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Risotto ai funghi

TRUCCHI E CONSIGLI PER RISOTTI PERFETTI

Risotto allo zafferanoPreparare un buon risotto può essere abbastanza impegnativo se non si conoscono i giusti segreti. È un piatto delicato e gli errori che si possono commettere sono tanti compromettendo così il risultato finale. Si dice che il risotto sia in grado di percepire l’umore e di chi lo prepara e che se il cuoco no sta bene il risultato può risentirne. Sicuramente è un piatto che ha bisogno di un po’ di attenzione e cure per essere sicuri di portare in tavola una pietanza capace di stupire i commensali.

  • Pentola di risottoLa scelta del riso influisce abbondantemente sul rendimento. Prima di tutto è meglio sceglierlo di buona qualità. Solitamente si utilizza il Carnaroli, è molto apprezzato però anche il Vialone Nano, Arborio o il Roma.
  • Il soffritto si prepara con cipolla tritata molto finemente per non rischiare di trovare a fine cottura dei fastidiosi pezzetti. Prepararlo a parte e aggiungerlo al riso dopo la tostatura può essere un piccolo e furbo trucco per non rischiare di cuocerlo troppo o troppo poco.
  • È importante tostare il riso. Per farlo si deve mettere in pentola con olio o burro e scaldarlo a fuoco deciso per al massimo un minuto. Attenzione a non esagerare, il rischio di bruciarlo esiste e si rovinerebbe tutto ancor prima di iniziare.
  • Sfumare il riso con del vino è necessario per conferire un tocco di acidità al piatto e per sgrassare il riso dopo la tostatura. Meglio però scaldarlo prima di versarlo, utilizzarlo freddo blocca la cottura e rovina i delicati chicchi.
  • Per un buon risotto è bene utilizzare un brodo di carne, verdure o pesce, molto meglio se fatto in casa.Risotto ai funghi
  • Girare il riso o lasciarlo cuocere senza mai toccarlo? Sicuramente è un prodotto delicato quindi meglio non mescolare con troppa energia, si rischia di rompere i chicchi e di ritrovarsi una pappa poco invitante. Può essere una buona idea anche utilizzare una frusta al posto del mestolo di legno. In questo modo l’amido liberato dal riso si monta durante la cottura e il risultato è un risotto particolarmente cremoso.
  • Anche il momento della mantecatura è molto importante. Solitamente si fa a fuoco spento e con burro e formaggio grattugiato.
  • Il risotto si prepara sempre al momento, non è come una lasagna capace addirittura di migliorare con il riposo. Il risotto scaldato diventa appiccicoso e scotto.
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CONSIGLI PER IL RISOTTO PERFETTO

shutterstock_490796332Il risotto è un piatto tipico della cucina del Nord Italia. È molto versatile, si adatta infatti a preparazioni più semplici e povere ma anche ad altre più delicate e preziose, poiché si può cucinare abbinato a moltissimi ingredienti.

Non è difficile preparare un buon risotto, serve soprattutto un po’ di cura e attenzione ed è importante partire da ottime materie prime.

Esistono però un po’ di trucchi che possono aiutare ad ottenere un perfetto risultato finale.

  • Scegliere la giusta qualità di riso, solitamente Carnaroli o Vialone Nano.
  • Scegliere il giusto tegame. L’ideale sarebbe quello di rame, il meno adatto invece è l’antiaderente. In ogni caso meglio scegliere una pentola con bordi alti che contenga comodamente il riso.
  • Non lavare il riso prima della cottura, perderebbe parte delle sue sostanze, il rischio è che poi si sfaldi e che non risulti cremoso al punto giusto.
  • Il soffritto deve essere tagliato sottile per non rischiare di trovare a fine cottura pezzi troppo grossi di cipolla o scalogno che potrebbero risultare fastidiosi perché dal sapore troppo forte.
  • shutterstock_184366007Tostare sempre il riso, circa 30 secondi a fuoco vivace, facendo attenzione che non si bruci. Questa pratica permette di caramellare l’amido, così i chicchi terranno meglio la cottura. Molti Chef consigliano di tostarlo a secco senza ne’ olio ne’ burro.
  • Meglio mescolare il riso con una frusta invece che con il cucchiaio di legno. In questo modo l’amido del riso tenderà a montarsi e si otterrà un risotto ancora più cremoso.
  • È preferibile aggiungere il brodo poco alla volta e non sommergere il riso e gli altri ingredienti con troppo liquido.
  • Il brodo deve essere sempre molto caldo per non compromettere la cottura del riso.
  • La mantecatura è un momento molto importante. Si può utilizzare burro e formaggio grattugiato e mescolare energicamente, ma assolutamente a fuoco spento. Questo passaggio finale renderà il risotto ancora più cremoso.
  • Il risotto perfetto è ‘all’onda’ cioè morbido e cremoso. Attenzione dunque quando dosate il brodo se ne aggiungete troppo verrà una specie di minestra o, per farlo asciugare, rischierete di scuocerlo.
Pasto in ospedale

