Archivi tag: uova

Uova

LA RISCOPERTA DELLE TRADIZIONI PASQUALI

Agnello (1)Mancano poche ore a Pasqua, molte famiglie sono già alle prese con i preparativi per festeggiare insieme a tavola.

Preparare in casa il menù dall’antipasto al dolce, come si faceva un tempo, è un trend in grande crescita, per riscoprire i piatti della tradizione, ritrovare i sapori di un tempo e portare in tavola piatti ancor più genuini. Secondo un’ indagine indagine Coldiretti/Ixè, il 59% delle famiglie italiane ha deciso di cimentarsi anche nella preparazione dei dolci pasquali, seppur non siano sempre così semplici da preparare.

Agnello (2)Che siano fatte in casa o acquistate, sulle tavole degli italiani saranno immancabili le colombe e le uova di cioccolata, scelte dal 70% delle famiglie.

Sulle tavole ci saranno piatti di lunga preparazione, che si gustano solo in poche occasioni proprio perché molto impegnativi da cucinare, ma anche le semplici uova. Sono un simbolo irrinunciabile di questa festa. Quelle di cioccolato, tanto amate da grandi e piccini, ma anche quelle sode da consumare con gli asparagi o magari durante il pic nic di Pasquetta. Le case inoltre, saranno rallegrate dai colori vivaci delle uova dipinte, magari con l’aiuto dei bambini.

Tenendo in considerazione anche quelle che verranno usate per le preparazioni casalinghe di ricette tradizionali e quelle utilizzate per i prodotti industriali, saranno circa 400 milioni le uova consumate durante tutto il periodo pasquale.

UovaUn alimento che fa parte delle tradizioni del periodo, ma che negli ultimi anni si è rivelato molto apprezzato dagli italiani. Nel 2018 le uova fresche hanno subito un balzo record del 14% di vendite. Il consumo di uova infatti è in crescita, anche grazie alla riscoperta delle preziose proprietà nutrizionali. Hanno infatti un importante contenuto proteico e una limitata quantità di calorie, un uovo medio ne contiene circa 78, sono perfette quindi anche per chi ha necessità di tenere sotto controllo il proprio peso.

Non tutti gli italiani però passeranno i prossimi giorni seduti a tavola. Complice forse le temperature miti date dal periodo e le numerose feste, particolarmente ravvicinate, sono tanti gli italiani che hanno scelto di partire. Il 40% ha scelto come destinazione il mare e il 27% invece le città d’arte.

Uova alla Benedict e bacon

LE INCERTE ORIGINI DELLE UOVA ALLA BENEDICT

Uova alla benedict asparagi e crudoLe uova alla Benedict sono un piatto solo apparentemente semplice da preparare e che solitamente si mangia la mattina per una colazione abbondante. Un tipico brunch newyorkese, un piatto da provare assolutamente se si visita la Grande Mela.

Si tratta di un muffin diviso a metà e tostato con una fetta di prosciutto o bacon arrostito e un uovo in camicia, il tutto insaporito da una squisita salsa olandese.

Le origini sono incerte, probabilmente si devono a Lemuel Benedict un broker di Wall Street che, nel 1894, per smaltire una sbornia in seguito ad una notte brava chiese al Waldorf Hotel  un «buttered toast, poached eggs, crisp bacon and a hooker of hollandaise». La ricetta piacque così tanto a Oscar Tschirky, il maitre dell’hotel, che decise di inserirlo nel menù.

Uova alla benedict con prosciuttoSecondo altre testimonianze la ricetta potrebbe essere legata al Delomonico’s Restaurant di proprietà della signora Legrande Benedict, la quale, stanca del solito menù chiese che le venisse preparata una colazione nuova e il risultato piacque così tanto allo chef Charles Ranhofer che lo inserì nel suo libro di ricette del 1894.

Una coppia di Edimburgo Mr & Mrs Benedict invece, ingaggiò addirittura uno studio legale di Londra per diffidare chiunque dall’utilizzo dei diritti commerciali, editoriali, pubblicitari e letterari delle “Eggs Benedict” perché sostenevano di poter dimostrarne proprietà intellettuale alla propria famiglia facendone risalire la paternità fin dal 1794.

