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RICETTE E CONSIGLI PER PATATE AL FORNO INDIMENTICABILI!

shutterstock_392821807Le patate al forno sono indubbiamente uno dei contorni più amati da grandi e piccoli, ma prepararle in modo impeccabile non è scontato. Ci sono però un po’ di trucchi che si possono seguire per essere sicuri di ottenere un risultato finale davvero goloso!

Sono un tubero importato in Europa dal Sudamerica nel XVI secolo. Non hanno riscosso fin da subito un grande successo sulle cucine del vecchio continente a causa di una certa diffidenza nei loro confronti dovuta al fatto che crescono sotto terra e per questo si pensava che  fossero portatrici di malattie. In Italia furono i monsu, i cuochi dei Borboni che iniziarono a preparare piatti sontuosi utilizzandole come ingrediente principale , grazie a loro, in poco tempo iniziarono ad essere apprezzate ed utilizzate da tutti i ceti.

Per preparare delle patate al forno perfette è importante:

  • Utilizzare patate non farinose. Le migliori di solito sono le patate gialle.
  • Evitare le patate vecchie. Anche in questo caso si rischia che siano diventate farinose, in cottura dunque potrebbero rompersi appiccicarsi e non dorarsi al meglio.
  • Prima di metterle nella teglia per cuocerle è necessario far perdere loro un po’ di amido. È questa la causa principale di patate appiccicose e non croccanti. Per riuscire ad eliminarlo si possono mettere in una bacinella di acqua fredda per almeno mezz’ora prima di cuocerle, oppure farle bollire per pochissimi minuti prima di passarle in forno.
  • shutterstock_367257002Per essere sicuri che alla fine della cottura risultino davvero saporite, non siate parchi con il condimento e soprattutto fate in modo che si distribuisca uniformemente su tutte le patate. Per ottenere questo risultato, l’ideale è utilizzare le proprie mani per girarle.
  • Per ottenere una cottura a regola d’arte è importante scegliere la giusta teglia. Le patate per cuocersi bene devono essere distese e non troppo ammassate.
  • Spesso per insaporirle si usa il rosmarino che però si brucia sempre, per questo è meglio toglierlo dopo circa 10-15 minuti di cottura, in modo che le patate prendano tutto l’aroma, ma evitando i rimasugli secchi e bruciati.
  • Per renderle ancora più saporite e croccanti si possono cospargere anche con del pan grattato al momento del condimento. Il risultato è squisito!
  • Il suggerimento del famoso chef inglese Jaime Olivier per renderle più croccanti consiste nello schiacciare le patate dopo circa 30 minuti di cottura in forno. in questo modo aumenterà la superficie a contatto con la teglia e diventeranno più croccanti.
  • Per dorare al meglio le vostre patate al forno, alzate la temperatura negli ultimi 10 minuti di cottura.
  • Se volete ottenere un sapore un po’ speziato, aggiungete un po’ di paprika dolce, non ve ne pentirete!
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CARNE E VERZA CON ABBONDANTE FONTINA: LA GOLOSITÀ DELLA SOÇA DI COGNE

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La primavera si avvicina, ma il clima freddo e piovoso ci invita a gustare ancora piatti caldi e sostanziosi, per ritemprare il corpo dopo una giornata di lavoro o di studio. Come la Soça, un pasticcio di carne di vitello e verza che arriva della Valle d’Aosta, dove, per affrontare le rigide temperature delle Alpi, in passato con gli ingredienti dell’orto le massaie ideavano ricette davvero succulente. È una pietanza contadina originaria di Cogne, incantevole borgo alle pendici del Gran Paradiso, che negli anni si è diffusa nel resto della regione, diventando una delle principali specialità dei ristoranti valdostani, assieme alla Carbonade, uno spezzatino di bovino cotto con vino rosso e spezie, alla fonduta e alla Micoouola, un pane dolce con uvetta, castagne e fichi secchi. Continua a leggere

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SFOGLIA CROCCANTE E RIPIENO MORBIDO: IL BRIK, LO STREET FOOD TUNISINO

