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RISI E BISI, UNA RICETTA VENETA PER IL 25 APRILE

shutterstock_107079749La festa del 25 Aprile a Venezia è anche la festa di San Marco, il suo patrono. Nella città a capo della Repubblica Marinara la tradizione voleva che venisse offerto al Doge un piatto tipico della cucina tradizionale veneta: Risi e Bisi. Si tratta di un termine dialettale che indica una ricetta a base il riso e piselli, un legume che raggiunge la giusta maturazione in primavera ed ecco il perché della scelta proprio di questo piatto per celebrare il patrono e anche l’arrivo della stagione più mite.

L’origine del piatto è indubbiamente povera poiché composto da ingredienti semplici e facilmente reperibili, anche se la tradizione lo considera un piatto regale. L’ispirazione per il piatto potrebbe però avere origine dagli stretti rapporti commerciali che intercorrevano tra Venezia e i Bizantini, che avevano l’abitudine di cucinare il riso in abbinamento a molte verdure.

shutterstock_455075683Per realizzare la ricetta veneta vengono utilizzate tutte le parti del pisello, anche il baccello che viene sfruttato per preparare il brodo per la cottura del riso. Ogni riso un biso”, dice il detto popolare che spiega in una frase una delle caratteristiche fondamentali per la buona riuscita della ricetta. L’Accademia italiana della cucina ha depositato la ricetta ufficiale e prevede, infatti, che si debba usare una quantità di riso pari a quella dei piselli. In alcune zone poi, per rendere il piatto ancora più saporito, viene utilizzata nel soffritto anche la pancetta. Una caratteristica importante per il buon risultato finale è la sua consistenza che non deve essere brodosa come una minestra, ma neanche troppo asciutta.

Tra maggio e giugno Baone, Lumignano e Pestiggia, tre piccoli paesi veneti ,organizzano delle divertenti feste dove assaggiare numerose specialità a base di piselli e durante le quali non può certo mancare la buonissima Risi e Bisi.

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CONSIGLI PER LA SCELTA DEL RISO PIÙ ADATTO AD OGNI PREPARAZIONE

shutterstock_274491254Il riso è un cerale nobile e costituisce l’alimento principale di circa la metà della popolazione mondiale per questo viene coltivato in quasi tutti i paesi del mondo. Sulla tavola degli italiani è un alimento che a volte viene un po’ sottovalutato perché spesso gli viene preferita la pasta. Questo non accade però nelle regioni settentrionali del nostro paese perché, oltre ad essere presente in numerose ricette della tradizione, è una coltura molto importante per l’economia, l’Italia è infatti il primo produttore di riso europeo e commercializza ben 140 diverse varietà di questo cereale.

Spesso si sottovaluta l’importanza della qualità da utilizzare in cucina, ma per ottenere i migliori risultati si deve tenere in considerazione che ogni ricetta ha il tipo di riso ideale, in grado di renderla davvero speciale. Se si vuole essere davvero sicuri del risultato dunque, è meglio scegliere con cura la varietà più adatta.

Se dovete preparare minestre o dolci l’ideale è il riso Originario o il Balilla entrambi crescono molto in cottura perché hanno un grande potere di assorbimento dell’acqua e, di conseguenza, anche dei sapori del condimento.

shutterstock_316205300Il Carnaroli invece è il Re dei risotti perché non scuoce facilmente e non si disgrega in cottura, anche se spesso gli viene preferito il Vialone Nano, una qualità che nel Triveneto si coltiva fin dal 1945 e che vanta la certificazione IGP.

Anche l’Arborio è indicato per la preparazione dei risotti. È una qualità tipica del Vercellese ed è caratterizzato da una buona capacità di assorbimento del condimento.

shutterstock_347391599Il riso Parboiled è trattato in un modo speciale grazie al quale tiene particolarmente bene la cottura e si presenta con chicchi molto distaccati, per questo è l’ideale per le insalate.

Ci sono poi delle qualità di riso tipicamente orientali, adatte dunque per le preparazioni etniche, ad esempio il Thai, tipico del Sud-Est asiatico con chicco lungo e dal sapore speziato o il Basmati, molto aromatico e perfetto per preparare il pilaf. Se invece volete cimentarvi nella preparazione di un sushi casalingo il più indicato è il Biyori.

Il riso Venere è una varietà tipicamente italiana, coltivata nel vercellese, la cui particolarità è il suo colore, ha infatti chicchi arrotondati e di color ebano, per questo viene comunemente chiamato ‘riso nero’. È un riso integrale, ha dunque bisogno di 40/45 minuti di cottura.

