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MOUSSE SALATE PER OSPITI DELL’ULTIMO MINUTO

shutterstock_482701690In questo periodo dell’anno, complice il fresco che inizia a bussare alla porta, diminuisce la voglia di uscire di casa, ma non certo quella di stare in compagnia, aumentano quindi le occasioni in cui si sceglie di organizzare semplici aperitivi casalinghi ricchi di sfiziose preparazioni.

Focacce, pizzette, patatine o noccioline sono la base di un classico aperitivo, ma per offrire un po’ di varietà e personalizzare l’offerta con poca fatica si possono preparare ottime mousse. Per essere precisi si dovrebbe parlare di spume quando ci si riferisce alle ricette salate e mousse per quelle dolci.

shutterstock_372288343Le spume, dunque, sono velocissime da preparare e perfette da spalmare sui crostini, accompagnati da un buon cocktail o un fresco bicchiere di vino possono risolvere facilmente anche inviti dell’ultimo momento.

Naturalmente è importante che il risultato sia molto soffice, per quelle dolci si utilizza la panna montata per quelle salate invece i formaggi cremosi come la robiola, la ricotta, il mascarpone o i caprini. La fantasia è l’ingrediente principale quando si parla di mousse salate. Quasi tutto può infatti essere trasformato in una soffice crema spalmabile: prosciutto cotto, mortadella, salmone, tonno, zucchine, barbabietole, funghi, legumi e anche formaggi.

Per preparare una mousse a regola d’arte sarebbe necessario montare gli ingredienti con un sifone, viene ottima però anche semplicemente frullandola.

 

 

 

Mousse al Gran Biscottoshutterstock_451701262

200 g di Gran Biscotto

50 g di mascarpone

50 g di ricotta

1 cucchiaio di Brandy

Sale q.b.

Pepe q.b.

Preparazione

Unisci il Gran Biscotto al mascarpone e alla ricotta e frullali fino a ottenere un composto cremoso e omogeneo. Aggiungi il brandy e amalgama bene. Aggiusta di sale e pepe e fai riposare il composto in frigorifero per almeno 2 ore. Servilo su dei crostini di pane o con verdure in pinzimonio.

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LA DOLCE STAGIONE DEI FICHI

shutterstock_457845166Queste sono le settimane migliori in cui acquistare i dolcissimi fichi, raggiunti a maturazione si trovano in abbondanza nei mercati.

La pianta è originaria del Asia, ma si è insediata nel Mediterraneo molti secoli fa e trova nelle zone più calde il suo ambiente ideale. Sono piante infatti che sopportano bene le alte temperature e la siccità e, al contrario, patiscono il freddo e soprattutto la grandine. Vista l’estate calda appena trascorsa c’è da aspettarsi un’annata di frutti davvero deliziosi.

shutterstock_316081946Sono buoni, ma anche molto salutari, grazie all’abbondanza di calcio, potassio ferro e vitamina B6 di cui sono composti. Molto utili in caso di stitichezza apportano circa 50 per 100 g, sono però molto più calorici quelli secchi, togliendo infatti l’acqua i frutti diventano dei concentrati di energia e per 100 g di prodotto si superano le 200 calorie.

shutterstock_226197190La pianta di fichi un tempo era considerata sacra e, secondo la tradizione mitologica romana, era legata alle origini di Roma. Secondo il mito infatti la cesta che conteneva Romolo e Remo fu affidata alla corrente del Tevere che era da poco straripato a causa di abbondanti piogge, si arenò sotto un fico selvatico e fu proprio qui che la lupa allattò i figli di Marte e della vestale.

Golosissimi e utilissimi in cucina per preparare ricette dolci e anche salate. Si abbinano molto bene a formaggi erborinati come roquefort e gorgonzola e al prosciutto crudo, ingredienti ideali per preparare ottime tartine, perfette per un golosissimo aperitivo. shutterstock_495832234Se si amano i piatti originali è assolutamente da provare il risotto con i fichi, una versione più attuale di quello alle fragole. La pizza e fichi non è solo un modo di dire, ma una specialità da gustare! Si possono inoltre usare per impreziosire delle semplici insalate,  sono capaci di rendere speciali delle semplici scaloppine e ideali anche da gustare con la bresaola. E naturalmente sono l’ingrediente perfetto per marmellate, dolci, crostate e gelati.

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VINO ROSSO, FORMAGGI E SALUMI DA ABBINARE… AL PESCE!

shutterstock_307723376L’abbinamento pesce e salumi sicuramente è inconsueto, così come quello che prevede l’accostamento del vino rosso o addirittura del formaggio al pesce. Accostamenti di sapori utilizzati solo raramente, ma non vietati dai grandi Chef. Negli ultimi anni ad esempio molti sommelier hanno aperto le porte a certi vini rossi da bere con alcune preparazioni di pesce. I rossi giovani, magari serviti freschi, possono esaltare alla perfezione piatti come il caciucco, un rosso brioso invece, è perfetto con l’anguilla e, in generale, tutti pesci grassi come tonno e salmone, magari cucinati alla griglia o serviti crudi.

Al contrario mshutterstock_39596101eglio evitare l’ardito accostamento con crostacei o fritti, perché piatti dal sapore già troppo forte, in questo caso molto meglio vini bianchi secchi o le bollicine dello spumante.

Alcuni dei vini adatti ad essere serviti freschi e accompagnare i piatti di pesce sono il Bardolino, il Marzemino, il Chianti giovane, il Grignolino del Monferrato, la Barbera, la Bonarda, la Croatina dell’Oltrepò Pavese anche il Lambrusco.

shutterstock_312869534L’unione tra il pesce e latticini fa indubbiamente storcere il naso, ma se si pensa al golosissimo abbinamento pane, burro e alici, tutti i dubbi potrebbero scomparire in un attimo. I più curiosi devono provare però una pizzaiola con pomodoro e mozzarella e pesce spada al posto della consueta bistecca. È importante anche in questo caso scegliere i pesci giusti con i formaggi più adatti. Ottime anche le cozze al gorgonzola, un gusto un po’ ardito , ma golosissimo!

Anche i salumi si possono abbinare al pesce, le cappesante avvolte nella pancetta sono un grande classico,  una squisitezza proposta con tale frequenza che è entrata già da tempo a far parte della “normalità”. Ma sono da provare anche gli involtini di filetti di merluzzo avvolti nella pancetta o anche nello speck, un secondo velocissimo, molto saporito e che stupirà gli ospiti. La sogliola invece è ottima con il prosciutto crudo per degli involtini “uno tira l’altro”.

Tutte idee perfette si si vuole preparare un pranzo o una cena capace di lasciare tutti senza parole!

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PESCHE PROTAGONISTE DI NUOVI SAPORI

shutterstock_606422045Le pesche sono frutti ottimi e molto utilizzati in cucina. Si scelgono principalmente per preparare ottimi dessert, cotte, magari abbinate agli amaretti, come si usa fare in Piemonte oppure sciroppate o utilizzate come ingredienti di macedonie o torte.  Sono inoltre perfette per la preparazione di ottime confetture.

Un frutto molto versatile da provare in abbinamento ad ingredienti salati, chi è stufo di gustare d’estate il tradizionale prosciutto con il melone, un abbinamento classico ed intramontabile, dovrebbe provare un accostamento di sapori più nuovo e originale con le pesche e ringiovanire così un ottimo e fresco pranzo estivo. Per continuare a ricercare sapori nuovi si può provare anche l’abbinamento con lo speck, un altro salume che viene molto valorizzato dall’abbinamento con questo frutto tipicamente estivo. La versatilità delle pesche le rende perfette anche per cocktail come sangria e bellini.

shutterstock_481509421La pianta è originaria della Cina, dove simboleggiava l’immortalità, si è diffusa, nei secoli, in tutto il mondo passando dall’Egitto, la Persia, il Mediterraneo, fino agli Stati Uniti che oggi sono i maggiori produttori di questo ottimo frutto. In Italia invece le regioni che producono più pesche sono Emilia Romagna, Liguria, Veneto, Piemonte e Campania. Si trovano facilmente sui banchi frutta da maggio a settembre ed è proprio ora che si può gustare la tardiva di Leonforte una località del centro della Sicilia, una qualità dalla polpa molto dolce e che si presta ad essere utilizzata per marmellate e per essere sciroppate.

Le pesche sono state da sempre utilizzate nella medicina cinese e anche quella occidentale che riconosce al frutto qualità depurative, digestive e sembra siano addirittura utili alla circolazione e contro il mal di testa. Un frutto ottimo da tutti i punti di vista, di cui fare scorpacciate prima che la stagione finisca e scompaia dai banchi dei fruttivendoli.

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LA GIUSTA RICETTA PER OGNI VARIETÀ DI ZUCCHINA

shutterstock_310679090Le zucchine sono tra le verdure più amate della cucina italiana. Si trovano ormai tutto l’anno, ma la stagione ideale in cui consumarle è indubbiamente l’estate. È infatti tra giungo e settembre che si trovano le migliori, più saporite e ad un prezzo migliore.

Sono costituite per il 90% di acqua e sono molto digeribili. Contengono vitamina A, particolarmente utile durante l’estate per favorire l’abbronzatura ed evitarne il più possibile i danni. Ottima fonte anche di acido folico e carotenoidi, ottimi per la vista e l’elasticità cutanea.

A volte capita che possano essere amare e non dolci e delicate come ci si aspetta quando ci si accinge a consumare un piatto che le veda come ingredienti. Questo solitamente accade quando le zucchine non sono fresche, è importante sceglierleshutterstock_554274373 con cura quando si acquistano prediligendo quelle più sode con la buccia ancora lucida e non macchiata o rovinata. Se poi doveste dimenticarle per qualche giorno in più in frigorifero, per evitare il rischio di ritrovarvi un piatto amarognolo, è buona norma tagliarle, cospargerle di sale grosso e lasciarle riposare per un’oretta, proprio come si fa con le melanzane. Dopo questa operazione si potranno cucinare come sempre ed essere sicuri che la zucchina perderà le proprie impurità e sarà buonissima.

Le zucchine tonde sono ideali per essere cucinate ripiene e al forno. Basta svuotare la polpa con un coltello e ci si ritrova un contenitore ottimo da farcire. Da provare queste Zucchine ripiene di Quinoa con Prosciutto Cotto Snello Rovagnati 

Le zucchine lunghe e di colore verde scuro o chiaro sono più ricche di acqua quindi se si vogliono cuocere in padella bisogna fare attenzione che non ne rilascino troppa per non rischiare di bollirle, questa loro caratteristica però le rende perfette per i sughi. Solitamente le zucchine lunghe vengono scelte per la preparazione di torte salate o risotti proprio perché riescono ad amalgamarsi bene agli altri ingredienti.

Quelle piccole e con il fiore sono particolarmente tenere e dolci e  per questo ottime da consumare anche crude in un pinzimonio o anche per una pasta estiva condita con verdure crude e quelle gialle invece hanno un sapore più dolce che si avvicina a quello della zucca l’ideale è utilizzarle per preparare una vellutata, ma sono spesso l’ingrediente di ottimi risotti.

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FAGIOLINI, UN CONTORNO VERSATILE E RICCO DI SALUTE

shutterstock_295021058In questo periodo dell’anno si trovano con facilità nei banchi dei mercati e dei supermercati i fagiolini, detti anche tegoline o cornetti. Ce ne sono di varie qualità: i classici bobis, verdi e carnosi , quelli gialli di Rocquencout, l’anellino di Trento che è un po’ arrotolato e striato di viola e anche quelli sottili e molto lunghi, quasi come spaghetti, detti “stringa”. Qualità diverse e tutte da provare.

shutterstock_503244802Fanno parte della famiglia dei legumi, ma sono un po’ particolari, infatti a differenza di fagioli, ceci e piselli, nel caso dei fagiolini si mangia anche il baccello e non solo i semi interni e vengono considerati e utilizzati come semplici ortaggi. Anche le proprietà nutrizionali dei fagiolini li differenziano dagli altri legumi perché più poveri di proteine e carboidrati. shutterstock_243274690Sono ricchi di fibre e per questo grandi alleati in caso di stitichezza. Sono anche un’importante fonte di calcio, spesso vengono abbinati al sesamo, anche questo ricchissimo dello stesso elemento, per un contorno ottimo per le ossa .