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Brik_street food TunisiaCamminando tra le strade di Tunisi, Hammamet, Mahdia e delle altre città della Tunisia, val la pena fermarsi in uno dei caratteristici chioschi locali per assaggiare i brik, deliziosi fagottini che vengono fritti davanti agli occhi dei clienti e mangiati rigorosamente in piedi, quando sono ancora fumanti. Hanno la forma un triangolo, di un rotolo o di un piccolo rettangolo e sono composti da un sottilissimo involucro di pasta non lievitata – fatta con farina, semola di grano duro, acqua e cotta su piastre roventi o in padella senza condimenti –, farcita con ripieni diversi. Il più diffuso è a base di patate lesse e schiacciate, tonno sott’olio, capperi, prezzemolo e un uovo intero, che durante la frittura deve rimanere morbido e leggermente crudo, così il tuorlo, fuoriuscendo al primo morso, crea un piacevole contrasto con la sfoglia esterna croccante. Continua a leggere

Thanksgiving turkey

DA OLTRE 150 ANNI È IL PROTAGONISTA DEL PRANZO DEL RINGRAZIAMENTO: IL TACCHINO RIPIENO

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Giovedì 26 novembre è il Giorno del Ringraziamento, la festa americana per eccellenza. E, come tradizione da oltre 150 anni, sulla tavola delle famiglie riunite per l’occasione il piatto forte sarà il classico tacchino ripieno. Farcito generosamente e cotto al forno, è il protagonista assoluto del ricco pranzo del Thanksgiving Day, tanto che la festa tra gli americani è soprannominata scherzosamente Turkey Day, ‘Giorno del tacchino’. Continua a leggere

Brodo brustolà

IL BRODO “ABBRUSTOLITO” DEL FRIULI

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Brodo brustolàBrodo brustolà (“abbrustolito”) a Trieste, brut brusàt (“bruciato”) a Pordenone: sono i nomi di un’antica ricetta della cucina friulana, nata secoli fa nel triestino e diffusa nell’intera regione, fino all’Istria e ai borghi di montagna della Carnia. Una “vellutata ottenuta con un iniziale soffritto color nocciola di burro e farina, allungato con brodo o acqua, arricchito fuori dal fuoco con uova sbattute, aromatizzato con cumino e maggiorana e servito come una zuppa su fette di pane tostato cosparse di formaggio grattugiato”: così lo descrive Monica Cesari Sartoni, nel volume Mangia italiano. Guida alle specialità regionali italiane (2005). Più che di un brodo vero e proprio, quindi, si tratta di una cremosa salsa realizzata con un procedimento simile a quello della besciamella. Continua a leggere

8 sfondo viola

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8 sfondo biancoSono le specialità italiane che nel 2015 hanno ricevuto il marchio DOP o IGP

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Finocchiona Toscana, la Focaccia di Recco col formaggio, la Cipolla Bianca di Margherita di Savoia, la Patata Rossa di Colfiorito e quella Novella di Galatina. E ancora, il Pecorino delle Balze Volterrane, il Salame Piemonte e il Silter bresciano. Cresce la famiglia delle eccellenze italiane tutelate dall’Unione Europea: nel 2015 otto specialità della nostra Penisola hanno ricevuto il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) o DOP (Denominazione di Origine Protetta), che riconosce il profondo legame che le unisce al territorio di provenienza e al tempo stesso le protegge dai numerosi tentativi di contraffazione. Continua a leggere

salama da sugo di ferrara

MORBIDA E DAL GUSTO INTENSO, LA SALAMA DA SUGO DI FERRARA

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I ferraresi alla Salama non rinunciano neanche d’estate. Il più classico dei salumi invernali, anche perché molto calorico, consumato generalmente appena esce dall’acqua bollente, nei territori estensi nel periodo più caldo dell’anno si gusta, appena raffreddato, col melone o con i fichi, due accoppiamenti storici (e poveri) che oggi sono diventati gourmet. Continua a leggere