Torta di riso e farro

RISO, FARRO E TANTE SPEZIE: LA TORTA DI PASQUA DI VERSILIA E GARFAGNANA

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Tra le tante pizze e sfoglie salate protagoniste della Pasqua da nord a sud della Penisola, accanto alla torta pasqualina genovese e a quella al formaggio umbra, alla crescia marchigiana e al casatiello napoletano, ce n’è una meno famosa ma altrettanto buona. Si chiama torta putta di riso e farro ed è una specialità diffusa nell’intera provincia di Lucca, dalle campagne della Garfagnana fino a Pietrasanta, Viareggio e alle altre località della Versilia. ‘Putta’, in dialetto toscano, significata ‘pepata’: viene, infatti, aromatizzata con tanto pepe nero, noce moscata, chiodi di garofano e cannella, che le danno un sapore speziato molto forte, tra il piccante e il dolce. Continua a leggere

Frittelle di San Giuseppe con l'uvetta

UNA DOLCE FESTA DEL PAPÀ CON LE FRITTELLE DI SAN GIUSEPPE

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Frittelle di San Giuseppe con l'uvettaIl 19 marzo, giorno dedicato a San Giuseppe, dalle prime ore del mattino molte case italiane così come le strade di bar e pasticcerie sono invase dal profumo di dorate e invitanti frittelle! Il giorno della festa del papà, infatti, le vere protagoniste sono queste dolci prelibatezze. Una consuetudine che troviamo dal Piemonte fino all’alto Lazio e che ha origine dalle antichissime Liberalia romane, le celebrazioni che si svolgevano all’inizio della primavera in onore del Liber Pater, divinità pagana della fecondità: per ringraziare il dio della fine dell’inverno e dell’arrivo della nuova stagione, gli antichi accendevano grossi fuochi e consumavano focaccine fritte impastate con acqua e farina di frumento. Con l’avvento del Cristianesimo i festeggiamenti per il Liber Pater furono sostituiti da quelli per San Giuseppe e in diverse regioni d’Italia si continuò ad accendere falò e a mangiare frittelle. Continua a leggere

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UNA MINESTRA GOLOSA DELLA CUCINA SICILIANA: LE GANEFFE DI RISO IN BRODO

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In Sicilia anche una semplice minestra di riso in brodo può diventare una pietanza golosissima, perfetta per ritemprare il corpo e lo spirito nelle serate d’inverno. Come le ganeffe, piccole polpette di riso allo zafferano che vengono fritte in olio extravergine di oliva e servite fumanti nel brodo di carne, con un’abbondante spolverata di pecorino o caciocavallo grattugiato. Conosciute pure come badduzzi di risu cu brodu (palline di riso col brodo), sono tipiche delle province di Enna e Caltanissetta, dove vengono gustate a cena o come ‘piatto della domenica’ durante i mesi freddi. Non sono tra le specialità locali più famose, tanto che è veramente difficile trovarle nei ristoranti delle due città, così, per scongiurarne l’estinzione, il Ministero dell’Agricoltura qualche anno fa le ha inserite tra i Prodotti agroalimentari tradizionali dell’isola, accanto ad istituzioni della gastronomia siciliana come la caponata di melanzane, gli arancini e la cassata. Continua a leggere

Riso e scarole

UNA CORROBORANTE MINESTRA PER L’INVERNO: IL RISO E SCAROLE ALLA CALABRESE

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Riso e scaroleNelle serate invernali non c’è niente di meglio di una minestra fumante per ritemprare il corpo e lo spirito dalle fatiche della giornata. Come quella di riso e scarole della Calabria, un’antica pietanza originaria della zone più interne della regione, dove si coltivano ortaggi e legumi che diventano protagonisti di zuppe sostanziose e nutrienti. Per prepararla, basta sbollentare la scarola in acqua per qualche minuto, insaporirla in un tegame a parte con olio extravergine di oliva, aglio e un pizzico di peperoncino piccante calabrese – che ne bilancia la dolcezza – e poi aggiungere il riso, cuocendo il tutto con l’acqua utilizzata in precedenza per lessare la verdura oppure con brodo vegetale o di carne, per un risultato più gustoso. Per renderla ancora più buona, c’è chi unisce pure qualche acciuga e completa la pietanza con una spolverata di pepe nero – in alternativa al peperoncino – o di pecorino grattugiato. Continua a leggere

Lupini

TUTTI I BENEFICI DEI LUPINI, UN LEGUME TRASCURATO IN CUCINA

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LupiniQuelli in salamoia sono da sempre protagonisti dell’aperitivo: bar e locali li servono insieme a patatine, olive e altri stuzzichini, per accompagnare cocktail e analcolici. E se nel Sud Italia è possibile trovarli nei chioschi e sulle bancarelle degli ambulanti, nelle sagre e nelle feste di paese, in cucina i lupini sono un po’ trascurati: come tutti i legumi, invece, si prestano a tante preparazioni e sono un autentico concentrato di virtù benefiche per l’organismo. Lo sapevano bene i nostri nonni, che per secoli ne hanno fatto uno degli alimenti alla base della loro alimentazione, mangiandoli con la pasta o il riso, come fagioli, ceci e cicerchie. Continua a leggere

Riso integrale

“CHI TROVA IL MAGNESIO TROVA UN TESORO”

