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L’EVOLUZIONE DEL PANINO

shutterstock_566999833Le origini del panino sono molto antiche, le prime testimonianze risalgono addirittura a 7000 anni fa, se consideriamo la tortilla un antenato del panino. Gli scavi nella Valle de Tehuacán, nello Stato di Puebla a est di Città del Messico lasciano intuire che fosse già diffusa nell’alimentazione delle civiltà precolombiane.

shutterstock_257288737A diffonderlo sono stati i Romani dai quali veniva chiamato panis ac perna termini che indicavano panini con prosciutto che veniva cotto nell’acqua di fichi secchi. Via Panisperna a Roma pare derivi proprio da questo, lì vicino  infatti c’è  la chiesa di San Lorenzo e qui sembra che le suore Clarisse distribuissero del cibo a chi ne avesse bisogno ogni anno il 10 agosto, una tradizione durata secoli.

Il nome sandwich invece pare si possa far risalire all’inglese John Montagu, quarto conte di Sandwich, accanito giocatore d’azzardo e pronto a saltare i pasti pur di non lasciare il tavolo da gioco, il quale un giorno ordinò ad un cameriere una fetta di carne in mezzo a due fette di pane tostato, proprio per poter mangiare senza smettere di giocare. L’idea piacque anche ai suoi amici che chiesero “lo stesso di Sandwich” e in breve si iniziò ad ordinare direttamente un sandwich.

shutterstock_1047653947Il panino con diverse forme e farciture è un alimento che fa parte della tradizione del mondo intero. La tortilla il burrito e il taco sono panini di origine maya e atzeca, la pita utilizzata in Turchia, Grecia, nei Balcani, in Israele e Palestina che racchiude solitamente carne come ad esempio il Doner Kebab o i souvlaki o i falafel, possono essere tutti considerati parenti dei panini o, in modo ancor più evidente, delle piadine romagnole.

Parlando della storia del panino non si può dimenticare l’hamburger nato in Germania, diventato famoso negli Stati Uniti e diffuso oggi in tutto il mondo. Una preparazione semplice, ma che può avere così tante varianti da non stancare mai!

Panini al salame

DIECI REGOLE PER IL PANINO PERFETTO

Panini al prossciutto cottoIl panino è il tipico pranzo frugale, un insieme di ingredienti assemblati per riempire lo stomaco vuoto e riprendere subito la propria il vita frenetica o il proprio lavoro. Può essere però anche un momento particolarmente goloso della giornata se si dedica il giusto tempo e cura nella preparazione.

Negli ultimi anni si sta diffondendo infatti la proposta di panini gourmet nei locali, ma non è così difficile replicarli anche in casa, migliorando nettamente e con poco sforzo il proprio pranzo o spuntino.

