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verdure ripiene

VERDURE RIPIENE, BONTÀ ESTIVE

verdure ripieneL’estate è il periodo ideale per fare scorpacciate di verdure ripiene. Una preparazione tipica di quasi tutte le regioni italiane, seppur con qualche variante.

In Piemonte ad esempio è usanza consumare cipolle ripiene di vitella macinata, salsicce e funghi, in Liguria le verdure solitamente si farciscono con mollica di pane e prescinsêua, un formaggio che ricorda la ricotta, ma dal sapore più acidulo. funghi ripieniIn Emilia-Romagna si usa farcire i funghi con pane raffermo, sugo d’arrosto e uova, in Umbria invece i Sedani Neri di Trevi con carne di maiale e cotti nel pomodoro. In Campania si chiamano ‘mbuttunate e in Puglia barchette. In Sicilia si farciscono i carciofi con caciocavallo e salsiccia, le melanzane invece si utilizzano per avvolgere il ripieno di formaggio, acciughe e capperi e vengono poi impanate e fritte.

Questo è quello che suggerisce la tradizione, in realtà però spesso la fantasia, gli avanzi nel frigo, i gusti personali e le tradizioni personali creano le ricette migliori. Si possono anche farcire verdure crude, nei giorni più caldi, per esempio i pomodorini sono ottimi con formaggio spalmabile, mousse di prosciutto cotto o anche di tonno oppure i peperoni possono contenere un’insalata greca con feta olive cipolle e capperi.

Perché il risultato finale sia davvero buono, vietato usare verdure un po’ vecchie e rintanate nell’angolo del frigo, è una pratica diffusa questa, ma il gusto ne risente. Come in ogni preparazione la qualità e freschezza degli ingredienti fa la differenza.

pomodori ripieniÈ importante anche scegliere verdure di dimensioni simili per non avere problemi con la cottura.
Per evitare di lessarle durante la tradizionale cottura in forno, bisogna far perdere l’acqua alle verdure, così da arrostirle e ottenere un risultato finale decisamente più saporito. Dopo averle scavate dunque, è consigliabile salarle e capovolgerle, anche la polpa scavata va salata e messa a sgocciolare in un colino.

Bisogna poi trovare il giusto equilibrio per il ripieno, se troppo, in cottura potrebbe gonfiarsi e fuoriuscire, se troppo poco si perderebbe in golosità.

Il riposo infine permetterà agli ingredienti di amalgamarsi e di portare in tavola un piatto indimenticabile, ma è bene ricordarsi di non servirle mai fredde da frigo. La temperatura ambiente permetterà di assaporarne appieno gusti, profumi e aromi.

piadina cotto e formaggio

LA PIADINA ROMAGNOLA IGP


piadina cotto e formaggioLa piadina è una preparazione tipica dell’Emilia Romagna e ha ottenuto il marchio IGP il 24 ottobre 2014, da allora per poter definire la propria una “vera” piadina è necessario che la preparazione segua precise regole.

Gli ingredienti sono pochi e semplici: farina di grano duro di tipo 0, strutto o olio d’oliva, acqua e agenti lievitanti.

Si può trovare in due diverse varianti: la classica, compatta, rigida, friabile e spessa. Con macchie ambrate di cottura di piccole dimensioni sulla superficie con una distribuzione omogenea. Caratterizzata da un diametro da 15 a 25 centimetri, uno spessore da 4 a 8 millimetri.

piadina crudo e mozzarellaLa Riminese invece è morbida, sottile con vesciche di cottura di grandi dimensioni sulla superficie, con una distribuzione non omogenea, dal diametro da 23 a 30 centimetri e spessore fino a 3 millimetri.

In entrambi i casi è vietata l’aggiunta di conservanti, aromi e/o altri additivi.

Le origini della piadina sono molto antiche, si trovano riferimenti a preparazioni molto simili anche nell’Eneide di Virgilio e, in generale, durante tutta l’epoca romana. Durante il Medioevo gli abitanti della Romagna la preparavano con i cereali poveri per non incorrere nella tassazione che subiva il grano – e quindi il pane – da parte dei proprietari terrieri.

piadina cotto funghi e brieGiovanni Pascoli amava la piadina, la mangiava preparata dalla sorella Maria, fu lui a coniare il termine piada italianizzando il dialetto piè.

Nel secondo dopoguerra, la Piadina Romagnola si diffuse sia nelle campagne sia nelle città e, da surrogato del pane, iniziò ad essere considerata una golosa alternativa, un piatto vero e proprio da gustare con la farcitura che si preferisce.

Prosciutto crudo, squacquerone e rucola è la farcitura della tradizione, ma con fantasia si può preparare ogni giorno in modo diverso per non stancarsi mai. È ottima anche con Prosciutto cotto brie e funghi, o dal sapore affumicato con scamorza e speck, o anche coppa verdure grigliate e caprino. Da provare anche in versione dolce, con marmellata o crema di cioccolata, banana e mandorle.

Pizza Margheriita

CONSIGLI PER PREPARARE UN’OTTIMA PIZZA ANCHE A CASA

Pizza Margheriita

 

Amata da tutti, grandi e piccoli, famosa in tutto il mondo e divenuta anche patrimonio dell’UnescoLa pizza è un piatto completo e goloso da gustare nelle pizzerie più buone, ma non così facile da preparare a casa. Innanzitutto il forno al legna fa sempre la differenza  se si vuole ottenere una cottura davvero perfetta e un sapore inconfondibile. Questa quasi inevitabile differenza  rende più difficile la preparazione casalinga, ma seguendo i giusti accorgimenti è possibile riuscire a cucinare delle pizze speciali anche a casa.  