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Riso integraleCereali come riso integrale e quinoa, legumi come soia, fagioli e ceci, ortaggi come broccoli e spinaci, frutta secca come anacardi e noci. E, ancora semi di zucca, di girasole e di sesamo e cioccolato fondente. Sono gli alimenti sui quali bisogna puntare per fare il pieno di magnesio, il prezioso minerale che in questo periodo è protagonista della campagna “Chi trova il magnesio trova un tesoro”, promossa da Federfarma Genova in collaborazione con Sanofi e con il portale CucinaMancina.com, dedicato a quanti soffrono di allergie o intolleranze alimentari. Continua a leggere

Menu ospedale

AL POLICLINICO DI MILANO MENU A KM ZERO, RISO E LATTE DALLE TERRE DELL’OSPEDALE

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Dai campi che circondano Milano alle mense del Policlinico, senza intermediari. Il riso e il latte che da due settimane vengono distribuiti ai pazienti dell’ospedale lombardo sono quelli prodotti nelle antiche cascine che sorgono sui terreni di proprietà della struttura, come avveniva nel XVIII secolo, quando dai possedimenti rurali del Mangiagalli – una superficie di 85 milioni di mq il cui valore attualmente è stimato tra i 500 e gli 800 milioni di euro – proveniva cibo a sufficienza per sfamare non solo le persone ricoverate, ma anche i tanti bisognosi della città. Continua a leggere

Riso alla pilota

IL RISO ALLA PILOTA, LA RICETTA DEI “PILADOR” DI CASTEL D’ARIO

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Riso alla pilota Castel d’Ario, piccolo borgo del mantovano a 20 km dal capoluogo, da secoli terra di risaie, è la patria di uno dei piatti più famosi della gastronomia di Mantova e dell’intera Penisola: il riso alla pilota. ‘Riso’ e non ‘risotto’, perché per prepararlo si segue un procedimento differente: i chicchi, infatti, non vengono tostati e poi cotti con l’aggiunta del brodo, ma lessati in acqua per una decina di minuti e in seguito insaporiti con il condimento – una spolverata generosa di grana grattugiato e la ‘salamella’ (una salsiccia fresca fatta con parti magre della spalla suina e grasso di pancetta e prosciutto), che viene privata del budello, sbriciolata e rosolata in abbondante burro. Per cucinarlo i casteldariesi utilizzano esclusivamente il Vialone Nano, una varietà che qui viene coltivata dai primi decenni del Novecento, caratterizzata da granelli ricchi di amido che tengono al meglio la cottura. Continua a leggere

alberto fiorito

VACANZE FINITE? ECCO I 9 CIBI PER COMBATTERE LA “SINDROME DA RIENTRO”

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Lenticchie, mandorle, uova, broccoli, salmone fresco e banane. E poi una piccola ‘concessione’ come un pezzetto di cioccolato fondente, da gustare magari al termine della cena. Sono gli alimenti sui quali bisogna puntare per combattere la “sindrome da rientro” spesso associata alla fine delle vacanze estive. A suggerirlo è Alberto Fiorito, medico omeopata che da anni studia la correlazione tra alimentazione e salute: per riprendere al meglio gli impegni di lavoro o studio, lo specialista consiglia di privilegiare alcuni cibi dotati di virtù antidepressive, antiossidanti e rilassanti, che al termine dell’estate si rivelano utili per contrastare il cattivo umore e l’irritabilità tipici del ritorno alla quotidianità. Continua a leggere

Dormire bene

INSONNIA D’ESTATE: I CIBI CHE FAVORISCONO IL RIPOSO

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Dormire beneUn piatto di pasta o riso al pomodoro o con gli ortaggi di stagione, insalate con uova sode o formaggi freschi. E, poco prima di andare a dormire, un buon bicchiere di latte con un cucchiaino di miele, magari accompagnato da una fetta di torta ‘della nonna’. Un’alimentazione genuina, con condimenti leggeri e tempi di cottura brevi, può diventare un valido alleato contro l’insonnia che in estate colpisce numerose persone. Continua a leggere

Curcuma

UNA SPEZIA CONTRO L’ALZHEIMER: LA CURCUMA

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Tra le spezie che troviamo sugli scaffali del supermercato da qualche tempo ce n’è una in più: la curcuma. Fino a non molti anni fa venduta esclusivamente dai negozi di cibi orientali, oggi si trova ovunque, conservata in barattoli di vetro o in bustina, pronta dare un tocco esotico a piatti di carne, pesce o verdura, oltre che a tingerli di un bel color giallo carico. Continua a leggere

Panorama sul fiume Brenta a Dolo

IL “WEEKEND STRABIOLOGICO” PER CONOSCERE LE ECCELLENZE DELLA RIVIERA DEL BRENTA

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Panorama sul fiume Brenta a DoloNaviglio del BrentaVilla Pisani_Stra