Possono diventare un secondo leggero e salutare abbinati cubetti di feta e gherigli di noce. Un contorno saporito con della croccante pancetta affumicata saltata in padella. Sono un ingrediente immancabile della pasta al pesto cucinata come vuole la tradizione ligure insieme alle patate. Anche in Toscana fanno parte della cucina tipica e di solito si gustano con i pomodori o con i pelati, ma in questo caso, per seguire con attenzione le regole della tradizione, i fagiolini vanno cotti direttamente con il pomodoro, dopo aver preparato un soffritto di sedano carote e cipolla o scalogno e magari qualche cucchiaio di acqua, ma non vanno mai sbollentati prima del passaggio nel pomodoro, si perderebbe gran parte del sapore del succulento contorno e, al solo pensiero, i Toscani DOC sicuramente inorridirebbero!

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CONSIGLI PER UNA PERFETTA GRIGLIATA DI FERRAGOSTO

shutterstock_413326225Ferragosto, le vacanze, il mare, la montagna, gli amici: sono i momenti e le persone ideali per organizzare un’ottima grigliata estiva.

Per renderla davvero buona e piacevole è importante  seguire un po’ di regole. L’esperienza sicuramente è importante, ma è anche importante iniziare fin dalle prime volte con il piede giusto seguendo dei consigli di base.

Il menù può essere vario:

  • Non solo carne o pesce, sulla griglia si può tostare perfettamente il pane per le bruschette, che si possono poi insaporire con aglio olio e prezzemolo o con pomodorini o formaggio spalmabile o ottimo prosciutto crudo.
  • Le verdure che di solito si preparano per le grigliate sono zucchine melanzane e peperoni, ma per variare e non annoiarsi vengono ottimi anche i cavolini di bruxelles, le cipolle, le carote, i funghi, i finocchi, immancabili poi le pannocchie che alla griglia sono davvero squisite!

shutterstock_596259173Che sia di carne o di pesce è importante curare la preparazione della carbonella.

  • È fortemente sconsigliato accenderla con liquidi infiammabili perché darebbero un odore fastidioso alla brace e si trasferirebbe anche nel cibo che si è scelto di grigliare. Meglio invece accendere della legna e aggiungere solo in seguito un po’ di carbonella. Operazione da fare in anticipo rispetto al momento della cottura, per evitare di cucinare con la fiamma viva, cosa che lascerebbe nei cibi un fastidioso sapore amaro.

Per una grigliata di carne ottima è importante anche riservare il giusto trattamento alle bistecche prima della cottura

  • È buona norma lasciare la carne fuori dal frigo per alcune ore prima di cuocerla, partendo infatti da una temperatura più alta si cuoce prima, evitando così di perdere importanti succhi, con il vantaggio di poter assaporare una bistecca più morbida.

shutterstock_452355661Per una grigliata speciale non solo bistecche, hamburger o pesci, ma con un po’ di impegno e fantasia si possono preparare spiedini davvero gustosi o anche le tradizionali e squisite bombette pugliesi. Per renderla invece una grigliata golosa ci si può sbizzarrire con le salse. Non solo maionese e ketchup, ci si può sbizzarrire provando a preparare una salsa barbecue in casa, o una buonissima salsa con le foglie delle carote o il prezzemolo o anche un fresco tzatziki.

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INSALATE DI RISO PER UN’INTERA ESTATE!

shutterstock_101925337Ogni anno, quando arriva l’estate e il caldo torrido, diminuisce la fame, la voglia di stare ai fornelli e aumenta la voglia di mangiare cibi freschi e veloci da preparare.

Un soluzione semplice e scelta di frequente è l’insalata di riso. Si può preparare in abbondanza e in anticipo e risolvere così anche un paio di pasti in modo gustoso.

È una preparazione che può sembrare sempre nuova cambiando ogni volta gli ingredienti seguendo i propri gusti o le proprie voglie e in alcuni casi può diventare anche una ricetta svuota-frigo. I condimenti già pronti sono sicuramente molto comodi e pratici, ma se si vuole ottenere un risultato davvero gustoso è meglio preferire il fai da te. È necessario qualche minuto in più, ma il successo è assicurato.

s0_350(2)L’insalata di riso più classica prevede l’utilizzo del riso parboiled, perfetto perché rimane con i chicchi bene separati e sodi e viene condito con prosciutto cotto a cubetti, mozzarelline, pomodorini e cetriolini oppure con uova sode, piselli, tonno e capperi.

Per un sapore un po’ affumicato si può condire con speck, scamorza e pomodori secchi sott’olio. Se si desidera un piatto davvero saporito L’insalata di riso alla mortadella è l’ideale, con pomodorini emmenthal olive taggiasche peperoni e capperi

shutterstock_263790134Si può però utilizzare anche il riso venere, il suo colore scuro farà risaltare gli altri ingredienti e il suo sapore molto aromatico arricchirà il piatto di gusto. È ottimo abbinato a salmone, avocado, pomodorini e peperoncino fresco.

Un trucco per rendere l’insalata di riso perfetta, è quello di condirlo quando il riso è già freddo per evitare che il calore rovini gli altri ingredienti. Per gustarla al meglio è consigliabile non servirla troppa fredda, togliendola almeno una mezz’ora prima dal frigorifero si potranno percepire tutti i sapori e si eviterà il rischio di consumare un piatti dai sapori piatti.

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IDEE PER UNA PAUSA PRANZO ESTIVA SEMPLICE E GUSTOSA

Il mondo dell’ufficio si divide principalmente in due gruppi: chi si porta il pranzo da casa e chi invece esce tutti i giorni preferendo i piatti offerti dai bar e ristoranti che si trovano nei pressi del luogo di lavoro.

s0_350(4)Il termine di origini milanesi, passato poi alla lingua italiana e che si usa solitamente per indicare il pranzo confezionato a casa e consumato in ufficio è schiscetta. Chi la sceglie lo fa per risparmiare o anche per perseguire uno stile di vita sano preferendo il cibo casalingo alle preparazioni del bar sulle quali inevitabilmente si ha meno il controllo sulla scelta degli ingredienti.  In questo periodo dell’anno inoltre c’è il tentativo di rimettersi in forma per prepararsi alla prova costume.

C’è chi mangia un panino velocemente davanti al PC chi invece si ritaglia del tempo in ufficio per rilassarsi e godersi un semplice pranzo. Spesso la Lunch box  è composta da avanzi della serata precedente, ma con poca fatica si possono preparare anche piccole squisitezze per rallegrare la propria giornata. Con ingredienti di qualità e un pizzico di fantasia anche un panino può diventare davvero sfizioso, come il Sandwich al prosciutto cotto Gran Biscotto e salsa verde . Quando fa caldo le insalate sono particolarmente piacevoli e potrebbe essere perfetta per la pausa pranzo questa s0_350(8)Insalata di cous cous con Ventricina, pomodorini confit e cetrioli fresca grazie a i cetrioli e i pomodorini, ma anche dal gusto deciso grazie alla Ventricina Rovagnati.

Una nuova e interessante alternativa la propone SoLunch. L’idea è quella di mettere in contatto chi all’ora di pranzo è a casa da solo, come ad esempio studenti o chi lavora da casa, e chi si trova nei paraggi. Una soluzione per mangiare in compagnia, godere della cucina casalinga e, per chi ospita, di arrotondare un pochino. Il SoChef pubblica una foto del piatto che intende preparare, l’orario in cui è disponibile e il numero di persone con cui vuole condividere la pausa, il SoDiner prenota la propria presenza  e si aspetta di mangiare proprio quello che mangerebbe a  casa con molta semplicità. Un’occasione carina per socializzare e mangiare un piatto casalingo senza doversi organizzare con la propria schiscetta.

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I SALUMI ITALIANI CONQUISTANO LA LEADERSHIP MONDIALE

shutterstock_245658409 (1)È di qualche giorno fa la notizia riportata da Repubblica che l’Italia nel 2016 ha conquistato la leadership mondiale per le esportazioni di preparazioni e conserve suine. Fino all’anno precedente era la Germania in cima alla classifica, ma, grazie alla crescita di quota di vendite di salumi italiani proprio in Germania, Francia e Regno Unito, c’è stato il sorpasso.

Una crescita che negli ultimi cinque anni registra un +27% in valore. Oltre la metà è rappresentata  dai prosciutti stagionati (692 milioni di euro nel 2016) a seguire si rilevano 417 milioni di euro nel 2016 per salumi e insaccati e 134 milioni di euro per i prosciutti cotti.

Raffaello Borriello, direttore Generale dell’Ismea ha dichiarato inoltre che “I salumi italiani vincono il confronto competitivo, pur posizionandosi su una fascia alta di prezzo: il posizionamento dei prodotti italiani è nel segmento premium, ma lo scenario competitivo è più articolato e soprattutto con notevoli prospettive di espansione anche in considerazione dell’apertura di due mercati rilevanti, come USA e Canada, a seguito del superamento di importanti barriere sanitarie”.

162822587_2908 (1)Al mercato oltreoceano si apre anche Rovagnati, con la linea Naturals una gamma di cui fanno parte salumi buoni e garantiti dalla grande esperienza dell’azienda nella selezione e lavorazione delle materie prime per ottenere prodotti di prima qualità, realizzati tutti con ingredienti naturali e rispettosi della tradizione italiana. Per preparare i salumi della linea non viene utilizzato glutine, proteine del latte, glutammato monosodico, antibiotici, OGM e conservanti artificiali aggiunti. Rovagnati Naturlas, inoltre, promuove la sostenibilità e il rispetto per l’ambiente con un packaging riciclabile all’80%. Una nuova sfida che porterà oltreoceano tutta la bontà dei salumi italiani.

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TORTE SALATE PREPARAZIONI ADATTE AD OGNI OCCASIONE

shutterstock_514940656Le torte salate sono un’idea vincente in numerose occasioni , perfette per il pic nic, o da portare in spiaggia d’estate. Un antipasto per iniziare al meglio una cena, o anche un piatto unico perfetto per pranzi frugali, ma ricchi di gusto.

L’idea di racchiudere un saporito ripieno in una pasta stesa ha un’origine antica. La pasta, solitamente di pane, non era preparata per essere mangiata, ma solo per permettere la cottura degli ingredienti e come piatto da portata. La cornice era infatti spesso bella da vedere, ma dura e poco gustosa. Con il tempo però, si è presa l’abitudine di considerare anche l’involucro come una parte commestibile e si è iniziato a preparare impasti buoni da mangiare. Sfoglia, brisée o soffice pasta di pane, sono diventati una parte importante della ricetta, in alcuni casi con anche dei significati simbolici. shutterstock_558401704La torta pasqualina che, come si intuisce dal nome, si prepara tradizionalmente nel periodo di Pasqua, secondo la tradizione dovrebbe avvolgere il ripieno di erbe e ricotta con 33 foglie di pasta, proprio a simboleggiare gli anni di Cristo.

Nella tradizione culinaria della cucina francese, ci sono le quiche, torte salate aperte con un morbido ripieno a base di crème fraiche uova e pancetta, ingredienti base ai quali spesso vengono aggiunti formaggio e cipolla. Assolutamente da provare, la Quiche Lorraine alla pancetta Sgrassatella.

La fantasia è l’ingrediente principale delle torte salate. Le varianti di ripieno infatti possono essere infinite e tutte molto golose. Durante l’estate si può sfruttare la stagione delle zucchine, ottime complici per una golosissima torta salata.

