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NERO NORCIA: UNA MOSTRA MERCATO DA NON PERDERE!

Tartufo nero PregiatoTorna anche quest’anno la mostra mercato nazionale del Tartufo Nero Pregiato di Norcia, si svolgerà in tre week end: 23-25 febbraio, 2-4 e 9-11 Marzo. Una rassegna agroalimentare che dagli anni ’50 si occupa di promuovere e di valorizzare le produzioni tipiche enogastronomiche e artigianali di eccellenza della zona. Un evento giunto alle cinquantacinquesima edizione, che vedrà come grande protagonista il Tartufo Nero  Pregiato di Norcia e che sarà anche l’occasione per approfondire tematiche legate a questo pregiato prodotto attraverso cooking show curati dall’Università dei Sapori, si terranno inoltre convegni che saranno l’occasione di dialogo e di analisi e confronto su temi di estrema attualità che riguardano il nostro Paese e in particolare il territorio della Valnerina.

Testimonial d’eccezione della manifestazione, Francesco Totti, cTratufo nerohe taglierà il nastro il 23 febbraio.  Il 4 marzo invece sarà possibile assistere al concerto di Michele Zarrillo accompagnato da Effervescenti naturali.

Una edizione della mostra mercato ancora più importante quest’anno, perché la città di Norcia ha candidato per il 2018 la cultura del tartufo come patrimonio immateriale dell’Unesco. Si tratta di un prodotto molto delicato dal profumo e aromi intensi.

Spaghetti alla nursinaPer gustarlo al meglio è consigliabile utilizzarlo subito dopo l’acquisto, non è infatti un prodotto che si mantiene a lungo. Per un periodo limitato di tempo è comunque possibile conservarlo avendo cura di avvolgerlo singolarmente in un panno umido senza togliere la terra che è in grado di rallentare il processo di formazione di microorganismi, riporlo in un vaso di vetro a chiusura ermetica e tenerlo in frigorifero. Cambiando il panno ogni giorno sarà possibile mantenerlo per al massimo due settimane. Prima di utilizzarlo è consigliabile pulirlo con una spazzola, ma non lavarlo mai sotto l’acqua.

Per utilizzarlo e esaltarne i sentori al meglio è bene cucinarlo un po’, ma non troppo, vietato ad esempio soffriggerlo o rosolarlo, è bene inoltre aggiungerlo solo a fine cottura. L’ideale è utilizzarlo per preparare gli spaghetti alla nursina, con olio, acciughe e tartufo nero grattugiato. Si può anche utilizzare per insaporire del paté di fegati di vitello o fegatini di pollo per preparare delle squisite tartine.

LA “DOPPIA PERSONALITÀ” DELLA PASTA ALLA NORCINA

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Penne alla norcina

Se vi fermate a mangiare in un ristorante di Norcia, Perugia, Terni o di qualsiasi altra cittadina umbra e desiderate gustare un buon piatto di “pasta alla norcina”, chiedete prima allo chef con quali ingredienti lo prepara, perché potreste trovarvi di fronte a una pietanza completamente diversa dalle vostre aspettative! Continua a leggere

TARTUFO, L’ORO DEI BOSCHI

Il suo consumo è testimoniato da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia del I secolo d.C.: il tartufo era conosciuto e apprezzato già in epoca romana. Secondo il poeta latino Giovenale il preziosissimo fungo avrebbe avuto addirittura un’origine “divina”, essendo nato da un fulmine scagliato da Giove, il padre degli dei, contro una quercia. Chiamato dagli antichi “tuber terrae”, ottenne il nome attuale soltanto nel 1600, quando gli abitanti del centro Italia lo denominarono “tartufo” per la sua somiglianza con il famoso marmo – il tufo, appunto.

 

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delicacy mushroom black truffle  -  rare and expensive vegetableEstremamente rari, i tartufi sono un’eccellenza del made in Italy nel mondo: il nostro Paese può vantarne sei varietà, diffusi in Piemonte e in alcune regioni dell’Italia centro-settentrionale – Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo, Marche, Molise e Umbria.

A differenza dei funghi “epigei”, che crescono sopra il terreno, i tartufi si sviluppano sottoterra – sono “ipogei” – e ciò impedisce la diffusione delle spore, necessarie per la riproduzione, nell’ambiente boschivo. La natura ha trovato così un modo ingegnoso per la continuazione della specie: il penetrante odore emesso da questi funghi, infatti, attira volpi, cinghiali e altri animali selvatici, che cibandosi di essi contribuiscono allo spargimento delle spore.

Il Tartufo Nero Pregiato, tipico dei comuni di Norcia e Spoleto, ha un prezzo che oscilla tra i 100 e i 300 euro all’etto, a seconda della vendita all’ingrosso o al dettaglio. Può essere consumato sia cotto, ad esempio con gli arrosti, che crudo, condito con olio e sale come tocco finale sulla pasta fresca. Altre varietà di tartufo, meno celebri delle altre due, sono lo Scorzone, che cresce nei boschi umbri e molisani, il Nero Liscio, il Bianchetto e l’Invernale.

tartufo biancoC’è poi, naturalmente, il celebre Tartufo Bianco di Alba (Cuneo) – altre varietà del “tuber magnatum” crescono sulle colline dell’astigiano, sull’Appennino tosco-emiliano e nell’alta Umbria. Dato il prezzo decisamente elevato – dai 300 ai 500 euro all’etto – il tartufo bianco si utilizza “con parsimonia”: per gustarlo al meglio e lasciare inalterato il caratteristico odore va consumato a crudo, dopo essere stato pulito con uno spazzolino per eliminare gli eccessi di terra e lavato sotto l’acqua corrente; tagliato a scaglie sottili può essere utilizzato per impreziosire risotti, primi piatti e secondi di carne, ma anche un semplice uovo al tegamino e la classica fonduta piemontese.

Il tartufo di Alba è protetto dal Centro Nazionale Studi del Tartufo, nato nel 1996 per diffondere la conoscenza del tartufo come prodotto di nicchia. All’oro bianco di Alba è dedicata poi la storica Fiera Internazionale del Tartufo Bianco, quest’anno in programma nel comune piemontese dal 12 ottobre al 17 novembre.