L’asparago bianco di Giare, il carciofo violetto di Sant’Erasmo, il Riso Carnaroli di Torre di Fine, il Miele di barena: sono i cibi protagonisti del Weekend Strabiologico, un appuntamento che ogni anno porta in scena il meglio della gastronomia di Stra, borgo della provincia di Venezia che sorge sulle rive del Naviglio del Brenta. La XV edizione è in programma dal 24 al 26 aprile, nella cornice cinquecentesca di Villa Loredan, e rappresenta un’ottima occasione per trascorrere il finesettimana della Liberazione tra sapori pregiati e la maestosità delle numerosissime ville venete che caratterizzano la zona. Continua a leggere

Frittata di riso

FRITTATA DI RISO, LA SECONDA VITA DEL RISOTTO

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Frittata di risoÈ meno famosa di quella di pasta, ma rappresenta una soluzione altrettanto valida – e golosa – per dare una seconda chance al cibo avanzato dal pranzo o dalla cena del giorno prima. La frittata è il modo ideale per recuperare risotti e riso al sugo: invece di riscaldare gli avanzi e consumarli così come sono, è sufficiente unirli a qualche uovo sbattuto e a un po’ di formaggio grattugiato per dar vita a una pietanza del tutto nuova e molto saporita. Cucinarla, insomma è una scelta sostenibile che ci consente di evitare gli sprechi ma anche di sorprendere piacevolmente i commensali. Continua a leggere

Picnic sull'erba

IL PICNIC DI PRIMAVERA? È AMICO DELL’AMBIENTE

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Picnic sull'erbaCon la Pasquetta e con l’arrivo del primo, tiepido sole, torna la voglia di trascorrere qualche ora all’aria aperta in compagnia degli amici, assaporando specialità dolci e salate. E quest’anno, tramontata ormai da tempo l’epoca delle scampagnate con menu improvvisati e stoviglie abbandonate in giro, il picnic diventa ‘green’ e rispettoso dell’ambiente. Una tendenza che rispecchia i dati del Dossier pubblicato da Coldiretti in occasione del “Sana”, il Salone internazionale del biologico e del naturale a Bolognafiere, che nel 2014 ha visto il 45% degli italiani mettere nel carrello della spesa prodotti biologici. Continua a leggere

Risotto con il tastasal

IL RISOTTO AL TASTASAL, UNA RICETTA VENETA

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Risotto con il tastasal Una ricetta ideale nella stagione invernale, quando il clima freddo e piovoso invita ad assaporare piatti caldi e sostanziosi per ritemprare corpo e spirito.

Arriva dalle campagne di Verona il risotto al tastasal, considerato tra i piatti più rappresentativi della cucina veneta. A Trevenzuolo, Vigasio, Castelnuovo del Garda e negli altri comuni del veronese non c’è ristorante che non lo includa nel menu, servendolo con un bicchiere di Valpolicella Superiore, corposo rosso DOC dal caratteristico sentore di mandorle amare, o di Valdadige Rosso. È cucinato con il Riso Vialone Nano IGP, una pregiata varietà coltivata nella bassa veronese, perfetta per i risotti: i chicchi di media grandezza e ricchi di amido, infatti, resistono bene alla cottura e assorbono ogni tipo di condimento. Continua a leggere

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PINSA: LA FOCACCIA DELL’ANTICA ROMA

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Leggera, soffice, friabilissima, con un gusto che non ha nulla da invidiare a quello della celebre pizza con la “mortazza”. La pinsa è una specialità della cucina romana: una schiacciata dalla forma allungata, che può essere ovale o rettangolare, ricavata da una miscela di tre tipi di farina (frumento, soia e riso), che la rendono più delicata delle normali focacce. La sua elevata digeribilità è data anche dalla consistenza semiliquida dell’impasto, ricchissimo d’acqua – 700 cl per 1 chilo e 200 grammi di farina –, e dai lunghi tempi di lievitazione, che oscillano tra 24 e 48 ore. Continua a leggere

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PANISCIA, PANISSA, PANIZZA: UNA SPECIALITÀ PIEMONTESE

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Un piatto unico, nutriente e sostanzioso, ideale da assaporare con l’arrivo dei primi freddi e delle temperature più rigide. La paniscia è una specialità a base di riso e fagioli diffusa in diverse località del Piemonte, con nomi diversi – così è chiamata a Novara, mentre a Vercelli è detta “panissa” e in Valsesia “panizza” o “paniccia” – e alcune varianti che cambiano da una zona all’altra della regione. Continua a leggere

Zuppa di castagne

LA ZUPPA DI CASTAGNE, UN CLASSICO AUTUNNALE

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Zuppa di castagneEsistono piatti in grado di “rimetterci in pace con il mondo”, specialmente se gustati a cena, dopo un’intensa giornata di studio o lavoro. Le zuppe con le castagne sono uno di questi. Fumanti e buonissime, ideali nelle prime serate fredde dell’autunno, hanno un sapore particolare grazie alla dolcezza di questi frutti, che “ingentiliscono” anche il più importante degli ingredienti. Continua a leggere