Gnocchi di susine

GLI GNOCCHI DI SUSINE, UN DOLCE PRIMO PIATTO DELLA CUCINA FRIULANA

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Gnocchi di susineA fine estate nelle trattorie e nelle case friulane compaiono gli gnochi de susini, grossi e morbidissimi gnocchi di patate farciti con un ripieno di prugne fresche, zucchero e un pizzico di cannella, che dà loro un profumo intenso. Conditi con una delicata salsina di pangrattato rosolato nel burro fuso, nonostante il sapore dolce non vengono serviti soltanto come dessert ma anche come primo piatto, accanto alle altre sostanziose specialità regionali, per esempio il frico, una frittata fatta con i formaggi di Malga e Latteria prodotti sulle Alpi Carniche, e la mesta, una tenerissima polenta di farina di mais e segale, cotta con burro, latte e ricotta affumicata. Continua a leggere

Polpo alla catalana

IL POLPO “ALLA CATALANA”: UNA SPECIALITÀ SARDA

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Una ricetta fresca e profumatissima, che ci porta sulle coste nordoccidentali della Sardegna, ad Alghero (Sassari), splendida località di mare che ogni estate è frequentata da numerosi turisti italiani e stranieri. Il Polpo alla Catalana è una specialità isolana che racchiude i colori e i sapori della stagione calda: un’insalata a base di polpo lesso, peperoni a crudo, pomodorini pachino, cipolle di Tropea, carote e basilico, che viene condita con una salsina di olio extravergine d’oliva, prezzemolo, sale e pepe. Sebbene non abbia origini spagnole, l’influsso dei catalani – che dominarono la città per oltre 400 anni – in questa pietanza è evidente nell’impiego dei peperoni, utilizzati di frequente nella cucina iberica, che accompagnano il polipo, tra gli ingredienti privilegiati della gastronomia sarda.   Continua a leggere

Focaccia barese

CON I POMODORINI, LE OLIVE O LE PATATE: LE FOCACCE DI PUGLIA

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Focaccia bareseOgni città ha la sua ricetta: con i pomodorini o le patate, con le olive o l’uvetta sultanina, la Puglia è terra di focacce! Passeggiando per Bari, Brindisi, Barletta è impossibile non lasciarsi tentare dall’inebriante profumo che arriva dalle panetterie locali, che le sfornano a tutte le ore, calde e fragranti, condite con gli ingredienti tipici del posto.

Famosa per le pucce, le tipiche pagnotte salentine croccanti fuori e soffici all’interno, e per i panzerotti, i piccoli calzoni ripieni di mozzarella, pomodoro e basilico, la bella regione ha una ricca tradizione anche in fatto di schiacciate. Continua a leggere

Curcuma

UNA SPEZIA CONTRO L’ALZHEIMER: LA CURCUMA

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Tra le spezie che troviamo sugli scaffali del supermercato da qualche tempo ce n’è una in più: la curcuma. Fino a non molti anni fa venduta esclusivamente dai negozi di cibi orientali, oggi si trova ovunque, conservata in barattoli di vetro o in bustina, pronta dare un tocco esotico a piatti di carne, pesce o verdura, oltre che a tingerli di un bel color giallo carico. Continua a leggere

angela frenda

I CROCCHÈ DI PATATE DI ANGELA FRENDA

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Crocchè di patate

Se chiudo gli occhi e voglio ricordare mia nonna Angela, la vedo sorridente con il grembiule infarinato e le mani in una ciotola di impasto di crocchè”. Ad Angela Frenda piace ricordare così la nonna da cui ha appreso l’arte della cucina. Giornalista economica, ha trasformato la sua passione per la cucina in un lavoro diventando la food editor del Corriere della Sera. Grazie a lei e alle sue ricette, ma anche al suo modo di raccontare la cucina e il cibo, le pagine food del giornale di via Solferino sono oggi tra le più seguite e apprezate. E il suo blog tra i più seguiti. “Ho imparato da mia nonna Angela come friggere un crocchè senza spaccarlo. E da mia nonna Olga che ci possono essere parole non dette anche in una pasta al forno con le polpettine. La cucina resta il mio luogo segreto, dove (forse) mi vengono le idee migliori. Amo il tè alla mandorla e zenzero, le ciliegie, la brioche rustica, la giardiniera e la pasta alla genovese (anche non in quest’ordine)”. Continua a leggere