“EAT RESTAURANT”: A MILANO L’ALTA CUCINA ARRIVA IN OSPEDALE

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Pasto in ospedaleA Milano l’alta cucina arriva in ospedale: ad aprile, nella casa di cura “La Madonnina” – del Gruppo ospedaliero San Donato – ha aperto i battenti l’EAT Restaurant, il primo ristorante che porta in corsia le creazioni firmate dai giovani chef stellati dell’JRE (Jeunes Restaurateurs d’Europe), prestigiosa associazione che riunisce i nomi più promettenti del panorama culinario internazionale. A promuovere l’iniziativa Paolo Rotelli, presidente del Gruppo ospedaliero San Donato (GSD), insieme a Gilda Gastaldi, fondatrice del progetto EAT Alimentazione Sostenibile, lanciato nel 2009 dal GSD, che porta i principi dell’alimentazione sana all’interno di scuole e mense aziendali. Continua a leggere

Zenzero

PIÙ SALUTE IN CUCINA CON UN PIZZICO DI ZENZERO

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ZenzeroReso famoso nel mondo per l’associazione con il classico biscotto natalizio diffuso negli Stati Uniti e in Inghilterra, lo zenzero è sempre più impiegato in cucina, nella preparazione di primi, secondi e contorni, e sta conquistando le tavole europee, dove fino a poco tempo fa – tranne che nei paesi nordici – era poco utilizzato. Oggi non è difficile trovare pollo o polpette allo zenzero nei menù di ristoranti e gastronomie, anche gourmet. Continua a leggere

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UNA MINESTRA GOLOSA DELLA CUCINA SICILIANA: LE GANEFFE DI RISO IN BRODO

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In Sicilia anche una semplice minestra di riso in brodo può diventare una pietanza golosissima, perfetta per ritemprare il corpo e lo spirito nelle serate d’inverno. Come le ganeffe, piccole polpette di riso allo zafferano che vengono fritte in olio extravergine di oliva e servite fumanti nel brodo di carne, con un’abbondante spolverata di pecorino o caciocavallo grattugiato. Conosciute pure come badduzzi di risu cu brodu (palline di riso col brodo), sono tipiche delle province di Enna e Caltanissetta, dove vengono gustate a cena o come ‘piatto della domenica’ durante i mesi freddi. Non sono tra le specialità locali più famose, tanto che è veramente difficile trovarle nei ristoranti delle due città, così, per scongiurarne l’estinzione, il Ministero dell’Agricoltura qualche anno fa le ha inserite tra i Prodotti agroalimentari tradizionali dell’isola, accanto ad istituzioni della gastronomia siciliana come la caponata di melanzane, gli arancini e la cassata. Continua a leggere

Pompelmo rosa

DALLE SPREMUTE ALLE INSALATE, IL POMPELMO, UN UTILE AIUTO PER L’INVERNO

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Pompelmo rosa

Il succo che se ne ricava è tra le bevande più indicate durante l’inverno, perché permette all’organismo di fare il pieno di vitamina C e di preziosi antiossidanti, che rafforzano le difese immunitarie e tengono lontani raffreddori e malanni di stagione. Ma il pompelmo non si presta soltanto alla preparazione di salutari spremute: poco diffuso fino a qualche decennio fa, oggi al contrario viene utilizzato a tutto pasto, diventando protagonista di insalate, carpacci, persino di primi e secondi. Il merito è del suo sapore piacevolmente aspro, che lo rende adatto alla realizzazione di raffinate pietanze salate. Continua a leggere

