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hambuerger classic

HAMBURGER, LE ORIGINI E IDEE PER RICETTE DA PROVARE!

hambuerger classicCarne macinata, spezie, bacon, formaggio, pomodoro, insalata, salse e pane, questi gli ingredienti più utilizzati per preparare un hamburger, un tipico piatto d’oltreoceano che ha però un’origine europea.

Le polpette di carne bovina erano comuni nella città e nel porto di Amburgo e si pensa che i numerosi tedeschi immigrati negli Stati Uniti nel XIX secolo abbiamo contribuito alla diffusione della ricetta.

L’hamburger è un prodotto tipico dei fast food, ma negli ultimi anni è diventata anche una preparazione gourmet. Si sono moltiplicati i locali che preparano panini farciti con ingredienti gustosi e fantasiosi.

Prepararli a casa è semplice e si possono sperimentare numerose varianti per scegliere poi la propria preferita.

hambuerger legumiLa carne solitamente è di manzo, ma può essere anche di vitello o di pollo ad esempio. In generale è importante che non sia troppo magra per non rischiare di trovarsi un hamburger troppo stopposo dopo la cottura. Può essere insaporita con spezie come pepe, paprika, curry o zenzero. Un trito di prezzemolo basilico, rosmarino e erba cipollina possono contribuire a rendere l’hamburger davvero speciale.

Il classico bacon si può sostituire con lo speck magari abbinato alla scamorza per un gusto affumicato. Per un sapore più fresco invece si può scegliere di farcire panino con qualche fetta di prosciutto crudo, mozzarella e magari un po’ di rucola.

hamburgerOttimi possono essere anche gli hamburger preparati con merluzzo impanato o con salmone. Sono squisite anche le varianti di legumi, preparati con ceci magari abbinati a qualche fetta di coppa resa croccante in padella, fagioli o lenticchie che si possono impastare con un po’ di cotechino per ottenere una svizzera più morbida e saporitissima.

Si può variare anche sul tipo di pane. Solitamente si sceglie il panino bun, un pane molto soffice spesso ricoperto di sesamo, ma possono essere molto soddisfacenti anche panini con una crosta più croccante o magari ai cereali.

La fantasia è come sempre un’ottima alleata in cucina e permette di portare in tavola preparazioni gustose e sempre nuove.

 

zuppa di lenticchie

LENTICCHIE, BUONE E VERSATILI IN CUCINA

zuppa di lenticchieLe lenticchie sono un legume spesso relegato a ruolo di portafortuna a Capodanno, ma che grazie delle sue numerose virtù, dovrebbe essere un protagonista frequente della nostra tavola. Buone e molto versatili in cucina sono l’ideale per preparare ottime zuppe, sono squisite come contorno, perfette per preparare hamburger o polpette, da usare anche sotto forma di farina per preparare pratiche frittate. Abbinate al cotechino sono una grande classico, ma sono ottime anche insaporite da cubetti di speck o pancetta, o da cubetti di zucca.

contorno con lenticchieSono un legume noto per il suo elevato potere nutritivo. Una buona fonte di proteine e carboidrati complessi, ricche di ferro, fosforo e vitamine del gruppo B, ottima fonte di fibre e per questo indicate in caso di stitichezza. Grazie a tutte queste caratteristiche nutrizionali si sono guadagnate l’appellativo di carne dei poveri.

Esistono diverse qualità di lenticchia, quelle di Castelluccio di Norcia sono tra le più conosciute e pregiate. Sono piccole e delicate, non serve ammollo e hanno ottenuto la certificazione IGP.

Le lenticchie rosse, conosciute anche come “lenticchie egiziane”, sono veloci da cuocere usate molto nei paesi medio orientali, ideali per quando si ha poco tempo in cucina, in quanto si cuociono in pochi minuti e molto digeribili in particolare nella versione decorticata.

hamburger di lenticchieLa lenticchia verde di Altamura è chiamata anche lenticchie gigante a causa delle sue dimensioni è infatti più grande rispetto alle altre. È tornata in auge negli ultimi anni e ha ottenuto la certificazione IGP nel 2017.

La lenticchia di Rascino è coltivata nell’Altipiano omonimo ad un’altitudine di 1150 metri. Sono caratterizzate da una dimensione ridotta e un colore non uniforme che va dal rossiccio al marrone scuro. Prodotte in modo naturale senza l’uso di diserbanti, concimi o altre sostanze chimiche molto spesso da aziende a conduzione familiare o da privati per consumo proprio.

Le lenticchie di Onano sono anche in questo caso prodotte all’interno del comune omonimo che si trova nella provincia di Viterbo. I semi hanno origine in Siria e in paesi del Medio Oriente come Palestina, Giordania, Iran. Una volta giunte nel Mediterraneo hanno trovato un terreno molto favorevole per la loro diffusione.

pasta carciofi

COME RICONOSCERE I CARCIOFI FRESCHI

carciofiI carciofi sono una verdura nota già presso i Greci dai quali venivano chiamati kinara i Romani invece li chiamavano cynara. In questo periodo si trovano in abbondanza sui banchi dei mercati. È una verdura molto versatile perfetta per preparazioni adatte ad ogni menù. Fritti posso essere serviti come sfizioso aperitivo, ma possono essere l’ingrediente ideale anche di ottimi antipasti, primi piatti, zuppe, torte salate, se farciti possono essere un ottimo secondo, ma sono squisiti anche come un semplice contorno.

Sono una fonte preziosa di potassio, sali minerali, fibre e ferro.

Quando sono freschi e con il gambo si possono conservare in una brocca con un po’ di acqua come se fossero un bouquet di fiori, si mantengono bene anche in frigorifero fino ad una settimana.

Ma come riconoscere i carciofi freschi?