Ricetta torta salata di zucchine

Ingredientishutterstock_539212516

1 rotolo di pasta sfoglia

300 g di zucchine

500 g di ricotta

100 g di formaggio grattugiato

100 g di brie

100 g di speck a cubetti

1 uovo

1 scalogno

Olio q.b.

Sale q.b.

Pepe q.b

Preparazione

Trita e soffriggi lo scalogno e salta in padella le zucchine tagliate a rondelle. Mescola la ricotta con il formaggio grattugiato, il brie tagliato a pezzetti, lo speck a cubetti e l’uovo. Aggiungi le zucchine e aggiusta di sale e pepe. Disponi la pasta sfoglia in una teglia e riempila con la farcitura alle zucchine. Cuoci in forno a 180° per circa 40 minuti.

 

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COLAZIONE ALL’EMILIANA

Se ci si trova in Emilia Romagna e si vuole fare una colazione con il sapore delle tradizioni antiche il Bensone riuscirà a soddisfare facilmente queste esigenze. Si tratta di un dolce tipico di Modena, ma che si trova un po’ in tutta l’Emilia. È un dolce di origini antiche a base di farina, uova, burro, latte e miele. Nel XIII secolo veniva offerto a fabbri e orafi in ocshutterstock_486256474casione della festa del patrono degli artigiani. Si può trovare in tutta l’Emilia con nomi diversi, brazadela o ciambella dura  ad esempio. A volte lo si trova farcito di marmellata.

Chi ama i pancake deve assaggiare questa versione emiliana del tipico dolce da breakfast americano. Sono le cantarelle, si preparano sciogliendo in acqua farina gialla e bianca e si cuociono sulla piastra. La tradizione vuole che si servano condite con un filo di olio d’oliva e zucchero, ma se la scelta sembra un po’ troppo ardita sono perfette anche con la marmellata.

Per una colazione davvero nutriente si può scegliere una fetta di torta in cantina, una preparazione perfetta anche per il dessert. shutterstock_408901225Si dice che per mangiarla la domenica si debba iniziare a prepararla il martedì. Bisogna infatti cucinare una ciambella che deve riposare un paio di giorni perché diventi rafferma, il terzo giorno si taglia a fettine sottili con le quali si fodera una teglia , si farcisce con della crema, si ricopre con altre fettine di ciambella. A questo punto prima di consumarla è necessario farla riposare qualche giorno con dei pesi che la schiaccino in un luogo fresco e asciutto… come una cantina appunto.

Chi invece non ama la colazione dolce non può certo rinunciare al piacere di iniziare la giornata con un’inimitabile piadina, magari farcita con crudo squacquerone e rucola, un classico che non stanca mai.

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MELANZANE E PARMIGIANO. L’UNIONE PERFETTA PER UNA RICETTA SQUISITA

shutterstock_324021848L’estate è il periodo migliore per gustare le melanzane, un ortaggio che è arrivato dalle nostre parti portato dagli Arabi, che a loro volta le avevano conosciute in India e in Cina.

Le melanzane fanno parte della famiglia delle Solanacee, nome che deriva da solanina una sostanza tossica per il nostro corpo, ma che si perde durante la cottura, ecco perché si consumano sempre ben cotte.

Una delle preparazioni più tradizionali per la quale si utilizza questo ortaggio è la Parmigiana, golosissimo piatto dalle dubbie origini. Se lo contendono la Sicilia, Napoli e Parma. Se la famosa ricetta fosse nata nella grande  e bellissima isola italiana, il nome deriverebbe da parmiciana. In Sicilia, infatti, vengono chiamate così le liste che compongono le persiane di legno e a cui il piatto somiglierebbe, per via degli strati di melanzane che vengono sovrapposte per comporre la ricetta. Origine questa che viene confermata anche dall’Accademia della Crusca.

Secondo alcuni studiosi l’origine di questo piatto si troverebbe invece a Napoli, a confermarlo in questo caso ci sarebbero le prime descrizioni della ricetta nelle opere di Vincenzo Corrado e Ippolito Cavalcanti, cuochi e letterati italiani vissuti tra il XIII e il XIX secolo.

C’è chi pensa, infine, che il nome spieghi con semplicità l’origine della ricetta, secondo questa ipotesi dunque sarebbe nata a Parma.

shutterstock_496617304 (1)Qualunque sia la sua origine, per preparare una parmigiana di melanzane perfetta è importante evitare di ottenere un piatto troppo liquido, un errore comune che si può evitare con qualche accortezza:

  • Sgocciolare la mozzarella dopo averla tagliata
  • Cuocere il sugo e farlo rapprendere bene
  • Mettere le melanzane sotto sale. Questo procedimento aiuta a togliere del liquido che le melanzane potrebbero rilasciare in cottura, compromettendo il risultato finale

Con le melanzane si possono preparare però molte altre ricette della cucina tradizionale italiana come la pasta alla norma, la caponata o melanzane ripiene, ma sono perfette anche come base per ricette più fantasiose come ad esempio degli involtini di melanzane ripiene di ottimo prosciutto, formaggio e sugo di pomodoro.

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I PANSOTI UN PIATTO POVERO DELLA TRADIZIONE LIGURE

shutterstock_343022504La cucina ligure riflette la morfologia della regione, mescola sapientemente elementi di mare e altri di terra. È una cucina semplice, di origine contadina, ma influenzata da altri luoghi e popoli con i quali la regione è entrata in contatto nei secoli, quando in Italia e in Europa si riversavano spezie e nuovi alimenti, provenienti da altre città italiane o anche continenti lontani come le Americhe, l’Asia o il Medioriente.

I Pansoti sono un chiaro esempio di cucina povera e di origini contadine tipica della zona. Sono dei ravioli di magro ripieni di un miscuglio di erbe fresche che crescono spontanee sulle colline detto: “preboggion” il cui ingrediente principale è la borragine. Sono erbe difficilmente reperibili al supermercato, ma facili da trovare facendo una passeggiata in campagna. Questo dimostrerebbe l’origine povera del piatto, che si potrebbe definire quasi raffazzonato.

Per cercare di riprodurre l’antica ricetta in modo più semplice, con ingredienti più facilmente recuperabili, solitamente si utilizzano le erbette o gli spinaci oppure, per cercare di avvicinarsi maggiormente al gusto originale, un misto di erbe composte da cicoria, catalogna, cicorino, rucola, scarola, lattuga e verza. La parte vegetale viene mescolata con la “prescinseua”, un formaggio fresco dal sapore acidulo. Anche questo ingrediente non è facile da trovare nei supermercati o fuori dalla Liguria e viene spesso sostituito da un mix di ricotta e yogurt.

shutterstock_51197011Il nome della tipica pasta fresca ligure deriva da un termine dialettale “pansa” ovvero pancia, e descrive perfettamente la forma questo tipo di pasta ripiena che è infatti molto panciuta. La prima volta che questo piatto è stato presentato in modo ufficiale era il 1961 al festival gastronomico di Nervi, ha quindi un ‘origine piuttosto recente.

Il tipico condimento utilizzato per i pansoti liguri è la salsa di noci, un sugo freddo composto da gherigli di noce, pinoli, aglio, olio e pane secco inumidito nel latte, il tutto frullato fino ad ottenere una deliziosa crema. Un abbinamento perfetto e davvero goloso! Per chi invece vuole provare una versione che si allontana un po’ dalla tradizione trovando nuovi e interessanti accostamenti di sapori è perfetta questa ricetta del Pansoto ligure con Prosciutto Crudo e rucola 

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CON ROVAGNATI PREPARARE UN MENÙ SENZA GLUTINE È FACILE E GUSTOSO!

shutterstock_171031328La sensazione è che negli ultimi anni si senta parlare sempre più spesso di Celiachia e, sempre con più frequenza,  in famiglia o tra gli amici si trovano persone con speciali esigenze alimentari da soddisfare.

Questo probabilmente accade perché negli ultimi anni è aumentato parecchio il numero dei diagnosticati. Stando ai dati del Ministero della Salute del 31 dicembre 2015, i celiaci sono aumentati di 11.000 unità in un anno, ma essendo una malattia spesso difficile da scovare a causa di un quadro clinico molto variabile che può creare confusioni e ritardi nella diagnosi, si stima che ci siano ancora 600.000 persone affette da celiachia, ma che ancora non lo sanno.

Ed è così che ci si trova spesso a dover pensare ad un menu adatto anche a chi ha questo tipo di intolleranza permanente. In un primo momento può sembrare complicato, ma in fondo lo è meno di quanto non si pensi e può essere anche molto stuzzicante. Ne troveranno vantaggio tutti, anche chi non ha bisogno di seguire questa particolare dieta, perché è una golosa occasione per assaggiare gusti e sapori nuovi.

Oltre ad evitare di cucinare piatti che contengano i cereali vietati (il glutine è una componente proteica presente ad esempio, nel frumento, orzo, farro, segale e kamut) è importante riuscire ad evitarlo anche quando è “nascosto”. Molti prodotti insospettabili, infatti, possono contenere questo particolare ingrediente. Qui si possono trovare le linee guida base per iniziare ad orientarsi tra prodotti naturalmente privi di glutine, quelli proibiti e quelli a rischio e sulla cui confezione è necessario che ci sia la scritta “Senza Glutine” o la spiga barrata dell’AIC (associazione Italiana Celiachia) a garanzia dell’assenza della proteina incriminata.

Rovagnati, ad esempio viene in aiuto di chi vuole evitare il glutine perché, grazie all’ampia scelta che offre, è facile trovare specialità che ne siano prive.

shutterstock_514126672Per preparare un menu gluten free è utile sapere ad esempio che il prosciutto crudo è naturalmente privo di glutine, il tradizionale prosciutto e melone, quindi, è una soluzione facile per un antipasto buono e adatto al celiaco. Sono sfiziosissime anche queste Praline di mortadella leggera Snello al pistacchio e si preparano in pochi minuti. Un’insalata di riso alla mortadella, ad esempio, può essere il primo piatto perfetto per quando fa caldo. Per una serata speciale, invece, ci si può lanciare anche in un’elegante Panna cotta al Prosciutto Cotto con gelatina e salsa di vino Ciliegiolo. Le possibilità però sono ancora tantissime, polpette di quinoa, frittate, carne, pesce e se si utilizzano le paste di riso, mais o di legumi le possibilità diventano infinite basta solo liberare la propria fantasia!

 

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INSALATE FRESCHE E NUTRIENTI PER I PRIMI CALDI

Quando le temperature si alzano e arriva il caldo, anche a tavola si iniziano a desiderare piatti freschi e più leggeri.

Le insalate vengono incontro a chi ha poca voglia di accendere i fornelli. Oltre a sfruttare la propria fantasia che può portare ad inventare abbinamenti sempre nuovi, si può provare a preparare ricette celebri.

shutterstock_508377580Ad esempio una Caprese, insalata che prende il nome dall’Isola di Capri dove nel 1920 Filippo Tommaso Marinetti organizzo una cena futurista presso l’Hotel Quisisana. Il fondatore del celebre movimento storico-culturale, si era già scagliato più volte contro la pasta al pomodoro che trovava “passatista di pesantezza” e, per stupire gli ospiti, ideò questa insalata per celebrare i colori della bandiera italiana.

shutterstock_370297748Andando con l’immaginazione negli Stati Uniti, si possono provare due preparazioni conosciutissime e davvero golose. La Ceasar Salad, ideata da Cesare Cardini, uno chef italiano proprietario di un ristorante in California. La servi per la prima volta in occasione delle festività del 4 Luglio e ha riscosso fi da subito un grandissimo successo. La ricetta originale prevede lattuga, crostini di pane tostati, parmigiano, condita con una salsa di limone, uova, aglio e salsa Worchester. Le varianti più frequenti prevedono striscioline di petti di pollo alla griglia e dadini di pancetta saltati in padella. Se poi manca proprio la voglia di stare in cucina e si desidera una versione ancora più fresca e veloce si può utilizzare il Prosciutto di pollo Snello da tagliare a striscioline sottili.

shutterstock_169151321Sempre negli Usa ha origine un’altra famosissima e gustosissima insalata, la Waldorf, inventata dallo svizzero Oscar Tschirki che divenne maitre del ristorante Hotel Waldorf- Astoria a New York e fu proprio in questo periodo che ideò il raffinato contorno a base di sedano rapa, mele, maionese e noci.