 

 

 

  • Attenzione all’acqua che si utilizza. L’ideale è un’acqua mediamente dura, se nella propria casa fosse però molto dolce o troppo dura, meglio preferire l’acqua minerale in bottiglia.
  • impastare pizzaPer ottenere una pizza facilmente digeribile, meglio diminuire la quantità di lievito utilizzato, mai superare gli 8-10 g per 1 kilo di farina. È poi importante riservare il giusto tempo alla lievitazione, che deve essere lunga per riuscire a portare in tavola una pizza davvero soffice e digeribile.
  • Meglio ancora scegliere come base per l’impasto una farina forte, da 270 a 350 W, perfetta per i lievitati soprattutto quelli che necessitano di una importante quantità di acqua come la pizza.
  • Chi vuole aggiungere sapore all’impasto può sostituire circa il 20% alla farina bianca con un’altra farina, ad esempio integrale o ai cereali.
  • Anche la manualità ricopre un ruolo molto importante nella preparazione di una pizza. È necessario dunque lavorare gli ingredienti energicamente perché si amalgamino bene e per evitare i grumi, infine è preferibile stenderla con le mani e non con il mattarello. Naturalmente è necessaria anche po’ di esperienza che si può raggiungere dopo un po’ di esperimenti.
  • Prosciutto e funghiLa cottura in forno elettrico di casa è più lunga rispetto a quella nel forno a legna, per questo è preferibile cuocere l’impasto già condito con olio e pomodoro per i primo 5-6 minuti in seguito aggiungere la mozzarella e infornare nuovamente fino al completamento della cottura.
  • Il momento della farcitura è quello più creativo. Si possono provare quelle più tradizionali come prosciutto e funghi, ortolana, speck e brie o lanciarsi in abbinamenti più originali come ricotta e salame, stracchino e mortadella.

Piccoli e semplici accorgimenti da provare a mettere in pratica per gustare un’ottima pizza anche a casa propria.

Uova alla Benedict e bacon

LE INCERTE ORIGINI DELLE UOVA ALLA BENEDICT

Uova alla benedict asparagi e crudoLe uova alla Benedict sono un piatto solo apparentemente semplice da preparare e che solitamente si mangia la mattina per una colazione abbondante. Un tipico brunch newyorkese, un piatto da provare assolutamente se si visita la Grande Mela.

Si tratta di un muffin diviso a metà e tostato con una fetta di prosciutto o bacon arrostito e un uovo in camicia, il tutto insaporito da una squisita salsa olandese.

Le origini sono incerte, probabilmente si devono a Lemuel Benedict un broker di Wall Street che, nel 1894, per smaltire una sbornia in seguito ad una notte brava chiese al Waldorf Hotel  un «buttered toast, poached eggs, crisp bacon and a hooker of hollandaise». La ricetta piacque così tanto a Oscar Tschirky, il maitre dell’hotel, che decise di inserirlo nel menù.

Uova alla benedict con prosciuttoSecondo altre testimonianze la ricetta potrebbe essere legata al Delomonico’s Restaurant di proprietà della signora Legrande Benedict, la quale, stanca del solito menù chiese che le venisse preparata una colazione nuova e il risultato piacque così tanto allo chef Charles Ranhofer che lo inserì nel suo libro di ricette del 1894.

Una coppia di Edimburgo Mr & Mrs Benedict invece, ingaggiò addirittura uno studio legale di Londra per diffidare chiunque dall’utilizzo dei diritti commerciali, editoriali, pubblicitari e letterari delle “Eggs Benedict” perché sostenevano di poter dimostrarne proprietà intellettuale alla propria famiglia facendone risalire la paternità fin dal 1794.

Uova alla Benedict e baconAnche l’Artusi aveva inserito la ricetta nel suo famosissimo La scienza in cucina e l’arte ci mangiare bene:  “Scocciatele quando l’acqua bolle e fatele cadere da poca altezza .
Quando la chiara è ben rappresa quando la chiara è ben rappresa e il torno non è più tremolante, levatele con la mestola forata e conditele con sale, pepe, cacio e burro.
Se volete una salsa può servire quella di pomodoro, la salsa verde oppure una appositamente fatta che comporrete disfacendo un’acciuga nel burro caldo e aggiungendovi capperi spremuti dall’aceto e alquanto tritati; ma questa salsa non è per tutti gli stomachi.
Ho veduto servirle anche sopra uno strato, alto quanto un dito, di puré di patate, oppure sopra spinaci rifatti al burro”.  

Non è una ricetta così semplice da realizzare perché per preparare un buon uovo in camicia serve un po’ di manualità e pratica in cucina, ma è sicuramente un piatto perfetto per le lente mattine di vacanza, magari da gustare a letto.

prosciutto roll

SUSHI, UNA TRADIZIONE DAL GIAPPONE ALL’ITALIA

zucchine e salame rollSi dice che il sushi sia stato portato in Giappone dai monaci buddhisti tornati dalla Cina nel VII secolo. È un piatto tipico a base di riso al quale vengono abbinati pesce, alghe, vegetali e uova. Il ripieno dei rotolini tipici del sushi possono essere crudi, cotti o marinati. Prima del sushi come lo conosciamo noi si preparava un piatto simile il pesce crudo a strati alternandolo al sale e al riso, tenuto pressato e lasciato a fermentare per mesi, un tipo di sushi chiamato narezushi preparato e ancora apprezzato nella zona di Tokyo.

sushi dolceDiventare uno chef di sushi è un percorso lungo e faticoso per i primi due anni l’apprendista può solo guardare il proprio Maestro detto Shokunin e si occupa esclusivamente di lavare i piatti e pulire i pavimenti. Solo in seguito imparerà a cuocere il riso e dopo ben quattro anni avrà modo di imparare l’arte del taglio del pesce e finalmente della composizione del sushi. In origine era un mestiere vietato alle donne perché si riteneva avessero una temperature delle mani più alta e per questo potessero rovinare il pesce manipolandolo.