  • carciofi tagliatiPrima di tutto si devono osservare e toccare le foglie, i carciofi freschi sono stretti e duri.
  • L’aspetto è un indizio importante. Devono essere di colore verde lucido e senza macchie nere e marroni.
  • Un altro segnale che salta all’occhio e che può dare informazioni sulla freschezza del carciofo si può trovare osservando le punte esterne che devono essere di colore verde scuro, mentre quelle interne più chiare.
  • Il gambo del carciofo deve essere tenero al tatto e privo di ammaccature.
  • Si possono trovare informazioni sulla freschezza dei carciofi anche analizzando le foglie esterne: se piegandone uno oppone resistenza e si spezza significa che è fresco, se invece se si piega e ritorna a posto, vuol dire che non è un carciofo fresco.

Per acquistare carciofi di qualità è meglio preferire quelli di dimensioni ridotte, se sono troppo grandi possono risultare troppo duri con il rischio di rovinare il piatto che si desidera preparare.

Le ricette per prepararli sono davvero tante, sicuramente l’abbinamento con salumi  e formaggi è in grado di esaltarne al meglio i sapori.

pasta carciofiFusilli carciofi e speck

Ingredienti

320 g di fusilli

200 g di speck tagliato a fette spesse

100 g di formaggio grattugiato

1 spicchio d’aglio

Olio q.b.

Sale q.b.

Pepe q.b.

Prezzemolo q.b.

Preparazione

Elimina le foglie più esterne dei carciofi, tagliali a spicchi ed elimina la “barba” interna. Cuocili in padella con un filio d’olio e uno spicchio d’aglio. Intanto cuoci la pasta al dente in abbondante acqua salata. Quando saranno cotti, elimina l’aglio, frullali con il formaggio grattugiato e un po’ di acqua di cottura della pasta fino ad ottenere una crema. Aggiusta di sale e pepe. Taglia lo speck a cubetti e saltalo in padella, unisci la crema di carciofi e la pasta.

 

 

 

piadina cotto e formaggio

LA PIADINA ROMAGNOLA IGP


piadina cotto e formaggioLa piadina è una preparazione tipica dell’Emilia Romagna e ha ottenuto il marchio IGP il 24 ottobre 2014, da allora per poter definire la propria una “vera” piadina è necessario che la preparazione segua precise regole.

Gli ingredienti sono pochi e semplici: farina di grano duro di tipo 0, strutto o olio d’oliva, acqua e agenti lievitanti.

Si può trovare in due diverse varianti: la classica, compatta, rigida, friabile e spessa. Con macchie ambrate di cottura di piccole dimensioni sulla superficie con una distribuzione omogenea. Caratterizzata da un diametro da 15 a 25 centimetri, uno spessore da 4 a 8 millimetri.

piadina crudo e mozzarellaLa Riminese invece è morbida, sottile con vesciche di cottura di grandi dimensioni sulla superficie, con una distribuzione non omogenea, dal diametro da 23 a 30 centimetri e spessore fino a 3 millimetri.

In entrambi i casi è vietata l’aggiunta di conservanti, aromi e/o altri additivi.

Le origini della piadina sono molto antiche, si trovano riferimenti a preparazioni molto simili anche nell’Eneide di Virgilio e, in generale, durante tutta l’epoca romana. Durante il Medioevo gli abitanti della Romagna la preparavano con i cereali poveri per non incorrere nella tassazione che subiva il grano – e quindi il pane – da parte dei proprietari terrieri.

piadina cotto funghi e brieGiovanni Pascoli amava la piadina, la mangiava preparata dalla sorella Maria, fu lui a coniare il termine piada italianizzando il dialetto piè.

Nel secondo dopoguerra, la Piadina Romagnola si diffuse sia nelle campagne sia nelle città e, da surrogato del pane, iniziò ad essere considerata una golosa alternativa, un piatto vero e proprio da gustare con la farcitura che si preferisce.

Prosciutto crudo, squacquerone e rucola è la farcitura della tradizione, ma con fantasia si può preparare ogni giorno in modo diverso per non stancarsi mai. È ottima anche con Prosciutto cotto brie e funghi, o dal sapore affumicato con scamorza e speck, o anche coppa verdure grigliate e caprino. Da provare anche in versione dolce, con marmellata o crema di cioccolata, banana e mandorle.

Frico friulano

IL FRICO, GOLOSA SPECIALITÀ FRIULANA DALLE ANTICHE ORIGINI

Frico friulanoIl frico è una preparazione tipicamente friulana, in particolare della Carnia, un territorio montano i cui comuni fanno parte della provincia di Udine.

Il nome originale era fricò con l’accento sull’ultima sillaba, nel ‘900 però la lingua italiana ha contaminato  il friulano stretto e ha spostato l’accento dalla o finale alla i.

Esistono due diverse versioni di frico, una più croccante composta solo da formaggio, solitamente Montasio, fritto in olio bollente tipicamente consumata in passato dai boscaioli e accompagnata da polenta fredda. Un pasto nutriente perfetto per chi faceva lavori pesanti al freddo delle montagne alpine. Probabilmente per prepararlo si utilizzava la crosta del formaggio, un modo per non sprecare importanti fonti di nutrimento.

Esiste poi una versione più morbida. In questo caso l’aspetto ricorda quello della frittata, ma non ci sono uova tra gli ingredienti. La ricetta tradizionale prevede l’utilizzo di Montasio a cubetti, patate, cipolle e burro o lardo. Ultimamente però nei ristoranti e anche alle sagre dedicate a questa specialità, è sempre più facile trovare anche la versione più delicata che non prevede l’utilizzo della cipolla. Nei ristoranti della zona è possibile trovare anche varianti che prevedono l’aggiunta di altri ingredienti come, ad esempio,  zucca o speck.

FricoIl frico è stato descritto per la prima volta intorno alla metà del XV secolo da Martino da Como, cuoco del Patriarca di Aquileia Lodovico Trevisan, nella sua opera De Arte Coquinaria.