Uova alla Benedict e baconAnche l’Artusi aveva inserito la ricetta nel suo famosissimo La scienza in cucina e l’arte ci mangiare bene:  “Scocciatele quando l’acqua bolle e fatele cadere da poca altezza .
Quando la chiara è ben rappresa quando la chiara è ben rappresa e il torno non è più tremolante, levatele con la mestola forata e conditele con sale, pepe, cacio e burro.
Se volete una salsa può servire quella di pomodoro, la salsa verde oppure una appositamente fatta che comporrete disfacendo un’acciuga nel burro caldo e aggiungendovi capperi spremuti dall’aceto e alquanto tritati; ma questa salsa non è per tutti gli stomachi.
Ho veduto servirle anche sopra uno strato, alto quanto un dito, di puré di patate, oppure sopra spinaci rifatti al burro”.  

Non è una ricetta così semplice da realizzare perché per preparare un buon uovo in camicia serve un po’ di manualità e pratica in cucina, ma è sicuramente un piatto perfetto per le lente mattine di vacanza, magari da gustare a letto.

shutterstock_195673823

LE UOVA NON SONO TUTTE UGUALI

shutterstock_195673823Le uova sono un alimento importante nella dieta quotidiana perché ricche di proteine. Un uovo medio fornisce 6,5 grammi circa di proteine e il fabbisogno quotidiano globale medio si aggira intorno ai 60-70 grammi, sono inoltre piuttosto semplici da digerire quindi adatte a bambini e ad adulti.

shutterstock_483204463In vendita si trovano numerose qualità di uova ed è importante saper scegliere le più indicate per le  proprie preparazioni. Se si vuole fare, ad esempio, la pasta fresca e ottenere un risultato di un giallo intenso è consigliabile utilizzare le uova con un tuorlo particolarmente giallo. La colorazione del tuorlo dipende dall’alimentazione delle galline, le uova dal tuorlo quasi arancione solitamente sono alimentate prevalentemente di mais. Il colore del guscio invece è legato esclusivamente a fattori genetici. Alcune razze producono uova dal guscio bianco, altre marroncine come quelle che troviamo più comunemente nei nostri supermercati.

Per la preparazione delle torte invece è importante prestare attenzione alla dimensione delle uova. In vendita, infatti, si trovano quattro diverse taglie. Le uova della categoria XL pesano dai 73 grammi in su, il peso delle L varia dai 63 ai 73 grammi. Le uova di dimensioni medie (M) oscillano tra i 53 e i 63 grammi; le uova di taglia S, infine, pesano meno di 52 g. Differenze che possono essere importanti per ottenere un buon risultato, per questo spesso nelle ricette per i dolci, in cui la quantità di uova è particolarmente importante, spesso viene suggerito il peso in grammi e non il numero di uova necessarie.

shutterstock_244693852Capire se le uova che abbiamo nel frigorifero sono ancora fresche è semplicissimo, è sufficiente metterle in un bicchiere, di acqua se l’uovo si appoggia sul fondo è freschissimo, invece meno l’uovo è fresco più si avvicina alla superficie e se arriva addirittura a galleggiare è consigliabile non mangiarlo e non utilizzarlo nella preparazione di una ricetta per non rischiare di rovinare tutto.

shutterstock_304454960

OMELETTE UN PIATTO SEMPLICE, VELOCE E RICCO DI GUSTO!

shutterstock_304454960L’omelette è un piatto tipico della cucina francese, sembra però avere delle origini  antiche che risalirebbero ai Romani. Secondo l’Academie des Gastronomes, un’accademia fondata nel 1930 da Curnonsky e che si propone e promuovere lo sviluppo del patrimonio culinario, l’omelette francese è un’evoluzione dell’ovo mellita una preparazione a base di uova e miele.

L’omelette ricorda una preparazione tipicamente italiana, la frittata, con la quale viene spesso confusa. La sostanziale differenza consiste nella diversa modalità di cottura. L’omelette infatti viene cotta solo da un lato, ripiegata su sé stessa e all’interno la consistenza deve essere ‘bavosa’, l’uovo quindi non deve essere cotto del tutto, ma rimanere molto morbido.

Per renderla più saporita, tradizionalmente alle uova si aggiungono prosciutto e formaggio, ma si presta benissimo anche ad essere farcita con molti altri ingredienti. Con un pizzico di fantasia, si possono inventare tanti e sempre nuovi abbinamenti, unendo alle uova zucchine cipolle, asparagi, pomodorini, e tanto altro.

E’ una preparazione veloce che si adatta bene alle giornate estive, quando la voglia di stare a fornelli diminuisce drasticamente a causa delle alte temperature tipiche della stagione. E’ comunque perfetta tutto l’anno per organizzare un’ottima e nutriente cena in pochi minuti.