Panadas sarde

LE IMPANADAS, LO STREET FOOD DELLA SARDEGNA

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Panadas sardeLa panada è tra le più succulente specialità della cucina sarda. Una tortina al forno farcita con carne d’agnello tagliata a pezzi, cotta con un battuto di lardo, aglio, prezzemolo, sale e pepe. Un delizioso street food che oggi è molto diffuso nella versione con carne di vitello e maiale. Continua a leggere

Insalata e uovo sodo

LE UOVA AMPLIFICANO L’EFFETTO BENEFICO DEGLI ORTAGGI

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Insalata e uovo sodoLattuga e pomodorini, patate e fagiolini, oppure peperoni e cetrioli: fresche insalate che con l’aggiunta delle uova sode si trasformano in piatti unici ideali sulla tavola della primavera e dell’estate. Forse non tutti sanno però, che l’uovo, oltre a rendere più sostanziosi questi semplici piatti, ha anche un’altra proprietà, quella di “amplificare” l’effetto benefico degli ortaggi. Continua a leggere

Crocchette di patate

UN CAPOLAVORO DELLO STREET FOOD: IL CROCCHÈ DI PATATE

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Le friggitorie che punteggiano il centro storico di Napoli, tra Via dei Tribunali e Via San Biagio dei Librai, li vendono caldissimi ad ogni ora, all’interno del ‘cuoppo’ di carta che racchiude altre golosità come zeppole di ‘pasta cresciuta’, ‘scagliuzzielli’ (tocchetti di polenta fritti), palle di riso e frittatine di pasta. Ma i crocchè di patate, autentico capolavoro dello street food, non sono più una specialità esclusivamente partenopea. Continua a leggere

Sale eccesso

GLI ITALIANI CONSUMANO TROPPO SALE, IL DOPPIO RISPETTO A QUANTO CONSIGLIATO DALL’OMS

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Sale eccessoL’insalata, l’acqua di cottura della pasta, le patate fritte o al forno, le uova sode e il pesce conditi generosamente, e poi sughi molto sapidi, dadi da brodo, insaccati. Gli italiani a tavola fanno un uso eccessivo di sale. È quanto emerso da un progetto di ricerca del “Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie” (Ccm) del Ministero della Salute, che ha presentato i risultati a Roma il 12 marzo scorso, in occasione della Giornata Mondiale del Rene. Continua a leggere

Pollo al forno

POLLO A CENA PER “DORMIRE SONNI TRANQUILLI”

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Pollo al fornoAllo spiedo, al forno con le patate, saltato in padella con zucchine e peperoni, grigliato, al latte, alle mandorle: il pollo è tra gli alimenti più consumati dagli italiani, che lo cucinano in tantissimi modi, anche più volte a settimana, come testimonia una ricerca di Unaitalia, l’Unione nazionale delle filiere agroalimentari delle carni e delle uova. In molte case della Penisola diventa il protagonista del pasto serale, scelto soprattutto per la sua leggerezza e versatilità. Continua a leggere

Mimosa cake

FESTA DELLA DONNA: IL MENÙ ISPIRATO ALLA MIMOSA

Se la torta Mimosa è il piatto più rappresentativo che si prepara per la Festa della donna, negli anni la creatività di barman, chef e pasticcieri ha dato vita a tante altre portate e bevande create per menù a tema. E ogni anno l’offerta si allarga sempre di più. Ma gli ingredienti di base sono sempre gli stessi: lo Zafferano, innanzitutto, il tuorlo dell’uovo sodo, il Pan di Spagna, il mais, i Limoni e l’Ananas. Continua a leggere

Rafanata

LA RAFANATA, UNA SPECIALITÀ DEL CARNEVALE LUCANO

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RafanataHa l’aspetto di una semplice frittata, dall’interno bianco e morbido e dalla superficie dorata e invitante, ma sin dal primo morso rivela il suo carattere vivace e pungente. La rafanata è una specialità che arriva dalla Basilicata, terra dai sapori intensi e importanti: una sorta di pasticcio, cotto in forno, a base di uova sbattute, patate lesse schiacciate, mollica di pane sbriciolata e pecorino grattugiato in quantità generose.