Anche l’insalata Nizzarda può essere perfetta per un pranzo fresco e nutriente, ma che non appesantisca in modo eccessivo. Originaria della Provenza e in particolare di Nizza, nella sua ricetta originale prevede l’utilizzo di varie verdure crude arricchite da uova sode e acciughe. Ne esiste una versione molto simile in Liguria, qui però viene chiamata Condiglione e tra gli ingredienti oltre alla verdura cruda si aggiungono anche fagiolini e patate lesse.

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DANUBIO, UNA PREPARAZIONE CAPACE DI ACCONTENTARE TUTTI I GUSTI

shutterstock_609429734Il Danubio è una preparazione golosissima molto conosciuta in Campania, poco invece nel resto d’Italia. È nata come ricetta dolce, ma esiste anche la versione salata che è assolutamente da provare!

A Napoli viene anche chiamata brioche al pizzico, facendo riferimento al fatto che per prendere la propria porzione occorre pizzicare e staccare la pasta e si trova ripiena di marmellata o crema pasticcera. 

shutterstock_572648914Assomiglia ad una preparazione della tradizione boema chiamata “buchteln”, una brioche composta anch’essa da palline di pasta  dolce, ma farcita con marmellata alle prugne e che solitamente si assapora con il tè.

C’è chi dice che sia stato inventato da Mario Scaturchio, un famoso pasticcere di origini calabresi. Secondo altre ipotesi si ritiene che sia stato inventato dalla zia materna dalle origini austriache del famoso pasticciere che avrebbe il merito solo di averne intuito il possibile successo.  Secondo altri ancora, sarebbe nato quando, in seguito alle nozze tra Ferdinando I e Maria Carolina di Asburgo-Lorena, arrivarono cuochi viennesi alla corte dei Borboni.

La versione salata è altrettanto golosa e spesso viene consumata a Pasqua al posto del Casatiello.

Ricetta del Danubio Salato

Ingredienti

255 g di farina di manitoba

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250 ml di latte

50 ml di olio

2 uova

100g di Imperial speck Rovagnati

100 g di scamorza affumicata

30g di zucchero

1 cucchiaino di sale

4g di lievito di birra secco

Preparazione

Unisci le farine al sale e allo zucchero, aggiungi un uovo e 230 ml di latte, nel quale avrai sciolto il lievito di birra. Mescola tutto e infine unisci l’olio. A questo punto inizia ad impastare e forma una palla. Mettila in una ciotola coperta con della pellicola trasparente e lasciala lievitare per circa due ore in un luogo tiepido. Quando la pasta sarà lievitata stacca dei piccoli pezzi e stendili con il mattarello. Farciscili con lo speck e la scamorza e richiudili formando una pallina. Disponi tutte le palline a raggiera in una tortiera fino a foderarla tutta. Sbatti l’uovo e il latte rimasti e usa questo liquido per spennellare la superficie. Copri il Danubio con la pellicola trasparente e lascialo lievitare nuovamente per circa un’ora. Cuocilo in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti.

 

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LA STAGIONE DEI PISELLI, IL PERIODO IDEALE PER GUSTARLI AL MEGLIO

shutterstock_281176109Questo periodo dell’anno è perfetto per fare scorpacciate di ottimi piselli freschi. Maggio e giugno sono i mesi migliori in cui comprarli. Sono un legume ottimo, più ricco di acqua rispetto a ceci fagioli e lenticchie, ne contengono infatti l’80%. Portarli a tavola significa fare il pieno di vitamine del gruppo B e di acido folico. Sono. Inoltre. fonte di fibre e per questo utili in caso di stitichezza.

Si trovano, secchi, in scatola e surgelati, per questo si possono gustare tutto l’anno. Quelli surgelati, poi riescono a conservare quasi completamente le caratteristiche del fresco, ma quando è possibile acquistarli di stagione si avrà l’occasione di sentire un profumo e una dolcezza particolari.

I piselli sono un ortaggio conosciuto fin dai tempi antichi e utilizzati in cucina sin dai tempi dei Greci. In Francia furono particolarmente amati durante il regno del Re Sole.

shutterstock_591516383Racconta Massimo Montanari, un noto esperto di storia dell’alimentazione, la passione francese per i piselli e riporta un passo di una lettera di Madame de Maintenon, la sposa morganatica di Luigi XIV.

“L’impazienza di mangiarne, il piacere di averli mangiati, la gioia di poterne mangiare ancora sono i tre punti che i nostri principi trattano da quattro giorni. Ci sono dame, che dopo aver cenato col re, e bene, si fanno preparare a casa dei piselli per mangiarli prima di andare a dormire, a rischio di indigestione. E’ una moda, un furore.”

shutterstock_87305659Si adattano a numerose preparazioni. Come contorno vengono spesso insaporiti con pancetta o prosciutto e cipollotti. Vengono utilizzati per preparare ottime minestre, la più famosa è la veneta Risi e Bisi. Esiste in commercio anche la farina di piselli, ottima per preparare una sorta di frittata senza uova, ma ricca di proteine. Cucinarla è facilissimo, si uniscono parti uguali d’acqua e di farina e si mescola fino a formare una pastella da cuocere in una padella molto calda e unta da un filo d’olio. Dei piselli, inoltre, si può utilizzare proprio tutto, le loro bucce sono infatti l’ideale per preparare delle ottime vellutate.

Una ricetta facilissima, ma davvero  buona e che piace molto ai bambini è la pasta panna prosciutto e piselli. Un piatto semplice per il quale sono davvero importanti le materie prime. Utilizzare un ottimo prosciutto, piselli freschi e la panna fresca (non quella da cucina), la renderà davvero strepitosa!

AutoAntiqua

WEEK END A ROMA PER UNA GOLOSA PASSEGGIATA TRA LE AUTO DI AUTOANTIQUA

AutoAntiquaDopo il grande successo dell’edizione dell’anno scorso, torna anche quest’anno AUTOANTIQUA una manifestazione rivolta ad appassionati, ma anche ai ragazzi e a tutta la famiglia. Piazza Cola di Rienzo, nel cuore di Roma, il 28 maggio sarà invasa da tutto il fascino delle auto d’epoca per una meravigliosa mostra a cielo aperto.

La zona si trasformerà in isola pedonale, sarà quindi possibile fare una piacevole passeggiata ammirando l’esposizione gratuita, animata dai deejay di Radio Dimensione Suono che porteranno tanta buona musica e l’allegria adatta ai giorni di festa. La giornata inizia alle 10.30 e il divertimento proseguirà fino alle 20.00.

Un’occasione per godersi nuovamente lo splendido quartiere Prati e approfittare delle promozioni e sconti speciali dei negozianti aderenti.

Da non perdere, inoltre, la possibilità di assaggiare, presso il Caffè Portofino, la saporitissima Mortadella Gigantina e il pregiato Prosciutto Crudo di Parma Rovagnati, oltre ad un ottimo Provolone Mandarone.

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BUCCE E SCARTI DELLA CUCINA CHE SI RIVELANO OTTIMI DA CUCINARE E MANGIARE

shutterstock_562219663Gli sprechi in cucina sono sempre molto abbondanti. Sia che si faccia male la spesa sovrastimando le necessità famigliari sia che si cucinino tutti gli alimenti freschi acquistati, in ogni caso nel cesto dell’umido finiscono sempre molti, troppi scarti.

Ci sono però tante parti della verdure che, imparando ad utilizzarle nel modo giusto, possono darci grandi soddisfazione. Quelli che di solito consideriamo scarti ci possono permettere di sprecare molto meno, con il conseguente risparmio sulle spese per l’alimentazione della famiglia e ci danno la possibilità di scoprire gusti nuovi e buonissimi.

shutterstock_304622393Ad esempio è possibile consumare, e con molta soddisfazione, il ciuffo delle carote. È importante prima lavarlo con cura, perché spesso tra le parti verdi della carota rimane una buona quantità di terra. Poi si può utilizzare per preparare un pesto originale e squisito, unito a pinoli grana e olio, con il quale condire la pasta, ma è anche da provare come salsa per carne pesce o anche semplicemente spalmato su una fetta di pane. Anche la buccia delle carote può dare soddisfazione in cucina, è importante però avere l’accortezza di aggiungere un po’ di miele o di zucchero in cottura, per stemperare il gusto un po’ amarognolo.

shutterstock_329834231Le bucce delle patate possono diventare ottime facendole essiccare in forno con un po’ di olio e sale, si otterranno delle sfiziosissime chips.

shutterstock_255869797Mai buttare i baccelli dei legumi, con quelli dei piselli si può preparare una splendida vellutata, unendoli a patate, cipolla e brodo, naturalmente dopo averli privati delle estremità e dei filamenti. Quelli delle fave invece, dopo averli bolliti circa 10 minuti, si possono saltare in padella con guanciale e qualche fetta di peperoncino fresco.

Buttare i gambi di carciofo, poi, è un enorme errore! Decorticando la parte più esterna si arriva al cuore centrale che può essere saltato in padella, proprio come i carciofi oppure si possono gustare infarinati e fritti o utilizzare per insaporire uno splendido risotto.

Anche i filamenti della zucca possono diventare davvero stuzzicanti, cuocendoli con il grill del forno diventano delle sfiziosissime cialde croccanti, unite ai semi tostati e salati e accompagnati da un ottimo bicchiere di vino, sono gli sfizi ideali per un originale aperitivo.

Tante soluzioni anti-spreco assolutamente da provare per scoprirne con stupore il grande gusto!

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UN MENÙ DELLA TRADIZIONE PER LA FESTA DELLA MAMMA

shutterstock_373596733La seconda domenica del mese è tradizionalmente la giornata dell’anno che viene dedicata a tutte le mamme. Un giorno durante il quale, solitamente, si pranza in famiglia, i bimbi più piccoli donano il proprio “lavoretto” e recitano la poesia, e come sempre è un’occasione in più per rimpinzarsi di tante squisitezze.

Un’idea carina per festeggiarla potrebbe essere quella di alleggerire la sua giornata cucinando per lei. Delle girelle di sfoglia, prosciutto cotto e formaggio sono un antipasto semplice, veloce da preparare e di sicuro effetto. Un menù tradizionale per rendere la giornata speciale può continuare con lasagne e arrosti i piatti tipici delle grandi occasioni. Le lasagne rappresentano indubbiamente il piatto tipico della domenica, una preparazione piuttosto impegnativa, ma che dà sempre soddisfazioni.

shutterstock_604965410Sono sicuramente un simbolo dell’italianità, una ricetta diffusa un po’ dappertutto con numerose varianti regionali. Un piatto che appare per la prima volta in un ricettario del XIII secolo, l’Anonimo Meridionale e circa un secolo dopo si trova nuovamente una ricetta chiamata De lasanis nel Liber de Coquina, entrambi redatti presso la corte Angioina. Si tratta di due testi che hanno permesso di testimoniare le abitudini alimentari del tardo medio evo presso le corti europee e, in base alle testimonianze ritrovate, si ipotizza che abbia avuto, quindi, origine nel napoletano.

shutterstock_579668866Per prepararla alla perfezione è necessario trovare la giusta proporzione tra besciamella e ragù. Solitamente le sfoglie di lasagne si cuociono direttamente in forno con il condimento, se si utilizzano quelle secche invece è consigliabile però sbollentarle in pentola prima, per scongiurare la possibilità di servire una lasagna ancora cruda.