  • Prima di tutto è importante prendersi il proprio tempo, la fretta non è mai una buona consigliera. Pur essendo, come si diceva, un pranzo frugale, prendersi qualche minuto in più può fare davvero la differenza.
  • Naturalmente uno degli elementi più importanti per la realizzazione di un sandwich è la scelta del pane. Non dipende solo dai propri gusti personali, per un ottimo risultato è necessario anche tenere in considerazione quali saranno gli ingredienti che si utilizzeranno per farcire il panino. Se si intende utilizzare molti ingredienti umidi e liquidi, come formaggi molli e salse, meglio sceglie un pane dalla mollica compatta per evitare che un panino troppo morbido di inumidisca e diventi fastidiosamente molliccio.  Al contrario una farcitura croccante si abbina bene ad un pane morbido.
  • Panini al salameÈ anche importante lo spessore del pane, se è troppo alto si rischia di fare fatica ad addentarlo e che gli ingredienti all’interno sguscino fuori mentre lo si morde.
  • Mai farcire a caso, ma architettare e scegliere sempre con cura ingredienti i cui sapori si abbinino bene tra loro.
  • È di grande importanza la posizione degli ingredienti quelli dal sapore più deciso, come sott’aceti o olive, sono da dosare bene e da inserire al centro per evitare che coprano tutti gli altri sapori, con questo accorgimento invece si potrà percepirne i sapori in modo piacevolmente amalgamato. Le salse invece vanno messe a contatto con il pane.
  • Imburrare le due fette di pane significa renderle idrorepellenti ed evitare quindi che il pane assorba troppo le salse e diventi mollicio.
  • Per un panino perfetto si deve tenere in considerazione anche la temperatura degli ingredienti, è bene che sia uniforme, scaldare dunque il panino, se farcito con carne trita, formaggio, pollo appena cotto. Meglio scegliere la temperatura ambiente se si usano invece ingredienti freddi come formaggi spalmabili, salmone affumicato, gamberetti.
  • PaniniLa temperatura è importante anche quando di scelgono i salumi, il prosciutto cotto può essere servito caldo, il crudo invece non si deve mai scaldare troppo, si rischia di rovinarlo, lo stesso vale per la coppa e il salame. La porchetta invece può essere utilizzata per farcire panini che necessitino anche di lunghe permanenze sopra la griglia, magari per far sciogliere un ottimo formaggio.
  • Le verdure crude è meglio utilizzarle quando si intende consumare il panino dopo poco dalla preparazione, se invece si imbottisce in anticipo meglio evitarle, si appassirebbero e diventerebbero sgradevoli e non più piacevolmente croccanti.
  • Anche la confezione in cui lo si racchiude per portarlo al lavoro, o in borsa per una gita, ha grande importanza. Pellicola se si tratta di un panino morbido, con la quale avvolgerlo stretto soprattutto in caso di farcitura abbondante. Carta da forno o carta argentata per una chiusura meno compatta e per preservarne la fragranza quando si tratta di un panino croccante.
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STREET FOOD: LA TRADIZIONE GASTRONOMICA LOCALE SI METTE IN VIAGGIO

street food1Tempo d’estate, di serate con amici, di passeggiate all’aria aperta e di piccole concessioni al palato, tra voglie di dolce e di salato. È l’estate la stagione perfetta per lasciarsi sorprendere da sapori e profumi che ci vengono incontro per le strade dai piccoli locali di un lungomare o dal centro storico di una città. O, ancora,  da furgoncini e Apecar colorate delle cucine itineranti, che attraversano il Paese in lungo e in largo diffondendo le diverse tradizioni gastronomiche locali con il cibo da strada: pizza napoletana, arancini siciliani, lampredotto toscano, tigelle modenesi, panini con la milza siciliani e poi ancora dolci e birre artigianali e tanti altri piatti da scoprire. Pratici spuntini, piccole scoperte, grandi gioie per il palato a prezzi contenuti. Molte le occasioni per lasciarsi tentare dalla varietà di leccornie tipiche di ogni regione.

Lo “Streetfood village” dell’ Associazione Streetfood raggiungerà dal 26 al 28 giugno Vercelli,  Pescara (il 3, 4 e 5 luglio sul Lungomare Colombo) e Belluno, prima di arrivare a Rimini con il sole di agosto. Differente l’itinerario di altri food trucks provenienti da tutta Italia che dal 10 al 12 luglio saranno nel bellissimo Castello di Bardi (Parma) per proporre un’ampia offerta di cibo da strada, tra cui arrosticini di pecora abruzzese, tigelle, pittule salentine, polpette, pizze fritte, fish and chips all’italiana, farinata di ceci, dolci napoletani, le immancabili birre e gelati artigianali.

Dall’8 al 12 luglio lo street food trova spazio  anche nella manifestazione dedicata alla pallacanestro “Basket in the street” a Salerno. Nell’area food venti stand di prodotti locali e provenienti da altre regioni, e ospiti gli  esperti di cibo da strada, come l’ex rugbista Chef Rubio.