La cucina giapponese negli ultimi anni è diventata una consuetudine anche dalle nostre parti, la cura estetica dei piatti in stile nipponico si adatta bene anche a preparazioni con ingredienti italiani come ad esempio i salumi o addirittura preparazioni dolci, spesso sono ricette semplici, veloci e di grande effetto.

Ricetta Sushi crèpes roll 

Ingredienti sushi crepes roll

3 uova

250 g di farina 00

½ l di latte intero

15 pomodorini

10 fette di prosciutto cotto

250 g di formaggio spalmabile

150 g di rucola

Burro Q.b.

Preparazione

Unisci le uova e il latte e mescola con cura. Aggiungi la farina un po’ alla volta facendo attenzione che non si formino grumi. Copri la ciotola con la pellicola trasparente e lascia riposare almeno 30 minuti in frigorifero, intanto taglia i pomodorini a metà. Scalda la padella e ungila con un po’ di burro, versa un mestolo di impasto necessario a ricoprire la superficie della padella e cuoci da entrambi i lati. Taglia le crepes a strisce, farciscile con un po’ di formaggio la rucola e il prosciutto tagliato a strisce della stessa misura. Adagia su un lato mezzo pomodorino e arrotola con cura. Fissa il tuo sushi roll con uno stecchino per impedire che si apra.

 

Tavolo Natale

LE TRADIZIONI DI NATALE NEL MONDO

Tavolo NataleIl giorno di Natale è vicino e nelle nostre case si prepareranno e serviranno i tipici piatti della tradizione natalizia. Salumi italiani, pasta ripiena o al forno, lesso e tanti, tanti dolci nei prossimi giorni saranno serviti in abbondanza nelle case delle famiglie italiane. Ma Natale è una festività che si festeggia in tutto il mondo attorno ad un tavolo con le persone a cui si vuole più bene. Tanti sono i piatti tipici del periodo natalizio, preparati per festeggiare in famiglia.

La tradizione inglese non prevede festeggiamenti per la vigilia, i bimbi però appendono le proprie calze che verranno poi riempite da Babbo Natale e gustano il Mince Pie, una tortina di pasta frolla o sfoglia e ripiena di frutta secca, spezie e liquore. Il 25 dopo aver aperto i regali si pranza in famiglia con il tacchino arrosto e come dolci si serve il Christmas cake e il Christmas Pudding, un dolce morbido e molto speziato composto da 13 ingredienti che simboleggiano Gesù e i suoi discepoli e per preparare il quale è importante che ogni componente della famiglia mescoli l’impasto rigorosamente in senso antiorario. Due dolci immancabili così come lo sono il pandoro e il panettone da noi.Mince Pie Qui però il Natale non finisce con il pranzo, non può mancare il tradizionalissimo afternoon the, che in questa occasione viene servito alle 18.00 con dolcetti vari tra cui il Mince Pie della vigilia.  Un dolce che si trova anche nella tradizione statunitense qui però viene posizionato vicino al camino per dare modo anche a Babbo Natale di assaggiarlo.

In Francia il pranzo di Natale si chiama Reveillon e il menù varia parecchio da regione a regione, ma solitamente in tavola non possono mancare ostriche, salmone affumicato, foie gras, tanti formaggi e come  dolce il tradizionale buche de Noel, un rotolo dalla consistenza gelatinosa ricoperto di cioccolato fatto di gelato e macarones.

RisalamandeIn Spagna si servono antipasti a base di pesce e come portata principale invece piatti a base di carne o di pesce. il momento migliore arriva quando si servono i dolci e quando si possono gustare vari tipi di turròn, torroni più o meno duri a seconda della zona di provenienza e dolci di marzapane.

In Danimarca durante la cena della vigilia non possono mancare l’anatra farcita con mele e prugne, l’arrosto di maiale con pancetta e squisite patate caramellate. Il dolce tipico invece è il Risalamande, un dolce a base di riso, panna fresca, latte e zucchero, servito di solito con una marmellata di ciliegie.

In Brasile l’atmosfera è completamente diversa perché il Natale cade nel pieno della stagione estiva, ma anche qui si usa stare in famiglia. Di solito ci si riunisce per la vigilia e si aspetta la mezzanotte per cenare. Il menù prevede tacchino, maiale affumicato, farofa (un contorno fatto di farina di manioca, con tanto aglio, pancetta, burro e prezzemolo) e Salpicao, una sorta di insalata russa con pollo, prosciutto cotto, piselli, mela, carota, sedano, peperoni e maionese. Il pranzo il giorno successivo di solito è composto dagli avanzi della cena di Natale.

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IDEE E CONSIGLI PER RIUTILIZZARE IL BOLLITO

shutterstock_53527576Quanto è buono il risotto preparato con un vero brodo di carne o di verdure! Il sapore cambia profondamente, il brodo è un ingrediente in grado di fare davvero la differenza in cucina. Quando poi fa freddo e magari non si è in perfetta salute il brodo diventa un comfort food nutriente e perfetto per ritrovare le energie senza appesantirsi.

