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SOCIAL E RISTORANTE, UN CONNUBIO SEMPRE PIÙ FORTE

foto piatti ristoranteAndare al ristorante e pagare con Instagram? Oggi si può!

Non è un nuovo servizio del social network, una carta di credito da utilizzare contact less, ma l’idea di un ristorante di Milano che sembra molto ispirato a Black Mirror la famosa serie televisiva britannica. In un ristorante di Milano chi ha almeno 5000 follower può ordinare un piatto gratis, quattro piatti per chi ha 10.000 a 50.000 seguaci e otto per chi ne ha tra i 50.000 e i 100.000. Chi riesce a superare anche quest’ultima soglia, si guadagna un pasto all you can eat senza pagare nulla.

Un’idea originale che è in linea con le abitudini rivelate da una ricerca Doxa secondo la quale sono 7 su 10 gli italiani che condividono foto scattate al ristorante.

foto piattiAi primi tre posti della classifica delle foto che i clienti più amano fare al ristorante e postare sui propri social, ci sono proprio i piatti appena usciti dalla cucina, per il 51% delle persone. Le foto della compagnia attorno al tavolo guadagnano il secondo posto, scattate dal 28% delle persone, e immagini generiche all’interno del ristorante che hanno l’intenzione di comunicare in quale ristorante ci si trova sono scattate dal 21% degli italiani.

selfie ristoranteI social sono un canale importante per i ristoratori perché è attraverso questo strumento che spesso si prenota al ristorante, l’abitudine di riservare un tavolo tramite App è infatti in crescita del 7%rispetto all’anno scorso. E sono anche lo strumento utilizzato dal 60% delle persone per scovare nuovi posti in cui andare, e su cui leggere recensioni per aiutarsi nella scelta del locale da sperimentare.

Uscire a cena è un piacere molto amato lungo tutto la penisola, sempre secondo la ricerca Doxa gli italiani escono a cena in media 5 volte al mese, otto italiani su 10 mangia al ristorante almeno una vola al mese. Chi ha un ristorante deve tenere in considerazione anche che sono i più giovani, le persone tra i 18 e i 34 anni quelli che escono a cena con più frequenza, superano infatti le sei volte al mese.

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IL SOCIAL EATING, UNA DIVERTENTE NOVITÀ NEL MONDO DELLA RISTORAZIONE

shutterstock_275521508La sharing economy o consumo collaborativo è un insieme di pratiche di scambio o condivisione di beni o servizi che propongono un’alternativa al consumo senza criterio. Si tratta di iniziative che hanno spesso l’intento di ridurre l’impatto sull’ambiente. Sono nati in questi anni numerosi ed interessanti esempi. È possibile ridurre le spese di viaggio facendosi ospitare o condividendo la propria vettura. Le persone che amano l’avventura e vogliono scoprire il mondo limitando le spese, possono fare couchsurfing. Chi sceglie questo tipo di viaggio viene ospitato gratuitamente nella casa di un utente del sito di riferimento. ottenendo un risparmio economico da un lato e un guadagno in termini di scambio interculturale e conoscenza di usi, costumi e territorio dall’altro.

shutterstock_360738494Ora c’è una novità, la possibilità di offrire la propria casa trasformandola, per una sera, in ristorante. Scelgono questa originale soluzione persone appassionate di cucina, che amano avere ospiti a cena e che desiderano aprire le porte della propria abitazione a commensali sconosciuti. Per alcuni può diventare anche un business.