Dal 23 al 26 luglio, lo street food tenterà abitanti e turisti di Trapani, nell’antica piazza del Mercato del pesce per la settima edizione di “Stragusto”, una ghiotta occasione per assaporare le migliori ricette della cucina mediterranea italiana e non solo. Tra i must della cucina siciliana, non mancherà u pani ca’ meusa, il pane con la milza, in uso già nel Medioevo. Famosa, oggi, la ricetta dello street food chef Antonio Buffa di Palermo, detto Nino ‘U Ballerino, che da pochi giorni ha ottenuto il riconoscimento anche dalla guida Gambero Rosso per l’edizione 2016.

Cibo da strada anche in versione vegana:  ricette speciali per la terza edizione del Festival Vegano a Novara, dal 3 al 5 luglio, nel Parco dell’Alea e in piazza Puccini , con spettacoli di teatro di strada e musica dal vivo.

 

Lunch box

LA PAUSA PRANZO DEGLI ITALIANI? LEGGERA, HOME MADE E SOSTENIBILE

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Lunch boxPanini e tramezzini con farciture ipercaloriche, tranci di pizza mangiati in piedi e in maniera frettolosa, pietanze da tavola calda? No, grazie. Per la pausa pranzo, gli italiani si scoprono attenti alla leggerezza e al risparmio. Continua a leggere

Avocado

AVOCADO, IL FRUTTO ESOTICO CHE PROTEGGE IL CUORE

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AvocadoSempre più spesso fa capolino sui banchi di frutta del supermercato, tra arance, mele, mandarini e altri prodotti ‘di casa nostra’. Sconosciuto nella Penisola fino a non molti anni fa, l’avocado sta conquistando le tavole del Belpaese e un numero crescente di italiani, che lo aggiungono a insalate o si cimentano con la preparazione di piatti esotici. Continua a leggere

Porchetta

LA PORCHETTA, DA CIBO DEI “SIGNORI” A STREET FOOD

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PorchettaLa porca, la porca! Ciavemo la porchetta signori! La bella porca de l’Ariccia co un bosco de rosmarino in de la panza! Co le patatine de staggione!… Carne fina e delicata, pe li signori proprio! Assaggiatela e proverete, v’oo dico io, sore spose: carne fina e saporita!…”. Continua a leggere

Mortadella

LA MORTADELLA, IL TERZO SALUME PIÙ CONSUMATO IN ITALIA

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MortadellaDici Mortadella e pensi a Bologna. E così è in tutto il mondo, dove il nome della città è utilizzato come sinonimo del prelibato salume. Per molti, tanti, italiani è legata ai ricordi d’infanzia, quando un panino con la mortadella era il massimo per la merenda. Rigorosamente affettata da una Van Berkel, tra gli anni ’70 e ’80 costava al più 100 lire: alla portata di tutti. Oggi per averlo ci vogliono almeno 2,50 euro. Continua a leggere

Picnic al mare

I CIBI PREFERITI DAGLI ITALIANI SOTTO L’OMBRELLONE

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Picnic al mareGli italiani in spiaggia preferiscono tenersi leggeri. È finito il tempo di improvvisati picnic e frittatone di pasta, immortalate in decine di film negli ultimi 50 anni. Il classico panino, insalatone o i più recenti piatti unici hanno sostituito primi e secondi in vaschette, schiscette e thermos. Sono cambiati gusti e abitudini.

Break veloci e nutrienti per poter continuare a nuotare, fare sport sulla sabbia e giochi d’acqua: si scelgono sempre di più pietanze facilmente digeribili, in grado di saziare senza appesantire, e preferibilmente a base di verdura e ortaggi di stagione. La tendenza di consumare il pranzo al sacco è però tornata di “gran moda”, come conferma una recente indagine di Coldiretti/Ixe sulle “Vacanze made in Italy nel piatto”: il 48% degli italiani al mare porta il pranzo da casa, concedendosi solo caffè e gelato al bar dello stabilimento balneare. Continua a leggere

Sandwich with spleen

CELIBE O MARITATO, ” ‘U PANI CA MEUSA PALERMITANO”