Se poi ci si sente davvero in forma, ci si può lanciare nella preparazione di un ottimo arrosto con patate al forno e per stupire definitivamente la festeggiata del giorno, si può pensare anche ad un dolce. Un tiramisù alle fragole farà sicuramente un grande effetto senza essere troppo difficile da preparare. Basta infatti alternare agli strati di crema e savoiardi, quelli di fragole per ottenere una versione speciale e delicata, perfetta per l’occasione.

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PASTA AL POMODORO, LA SUA STORIA E I CONSIGLI PER CUCINARLA PERFETTA

shutterstock_298896893Uno dei piatti più tipici della tradizione culinaria italiana è la pasta al pomodoro. Semplice e buona, piace ai bambini e anche agli adulti, un piatto veloce da preparare e che riesce sempre a soddisfare il palato.

Gli spaghetti hanno un’origine piuttosto antica, ci sono testimonianze della loro esistenza che risalgono al 1154, quando venne pubblicato il “Libro di Ruggero” nel quale l’autore Al-drisi, il geografo di Ruggero II di Sicilia descrive un paese vicino a Palermo dove si preparava una pasta a forma di piccoli fili arrotondati, piccoli spaghi e proprio da questa somiglianza deriva il nome “spaghetti”.

shutterstock_256042003Inizialmente si usava consumarli conditi con olio e formaggio ed è solo a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo che prende piede l’abitudine di condire la pasta con il pomodoro. È della prima parte del 1700, infatti, un’immagine di un presepe conservato nella Reggia di Caserta nella quale si vedono due contadini che consumano spaghetti colorati di rosso e la prima testimonianza scritta di una ricetta che abbina il pomodoro alla pasta risale, invece, alla metà del XVIII secolo.

Da allora poi la salsa di pomodoro è diventata una base ottima per molte altre ricette tipiche della cucina italiana. Unito alla carne macinata, si ottiene il ragù bolognese, con il guanciale si può assaporare l’amatriciana, con melanzane fritte e ricotta, invece si ottiene una pasta alla norma.

shutterstock_87915796Nonostante si tratti di una preparazione apparentemente semplice, riuscire a trovare il giusto equilibrio della dolcezza del pomodoro, che non ne copra completamente la punta acida, non è così scontato. A volte il sugo può essere un po’ troppo acquoso con un risultato non avvolgente o si può fare l’errore di unirla ad una pasta non al dente. Innanzitutto è importante scegliere la giusta proporzione tra acqua sale e pasta, solitamente si consiglia di utilizzare 1 litro di acqua e 10 g di sale ogni 100 g di pasta. Le qualità di pomodoro ideali sono il Datterino, il Pizzuttello o il San Marzano. Per sfruttare l’amido della pasta e addensare il giusto la preparazione, è consigliabile non scolare completamente la pasta o tenere da parte un po’ di acqua di cottura. Per un risultato finale davvero buono è decisivo l’ultimo passaggio, è d’obbligo infatti finire di cuocere la pasta in padella insieme al sugo, saltandola per un paio di minuti.

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FAVE E SALAME NEL PIC NIC DEL PRIMO MAGGIO

shutterstock_277112402Il primo Maggio, la Festa dei Lavoratori, è solitamente un’occasione per stare all’aria aperta, magari in compagnia degli amici. Spesso si sceglie di organizzare un rilassante pic nic durante il quale godere delle temperature miti e assaporare qualche preparazione semplice e gustosa.

È tradizione in questa giornata portare nel proprio cestino delle fave fresche, abbinate a salame e pecorino. Un’usanza particolarmente in voga a Genova, dove si preferisce utilizzare il pecorino primo sale e a Roma, dove invece si utilizza il pecorino stagionato, quello romano. shutterstock_287117561Le fave sono un prodotto che in questo periodo dell’anno raggiunge la giusta maturazione. Solitamente si consumano cotte come un qualsiasi legume, ma si possono gustare anche crude e l’abbinamento con salame e formaggio le rende davvero squisite.

shutterstock_459375787Per scegliere le fave più fresche bisogna controllare il baccello, che deve essere croccante e privo di macchie. Per renderle più morbide e digeribili, invece è consigliabile togliere la pellicina che le ricopre e mangiare solo la parte interna. Per gustarle al meglio, l’ideale è sbucciarle poco prima di consumarle perché fuori dal baccello si appassiscono velocemente.

Se l’idea di mangiare fave crude non convince si possono utilizzare per preparare un ottimo contorno sbollentandole qualche minuto, per poi ripassarle in padella con del cipollotto tagliato sottile e cubetti di pancetta e insaporendole con abbondanti scaglie di pecorino a fuoco spento.

Dalle parti di Trento,  il Primo Maggio è anche una giornata in cui si può unire una moderata e piacevole attività fisica al gusto di assaggiare tante squisitezze.
Si organizza anche quest’anno la Magnalonga la 21^ edizione di una spettacolare passeggiata immersa nell’affascinante Valle dei laghi. La 1° Mangio, questo il nome dell’evento, dà la possibilità di scoprire i paesaggi della zona e di assaggiare le specialità locali presso i numerosi stand con prodotti della zona, presenti lungo il percorso. A questo link si trovano tutti i dettagli sulla manifestazione e i contatti per l’iscrizione. Un modo per rendere la giornata di festa buona, divertente e salutare.

 

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A PASQUETTA UN PICNIC PER TUTTI! SENZA GLUTINE E SENZA LATTOSIO, CON L’AIUTO DI ROVAGNATI!

shutterstock_521251162Si avvicina il giorno di Pasquetta quindi anche il primo picnic di stagione. La prima occasione del 2017, tempo permettendo, di gustare sfiziosi finger food, in compagnia degli amici più cari.

È importante che le preparazioni per un pranzo all’aperto siano facilmente trasportabili in un cestino o in una borsa termica. Sono preferibili quelle che non hanno bisogno di essere scaldati e quelli da mangiare con le mani. Se si preparano, invece, insalate di riso o di pasta è importante ricordarsi di portare delle stoviglie, preferibilmente di plastica, perché più resistenti e leggere, quindi comode per essere trasportate.

Rovagnati è un ottimo alleato se si vuole preparare un menù adatto a tutti, anche a eventuali amici celiaci o intolleranti al lattosio, è molto facile, infatti, trovare salumi del conosciuto marchio italiano che ne siano privi.

shutterstock_123380389Per il cestino del lunedì di Pasqua la tradizione vuole che si prepari la classica torta Pasqualina, magari arricchita da cubetti di speck per personalizzarla e renderla ancora più gustosa. Utilizzando poi la sfoglia senza glutine si può andare facilmente incontro a eventuali commensali celiaci e scegliendo la ricotta senza lattosio, fare felici anche gli intolleranti .
Scegliendo con cura la giusta farina di ceci senza glutine, invece, è facile preparare una farinata buonissima!

shutterstock_134422928In una borsa per un pranzo all’aperto non possono mancare dei sandwich, magari per i bambini, che solitamente preferiscono mangiare cibi semplici e composti di pochi ingredienti. Con le vaschette della linea i Firmati di Rovagnati sarà semplice preparare dei panini buonissimi per accontentare i palati più delicati.

Un’altra preparazione tipica di questo periodo di festa sono le uova abbinate agli asparagi. Preparare delle frittate, magari cotte al forno, è una soluzione facile, gustosa e veloce per arricchire il menu di Pasquetta. E per un tocco di originalità si possono preparare delle sfiziosissime polpette di agnello, oppure, invece della solita insalata di riso, si può preparare un cous cous di mais con melanzane zucchine, feta e dadini di prosciutto cotto.

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RICETTA E STORIA DEL CASATIELLO NAPOLETANO

shutterstock_159732098Una delle ricette tipiche della tradizione pasquale italiana è il Casatiello. Una preparazione tipicamente Napoletana dalle antiche origini. La sua diffusione si fa risalire almeno al ‘600. A testimoniarlo è una fiaba di uno scrittore e letterato Napoletano, Giambattista Basile, celebre per aver scritto una versione in dialetto della celebre fiaba Cenerentola, intitolata ‘La gatta Cenerentola’.

« E,venuto lo juorno destenato, oh bene mio: che mazzecatorio e che bazzara che se facette! Da dove vennero tante pastiere e casatielle? Dove li sottestate e le porpette? Dove li maccarune e graviuole? Tanto che nce poteva magnare n’asserceto formato. »

(Giambattista Basile, La gatta Cenerentola.)

E’ una torta salata, solitamente a forma di ciambella. La base della preparazione è la pasta di pane farcita con formaggio salumi e uova che vengono inserite nella pasta da crude e si cuociono in forno insieme al rustico. Le uova vengono legate alla torta con due striscioline di pasta incrociate a simboleggiare, secondo la tradizione, la corona di spine che fu posta sul capo di Gesù.

La ricetta tradizionale prevede l’utilizzo dello strutto, per questa ragione il Casatiello spesso spaventa le persone più attente alla linea, nasce dunque una versione più light con farina integrale e nella quale l’olio d’oliva sostituisce il grasso di origine animale.

Ricetta

Ingredienti

400 g di farina integrale 100%
400 g di farina 00 di forza o Manitoba
500 g di acqua
2 cubetti di lievito di birra
125 ml di olio
100 g di formaggio grattugiato
300 g di salame
200 g mortadella
250g di provolone piccante
2 cucchiaini di pepe nero
2 cucchiaini di sale
1 cucchiaino di zucchero
6 uova per la decorazione

Preparazione

Disponi la farina su un piano e aggiungi il pepe, il sale, l’olio, il formaggio grattugiato il lievito sciolto in un bicchiere d’acqua e lo zucchero. Inizia ad impastare e aggiungi poco alla volta il resto dell’acqua fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Lascia riposare per 1 ora mezza in un contenitore coperto con un panno di cotone. Quando l’impasto avrà raggiunto il doppio del suo volume prendine una piccola porzione e mettila da parte. Infarina il piano di lavoro e stendi la pasta, versa il ripieno (salame, mortadella e provolone) e arrotola la pasta per contenerlo. Ungi una teglia a forma di ciambella e adagia il rustico. Sopra disponi 5 uova crude ben lavate e bloccale con due striscioline di pasta incrociata. Fai riposare un’ora in forno spento, al termine spennella la superficie con un uovo sbattuto e inforna a 165°C per circa un’ora e mezza.

 

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L’ANNO DEGLI ASPARAGI, BUONI E MOLTO CONVENIENTI!

shutterstock_195327971Seguire il calendario della frutta e della verdura significa mangiare meglio spendendo meno, questo è uno dei motivi per cui si consiglia spesso di acquistare la frutta e la verdura di stagione e di evitare invece le primizie o addirittura i prodotti completamente fuori da periodo di maturazione naturale.

Il periodo tipico della raccolta degli asparagi va da aprile a giugno, sono questi i mesi in cui di solito si comprano meglio, quest’anno però si prevedono prezzi particolarmente bassi, grazie ad un evento piuttosto raro. Solitamente tra il Sud e il Nord Italia c’è una certa differenza climatica che fa sì che la bella stagione arrivi un paio di mesi prima in Sicilia rispetto alla alle regioni più settentrionali e, per la stessa ragione, nei mercati solitamente si trovano prima i prodotti provenienti dal meridione e in seguito dal settentrione. Quest’anno però il maltempo al Sud e al Centro ha rovinato questa programmazione e gli asparagi sono giunti a maturazione contemporaneamente ce n’è quindi una disponibilità particolarmente abbondante ed ecco perché sono ottime settimane in cui acquistarli ad ottimo prezzo e buonissimi. Sarà inoltre facile trovare ai banchi dei mercati tutte le diverse qualità di asparagi.

shutterstock_84034471L’asparago bianco, coltivato in Veneto, cresce sotto terra in totale assenza di luce ed è caratterizzato da un sapore molto delicato. Il violetto ha invece è tipico della Liguria, ha un sapore molto fruttato e un retrogusto leggermente amarognolo. Il più comune è quello verde, cresce fuori dal terreno e deve il suo colore proprio alla presenza della luce che serve nella formazione della clorofilla.

shutterstock_403634722Per controllare la freschezza degli asparagi bisogna guardare le cime, devono essere ben chiuse e compatte. Non devono apparire legnosi (in questo caso sarebbero vecchi) e di colore spento. Un piccolo trucchetto per essere sicuri di prendere i migliori, consiste nello scegliere quelli un po’ più piccoli perché solitamente più gustosi. In frigo si mantengono bene per 4-7 giorni e, avvolgendoli in un canovaccio umido, si prolunga ancora di qualche giorno la conservazione.