Questa pratica, che viene definita social eating, si dirama attraverso il vecchio e sempre vincente passaparola, ma anche attraverso siti specializzati. Un’uscita a cena originale per i clienti, che hanno così l’occasione di conoscere persone, magari abbinato al couchsurfing, può essere un modo molto divertente di viaggiare conoscendo sempre persone nuove.
A volte i padroni di casa, oltre a preparare un ottimo menù, organizzano anche l’intrattenimento per la serata, magari invitando un cantautore della scena musicale della propria città.

shutterstock_398214244Partecipare a queste cene significa trovarsi in una tavola di quattro persone o anche in tavolate numerose, dipende dalle dimensioni della casa e dalle capacità di chi ospita i commensali.  Il prezzo medio non è particolarmente alto, si aggira intorno a 25/30 euro a testa, per un menù che comprende anche il vino accuratamente abbinato.  I siti più conosciuti sono Vizeat, Eatwhit e Gnammo. Le prime due utilizzate per ora principalmente all’estero, la terza invece è la prima piattaforma nata proprio in Italia e che sta riscuotendo un buon successo.

Su quest’ultima i cuochi ottengono dei punteggi che sono indicativi dell’ospitalità e delle capacità culinarie offerte. Dopo aver partecipato ad una serata, viene infatti richiesto di lasciare un feedback che possa essere utile per descrivere le capacità dell’ospite e per far sì che acquisti credibilità. Naturalmente una valutazione viene data anche al cliente che su questa piattaforma viene chiamato ‘gnammer’.

Il social eating potrebbe essere il futuro, sicuramente al momento è una curiosa novità per gli amanti della tavola e delle compagnia.

Pasto in ospedale

“EAT RESTAURANT”: A MILANO L’ALTA CUCINA ARRIVA IN OSPEDALE

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Pasto in ospedaleA Milano l’alta cucina arriva in ospedale: ad aprile, nella casa di cura “La Madonnina” – del Gruppo ospedaliero San Donato – ha aperto i battenti l’EAT Restaurant, il primo ristorante che porta in corsia le creazioni firmate dai giovani chef stellati dell’JRE (Jeunes Restaurateurs d’Europe), prestigiosa associazione che riunisce i nomi più promettenti del panorama culinario internazionale. A promuovere l’iniziativa Paolo Rotelli, presidente del Gruppo ospedaliero San Donato (GSD), insieme a Gilda Gastaldi, fondatrice del progetto EAT Alimentazione Sostenibile, lanciato nel 2009 dal GSD, che porta i principi dell’alimentazione sana all’interno di scuole e mense aziendali. Continua a leggere

Fettuccine Alfredo

IL SEGRETO DELLE FETTUCCINE ALL’ALFREDO

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Fettuccine AlfredoLe fettuccine con burro e parmigiano sono amatissime da adulti e bambini: grazie al loro sapore delicato e alla consistenza cremosa piacciono proprio a tutti e sono perfette per una ‘cena dell’ultimo minuto’, quando il tempo da trascorrere ai fornelli è poco o la dispensa è vuota, ma non si vuole rinunciare a qualcosa di appetitoso. Forse non tutti sanno che questa semplice e buonissima ricetta ha alle spalle oltre un secolo di storia e che – all’estero molto più che in Italia – è famosa con il nome di “Fettuccine all’Alfredo”. Continua a leggere

Cena al ristorante

50% ALLA CASSA, CON THE FORK L’ALTA CUCINA SI APRE AL GRANDE PUBBLICO

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the fork festival

Pranzare o cenare in uno dei migliori ristoranti del nostro Paese, gustando specialità regionali, piatti cucinati con ingredienti biologici o creazioni ‘esclusive’ degli chef ad un prezzo contenuto. Fino al 25 marzo sarà possibile farlo grazie a The Fork Festival, l’iniziativa promossa da The Fork – piattaforma di TripAdvisor dedicata al booking enogastronomico – con il supporto di American Express, che permette di prenotare in 500 locali selezionati della Penisola pagando la metà. Continua a leggere