Ma come riciclare la carne e le verdure utilizzate? Di solito dopo aver lasciato tutti i loro preziosi succhi a favore del brodo, la carne spesso diventa stopposa e le verdure stracotte. Non sono dunque più così piacevoli da mangiare, è un peccato però buttarle e non sfruttarle come ingredienti di piatti che possono diventare anche molto sfiziosi.

shutterstock_392406940La carne ad esempio si può tritare, unire a uova, ricotta, formaggio grattugiato, pane, prosciutto cotto o mortadella e preparare così delle ottime polpette da friggere in padella o cuocere in forno, con una ricetta simile si possono preparare anche polpettoni per la domenica in famiglia.  Una volta tritata può essere utilizzata anche per il ripieno dei tortellini fatti in casa o per cucinare zucchine o peperoni ripieni.  Si può inoltre tagliare a fettine sottili e trasformarla in un veloce vitello tonnato.

shutterstock_296870405Anche quando si sceglie di preparare un delicato brodo di verdure è una buona idea riutilizzare le verdure. Mangiate come contorno sono sicuramente poco saporite, ma unite a uova, panna, formaggio grattugiato e pan grattato si possono ottenere ottimi  flan oppure, con lo stesso impasto, preparare una torta salata versando il composto in una teglia ricoperta da carta forno.  Si possono anche tritare e usarle per insaporire un’ottima frittata di verdure. Oppure unite a delle lenticchie frullate possono diventare squisite polpette di legumi. Tante idee per sfruttare al massimo tutto ciò che si utilizza in cucina ed evitare così inutili sprechi.

 

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MELANZANE E PARMIGIANO. L’UNIONE PERFETTA PER UNA RICETTA SQUISITA

shutterstock_324021848L’estate è il periodo migliore per gustare le melanzane, un ortaggio che è arrivato dalle nostre parti portato dagli Arabi, che a loro volta le avevano conosciute in India e in Cina.

Le melanzane fanno parte della famiglia delle Solanacee, nome che deriva da solanina una sostanza tossica per il nostro corpo, ma che si perde durante la cottura, ecco perché si consumano sempre ben cotte.

Una delle preparazioni più tradizionali per la quale si utilizza questo ortaggio è la Parmigiana, golosissimo piatto dalle dubbie origini. Se lo contendono la Sicilia, Napoli e Parma. Se la famosa ricetta fosse nata nella grande  e bellissima isola italiana, il nome deriverebbe da parmiciana. In Sicilia, infatti, vengono chiamate così le liste che compongono le persiane di legno e a cui il piatto somiglierebbe, per via degli strati di melanzane che vengono sovrapposte per comporre la ricetta. Origine questa che viene confermata anche dall’Accademia della Crusca.

Secondo alcuni studiosi l’origine di questo piatto si troverebbe invece a Napoli, a confermarlo in questo caso ci sarebbero le prime descrizioni della ricetta nelle opere di Vincenzo Corrado e Ippolito Cavalcanti, cuochi e letterati italiani vissuti tra il XIII e il XIX secolo.

C’è chi pensa, infine, che il nome spieghi con semplicità l’origine della ricetta, secondo questa ipotesi dunque sarebbe nata a Parma.

shutterstock_496617304 (1)Qualunque sia la sua origine, per preparare una parmigiana di melanzane perfetta è importante evitare di ottenere un piatto troppo liquido, un errore comune che si può evitare con qualche accortezza:

  • Sgocciolare la mozzarella dopo averla tagliata
  • Cuocere il sugo e farlo rapprendere bene
  • Mettere le melanzane sotto sale. Questo procedimento aiuta a togliere del liquido che le melanzane potrebbero rilasciare in cottura, compromettendo il risultato finale

Con le melanzane si possono preparare però molte altre ricette della cucina tradizionale italiana come la pasta alla norma, la caponata o melanzane ripiene, ma sono perfette anche come base per ricette più fantasiose come ad esempio degli involtini di melanzane ripiene di ottimo prosciutto, formaggio e sugo di pomodoro.

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CON ROVAGNATI PREPARARE UN MENÙ SENZA GLUTINE È FACILE E GUSTOSO!

shutterstock_171031328La sensazione è che negli ultimi anni si senta parlare sempre più spesso di Celiachia e, sempre con più frequenza,  in famiglia o tra gli amici si trovano persone con speciali esigenze alimentari da soddisfare.

Questo probabilmente accade perché negli ultimi anni è aumentato parecchio il numero dei diagnosticati. Stando ai dati del Ministero della Salute del 31 dicembre 2015, i celiaci sono aumentati di 11.000 unità in un anno, ma essendo una malattia spesso difficile da scovare a causa di un quadro clinico molto variabile che può creare confusioni e ritardi nella diagnosi, si stima che ci siano ancora 600.000 persone affette da celiachia, ma che ancora non lo sanno.

Ed è così che ci si trova spesso a dover pensare ad un menu adatto anche a chi ha questo tipo di intolleranza permanente. In un primo momento può sembrare complicato, ma in fondo lo è meno di quanto non si pensi e può essere anche molto stuzzicante. Ne troveranno vantaggio tutti, anche chi non ha bisogno di seguire questa particolare dieta, perché è una golosa occasione per assaggiare gusti e sapori nuovi.

Oltre ad evitare di cucinare piatti che contengano i cereali vietati (il glutine è una componente proteica presente ad esempio, nel frumento, orzo, farro, segale e kamut) è importante riuscire ad evitarlo anche quando è “nascosto”. Molti prodotti insospettabili, infatti, possono contenere questo particolare ingrediente. Qui si possono trovare le linee guida base per iniziare ad orientarsi tra prodotti naturalmente privi di glutine, quelli proibiti e quelli a rischio e sulla cui confezione è necessario che ci sia la scritta “Senza Glutine” o la spiga barrata dell’AIC (associazione Italiana Celiachia) a garanzia dell’assenza della proteina incriminata.