Bambini_Africa

RISTORANTI CONTRO LA FAME: 30 CHEF ITALIANI PREPARANO I “PIATTI SOLIDALI”

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orecchiette e pomodoriniRiso allo zafferano con ossobuco di bovinoPancotto

Le orecchiette e i minchiareddhi – una pasta fresca tipica del Salento dalla forma di un maccheroncino allungato – conditi con pomodorini, olive celline e provola piccante, da assaggiare nella Trattoria “La Vecchia Botte” di Ugento (Lecce); le uova en meurette – affogate in una salsina di burro, cipolla e vino rosso – cucinate nel Ristorante “Ora d’aria” di Firenze; il risotto alla milanese con l’ossobuco, storica pietanza meneghina da gustare nella “Taverna del Verziere” di Milano. Continua a leggere

Tavola di Halloween

HALLOWEEN “ALL’ITALIANA” CON IL MENU A BASE DI ZUCCA

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Tavola di HalloweenNon è una tradizione del nostro Paese, ma da diversi anni la festa di Halloween è entrata anche nelle case italiane. E se per i più piccoli la vigilia di Tutti i Santi significa mascherarsi e bussare alle porte dei vicini chiedendo “Dolcetto o scherzetto?”, come fanno i loro coetanei oltreoceano, per gli adulti diventa un’occasione per trascorrere qualche ora in compagnia, tra piatti golosi e un buon bicchiere di vino. Continua a leggere

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SEMBRA UNA TORTA MA È UNO DEI CACI PIÙ PREGIATI DELLA TRADIZIONE PIEMONTESE: IL MONTEBORE

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Fu l’unico formaggio ‘ammesso’ al ricchissimo banchetto organizzato per il matrimonio tra Gian Galeazzo Sforza e Isabella d’Aragona, celebrato nel 1489 a Tortona. Forse Leonardo da Vinci, cerimoniere d’eccezione del nobile pranzo, lo scelse per la sua forma davvero unica, che ricorda quella di una torta nuziale e lo rende ancora oggi uno dei caci più pregiati della tradizione piemontese e italiana. Il Montebore è una formaggetta di latte vaccino e ovino, nata almeno mille anni fa nell’omonima frazione del comune di Dernice (Alessandria), nella Valle del torrente Curone, in un territorio al confine tra Piemonte e Lombardia con pochissime abitazioni, dominato da una natura rigogliosa e incontaminata. Continua a leggere

Riso alla pilota

IL RISO ALLA PILOTA, LA RICETTA DEI “PILADOR” DI CASTEL D’ARIO

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Riso alla pilota Castel d’Ario, piccolo borgo del mantovano a 20 km dal capoluogo, da secoli terra di risaie, è la patria di uno dei piatti più famosi della gastronomia di Mantova e dell’intera Penisola: il riso alla pilota. ‘Riso’ e non ‘risotto’, perché per prepararlo si segue un procedimento differente: i chicchi, infatti, non vengono tostati e poi cotti con l’aggiunta del brodo, ma lessati in acqua per una decina di minuti e in seguito insaporiti con il condimento – una spolverata generosa di grana grattugiato e la ‘salamella’ (una salsiccia fresca fatta con parti magre della spalla suina e grasso di pancetta e prosciutto), che viene privata del budello, sbriciolata e rosolata in abbondante burro. Per cucinarlo i casteldariesi utilizzano esclusivamente il Vialone Nano, una varietà che qui viene coltivata dai primi decenni del Novecento, caratterizzata da granelli ricchi di amido che tengono al meglio la cottura. Continua a leggere