Ciò che in genere “si butta via” può diventare il succulento protagonista dello street food di casa nostra. Accade così nella tradizione indiscussa ed esclusiva di Palermo, che tra bancarelle e storiche botteghe ci invita ad assaggiare ‘U pani câ meusa, (pane con la milza), uno storico panino di origine medievale. Continua a leggere

Group of multinational people eating pizza during the break in football match

I CIBI “SANI” PER GUSTARE I MONDIALI IN TV

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Group of multinational people eating pizza during the break in football matchCi siamo, mancano davvero poche ore al fischio di inizio del match che aprirà ufficialmente i Mondiali di Calcio 2014. Milioni gli italiani che saranno letteralmente inchiodati al divano a seguire in tv minuto per minuto  le imprese degli Azzurri. Continua a leggere

Aperitivo con gli amici

APERITIVO O HAPPY HOUR?

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Un calice di vino frizzante, un cocktail o un bitter, accompagnati da patatine, salatini, olive, pizzette, rusticini e tartine, finger food e piccoli “sfizi”, per stuzzicare l’appetito prima di cena o – più raramente – del pranzo.

In principio fu il Vermouth, poi venne il Negroni, nel 1932 il Campari soda lancia l’aperitivo per tutti e nel 1985 l’Amaro Ramazzotti consacra il ruolo sociale dell’aperitivo con la “Milano da bere”. Geniale la trovata del barista Julio Richelieu di aggiungere un’oliva a quello che poi sarebbe divenuto il Martini, un aperitivo inventato nel 1874 mixando 2/3 di Gin con 1/3 di Vermouth e una spruzzata di bitter all’arancia. Continua a leggere

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I WURSTEL, NON SOLO HOTDOG

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wurstelIn Germania cucinati con il curry rappresentano il piatto nazionale, tanto che i piatti di CurryWurst venduti ogni anno sono circa 800 milioni. Nel nostro Paese non sono così diffusi ma il loro consumo è in costante crescita negli ultimi anni e nel 2013 ha raggiunto le 69.200 tonnellate prodotte (+3% rispetto al 2012, fonte Assica). Continua a leggere

Mondiali di Calcio_cibo

I CIBI “SANI” PER GUSTARE I MONDIALI IN TV

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Mondiali di Calcio_ciboMancano esattamente due mesi all’inizio dei Mondiali di Calcio, la competizione sportiva più attesa, seguita non soltanto da appassionati e intenditori. Dal 12 giugno al 13 luglio saranno numerosi gli italiani che, per seguire le performance degli Azzurri in Brasile, sposteranno pranzo o cena dalla tavola al divano, chiamando all’appello amici o parenti con i quali condividere non solo “gioie e dolori” sportivi, ma pure piatti sfiziosi che creano subito un’atmosfera di festa e allegria. Continua a leggere

Panini

I 10 PIATTI PIÙ DIFFUSI CON IL PROSCIUTTO COTTO

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Dopo il pomodoro e il formaggio (compresa la mozzarella), il prosciutto cotto è senza dubbio l’ingrediente più utilizzato in cucina e, dunque, più presente nell’alimentazione quotidiana. L’antropologo alimentare Giovanni Ballarini lo identifica come il “camaleonte della cucina” per la sua capacità, come il noto rettile, di adattarsi alle più diverse preparazioni, da un semplice toast, che per una delle più note catene di fast food è tra i prodotti più venduti, a paste e timballi, risotti, frittate e involtini, fino a raffinati piatti gourmet. Continua a leggere

Torrijas. French toast. Pain perduGli americani, ma anche gli inglesi non se lo fanno mai mancare a colazione. Il pane passato nell’uovo e fritto è un classico. Un tempo consumato prevalentemente la domenica e nei giorni di festa, come racconta Charles Bukowski nel suo Panino al prosciutto, oggi è immancabile nelle case come nei bar delle principali catene di caffetterie e fast food.

Assieme ai pancake è il protagonista della colazione americana da secoli. Come questi ultimi è molto apprezzato con lo sciroppo d’acero così come con marmellate e salse, dolci e salate, ma è anche usato come companatico di salsicce, fagioli e le stesse uova con pancetta.