Rovagnati, ad esempio viene in aiuto di chi vuole evitare il glutine perché, grazie all’ampia scelta che offre, è facile trovare specialità che ne siano prive.

shutterstock_514126672Per preparare un menu gluten free è utile sapere ad esempio che il prosciutto crudo è naturalmente privo di glutine, il tradizionale prosciutto e melone, quindi, è una soluzione facile per un antipasto buono e adatto al celiaco. Sono sfiziosissime anche queste Praline di mortadella leggera Snello al pistacchio e si preparano in pochi minuti. Un’insalata di riso alla mortadella, ad esempio, può essere il primo piatto perfetto per quando fa caldo. Per una serata speciale, invece, ci si può lanciare anche in un’elegante Panna cotta al Prosciutto Cotto con gelatina e salsa di vino Ciliegiolo. Le possibilità però sono ancora tantissime, polpette di quinoa, frittate, carne, pesce e se si utilizzano le paste di riso, mais o di legumi le possibilità diventano infinite basta solo liberare la propria fantasia!

 

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LA STAGIONE DEI PISELLI, IL PERIODO IDEALE PER GUSTARLI AL MEGLIO

shutterstock_281176109Questo periodo dell’anno è perfetto per fare scorpacciate di ottimi piselli freschi. Maggio e giugno sono i mesi migliori in cui comprarli. Sono un legume ottimo, più ricco di acqua rispetto a ceci fagioli e lenticchie, ne contengono infatti l’80%. Portarli a tavola significa fare il pieno di vitamine del gruppo B e di acido folico. Sono. Inoltre. fonte di fibre e per questo utili in caso di stitichezza.

Si trovano, secchi, in scatola e surgelati, per questo si possono gustare tutto l’anno. Quelli surgelati, poi riescono a conservare quasi completamente le caratteristiche del fresco, ma quando è possibile acquistarli di stagione si avrà l’occasione di sentire un profumo e una dolcezza particolari.

I piselli sono un ortaggio conosciuto fin dai tempi antichi e utilizzati in cucina sin dai tempi dei Greci. In Francia furono particolarmente amati durante il regno del Re Sole.

shutterstock_591516383Racconta Massimo Montanari, un noto esperto di storia dell’alimentazione, la passione francese per i piselli e riporta un passo di una lettera di Madame de Maintenon, la sposa morganatica di Luigi XIV.

“L’impazienza di mangiarne, il piacere di averli mangiati, la gioia di poterne mangiare ancora sono i tre punti che i nostri principi trattano da quattro giorni. Ci sono dame, che dopo aver cenato col re, e bene, si fanno preparare a casa dei piselli per mangiarli prima di andare a dormire, a rischio di indigestione. E’ una moda, un furore.”

shutterstock_87305659Si adattano a numerose preparazioni. Come contorno vengono spesso insaporiti con pancetta o prosciutto e cipollotti. Vengono utilizzati per preparare ottime minestre, la più famosa è la veneta Risi e Bisi. Esiste in commercio anche la farina di piselli, ottima per preparare una sorta di frittata senza uova, ma ricca di proteine. Cucinarla è facilissimo, si uniscono parti uguali d’acqua e di farina e si mescola fino a formare una pastella da cuocere in una padella molto calda e unta da un filo d’olio. Dei piselli, inoltre, si può utilizzare proprio tutto, le loro bucce sono infatti l’ideale per preparare delle ottime vellutate.

Una ricetta facilissima, ma davvero  buona e che piace molto ai bambini è la pasta panna prosciutto e piselli. Un piatto semplice per il quale sono davvero importanti le materie prime. Utilizzare un ottimo prosciutto, piselli freschi e la panna fresca (non quella da cucina), la renderà davvero strepitosa!

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ARANCINI O ARANCINE? DI SICURO UNA PRELIBATEZZA!

La cucina siciliana è estremamente legata alla cultura del suo territorio e fonde i ricordi della cucina dell’antica grecia con i sapori speziati di quella di origine araba. Il cibo di strada è molto amato nell’isola, tra le preparazioni più gustose c’è quella degli arancini (o arancine), palle più o meno allungate di riso, ripiene di ragù o di prosciutto e mozzarella, impanate e fritte. Una vera goduria per il palato!

shutterstock_338386283È un piatto che viene preparato in tutta la Sicilia e quasi tutte le città ne rivendicano la paternità. Esistono discussioni anche sul nome della ricetta. Secondo lo scrittore Gaetano Basile si dovrebbe parlare di “arancine” perché il nome farebbe riferimento al frutto coltivato in abbondanza in Sicilia, ne ricorda infatti la forma, la dimensione e il colore. Il frutto in italiano è declinato al femminile ed è per questa ragione che anche la stuzzicante preparazione a base di riso dovrebbe essere chiamata appunto arancina. D’altro canto in dialetto siciliano il frutto si chiama “aranciu”, al maschile,  e quindi c’è chi ritiene che si dovrebbe parlare di ‘arancini’, a testimoniarlo ci sarebbe anche il Dizionario siciliano-italiano del palermitano Giuseppe Biundi, e che risale al  1857, dove si trova la definizione di arancinu (arancino): “[…] dicesi fra noi [in Sicilia] una vivanda dolce di riso fatta alla forma della melarancia”.

shutterstock_417485068L’origine dell’arancino è popolare, probabilmente risale al periodo della dominazione araba, nell’alto medio evo, anni durante i quali si iniziò a consumare il riso insaporito con zafferano e spezie. Si  pensa invece che l’impanatura e frittura derivi dalla necessità di preparare pasti che fosse facilmente trasportabili per avere delle provviste durante viaggi e battute di caccia e durante il lavoro nelle campagne.

Assaggiarle durante una vacanza sull’isola è d’obbligo ed è doveroso provare la versione al sugo (con ragù formaggio e piselli) e quella al burro (con mozzarella prosciutto cotto e besciamella)per scegliere la propria preferita!

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IDEE E RICETTE PER IL BUFFET PERFETTO ALLE FESTE DEI BAMBINI

shutterstock_283325456Oltre all’alimentazione quotidiana della famiglia, ogni genitore prima o poi si trova di fronte alla richiesta da parte di del proprio figlio di organizzare un’indimenticabile festa di compleanno. Una giornata durante la quale la casa sarà invasa da decine di bambini urlanti e felici.