Solitamente si gustano in abbinamento alle uova, sono perfetti per preparare una carbonara rivisitata con uova formaggio grattugiato e guanciale o per insaporire il risotto o delle ottime frittate. Attenzione al condimento però, assorbono molto, conviene quindi non eccedere con olio o burro.

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GNOCCO FRITTO, SGABEI, CRESCENTINA: TANTI NOMI PER UNA RICETTA DA ASSAPORARE IN MOLTE REGIONI ITALIANE

shutterstock_127383956Gnocco fritto, torta fritta, crescentina, morseleti, pinzino, sgabei, tutti nomi per un unico prodotto. Una sottile pasta che viene fritta e consumata come antipasto con formaggio e salumi.

Una ricetta che attraversa varie regioni, la Liguria, la Toscana e l’Emilia Romagna. A seconda della zona in cui viene cucinata ci sono piccole differenze nella preparazione, ma il risultato è sempre molto simile. In Liguria e Toscana, ad esempio, si preferisce friggere in olio d’oliva, in Emila Romagna invece nello strutto. In alcuni casi viene utilizzato il lievito di birra, in altri l’acqua gasata. In quest’ultimo caso, il risultato finale avrà tante piccole bollicine sulla superficie, senza utilizzare l’acqua invece, la pasta si gonfierà formando grosse bolle.

shutterstock_336190793La ricetta trova le sue origini nell’estremo levante ligure, in tempi in cui le mogli avevano l’abitudine di friggere gli avanzi di pasta di pane per i propri mariti che andavano a lavorare nei campi e che avevano necessità di portarsi un pranzo sostanzioso e pratico da trasportare. Spesso aggiungevano alla ricetta la farina di mais per ottenere un risultato ancora più croccante e piacevole. Oggi queste frittelle tanto gustose, si possono assaggiare alle sagre, ma anche in tanti ristoranti che le servono come piatto della tradizione locale.

shutterstock_365675348Negli ultimi tempi si trova spesso anche in versione dolce, farcito con crema pasticcera o cioccolata.

Grazie all’emigrazione Italiana verso il sud-America, si trova una ricetta molto simile anche in Argentina e Uruguay e viene chiamata Torta frita. In passato infatti il pane, nelle zone rurali, si cuoceva in forni situati all’esterno della casa, ma durante le giornate di pioggia non era possibile, per questo c’era l’usanza di friggere la pasta nel grasso di manzo, probabilmente facile da reperire, vista la forte tradizione di allevamento bovino in entrambi i paesi. Un’abitudine che viene mantenuta tutt’oggi, ma solitamente la Torta Frita in sud-America viene servita dolce, accompagnata dal Dulce de Leche o spolverata con un po’ di zucchero.

 

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TORNA SULLE NOSTRE TAVOLE UN OTTIMO LEGUME DEL PASSATO

shutterstock_383593576Le cicerchie sono un legume particolarmente ricco di proteine e contengono vitamine del gruppo B, fibre e sali minerali, rappresentano inoltre, una buona fonte di calcio. Il loro sapore è simile a quello dei piselli e delle fave.

Sono piccole, simili a sassolini e di colore marrone chiaro. Grazie al fatto che si tratta una pianta molto resistente che si adatta facilmente ai terreni poveri e riesce a sopravvivere a tutti gli altri legumi in caso di siccità, è stata la salvezza di molte popolazioni in seguito a lunghi periodi di carestia.

Ultimamente sono state riscoperte dopo un’uscita dalle tavole italiane, la loro storia è molto lunga, ci sono testimonianze del loro utilizzo, infatti, fin dai tempi degli antichi egizi che le sfruttavano per preparare pane, focacce e zuppe.

È una pianta molto diffusa in Africa Orientale e in Asia, in Italia invece si produce principalmente nelle regioni del centro e sud-Italia.

shutterstock_526858720All’interno del legume è presente una tossina che, se assunta in grandi quantità, può dare problemi di salute, ma è un’eventualità davvero improbabile oggi che abbiamo la possibilità di seguire una dieta varia. Al contrario è stato un problema in passato, quando ha rappresentato l’unico, o quasi, mezzo di sostentamento per le popolazioni.
Inoltre, eliminare la tossicità è semplice, è sufficiente tenere le cicerchie ammollo in acqua fredda per circa 24 ore e cuocerle a lungo ad alte temperature per renderle anche più facilmente digeribili.

Le ricette sono molte e cambiano da regione a regione. Si possono cucinare preparando un soffritto al quale aggiungere pancetta o lardo perfetti per insaporire. In Molise sono molto diffuse le sagne e cicerchie, delle specie di tagliatelle condite con un sugo di cicerchie, lardo e peperoncino.  Sotto forma di farina, inoltre, in questa regione si utilizzano per preparare una saporita polenta. In Toscana è piuttosto comune la cicerchiata, una minestra con cicerchie e farro. I Rösti di cicerchie e Salame Snello, invece, sono un secondo piatto originale e perfetto per un pranzo da portare in ufficio.

 

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ARANCINI O ARANCINE? DI SICURO UNA PRELIBATEZZA!

La cucina siciliana è estremamente legata alla cultura del suo territorio e fonde i ricordi della cucina dell’antica grecia con i sapori speziati di quella di origine araba. Il cibo di strada è molto amato nell’isola, tra le preparazioni più gustose c’è quella degli arancini (o arancine), palle più o meno allungate di riso, ripiene di ragù o di prosciutto e mozzarella, impanate e fritte. Una vera goduria per il palato!

shutterstock_338386283È un piatto che viene preparato in tutta la Sicilia e quasi tutte le città ne rivendicano la paternità. Esistono discussioni anche sul nome della ricetta. Secondo lo scrittore Gaetano Basile si dovrebbe parlare di “arancine” perché il nome farebbe riferimento al frutto coltivato in abbondanza in Sicilia, ne ricorda infatti la forma, la dimensione e il colore. Il frutto in italiano è declinato al femminile ed è per questa ragione che anche la stuzzicante preparazione a base di riso dovrebbe essere chiamata appunto arancina. D’altro canto in dialetto siciliano il frutto si chiama “aranciu”, al maschile,  e quindi c’è chi ritiene che si dovrebbe parlare di ‘arancini’, a testimoniarlo ci sarebbe anche il Dizionario siciliano-italiano del palermitano Giuseppe Biundi, e che risale al  1857, dove si trova la definizione di arancinu (arancino): “[…] dicesi fra noi [in Sicilia] una vivanda dolce di riso fatta alla forma della melarancia”.

shutterstock_417485068L’origine dell’arancino è popolare, probabilmente risale al periodo della dominazione araba, nell’alto medio evo, anni durante i quali si iniziò a consumare il riso insaporito con zafferano e spezie. Si  pensa invece che l’impanatura e frittura derivi dalla necessità di preparare pasti che fosse facilmente trasportabili per avere delle provviste durante viaggi e battute di caccia e durante il lavoro nelle campagne.

Assaggiarle durante una vacanza sull’isola è d’obbligo ed è doveroso provare la versione al sugo (con ragù formaggio e piselli) e quella al burro (con mozzarella prosciutto cotto e besciamella)per scegliere la propria preferita!

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IDEE E CONSIGLI PER PREPARARE IL TOAST PERFETTO

Il toast è la scelta ideale per uno spuntino a qualunque ora della giornata. Perfetto per una colazione energetica, per un pranzo veloce o una merenda stuzzicante. È facile e veloce da assemblare però, come spesso accade per le preparazioni semplici, ci sono tanti piccoli accorgimenti e attenzioni capaci di cambiare notevolmente il risultato finale.

Partiamo dalla scelta degli ingredienti: il pane deve essere sottile, ma non troppo. Deve essere morbido, ma non si deve sbriciolare. Il pane in cassetta è indubbiamente il più adatto, si può scegliere quello bianco o, per un sapore più deciso, quello integrale o ai cereali.

shutterstock_370092764La ricetta più classica prevede un’imbottitura con prosciutto cotto e formaggio. Il Gran Biscotto Rovagnati e la fontina rappresentano la scelta più tradizionale e garanzia di gusto e soddisfazione. Per renderlo ancora più goloso potete imburrare le fette, avendo però l’accortezza di tenere il burro a temperatura ambiente per almeno mezz’ora prima di spalmarlo.

Per un toast da leccarsi i baffi l’ideale è alternare strato di formaggio a uno di prosciutto e un altro di formaggio. In questo modo otterrete un’ottima proporzione tra gli ingredienti e non rischierete che la farcitura esca dal sandwich al primo morso.

shutterstock_500122444Il pane si deve tostare, ma attenzione a non brucialo! E il formaggio si deve fondere al punto giusto, il tempo necessario in una tostiera per ottenere questo risultato è di circa quattro minuti a temperatura media. Se invece usate una padella copritelo con un coperchio gli ultimi minuti per far sciogliere bene il formaggio.

shutterstock_155541803Potete liberare la vostra fantasia e provare accostamenti più inusuali rispetto al tradizionale prosciutto e formaggio. Il Salame Milano si può abbinare a qualche fetta di brie per un toast davvero saporito, mozzarella e pomodoro se avete voglia di sapori più delicati. Se invece avete voglia si una sapore affumicato provate con speck, scamorza e pomodori secchi tritati o anche salmone affumicato, formaggio tipo quark e lattuga, in questo modo il vostro semplice snack si trasformerà, in un attimo, in un golosissimo sandwich gourmet!

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LE PASTRIDDHE, UN OTTIMO INGREDIENTE PER PREPARARE SQUISITE MINESTRE INVERNALI

shutterstock_342849302Se in Puglia vi offrono delle pastriddhe, state per assaggiare delle castagne secche o un piatto preparato con questo ingrediente. Le castagne sono un frutto disponibile in natura in autunno, ma grazie all’essiccazione, si possono gustare e utilizzare tutto l’anno per le nostre ricette.

Oggi non fanno più parte della nostra alimentazione quotidiana e si trovano principalmente sulle bancarelle alle feste di paese, ma un tempo costituivano l’alimento principale per affrontare il lungo e freddo inverno. Venivano vendute a prezzo modico nelle botteghe e utilizzate per preparare ottime zuppe calde, nutrienti ed economiche. Le preparazioni tipiche di questa zona, a base di pastriddhe, le vedono accompagnate da fagioli o cotte nel pomodoro e insaporite con formaggio, c’è anche chi ama sgranocchiarle come si fa con tutta la frutta secca e, se ridotte in farina, possono anche diventare un ingrediente per preparare un pane molto saporito consumato più spesso però, nella vicina Calabria.

Ricetta Minestra di Pastriddhe

shutterstock_500072893Ingredienti

500 g di castagne secche

500 ml di acqua

1/2 cipolla

1 scalogno

1 carota

1 gambo di sedano

100 g di prosciutto crudo Snello

Pane casereccio q.b.

Olio q.b.

Sale q.b.