Ciò che la rende unica è il rafano, una radice dal gusto fortemente aromatico coltivata nell’entroterra montuoso della Lucania e raccolta durante il periodo di Carnevale, grattugiata a crudo e impiegata per arricchire i già sostanziosi primi piatti locali, come gli strascinati al sugo di agnello e i ferretti con ragù misto di maiale e vitello. Continua a leggere

topinambur

TOPINAMBUR, IL CARCIOFO DI GERUSALEMME

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Appartiene alla famiglia dei girasoli, ha il sapore di un carciofo e l’aspetto dello zenzero, ma è considerato un tubero perché cresce sottoterra, come le patate. È il topinambur, una radice dalle diverse “identità” che fa la sua comparsa al mercato nel periodo invernale. Continua a leggere

vellutata di carote e patate

LA VELLUTATA, IMMANCABILE SULLE TAVOLE INVERNALI

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vellutata di carote e patateCon gli ortaggi, il pollo, i legumi, le vellutate sono protagoniste della tavola invernale. Perfette per la stagione fredda, quando si ha voglia di gustare piatti caldi e corroboranti, piacciono agli adulti per il loro gusto delicatissimo, ma anche ai bambini per la consistenza cremosa. Molte mamme, infatti, le adottano come escamotage per ‘mascherare’ lenticchie, fagioli, cavolfiori e renderli appetibili agli occhi dei più piccoli. Vanno servite con crostini di pane – magari riciclando pagnotte e sfilatini un po’ raffermi – scaldati in padella o leggermente tostati nel forno, per un tocco croccante. Continua a leggere

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IL PANE DI PATATE DELLA GARFAGNANA

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Una grossa pagnotta che raggiunge i due chili di peso, dalla superficie dorata e dall’interno morbidissimo e poroso, che rimane soffice a lungo. Arriva dalla Toscana il pane di patate, un’antica specialità della Garfagnana, terra rinomata soprattutto per il miele (di acacia, di millefiori, di castagno), il farro e la pregiata farina di neccio o castagne. Fa parte anche della tradizione gastronomica della vicina Valle del Serchio, nella provincia di Lucca. Continua a leggere

minestra di carciofi

LE ZUPPE DI CARCIOFI PER DEPURARSI CON GUSTO

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minestra di carciofiDopo le feste, terminati pranzi e cenoni a base di tortellini, paste ripiene, fritti e ricchi secondi di carne, è tempo di riprendere una dieta più sana ed equilibrata. L’organismo ha bisogno di smaltire tossine e calorie – accumulate durante settimane di eccessi – con piatti leggeri e salutari, ma al tempo stesso gustosi, per non rendere troppo ‘duro’ il ritorno alla normalità. Continua a leggere

Potato gateau.

IL GATEAU DI PATATE

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Potato gateau.E’ tra i piatti unici preferiti dagli italiani, tanto da essere diventato immancabile nei menù di ristoranti, tavole calde e gastronomie e finanche nei banchi frigo dei supermercati, dove si trova porzionato. Continua a leggere

Italian food ingredients

MEDITERRANEA: LA DIETA POPOLARE

Da qualche tempo è diventata una delle tendenze gourmet internazionali, che ha conquistato anche gli chef stellati. Ma la Dieta Mediterranea è, da sempre, un regime alimentare popolare, fatto di cibi e pietanze alla portata di tutti, facilmente reperibili in tutti i Paesi del Mediterraneo: cereali, olio d’oliva, frutta, ortaggi e verdure, latticini, pesce. Continua a leggere

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LA PUCCIA CON LE OLIVE, IL PANE DEL SALENTO

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Piccole e fragranti pagnotte, fuori dorate e croccanti ma dentro soffici e porose. Le pucce sono tra i simboli della gastronomia salentina: originarie del leccese, sono diffuse anche in diversi comuni della provincia di Taranto, con innumerevoli – e gustosissime – varianti. È sufficiente entrare in una qualsiasi panetteria della zona per trovarsi di fronte alle profumate pagnottelle appena sfornate, vendute tra i tanti tipi di pane del Salento, tra cui il garganico, dalle dimensioni imponenti che raggiungono i 10-12 chili, e quello di Laterna (Taranto), di origini medievali. Continua a leggere

