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BAMBINI: IL CIBO “FAST” RALLENTA IL RENDIMENTO SCOLASTICO

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bambino mangia al fast foodHot dog, patatine fritte, hamburger, snack confezionati che contengono additivi e conservanti, bibite gassate: lo junk food non è responsabile soltanto dell’aumento dell’obesità infantile, ma influisce negativamente anche sul rendimento dei più piccoli sui banchi di scuola. Continua a leggere

I WURSTEL, NON SOLO HOTDOG

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wurstelIn Germania cucinati con il curry rappresentano il piatto nazionale, tanto che i piatti di CurryWurst venduti ogni anno sono circa 800 milioni. Nel nostro Paese non sono così diffusi ma il loro consumo è in costante crescita negli ultimi anni e nel 2013 ha raggiunto le 69.200 tonnellate prodotte (+3% rispetto al 2012, fonte Assica). Continua a leggere

87Ogni italiano, in media, consuma circa 87 kg di patate l’anno, contro i 102 kg degli inglesi e i 113 dei bielorussi, a fronte di una media mondiale di 31 kg l’anno

 

 

 

 

 

 

 

Se quella fritta rappresenta la gran parte del consumo, nelle preferenze degli italiani seguono le patate preparate al forno o bollite, generalmente utilizzate per le insalate, e il purè. Il consumo di patate, diversamente da ciò che si possa pensare, anche guardando all’importanza della patata nella tradizione alimentare italiana, avviene principalmente fuori casa: nella ristorazione, dove è uno dei contorni più richiesti, nel food service (mense, ospedali, ristorazione collettiva) ma anche nelle paninoteche, dove, appunto, viene servita fritta. Con 11 milioni di tonnellate l’anno proprio le patatine fritte detengono il primato del consumo mondiale di patate.

In Italia si producono 17 milioni di quintali di patate di cui 1,8 sono destinati alla trasformazione industriale; di questi ultimi 600mila quintali diventano chips (le patatine fritte confezionate) mentre 1,1 milioni di quintali stick (dati Assopa). Una curiosità: quelle fritte, nel 93% dei casi, sono conservate surgelate. Solo di recente alcuni ristoranti e hamburgherie hanno ricominciato a servirle preparate al momento, sia in chips che stick.

Patate fritte

“È meglio utilizzare patate fresche piuttosto che surgelate – afferma il Prof. Raffaele Sacchi dell’Università Federico II di Napoli –. I consumatori, però, preferiscono sempre di più i prodotti surgelati. Il prodotto dovrebbe essere consumato appena fritto. Vale sempre l’antico suggerimento napoletano del frijendo mangiando e sarebbe indicato passare sempre il fritto nella carta assorbente – il famoso coppo napoletano ha una funzione ben precisa”.

Diversamente da come si pensava in passato, quando addirittura furono ipotizzate malattie derivanti dall’eccessivo uso di patate, soprattutto durante e dopo le guerre, oggi la patata è considerata un toccasana per l’alimentazione. Consigliata nelle diete, soprattutto se lessa, con il suo modesto apporto energetico, pari a 85 chilocalorie, ed un contenuto in grassi particolarmente basso (1%) è senza dubbio da preferire ad altri alimenti. Peraltro questo tubero è ricco di sostanze nutritive. Con i suoi 570 mg per 100 grammi di prodotto, ad esempio, costituisce una delle più importanti fonti di potassio per l’organismo umano. Per il modesto contenuto in fibra grezza, inoltre, è facilmente assimilabile e, quindi, particolarmente indicato nella dieta di bambini ed anziani.

Per gli appassionati del genere dall’1 al 6 ottobre la città di Bologna con PATATA in BO, la Settimana Nazionale della Patata, diventa palcoscenico dell’unico festival italiano del famoso tubero con appuntamenti volti a coinvolgere tutta la filiera, dai produttori ai consumatori finali, passando per la ristorazione d’eccellenza.