La leggenda però vuole che quando Sant’Ermacora andò a predicare il vangelo ad Aquileia passò anche dai paesi della Carnia e quando il viandante chiese di essere ospitato da una famiglia del luogo gli fu offerta  solo una fettina di formaggio con un po’ di polenta. Il padrone di casa sembra che fosse dispiaciuto per la povertà del piatto. Così il santo viandante gli disse: “Provate a riporre un’altra volta il siero sul fuoco! E fatelo riscaldare: noi intanto pregheremo il Signore affinché ci esaudisca!”. Si narra che a questo punto, preoccupati per il risultato finale, aggiunsero acqua e aceto per ottenere un formaggio morbido e compensare la mancanza del caglio e che il santo benedì la caldaia. Si dice che il risultato fu eccezionale e che il frico nacque proprio in questo modo.

Un piatto semplice e gustoso facile da preparare anche a casa grattugiando le patate e facendole cuocere con Motasio e cipolla in una padella antiaderente unta con burro.

Pizza Margheriita

CONSIGLI PER PREPARARE UN’OTTIMA PIZZA ANCHE A CASA

Pizza Margheriita

 

Amata da tutti, grandi e piccoli, famosa in tutto il mondo e divenuta anche patrimonio dell’UnescoLa pizza è un piatto completo e goloso da gustare nelle pizzerie più buone, ma non così facile da preparare a casa. Innanzitutto il forno al legna fa sempre la differenza  se si vuole ottenere una cottura davvero perfetta e un sapore inconfondibile. Questa quasi inevitabile differenza  rende più difficile la preparazione casalinga, ma seguendo i giusti accorgimenti è possibile riuscire a cucinare delle pizze speciali anche a casa.  

 

 

 

  • Attenzione all’acqua che si utilizza. L’ideale è un’acqua mediamente dura, se nella propria casa fosse però molto dolce o troppo dura, meglio preferire l’acqua minerale in bottiglia.
  • impastare pizzaPer ottenere una pizza facilmente digeribile, meglio diminuire la quantità di lievito utilizzato, mai superare gli 8-10 g per 1 kilo di farina. È poi importante riservare il giusto tempo alla lievitazione, che deve essere lunga per riuscire a portare in tavola una pizza davvero soffice e digeribile.
  • Meglio ancora scegliere come base per l’impasto una farina forte, da 270 a 350 W, perfetta per i lievitati soprattutto quelli che necessitano di una importante quantità di acqua come la pizza.
  • Chi vuole aggiungere sapore all’impasto può sostituire circa il 20% alla farina bianca con un’altra farina, ad esempio integrale o ai cereali.
  • Anche la manualità ricopre un ruolo molto importante nella preparazione di una pizza. È necessario dunque lavorare gli ingredienti energicamente perché si amalgamino bene e per evitare i grumi, infine è preferibile stenderla con le mani e non con il mattarello. Naturalmente è necessaria anche po’ di esperienza che si può raggiungere dopo un po’ di esperimenti.
  • Prosciutto e funghiLa cottura in forno elettrico di casa è più lunga rispetto a quella nel forno a legna, per questo è preferibile cuocere l’impasto già condito con olio e pomodoro per i primo 5-6 minuti in seguito aggiungere la mozzarella e infornare nuovamente fino al completamento della cottura.
  • Il momento della farcitura è quello più creativo. Si possono provare quelle più tradizionali come prosciutto e funghi, ortolana, speck e brie o lanciarsi in abbinamenti più originali come ricotta e salame, stracchino e mortadella.

Piccoli e semplici accorgimenti da provare a mettere in pratica per gustare un’ottima pizza anche a casa propria.

insalata riso feta e pomodorini

IDEE PER INSALATE DI RISO SEMPRE NUOVE

insalata riso feta e pomodoriniL’insalata di riso è una preparazione perfetta per questo periodo dell’anno. Ideale da portare in ufficio per un pranzo veloce nutriente e fresco, da gustare nelle calde serate estive, magari in compagnia di amici e anche per portarla in una borsa frigo in spiaggia e gustarla sotto l’ombrellone.

Le origini dell’insalata non sono molto chiare, ma sembrano legate a vari piatti tipici del mediterraneo. Un piatto unico che ricorda infatti la paella spagnola o il cous cous. Si pensa che venisse preparata, probabilmente dalla popolazione più povera, ma considerata un piatto non sufficiente elegante da essere riportato nei ricettari.

La tradizione, soprattutto quella della famiglia, ricopre un ruolo di grande importanza in questa ricetta. Non ne esiste una, ma tante quante sono le famiglie a prepararla. È il tipico piatto che ha i sapori dei ricordi. La ricetta di solito è quella della mamma o addirittura della nonna. È anche il tipico piatto svuota-frigo che può quindi avere ogni volta un sapore un po’ diverso.

riso venere e gamberiDi certo però se si vuole cambiare e si ha voglia di sperimentare nuovi sapori, le possibilità sono quasi infinite. Si può variare il cereale alla base, quindi sostituire il riso con orzo, farro, grano oppure preparare un mix di cereali, una scelta ricca di gusto e salute. Oppure utilizzare la propria fantasia per trovare nuovi abbinamenti tra gli ingredienti da utilizzare per i condimenti. In molti scelgono come base le preparazioni comunemente in commercio e la arricchiscono con cubetti di formaggio, dadini di prosciutto cotto e, in alcuni casi, uova sode. Ottima anche la versione a base di pesce, con mazzancolle e zucchine oppure dal sapore affumicato con speck e scamorza o anche una versione particolarmente fresca e saporita con feta, pomodorini e fagiolini.

Pesto Pistacchi

IDEE E CONSIGLI PER SQUISITI PIATTI CON LA FRUTTA SECCA

Pesto PistacchiSiamo abituati a consumare frutta secca quasi esclusivamente durante il periodo di Natale, a fine pasto quando ormai siamo abbondantemente sazi o come ingrediente di torte ricche, un alimento dunque, utilizzato solo di rado.