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ARCA DEL GUSTO, LA BIODIVERSITÀ IN SCENA AL SALONE DI TORINO

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Il peperone quadrato della Motta, una minuscola frazione di Costigliole d’Asti, in Piemonte, il Casu Marzu sardo, una piccante varietà di pecorino prodotto nei caseifici del nuorese, il profumato e grosso Limone dell’isola di Procida (Campania). E poi specialità che arrivano da terre lontane, come il tè delle foreste di montagna Pu’er dalla Cina, il sale nero di Boke, in Etiopia, e il casabe, un pane ecuadoregno che si ricava dalla manioca (un tubero che cresce nella Foresta Amazzonica) grattugiata e che somiglia a una tortilla schiacciata. Continua a leggere

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RITORNO A SCUOLA. 10 CONSIGLI PER L’ALIMENTAZIONE DEI NOSTRI BAMBINI

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Frutta e verdura di stagione presentate in maniera stuzzicante, lettura delle etichette, porzioni non troppo abbondanti e, soprattutto, una “rigorosa” pianificazione dei pasti. Sono i semplici consigli che la Food and Drug Administration (FDA), l’ente governativo USA per gli alimenti e i medicinali, dà alle mamme e ai papà in vista dell’imminente rientro a scuola dei piccoli. Continua a leggere

ciaudedda (2)

COME DA TRADIZIONE: LA CIAUDEDDA LUCANA

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Foto: andantecongusto.it

Carciofi, patate e fave condite tradizionalmente con il lardo, questi gli ingredienti della Ciaudedda, un antico contorno lucano che accompagna da sempre piatti di carne o pesce.

Molto apprezzata anche come zuppa, d’estate, fredda, può diventare una genuina insalata. Per prepararla si possono utilizzare le fave essiccate, messe a spugnare in acqua dalla sera precedente, o quelle precotte.

Il nome deriva da “cialdella”, la fetta di pane arrostito che, secondo la tradizione, accompagnava il piatto, ben condito con olio, oggi l’ottimo extra-vergine di oliva prodotto nel Vulture, Bassa Val d’Agri e Bassa Collina Materana. E’ proprio l’olio il vero segreto di una buona “ciaudedda” perché diviene l’ingrediente che, assieme al pane, fa da legante con gli altri. L’altro segreto perché sia “doc” è cucinarla nella tipica pentola di coccio, caratteristica della Lucania come delle altre regioni del Sud e servirla nei piccoli tegami sempre di coccio.

Un tempo veniva usato come colazione nei mesi freddi per permettere ai contadini di andare a lavorare nei campi sazi. E nulla poteva riscaldare meglio di un piatto di verdure, magari accompagnato da un bel po’ di peperoncino, protagonista della dieta povera contadina, chiamato in questo territorio in almeno tre modi, diavulicchiu, frangisello, cerasella.

Questo delizioso insieme di verdure stufate, che a seconda della stagione, puo’ vedere l’utilizzo anche di peperoni o melanzane, prevede una preparazione semplice e veloce, che ci riporta alle origini della cucina Lucana e della sua popolazione, che ha dovuto adattarsi ad una terra non certo ricca di risorse naturali.
Alla base della gastronomia locale infatti ci sono l’allevamento e l’agricoltura, influenzata dalle tradizioni campane, pugliesi e calabresi. I cibi sono genuini, hanno un sapore antico, come quello deciso delle fave e della pancetta nella Ciaudedda, che è rimasto quasi immutato nel tempo.

Tutti gli ingredienti di questo piatto ricco ed altamente proteico, grazie all’abbinamento carciofi-fave, sono presi dalla piccola gamma di prodotti locali, sapientemente combinati, in un trionfo di verdure e legumi, protagonisti della gastronomia lucana, dal sapore intenso.

 

 

[vc_text_separator title=”La ricetta” title_align=”separator_align_left” width=”1/1″ el_position=”first last”]

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Ingredienti

6 carciofi
4 cipolle
150 gr. pancetta
600 gr. patate
Sale, pepe
1,5 Kg di fave
olio d’oliva

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Preparazione

Pulire i carciofi e tagliarli in 4 spicchi, sgranare le fave e privarle della pellicina che le ricopre, pelare e affettare le patate e le cipolle. Far soffriggere le cipolle con la pancetta tritata e 4 cucchiai di olio, aggiungere le verdure rimaste, salare e pepare, coprire il recipiente e cuocere a fiamma moderata bagnando, se occorre, con poca acqua calda. Quando le verdure saranno morbide spegnere il fuoco e servire ben calda.