Le regole base per riuscire a trascorrere un pomeriggio sereno (o almeno non troppo faticoso) sono liberare la casa dagli oggetti più delicati, spostare mobili per creare lo spazio necessario per far giocare i piccoli scalmanati, pensare a dei momenti di gioco libero e altri nei quali condurre il gruppo di invitati in divertenti attività, da scegliere in base all’età e le competenze dei bambini. Inoltre ricopre una grande importanza ai fini di una buona riuscita della festa, il buffet da preparare per genitori e bimbi. L’ideale è cercare di soddisfare il palato, preparando stuzzichini sani.

È indubbiamente impegnativo, ma sarebbe da preferire l’home made proprio per riuscire a proporre soluzioni buone e anche sane.

shutterstock_319423976Giocare sulla presentazione è sicuramente un’idea vincente per fare felici i piccoli ospiti. In generale quando si prepara un buffet per le feste dei bambini, è consigliabile pensare a delle porzioni piccole per ottenere un risultato carino esteticamente e anche per evitare di trovare eventuali avanzi, nascosti negli angoli più impensabili. Dei piccoli tramezzini con Gran Biscotto Rovagnati e formaggio sicuramente riusciranno a soddisfare tutti, se utilizzerete gli stampini dei biscotti per prepararli a forma di cuore, stella o fiore, diventeranno davvero irresistibili. Un’altra idea golosa da provare alla prima occasione, sono questi Lecca lecca con Prosciutto Cotto Snello e formaggio.

shutterstock_195439505Ad una festa perfetta non possono mancare le pizzette. Per cucinarle molto facilmente e velocemente si può sostituire la pasta di pane con della pasta sfoglia già pronta, in pochi minuti avrete dei salatini con pomodoro e mozzarella che finiranno in pochissimo tempo.
Liberate la fantasia per comporre spiedini di tutti i tipi. Salati, con prosciutto, mortadella, formaggio, mozzarelline, pomodorini, olive denocciolate, o dolci con i marshmellows o con la frutta. Per rendere questi ultimi ancora più golosi, potete intingerli nel cioccolato. Anche le torte salate si adattano bene a buffet per le feste. Una velocissima e dal successo assicurato è la torta 7 vasetti in versione salata, magari da preparare dentro piccoli pirottini per ottenere degli sfiziosissimi mini muffin.

Ricetta torta sette vasetti salata

1 vasetto di yogurt (bianco naturale)

1 vasetto di latte

1 vasetto di olio di semi

2 vasetti di farina 00

1 vasetto di parmigiano (grattugiato)

1 vasetto di fecola di patate

3 uova

1 bustina di lievito istantaneo (per torte salate)

150 gr di Gran Biscotto

100 gr di provola (o scamorza)

1 manciata di olive denocciolate

2 cucchiai di piselli (freschi o surgelati)

Pomodori secchi q.b.

Sale q.b.

Preparazione

Taglia a piccoli pezzi il prosciutto, il formaggio, le olive e i pomodori secchi. Versa tutti gli ingredienti da misurare con i vasetti di yogurt in una ciotola ampia e mescola con un cucchiaio. Aggiungi i tuorli e monta a neve ferma gli albumi. Uniscili all’impasto molto delicatamente, facendo attenzione a non smontarle. Versa il lievito e mescola accuratamente l’impasto. Infine aggiungi tutti gli altri ingredienti. Versa l’impasto nei pirottini, avendo cura di non riempirli troppo, per evitare che fuoriesca l’impasto durante la cottura. Fai cuocere circa 15 minuti a 180°.

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LA COTOLETTA ALLA VALDOSTANA, UNA SPECIALITÀ DAVVERO GOLOSA

shutterstock_16564015La cucina valdostana è indubbiamente ricca e saporita, caratterizzata da forti influenze francesi a causa delle quali si discosta parecchio dalla cucina tradizionale del resto dell’Italia.

Ed è in Valle d’Aosta, la regione più piccola d’Italia, che nasce la cotoletta alla valdostana, piatto che ricorda tanto anche i Cordon bleu, piatto tipico della cucina francese, ma che pare abbia un’origine più recente della versione italiana.

Si tratta di una preparazione davvero golosa, impreziosita da uno dei prodotti tipici di questa regione, la fontina. Un formaggio a pasta semidura, ottenuto solo con il latte delle mucche di razza valdostana e che ha antiche origini. Secondo alcune testimonianze, viene preparato seguendo sempre la stessa ricetta fin dal XIII secolo. Le forme necessitano di una stagionatura di tre mesi che viene solitamente effettuata in grotte naturali, capaci di donare il caratteristico aroma di questo formaggio.

La fontina, come dicevamo, è uno degli ingredienti fondamentali per la preparazione delle cotolette alla valdostana che è composta da fettine di carne di vitello ripiene di formaggio e prosciutto cotto, impanate e fritte nel burro. Per ottenere un ottimo risultato finale, è importate utilizzare materie prime di qualità, come ad esempio la fontina con certificato DOP e il Gran Biscotto Rovagnati. Un secondo decisamente sostanzioso, ma altrettanto buono!

shutterstock_217493137Esistono molte varianti di questo piatto, si può scegliere di usare la carne di pollo al posto di quella di vitello oppure si può insaporire l’impanatura con erbe aromatiche, personalizzando così la ricetta seguendo i propri gusti personali.

È possibile inoltre, preparare versioni di questo piatto tipico valdostano decisamente più leggere che prevedono la sostituzione della carne con la melanzana, ad esempio, oppure per rendere la ricetta più facilmente digeribile, si può scegliere la cottura in forno evitando così il fritto e abbassando un po’ il contenuto di grassi.

