Archivi tag: minestre

LE RICETTE REGIONALI CON LE FAVE FRESCHE PER PORTARE LA PRIMAVERA IN TAVOLA

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fave fresche sul tavolo di legnoNel Centro e nel Sud Italia, le fave fresche che si trovano al mercato dalla fine di marzo alle prime settimane di giugno sono protagoniste di saporite ricette della tradizione, nate secoli fa nelle case più umili, dove in passato questi legumi erano diffusissimi perché nutrienti ma soprattutto poco costosi. Quelle piccole e particolarmente tenere a Roma e a Napoli si mangiano crude – rispettivamente insieme al pecorino e alla ricotta salata –, nel periodo pasquale e nelle settimane successive, mentre le più grandi vengono utilizzate per preparare minestre, sfiziosi contorni o zuppe da gustare tiepide o fredde, abbinate con il pane abbrustolito. Continua a leggere

IL GUSTO INTENSO E LE VIRTÙ DELLA SALVIA, UN “FARMACO” NATURALE

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Salvia fresca

Immancabile in dispensa e oggi sempre più presente fresca, in pianticelle sui balconi, la Salvia assieme a Basilico, Prezzemolo e Rosmarino è tra le erbe aromatiche che caratterizzano la cucina italiana. Esaltata da Massimo Bottura che la utilizza in alcuni dei suoi piatti più famosi tra cui i classici tortelli al burro, in cui è presente sotto forma “aria di Salvia” ricavata da “due foglioline”, è la protagonista di famose ricette della tradizione come il fritto misto all’italiana, i saltimbocca alla romana o la salsa rubra del Piemonte. Continua a leggere

TUTTI I BENEFICI DEI LUPINI, UN LEGUME TRASCURATO IN CUCINA

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LupiniQuelli in salamoia sono da sempre protagonisti dell’aperitivo: bar e locali li servono insieme a patatine, olive e altri stuzzichini, per accompagnare cocktail e analcolici. E se nel Sud Italia è possibile trovarli nei chioschi e sulle bancarelle degli ambulanti, nelle sagre e nelle feste di paese, in cucina i lupini sono un po’ trascurati: come tutti i legumi, invece, si prestano a tante preparazioni e sono un autentico concentrato di virtù benefiche per l’organismo. Lo sapevano bene i nostri nonni, che per secoli ne hanno fatto uno degli alimenti alla base della loro alimentazione, mangiandoli con la pasta o il riso, come fagioli, ceci e cicerchie. Continua a leggere

LA SIGNORA DI CONCA CASALE, UN SALAME DAL RETROGUSTO AGRUMATO

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www.comune.concacasale.is.it

www.comune.concacasale.is.it

Conca Casale è un minuscolo borgo della provincia di Isernia, situato in una valle appenninica ai piedi del Monte Santa Croce e circondato dalle montagne. Un paesino che sembra fuori dal tempo, dove oggi vivono poco più di 200 persone che si dedicano all’agricoltura – in particolare alla coltivazione di lenticchie, ceci, fagioli, cicerchie e patate – e all’allevamento dei suini. Qui, da tempi lontanissimi, le famiglie producono la “Signora”, un grosso salame dalla forma di un alveare, dalla consistenza morbida e dal sapore intenso, dovuto alla conciatura della carne con pepe nero in grani, peperoncino rosso in polvere, semi di coriandolo e con il finocchietto selvatico raccolto direttamente dalle donne del posto, ai margini dei campi e delle strade. Al palato il prelibato salume presenta anche un leggero retrogusto agrumato – il budello utilizzato per insaccarlo, infatti, viene sciacquato nel succo di arancia e di limone –, che bilancia l’aroma prevalentemente piccante dato delle spezie. Continua a leggere

FAVE, FAGIOLI E CECI: I LEGUMI DEL GIORNO DEI MORTI

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Le zuppe con i ceci a Milano, Pavia e Genova, i fagioli con le cotiche a Cremona e a Lodi, le fave con lo stoccafisso nel savonese, oppure cucinate ‘a coniglio’ nel palermitano. In diverse parti d’Italia i legumi sono protagonisti della tavola del 2 novembre. Una consuetudine antichissima, quella di associare ceci e fave al mondo dei defunti, che era già presente in epoca greca e romana: le popolazioni ioniche, prima del VII secolo a.C., credevano che durante la festa delle Antesterie – chiamata così perché cadeva nel mese di Antesterione, tra febbraio e marzo –, celebrata in onore di Dioniso, i morti tornassero sulla terra. Per permettere ai loro cari di rifocillarsi prima di far ritorno nell’aldilà, le popolazioni del tempo preparavano grosse pentole di ceci, fave e fagioli. Continua a leggere

LA CARCHIOLA PODOLICA, DA PANE DEI POVERI A GOLOSO STREET FOOD

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Oggi è un goloso street food che i locali di Avigliano, borgo medievale della provincia di Potenza, propongono con le farciture più golose. Ma fino al secondo dopoguerra la Carchiola podolica, una focaccia non lievitata di farina di mais cotta sul camino, era considerata il “pane dei poveri”. Insieme ad altro celebre cibo di strada aviglianese, la Strazzata – una focaccia tonda con un buco al centro, ricavata da farina di grano tenero e semola di grano duro e farcita con prosciutto crudo e caciocavallo podolico – è uno dei simboli della cucina dell’intera Lucania. Continua a leggere

LE ZUPPE DI PRIMAVERA CON LE PRIMIZIE DI STAGIONE

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Con le fave fresche, i piselli o i fagioli, gli asparagi, i fagiolini o le zucchine. Chi ha detto che zuppe e minestre siano adatte soltanto all’inverno? Con l’arrivo della primavera l’orto ci offre legumi freschi e altre primizie, ideali per cucinare pietanze leggere da gustare tiepide o fredde. Continua a leggere

LA ZUPPA DI CASTAGNE, UN CLASSICO AUTUNNALE

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Zuppa di castagneEsistono piatti in grado di “rimetterci in pace con il mondo”, specialmente se gustati a cena, dopo un’intensa giornata di studio o lavoro. Le zuppe con le castagne sono uno di questi. Fumanti e buonissime, ideali nelle prime serate fredde dell’autunno, hanno un sapore particolare grazie alla dolcezza di questi frutti, che “ingentiliscono” anche il più importante degli ingredienti. Continua a leggere

LA VITA È PIÙ SANA CON UN PO’ DI PEPERONCINO

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Ci lu stommicu bonu ole cu staje cipuddhra e tiaulicchiu aje te manciare” (“Se lo stomaco bene vuole stare cipolla e peperoncino deve mangiare”). Quanta saggezza in questo vecchio proverbio salentino, che attribuiva al peperoncino rosso il “potere” di proteggere lo stomaco e il suo funzionamento! Oggi considerarlo un amico della nostra salute non è più soltanto una credenza popolare: numerosi studi negli ultimi anni gli hanno attribuito, infatti, proprietà antibatteriche, antiossidanti e – come evidenziato di recente dall’Università della California – analgesiche e antidolorifiche. Continua a leggere