 

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Pomodori al forno ripieni di riso

I POMODORI COL RISO, UN CLASSICO DELLA CUCINA LAZIALE

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Pomodori al forno ripieni di risoUna ricetta “essenziale” ma saporita, perfetta per la stagione calda, quando si ha voglia di cibi freschi e sfiziosi, che non richiedano troppa fatica ai fornelli. I pomodori col riso sono una specialità della cucina del Lazio da gustare come leggero piatto unico. La ricetta originale prevede, infatti, l’aggiunta delle patate, che rendono la pietanza più sostanziosa e completa, ideale per una cena d’estate. Nei ristoranti sono invece serviti spesso come antipasto, senza le patate. Continua a leggere

Itinerari in bici

TASTE & BIKE, PEDALANDO TRA LE SPECIALITÀ DELLA PUGLIA

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Itinerari in biciAssaggia e pedala. O meglio, assapora “lentamente” le tante specialità enogastronomiche della Puglia e scopri i suoi angoli più nascosti a bordo di una bici, fermandoti spesso lungo il tragitto e godendo di tutta la bellezza del viaggio.

Rappresenta un invito ad un turismo slow ed ecosostenibile Taste & Bike, iniziativa della Regione Puglia che, attraverso speciali “itinerari del gusto in bicicletta”, intende valorizzare le zone rurali di questa terra, spesso ignote a quanti scelgono di trascorrere qui le proprie vacanze. Continua a leggere

mondiali brasile2014_cibo

#BRAZIL2014, FOOD & FOOTBALL

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mondiali brasile2014_ciboI Mondiali di Calcio, che saranno seguiti in tv da milioni di persone, non rappresentano solo un importante appuntamento sportivo ma anche culturale e gastronomico, perché attraverso le trasmissioni legate allo sport si parla anche di cibo, sia locale che quello consumato dagli sportivi. Il nostro Ministero delle Politiche agricole in collaborazione con la Figc ha addirittura promosso una campagna sui prodotti alimentari italiani. Continua a leggere

casiraghi paleari - Copia

L’INSALATA DI FAGIOLINI E PATATE AL BASILICO DI RICCARDO CASIRAGHI & STEFANO PALEARI

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Ingredienti per 2 persone:

4 patate medie
200 g di fagiolini
15-20 foglie di basilico
1/2 spicchio D’aglio
15 g di pinoli
olio extravergine d’oliva
sale, pepe

[/vc_column_text] [vc_column_text width=”2/3″ el_position=”last”]

Preparazione

Lava, sbuccia e taglia a dadini le patate. Lava i fagiolini tagliandone le estremità. Cuoci le verdure in acqua salata bollente per 8-10 minuti in modo che siano tenere ma ancora al dente. Fai raffreddare. Continua a leggere

Fritto misto

FRITTELLE, PANZEROTTI & CO. AD ASCOLI VA IN SCENA IL FRITTO ALL’ITALIANA

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fritto misto_logoMangiarlo o non mangiarlo, questo è il dilemma! Parafrasando Shakespeare, nel dubbio, gli italiani preferiscono mangiarlo, nei modi più diversi, tanto che tra i piatti immancabili nelle diverse tradizioni regionali, nei ristoranti del Belpaese e nelle gastronomie, ci sono il fritto misto e il fritto di pesce. Un crocchè di patate, un’arancina di riso, olive all’ascolana, ciliegine di mozzarella o mozzarella in carrozza e qualche verdura in pastella come zucchine, melanzane, carciofi o cavoli per il primo. Anche nella versione mignon. Alici o la cosiddetta “paranza” per il secondo. Continua a leggere

Zucchine con fiori

LE TANTE FACCE DELLA ZUCCHINA

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Zucchine ripieneStufate, al forno, fritte, “alla scapece”, “alla parmigiana”, ripiene, lesse o in insalata. Cotte o anche crude le zucchine – dopo pomodori e patate – sono tra gli ortaggi preferiti dagli italiani. Continua a leggere

Frico con le patate

NEL FRICO FRIULANO IL SAPORE DEI PASCOLI D’ALPEGGIO

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Una ricetta che ci porta tra i paesaggi incontaminati delle Alpi Carniche, nel Friuli Venezia Giulia, in un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato e le giornate sono scandite dai ritmi della natura. Il frico è un piatto semplicissimo, una sorta di frittata di formaggio, Continua a leggere

Gnocchi

DOMENICA… GNOCCHI!