Mensa scolastica

“STELLE TRA LE MENSE”: LE RICETTE DEGLI CHEF STELLATI NELLE SCUOLE TOSCANE

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Mensa scolastica

A mensa come al ristorante, serviti da chef stellati. È l’esperienza che faranno dal mese di marzo gli alunni delle scuole primarie di San Casciano in Val di Pesa, Barberino Val d’Elsa e Tavarnelle, Continua a leggere

www.comieco.org

LA DOGGY BAG DIVENTA “FAMILY BAG”, IL CONTENITORE DI TENDENZA CONTRO LO SPRECO

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Nel 2015, 7,3 milioni di italiani festeggeranno il Natale fuori casa, prediligendo menu fissi con sei o sette portate (dati Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi), per assaggiare paste ripiene, arrosti, capponi farciti e altre delizie tipiche della tradizione regionale. Quanti trascorreranno il 25 dicembre in un ristorante padovano, avranno un’occasione in più per evitare che gli avanzi di pranzi così abbondanti vadano sprecati: lo scorso 10 dicembre, Ministero dell’Ambiente, Unioncamere Veneto e CONAI hanno presentato la “Family Bag”, la prima doggy bag “all’italiana” per portare a casa ciò che non si riesce a consumare al ristorante. Il progetto pilota prevede la distribuzione dei contenitori all’interno di un centinaio di locali di Padova, ma l’intenzione è di estendere l’iniziativa all’intera regione e in futuro al resto della Penisola. Continua a leggere

Bambini_Africa

RISTORANTI CONTRO LA FAME: 30 CHEF ITALIANI PREPARANO I “PIATTI SOLIDALI”

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orecchiette e pomodoriniRiso allo zafferano con ossobuco di bovinoPancotto

Le orecchiette e i minchiareddhi – una pasta fresca tipica del Salento dalla forma di un maccheroncino allungato – conditi con pomodorini, olive celline e provola piccante, da assaggiare nella Trattoria “La Vecchia Botte” di Ugento (Lecce); le uova en meurette – affogate in una salsina di burro, cipolla e vino rosso – cucinate nel Ristorante “Ora d’aria” di Firenze; il risotto alla milanese con l’ossobuco, storica pietanza meneghina da gustare nella “Taverna del Verziere” di Milano. Continua a leggere

slow food planet

SLOW FOOD PLANET: TUTTI I LOCALI “SLOW” ALLA VELOCITÀ DELLE NUOVE TECNOLOGIE

slow food planetC’è tutto il cibo “Buono, pulito e giusto” dei quattro angoli del pianeta in Slow Food Planet, la nuova applicazione per smartphone e tablet appena nata in casa Slow Food.

Uno strumento che unisce alla velocità della tecnologia la filosofia “lenta” della storica associazione fondata da Carlo Petrini, per offrire ai viaggiatori in giro per il mondo l’opportunità di scovare osterie, negozietti, ristorantini tipici che non sono ancora sotto i riflettori delle guide gastronomiche internazionali, ma che sanno raccontare molto del posto in cui si trovano e lo rendono unico. Si va dalla “Pratkit Bakery” di Barcellona, un hotel a tre stelle con annessa una panetteria che sforna pane, brioche e croissant impastati a mano, al “Restaurante do Bira” di Rio de Janeiro, con vista sulla costa di Marambaia, che serve prodotti ittici freschissimi pescati direttamente dal cuoco, Ubiratan de Souza Leal, dall’“Espressofabriek” di Amsterdam, dove i clienti possono gustare il caffè appena tostato al piano di sopra, al “Civaiolo” di Firenze, il bottegaio che nel suo locale di Via Taddea, accanto a legumi e baccalà, vende ogni genere di oggetti per la casa, dai chiodi alle guarnizioni per la moka.

L’app vuole essere anche un modo per accogliere in Italia i visitatori stranieri che arriveranno a Milano per Expo e guidarli alla scoperta delle eccellenze del Bel Paese.