La frutta secca è un alimento dalle numerose proprietà nutritive, per questo sarebbe bene consumarla con maggiore frequenza. Ricca di vitamina E, Omega 3 e Omega 6, acidi grassi importanti per mantenersi in salute e sono anche una importante fonte di fibre e sali minerali. Un po’ troppo ricca di calorie se si eccede nel consumo, ma per evitarlo può essere una buona idea utilizzarla nelle ricette di primi e secondi piatti piuttosto che il più tipico consumo a fine pasto, quando c’è un rischio maggiore di ingerire una quantità eccessiva di calorie al pasto.

È buona e molto versatile in cucina, durante l’estate, quando la voglia di stare ai fornelli scarseggia può essere un ingrediente valido per preparare deliziosi pesti e condimenti per primi piatti, buoni da leccarsi i baffi.

Pesto mandorle e pomodori secchiCondire gli spaghetti con un trito di pistacchi, buccia e succo di limone e olio, assicura un piatto delicato, ma molto sfizioso. Chi non ama il sapore asprigno del limone può utilizzare i pistacchi e unirli a menta e aglio per un condimento fresco e originale. Le mandorle pelate sono ottime abbinate alla rucola per un pesto stuzzicante, o unite a pomodori secchi, basilico, aglio e ricotta salata una pasta dal sapore intenso. Un primo piatto dal sapore autunnale, invece, si può ottenere in pochi minuti facendo imbiondire uno spicchio d’aglio in un po’ d’olio, aggiungere nocciole tritate, grana e un po’ di prezzemolo e si otterrà una pasta davvero golosa. Se si desidera invece un condimento cremoso e ricco di gusto si può ottenere in pochi minuti unendo ricotta, noci e speck. Con un po’ di fantasia e in poco tempo si possono inventare sughi sempre diversi velocissimi da preparare, buoni e che fanno davvero bene!

Asparagi e crudo

LA STAGIONE DEGLI ASPARAGI

Asparagi e crudoLa primavera è ormai arrivata e con lei gli squisiti prodotti da poter assaporare in questo periodo dell’anno, quando sono particolarmente gustosi e approfittando del prezzo più basso. Le settimane di pioggia e umidità, seguite dai giorni di caldo e sole, hanno fatto sbocciare la produzione di asparagi in tutta Italia, l’abbondanza dunque permette di poterli acquistare a prezzi abbordabili.

Questo quindi è il momento giusto, per chi ama in modo particolare questi ortaggi, per portarli in tavola con più frequenza e togliersi la voglia.

AsparagiAi mercati si trovano diverse varietà, l’asparagina cioè gli asparagi più sottili sono particolarmente saporiti e perfetti per preparare frittate ottime. Gli asparagi più grossi e carnosi sono solitamente più facili da trovare e molto belli quando si vuole preparare un piatto che sia bello oltre che buono.
Ci sono poi gli asparagi bianchi, di questo colore perché vengono fatti crescere sotto terra, metodo che inibisce la produzione di clorofilla che conferisce il tipico colore verde. È una qualità caratterizzata da un sapore particolarmente delicato. Sono da provare anche gli asparagi selvatici dal sapore un po’ più pungente, perfetti per una frittata o da Asparagi con polloconservare in vasetto per allungarne almeno un po’ la stagione.

L’abbinamento degli asparagi con le uova è un classico, ma è un ortaggio che si abbina molto bene anche a formaggi e salumi. Arrotolandolo del prosciutto crudo o speck e farlo rosolare in forno qualche minuto a 190°, si può ottenere un antipasto davvero sfizioso o un secondo piatto leggero e goloso.

Ottimo condimento per paste o ingrediente prezioso per torte salate, accostarlo alle carni bianche permette di ottenere un piatto delicato, ma dalle grandi soddisfazioni.

Per un piatto gourmet con gli asparagi si possono utilizzare scaglie di tartufo o azzardare l’accostamento con le fragole e magari gamberetti per un’insalata fresca originale e nutriente.

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CALDE ZUPPE PER I PRIMI FREDDI

shutterstock_269502911Il freddo si porta con sé anche il desiderio di piatti caldi e saporiti. Un modo per coccolarsi dopo una giornata magari fredda e umida. Le zuppe sono le regine di questo periodo dell’anno. Veri e propri comfort food, capace di favorire il giusto relax e ritrovare le energie.

La tradizione italiana offre tante ricette squisite da provare per arricchire la propria cena o i pranzi di tanto sapore. La minestra  di patate ad esempio è una preparazione tipica campana , facilissima da cucinare, servono pochissimi ingredienti. Con un paio di patate, della pasta e un cucchiaio di pomodoro si ottiene una golosissima e nutriente minestra ancora più buona se mangiata riscaldata il giorno dopo.

Lashutterstock_525710119 zucca è un ingrediente ottimo e tipico di questa stagione, con il quale si possono preparare deliziose vellutate oppure si può utilizzare per rendere speciale la zuppa di lenticchie, legume con cui si abbina benissimo.

È il periodo giusto per gustarsi caldi e nutrienti piatti di pasta e fagioli e pasta e ceci, per renderle davvero indimenticabili è consigliabile aggiungere dei cubetti di pancetta o speck e qualche pezzo di crosta di Parmigiano o Grana, un trucco “ delle nonne” che donerà un tocco di sapore che renderà la minestra una vera prelibatezza .

shutterstock_613773029Sempre secondo le “le nonne” la verza è un vero toccasana per proteggersi dai malanni di stagione, portandola a tavola con frequenza ne gioverà quindi il piacere di gustare delle vere bontà e si aiuterà l’organismo a restare in salute. Preparare una minestra di verza è  semplice, chi ama le zuppe morbide e non brodose può aggiungere una patata negli ingredienti.

Nella cucina tradizionale laziale, inoltre, compare la ricetta di una minestra semplice e saporita, un piatto semplice e povero, ma capace sempre di dare grandi soddisfazioni. Con uova brodo e formaggio grattugiato in pochi minuti si può preparare un’ottima stracciatella, un piatto nutriente e che spesso viene utilizzato come antipasto per i pranzi e le cene legati alle festività.