E’ possibile prepararne una versione più facilmente digeribile con ridotte quantità di calorie utilizzando solo gli albumi sbattuti con una piccola quantità di latte. In questo modo ci si assicura un pasto ad alto contenuto proteico e un’omelette davvero soffice.

shutterstock_345492041_emmRicetta Per 2 persone

Ingredienti

3 uova

50  g di Gran Biscotto Rovagnati

50 g di Emmental

Omelette Prosciutto e formaggio

Olio q.b.

Sale q.b.

Pepe q.b.

Preparazione

Versa le uova in una ciotola, aggiungi sale e pepe e sbattile leggermente con una forchetta. Fai scaldare una padella unta con in po’ di olio. Cuoci le uova per qualche minuto, poi aggiungi il formaggio a pezzetti e il prosciutto. Quando il formaggio si sarà sciolto, chiudi l’omelette su se stessa e servila calda.

Rabaton piemontesi

RABATÒN DI RICOTTA E BIETOLE: I MORBIDI GNOCCHI PIEMONTESI

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Deliziosi gnocchi di ricotta ed erbette cotti in brodo e gratinati in forno, che alla consistenza morbidissima uniscono un sapore intenso e un profumo penetrante. I Rabatòn verdi sono tra le più famose specialità della cucina del Piemonte: originari di Litta Parodi – il borgo dell’alessandrino che ne rivendica la paternità – sono diffusissimi pure tra Mandrogne, Spinetta Marengo, Cascinagrossa e gli altri comuni della “Fraschetta”, piccolo territorio della Bassa Pianura Padana racchiuso tra Alessandria e Tortona. Continua a leggere

Tomaxelle genovesi

UN PRELIBATO PIATTO “DI RECUPERO”: LE TOMAXELLE GENOVESI

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Tomaxelle genovesiOggi sono considerate una prelibata ricetta delle feste, perché richiedono tempo e cura per essere cucinate, e sulle tavole della Liguria compaiono la domenica o nelle occasioni speciali. In passato, invece, erano un piatto di recupero che veniva preparato con gli avanzi di carne e verdura. Le Tomaxelle – o Tomaselle – sono una specialità genovese: involtini di fesa di vitello farciti con un ripieno davvero sostanzioso, fatto con macinato magro di manzo, interiora di vitello (schienali, animelle, cervella, poppa) lessate e tritate, uova, una manciata di pinoli e di funghi secchi, parmigiano grattugiato, prezzemolo e maggiorana per profumare. Sulla cottura ci sono due ‘scuole di pensiero’: c’è chi le rosola in padella con olio extravergine e poi completa il procedimento soltanto con del vino bianco e un po’ di brodo vegetale, e chi al brodo unisce qualche mestolo di ‘tocco’ di carne – così è chiamato il ragù nel capoluogo ligure –, che regala alla pietanza un bel colore rosso carico. Continua a leggere

tartrà su crema di piselli e pancetta croccante

DA PIATTO UNICO AD ANTIPASTO: IL TARTRÀ, IL BUDINO SALATO DEL PIEMONTE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Uno sformato dalla consistenza irresistibilmente soffice, che al palato si scioglie, e dal profumo buono e intenso delle erbe di campagna appena raccolte. È il Tartrà (o Tartra, senza l’accento), un’antica specialità della gastronomia povera piemontese, originaria delle Langhe e del Monferrato, due territori – rinomati per i vigneti secolari che nel 2014 sono diventati Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco – dalla forte vocazione contadina, dove in passato dai pochi ingredienti che la terra metteva a disposizione nascevano piccoli capolavori del gusto, come la panada, una minestra di pane raffermo resa nutriente dall’uovo sbattuto e dal formaggio grattugiato, o i tajarin, sottili tagliatelle che venivano condite con ragù di frattaglie e fegatini di pollo. Continua a leggere