Preparazione

Lascia in ammollo le castagne secche per una notte. Trita la cipolla, lo scalogno, la carota e il sedano e fai soffriggere in una pentola. Quando il soffritto sarà imbiondito aggiungi le castagne e l’acqua, aggiusta di sale cuoci a fuoco lento fino a quando le castagna non saranno cotte. Frulla il tutto con il mixer ad immersione. Taglia il prosciutto a listarelle e rosolale in una padella ben calda. Quando il prosciutto è pronto, adagiale sulla zuppa già impiattata. Per preparare i crostini taglia il pane a cubetti, irroralo con un po’ di olio e fatelo abbrustolire qualche minuto, utilizzando il grill del forno.

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QUALCHE IDEA PER UN GOLOSO SAN VALENTINO

shutterstock_172139087Si avvicina la giornata San Valentino una data ideale per celebrare il proprio amore, solitamente di fronte ad un tavolo per gustare insieme eleganti specialità.

Non mancano però le occasioni per festeggiare in modo più originale.

A Terni, ad esempio, si festeggia per tutto il mese. San Valentino è infatti il patrono della città, per questo è chiamato il Mese Valentiniano durante il quale si susseguono giorni densi di eventi ai quali possono partecipare tutti: giovani fidanzati, coppie insieme da anni e anche per i bambini, per vivere insieme la festa dell’amore.
Il cuore delle celebrazioni sarà tra il 10 e il 14 febbraio, quando si svolgerà “Cioccolentino” . Torna anche quest’anno l’appuntamento più dolce e romantico con cene e degustazioni speciali, tanti appuntamenti pensati per gli appassionati di pasticceria e per chi vuole imparare a preparare le più squisite dolcezze. Non mancheranno, poi, laboratori di pasticceria e cioccolateria pensati per i più piccoli. Inoltre, il 14 febbraio alle 17.00, migliaia di cuori rossi coloreranno la centralissima Via Tacito in un romantico flash mob.

shutterstock_359405837A Verona invece i festeggiamenti iniziano l’11 e continuano fino al 14, ogni giorno si potrà partecipare ai tanti eventi che fanno parte della manifestazione “Verona In Love”, pensati proprio per le coppie e da vivere nella romantica città di Romeo e Giulietta. Un calendario ricco al quale partecipare con l’amore della propria vita per una festeggiamento davvero speciale!

Ad Ancona il Museo Tattile Statale Omero e la sezione della città dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti propongono un’esperienza capace di coniugare arte, buon cibo e divertimento. La serata inizia alle 18.30 quando le coppie potranno partecipare alla visita bendata presso la collezione del Museo e a seguire verrà servita una romantica cena al buio durante la quale le coppie saranno coinvolte in giochi accattivanti per allenare i sensi.

175751686_2910Castel’Arquato è un borgo in provincia di Piacenza ed è definito proprio il borgo degli innamorati. Chi si trova da quelle parti, tra l’11 e il 14 febbraio potrà passare delle giornate davvero romantiche nella cornice di un paese che ha mantenuto tutto il suo fascino medievale. Le coppie più dolci potranno cercare il “kisser set” pensato per  immortalare i baci più romantici e che sarà allestito nel week end, la domenica invece si potrà passeggiare tra le bancarelle di un goloso mercatino in cui acquistare e provare le specialità del luogo o partecipare alla visita a lume di candela alla Rocca Viscontea, proprio il 14 febbraio.

Chi invece preferisce festeggiare nell’intimità della propria casa, può provare a preparare una ricetta semplice e sfiziosa come questa: Un amore di Lecca Lecca! con Prosciutto cotto e formaggio. Un antipasto perfetto per iniziare con gusto e un pizzico di dolcezza una serata piena d’amore.

 

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RADICCHIO ROSSO, IL PROTAGONISTA DI UNA FESTA DA NON PERDERE!

shutterstock_392146057In questo periodo sui banchi della verdura si trova facilmente il radicchio rosso di Treviso. Un ortaggio che si presenta in due varianti: precoce e tardivo. Il primo è meno pregiato, ha una foglia piuttosto larga e un sapore amarognolo.

Queste settimane sono quelle durante le quali si può trovare facilmente la versione tardiva che ha una foglia più sottile, croccante e con un sapore più delicato. Una varietà che si ottiene con una speciale procedura chiamata forzatura e imbianchimento.

Anche quest’anno si terrà La festa del radicchio rosso di Dosson, una frazione di Casier, in provincia di Treviso. Saranno allestiti stand dedicati a questo prelibato ortaggio e uno stand gastronomico dove sarà possibile assaggiare diversi piatti a base di radicchio e altri golosi piatti tipici della zona. Sarà possibile visitare il paese e partecipare alla festa dal 29 gennaio al 7 febbraio, giornate durante le quali si potrà assistere anche a numerosi spettacoli folkloristici e divertirsi a ballare sulle allegre musiche delle orchestre che accompagneranno le serate.

È grazie all’agronomo Giuseppe Benzi che il radicchio è diventato un pregiato ortaggio invernale simbolo di Treviso, è infatti colui che diede vita il 20 dicembre 1900 alla prima delle mostre che ogni anno la città di Treviso dedica ancora oggi alla rossa cicoria, proprio sotto la Loggia di piazza dei Signori.

shutterstock_372626092 (1)Sono tante le leggende che spiegano perché l’origine del Radicchio di Treviso sarebbe proprio Dosson. Forse merito di uccelli che hanno trasportato e lasciato cadere il seme del nuovo ortaggio sul campanile del paese o forse di frati che hanno saputo trovare e conservare i semi e chi dice invece che si trattava di una pianta che cresceva spontanea fino a quando qualcuno non scopri che poteva trasformala in ortaggio pregiato grazie all’imbianchimento.

Di sicuro si tratta di un’insalata ottima da consumare cruda e cotta, una delle ricette più comuni prevede di utilizzare il radicchio come ingrediente per un ottimo risotto, insaporito da cubetti di pancetta rosolata o, se preferite un sapore più delicato, di prosciutto cotto.

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CONSIGLI E RICETTE PER PREPARARE L’ ARROSTO DELLA DOMENICA!

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Il tipico piatto della domenica è indubbiamente l’arrosto con le patate. Una preparazione non troppo difficile, ma che richiede cura ed attenzione. Si definisce arrosto la carne cotta, al forno o in padella, senza liquido, ma sarebbe meglio dire con pochissimo liquido. la tradizione prevede arrosti di manzo, maiale, tacchino e vitello. In alcuni casi si cucina un pezzo unico di carne in altri casi si tratta di una fetta ripiena di vari ingredienti e arrotolata su sé stessa.

Per ottenere un arrosto perfetto è necessario seguire poche ma importati regole:

  • Scegli con cura il taglio di carne più adatto per il tuo arrosto. I più utilizzati sono lo scamone, la noce (di vitello o di manzo), la sotto fesa, il carrè.
  • Togli dal frigorifero l’arrosto almeno un’ora prima della cottura.
  • Sfuma la carne con il vino o con del brodo, operazione indispensabile se si vuole ottenere un arrosto morbido. Serve inoltre per aromatizzarlo e per permettere una cottura prolungata, quando il taglio lo richiede.
  • shutterstock_432420700In una prima fase della cottura scegli l’alta temperatura per rosolare e in seguito passa ad una temperatura più bassa e costante per cuocere bene la parte interna della carne.
  • Non versare mai troppo liquido in una sola volta perché in questo modo rischieresti di bollire la carne e perdere così la caratteristica crosticina degli arrosti.
  • Per evitare che diventi stopposo, non pungerlo con la forchetta durante la cottura, è meglio utilizzare due cucchiai di legno. In questo modo la carne non perderà i suoi succhi e manterrà la sua morbidezza.
  • Se hai scelto un taglio particolarmente magro puoi avvolgerlo nella pancetta, prosciutto o lardo per assicurarti un risultato morbido e molto saporito.
  • Un altro trucco per ottenere un arrosto saporito e morbido è la lardatura, pratica cioè dei piccoli tagli nei quali inserire della pancetta tritata.
  • La legatura dell’arrosto è importante per ottenere un risultato finale più compatto e quindi delle fette più regolari.
  • A cottura ultimata fai riposare l’arrosto per 15/20 minuti, in questo modo al momento del taglio la carne non perderà i suoi preziosi succhi.
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CARDI IN UMIDO, UN CONTORNO SEMPLICE MA RICCO DI GUSTO

shutterstock_248150242Dopo le golose abbuffate di Natale e Capodanno, si sente il bisogno di mangiare piatti un po’ meno calorici e, magari, anche un po’ disintossicanti.

In questo periodo dell’anno si trovano in abbondanza nei mercati i cardi, ortaggi dall’aspetto simile a quello del sedano, ma dal sapore che ricorda quello dei carciofi.

Sono piuttosto fibrosi e duri, per questo di solito si consumano cotti. Sono Contraddistinti da un apporto calorico piuttosto basso, quindi è un ingrediente perfetto per preparare un piatto gustoso, ma non troppo impegnativo per la dieta. Inoltre i cardi possono vantare virtù depurative e protettive, soprattutto nei confronti del fegato.

Hanno bisogno di una cottura molto lunga. Di solito si usa prima bollirli per almeno un’ora, magari il giorno prima di mangiarli, e poi si consiglia di lasciarli ammollo per tutta la notte nel liquido di cottura. Il giorno successivo si può finire la preparazione in forno o in padella.

shutterstock_301105703In Sicilia è un alimento che non può mancare dalle tavole nelle settimane intorno al Natale. La tradizione vuole che venga preparato per la sera della vigilia dell’Immacolata, quando si entra proprio nel vivo delle feste, ma poi si trova spesso sulle tavole Siciliane per tutto il periodo natalizio. Solitamente si preparano in pastella e fritti, ma sono ottimi anche gratinati al forno o come ingredienti di un’ottima zuppa e, visto che in questi giorni, come dicevamo, si ha voglia di qualcosa di più semplice dopo gli stravizi delle feste, vi consigliamo la ricetta dei cardi in umido, leggera, ma anche ricca di gusto!

Ricetta cardi in umido

Ingredienti

1 kg di cardi

1 cipolla

140 g di pancetta affumicata Rovagnati

50 g di formaggio grattugiato

1 bicchiere di vino bianco

100 ml di passata di pomodoro

Olio q.b.

Sale q.b.

Preparazione

Pulisci i cardi e togli i filamenti, falli bollire in acqua salata fino a quando saranno diventati morbidi, a questo punto spegni il fuoco sotto la pentola e lasciali raffreddare nell’acqua. Trita la cipolla, falla appassire nell’olio e aggiungi i dadini di pancetta. Dopo qualche minuto aggiungi i cardi e fai sfumare con il vino bianco. Aggiungi la passata di pomodoro e un pizzico di sale. Fai cuocere per circa 15 minuti e insaporisci con il formaggio grattugiato prima di servirlo ancora caldo.

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LE RICETTE PIÙ CLICCATE DEL 2016

shutterstock_348208976In questi ultimi giorni dell’anno si usa fare il bilancio dei mesi precedenti e magari dei buoni propositi per quelli che stanno arrivando. Guardando i risultati di Google Trends sul 2016 si scopre cosa gli italiani hanno amato e cercato su internet negli ultimi 12 mesi.

La ricetta più cercata su Google nel 2016 è stata quella del tiramisù, un grande classico, capace di far felici tutti. Al secondo posto un contorno squisito, la peperonata. Al terzo posto, invece, troviamo una preparazione tipica del Piemonte, le zucchine in carpione. La parola ‘carpione’ indica la marinatura a base di vino e aceto, utilizzata originariamente per insaporire  e conservare il pesce fritto, ma in seguito usata anche per carne e verdure.

shutterstock_227387185Probabilmente in questi giorni di festa avete trovato sulle vostre tavole un goloso panettone gastronomico, magari farcito con gli ottimi salumi Rovagnati. A giudicare dalle ricerche infatti, gli italiani sembra che quest’anno abbiamo molta voglia di prepararlo. Al quinto posto delle ricette più cliccate nel 2016 troviamo proprio questa impegnativa preparazione.