Realizzata da Slow Food Editore con il supporto di Lavazza e disponibile in italiano e in inglese, Slow Food Planet è stata lanciata il 16 aprile scorso ed è scaricabile gratuitamente da Apple Store e Google Play con un territorio a scelta (10 per i soci); entro novembre 2015 conterà 12.500 segnalazioni – di cui 4.000 in Italia – in 22 Paesi, dalla Francia al Messico, dalla Spagna agli Stati Uniti, dal Brasile al Giappone. “Vogliamo che entro la fine del 2018 tutto il mondo sia mappato, dalle grandi città alle aree più remote del Sud del mondo”, sostiene Carlo Petrini.

Il database viene alimentato grazie al lavoro di 150 coordinatori, redattori e traduttori; le segnalazioni, invece, arrivano da 2.000 soci Slow Food sparsi per il mondo, persone che conoscono bene il territorio, frequentano i locali, parlano con i gestori e sanno indicare ai turisti e a chi è in viaggio per lavoro dove bere una buona birra artigianale, gustare la colazione del luogo, comprare i formaggi tipici oppure la frutta e la verdura a km zero. Proprio come un amico “che vive nella città dove ci si sta per recare chiedendo un consiglio su dove andare a cena”, commenta il curatore del progetto Eugenio Signoroni.

Slow Food PlanetCome funziona? Dopo aver specificato l’“Area Slow Food” in cui ci si trova, è possibile trovare il locale giusto in base alla “tipologia”, al “prodotto” o all’“atmosfera” – cena romantica, gita, pranzo informale – desiderata, oppure utilizzando il dispositivo di geolocalizzazione. Ogni segnalazione è corredata da tutte le informazioni utili visualizzate in un’unica scheda: descrizione, foto, indirizzo, numero di telefono, fascia di prezzo e costo medio di un pasto, collegamento al sito web, orario di apertura e mappa.

Ma la parola chiave di Slow Food Planet è “tempo”, che troviamo nelle tre sezioni principali dell’app: “Tempo per Mangiare” offre una selezione di ristoranti, osterie, pizzerie, bistrot, burgherie e bar, compresi quelli che propongono menù per celiaci o vegetariani, take away, locali aperti 24 ore al giorno; “Tempo per me” riunisce brunch cafè, sale da tè, cocktail bar, tutti quei luoghi, insomma, in cui rilassarsi dimenticando l’orologio; “Tempo per comprare”, infine, seleziona mercati contadini, botteghe e piccoli produttori, per portare a casa salumi, formaggi, cioccolato, vini e altre specialità.

http://bragonline.org.uk/

RI-GUSTAMI A CASA, LA DOGGY BAG FA BENE ALL’AMBIENTE

http://bragonline.org.uk/

bragonline.org.uk

All’estero chiederla è una consuetudine consolidata ormai da anni, tanto che persino la first lady Michelle Obama, nel 2009, quando era a Roma per il G8 – evidentemente abituata a fare così in patria – portò via tranquillamente gli avanzi della cena dal ristorante “I maccheroni” della Capitale. In Italia, al contrario, la doggy bag è guardata ancora con sospetto, o meglio, con imbarazzo.

E invece uscire dal locale con il sacchetto o la vaschetta contenente il cibo rimasto nel piatto non solo rappresenta un diritto del cliente – sancito addirittura da una sentenza della Cassazione nel luglio scorso –, ma anche un gesto decisamente green, che fa bene all’ambiente.

rigustami a casaLa Provincia autonoma di Trento lo ha capito già tre anni fa, lanciando l’iniziativa Ri-gustami a casa, nata per diffondere la cultura del riciclo del cibo avanzato sui tavoli di bar e ristoranti. Nei locali trentini sono i ristoratori stessi a proporre ai clienti di portare a casa quello che non sono riusciti a mangiare, riponendo il tutto all’interno di una speciale “eco-vaschetta”, fabbricata con la carta proveniente da foreste certificate FSC (Forest Stewardship Council), un’organizzazione internazionale che promuove la gestione responsabile dei boschi.