Uva da tavola

UVA, UN BUON RIMEDIO CONTRO LO STRESS DA RIENTRO DALLE VACANZE

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Uva da tavola

Una ricerca di qualche anno fa dimostrava che mangiare uva a fine estate, in concomitanza con il rientro dalle vacanze, aiutasse l’organismo a riadattarsi ai ritmi quotidiani grazie alla melatonina presente nella buccia di quella nera, un ormone – nel corpo umano prodotto dall’ipofisi – che agisce come un tranquillizzante naturale, combattendo l’insonnia che spesso si accompagna alla ripresa degli impegni di lavoro (Fonte: Coldiretti/Italfruit). Del resto, le proprietà antidepressive dell’uva erano state accertate già dagli antichi, che ne bevevano il succo per combattere astenia e cattivo umore. Questo dolcissimo frutto disponibile al mercato fino a ottobre può esserci d’aiuto, quindi, per rendere meno ‘traumatico’ il ritorno alla vita di tutti i giorni! Continua a leggere

salva cremasco

L’INSOLITA FORMA CUBICA DEL SALVA CREMASCO, UN FORMAGGIO CONTRO LO SPRECO

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salva cremascoUn tempo, quando non esistevano impianti di refrigerazione e altri strumenti per conservare a lungo il cibo, contadini e pastori mettevano a frutto l’intelletto per evitare di sprecare anche un solo pezzo di pane o una goccia di latte. Così, per ‘salvare’ l’abbondante quantità di latte munto durante la stagione primaverile, che con il caldo estivo rischiava di andare perduto, nella Bassa Pianura Padana secoli fa ebbe inizio la produzione del Salva Cremasco, prelibato formaggio a pasta cruda considerato tra i fiori all’occhiello della tradizione casearia lombarda. Oggi viene lavorato, oltre che nell’intera provincia di Cremona, nella bassa bergamasca, nella pianura bresciana, nel lodigiano, nel milanese e nel lecchese. Continua a leggere

Curcuma

UNA SPEZIA CONTRO L’ALZHEIMER: LA CURCUMA

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Tra le spezie che troviamo sugli scaffali del supermercato da qualche tempo ce n’è una in più: la curcuma. Fino a non molti anni fa venduta esclusivamente dai negozi di cibi orientali, oggi si trova ovunque, conservata in barattoli di vetro o in bustina, pronta dare un tocco esotico a piatti di carne, pesce o verdura, oltre che a tingerli di un bel color giallo carico. Continua a leggere

barbabietola rossa

BARBABIETOLA ROSSA, UN CONCENTRATO DI BENESSERE

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barbabietola rossaDalle sua polpa si estrae il pigmento naturale, di una invitante tonalità tra il rosso e il fucsia, impiegato dall’industria alimentare per colorare liquori, dolci e gelati. In cucina, invece, la barbabietola rossa è un po’ trascurata: un vero peccato, dal momento che questo ortaggio dal colore brillante e dal sapore dolce è un vero concentrato di benessere ed è dotato di proprietà disintossicanti e rivitalizzanti. Ama il clima temperato e nelle regioni del Sud Italia cresce nella stagione primaverile, mentre nel Nord della Penisola è disponibile per tutta l’estate fino ai primi giorni d’autunno. Continua a leggere

ortica

L’ORTICA: TANTI BENEFICI DIETRO UN ASPETTO “PUNGENTE”

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I celti con le sue foglie cucinavano una minestra primaverile con cui celebravano il risveglio della natura. Anche greci e romani facevano largo uso dell’ortica, attribuendole efficaci proprietà “rinvigorenti”. Utilizzata per secoli dalle popolazioni mediterranee, questa pianta selvatica col passare del tempo è stata sempre più trascurata, non solo perché introvabile al mercato, ma soprattutto a causa del potere irritante dei suoi peli che ne rende difficile la raccolta. Non a caso gli antichi le attribuirono il nome di Urtica, dal verbo latino uro, “bruciare”. Continua a leggere

Panorama sul fiume Brenta a Dolo

IL “WEEKEND STRABIOLOGICO” PER CONOSCERE LE ECCELLENZE DELLA RIVIERA DEL BRENTA

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Panorama sul fiume Brenta a DoloNaviglio del BrentaVilla Pisani_Stra