Al settimo posto invece si trova il mojito, ma ancora più del cocktail, è stata cercata la ricetta della torta al mojito, una variante particolarmente festaiola della più famosa cheescake.

Al decimo posto poi si trova l‘amatriciana ricerca che ha scalato le classifiche negli ultimi mesi, in seguito al terremoto in Centro Italia.

Interessante inoltre, scoprire qual è la ricerca più frequente nella sezione ‘come fare’. In tanti si sono chiesti ‘come fare il gelato al caffè in casa’ e per soddisfare quella che sembra essere una curiosità molto comune, vi proponiamo la ricetta adatta. Potete provare a prepararlo per la cena di Capodanno, il dessert perfetto per la notte più lunga dell’anno!

Ricetta Gelato al caffèshutterstock_329393366

Ingredienti

40 g di caffè solubile

2 uova

150 g di zucchero

500 ml di panna fresca

1 bicchiere di latte

1 baccello di vaniglia

Preparazione

Monta i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema densa. Taglia a metà il baccello di vaniglia,  preleva i semi all’interno e uniscili al latte. Aggiungi il caffè al latte e amalgamali ai tuorli montati. Monta la panna e versala nei tuorli aromatizzati al caffè. Infine monta anche gli albumi a neve ferma e mescolali al preparato, facendo attenzione che il composto non si smonti. Quando sarà tutto ben amalgamato riponi il preparato in freezer per 4 ore circa, al termine puoi servire il tuo gelato.

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UN LUNGO WEEK END PER FARE SHOPPING E RIPOSARSI AL BISTRÒ ITALIANO DI ROVAGNATI

_vdc4083Sta iniziando un lungo week end di ponte, perfetto per riposarsi, fare qualche gita e iniziare ad acquistare regali natalizi. Chi passa da Milano in questi giorni ha la possibilità di godere di una città capace di offrire grandi divertimenti, interessanti eventi culturali, negozi alla moda perfetti per i propri acquisti e di provare anche i golosi piatti proposti dal primo locale del brand Rovagnati.

Da qualche settimana, infatti, ha aperto a Milano il ROVAGNATI “BISTRÒ ITALIANO”. Un accogliente locale in Piazza XXV Aprile a Milano, in cui poter gustare piatti raffinati, caldi e freddi. Si trova in una zona centrale della città, vicino a una delle vie più frequentate dai giovani milanesi.

_vdc4117È caratterizzato da un ambiente dall’arredamento semplice, un bistrò, dove si può trovare tutta la qualità dei salumi Rovagnati, protagonisti di piatti gourmet da consumare a ogni ora della giornata, a colazione, pranzo e anche a cena. Tra le numerose proposte in menù si trova, ad esempio, la Cotoletta Gran Biscotto, piatto simbolo del forte legame tra la famiglia Rovagnati, il prosciutto più venduto in Italia e la città meneghina.

Un locale perfetto per ogni occasione della giornata è aperto, infatti, dalle 8.30 alle 22.00, dal lunedì al sabato. L’apertura della mattina permette di concedersi una rilassante e piacevole colazione. Si può andare al Bistrò per deliziarsi con spuntini ad ogni ora o anche sceglierlo come luogo in cui pranzare. La giornata, inoltre, può terminare sempre qui con un aperitivo o anche una cena, a base di ottimi finger food, stuzzichini e tutti i salumi firmati Rovagnati. L’atmosfera è piacevolmente familiare. Grazie a questa caratteristica, il cliente può sentirsi subito a proprio agio e trovare così, un posto dove potersi rilassare. Nel mese di Dicembre anche di domenica sarà possibile fare una pausa dalla stressante corsa ai regali di Natale, bevendo qualcosa di caldo e accompagnandolo con qualche spuntino, durante questo periodo, infatti, il locale rimarrà sempre aperto.

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LA CUCINA TIROLESE, UN MIX TRA TRADIZIONE ITALIANA E RICORDI DI ANTICHE DOMINAZIONI

shutterstock_269104823La regione del Tirolo, territorio situato a nord est dell’Italia, oltre ad essere un luogo ricco di meraviglie naturali, assicura al visitatore di trovare un grande piacere anche a tavola.

Dopo una giornata trascorsa sulle piste a sciare, oppure dopo una lunga passeggiata nei suggestivi sentieri tra i boschi e i ghiacciai, c’è bisogno di recuperare le energie e la tavola altoatesina offre tanto gusto e tante varietà di piatti tra cui scegliere.

Una cucina che sente forte l’influenza della dominazione austro-ungarica, ma che ha anche una forte impronta italiana. Piatti semplici, ma ricchi e molto proteici per soddisfare le esigenze di chi deve sopportare il freddo e condurre la faticosa vita di montagna.

shutterstock_358828520Ottima la zuppa d’orzo alla tirolese ricca di verdure, cereali e carne. I canederli sono quasi un simbolo della zona. Sono dei grossi gnocchi di pane raffermo, impastato con latte e uova e vengono insaporiti da ottimo speck. Vengono spesso serviti in brodo, ma si posso anche gustare come secondo piatto accompagnati da crauti. Un altro primo piatto tipico della zona sono gli spatzle, nati come specialità della cucina sveva dove si servivano a tavola fin dal Medioevo. Sono degli gnocchetti di dimensione e forma irregolare preparati con farina acqua e uova . Spesso, in queste zone vengono preparati nella versione verde, aggiungendo gli spinaci agli ingredienti dell’impasto. Per il condimento si sceglie di solito del burro fuso e anche in questo piatto non può mancare l’ottimo speck.  Anche quest’ultimo è un prodotto tipico di questa zona. Un prosciutto crudo completamente disossato  e frutto dell’unione di due metodi di conservazione, la stagionatura, tipicamente italiana e l’affumicatura, usata invece nel Nord Europa.

shutterstock_126710384I secondi sono costituiti principalmente da carne. Il gulasch, di origini ungheresi, è un secondo piatto sostanzioso a base di carne e insaporito da cipolle carote patate e paprika. Si può servire come zuppa oppure farlo asciugare ottenendo così una specie di spezzatino molto speziato. Anche i wurstel sono comunemente presenti sulle tavole altoatesine.

Solitamente i pasti vengo accompagnati da ottima birra prodotta nella zona e, per favorire la digestione, invece, viene spesso consumata della grappa, magari aromatizzata al mirtillo.

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LA COTOLETTA ALLA VALDOSTANA, UNA SPECIALITÀ DAVVERO GOLOSA

shutterstock_16564015La cucina valdostana è indubbiamente ricca e saporita, caratterizzata da forti influenze francesi a causa delle quali si discosta parecchio dalla cucina tradizionale del resto dell’Italia.

Ed è in Valle d’Aosta, la regione più piccola d’Italia, che nasce la cotoletta alla valdostana, piatto che ricorda tanto anche i Cordon bleu, piatto tipico della cucina francese, ma che pare abbia un’origine più recente della versione italiana.

Si tratta di una preparazione davvero golosa, impreziosita da uno dei prodotti tipici di questa regione, la fontina. Un formaggio a pasta semidura, ottenuto solo con il latte delle mucche di razza valdostana e che ha antiche origini. Secondo alcune testimonianze, viene preparato seguendo sempre la stessa ricetta fin dal XIII secolo. Le forme necessitano di una stagionatura di tre mesi che viene solitamente effettuata in grotte naturali, capaci di donare il caratteristico aroma di questo formaggio.

La fontina, come dicevamo, è uno degli ingredienti fondamentali per la preparazione delle cotolette alla valdostana che è composta da fettine di carne di vitello ripiene di formaggio e prosciutto cotto, impanate e fritte nel burro. Per ottenere un ottimo risultato finale, è importate utilizzare materie prime di qualità, come ad esempio la fontina con certificato DOP e il Gran Biscotto Rovagnati. Un secondo decisamente sostanzioso, ma altrettanto buono!

shutterstock_217493137Esistono molte varianti di questo piatto, si può scegliere di usare la carne di pollo al posto di quella di vitello oppure si può insaporire l’impanatura con erbe aromatiche, personalizzando così la ricetta seguendo i propri gusti personali.

È possibile inoltre, preparare versioni di questo piatto tipico valdostano decisamente più leggere che prevedono la sostituzione della carne con la melanzana, ad esempio, oppure per rendere la ricetta più facilmente digeribile, si può scegliere la cottura in forno evitando così il fritto e abbassando un po’ il contenuto di grassi.

Il miglior abbinamento con questo saporito piatto è un vino rosso e corposo come ad esempio il Carema o l’ Enfer d’Arvier. Due vini DOC originari proprio della Valle d’Aosta.

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RICETTE E CONSIGLI PER POLPETTE PERFETTE!

shutterstock_408780886Un piatto che fa subito ‘casa’, piace a grandi e piccoli. Perfetto anche per eliminare gli avanzi del frigo. È un classico trucco che le mamme utilizzano per mascherare le verdure ai propri bambini, parliamo delle polpette, un piatto che non stanca mai!

Si possono preparare di carne, di pesce, di legumi,  di verdure, con ripieno fondente, speziate, al forno, fritte, con il sugo. È il piatto perfetto per liberare la propria fantasia in cucina.

shutterstock_274986173Solitamente sono così sfiziose che quando si preparano sono sempre un successo. Una preparazione semplice, ma che riesce a fare contenti tutti. Anche Pellegrino Artusi nel suo “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” sostiene che sia facilissimo prepararle, scrive infatti:  “Non crediate che io abbia la pretensione d’insegnarvi a far le polpette. Questo è un piatto che tutti lo sanno fare cominciando dal ciuco, il quale fu forse il primo a darne il modello al genere umano”

È possibile però commettere alcuni tipici errori che potrebbero renderle un po’ meno piacevoli. Il problema più frequente, ad esempio, riguarda la consistenza, possono venire troppo stoppose oppure troppo morbide e magari rompersi in cottura. Esistono però dei piccoli accorgimenti da utilizzare per essere sicuri di ottenere un risultato impeccabile.

  • shutterstock_458110279Se si usa il pane secco nell’impasto è buona norma bagnarlo nel latte, per assicurarsi delle polpette morbide.
  • Per evitare di trovare fastidiose lische in quelle di pesce, è meglio sbollentarlo prima di preparare la polpetta. In questo modo sarà più facile individuarle ed eliminarle tutte.
  • Il giusto rapporto tra il pane e l’ingrediente base della polpetta che si sceglie di preparare (carne – pesce – verdure) è 4 a 1, quindi per esempio, 400g di carne e 100 di pane.
  • Meglio evitare di preparare polpette troppo grandi, c’è il rischio di non riuscire a cuocerle in modo uniforme e di trovare l’interno ancora crudo.
  • Quando si preparano quelle di verdure meglio usare il pane secco o strizzarlo molto bene, perché in cottura rilasceranno la loro naturale acqua e si corre il rischio di ottenere un risultato troppo morbido.
  • Per ottenere la consistenza perfetta, attenti alle uova, se sono troppe, si rischia che l’impasto si rompa in cottura.
  • Le giuste erbe o spezie hanno la capacità di rendere le polpette davvero speciali. Il curry, la noce moscata, la paprika e il prezzemolo si abbinano molto bene alla carne. Per il pesce, invece, meglio preferire il timo. Il sapore dei legumi invece, di solito, viene esaltato da alloro o rosmarino.
  • La scorza di limone è in grado si trasformare una buona polpetta, in una polpetta indimenticabile.
  • Largo spazio alla fantasia, quando si parla di panatura. Non solo pane, ma anche semi di papavero, sesamo, farina di mais, corn flakes, frutta secca tritata.
  • Qualche fetta di Speck Rovagnati tritata e aggiunta alle polpette di carne, assicura un risultato davvero saporito e leggermente affumicato.