Formaggio in pastella

DALL’ABRUZZO L’IRRESISTIBILE CACIO FRITTO, IL PECORINO IN PASTELLA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Formaggio in pastellaPecorino tagliato a fette, passato in una pastella di uova, farina e acqua e poi immerso per qualche minuto in abbondante olio bollente: è il “cacio fritto pastellato”, un’irresistibile specialità nata secoli fa nelle case delle campagne abruzzesi, in un’epoca in cui ogni famiglia aveva il suo piccolo gregge di pecore che serviva per il proprio sostentamento. Con il latte appena munto le mogli dei pastori facevano il formaggio, che non mancava mai sulla loro tavola: lo mangiavano a ogni ora, da solo o col pane caldo, oppure lo utilizzavano per preparare piatti semplici e buonissimi, che fanno parte ancora oggi del patrimonio gastronomico della regione. Tra queste c’erano le pallotte cace e ova – polpettine di rigatino fritte e condite con salsa di pomodoro –, il pecorino “in carrozza” – racchiuso tra due fette di pane bagnate nel latte con qualche filetto d’acciuga, impanato e fritto – e, appunto, il cacio pastellato, uno dei tanti ‘sfizi’ a base di formaggio nati dalla creatività delle massaie di questa terra, che pur avendo a disposizione pochi ingredienti ideavano autentiche golosità per deliziare marito e figli. Continua a leggere

Aspic

L’ASPIC, UNA RICETTA FRANCESE PER IL CENONE DI CAPODANNO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

AspicCon il tonno, con le uova o il prosciutto cotto, i peperoni o i sottaceti, il pollo o il manzo, il salmone o i crostacei. L’aspic è una celebre ricetta originaria della cucina francese, ma conosciuta e apprezzata anche nel resto d’Europa – in particolare tra Germania, Austria, Finlandia, Croazia –, in Russia e nella nostra Penisola: una preparazione di carne, pesce o verdure in gelatina – da mangiare fredda –, che con il suo gusto raffinato e la forma elegante è perfetta per stupire gli ospiti durante un’occasione speciale. Nelle case e nei ristoranti di Milano rappresenta il classico antipasto del Cenone di Capodanno, precedendo gli agnolotti in brodo di cappone e l’immancabile zampone (o cotechino) con le lenticchie. Continua a leggere

Brodo brustolà

IL BRODO “ABBRUSTOLITO” DEL FRIULI

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Brodo brustolàBrodo brustolà (“abbrustolito”) a Trieste, brut brusàt (“bruciato”) a Pordenone: sono i nomi di un’antica ricetta della cucina friulana, nata secoli fa nel triestino e diffusa nell’intera regione, fino all’Istria e ai borghi di montagna della Carnia. Una “vellutata ottenuta con un iniziale soffritto color nocciola di burro e farina, allungato con brodo o acqua, arricchito fuori dal fuoco con uova sbattute, aromatizzato con cumino e maggiorana e servito come una zuppa su fette di pane tostato cosparse di formaggio grattugiato”: così lo descrive Monica Cesari Sartoni, nel volume Mangia italiano. Guida alle specialità regionali italiane (2005). Più che di un brodo vero e proprio, quindi, si tratta di una cremosa salsa realizzata con un procedimento simile a quello della besciamella. Continua a leggere

Bambini_Africa

RISTORANTI CONTRO LA FAME: 30 CHEF ITALIANI PREPARANO I “PIATTI SOLIDALI”

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

orecchiette e pomodoriniRiso allo zafferano con ossobuco di bovinoPancotto

Le orecchiette e i minchiareddhi – una pasta fresca tipica del Salento dalla forma di un maccheroncino allungato – conditi con pomodorini, olive celline e provola piccante, da assaggiare nella Trattoria “La Vecchia Botte” di Ugento (Lecce); le uova en meurette – affogate in una salsina di burro, cipolla e vino rosso – cucinate nel Ristorante “Ora d’aria” di Firenze; il risotto alla milanese con l’ossobuco, storica pietanza meneghina da gustare nella “Taverna del Verziere” di Milano. Continua a leggere

www.oggi.it

NAPOLEONE SE LO FACEVA PREPARARE AL TERMINE DI OGNI VITTORIA: IL POLLO ALLA MARENGO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