Cibi disintossicanti_cucina sana

DOPO L’ESTATE, “DISINTOSSICARSI” CON I CIBI GIUSTI

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Cibi disintossicanti_cucina sanaTante verdure, frutta e acqua a volontà. Questi in sintesi i consigli per rimettersi subito in pista dopo il periodo estivo e disintossicare l’organismo da grassi in eccesso, dolci e qualche cocktail alcolico di troppo, tipici dei giorni di vacanze. È l’ora della dieta detox! Continua a leggere

Insalata di riso

INSALATA DI RISO, MILLE INGREDIENTI E TANTA FANTASIA

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Protagonista di pranzi e cene, ma anche di happy hour e aperitivi “rinforzati”, è tra le pietanze preferite dagli italiani per picnic all’aperto e soprattutto per le giornate al mare. Fresca, facile da preparare, “personalizzabile” a seconda dei gusti, l’insalata di riso è uno di quei piatti che non può mancare sulla tavola dell’estate. Nella lista dei “cibi da spiaggia” stilata da Coldiretti, quest’anno si classifica al secondo posto, dopo la macedonia di frutta e prima della Caprese. Continua a leggere

Peperoni ripieni

IL PEPERONE RIPIENO, UN PIATTO NAZIONAL-POPOLARE

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Impossibile resistere ai peperoni ripieni. Una pietanza nata dall’esigenza di recuperare pane raffermo o avanzi di carne, pasta o riso, diventata nel tempo una delle più conosciute della cucina del Bel Paese. Immancabili nei ristoranti e nelle trattorie della Penisola, insieme ad altri piatti “nazional-popolari” come i pomodori col riso, grazie al loro sapore corposo e dolce al tempo stesso questi prelibati ortaggi regalano all’imbottitura un gusto del tutto nuovo e sorprendente. Continua a leggere

Erbazzone

L’ERBAZZONE EMILIANO

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ErbazzoneUna sottile e fragrante sfoglia che racchiude un morbido ripieno di verdure, uova e abbondante Parmigiano Reggiano. L’erbazzone è uno dei piatti più caratteristici della ricca e variegata tradizione gastronomica emiliana, fatta di sapori autentici e fortemente legata al mondo contadino.

Questa succulenta torta salata nacque, infatti, nelle abitazioni di campagna nei dintorni di Reggio Emilia, quando era necessario placare l’appetito con quello che la terra metteva a disposizione. Così, dalla fine di giugno sino alla Festa di Tutti i Santi, il 1o novembre, le mogli dei contadini preparavano lo scarpasoùn – così è chiamato l’erbazzone in dialetto reggiano – raccogliendo bietole nei campi e mescolando la parte bianca di questa verdura – chiamata appunto “scarpa” – con uova, aglio tritato, erbette e formaggio; con farina e strutto realizzavano poi due sfoglie che farcivano con il ripieno e cuocevano nel forno a legna, all’interno di un tegame tondo di rame, detto “sol”, il cui diametro poteva superare i 60 centimetri. Continua a leggere

Pomodori al forno ripieni di riso

I POMODORI COL RISO, UN CLASSICO DELLA CUCINA LAZIALE

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Pomodori al forno ripieni di risoUna ricetta “essenziale” ma saporita, perfetta per la stagione calda, quando si ha voglia di cibi freschi e sfiziosi, che non richiedano troppa fatica ai fornelli. I pomodori col riso sono una specialità della cucina del Lazio da gustare come leggero piatto unico. La ricetta originale prevede, infatti, l’aggiunta delle patate, che rendono la pietanza più sostanziosa e completa, ideale per una cena d’estate. Nei ristoranti sono invece serviti spesso come antipasto, senza le patate. Continua a leggere

mondiali brasile2014_cibo

#BRAZIL2014, FOOD & FOOTBALL

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mondiali brasile2014_ciboI Mondiali di Calcio, che saranno seguiti in tv da milioni di persone, non rappresentano solo un importante appuntamento sportivo ma anche culturale e gastronomico, perché attraverso le trasmissioni legate allo sport si parla anche di cibo, sia locale che quello consumato dagli sportivi. Il nostro Ministero delle Politiche agricole in collaborazione con la Figc ha addirittura promosso una campagna sui prodotti alimentari italiani. Continua a leggere

Junge Frau trinkt Milch

IL LATTE VEGETALE, UNA SCELTA DI SALUTE

In comune col latte di origine animale ha solo il colore, ma varia nelle caratteristiche organolettiche e nutrizionali: è il latte vegetale, la scelta “di salute” per chi segue un’alimentazione vegan o semplicemente per chi vuole alleggerire la colazione o evitare le intolleranze.
A differenza del latte animale, infatti il latte vegetale è più digeribile e leggero, perché contiene grassi vegetali “buoni” ed è quindi indicato nei casi di ipercolesterolemia e disturbi cardiovascolari e ovviamente nei casi di intolleranza al lattosio e alla caseina. Si tratta di un alimento sano, ricco di vitamine, amidi e minerali.
Non tutti lo sanno, ma esistono ben 12 alternative vegetali al latte animale, tutte reperibili in negozi specializzati e presso la grande distribuzione. Bisogna però fare sempre attenzione all’etichetta, preferendo quelli di provenienza biologica, senza grassi aggiunti e con un basso contenuto di sodio.