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VINO ROSSO, FORMAGGI E SALUMI DA ABBINARE… AL PESCE!

shutterstock_307723376L’abbinamento pesce e salumi sicuramente è inconsueto, così come quello che prevede l’accostamento del vino rosso o addirittura del formaggio al pesce. Accostamenti di sapori utilizzati solo raramente, ma non vietati dai grandi Chef. Negli ultimi anni ad esempio molti sommelier hanno aperto le porte a certi vini rossi da bere con alcune preparazioni di pesce. I rossi giovani, magari serviti freschi, possono esaltare alla perfezione piatti come il caciucco, un rosso brioso invece, è perfetto con l’anguilla e, in generale, tutti pesci grassi come tonno e salmone, magari cucinati alla griglia o serviti crudi.

Al contrario mshutterstock_39596101eglio evitare l’ardito accostamento con crostacei o fritti, perché piatti dal sapore già troppo forte, in questo caso molto meglio vini bianchi secchi o le bollicine dello spumante.

Alcuni dei vini adatti ad essere serviti freschi e accompagnare i piatti di pesce sono il Bardolino, il Marzemino, il Chianti giovane, il Grignolino del Monferrato, la Barbera, la Bonarda, la Croatina dell’Oltrepò Pavese anche il Lambrusco.

shutterstock_312869534L’unione tra il pesce e latticini fa indubbiamente storcere il naso, ma se si pensa al golosissimo abbinamento pane, burro e alici, tutti i dubbi potrebbero scomparire in un attimo. I più curiosi devono provare però una pizzaiola con pomodoro e mozzarella e pesce spada al posto della consueta bistecca. È importante anche in questo caso scegliere i pesci giusti con i formaggi più adatti. Ottime anche le cozze al gorgonzola, un gusto un po’ ardito , ma golosissimo!

Anche i salumi si possono abbinare al pesce, le cappesante avvolte nella pancetta sono un grande classico,  una squisitezza proposta con tale frequenza che è entrata già da tempo a far parte della “normalità”. Ma sono da provare anche gli involtini di filetti di merluzzo avvolti nella pancetta o anche nello speck, un secondo velocissimo, molto saporito e che stupirà gli ospiti. La sogliola invece è ottima con il prosciutto crudo per degli involtini “uno tira l’altro”.

Tutte idee perfette si si vuole preparare un pranzo o una cena capace di lasciare tutti senza parole!

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PESCHE PROTAGONISTE DI NUOVI SAPORI

shutterstock_606422045Le pesche sono frutti ottimi e molto utilizzati in cucina. Si scelgono principalmente per preparare ottimi dessert, cotte, magari abbinate agli amaretti, come si usa fare in Piemonte oppure sciroppate o utilizzate come ingredienti di macedonie o torte.  Sono inoltre perfette per la preparazione di ottime confetture.

Un frutto molto versatile da provare in abbinamento ad ingredienti salati, chi è stufo di gustare d’estate il tradizionale prosciutto con il melone, un abbinamento classico ed intramontabile, dovrebbe provare un accostamento di sapori più nuovo e originale con le pesche e ringiovanire così un ottimo e fresco pranzo estivo. Per continuare a ricercare sapori nuovi si può provare anche l’abbinamento con lo speck, un altro salume che viene molto valorizzato dall’abbinamento con questo frutto tipicamente estivo. La versatilità delle pesche le rende perfette anche per cocktail come sangria e bellini.

shutterstock_481509421La pianta è originaria della Cina, dove simboleggiava l’immortalità, si è diffusa, nei secoli, in tutto il mondo passando dall’Egitto, la Persia, il Mediterraneo, fino agli Stati Uniti che oggi sono i maggiori produttori di questo ottimo frutto. In Italia invece le regioni che producono più pesche sono Emilia Romagna, Liguria, Veneto, Piemonte e Campania. Si trovano facilmente sui banchi frutta da maggio a settembre ed è proprio ora che si può gustare la tardiva di Leonforte una località del centro della Sicilia, una qualità dalla polpa molto dolce e che si presta ad essere utilizzata per marmellate e per essere sciroppate.

Le pesche sono state da sempre utilizzate nella medicina cinese e anche quella occidentale che riconosce al frutto qualità depurative, digestive e sembra siano addirittura utili alla circolazione e contro il mal di testa. Un frutto ottimo da tutti i punti di vista, di cui fare scorpacciate prima che la stagione finisca e scompaia dai banchi dei fruttivendoli.

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INSALATE DI RISO PER UN’INTERA ESTATE!

shutterstock_101925337Ogni anno, quando arriva l’estate e il caldo torrido, diminuisce la fame, la voglia di stare ai fornelli e aumenta la voglia di mangiare cibi freschi e veloci da preparare.

Un soluzione semplice e scelta di frequente è l’insalata di riso. Si può preparare in abbondanza e in anticipo e risolvere così anche un paio di pasti in modo gustoso.

È una preparazione che può sembrare sempre nuova cambiando ogni volta gli ingredienti seguendo i propri gusti o le proprie voglie e in alcuni casi può diventare anche una ricetta svuota-frigo. I condimenti già pronti sono sicuramente molto comodi e pratici, ma se si vuole ottenere un risultato davvero gustoso è meglio preferire il fai da te. È necessario qualche minuto in più, ma il successo è assicurato.

s0_350(2)L’insalata di riso più classica prevede l’utilizzo del riso parboiled, perfetto perché rimane con i chicchi bene separati e sodi e viene condito con prosciutto cotto a cubetti, mozzarelline, pomodorini e cetriolini oppure con uova sode, piselli, tonno e capperi.

Per un sapore un po’ affumicato si può condire con speck, scamorza e pomodori secchi sott’olio. Se si desidera un piatto davvero saporito L’insalata di riso alla mortadella è l’ideale, con pomodorini emmenthal olive taggiasche peperoni e capperi

shutterstock_263790134Si può però utilizzare anche il riso venere, il suo colore scuro farà risaltare gli altri ingredienti e il suo sapore molto aromatico arricchirà il piatto di gusto. È ottimo abbinato a salmone, avocado, pomodorini e peperoncino fresco.