In questo modo, al consumatore viene evitato il disagio della richiesta e portare con sé la doggy bag diventa molto più naturale: una strategia che, dal 2011 a oggi, ha fatto aumentare di quattro volte – dal 20 si è passati all’80% – la percentuale di persone che, una volta terminato il pranzo o la cena fuori, torna a casa con il sacchetto “virtuoso”, con oltre 50mila eco-vaschette distribuite.

Vivere a spreco zero

www.ecoristorazionetrentino.it

A beneficiare della campagna sono i ristoratori, che riducono significativamente la quantità di rifiuti organici da smaltire, gli stessi clienti, che così evitano di spendere più di quanto abbiano effettivamente consumato, e l’ambiente, con una diminuzione importante degli sprechi.

Le stime parlano di un risparmio notevole, con 4,6 chilogrammi – in media – di avanzi recuperati da ciascun locale in un mese. Se il recupero divenisse sistematico, ogni ristorante eviterebbe di gettare via oltre 55 chili di cibo l’anno.

A conferma del successo di Ri-gustami a casa è arrivato, il 24 novembre, il riconoscimento di Last Minute Market, società nata nel ’98 come spin-off dell’Università di Bologna che opera sul territorio recuperando beni invenduti (alimenti in eccedenza nei supermercati, pasti pronti nelle mense scolastiche e aziendali, farmaci da banco) e destinandoli a Onlus ed enti caritativi. Alla presenza del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, il progetto altoatesino ha ricevuto il premio “Vivere a spreco zero” nella categoria “Enti pubblici”, per l’impegno e il contributo tangibile dato in questi anni nella lotta allo spreco alimentare. Un altro piccolo passo verso un mondo più sostenibile.

Gluten free

VIAGGIARE SULLE GLUTENFREE ROADS

Gluten free Un finesettimana a Praga o a Parigi, una vacanza in Spagna, oppure il viaggio della vita in Indonesia o a Cuba. Momenti felici che per le tante persone che soffrono di intolleranza al glutine – nel nostro Paese le stime parlano di ben 600mila casi, in pratica un italiano su cento – possono trasformarsi in un problema: come fare, in “terra straniera”, a trovare ristoranti, hotel o supermercati che dispongono di alimenti gluten free? Da oggi, però, la soluzione è a portata di smartphone e tablet.

Nel vasto mondo delle app gastronomiche, infatti, da qualche mese ne è arrivata una davvero utile. Si chiama Glutenfree Roads e può rappresentare un valido aiuto per tutti i celiaci che, all’estero, devono fare la spesa o scovare un locale che cucini pietanze adatte alle loro esigenze.

Disponibile fino a pochi mesi fa soltanto in inglese, ora l’applicazione esiste pure in italiano, francese, tedesco e spagnolo ed è scaricabile gratuitamente, da Google Play per sistemi operativi Android e dall’Apple Store per iOS.

Attualmente sono più di 40mila gli indirizzi selezionati, ma l’elenco è in continuo aggiornamento, anche grazie al prezioso contributo degli utenti che possono segnalare locali e punti vendita, poi sottoposti al controllo qualità dello staff di Glutenfree Roads.

glutenfree roadsCi sono ristoranti, pizzerie, alberghi, negozi e supermercati suddivisi per categoria (mangiare, viaggiare e acquistare) e corredati dalle valutazioni degli fruitori, sparsi tra tredici stati in tre continenti: nell’America del Nord e del Sud figurano New York e Chicago negli Stati Uniti, Vancouver in Canada, L’Avana a Cuba e Quito in Ecuador; in Asia la capitale indonesiana Giacarta; in Europa troviamo il maggior numero di destinazioni, tra Francia (Parigi), Germania (Berlino), Norvegia (Oslo), Repubblica Ceca (Praga), Svezia (Stoccolma), Svizzera (Zurigo) e Spagna (Barcellona, Granada e Andorra).

