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DA PRODOTTO POVERO A IMPERDIBILE SALUME DELLA TRADIZIONE: LA ‘NDUJA

shutterstock_284167160Nell’entroterra Calabro, in provincia di Vibo Valentia si trova un piccolo comune, Spilinga, conosciuto per la produzione di ‘nduja un salume spalmabile molto piccante. Un prodotto che è nato in questa cittadina e che inizialmente ne è stata l’unica produttrice, ma che nel tempo è diventato simbolo di tutta la regione.

È sicuramente un insaccato nato per sfruttare tutte le parti del maiale. Le più pregiate venivano utilizzate per essere vendute ai proprietari terrieri. Gli scarti, composti ad esempio da milza, stomaco, intestino, polmoni, esofago, cuore, trachea, parti grasse, si usavano per preparare questo particolare insaccato, insaporito poi da peperoni dolci e da una dose abbondante di piccantissimo peperoncino di Calabria, lasciato essiccare al sole durante l’estate.

shutterstock_341477093L’aspetto è piuttosto tozzo e, rispetto ai classici salami, ha una forma abbastanza schiacciata. La pasta rimane morbida anche in seguito alla stagionatura e al taglio si presenta di un colore rosso vivo proprio a causa del peperoncino. In commercio si trova anche una comoda versione in barattolo.

La ‘nduja è perfetta da assaporare spalmata sul pane tostato per una bruschetta, ottima per iniziare alla grande un pasto. È l’ideale anche per rendere davvero speciale un sugo al pomodoro o un ragù, sciogliendola nel soffritto o per accompagnare degli ottimi formaggi semi-stagionati. Da provare sicuramente, se si passa da queste parti, la pizza con questo prodotto tanto particolare. La ‘nduja è molto versatile, liberando la propria fantasia in cucina, sarà facilissimo trovare nuovi utilizzi e abbinamenti, capaci di dare grandi soddisfazioni al palato.

CON LA ‘NDUJA O ALLA TROPEANA, I FILEJA, LA PASTA DELLA CALABRIA

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www.med-food.it

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In Calabria dici “pasta” e pensi ai fileja. Punto. Simili ai fusilli della lunghezza di circa dieci centimetri – ricordano le trofie liguri, ma sono più corposi e grossi –, vengono lavorati soltanto con acqua tiepida, un pizzico di sale e semola di grano duro, che rispetto alla farina di grano dà alla pasta una maggiore corposità e la rende perfetta per amalgamarsi con i sostanziosi condimenti della cucina calabrese. Originari della provincia di Vibo Valentia, nel periodo estivo sono ottimi da gustare anche come base di paste e piatti freddi o in insalata. Si trovano praticamente ovunque nei menù dei ristorantini, delle tavole calde e delle gastronomie delle più note località turistiche come Tropea, Zambrone o Pizzo Calabro. Continua a leggere