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ZABAIONE, UNA STORIA CONTROVERSA PER UN CREMA DALL’INDISCUTIBILE SUCCESSO

shutterstock_232203766Lo zabaione è un dolce di antichissime e dubbie origini. Come per molte delle ricette nate secoli fa, ricostruirne la storia della sua nascita non è affatto semplice. Nel caso di questa deliziosa crema c’è chi sostiene che abbia origini balcaniche, che sia stata importata e consumata prima di tutto a Venezia e che si sia diffusa poi nel resto d’Italia. Altre fonti assicurerebbero che sia nata nel 1471 e inventata dal capitano di ventura Giovan Paolo Baglioni, il quale pare si trovò a corto di viveri per i suoi soldati e che avesse a disposizione solo uova zucchero e vino. Provando a mischiarli avrebbe dato vita a quella che oggi è una delle creme più famose ed utilizzate in pasticceria. Di sicuro si può affermare che la più antica ricetta documentata e che descrive i passi per preparare questa deliziosa crema, sia napoletana. Compare infatti in un manoscritto del XV secolo ed è conservata oggi presso la Pierpont Morgan Library di New York.

shutterstock_511053886Altre informazioni farebbero invece pensare che sia nata a Torino e che si chiamasse originariamente Sambayon (in dialetto torinese ancora oggi questa crema si chiama sambajon) per ricordare il santo protettore di cuochi e pasticceri, Pasquale Baylòn.

Buona da gustare così com’è, utilizzando un cucchiaino, è una delle tipiche merende che preparano le nonne. È anche una crema molto utilizzata in pasticceria, in abbinamento ad altri dolci.

La ricetta originale prevede di utilizzare proprio i gusci delle uova come unità di misura  per dosare la quantità giusta di marsala da aggiungere ai tuorli e allo zucchero. Le quantità ideali sono: 4 tuorli, 80 g di zucchero e 4 mezzi gusci di marsala. Sbattendo gli ingredienti in una pentola scaldata a bagnomaria, la crema si addenserà velocemente. In pochi minuti lo zabaione è pronto per essere servito caldo o freddo.

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ZAMPONE DI MODENA, IL SALUME DELL’ALLEGRIA

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ZamponeSe volete allegria, mangiate modenese, lo zampone dà gioia ad un animo triste”, consigliava Émile Zola ai suoi lettori. Evidentemente lo scrittore francese apprezzava molto la cucina romagnola, in particolare il robusto insaccato – dal 1999 tutelato dal marchio IGP – che qui viene prodotto da oltre cinquecento anni, con parti magre e cotenna di maiale accuratamente selezionate, insaporite con aromi naturali e infilate dentro la pelle della zampa anteriore suina. Continua a leggere

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IL RISOTTO CON LA ZUCCA, LE NOCCIOLE E IL GELATO DI OLIVE NERE DI NICOLA MATTINA

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Vicino casa mia, da poco più di un anno, c’è un gelataio – Marco Radicioni – che ha scalato tutte le classifiche nazionali ed è considerato uno dei migliori artigiani d’Italia (e da molti, il migliore). Continua a leggere

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MEGLIO UN UOVO OGGI…

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uovaCrudo o cotto da secoli l’uovo (di gallina) è uno dei protagonisti indiscussi dell’alimentazione e della cucina. L’ovetto fresco, che oggi è quasi scomparso dall’alimentazione, demonizzato dalle campagne anticolesterolo degli anni ’90 e 2000, è nell’immaginario collettivo, soprattutto di quarantenni, cinquantenni e sessantenni la soluzione a tanti problemi di salute. Lo si beveva direttamente dal guscio praticando un piccolo foro nella parte superiore. L’alternativa era mangiarlo a zabaione, una crema ancora oggi protagonista della colazione di tanti italiani: il tuorlo si lavora con lo zucchero a cui viene aggiunto un po’ di caffè o vino liquoroso. In cima ai consigli della nonna in caso di malattia o fiacchezza, ma anche dopo sforzi o lavori manuali, è stato per lungo tempo considerato – non a torto – uno degli alimenti più energizzanti e nutrienti. Continua a leggere