L’asparago bianco di Giare, il carciofo violetto di Sant’Erasmo, il Riso Carnaroli di Torre di Fine, il Miele di barena: sono i cibi protagonisti del Weekend Strabiologico, un appuntamento che ogni anno porta in scena il meglio della gastronomia di Stra, borgo della provincia di Venezia che sorge sulle rive del Naviglio del Brenta. La XV edizione è in programma dal 24 al 26 aprile, nella cornice cinquecentesca di Villa Loredan, e rappresenta un’ottima occasione per trascorrere il finesettimana della Liberazione tra sapori pregiati e la maestosità delle numerosissime ville venete che caratterizzano la zona. Continua a leggere

Frittata di riso

FRITTATA DI RISO, LA SECONDA VITA DEL RISOTTO

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Frittata di risoÈ meno famosa di quella di pasta, ma rappresenta una soluzione altrettanto valida – e golosa – per dare una seconda chance al cibo avanzato dal pranzo o dalla cena del giorno prima. La frittata è il modo ideale per recuperare risotti e riso al sugo: invece di riscaldare gli avanzi e consumarli così come sono, è sufficiente unirli a qualche uovo sbattuto e a un po’ di formaggio grattugiato per dar vita a una pietanza del tutto nuova e molto saporita. Cucinarla, insomma è una scelta sostenibile che ci consente di evitare gli sprechi ma anche di sorprendere piacevolmente i commensali. Continua a leggere

Mimosa cake

FESTA DELLA DONNA: IL MENÙ ISPIRATO ALLA MIMOSA

Se la torta Mimosa è il piatto più rappresentativo che si prepara per la Festa della donna, negli anni la creatività di barman, chef e pasticcieri ha dato vita a tante altre portate e bevande create per menù a tema. E ogni anno l’offerta si allarga sempre di più. Ma gli ingredienti di base sono sempre gli stessi: lo Zafferano, innanzitutto, il tuorlo dell’uovo sodo, il Pan di Spagna, il mais, i Limoni e l’Ananas. Continua a leggere

Risotto con il tastasal

IL RISOTTO AL TASTASAL, UNA RICETTA VENETA

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Risotto con il tastasal Una ricetta ideale nella stagione invernale, quando il clima freddo e piovoso invita ad assaporare piatti caldi e sostanziosi per ritemprare corpo e spirito.

Arriva dalle campagne di Verona il risotto al tastasal, considerato tra i piatti più rappresentativi della cucina veneta. A Trevenzuolo, Vigasio, Castelnuovo del Garda e negli altri comuni del veronese non c’è ristorante che non lo includa nel menu, servendolo con un bicchiere di Valpolicella Superiore, corposo rosso DOC dal caratteristico sentore di mandorle amare, o di Valdadige Rosso. È cucinato con il Riso Vialone Nano IGP, una pregiata varietà coltivata nella bassa veronese, perfetta per i risotti: i chicchi di media grandezza e ricchi di amido, infatti, resistono bene alla cottura e assorbono ogni tipo di condimento. Continua a leggere

topinambur

TOPINAMBUR, IL CARCIOFO DI GERUSALEMME

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Appartiene alla famiglia dei girasoli, ha il sapore di un carciofo e l’aspetto dello zenzero, ma è considerato un tubero perché cresce sottoterra, come le patate. È il topinambur, una radice dalle diverse “identità” che fa la sua comparsa al mercato nel periodo invernale. Continua a leggere

www.biteg.it

PANISCIA, PANISSA, PANIZZA: UNA SPECIALITÀ PIEMONTESE

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Un piatto unico, nutriente e sostanzioso, ideale da assaporare con l’arrivo dei primi freddi e delle temperature più rigide. La paniscia è una specialità a base di riso e fagioli diffusa in diverse località del Piemonte, con nomi diversi – così è chiamata a Novara, mentre a Vercelli è detta “panissa” e in Valsesia “panizza” o “paniccia” – e alcune varianti che cambiano da una zona all’altra della regione. Continua a leggere

fettuccine ai funghi champignon con prezzemolo e olio di oliva

FUNGHI, ZUCCA E FORMAGGIO PROTAGONISTI DEI 10 PIATTI AUTUNNALI PIÙ DIFFUSI

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Con l’autunno tornano in cucina alcuni dei prodotti alimentari caratteristici del Paese: i funghi, la zucca, le castagne, i formaggi. Sono loro i protagonisti dei primi dell’autunno: piatti profumati e succulenti che portano in tavola l’atmosfera di questa stagione così ricca di colori caldi e sapori intensi. Continua a leggere

