSCIUTA COME PIZZA DI PASQUA

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Pizza di PasquaLa mattina di Pasqua, per le stradine dei borghi umbri si spande un profumo a cui non si può resistere, quello della torta al formaggio, un pane morbido e saporitissimo, che nella forma ricorda il panettone natalizio milanese. Dal colore giallo intenso, dovuto all’abbondante presenza delle uova, questa specialità viene preparata da sempre nella bella regione e chiamata con nomi diversi – torta a Perugia, pizza a Terni, crescia a Gubbio. Fa parte anche della tradizione gastronomica delle vicine Marche, dove è nota come pizza di Pasqua. Continua a leggere

OLIVE ASCOLANE, MA ANCHE CRESCIA, PICONI E CIARIMBOLI. LO STREET FOOD DELLE MARCHE

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Sono famose nel mondo per le olive ascolane, gli irresistibili bocconcini che i turisti amano gustare mentre passeggiano, nel caratteristico e comodo cartoccio. Ma le Marche hanno una variegata tradizione in fatto di cibi di strada: Continua a leggere

IL CIAUSCOLO MARCHIGIANO, L’UNICO SALAME SPALMABILE

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I contadini se lo concedevano a metà mattinata, spalmato sul pane, per ritemprarsi dalle fatiche del lavoro nei campi. Il ciauscolo è un celebre salume marchigiano a marchio IGP, prodotto nei numerosi borghi compresi tra le province di Ancona, Macerata e Ascoli Piceno. Si caratterizza per il colore rosato, il deciso profumo di spezie e il gusto sapido ma delicato al tempo stesso, ma soprattutto per la consistenza spalmabile, che lo differenzia da qualsiasi altro insaccato presente sul mercato. Continua a leggere

I MACCHERONCINI “FINI FINI” DI CAMPOFILONE

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Maccheroncini di Campofilone al ragù

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Con un sostanzioso ragù a base di macinato di manzo e maiale, rigaglie di pollo e midollo di bue; con un semplice sughetto di pomodoro fresco; o ancora alla marinara, con cozze, vongole e pomodorini. I Maccheroncini di Campofilone fanno parte della tradizione gastronomica di questo borgo medievale in provincia di Fermo da tempi lontanissimi. Comparivano tra i 49 piatti preferiti del Leopardi (che egli elencò personalmente in una lista oggi conservata alla Biblioteca Nazionale di Napoli), insieme a “gnocchi di latte”, “tortelli di magro” e “capellini al burro”. Ma, molto prima della testimonianza lasciata dal grande poeta, erano già citati in un documento dell’Abbazia di Campofilone (XV secolo), in alcuni scritti del Concilio di Trento (1545-1563), dove venivano definiti “così sottili da sciogliersi in bocca”, e nei ricettari di varie famiglie della nobiltà marchigiana. Continua a leggere

MARE E TERRA NELLA TRADIZIONE CULINARIA DELLA RIVIERA DEL CONERO

Riviera del Conero_spiaggiaNumana_Riviera del ConeroOffagna_Conero

È la patria del brodetto, la famosa zuppa di pesce ottenuta da 13 varietà tra pesci, molluschi e crostacei, e dei moscioli selvatici di Portonovo (cozze), oggi presidio Slow Food, ma anche di piatti come i Vincisgrassi, simili alle lasagne ma preparati con rigaglie di pollo, carne trita di bovino o agnello e funghi o lo stoccafisso all’anconetana.

La Riviera del Conero, un suggestivo tratto di costa che si affaccia sull’Adriatico, è un paesaggio unico al mondo, nel cuore dell’Italia e nel cuore delle Marche, dove trascorrere un piacevole weekend tra mare e monti. La collina degradante verso il mare si alterna a lunghe spiagge di ciottoli e sabbia bianca, insenature e selvagge calette. La Riviera si estende tra le province di Ancona e Macerata ed è abbracciata da un’ampia fascia collinare appartenente all’Appennino umbro-marchigiano e dal Monte Conero, un promontorio alto poco meno di 600 metri a strapiombo sul mare.