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Il latte di soia

Tra i più diffusi c’è senza dubbio il latte di soia. Tra tutti i tipi di latte vegetale, è quello che possiede meno calorie e più proteine (quasi quante quelle del latte vaccino). Dalla soia eredita la sua importante valenza nel contrastare il rischio di arteriosclerosi, perché gli Isoflavoni che contiene abbassano il colesterolo cattivo. Ha un alto contenuto di ferro ed è indicato anche per i celiaci e per i bambini sotto l’anno di età, perché privo di glutine. La composizione include proteine, carboidrati, grassi e minerali.
E’ vero che il latte di soia non contiene Vitamina D né Calcio, tuttavia in commercio è possibile reperirlo tranquillamente con Calcio addizionato, oltre che arricchito di Vitamina B12.  Per il resto, la quota proteica è pari a quella del latte vaccino.

Il latte di farro

Quello che garantisce il maggior apporto di calcio è senza dubbio il latte di farro. Per questa ragione è indicato per prevenire l’osteoporosi, per sportivi, bambini e chiunque necessiti di un alimento completo e ricostituente. Ideale per preparazioni in cucina, grazie alla sua consistenza particolarmente densa e cremosa.

Il latte di miglio

Il latte di miglio, ancora poco diffuso, possiede molte proprietà benefiche: è rivitalizzante e nutriente, povero di grassi, ricco invece di proteine, ovviamente vegetali, di minerali e di vitamine del gruppo B. Non contiene glutine.

Il latte di riso

Ideale per una dieta ipocalorica è il latte di riso, largamente diffuso ed in assoluto il latte vegetale che contiene meno grassi. La sua ricchezza di zuccheri semplici gli conferisce un gusto molto gradevole e una scorta di energia subito disponibile, caratteristiche che lo rendono indicato anche per i bambini.

Il latte di avena

Importantissimo per il suo alto contenuto di acido folico e la totale assenza di colesterolo è il latte di avena. E’ un alimento energetico, indispensabile per il il turn-over cellulare e fondamentale per le donne in gravidanza. Possiede inoltre qualità tonificanti e rigeneratrici, molto apprezzate dagli sportivi.

almonds drink isolatedIl latte di grano Kamut

Autentico elisir di salute è il latte di grano kamut. Da consumare freddo o caldo, è povero di grassi e vanta un discreto apporto proteico. Viene addizionato con olio di semi di girasole che serve a renderlo più gradevole al palato. Dai chicchi di grano khorasan (kamut) con cui si produce, eredita l’elevato contenuto di sali minerali, soprattutto fosforo e magnesio, che lo rendono consigliabile in periodi di affaticamento o convalescenza. A differenza di altre tipologie però contiene glutine, quindi non è adatto per i celiaci.

Il latte di mandorle

Decisamente più dolce, dal sapore goloso e dal potere dissetante, è il latte di mandorle, una bevanda molto diffusa nel Sud Italia. Ottima fonte di antiossidanti e minerali, contiene un’elevata quantità di grassi “buoni” (polinsaturi) e vitamine, che proteggono il sistema cardiovascolare. Essendo però molto calorico ed energetico, va consumato con moderazione!

Il latte d’orzo

Efficace sollievo per i raffreddamenti della stagione fredda, è il latte d’orzo, una bevanda altamente digeribile e rinfrescante, ricca di vitamine e minerali. Il suo basso indice glicemico lo rende indicato per chi soffre di diabete tipo II e per ridurre il colesterolo cattivo.

Il latte di cocco

Dal gusto un po’ esotico e dal profumo intenso, è il latte di cocco. Non si tratta del liquido contenuto all’interno delle noci di cocco, bensì di una bevanda ottenuta dalla polpa di questo frutto insieme all’acqua. Molto dolce e naturalmente ricco di zuccheri, non contiene lattosio e fornisce un buon apporto di acido laurico, un acido grasso saturo con proprietà antisettiche ed antinfettive.

Il latte di canapa

Ed è dai semi dell’omonima pianta che si produce il latte di canapa. Ricco di acidi grassi essenziali (omega-3), è indicato anche per i bambini, perché rispetto ad altri tipi di latte vegetale contiene una buona percentuale di proteine e di grassi. Occorre però fare sempre attenzione ad acquistare quello senza zuccheri aggiunti e di provenienza biologica.

Il latte di arachidi

Consistente e denso poi c’è il latte di arachidi, l’ideale per la colazione, la merenda o per preparare creme salate e dolci. Le molte proprietà nutrizionali delle arachidi si conservano anche nel latte, che risulta quindi nutriente e sostanzioso, nonchè ricco di aminoacidi indispensabili e di antiossidanti.

