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CARNE E VERZA CON ABBONDANTE FONTINA: LA GOLOSITÀ DELLA SOÇA DI COGNE

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La primavera si avvicina, ma il clima freddo e piovoso ci invita a gustare ancora piatti caldi e sostanziosi, per ritemprare il corpo dopo una giornata di lavoro o di studio. Come la Soça, un pasticcio di carne di vitello e verza che arriva della Valle d’Aosta, dove, per affrontare le rigide temperature delle Alpi, in passato con gli ingredienti dell’orto le massaie ideavano ricette davvero succulente. È una pietanza contadina originaria di Cogne, incantevole borgo alle pendici del Gran Paradiso, che negli anni si è diffusa nel resto della regione, diventando una delle principali specialità dei ristoranti valdostani, assieme alla Carbonade, uno spezzatino di bovino cotto con vino rosso e spezie, alla fonduta e alla Micoouola, un pane dolce con uvetta, castagne e fichi secchi. Continua a leggere

Bottaggio o cassoeula  con polenta gialla

LA CASSOEULA, UN’ISTITUZIONE DELLA CUCINA LOMBARDA

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Bottaggio o cassoeula  con polenta giallaIl 17 gennaio, giorno dedicato a Sant’Antonio Abate, nelle case di Milano, della Brianza, del Comasco e del Pavese non può mancare un bel piatto di Cassoeula, il sostanzioso stufato di verza e carne di maiale, di cui si utilizzano le parti meno nobili (costine, cotenne, zampetti, orecchie), insieme alla luganega – la famosa  salsiccia monzese impastata con spalla e lombo, grana padano, brodo di carne e marsala – e ai verzini – salamini fatti con lo stesso impasto delle salsicce, ma secchi. È una pietanza umile della tradizione contadina lombarda, ma che ha conquistato anche palati sopraffini come quello di Arturo Toscanini, che ne era particolarmente ghiotto: considerata una delle ‘istituzioni’ culinarie della regione, nei ristoranti e dalle trattorie milanesi è una presenza fissa e compare accanto ad altri capisaldi della cucina locale, come il risotto allo zafferano e l’ossobuco. La consuetudine di mangiarla in occasione della festa di Sant’Antonio è antica: in passato, infatti, gennaio era il mese che segnava la fine della macellazione dei maiali e anche il migliore per consumare la verza, che con le prime gelate invernali ‘prendeva il ghiaccio’, diventando più tenera. Continua a leggere

Cavoletti di bruxelles

TANTE VIRTÙ NEI PICCOLI CAVOLETTI DI BRUXELLES

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Cavoletti di bruxelles

Sono originari del Belgio, come testimonia il loro nome, ma il Paese in cui vengono apprezzati di più è la Scozia, dove gli abitanti ne mangiano ben tre chili – contro i 600 grammi della loro terra natale – a testa in un anno. I cavolini di Bruxelles sono i più piccoli componenti della famiglia delle Brassicacee, la stessa a cui appartengono cavoli, verze, cime di rapa: un ortaggio invernale poco diffuso sulle tavole della Penisola, ma che come tutti i cavoli è ricco di virtù preziose per l’organismo. La caratteristica forma delle gemme – che rappresentano la parte commestibile –, simile a quella di un cavolfiore in miniatura, e il sapore intenso ma non invasivo li rende un alimento ricercato, da utilizzare sia crudo che cotto per preparare insalate e contorni raffinati. Continua a leggere

antonio torchia

SALUTE E GUSTO: IL MINESTRONE DI TORCHIA E AGOSTI

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Soup and ingredients

Quante volte una mamma, magari dopo essersi prodigata e “spremuta” nel preparare una pietanza prelibata, si è trovata di fronte a una bocca irrimediabilmente chiusa, una faccia sfrontatamente girata dall’altra parte?

A partire dall’anno di vita, superato lo svezzamento con i vari consigli pediatrici che, piano piano, si lasciano alle spalle, l’atteggiamento educativo nutrizionale dei genitori diventa spesso troppo permissivo, Continua a leggere