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Caltabellotta

ITINERARI DI ARTE, NATURA E GUSTO “ALLA SCOPERTA DI UNA SICILIA” FUORI STAGIONE

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Selinunte_Parco archeologicoCaltabellotta_SiciliaSciacca

Passeggiare tra gli agrumeti del trapanese, assaggiando le Arance di Ribera appena raccolte dagli alberi; visitare il Museo del Gattopardo di Santa Margherita del Belice, città natale di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, e gustare le squisite olive di Nocellara in salamoia; o, ancora, rilassarsi alle terme di Sciacca e poi fermarsi nei ristorantini del litorale a mangiare la pasta con le sarde. Sono solo alcuni dei percorsi offerti dalla Valle del Belice, attraversata dal fiume omonimo, che bagna le province di Agrigento e Trapani: una delle zone più affascinanti della Sicilia Occidentale, in cui il ricchissimo patrimonio storico incontra luoghi di rara bellezza e prodotti enogastronomici di eccellenza. Continua a leggere

pesce spada alla messinese

PESCE SPADA “AGGHIOTTA”, LA RICETTA DELLO STRETTO

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pesce spada alla messinese’U piscispata agghiotta (“Pesce spada alla ghiotta”), è una delle ricette tradizionali regionali più famose che si contendono due regioni – e due città in particolare –, la Calabria con il suo capoluogo Reggio e la Sicilia con Messina, divise dallo Stretto, che è anche quella zona di mare dove la raccolta dello spada è una pratica che si tramanda da padre in figlio da tempi lontanissimi. Va cucinato con la ventresca, la parte della pancia più grassa e tenera, utilizzata pure per le “braciole” (involtini), condite con lo stesso profumato intingolo. Continua a leggere

olive anchovy pizza

LA PIZZA ALL’ACQUA DI MARE, SAPORITA E SENZA SALE

guglielmo vuolo_ dal sito aisnapoli.it

www.aisnapoli.it

Sapore di sale, sapore di mare. L’ultima novità nel mondo della pizza non poteva che arrivare da Napoli, grazie all’intuizione e alla ricerca innovativa del maestro pizzaiuolo Guglielmo Vuolo (in foto a sinistra) che recentemente ha presentato la pizza all’acqua di mare. Cinquemila le pizze sfornate in fase di sperimentazione per mettere a punto il nuovo impasto in cui alla farina e al lievito di birra si unisce l’acqua di mare opportunamente trattata, che consente di eliminare completamente il sale e il cloruro di sodio, tra i responsabili dell’ipertensione arteriosa.

Il risultato? Un impasto soffice e leggero, per una pizza più digeribile che oltre ad essere gustosa fa anche bene. L’innovazione nella lista degli ingredienti modifica anche la tecnica di lavorazione: l’assenza di sale aumenta infatti il tempo di lievitazione a temperatura ambiente, portandole dalle tradizionali sei-otto ad oltre venti.

Nuovo impasto, nuova tecnica, nuova pizza

Per esaltare le caratteristiche del nuovo impasto a base di acqua di mare, Guglielmo Vuolo ha ideato anche una nuova pizza: la Portulaca, dal nome di un’insalata tipica della Campania ma poco usata, che qui viene bagnata con l’acqua di mare e diventa la protagonista di un originale condimento dal sapore tutto mediterraneo: olive anchovy pizzapomodoro San Marzano essiccato al sole, alici di Cetara e olive nere.

Acqua di mare, sì, ma non una qualunque!  

I più scettici possono stare tranquilli:  quella usata nell’impasto è un’acqua microbiologicamente pura, ottenuta con una tecnica realizzata dalla società pugliese Steralmar di Bisceglie risultato di una sperimentazione in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

La pizza. Sempre uguale, sempre diversa

L’impasto con l’acqua di mare – che pare abbia già un precedente a Reggio Emilia, con il pizzaiolo Giovanni Mandara – non è la prima rivoluzione nel mondo dell’arte bianca.  Accanto alla pizza tradizionale napoletana e alle varianti di condimento, negli ultimi anni, profumate e fumanti hanno fatto la loro comparsa sulla tavola anche la pizza per vegetariani e per vegani, la pizza biologica, la pizza gourmet con i suoi spicchi di sapori diversi e quella fritta al carbone vegetale. Insomma, se la regina pizza invita ogni giorno a tavola la fantasia, la tradizione e la ricerca, a noi non resta che unirci a loro e gustare ogni portata, lasciandoci conquistare dai profumi, dai sapori e colori  che, anche senza tuffi in acqua di mare, sono un’immersione in un mondo buonissimo.

Focaccia barese

CON I POMODORINI, LE OLIVE O LE PATATE: LE FOCACCE DI PUGLIA

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Focaccia bareseOgni città ha la sua ricetta: con i pomodorini o le patate, con le olive o l’uvetta sultanina, la Puglia è terra di focacce! Passeggiando per Bari, Brindisi, Barletta è impossibile non lasciarsi tentare dall’inebriante profumo che arriva dalle panetterie locali, che le sfornano a tutte le ore, calde e fragranti, condite con gli ingredienti tipici del posto.