È una ricetta piemontese che ci riporta indietro nel tempo, fino al 14 giugno del 1800, quando il cuoco personale di Napoleone, lo svizzero François Dunand, fu chiamato a preparagli qualcosa da mangiare per festeggiare la vittoria nella Battaglia di Marengo, che vide le truppe francesi e quelle austriache sfidarsi per il controllo dell’Italia Settentrionale. Dunand mandò i suoi aiutanti a rubare nelle cascine qualche ingrediente per la cena e così, con un paio di galline, un po’ d’olio e di farina, preparò quello che sarebbe diventato uno dei piatti più famosi della tradizione italiana: il pollo alla Marengo. Il piatto piacque a tal punto al futuro imperatore che da allora se lo fece cucinare al termine di ogni battaglia vinta. Continua a leggere

quiche Lorraine

SFOGLIA CROCCANTE E FARCITURA CREMOSISSIMA, IL SEGRETO DELLA QUICHE LORRAINE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Un guscio di pasta brisée che racchiude un ripieno soffice e vellutato, a base di uova sbattute, pancetta affumicata e crème fraîche (panna acida). È la quiche lorraine, celebre specialità della cucina francese che negli anni ha conquistato i palati di tutta Europa, Italia compresa. Il segreto del suo successo sta nel contrasto tra la sfoglia croccante e la farcitura, cremosissima ma dal sapore deciso. Ma anche nella rapidità con cui può essere preparata, scegliendo dischi di brisée già pronti e realizzando il ripieno in pochi, semplici passaggi. Continua a leggere

Frittata alla burina

UN’ANTICA RICETTA DELLA CAMPAGNA LAZIALE, LA FRITTATA “ALLA BURINA”

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Se in frigo c’è della lattuga già sciacquata, magari avanzata dalla cena della sera precedente, un modo sfizioso per ‘riciclarla’ prima che appassisca è riscoprire un’antica ricetta della tradizione laziale: la frittata alla burina. È una golosa preparazione che ha come protagonista – oltre alle uova, naturalmente – la lattuga romana, la varietà dalle foglie allungate che nella Capitale viene utilizzata da sempre nella vignarola, la famosa zuppa primaverile di carciofi, fave e piselli freschi, oppure ‘ripassata’ in padella con aglio e olio, come la cicoria. L’altro ingrediente che la caratterizza è il Pecorino Romano DOP, piccante e aromatico, che dona a questa morbida e succosa frittata un gusto davvero intenso. Continua a leggere

alberto fiorito

VACANZE FINITE? ECCO I 9 CIBI PER COMBATTERE LA “SINDROME DA RIENTRO”

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Lenticchie, mandorle, uova, broccoli, salmone fresco e banane. E poi una piccola ‘concessione’ come un pezzetto di cioccolato fondente, da gustare magari al termine della cena. Sono gli alimenti sui quali bisogna puntare per combattere la “sindrome da rientro” spesso associata alla fine delle vacanze estive. A suggerirlo è Alberto Fiorito, medico omeopata che da anni studia la correlazione tra alimentazione e salute: per riprendere al meglio gli impegni di lavoro o studio, lo specialista consiglia di privilegiare alcuni cibi dotati di virtù antidepressive, antiossidanti e rilassanti, che al termine dell’estate si rivelano utili per contrastare il cattivo umore e l’irritabilità tipici del ritorno alla quotidianità. Continua a leggere

Pesce_alimentazione bambini

PESCE, YOGURT E MIRTILLI: COSÌ I BAMBINI FANNO IL PIENO DI IODIO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Pesce_alimentazione bambiniFagioli bianchi con pasta o riso, insalate esotiche con le alghe e pesce fresco del Mediterraneo a volontà, il tutto condito con poco sale, ma iodato. E ancora latte per la prima colazione e yogurt a merenda, magari accompagnato da una manciata di rossi e succosi mirtilli. Questi gli alimenti protagonisti della campagna “Lo iodio non va in vacanza”, promossa dalla Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP) per prevenire o correggere la carenza del prezioso minerale in bambini e adolescenti.

Se tali raccomandazioni sono indicate, naturalmente, anche per gli adulti, in età infantile diventano particolarmente importanti per prevenire i futuri disturbi della tiroide, come il gozzo – l’aumento di volume e peso della ghiandola tiroidea –, una patologia che in Italia colpisce sei milioni di persone (tra questi, il 20% è costituito da ragazzini). Nei più piccoli, poi, una dieta a scarso contenuto di iodio compromette anche le funzioni cognitive e, di conseguenza, il rendimento scolastico. Continua a leggere

Happy child eating ice cream

LE ORIGINI MADE IN ITALY DEL GELATO. UN ALIMENTO CHE FA BENE E PIACE A TUTTI

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Happy child eating ice creamAmatissimo dai bambini, ma anche dagli adulti, il gelato è uno degli alimenti più consumati durante la stagione estiva. Continua a leggere

zucchine alla viscontea

LE ZUCCHINE ALLA LODIGIANA, LA RICETTA DEI VISCONTI

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Con le zucchine di stagione che in questi giorni si trovano in tutti i banchi della verdura è impossibile rinunciare a preparare uno dei piatti simbolo della tradizione meneghina e italiana: le zucchine alla viscontea. Una succulenta ricetta in cui la corposità del mascarpone, della besciamella e della panna si unisce alla leggerezza degli ortaggi, alla dolcezza dell’uva sultanina e al sapore importante degli amaretti. Continua a leggere