Junge Frau trinkt MilchIl latte di noci, nocciole e anacardi

Infine i latti di noci, nocciole e anacardi che rispetto a quello di mandorle non sono facili da trovare in commercio, ma si possono preparare in casa. Come i semi oleosi da cui si ricavano, queste varietà di latte vegetale sono molto nutrienti ed energetiche, oltre che ricche di preziosissimi acidi grassi insaturi. Tra i tre il più leggero è il latte di anacardi.

Nonostante le indubbie proprietà benefiche, l’assenza di alcuni importanti nutrienti implica, nel caso di assunzione esclusiva di latte vegetale, la necessità di introdurli mediante altri cibi, tra cui tofu, legumi, verdure, frutta secca e uova o di optare per bevande vegetali addizionate. Inoltre, rispetto al latte animale l’apporto di calcio e vitamina D è ovviamente inferiore, ma basterà integrare la dieta con altri alimenti che ne sono ricchi.

Tutti i tipi di latte vegetale possono essere più o meno facilmente preparati in casa, utilizzati per una colazione tradizionale e come alternativa al latte vaccino nella preparazione dei cibi e dei dolci. Come per il latte vaccino, il consumo dovrebbe essere moderato (125-250 cc al giorno). Per conservarli possono essere riposti in frigo ed agitati prima dell’uso, ottenendo oltre ad un notevole risparmio economico, un prodotto sicuramente più genuino. E’ sempre preferibile consumarli al naturale, cercando di limitare i prodotti con aggiunta di sostanze aromatizzanti.

uova

MEGLIO UN UOVO OGGI…

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uovaCrudo o cotto da secoli l’uovo (di gallina) è uno dei protagonisti indiscussi dell’alimentazione e della cucina. L’ovetto fresco, che oggi è quasi scomparso dall’alimentazione, demonizzato dalle campagne anticolesterolo degli anni ’90 e 2000, è nell’immaginario collettivo, soprattutto di quarantenni, cinquantenni e sessantenni la soluzione a tanti problemi di salute. Lo si beveva direttamente dal guscio praticando un piccolo foro nella parte superiore. L’alternativa era mangiarlo a zabaione, una crema ancora oggi protagonista della colazione di tanti italiani: il tuorlo si lavora con lo zucchero a cui viene aggiunto un po’ di caffè o vino liquoroso. In cima ai consigli della nonna in caso di malattia o fiacchezza, ma anche dopo sforzi o lavori manuali, è stato per lungo tempo considerato – non a torto – uno degli alimenti più energizzanti e nutrienti. Continua a leggere

Cuscus crudo

IL COUSCOUS, FINGER FOOD ANTE LITTERAM

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Cuscus crudoLa sua storia millenaria, paragonabile solo a quella del pane e del riso, lo rende a pieno titolo un cibo sociale ancor prima che alimento. È il couscous, il “piatto nazionale” del Nord Africa ed in particolare del Maghreb, a cui si fanno risalire le origini tra il VII e il IX secolo d.C. La leggenda però ne data la diffusione almeno a 1000 anni prima, tra il 970 e il 930 prima di Cristo. Si racconta che il biblico Re Salomone se ne nutriva per attutire le pene sentimentali procurategli dalla Regina di Saba. Come lo spezzare il pane ebraico e poi cristiano, o la condivisione del riso per la cultura orientale, il couscous è il piatto dell’agape. Continua a leggere

Clavier Bio

ORTO E GUSTO, LA E-BOTTEGA IN MOVIMENTO

Clavier BioProdotti da agricoltura biologica e biodinamica a portata di “click”, direttamente dal produttore al consumatore: tutto ciò oggi è possibile grazie ad ortoegusto.it, la start-up fondata da Michaela Bollazzi, insieme a Bruno e Francesco, i suoi due intraprendenti soci.

Il progetto nasce nel 2009, dall’amore per il cibo di qualità, pensando al “pacco” della mamma, fatto con alimenti genuini, pieno di deliziosi sughi fatti in casa, frutta e ortaggi freschi, formaggi e dolci, che i pendolari più audaci portano con se, riempendo borse e valigie, nel tentativo di sopravvivere alla “fredda” metropoli. Cibi naturali e nutrienti, a volte davvero introvabili in città, acquistabili in una vera e propria bottega online, quella di un tempo, fatta di persone, catapultata ai giorni nostri.

Oggi la piattaforma conta circa una quindicina di fornitori, tra prodotti freschi e conservati; dall’azienda agricola di famiglia, che produce pomodorini ciliegini, zucchine e melanzane, ad altri produttori BIO, che forniscono arance, limoni, mandorle, vino, marmellate, conserve e tanti altri prodotti, anche dolciari.

Wicker basket with groceries isolated on whiteL’offerta di alimenti è davvero vasta, suddivisi e catalogati sul sito a seconda della tipologia: frutta e verdura, antipasti, pasta e riso, legumi e cereali, sughi, vino e liquori, birra artigianale, condimenti, marmellata e miele, prodotti per la colazione, succhi di frutta e prodotti vegani. Per un’alimentazione completa, all’insegna del benessere.