Un trucco per rendere l’insalata di riso perfetta, è quello di condirlo quando il riso è già freddo per evitare che il calore rovini gli altri ingredienti. Per gustarla al meglio è consigliabile non servirla troppa fredda, togliendola almeno una mezz’ora prima dal frigorifero si potranno percepire tutti i sapori e si eviterà il rischio di consumare un piatti dai sapori piatti.

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TORTE SALATE PREPARAZIONI ADATTE AD OGNI OCCASIONE

shutterstock_514940656Le torte salate sono un’idea vincente in numerose occasioni , perfette per il pic nic, o da portare in spiaggia d’estate. Un antipasto per iniziare al meglio una cena, o anche un piatto unico perfetto per pranzi frugali, ma ricchi di gusto.

L’idea di racchiudere un saporito ripieno in una pasta stesa ha un’origine antica. La pasta, solitamente di pane, non era preparata per essere mangiata, ma solo per permettere la cottura degli ingredienti e come piatto da portata. La cornice era infatti spesso bella da vedere, ma dura e poco gustosa. Con il tempo però, si è presa l’abitudine di considerare anche l’involucro come una parte commestibile e si è iniziato a preparare impasti buoni da mangiare. Sfoglia, brisée o soffice pasta di pane, sono diventati una parte importante della ricetta, in alcuni casi con anche dei significati simbolici. shutterstock_558401704La torta pasqualina che, come si intuisce dal nome, si prepara tradizionalmente nel periodo di Pasqua, secondo la tradizione dovrebbe avvolgere il ripieno di erbe e ricotta con 33 foglie di pasta, proprio a simboleggiare gli anni di Cristo.

Nella tradizione culinaria della cucina francese, ci sono le quiche, torte salate aperte con un morbido ripieno a base di crème fraiche uova e pancetta, ingredienti base ai quali spesso vengono aggiunti formaggio e cipolla. Assolutamente da provare, la Quiche Lorraine alla pancetta Sgrassatella.

La fantasia è l’ingrediente principale delle torte salate. Le varianti di ripieno infatti possono essere infinite e tutte molto golose. Durante l’estate si può sfruttare la stagione delle zucchine, ottime complici per una golosissima torta salata.

Ricetta torta salata di zucchine

Ingredientishutterstock_539212516

1 rotolo di pasta sfoglia

300 g di zucchine

500 g di ricotta

100 g di formaggio grattugiato

100 g di brie

100 g di speck a cubetti

1 uovo

1 scalogno

Olio q.b.

Sale q.b.

Pepe q.b

Preparazione

Trita e soffriggi lo scalogno e salta in padella le zucchine tagliate a rondelle. Mescola la ricotta con il formaggio grattugiato, il brie tagliato a pezzetti, lo speck a cubetti e l’uovo. Aggiungi le zucchine e aggiusta di sale e pepe. Disponi la pasta sfoglia in una teglia e riempila con la farcitura alle zucchine. Cuoci in forno a 180° per circa 40 minuti.

 

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PANZANELLA, UN PIATTO GUSTOSO E PERFETTO PER I GIORNI PIÙ CALDI

shutterstock_397059790 (1)È tempo di estate e di pasti semplici e freschi. A rispondere a questi requisiti c’è la panzanella, un piatto della tradizione che e ha origini antiche e, come spesso accade, poco chiare. Probabilmente in origine era un piatto consumato dai contadini che durante il pranzo nei campi insaporivano il pane secco con le verdure che offriva l’orto. Un abbinamento di sapori vincente che è diventato un piatto considerato oggi un ottimo comfort food.

Anche sull’origine del nome ci sono diverse leggende, potrebbe derivare dal termine dialettale zanella la zuppiera che si usa per la preparazione, e pan uno degli ingredienti principali della ricetta. Altre teorie, invece, la fanno risalire al termine panzana che significa pappa.

È un piatto che si trova in molte regioni d’Italia con delle varianti. In Toscana e nel Lazio ad esempio si usa sbriciolare il pane, in Umbria e nelle Marche invece, di solito si usano le fette di pane intere, sulle quali adagiare gli altri ingredienti. In Puglia, Campania e Calabria è abitudine utilizzare le friselle, delle ciambellone secche che nella ricetta vengono inumidite e condite con pomodori olio, origano e sale, ma che spesso vengono arricchite con numerosi altri ingredienti, lasciando ampio spazio alla fantasia con un risultato finale che ricorda da vicino la panzanella.

shutterstock_431712145 (1)Per preparare una panzanella toscana a regola d’arte è importante evitare di bagnare troppo il pane. Più che una lenta immersione nell’acqua, è necessario un passaggio veloce, magari sotto il rubinetto, per evitare di ritrovarsi alla fine un vero e proprio pappone. La materia prima è importante per ottenere un risultato da leccarsi le dita. È fondamentale usare proprio il pane toscano, rigorosamente secco e  senza sale, è quello più adatto e con la consistenza migliore. La ricetta della tradizione prevede che il pane venga unito a pomodori, cetrioli, e cipolla e lasciato a bagno per una mezz’ora in acqua e aceto, ma per personalizzarla e renderla ancora più saporita, si possono ad esempio unire olive nere e speck a cubetti.

Un piatto perfetto per i giorni estivi durante i quali scarseggia la voglia di stare ai fornelli.

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DANUBIO, UNA PREPARAZIONE CAPACE DI ACCONTENTARE TUTTI I GUSTI

shutterstock_609429734Il Danubio è una preparazione golosissima molto conosciuta in Campania, poco invece nel resto d’Italia. È nata come ricetta dolce, ma esiste anche la versione salata che è assolutamente da provare!

