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ANZIANI, LA PREVENZIONE DELL’INFLUENZA COMINCIA A TAVOLA

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Mangiare sanoLa zucca e i carciofi, per fare il pieno di minerali e rafforzare l’organismo; una buona tazza di brodo, corroborante ed energetica; i kiwi, per l’indispensabile apporto di vitamina C, e il melograno, poco diffuso ma ricchissimo di proprietà benefiche. Sono i cibi che, in questo periodo dell’anno, non dovrebbero mai mancare nell’alimentazione degli anziani – ma fanno bene a tutti –, particolarmente soggetti ad ammalarsi a causa di sbalzi climatici e cambiamenti repentini di temperatura. Lo afferma Rolando Bolognino, biologo nutrizionista e docente del Master in Nutrizione umana all’Università “La Sapienza” di Roma, che in un’intervista all’Ansa fornisce alcuni semplici consigli per accogliere al meglio l’arrivo dei mesi freddi. Continua a leggere

RICCIOLA, ACETO E MELOGRANO: L’ALZHEIMER SI COMBATTE A TAVOLA

Ricciola di mare o LecciaAceto balsamicomelograno

Ricciola marinata in aceto balsamico e impreziosita da “neve” di melograno: dietro questa pietanza di alta cucina si cela un potente alleato contro il decadimento cognitivo e l’Alzheimer. A idearla è stato lo chef pluristellato Heinz Beck, che l’ha presentata a medici e ricercatori riuniti all’Università Cattolica di Roma, venerdì scorso, nel corso del congresso internazionale Approccio non convenzionale alla malattia di Alzheimer: dalla ricerca alla cura, promosso dall’Istituto di Neurologia del policlinico Gemelli e dall’ospedale Fatebenefratelli.

www.gazzettagastronomica.it

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Premiato pochi giorni fa con il nuovo riconoscimento Gusto&Salute del Gambero Rosso, per l’attenzione al benessere che mette nei piatti preparati nel suo ristorante La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri – tre stelle Michelin e cinque forchette del Gambero Rosso –, il cuoco tedesco ha riunito in una sola ricetta tre cibi dal forte potere antiossidante. La protagonista del piatto è stata la ricciola, pregiata varietà di pesce azzurro che abbonda nel Tirreno: dal sapore simile a quello del tonno, è ottima al cartoccio, al forno con patate e pomodorini, alla griglia o all’acqua pazza e racchiude vitamine A e B, fosforo e gli oramai ben noti Omega 3, i grassi buoni che oltre a controllare il livello di trigliceridi nel sangue aiutano anche il corretto funzionamento della memoria. A farle da contorno l’aceto balsamico, ricco di sapore ma povero di calorie – perfetto per condire le insalate, superbo sul Parmigiano Reggiano, la carne e i carpacci – e il melograno (o la melagrana), un frutto indicato nelle diete ipocaloriche e vero toccasana per il sistema immunitario perché contiene vitamine A, C e del gruppo B e sali minerali come potassio e fosforo.

Un altro fattore che ha portato alla scelta dei tre alimenti è il modesto contenuto di rame contenuto in essi. Proprio il cattivo metabolismo di questo minerale, infatti, secondo gli esperti è tra le cause della malattia degenerativa, che nel nostro Paese oggi colpisce circa 800mila persone (dati International Alzheimer’s Disease Physicians Survey). Secondo Rosanna Squitti, ricercatrice del Fatebenefratelli, “Il rame non-ceruloplasminico (detto anche libero o tossico), che nasce da un alterato metabolismo del rame e che il nostro organismo non riesce ad eliminare, in alcune persone predisposte, è un fattore di rischio modificabile per la malattia di Alzheimer. Da uno studio, condotto in collaborazione col Policlinico Gemelli, è emerso come nei soggetti con livelli elevati di rame libero risulti triplicato il rischio di sviluppare malattia di Alzheimer”.

Una dieta corretta diventa, quindi, di fondamentale importanza per prevenire l’insorgere della patologia, unita naturalmente all’eliminazione di altri fattori di rischio modificabili, come inattività fisica, fumo, ipertensione, obesità nella mezza età, diabete. Tra i consigli dati dai ricercatori per l’alimentazione degli anziani, da seguire quotidianamente per mantenere la mente sveglia, non può mancare un’alimentazione ricca di frutta e verdura fresca, in particolare spinaci e altri vegetali a foglia larga, per assicurare all’organismo il giusto apporto di vitamina E, che protegge le membrane cellulari dall’ossidazione; l’assunzione di vitamina B12 – presente nella carne bianca e nel pesce come sgombro e salmone, ma che può essere assimilata anche sottoforma di integratori –, che aiuta a mantenere sane le cellule nervose; la riduzione di grassi saturi – oli vegetali, fritti, burro – e una costante e moderata attività sportiva.