Insalata e uovo sodo

LE UOVA AMPLIFICANO L’EFFETTO BENEFICO DEGLI ORTAGGI

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Insalata e uovo sodoLattuga e pomodorini, patate e fagiolini, oppure peperoni e cetrioli: fresche insalate che con l’aggiunta delle uova sode si trasformano in piatti unici ideali sulla tavola della primavera e dell’estate. Forse non tutti sanno però, che l’uovo, oltre a rendere più sostanziosi questi semplici piatti, ha anche un’altra proprietà, quella di “amplificare” l’effetto benefico degli ortaggi. Continua a leggere

Fettuccine alla papalina

LE FETTUCCINE ALLA PAPALINA, LA PASTA DI PIO XII

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Fettuccine alla papalinaFettuccine tirate a mano, uova sbattute, prosciutto crudo, burro, cipolla e abbondante Parmigiano Reggiano grattugiato. Sono gli ingredienti della “Pasta alla papalina”, un’istituzione della cucina romana, diffusissima e apprezzata nell’intera Penisola. Accanto ad altri celebri e sostanziosi primi della tradizione laziale, come gli spaghetti alla carbonara, i tonnarelli cacio e pepe, i bucatini all’amatriciana e i rigatoni con la pajata (l’intestino del vitellino da latte), questa specialità è tra i principali “cavalli di battaglia” delle tipiche osterie di Trastevere, Testaccio, Sant’Angelo e degli altri Rioni della Capitale, che la servono insieme ad un buon bicchiere di vino dei Castelli. Continua a leggere

Frittata di riso

FRITTATA DI RISO, LA SECONDA VITA DEL RISOTTO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Frittata di risoÈ meno famosa di quella di pasta, ma rappresenta una soluzione altrettanto valida – e golosa – per dare una seconda chance al cibo avanzato dal pranzo o dalla cena del giorno prima. La frittata è il modo ideale per recuperare risotti e riso al sugo: invece di riscaldare gli avanzi e consumarli così come sono, è sufficiente unirli a qualche uovo sbattuto e a un po’ di formaggio grattugiato per dar vita a una pietanza del tutto nuova e molto saporita. Cucinarla, insomma è una scelta sostenibile che ci consente di evitare gli sprechi ma anche di sorprendere piacevolmente i commensali. Continua a leggere

Zuppa di zucchine e patate

LE ZUPPE DI PRIMAVERA CON LE PRIMIZIE DI STAGIONE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Con le fave fresche, i piselli o i fagioli, gli asparagi, i fagiolini o le zucchine. Chi ha detto che zuppe e minestre siano adatte soltanto all’inverno? Con l’arrivo della primavera l’orto ci offre legumi freschi e altre primizie, ideali per cucinare pietanze leggere da gustare tiepide o fredde. Continua a leggere

Lee Holmes

LA NUTRIZIONISTA LEE HOLMES SVELA I 10 CIBI CONTRO LA STANCHEZZA DI PRIMAVERA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

NoccioleNocciole, yogurt, salmone e uova. E poi verdure e ortaggi freschi, come spinaci, patate dolci e funghi. Per combattere la spossatezza che in primavera colpisce molte persone si comincia dalla tavola. Ad affermarlo è la nutrizionista australiana Lee Holmes, che in un articolo pubblicato sul quotidiano britannico Daily Mail ha elencato i dieci cibi da privilegiare in questo periodo dell’anno, per fare il pieno di energia e allontanare la fatica. Continua a leggere

Mondeghili milanesi

NON CHIAMATELI POLPETTE: I MONDEGHILI MILANESI

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Piccoli e invitanti bocconcini di carne tritata, pane e formaggio grattugiato, fritti nel burro. Ma non chiamateli polpette. I mondeghili sono tra le più golose specialità della cucina milanese: nati come piatto di riciclo, per recuperare il bollito misto o l’arrosto avanzato dal pranzo della domenica o dei giorni di festa, sono ricavati mescolando la carne ben fredda con uova, salsiccia sminuzzata, una michetta rafferma – il tipico panino lombardo soffiato, diffuso nel resto d’Italia col nome di rosetta – ammorbidita nel latte, un trito di aglio e prezzemolo, grana padano grattugiato, sale, pepe e un pizzico di noce moscata. Continua a leggere