Il miglior abbinamento con questo saporito piatto è un vino rosso e corposo come ad esempio il Carema o l’ Enfer d’Arvier. Due vini DOC originari proprio della Valle d’Aosta.

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OMELETTE UN PIATTO SEMPLICE, VELOCE E RICCO DI GUSTO!

shutterstock_304454960L’omelette è un piatto tipico della cucina francese, sembra però avere delle origini  antiche che risalirebbero ai Romani. Secondo l’Academie des Gastronomes, un’accademia fondata nel 1930 da Curnonsky e che si propone e promuovere lo sviluppo del patrimonio culinario, l’omelette francese è un’evoluzione dell’ovo mellita una preparazione a base di uova e miele.

L’omelette ricorda una preparazione tipicamente italiana, la frittata, con la quale viene spesso confusa. La sostanziale differenza consiste nella diversa modalità di cottura. L’omelette infatti viene cotta solo da un lato, ripiegata su sé stessa e all’interno la consistenza deve essere ‘bavosa’, l’uovo quindi non deve essere cotto del tutto, ma rimanere molto morbido.

Per renderla più saporita, tradizionalmente alle uova si aggiungono prosciutto e formaggio, ma si presta benissimo anche ad essere farcita con molti altri ingredienti. Con un pizzico di fantasia, si possono inventare tanti e sempre nuovi abbinamenti, unendo alle uova zucchine cipolle, asparagi, pomodorini, e tanto altro.

E’ una preparazione veloce che si adatta bene alle giornate estive, quando la voglia di stare a fornelli diminuisce drasticamente a causa delle alte temperature tipiche della stagione. E’ comunque perfetta tutto l’anno per organizzare un’ottima e nutriente cena in pochi minuti.

E’ possibile prepararne una versione più facilmente digeribile con ridotte quantità di calorie utilizzando solo gli albumi sbattuti con una piccola quantità di latte. In questo modo ci si assicura un pasto ad alto contenuto proteico e un’omelette davvero soffice.

shutterstock_345492041_emmRicetta Per 2 persone

Ingredienti

3 uova

50  g di Gran Biscotto Rovagnati

50 g di Emmental

Omelette Prosciutto e formaggio

Olio q.b.

Sale q.b.

Pepe q.b.

Preparazione

Versa le uova in una ciotola, aggiungi sale e pepe e sbattile leggermente con una forchetta. Fai scaldare una padella unta con in po’ di olio. Cuoci le uova per qualche minuto, poi aggiungi il formaggio a pezzetti e il prosciutto. Quando il formaggio si sarà sciolto, chiudi l’omelette su se stessa e servila calda.

natalialimentari.it

UNA GOLOSA BOSCAIOLA PER DARE IL BENVENUTO ALL’AUTUNNO

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Come dare il benvenuto all’autunno appena arrivato? Cucinando una prelibata “boscaiola” con i funghi porcini che troviamo in tutti i mercati, o che magari abbiamo raccolto con le nostre mani durante una passeggiata fuori città. Continua a leggere

Banco della macelleria

CARNE, UOVA E PROSCIUTTO: INDISPENSABILI PER UN’ALIMENTAZIONE EQUILIBRATA

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Banco della macelleriaLegumi, frutta e verdura, olio extravergine di oliva e cereali. Ma anche carne, pesce, uova e salumi, come il prosciutto crudo e cotto. Gli alimenti di origine animale non possono mancare in un regime alimentare equilibrato. Della loro importanza si è parlato qualche giorno fa a Expo, nel corso di un incontro dal titolo “Dieta Mediterranea. Proteine animali e alimenti vegetali per una nutrizione completa e sostenibile”, organizzato dalla Società Umanitaria di Milano. L’iniziativa ha ricevuto l’appoggio di “Carni Sostenibili”, il progetto nato dall’unione delle tre principali associazioni di categoria italiane – ASSICA, ASSOCARNI e UnaItalia –, per la diffusione di un’informazione corretta sui prodotti animali e sul modo migliore di consumarli. Continua a leggere

blog.giallozafferano.it

IL CIACCINO, LA FOCACCIA FARCITA DI SIENA

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A Siena, tra una passeggiata in Piazza del Campo e una visita al trecentesco Palazzo Pubblico, non può mancare una sosta in una delle tante panetterie cittadine, per assaggiare un goloso cibo di strada locale: il ciaccino. Una focaccia farcita che all’esterno appare dorata e croccante, mentre dentro si mantiene irresistibilmente morbida: il segreto della sua bontà sta nella cottura nel forno al legna e nell’impiego dell’olio extravergine (o dello strutto) nell’impasto, che rende la schiacciata umida al punto giusto. Un’ottima idea è quella di gustarla per rifocillarsi dopo essere saliti in cima alla Torre del Mangia – percorrendo ben 400 scalini –, che con i suoi 88 metri di altezza offre una vista mozzafiato sull’intera città e sulle colline che la circondano. Continua a leggere

cotoletta con osso

LA COTOLETTA O COSTOLETTA ALLA MILANESE

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cotoletta con ossoE’ uno dei grandi classici della cucina italiana. La cotoletta alla milanese, assieme a pochi altri piatti, è l’evergreen dei menù dei ristoranti così come a casa, dove è uno dei secondi homemade più diffusi. Continua a leggere

Composition with breakfast on the table. Balnced diet.

I 10 ALIMENTI CHE NON POSSONO MANCARE NELLA COLAZIONE DEGLI ITALIANI

Composition with breakfast on the table. Balnced diet.Biscotti, cornetti, fette biscottate con marmellata o miele, ma anche yogurt, cereali e formaggi, oltre all’immancabile caffè, al cappuccino e al latte. Gli italiani hanno riscoperto il gusto di una colazione sana e nutriente. Per ben 35 milioni di persone, adulti e bambini, quello che viene considerato “il pasto più importante della giornataè tornato ad essere un rito, a cui si dedica il giusto tempo: almeno 15 minuti.