Molto utile e ricco di informazioni il sito ufficiale da cui si può verificare anche la disponibilità degli alberghi e delle strutture ricettive della zona. La Riviera offre diverse possibilità e itinerari turistici: da quello religioso della mistica città di Loreto, dove sorge l’omonimo Santuario, meta di pellegrinaggi da tutto il mondo, che, secondo un’antica tradizione, oggi comprovata dalle ricerche storiche e archeologiche, conserva i resti della casa della Madonna, a Castelfidardo, noto per la produzione artigianale della fisarmonica, uno dei simboli della musica italiana nel mondo, fino a Camerano, famosa per la città sotterranea e per la produzione del Conero Rosso, e Offagna, dove va in scena una delle più belle rievocazioni medievali italiane. Ma tutti i comuni della Riviera del Conero valgono una passeggiata.

La varietà dei territori si riverbera anche sulla tradizione culinaria, in cui convivono la cucina di mare e quella di terra, tenute insieme da grandi vini come il Verdicchio e il Conero Rosso. E se il ruolo da protagonista della tavola spetta al pesce, che nei ristorantini di Ancona (che vanta uno dei porti pescherecci più importanti d’Italia), Numana, Porto Recanati, Sirolo e Potenza Picena – i comuni marittimi della Riviera – è cucinato in tanti modi diversi, non sono da meno piatti di terra come i Vincisgrassi o il ciauscolo, un salume tipico dell’entroterra marchigiano che si ottiene dalla pancetta, costata e spalla di maiale condite con sale, pepe, aglio e vino cotto e poi insaccate, dalla consistenza “spalmabile”. Molto buoni anche i “paccasassi” o finocchi marini, un’erbetta che cresce spontaneamente tra le rocce: condita con aglio, limone e aceto, accompagna solitamente il pesce oppure è utilizzata per dare un tocco in più ai semplici spaghetti aglio e olio.

Moscioli di PortonovoVincisgrassiciauscolo

Camerano, Castelfidardo, Loreto, Osimo, Ostra Vetere, Agugliano, Camerata Picena, Offagna, Polverigi e Santa Maria Nuova, i borghi collinari della Riviera, sono noti invece per il coniglio in potacchio (cucinato con rosmarino, aglio, vino e poco pomodoro). Non si può chiudere un pranzo o una cena senza la lonza di fichi che, a dispetto del nome, è in realtà un dolce dalla forma di un salame, a base di fichi secchi, noci, mandorle impastate con mosto cotto e mistrà – il liquore d’anice marchigiano – e avvolto in foglie di fico.

L’altra istituzione della cucina del Conero – e di tutte le Marche – è lo stoccafisso all’anconitana, che vanta una tradizione secolare: le navi della città, infatti, già nel XVI secolo si spingevano fino alle coste delle Isole Lofoten, in Norvegia, dalle quali importavano grandi quantità di stoccafisso. Il piatto, preparato con il pesce di prima qualità, della varietà Ragno o Westre, richiede una lunga cottura con un trito di sedano, carota, cipolla e rosmarino, vino e patate e la ricetta originale è protetta anche dall’Accademia dello Stoccafisso all’Anconitana.

E da bere? Il Conero Rosso, un vino DOC dal sapore e dall’aroma fruttato a base di Montepulciano, che non ha nulla da invidiare ai più noti rossi italiani. Da non perdere infine due delizie che nascono in questa zona: il vino di visciole, un liquore ideale per accompagnare i dolci secchi, e il vino cotto, dalla tradizione millenaria, prodotto tuttora come facevano un tempo i contadini, cuocendo il mosto cotto in caldaie di rame, con l’aggiunta di qualche mela cotogna e poi lasciandolo fermentare per anni in botti di legno. Il vino cotto del Piceno oggi è tutelato dalla Denominazione di Origine Protetta e ogni anno viene “celebrato” in un festival che si svolge a fine agosto nel comune di Loro Piceno.

IRRESISTIBILI OLIVE ASCOLANE

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Olive ascolane

Un’impanatura croccante che racchiude un ripieno morbido e goloso: le olive ascolane sono un autentico piacere per la vista e per il palato, oltre che un vanto della cucina marchigiana nel mondo. Continua a leggere

VINCISGRASSI, LE LASAGNE DI MACERATA

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Sottilissime sfoglie di pasta, simili a quelle delle lasagne, farcite con un sostanzioso ragù fatto con diversi tipi di carne e frattaglie, talvolta impreziosite dal tartufo, completate da abbondante parmigiano e cotte in forno. I vincisgrassi sono tra i piatti più rappresentativi della cucina marchigiana: Continua a leggere