Tutti i prodotti sono a KmItalia o KmZero, nel rispetto del territorio e delle persone che ci lavorano, consentendo di valorizzare la tradizione ed offrendo cibi genuini e di alta qualità, in primis ad un pubblico già sensibile all’ambiente e all’alimentazione sana e sostenibile, ma anche al di fuori del pubblico di nicchia, per chi pensa che in fondo mangiare bene e comprare in modo sostenibile sia importante per tutti.

Acquistare è semplicissimo, basta affidarsi alla guida all’acquisto e seguire le poche semplici mosse. E’ anche possibile il “pick-and-pay”, ovvero “ordina online e ritira in negozio”, che si trova fisicamente a Milano.

Nutrimi Milano 2014

“RISCOPRIAMO GLI ALIMENTI TRADIZIONALI”

La globalizzazione dei consumi minaccia la condizione di equilibrio dell’alimentazione presso la popolazione. Contro questo rischio, sempre maggiore, i nutrizionisti italiani riuniti a Milano in occasione di NutriMI, il VIII Forum di Nutrizione pratica, lanciano l’appello alla rivalutazione degli alimenti della tradizione.

Le difficoltà all’adattamento dietetico e la perdita di identità gastronomica rischiano di rappresentare una confusa serie di proposte culinarie che generano inadeguatezza nelle scelte dietetiche”, ha affermato Vittorio Sironi, Direttore del Centro Studi sulla Storia del Pensiero Biomedico all’Università degli Studi Milano-Bicocca, intervenuto alla prima Sessione del congresso. La nutrizione ha sempre condizionato in maniera profonda la durata e la qualità della vita. Oggi l’effetto è ancora più significativo e risulta condizionato dall’integrazione di diverse culture alimentari. Una pluralità potenzialmente vantaggiosa, ma che “se non gestita in maniera ideale, può rappresentare un limite”, conclude l’esperto.

Il messaggio è chiaro: riscoprire gli alimenti tradizionali e quelli caratterizzanti l’identità alimentare italiana. La pasta, innanzitutto, e il pane. Ma anche il riso e i cereali. E poi i prodotti della terra tipici della Dieta Mediterranea: i legumi, le verdure e gli ortaggi, il pesce azzurro. Tra i grassi è meglio preferire quelli vegetali come l’olio extravergine di oliva. E la frutta. Le proteine oltre a venire dalla carne possono essere apportare anche con le uova, per troppi decenni demonizzate e, ovviamente, dal pesce.

nutrimi pastanutrimi leguminutrimi olio extravergine di oliva

Alimentazione tradizionale significa anche recuperare i piatti più classici come la pasta al pomodoro, quella con i legumi (fagioli, piselli, ceci, lenticchie e fave) o gli ortaggi, come le patate o i cavoli. E ancora verdure lesse o in insalata, come zucchinecarotefinocchibroccoli.

nutrimi - pasta al pomodoronutrimi - frutta e verduranutrimi patate

Incoraggiare il consumo di prodotti e alimenti della tradizione significa anche sostenere le filiere corte e dunque consumo responsabile e sostenibile, un altro tema forte emerso dagli esperti riuniti a Milano.

Burritos

BURRITOS, IL MESSICO NEL PIATTO

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BurritosUna tortilla ripiena, arrotolata e chiusa come un pacchetto, così da poter essere mangiata in piedi senza il rischio di sporcarsi. È il burrito, uno dei più famosi cibi messicani, oltre che un autentico street food: Continua a leggere

Young women in the kitchen

IL BRICOLAGE IN CUCINA, AVANZI E CREATIVITÀ

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Chi ha detto che per preparare piatti appetitosi sia necessario un grande dispendio economico? Anche con gli avanzi è possibile cucinare pietanze gustose e invitanti, con la certezza di risparmiare e di compiere un gesto responsabile nei confronti di tutti coloro che, ancora oggi, non hanno viveri a sufficienza per il proprio sostentamento. Continua a leggere

Minestrone alla milanese - Primi Lombardia

IL MINESTRONE ALLA MILANESE, BUONO TUTTO L’ANNO

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Gustato fumante è l’ideale per scaldarsi nelle giornate d’inverno, ma è ottimo anche in estate, servito freddo o tiepido. Il minestrone alla milanese è una ricetta che segue l’avvicendarsi delle stagioni, Continua a leggere

rice on wooden spoon

A VERCELLI LUNGO “LA STRADA DEL RISO”

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rice on wooden spoonIl percorso di 30 km che va da Vercelli fino al paese di Crescentino, è uno degli itinerari del gusto più antichi italiani. Già nota come la strada delle grange da qualche giorno è ufficialmente la prima (e unica) strada del riso. Continua a leggere

gluten free stamp

GLUTEN FREE, LE FARINE SICURE PER I CELIACI

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È l’intolleranza alimentare più diffusa al mondo e sta aumentando in maniera significativa anche nel nostro Paese, con 10mila nuovi casi ogni anno. La celiachia può comparire in qualsiasi età e non è possibile curarla, Continua a leggere