Un quarto d’ora che generalmente si trascorre in compagnia di familiari ma anche amici o se si è da soli leggendo il giornale o davanti la tv. Una svolta epocale rispetto ad appena trent’anni fa, quando la colazione era diventata quasi superflua o le si dedicava al massimo qualche minuto o ancora rispetto al secondo dopoguerra, in cui l’alimentazione mattutina, omologata dalle abitudini dei soldati, si limitava alla zuppa di latte o al caffè con qualche galletta. In questo modo si cerca di cominciare la giornata al meglio, senza quella fretta o stress che accompagnerà la giornata.

La nuova tendenza è emersa dall’ indagine Aidepi/Doxa. Secondo il rapporto dell’associazione delle industrie del dolce e della pasta, che annualmente fotografa i consumi e le abitudini degli italiani, negli ultimi anni i biscotti hanno preso il posto del pane che per secoli ha dominato la colazione: appena sfornato, raffermo nel latte, leggermente tostato.

i 10 alimenti della colazione I biscotti sono scelti da 6 italiani su 10 (58%), seguiti da pane e/o fette biscottate (sempre più presenti), con o senza marmellata, ma anche miele e creme spalmabili alla nocciola o al cacao (19%). La vera novità, oltre all’avvicendamento pane/biscotti è l’introduzione di alimenti “benessere” come i cereali, come Corn flakes, riso soffiato o muesli, caratteristici della colazione anglosassone e d’Oltreoceano, e lo yogurt o altri prodotti “salutistici” (scelti dal 44% degli italiani).

Anche le merendine ormai hanno un posto fisso nella colazione grazie anche ai cornetti confezionati che sono al primo posto in questa categoria, seguiti dalle crostatine. Il dato positivo è rappresentato dal ritorno sulla tavola del mattino di dolci fatti in casa, tra cui torte e biscotti. Tra le bevande è sempre il latte a farla da padrona, dato determinato dal consumo dei bambini (35%). Ma anche gli adulti lo stanno riscoprendo. E poi c’è il caffè (33%) e il cappuccino (28%) e infine il tè (14%). Infine i formaggi freschi come la ricotta e quelli in fiocchi. Da qualche anno, anche nel nostro Paese, fa capolino sulla tavola della colazione il prosciutto cotto consumato assieme ad una fettina di formaggio a pasta filata, preferenzialmente nei toast, magari accompagnato da una spremuta di arance. Una contaminazione del mondo anglosassone effetto della globalizzazione con cui ci confrontiamo principalmente nei ristoranti degli hotel e nei coffe bar di catene di fast food sempre più presenti nelle nostre città. Così come tra i dolci avanzano i Pancake.

La nostra cultura, in fatto di gastronomia, è molto sensibile ai sapori della memoria – afferma il professor Marino Niola dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli – Ci aiuta e ci tranquillizza il fatto di ritrovare sulla tavola della prima colazione i sapori della tradizione. Una volta il pane era un elemento fondamentale della colazione, lo è stato storicamente per secoli. Oggi è affiancato da prodotti da forno, fette biscottate, biscotti, cornetti, pancarré“.

Potato gateau.

IL GATEAU DI PATATE

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Potato gateau.E’ tra i piatti unici preferiti dagli italiani, tanto da essere diventato immancabile nei menù di ristoranti, tavole calde e gastronomie e finanche nei banchi frigo dei supermercati, dove si trova porzionato. Continua a leggere

fagiolini

I FAGIOLI MANGIATUTTO

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insalata di fagioliniFanno la loro comparsa sui banchi di frutta e verdura in questo periodo dell’anno, quando le temperature cominciano ad aumentare e torna la voglia di gustare piatti leggeri e colorati. Sani e facili da preparare, i fagiolini sono tra i contorni estivi più apprezzati dagli italiani. Continua a leggere

Zucchine con fiori

LE TANTE FACCE DELLA ZUCCHINA

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Zucchine ripieneStufate, al forno, fritte, “alla scapece”, “alla parmigiana”, ripiene, lesse o in insalata. Cotte o anche crude le zucchine – dopo pomodori e patate – sono tra gli ortaggi preferiti dagli italiani. Continua a leggere

Panini

I 10 PIATTI PIÙ DIFFUSI CON IL PROSCIUTTO COTTO

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Dopo il pomodoro e il formaggio (compresa la mozzarella), il prosciutto cotto è senza dubbio l’ingrediente più utilizzato in cucina e, dunque, più presente nell’alimentazione quotidiana. L’antropologo alimentare Giovanni Ballarini lo identifica come il “camaleonte della cucina” per la sua capacità, come il noto rettile, di adattarsi alle più diverse preparazioni, da un semplice toast, che per una delle più note catene di fast food è tra i prodotti più venduti, a paste e timballi, risotti, frittate e involtini, fino a raffinati piatti gourmet. Continua a leggere

Prosciutto cotto

IL PROSCIUTTO, UNA SPECIALITÀ DALLE ORIGINI ANTICHE

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Crudo o cotto, è uno dei simboli della gastronomia italiana nel mondo. Accompagnato semplicemente dal pane o ingrediente principale di golosi manicaretti, a tavola il prosciutto ha sempre un ruolo da protagonista. Continua a leggere

Panettone salato - Salty panettone

IL PANETTONE SALATO

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È stata la vera novità del Natale 2013. Lo abbiamo trovato su molte tavole delle feste (e praticamente in tutti i negozi e i supermercati) se non siamo stati noi stessi a prepararlo e offrirlo o portarlo a casa di amici come antipasto. Continua a leggere