A Napoli viene anche chiamata brioche al pizzico, facendo riferimento al fatto che per prendere la propria porzione occorre pizzicare e staccare la pasta e si trova ripiena di marmellata o crema pasticcera. 

shutterstock_572648914Assomiglia ad una preparazione della tradizione boema chiamata “buchteln”, una brioche composta anch’essa da palline di pasta  dolce, ma farcita con marmellata alle prugne e che solitamente si assapora con il tè.

C’è chi dice che sia stato inventato da Mario Scaturchio, un famoso pasticcere di origini calabresi. Secondo altre ipotesi si ritiene che sia stato inventato dalla zia materna dalle origini austriache del famoso pasticciere che avrebbe il merito solo di averne intuito il possibile successo.  Secondo altri ancora, sarebbe nato quando, in seguito alle nozze tra Ferdinando I e Maria Carolina di Asburgo-Lorena, arrivarono cuochi viennesi alla corte dei Borboni.

La versione salata è altrettanto golosa e spesso viene consumata a Pasqua al posto del Casatiello.

Ricetta del Danubio Salato

Ingredienti

255 g di farina di manitoba

255 farina 00

250 ml di latte

50 ml di olio

2 uova

100g di Imperial speck Rovagnati

100 g di scamorza affumicata

30g di zucchero

1 cucchiaino di sale

4g di lievito di birra secco

Preparazione

Unisci le farine al sale e allo zucchero, aggiungi un uovo e 230 ml di latte, nel quale avrai sciolto il lievito di birra. Mescola tutto e infine unisci l’olio. A questo punto inizia ad impastare e forma una palla. Mettila in una ciotola coperta con della pellicola trasparente e lasciala lievitare per circa due ore in un luogo tiepido. Quando la pasta sarà lievitata stacca dei piccoli pezzi e stendili con il mattarello. Farciscili con lo speck e la scamorza e richiudili formando una pallina. Disponi tutte le palline a raggiera in una tortiera fino a foderarla tutta. Sbatti l’uovo e il latte rimasti e usa questo liquido per spennellare la superficie. Copri il Danubio con la pellicola trasparente e lascialo lievitare nuovamente per circa un’ora. Cuocilo in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti.

 

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LA CUCINA TIROLESE, UN MIX TRA TRADIZIONE ITALIANA E RICORDI DI ANTICHE DOMINAZIONI

shutterstock_269104823La regione del Tirolo, territorio situato a nord est dell’Italia, oltre ad essere un luogo ricco di meraviglie naturali, assicura al visitatore di trovare un grande piacere anche a tavola.

Dopo una giornata trascorsa sulle piste a sciare, oppure dopo una lunga passeggiata nei suggestivi sentieri tra i boschi e i ghiacciai, c’è bisogno di recuperare le energie e la tavola altoatesina offre tanto gusto e tante varietà di piatti tra cui scegliere.

Una cucina che sente forte l’influenza della dominazione austro-ungarica, ma che ha anche una forte impronta italiana. Piatti semplici, ma ricchi e molto proteici per soddisfare le esigenze di chi deve sopportare il freddo e condurre la faticosa vita di montagna.

shutterstock_358828520Ottima la zuppa d’orzo alla tirolese ricca di verdure, cereali e carne. I canederli sono quasi un simbolo della zona. Sono dei grossi gnocchi di pane raffermo, impastato con latte e uova e vengono insaporiti da ottimo speck. Vengono spesso serviti in brodo, ma si posso anche gustare come secondo piatto accompagnati da crauti. Un altro primo piatto tipico della zona sono gli spatzle, nati come specialità della cucina sveva dove si servivano a tavola fin dal Medioevo. Sono degli gnocchetti di dimensione e forma irregolare preparati con farina acqua e uova . Spesso, in queste zone vengono preparati nella versione verde, aggiungendo gli spinaci agli ingredienti dell’impasto. Per il condimento si sceglie di solito del burro fuso e anche in questo piatto non può mancare l’ottimo speck.  Anche quest’ultimo è un prodotto tipico di questa zona. Un prosciutto crudo completamente disossato  e frutto dell’unione di due metodi di conservazione, la stagionatura, tipicamente italiana e l’affumicatura, usata invece nel Nord Europa.

shutterstock_126710384I secondi sono costituiti principalmente da carne. Il gulasch, di origini ungheresi, è un secondo piatto sostanzioso a base di carne e insaporito da cipolle carote patate e paprika. Si può servire come zuppa oppure farlo asciugare ottenendo così una specie di spezzatino molto speziato. Anche i wurstel sono comunemente presenti sulle tavole altoatesine.

Solitamente i pasti vengo accompagnati da ottima birra prodotta nella zona e, per favorire la digestione, invece, viene spesso consumata della grappa, magari aromatizzata al mirtillo.

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RICETTE E CONSIGLI PER POLPETTE PERFETTE!

shutterstock_408780886Un piatto che fa subito ‘casa’, piace a grandi e piccoli. Perfetto anche per eliminare gli avanzi del frigo. È un classico trucco che le mamme utilizzano per mascherare le verdure ai propri bambini, parliamo delle polpette, un piatto che non stanca mai!

Si possono preparare di carne, di pesce, di legumi,  di verdure, con ripieno fondente, speziate, al forno, fritte, con il sugo. È il piatto perfetto per liberare la propria fantasia in cucina.

shutterstock_274986173Solitamente sono così sfiziose che quando si preparano sono sempre un successo. Una preparazione semplice, ma che riesce a fare contenti tutti. Anche Pellegrino Artusi nel suo “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” sostiene che sia facilissimo prepararle, scrive infatti:  “Non crediate che io abbia la pretensione d’insegnarvi a far le polpette. Questo è un piatto che tutti lo sanno fare cominciando dal ciuco, il quale fu forse il primo a darne il modello al genere umano”

È possibile però commettere alcuni tipici errori che potrebbero renderle un po’ meno piacevoli. Il problema più frequente, ad esempio, riguarda la consistenza, possono venire troppo stoppose oppure troppo morbide e magari rompersi in cottura. Esistono però dei piccoli accorgimenti da utilizzare per essere sicuri di ottenere un risultato impeccabile.