Funghi Porcini

FUNGHI PORCINI, IL PROFUMO DEI BOSCHI IN TAVOLA

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Trasformano una semplice bruschetta o un’insalata in pietanze da chef e sono protagonisti di raffinati carpacci, primi piatti e contorni da leccarsi i baffi. I porcini sono tra le più gustose meraviglie che la natura ci regala nei mesi autunnali e in cucina possono essere impiegati in tanti modi, sia crudi che cotti. Dotati di un gambo spesso e dell’inconfondibile “cappello” – che in alcuni casi può raggiungere i 30 centimetri di larghezza –, si caratterizzano per la polpa carnosa, saporitissima, impregnata di tutti i profumi del bosco. Iniziano a spuntare tra settembre e ottobre, con l’arrivo delle prime piogge, sotto a faggi, querce e castagni. Continua a leggere

fichi

I FICHI, UN TOCCO DI DOLCEZZA A OGNI PIATTO

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fichiI più buoni sono i tardivi, che raggiungono la maturazione tra fine agosto e settembre, come il Brogiotto Nero, dalla buccia nerastra e polpa dolcissima, il Dottato, con la buccia verde e adatto all’essiccazione, l’Albachiara o Abate, dalla polpa chiara e delicata, e il Rigato o Panachè (come è chiamato in Liguria), una singolare tipologia dalla buccia striata. I fichi sono tra i protagonisti della cucina italiana dell’estate. Continua a leggere

orzotto con piselli

ORZOTTO, IL RISOTTO DI ORZO

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orzotto con piselli“Lasciate fondere il burro in un tegame, unite la cipolla tagliata finemente, poi aggiungete il riso e fatelo tostare, bagnatelo con il vino bianco e infine con il brodo, mescolando in continuazione…”. Continua a leggere

Foto: www.viniesaporidilombardia.it

IL PANNERONE DI LODI, UN FORMAGGIO “DOLCEAMARO”

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Su una fetta di pane casareccio o sui crostoni di polenta: il Pannerone di Lodi in Lombardia viene gustato semplicemente così. Questo formaggio a pasta morbida, ottenuto esclusivamente da latte vaccino intero, ricco di panna – panèra in dialetto lodigiano vuol dire infatti “crema di latte” –, vanta caratteristiche uniche nel panorama caseario italiano: dolce e amabile ad un primo assaggio, nasconde in realtà un fondo quasi amaro, che ricorda il sapore della mandorla. Continua a leggere

culatello

CULATELLO DI ZIBELLO, IL SALUME AMATO DA D’ANNUNZIO

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culatelloTagliato a mano e accompagnato soltanto da una fetta di pane casereccio e da un fiocchetto di burro. È il modo migliore per assaporare il gusto dolce e delicato del Culatello di Zibello, tra i salumi italiani più nobili, e godere appieno del profumo intenso e della morbidezza delle sue carni. Continua a leggere

Bresaola della Valtellina

TRA I SALUMI ITALIANI È UNO DEI PIÙ PREGIATI: LA BRESAOLA

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Bresaola della ValtellinaIl modo più diffuso di consumarla, da secoli, è cruda al carpaccio. Ma la bresaola, uno dei salumi più antichi, è una protagonista della cucina, dove viene utilizzata cruda e cotta. La più famosa è quella della Valtellina, che sabato 21 giugno è stata celebrata con un carpaccio da guinness di 50 metri nell’ambito del Bresaola Festival a Sondrio.