L’Italia per ora è presente con Roma, Milano, Torino e Firenze, perciò chi ha in programma un viaggetto in una di queste quattro città, oppure vive qui e vuole semplicemente trovare la location giusta per pranzare o cenare fuori con gli amici trovando un menu senza glutine, da ora potrà farlo in poche mosse.

Una volta scaricata l’applicazione, è possibile creare il proprio profilo personale ed entrare a far parte di una community di “viaggiatori” con cui scambiare opinioni, leggere i feedback dei locali da parte degli utenti, pianificare il percorso e calcolare le distanze per raggiungere il posto desiderato, tramite un comodo dispositivo di localizzazione GPS.

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I MIGLIORI RISTORANTI ITALIANI DEL MONDO CON L’APP DI GAMBERO ROSSO

app_gambero rossoUn viaggio avventuroso nello Yucatan o alla scoperta delle meraviglie della Grande Barriera Corallina? Una fuga romantica a Parigi o un soggiorno all’insegna del completo relax sulle spiagge della California? Non importa dove abbiate deciso di trascorrere le vacanze, da quest’anno non sentirete più la nostalgia della cucina made in Italy. Una neonata app firmata Gambero Rosso, infatti, è pronta a guidarvi nella ricerca dei migliori locali italiani oltreconfine.

Da oggi, nella numerosa famiglia delle applicazioni sviluppate dalla prestigiosa casa editrice – “Formaggi e vini”, “Sua Eccellenza Italia”, “Italian Food”, per citarne solo alcune – c’è un membro in più: si chiama “Ristoranti italiani del mondo” ed è una vera e propria mappa che localizza 365 ristoranti sparsi in 40 Paesi nei cinque continenti, disponibile per iPhone e iPad (in italiano e inglese) e scaricabile gratuitamente dall’Apple StoreRealizzata in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, la nuova app vuole essere uno strumento utile per i nostri connazionali all’estero ma intende anche valorizzare il ricchissimo patrimonio enogastronomico dello Stivale sfruttando le potenzialità del web 2.0.

Ma quali sono i criteri secondo i quali un ristorante può essere definito a pieno titolo “italiano”? Innanzitutto l’impiego di prodotti tipici, che “devono assolutamente essere nostrani”, come chiarisce il Gambero Rosso, e utilizzati per dar vita alle ricette della tradizione. Largo quindi a Parmigiano Reggiano, pasta, salumi, formaggi, olio extravergine di oliva e a “tutto quel che rappresenta l’identità gastronomica del nostro paese”. Ma anche la capacità di combinare ingredienti autoctoni – come l’agnello gallese, allevato nel Regno Unito e presente da dieci anni sul mercato italiano, il pollo di Bresse (Francia) o il pesce di altri paesi del Mediterraneo – per realizzare pietanze “coerenti con la nostra cucina”.

app gambero rosso_fratelli panellaPresentata lo scorso 30 luglio alla Città del Gusto del Gambero Rosso, a Roma – uno spazio di oltre 8mila metri quadrati sulle rive del Tevere sede di convegni, laboratori, corsi –, Ristoranti italiani nel mondo riunisce le location più esclusive e le trattorie a gestione familiare, le pizzerie e le catene che restano fedeli alla cultura gastronomica della Penisola.

E poi le filiali internazionali dei nomi dell’alta cucina – Antonino Cannavacciuolo, Davide Scabin, Pietro Parisi, Giancarlo Perbellini –, i locali di noti chef italiani che hanno scelto di trasferirsi all’estero – Adriano Baldassarre, Nino Graziani, Giorgio Locatelli – e quelli di coloro che italiani non sono, ma che hanno fatto dell’italianità a tavola il loro segno distintivo – come il tedesco Heinz Beck e la francese Annie Feolde.