BUONA E A CHILOMETRO ZERO, È LA FRUTTA URBANA

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frutta urbana

Tra le strade e i palazzi delle nostre città si nasconde un’autentica ricchezza che può giovare a noi e all’ambiente. Sono i frutteti urbani, alberi che, spontaneamente, grazie al clima mite della Penisola, ci regalano mele, limoni, arance, mandarini, nespole, ciliegie, fichi. Frutta sana e matura, a chilometro zero e buona da mangiare, che nella maggior parte dei casi non viene raccolta e finisce per marcire e cadere, creando problemi di manutenzione e, soprattutto, generando uno spreco di risorse che potrebbero essere, invece, “fruttuosamente” impiegate. Continua a leggere

LA MELAGRANA. QUANDO STORIA, MITO E BENESSERE SI INCONTRANO

L’albero a cui tendevi la pargoletta mano… “, in Italia se conosciamo bene la melagrana lo dobbiamo ad una poesia, Pianto antico di Giosuè Carducci, una tra le più note agli italiani. Poi, però, ne consumiamo poche di melagrane nonostante il nostro Paese ne sia un gran produttore. Simbolo di longevità ed abbondanza, conosciuta sin dall’ antichità, è un frutto dai mille effetti benefici.

Sommerlicher Salat mit Mango und Granatapfel

Ricca di vitamine (A, C e del gruppo B) e di sali minerali come potassio, fosforo, sodio e ferro, la melagrana rinforza il sistema immunitario. Per questo è consigliabile consumarne tante in questo periodo (novembre), anche più di una al giorno, perché i suoi principi attivi ci proteggono come un vaccino dai malanni da freddo. Il basso contenuto calorico (circa 63 calorie per 100 grammi di frutto) rende la melagrana molto consigliata ai soggetti che soffrono di diabete o che seguono una dieta dimagrante.

Negli ultimi anni si è rivalutato il suo uso in cucina e non solo come frutto. E’ sempre più presente nelle insalate, ma non meno come ingrediente in primi piatti tra cui il delizioso risotto alla melagrana, o impiegata nella preparazione di secondi di carne, anche bianca come il pollo.

Breakfast Of YogurtE per preparare gustosissimi dolci e biscotti oltre che di sciroppi, yogurt, cocktail, marmellate, gelatine e sorbetti. Il succo ottenuto dalla premitura dei semi di questa bacca è un toccasana perché esalta la presenza di potenti antiossidanti, più del vino rosso e del tè verde, che contrastano i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare, ma anche diverse malattie tra cui i tumori. Agirebbe inoltre da barriera contro le cellule cancerogene nel tumore alla prostrata come rivela uno studio recente dell’Università del Wisconsin, negli Stati Uniti. Le melagrane svolgono anche una funzione protettiva sul cuore e sulle arterie, grazie alla forte presenza di flavonoidi, che fanno abbassare la pressione sanguigna e consentono di mantenere l’elasticità dei vasi sanguigni e prevenire le patologie cardiovascolari.

Originario dell’Asia Minore (Persia ed Afghanistan) il melograno e i suoi frutti giunsero in Europa grazie ai mercanti Fenici. Il nome deriva da “mela” perché ne ricorda la forma e il colore e “grana” per la consistenza interna dei semi, molto simili al mais.

Raffigurata fin dal terzo millennio a.C. su numerose tombe egizie, è considerata da millenni il simbolo della fertilità. Protagonista di innumerevoli storie e leggende, si racconta che il succo della melagrana fosse il sangue del dio Dioniso e che proprio in suo onore, Afrodite, dea dell’amore, lo piantò sulla terra. Proserpina, figlia di Cerere e Zeus, rimase per sempre legata a Plutone, proprio grazie alla melagrana, che rendeva inseparabile l’unione matrimoniale. Nel mondo greco questa pianta era sacra a Giunone, moglie di Giove, e a Venere, mentre le spose romane erano solite intrecciare tra i capelli rami di melograno, simbolo di fertilità e ricchezza. Anche nella simbologia cristiana, il melograno rispecchia la fecondità, l’umiltà, l’unione tra i figli della Chiesa. Non a caso i pittori del XV e XVI secolo come Piero della Francesca e Donatello, disegnavano spesso una melagrana nella mano di Gesù Bambino, con il significato della vita donataci da Cristo.