Mimosa cake

FESTA DELLA DONNA: IL MENÙ ISPIRATO ALLA MIMOSA

Se la torta Mimosa è il piatto più rappresentativo che si prepara per la Festa della donna, negli anni la creatività di barman, chef e pasticcieri ha dato vita a tante altre portate e bevande create per menù a tema. E ogni anno l’offerta si allarga sempre di più. Ma gli ingredienti di base sono sempre gli stessi: lo Zafferano, innanzitutto, il tuorlo dell’uovo sodo, il Pan di Spagna, il mais, i Limoni e l’Ananas. Continua a leggere

stracciatella alla romana

LA MINESTRA “STRACCIATA” DELLA CUCINA ROMANA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Uova, semolino e brodo. Dall’unione di questi tre ingredienti nasce la stracciatella alla romana, un’istituzione della cucina laziale, economica, saporita e corroborante, ideale nelle serate fredde. Continua a leggere

Rafanata

LA RAFANATA, UNA SPECIALITÀ DEL CARNEVALE LUCANO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

RafanataHa l’aspetto di una semplice frittata, dall’interno bianco e morbido e dalla superficie dorata e invitante, ma sin dal primo morso rivela il suo carattere vivace e pungente. La rafanata è una specialità che arriva dalla Basilicata, terra dai sapori intensi e importanti: una sorta di pasticcio, cotto in forno, a base di uova sbattute, patate lesse schiacciate, mollica di pane sbriciolata e pecorino grattugiato in quantità generose.

Ciò che la rende unica è il rafano, una radice dal gusto fortemente aromatico coltivata nell’entroterra montuoso della Lucania e raccolta durante il periodo di Carnevale, grattugiata a crudo e impiegata per arricchire i già sostanziosi primi piatti locali, come gli strascinati al sugo di agnello e i ferretti con ragù misto di maiale e vitello. Continua a leggere

www.giallozafferano.it

PANE, UOVA E BRODO: LA ZUPPA ALLA PAVESE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

www.giallozafferano.it

www.giallozafferano.it

Uova intere sgusciate su fette di pane fritte nel burro – che fuori diventano dorate mantenendosi soffici all’interno –, servite con brodo di carne bollente e abbondante grana padano grattugiato. È la zuppa alla pavese, un’antica ricetta che arriva dalle campagne dell’Oltrepò, dove si ritiene sia nata agli inizi del XVI secolo. La consuetudine è di portarla in tavola all’interno delle classiche terrine di coccio monoporzione, con uno o due manici, come facevano i contadini negli anni passati.

Per cucinarla è indispensabile che le uova siano freschissime: se l’albume, infatti, con il brodo caldo si rapprende, cuocendo leggermente, il tuorlo deve invece rimanere crudo e morbido. Nella ricetta originale non doveva esserci certamente il brodo di carne – che era un cibo di lusso – ma quello vegetale, preparato con la borragine, un’erba selvatica che cresce spontaneamente. Continua a leggere

Ginestrata toscana

GINESTRATA TOSCANA, UNA ZUPPA “RINVIGORENTE”

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Una “crema speciale preparata col brodo invece che con il latte”. Così l’enogastronomo senese Giovanni Righi Parenti, nel volume La cucina toscana (1995), descrive la ginestrata, “un’antica pozione” originaria della zona del Chianti e diffusa fino alla Val di Chiana e al Val d’Arno. Continua a leggere

ricette.donnamoderna.com

LE RICETTE DEL NATALE: ZUPPA DI CARDI ABRUZZESE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

La mattina del 25 dicembre, le strade dell’Aquila, Teramo, Isernia e Campobasso – e dei borghi vicini – sono invase dall’avvolgente profumo della zuppa di cardi che arriva da finestre e balconi: a Natale non c’è casa abruzzese o molisana in cui non venga preparata, seguendo la ricetta che qui si tramanda da una generazione all’altra da tempi lontani. La ritroviamo anche in Campania, a Benevento, ereditata dal vicino Molise. Continua a leggere

cappellacci di zucca violina

I CAPPELLACCI DI ZUCCA VIOLINA DI FERRARA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