  • shutterstock_458110279Se si usa il pane secco nell’impasto è buona norma bagnarlo nel latte, per assicurarsi delle polpette morbide.
  • Per evitare di trovare fastidiose lische in quelle di pesce, è meglio sbollentarlo prima di preparare la polpetta. In questo modo sarà più facile individuarle ed eliminarle tutte.
  • Il giusto rapporto tra il pane e l’ingrediente base della polpetta che si sceglie di preparare (carne – pesce – verdure) è 4 a 1, quindi per esempio, 400g di carne e 100 di pane.
  • Meglio evitare di preparare polpette troppo grandi, c’è il rischio di non riuscire a cuocerle in modo uniforme e di trovare l’interno ancora crudo.
  • Quando si preparano quelle di verdure meglio usare il pane secco o strizzarlo molto bene, perché in cottura rilasceranno la loro naturale acqua e si corre il rischio di ottenere un risultato troppo morbido.
  • Per ottenere la consistenza perfetta, attenti alle uova, se sono troppe, si rischia che l’impasto si rompa in cottura.
  • Le giuste erbe o spezie hanno la capacità di rendere le polpette davvero speciali. Il curry, la noce moscata, la paprika e il prezzemolo si abbinano molto bene alla carne. Per il pesce, invece, meglio preferire il timo. Il sapore dei legumi invece, di solito, viene esaltato da alloro o rosmarino.
  • La scorza di limone è in grado si trasformare una buona polpetta, in una polpetta indimenticabile.
  • Largo spazio alla fantasia, quando si parla di panatura. Non solo pane, ma anche semi di papavero, sesamo, farina di mais, corn flakes, frutta secca tritata.
  • Qualche fetta di Speck Rovagnati tritata e aggiunta alle polpette di carne, assicura un risultato davvero saporito e leggermente affumicato.
Strangolapreti spinaci e ricotta Primi piatti del Trentino A. A.

GLI GNOCCHI DI PANE RAFFERMO, UNA BUONA RICETTA CONTRO LO SPRECO

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Strangolapreti spinaci e ricotta Primi piatti del Trentino A. A.A Praga accompagnano da sempre il Gulasch, il corposo spezzatino di carne bovina che i mandriani ungheresi cuocevano all’aperto, all’interno di grossi paioli posti sul fuoco, durante i lunghi periodi in cui portavano a pascolare il bestiame. Ma gli gnocchi di pane non sono una ricetta soltanto ungherese: diffusi in diverse regioni nel nord Italia, rappresentano un piatto del riciclo, nato nelle case più povere per dare una seconda vita alle pagnotte non più freschissime. Continua a leggere

Avocado

AVOCADO, IL FRUTTO ESOTICO CHE PROTEGGE IL CUORE

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AvocadoSempre più spesso fa capolino sui banchi di frutta del supermercato, tra arance, mele, mandarini e altri prodotti ‘di casa nostra’. Sconosciuto nella Penisola fino a non molti anni fa, l’avocado sta conquistando le tavole del Belpaese e un numero crescente di italiani, che lo aggiungono a insalate o si cimentano con la preparazione di piatti esotici. Continua a leggere

Zuppa di orzo

ORZO, IL CEREALE “AMICO DEL CUORE”

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Con l’arrivo dei primi freddi sono tante le persone che lo utilizzano per arricchire zuppe di legumi e verdure, all’interno di polpette e sformati e nell’orzotto, un’alternativa al classico risotto – va preparato allo stesso modo – sempre più apprezzata dagli appassionati di cucina. L’orzo è diffusissimo sulle tavole italiane, perché regala una consistenza piacevole e corposa a pietanze calde e fredde. Continua a leggere

Funghi Porcini

FUNGHI PORCINI, IL PROFUMO DEI BOSCHI IN TAVOLA

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Trasformano una semplice bruschetta o un’insalata in pietanze da chef e sono protagonisti di raffinati carpacci, primi piatti e contorni da leccarsi i baffi. I porcini sono tra le più gustose meraviglie che la natura ci regala nei mesi autunnali e in cucina possono essere impiegati in tanti modi, sia crudi che cotti. Dotati di un gambo spesso e dell’inconfondibile “cappello” – che in alcuni casi può raggiungere i 30 centimetri di larghezza –, si caratterizzano per la polpa carnosa, saporitissima, impregnata di tutti i profumi del bosco. Iniziano a spuntare tra settembre e ottobre, con l’arrivo delle prime piogge, sotto a faggi, querce e castagni. Continua a leggere

Speck

LO SPECK, UNO DEI SALUMI ITALIANI PIÙ APPREZZATI ALL’ESTERO

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Speck“Poco sale, poco fumo e molta aria”. In Alto Adige lo Speck viene prodotto così, seguendo queste tre semplici ma fondamentali regole che, nei secoli, ne hanno determinato la fortuna ben oltre i confini regionali. Diffuso e apprezzato sulle tavole dell’intera Penisola, è considerato uno degli “ambasciatori” della gastronomia altoatesina nel mondo, insieme alla Mela dell’Alto Adige IGP e al Formaggio dello Stelvio DOP (vaccino e a pasta semidura): tra i salumi italiani più esportati all’estero, ogni giorno arriva sulle tavole di Germania, Austria e Stati Uniti e sta conquistando gradualmente nuovi mercati (dal Belgio alla Slovenia, dalla Repubblica Ceca fino alla Polonia, alla Francia e al Giappone). Continua a leggere

Formaggi misti e pere

…QUANTO È BUONO IL CACIO CON LE PERE…

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Coscia, Spadona, Kaiser, Williams, Abate, Conference, Decana, Martin-Secca, Passagrassana. Roquefort, Bleu d’Auvergne, Fourme d’Ambert o Montbrison, Camembert, Neufchâtel, Brie o Coulommiers, Asiago, Fontina, Caciotta o il Gorgonzola. Ma la lista potrebbe continuare all’infinito. Continua a leggere