Famosa per le pucce, le tipiche pagnotte salentine croccanti fuori e soffici all’interno, e per i panzerotti, i piccoli calzoni ripieni di mozzarella, pomodoro e basilico, la bella regione ha una ricca tradizione anche in fatto di schiacciate. Continua a leggere

pain  23042015

IL PANE: IL VERO RE DELLA TAVOLA

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Il pane e il vero alimento italiano. Più della pasta. Nessuno ha il culto del pane come noi. Certo, i francesi, ma se fate un giro del mondo, non necessariamente in ottanta giorni, anche nel luogo più sperduto, gli unici che chiederanno, prima di tutto, il pane saremo noi. Continua a leggere

sardenaira

PIZZALANDREA, SARDENAIRA, MACCHETUSA: LA FOCACCIA LIGURE

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Una focaccia alta circa un centimetro, particolarmente soffice grazie alla presenza dell’olio extravergine nell’impasto, ricoperta da un saporito sughetto di pomodori, acciughe, capperi, cipolle, origano e olive taggiasche. Continua a leggere

fresh bread

GLI ITALIANI RISCOPRONO IL GUSTO DEL PANE FRESCO ARTIGIANALE

fresh breadComprare il pane fresco è una delle consuetudini che accomuna gli italiani assieme a poche altre. E’ un gesto che compie quotidianamente l’88% delle famiglie e fa dell’Italia il paese dei forni. Tanto che anche la Grande Distribuzione si è dovuta adeguare e oggi è raro non trovare in un super o mini market il pane fresco se non addirittura il forno che lo produce fresco, assieme ad altri prodotti, anche più volte al giorno. Il pane industriale rappresenta solo l’8,2% del mercato e quello congelato il 3,9%.

La riscoperta del gusto del pane fresco artigianale sta aiutando a riscoprire anche le produzioni tipiche locali e quelle storiche. Tuttavia di pane se ne consuma sempre meno. Nel 2014 il consumo pro-capite giornaliero è sceso a 85-90 grammi. 5 grammi in meno rispetto allo scorso anno e addirittura 100 grammi in meno rispetto a 4 anni fa. E per il 2015 si prevede un’ulteriore riduzione del 3%.

Oltre ai pani locali presso i forni, le panetterie e le boulangerie sono sempre più diffusi i pani speciali, farciti e aromatici come quelli con le olive o con il rosmarino, ai salumi o ai semi, come sesamo o zucca, all’olio o al finocchietto. E poi i pani preparati con la farina integrale o quelli prodotti con farine alternative come quella di farro, avena, segale. Varietà di pane ottime e capaci di rendere speciali spuntini e piatti veloci, come questo Sandwich integrale con tacchino arrosto Snello.

Se da un lato, nel mondo della panificazione, c’è una rivalutazione del prodotto fresco e locale dall’altra si consuma sempre meno pane perché è aumentata l’offerta di prodotti alternativi come i grissini, cracker, gallette, crostini e altri. In un’ottica di risparmio e di lotta allo spreco, i consumatori sembrano prediligere i pani di piccola pezzatura. Anche le previsioni per il 2015 registrano un’ulteriore riduzione (-3%). I dati sono stati presentati al Sigep 2015, il salone internazionale della gelateria, pasticceria e panificazione artigianale dall’Associazione Italiana Bakery Ingredients (Aibi), aderente ad Assitol, sulla base di una ricerca effettuata da Databank per conto di Aibi.

Anche se di pane se ne consuma sempre meno “non si è però perso l’interesse per un prodotto gustosoha affermato Palmino Poli, presidente di Aibi – al contrario, si cerca spesso il pane con proprietà nutrizionali superiori, nonostante la crisi“. Tutti questi elementi spiegano la dinamicità dei due segmenti in ascesa, il pane congelato (+0,8% nel 2014) ed i sostitutivi del pane (+0,9%). La pasticceria artigianale prodotta in panetteria vive un momento positivo: +1,2% lo scorso anno. A trainare il buon andamento delle vendite, sono i dolci per tutti i giorni, in primis le brioches (+8%).

nicola mattina

IL RISOTTO CON LA ZUCCA, LE NOCCIOLE E IL GELATO DI OLIVE NERE DI NICOLA MATTINA

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Vicino casa mia, da poco più di un anno, c’è un gelataio – Marco Radicioni – che ha scalato tutte le classifiche nazionali ed è considerato uno dei migliori artigiani d’Italia (e da molti, il migliore). Continua a leggere

tiella con pomodorini basilico e alici

FERDINANDO IV DI BORBONE E LA TIELLA DI GAETA

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“ La si mangia a quarti, senza l’aiuto delle posate. Non c’è gusto se non la si prende tra le dita. La prima verifica della riuscita si effettua sul requisito della compattezza. Continua a leggere

Aperitivo con gli amici

APERITIVO O HAPPY HOUR?

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Un calice di vino frizzante, un cocktail o un bitter, accompagnati da patatine, salatini, olive, pizzette, rusticini e tartine, finger food e piccoli “sfizi”, per stuzzicare l’appetito prima di cena o – più raramente – del pranzo.

In principio fu il Vermouth, poi venne il Negroni, nel 1932 il Campari soda lancia l’aperitivo per tutti e nel 1985 l’Amaro Ramazzotti consacra il ruolo sociale dell’aperitivo con la “Milano da bere”. Geniale la trovata del barista Julio Richelieu di aggiungere un’oliva a quello che poi sarebbe divenuto il Martini, un aperitivo inventato nel 1874 mixando 2/3 di Gin con 1/3 di Vermouth e una spruzzata di bitter all’arancia. Continua a leggere

Olive ascolane

IRRESISTIBILI OLIVE ASCOLANE

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Olive ascolane

Un’impanatura croccante che racchiude un ripieno morbido e goloso: le olive ascolane sono un autentico piacere per la vista e per il palato, oltre che un vanto della cucina marchigiana nel mondo. Continua a leggere

Capperi

CAPPERI, CHE DELIZIA!

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CapperiPiccoli ma ricchissimi di sapore, sono in grado di valorizzare numerose pietanze e di dare carattere ai piatti più semplici: i capperi – ovvero i boccioli, e non i frutti, della Capparis spinosa – sono un vanto della gastronomia italiana e sono impiegati in molteplici preparazioni, dalla pasta alla carne, dal pesce alle verdure. Continua a leggere