cappellacci di zucca violinaNon solo lasagne, tortellini e tagliatelle al ragù. Nella variegata tradizione della pasta fresca in Emilia-Romagna, accanto a questi succulenti primi ne compare uno delicatissimo, fatto di ingredienti poveri ma nato negli ambienti nobili della Ferrara rinascimentale: i cappellacci di zucca. Questi grossi tortelli ripieni di zucca sono tra i piatti più rinomati e apprezzati della gastronomia ferrarese; ne eguagliano la fama soltanto l’anguilla di Comacchio, la salama da sugo e il celebre panpepato natalizio. Continua a leggere

www.ilgamberorusso.com

LE PALLOTTE CACE E OVA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

www.ilgamberorusso.com

www.ilgamberorusso.com

Pecorino, mollica di pane e uova. Tre ingredienti umili che, combinati ad arte, danno vita a un piatto dal gusto sorprendentemente “ricco”. Le pallotte cace e ova sono piccole polpette di formaggio fritte in olio d’oliva – l’unico elemento più costoso di questa ricetta – e condite con salsa di pomodoro. Arrivano dalle cucine dell’Abruzzo, dove sono un’autentica istituzione, al pari di altre famose specialità di questa terra, come i maccheroni alla chitarra, spessi e corposi, il delicato rotolo di pasta allo sparone ripieno di ricotta e spinaci, gli arrosticini cotti sulla “furnacella” o la pecora alla cottora, nata all’epoca della transumanza. Continua a leggere

Bigoli in salsa - Primi del veneto

BIGOLI: LA PASTA FRESCA DEL VENETO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Bigoli in salsa - Primi del venetoRuvidi, spessi, corposi, in grado di trattenere e rendere unico ogni tipo di condimento. I bigoli o bigoi sono una pasta fresca nata nelle cucine del Veneto e diffusa anche nella confinante Lombardia: simili a grossi spaghetti, si distinguono da questi ultimi per il diametro, che oscilla fra tre e quattro millimetri, e la lunghezza, che può raggiungere i 25-30 centimetri. E non a caso il termine “bigolo” deriva da bigàt, che nel dialetto regionale significa “bruco”, alludendo proprio alla forma di questa singolare varietà di pasta. Continua a leggere

www.donnamoderna.com

IL PANE FRITTO ALLA ROMANA, LA TRADIZIONE DEL PANDORATO

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

klikk.no

klikk.no

Le fette de pagnotte un po’ rifatte / vanno tajate inerte, no a sfojetta / come er’ pane che chiameno a cassetta. / Quelle nun ponno mai rimane intatte. / E mo ve spiego come vanno fatte: / S’hanno da mette in una terinetta / a mollo a no sbattuto d’ova e latte / e ce se fanno stà na mezzoretta. / Quanno ch’er Pane è bene imbeverato, / s’indora fritto all’ojo o a tutto buro / p’avé diritto ar nome ‘Pandorato’. / Certo chi soffre de colesterina / e nun se vò aggravà, rinunci puro, / e vadi a letto con la minestrina”. Continua a leggere

Insalata di riso

INSALATA DI RISO, MILLE INGREDIENTI E TANTA FANTASIA

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Protagonista di pranzi e cene, ma anche di happy hour e aperitivi “rinforzati”, è tra le pietanze preferite dagli italiani per picnic all’aperto e soprattutto per le giornate al mare. Fresca, facile da preparare, “personalizzabile” a seconda dei gusti, l’insalata di riso è uno di quei piatti che non può mancare sulla tavola dell’estate. Nella lista dei “cibi da spiaggia” stilata da Coldiretti, quest’anno si classifica al secondo posto, dopo la macedonia di frutta e prima della Caprese. Continua a leggere

Condiglione

CONDIGLIONE O CONDIJUN, L’INSALATA ALLA LIGURE

[vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

CondiglioneLattuga, peperoni, pomodori, cetrioli, uova sode e olive taggiasche, con il tocco “esclusivo” del mosciame di tonno, una specialità della Liguria, o della preziosa bottarga di muggine. Sono gli ingredienti principali del Condiglione, una coloratissima e ricca “insalatona” che unisce elementi di terra e di mare ed è perfetta nella bella stagione, per una cena con gli amici o un picnic all’aria aperta.

È una pietanza che profuma d’estate, grazie agli ortaggi e al basilico fresco, ma allo stesso tempo ha un gusto importante conferito dal pesce essiccato. Continua a leggere