Bukowski in Panino al prosciutto, attraverso la storia dell’adolescente ribelle Henry Chinaski, tra racconto e realtà, ripercorre di fatto la propria storia. La classica colazione americana è legata ai ricordi della nonna di Henry, Emily.La prima cosa che ricordo di aver sentito dalla bocca della nonna è: «Vi seppellirò tutti !». Lo disse per la prima volta proprio mentre stavamo cominciando a mangiare, e da allora glielo sentii ripetere un sacco di volte, sempre prima di mangiare. Mangiare sembrava molto importante. Mangiavamo purea di patate con il sugo, specialmente la domenica. Mangiavamo anche roast beef, wurstel coi crauti, piselli, rabarbaro, carote, spinaci, fagiolini, pollo, spaghetti con le polpette, a volte mescolati con ravioli: c’erano cipolle bollite, asparagi, e la domenica anche la crostata di fragole con il gelato di crema. A colazione mangiavamo pane inzuppato nell’uovo e fritto, e salsicce, oppure frittelle con uova e pancetta. E c’era sempre il caffè”.

Pubblicato nel 1982, Ham on rye (il titolo originale dell’opera) chiude il ciclo in cui Bukowski ha raccontato la propria vita sotto lo pseudonimo di Henry Chinaski.

Il pane inzuppato nell’uovo e fritto è una ricetta internazionale, molto diffusa anche in Francia e in Italia come in tanti altri Paesi del mondo, tra cui il Messico. Ma non si mangia a colazione se non nei Paesi anglosassoni. In Italia, ad esempio, è una ricetta che le nostre nonne utilizzavano per riciclare o meglio non gettare il pane raffermo o gli avanzi di uova sbattute impiegate per altri usi in cucina, come le cotolette, i crocchè e le arancine.

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Sono i grammi di pane consumati mediamente in un giorno da ogni italiano

 

 

 

 

 

 

 

 

CiabattaUna fetta a pasto o un piccolo panino. Gli italiani mangiano sempre meno pane. Secondo una recente ricerca della Coldiretti, “Il pane quotidiano nel tempo delle rinunce”, è uno degli effetti più importanti della crisi sui consumi.

Molti nutrizionisti, invece, sostengono che si tratta di un cambiamento delle abitudini alimentari dovuto a diversi fattori: la varietà del menù, la presenza e la disponibilità di diversi tipi di snack e prodotti da forno a base di farine, come grissini, cracker o schiacciatine. Fatto sta che rispetto agli 83 kg annui di qualche decennio fa, quando, nel 1980, ogni italiano consumava mediamente 230 grammi di pane al giorno, oggi se ne mangia quasi il 60% in meno.

Il consumo di pane è sceso sempre di più negli anni. Nel 1990 ogni italiano ne mangia 197 grammi al giorno, nel 2000 si arriva a 180 grammi, nel 2007 a 145, nel 2010 la quantità si attesta a 120 grammi e nel 2012 crolla a 106, fino a scendere sotto i 100 nel 2013.

Eppure il principe degli alimenti è un elemento fondamentale del menù quotidiano. Ancel Keys, l’inventore della Dieta Mediterranea, consigliava addirittura “un elevato consumo di pane”.

È vero che sempre più frequentemente durante la giornata il pane lo si mangia anche sotto altre forme: un tramezzino, un toast o un club sandwich, ma è anche vero che in passato molto più di oggi accompagnava se non tutti i pasti almeno secondi e contorni.

Anche il rito del fornaio sta scomparendo e sempre più persone si “accontentano” del pane che si trova nell’ipermercato, supermercato o mini market sotto casa aggiungendolo al carrello della spesa. Se appena trent’anni fa passare dal fornaio, infatti, era un’abitudine quotidiana, oggi solo il 37% degli italiani acquista pane quotidianamente, il 16% ogni due giorni, il 22% due volte a settimana e l’11% una volta. Abitudine che sarebbe bene recuperare.