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gnocchi fatti in casaSono un classico primo delle feste, spesso protagonisti del pranzo domenicale. Eppure in passato gli gnocchi erano consumati il giovedì, come recita il celebre detto romano, ripreso dal menù che le osterie della Capitale proponevano ai loro clienti: Continua a leggere

nutrimi patate

LA PATATA DEL FUCINO SI AGGIUDICA L’IGP

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patata fucino igpLa numerosa famiglia delle eccellenze gastronomiche italiane ha un nuovo membro. È la Patata del Fucino, che a gennaio 2014 ha ottenuto il marchio di Indicazione Geografica Protetta dall’Unione Europea. Continua a leggere

87 invertito

87Ogni italiano, in media, consuma circa 87 kg di patate l’anno, contro i 102 kg degli inglesi e i 113 dei bielorussi, a fronte di una media mondiale di 31 kg l’anno

 

 

 

 

 

 

 

Se quella fritta rappresenta la gran parte del consumo, nelle preferenze degli italiani seguono le patate preparate al forno o bollite, generalmente utilizzate per le insalate, e il purè. Il consumo di patate, diversamente da ciò che si possa pensare, anche guardando all’importanza della patata nella tradizione alimentare italiana, avviene principalmente fuori casa: nella ristorazione, dove è uno dei contorni più richiesti, nel food service (mense, ospedali, ristorazione collettiva) ma anche nelle paninoteche, dove, appunto, viene servita fritta. Con 11 milioni di tonnellate l’anno proprio le patatine fritte detengono il primato del consumo mondiale di patate.

In Italia si producono 17 milioni di quintali di patate di cui 1,8 sono destinati alla trasformazione industriale; di questi ultimi 600mila quintali diventano chips (le patatine fritte confezionate) mentre 1,1 milioni di quintali stick (dati Assopa). Una curiosità: quelle fritte, nel 93% dei casi, sono conservate surgelate. Solo di recente alcuni ristoranti e hamburgherie hanno ricominciato a servirle preparate al momento, sia in chips che stick.

Patate fritte

“È meglio utilizzare patate fresche piuttosto che surgelate – afferma il Prof. Raffaele Sacchi dell’Università Federico II di Napoli –. I consumatori, però, preferiscono sempre di più i prodotti surgelati. Il prodotto dovrebbe essere consumato appena fritto. Vale sempre l’antico suggerimento napoletano del frijendo mangiando e sarebbe indicato passare sempre il fritto nella carta assorbente – il famoso coppo napoletano ha una funzione ben precisa”.

Diversamente da come si pensava in passato, quando addirittura furono ipotizzate malattie derivanti dall’eccessivo uso di patate, soprattutto durante e dopo le guerre, oggi la patata è considerata un toccasana per l’alimentazione. Consigliata nelle diete, soprattutto se lessa, con il suo modesto apporto energetico, pari a 85 chilocalorie, ed un contenuto in grassi particolarmente basso (1%) è senza dubbio da preferire ad altri alimenti. Peraltro questo tubero è ricco di sostanze nutritive. Con i suoi 570 mg per 100 grammi di prodotto, ad esempio, costituisce una delle più importanti fonti di potassio per l’organismo umano. Per il modesto contenuto in fibra grezza, inoltre, è facilmente assimilabile e, quindi, particolarmente indicato nella dieta di bambini ed anziani.

Per gli appassionati del genere dall’1 al 6 ottobre la città di Bologna con PATATA in BO, la Settimana Nazionale della Patata, diventa palcoscenico dell’unico festival italiano del famoso tubero con appuntamenti volti a coinvolgere tutta la filiera, dai produttori ai consumatori finali, passando per la ristorazione d’eccellenza.