Insomma, in qualunque posto vi troviate, che sia in America o Asia, in Europa o Australia, per mangiare una specialità di casa nostra vi basterà selezionare sullo schermo dell’ iPhone o dell’iPad il Paese e la città – usufruendo eventualmente della funzione “near-by” per trovare il locale più vicino – e vi apparirà la scheda del ristorante con i dati anagrafici, il prezzo medio, la mappa con il percorso, i contatti e la valutazione del Gambero Rosso.

mondiali brasile2014_cibo

#BRAZIL2014, FOOD & FOOTBALL

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mondiali brasile2014_ciboI Mondiali di Calcio, che saranno seguiti in tv da milioni di persone, non rappresentano solo un importante appuntamento sportivo ma anche culturale e gastronomico, perché attraverso le trasmissioni legate allo sport si parla anche di cibo, sia locale che quello consumato dagli sportivi. Il nostro Ministero delle Politiche agricole in collaborazione con la Figc ha addirittura promosso una campagna sui prodotti alimentari italiani. Continua a leggere

Stelle e forchette

STELLE & FORCHETTE, GROUPON SOSTIENE TELETHON

Stelle e forchette_Groupon per Telethon

Quante volte è capitato di acquistare un coupon online per gustare, ad un costo contenuto, una bella cenetta in uno degli eccellenti – e numerosi – ristoranti sparsi nella Penisola? Dalla prossima settimana e per tutta l’estate, trascorrere una serata in un locale “stellato” o “forchettato” attraverso i deal di Groupon avrà un sapore diverso e speciale.

Grazie all’iniziativa Stelle & Forchette, l’azienda, leader mondiale nel commercio di buoni sconto sul web, ha deciso di dare il suo contributo alla Fondazione Telethon, in primo piano dal 1990 nella ricerca contro la distrofia muscolare e le altre malattie genetiche, che per la loro rarità sono spesso trascurate dagli investimenti sia pubblici che privati. Da lunedì 7 a domenica 11 maggio sarà possibile comprare un menu per due persone in uno dei 58 ristoranti aderenti, tutti riconosciuti con le prestigiose Stelle Michelin o con le Forchette del Gambero Rosso: per ogni coupon venduto, Groupon devolverà 5 euro a Telethon, per dare un sostegno concreto al lavoro e all’impegno quotidiano dei suoi ricercatori. I deal potranno essere utilizzati fino ad agosto.

La campagna avrà come testimonial due personaggi amatissimi dal pubblico televisivo e di internet: lo chef Simone Rugiati – ex volto della Prova del Cuoco su Raiuno, oggi conduttore di svariati programmi di cucina (Cuochi e fiamme su La7d, Food Maniac in streaming su La7.it, Io, me e Simone Io, Simone e gli altri su Gambero Rosso Channel) e titolare, insieme ad altri sette soci, del ristorante milanese “Il Tartufotto” – e la foodblogger e sommelier Chiara Maci – che gestisce con la sorella Angela il blog Sorelleinpentola.com ed è nota anche sul piccolo schermo, nelle vesti di giudice dello stesso show Cuochi e fiamme.

Intanto sul sito Stelleforchette.groupon.it è già iniziato il conto alla rovescia per la partenza dell’iniziativa e tra qualche giorno sarà disponibile l’elenco degli esclusivi locali del Bel Paese in cui regalarsi un momento di alta cucina, aiutando, al tempo stesso, la ricerca scientifica d’eccellenza.

Ma Stelle & Forchette non è il primo progetto benefico promosso dal colosso dei coupon, né l’unico ad avere come protagonista il binomio cibo-solidarietà. Il progetto fa parte, infatti, di Groupon Community, il canale di Groupon Italia che sostiene le organizzazioni no profit del nostro Paese. Con il prezioso aiuto dei suoi iscritti, dal 2012 a oggi il gruppo ha devoluto ad Onlus e associazioni di beneficenza oltre 250mila euro. In particolare, tra i vari progetti ricordiamo la raccolta fondi a favore della Casa della Carità di Milano, che si è svolta nel dicembre scorso e ha permesso di raccogliere quasi 44mila euro per offrire agli ospiti della struttura pasti caldi nel corso delle festività natalizie.