Il successo della bresaola è recente e risale alla fine degli anni ’90, nato dal matrimonio con Parmigiano Reggiano e rucola, in un piatto, divenuto nazional-popolare, in cui è impiegata marinata con succo di limone, olio extra vergine di oliva e pepe. Continua a leggere

Davide Scabin

CREATIVITÀ E BENESSERE IN CUCINA SECONDO DAVIDE SCABIN

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Davide ScabinLa creatività in cucina è un valido aiuto per coloro che soffrono di patologie legate all’alimentazione. Ad affermarlo è Davide Scabin, chef pluri stellato e pluripremiato – il suo ristorante Combal Zero a Torino è stato riconosciuto con Due stelle Michelin e Tre forchette Gambero Rosso – e Continua a leggere

grana e aceto balsamico

ACETO BALSAMICO, L’ORO NERO DI MODENA

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grana e aceto balsamico

È un’esclusività del made in Italy che il mondo ci invidia. Detto anche Oro Nero per il suo pregio, l’Aceto Balsamico nasce in Emilia Romagna in tempi molto lontani e oggi indica in realtà due prodotti diversi: Continua a leggere

Capperi

CAPPERI, CHE DELIZIA!

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CapperiPiccoli ma ricchissimi di sapore, sono in grado di valorizzare numerose pietanze e di dare carattere ai piatti più semplici: i capperi – ovvero i boccioli, e non i frutti, della Capparis spinosa – sono un vanto della gastronomia italiana e sono impiegati in molteplici preparazioni, dalla pasta alla carne, dal pesce alle verdure. Continua a leggere

8 invertito

8Sono i kg di carciofi consumati in media da un italiano in un anno

 

 

 

 

 

 

 

 

Cuore di carciofiTra i contorni più diffusi, in casa come al ristorante, ma usati molto anche nella preparazione di primi e secondi, i carciofi sono tra gli ortaggi preferiti dagli italiani, con un consumo annuo pro capite di circa 8 kg (fonte Bayer Crop Science-Iulm, 2013), contro un consumo medio europeo inferiore ai 2 kg: veramente tanti. Significa che ogni italiano ne mangia almeno 150 grammi a settimana.

Il carciofo alla giudia, come lo si mangia a Roma, è sicuramente il contorno più noto e famoso, privato solo delle foglie esterne violacee e della parte finale del gambo, lasciato intero e fritto in abbondante olio extravergine; non sono da meno, però, i carciofini sott’olio. Ma agli italiani piacciono molto anche stufati con olio e olive nere, lessi o leggermente soffritti. Il risotto ai carciofi è uno dei piatti tipici della cucina italiana. Coltivato un po’ ovunque in Italia che ne è, storicamente, il maggior produttore mondiale con più di 500.000 tonnellate (il 35% della produzione mondiale), il carciofo cresce anche in poca terra tanto che si sta diffondendo come coltura anche negli orti su balcone o terrazzo.

L’impiego del carciofo in cucina, con oltre 270 ricette regionali menzionate, testimonia la notevole versatilità di questo ortaggio e la sua forte tradizione alimentare” – afferma Nicola Calabrese, ricercatore presso il CNR di Bari e coordinatore scientifico del volume Il carciofo e il cardo della collana “Coltura&Cultura” di Bayer CropScience, il più ampio testo mai scritto sul carciofo. “In tutte le civiltà che si sono sviluppate intorno al bacino del Mediterraneo si trova traccia della conoscenza e dell’uso di questa pianta, la cui storia ha inizio circa 12.000 anni fa, anche grazie alle molte virtù che gli erano attribuite e alle sue apprezzate qualità organolettiche.

Farciti, come le pasquali mammarelle napoletane o con la pasta, altra ricetta tradizionale italiana, a spicchi, in pastella, sono divenuti un componente fondamentale del fritto misto. È quasi scontato ricordare che dai carciofi si ottiene anche un ottimo amaro, il Cynar, tra i più apprezzati dopo pasto.

Incoronato dalla storia re dell’orto” – sostiene Frank Terhorst, Amministratore Delegato di Bayer CropScience in Italia – “resta una coltura impropriamente definita minore, ma fondamentale per l’economia di alcune regioni e per il ruolo insostituibile nella dieta“.